{"id":27401,"date":"2019-10-22T11:37:00","date_gmt":"2019-10-22T11:37:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/10\/22\/non-siamo-noi-ad-essere-cambiati-ma-loro\/"},"modified":"2019-10-22T11:37:00","modified_gmt":"2019-10-22T11:37:00","slug":"non-siamo-noi-ad-essere-cambiati-ma-loro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/10\/22\/non-siamo-noi-ad-essere-cambiati-ma-loro\/","title":{"rendered":"Non siamo noi ad essere cambiati, ma loro"},"content":{"rendered":"<p>Si dice che solo i paracarri restano sempre fermi al loro posto, sul ciglio della strada, per dire che \u00e8 normale, per un essere umano, evolvere, e quindi anche mutare la propria visione del reale e il proprio atteggiamento pratico nei confronti della vita. D&#8217;altra parte, se si verifica un mutamento brusco e non graduale; se, dall&#8217;oggi al domani, una persona si mette a dire e a fare tutto l&#8217;opposto delle cose che diceva e che faceva sino al giorno innanzi; e se quella persona si \u00e8 sempre interessata di questioni sociali e politiche e ne ha sempre messo a parte i suoi amici e conoscenti, impegnandosi anche in maniera diretta con delle attivit\u00e0 pubbliche, che tutti gli altri hanno potuto vedere e giudicare, un simile repentino mutamento non pu\u00f2 non lasciare alquanto perplessi. S\u00ec: tutti possono cambiare opinione, mano a mano che l&#8217;esperienza concreta della vita suggerisce, e talvolta perfino impone, di rivedere, in modo pi\u00f9 o meno drastico, le idee che si professavano un tempo, e specialmente in giovent\u00f9. Tuttavia, perch\u00e9 un cambiamento possa apparire dettato da ragioni limpide e non da cinico opportunismo, magari in vista di vantaggi personali, \u00e8 necessario che esso avvenga in tempi e modi ragionevoli e credibili. Chi crederebbe al dolore sincero e inconsolabile di un vedovo che passi a nuove nozze una settimana dopo la morte della moglie? Per la stessa ragione, \u00e8 molto difficile credere che una certa persona passi da una concezione di vita all&#8217;altra, nel giro di pochissimo tempo, senza dare adito a numerosi e legittimi dubbi.<\/p>\n<p>Queste riflessioni sono fondate sul presupposto che la realt\u00e0 \u00e8 quella che \u00e8, vale a dire stabile, o almeno relativamente stabile; mentre gli individui, che vivono in essa la loro vita terrena, sono soggetti a evolvere ma, in tutti i casi, dispongono della libert\u00e0 di pensare e agire, e quindi possono sia restare uguali a se stessi, sia cambiare, essendo entrambi i casi il frutto di una libera scelta, magari implicita, come lo \u00e8 la scelta di non scegliere, e perci\u00f2 di restare nel solco delle proprie abitudini. Tuttavia c&#8217;\u00e8 una cosa che non funziona in questo modo di veder le cose: esso non tiene sufficientemente conto del fatto che l&#8217;avvento della modernit\u00e0 ha prodotto un&#8217;accelerazione impressionante nei ritmi di vita delle persone e anche nella struttura complessiva della societ\u00e0. Pertanto, se il mondo pre-moderno era caratterizzato da un notevole grado di stabilit\u00e0, sotto molteplici punti di vista &#8212; economico, sociale, politico, culturale, spirituale, religioso &#8212; il mondo moderno tende a trasformarsi in maniera sempre pi\u00f9 rapida: una rapidit\u00e0 che a un certo punto si \u00e8 fatta cos\u00ec incalzante, e per certi versi minacciosa, da mandare in crisi un numero crescente di persone, le quali non riescono ad adattarvisi e, per cos\u00ec dire, a mantenere il suo passo (cfr. i nostri precedenti articoli: <em>Lo &quot;shock&quot; della modernit\u00e0 banco di prova del nuovo ordine mondiale<\/em>, pubblicato sul dito di Arianna Editrice il 25\/06\/07 e ripubblicato su quello dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 14\/12\/17; e <em>La fretta e la complessit\u00e0 della vita quotidiana alle origini del nostro &quot;shock da futuro&quot;<\/em>, sul sito dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 24\/12\/17).<\/p>\n<p>Ora, si deve tener presente che, se la modernit\u00e0, come fenomeno globale, esordisce verso il XVI secolo o al principio del XVII, di fatto essa \u00e8 entrata nella vita delle masse solo molto pi\u00f9 tardi, fra quella data e i d\u00ec presenti, avanzando a macchia di leopardo; mentre nella sua fase iniziale essa non era che un fenomeno di <em>\u00e9lite<\/em>, riguardava pochi intellettuali, amministratori e uomini di governo e si imponeva alla vita della gente comune come qualcosa di calato dall&#8217;alto, ad esempio mediante le rapide trasformazioni delle strutture produttive e l&#8217;avvento, in particolare, delle macchine a vapore, in seguito delle macchine elettrificate e infine dei calcolatori elettronici. Nelle varie regioni d&#8217;Europa, la modernit\u00e0 \u00e8 entrata definitivamente nella vita delle masse, modificandola in maniera irreversibile, in tempi diversi, cos\u00ec come diversi sono stati i tempi fra citt\u00e0 e campagna, fra le grandi citt\u00e0 e le cittadine di provincia, e perfino all&#8217;interno delle citt\u00e0 stesse, fra le zone industrializzate o terziarizzate e i quartieri popolari, rimasti al margine, per un certo periodo, della corrente modernizzatrice. Il film di Ren\u00e9 Clair <em>Porte des Lilas<\/em>, che nella versione italiana \u00e8 stato tradotto con <em>Quartiere dei lill\u00e0<\/em> (comprensibile la nozione di &quot;quartiere&quot; per render meglio l&#8217;idea; folle aver introdotto i &quot;lill\u00e0&quot; per indicare la Porte des Lilas, cos\u00ec chiamata perch\u00e9 conduceva alla cittadina di Les Lilas) mostra come, ancora nel 1957, alcune zone di Parigi vivessero in una atmosfera per certi aspetti pre-industriale, se non addirittura pre-moderna. In Italia, romanzi come <em>Il quartiere<\/em> di Vasco Pratolini, scritto nel 1943-44, confermano che perfino certi quartieri di una citt\u00e0 come Firenze (in questo caso, il quartiere di Santa Croce) non vennero lambiti dai modi di vita della modernit\u00e0 se non a partire dagli anni della Seconda guerra mondiale, e tale impressione \u00e8 confermata dai quadri di Ottone Rosai e di Mario Sironi, i quali, pur cos\u00ec diversi fra loro per la prospettiva adottata dagli autori, evidenziano, incrociandosi, la realt\u00e0 ora enunciata. In altre parti d&#8217;Italia la modernit\u00e0 si \u00e8 imposta pienamente ancor pi\u00f9 tardi: si pensi a <em>Cristo si \u00e8 fermato a Eboli<\/em> di Primo Levi, scritto anch&#8217;esso nel 1943-44, per la Basilicata, oppure <em>La contrada<\/em> di Carlo Sgorlon, del 1981 (ma ambientato in un periodo imprecisato nei primi decenni del Novecento), per il Friuli. E si potrebbero citare infiniti altri esempi, dal cinema, dalla letteratura, dalla poesia, dalla pittura e dalla musica leggera, fino a <em>Il ragazzo della Via Gluck<\/em>, di Adriano Celentano, del 1966; mentre <em>L&#8217;Albero degli zoccoli<\/em>, il film di Ermanno Olmi del 1978, \u00e8 gi\u00e0 la rievocazione di un mondo contadino scomparso irrevocabilmente. Ma a che scopo andare a visitare film, canzoni, libri, opere d&#8217;arte, quando basta avere sessant&#8217;anni per ricordare benissimo come i nostri quartieri, le nostre citt\u00e0, i nostri paesi e le nostre province avessero conservato ancora, in parte, un volto pre-moderno sia dal punto di vista produttivo e paesaggistico, sia, quel che pi\u00f9 conta, dal punto di vista spirituale e morale, con la vecchia scuola dove ancora si curava la calligrafia, si imparavano le poesie a memoria, si ricordavano le date storiche, come la scoperta dell&#8217;America o la ricorrenza di san Francesco, patrono d&#8217;Italia, e si celebravano i valori tradizionali, Dio, la Patria e la Famiglia? Per non parlare della Chiesa cattolica, quella vera, quella di prima del Concilio, quando i bambini imparavano la dottrina sul Catechismo di Pio X, ed era un parlare <em>s\u00ec<\/em>, <em>s\u00ec<\/em>, e <em>no<\/em>, <em>no<\/em>, come ha insegnato Ges\u00f9 Cristo, e non un parlare volutamente ambiguo, falso, truffaldino, come ci ha abituati, gradualmente e quasi insensibilmente, il clero post-conciliare.<\/p>\n<p>Ebbene. Una persona che si \u00e8 formata la propria visione del mondo negli ultimi anni della pre-modernit\u00e0, oggi si trova in una situazione doppiamente difficile, scomoda, spinosa. La prima ragione, scontata, \u00e8 che il rapido avanzare della modernit\u00e0 ha reso obsoleti modi di pensare e perfino di sentire: un esempio per tutti, il comune senso del pudore. Ci\u00f2 che era scandaloso, e perci\u00f2 impensabile, fino ai primi anni &#8217;60, oggi \u00e8 divenuto naturalissimo, anzi, oggi fa sorridere, perch\u00e9 le cose che fanno scandalo, ammesso che ce ne siano ancora, sono quelle che allora nessuno sarebbe arrivato a concepire, tranne, forse nei romanzi o nei film di fantascienza. Per scandalizzare qualcuno, oggi, bisogna semmai tornare ai comportamento tradizionali, per esempio nel caso della moda, o nell&#8217;uso del tempo libero, cio\u00e8 l\u00ec dove pi\u00f9 facilmente di lascia trasparire ci\u00f2 che si \u00e8 e ci\u00f2 che si desidera essere nei confronti del rapporto col mondo esterno. Ma c&#8217;\u00e8 un&#8217;altra ragione che rende scomoda e difficile posizione delle persone che hanno oltrepassato la mezza et\u00e0: vale a dire un processo molto abile, molto sottile, almeno nelle sue fasi iniziali, perch\u00e9 oggi, viceversa, \u00e8 evidentissimo, solo che le menti disabituate al pensiero critico non riescono a coglierlo, pur avendolo tutti i giorni davanti agli occhi: lo slittamento e il rovesciamento pressoch\u00e9 totale delle ideologie, dei valori ad esse correlati, degli stili di vita da esse ispirati. Un osservatore acuto (anche se per altri aspetti criticabile) come Pier Paolo Pasolini se n&#8217;era accorto gi\u00e0 al principio degli anni &#8217;70: notando, per esempio, che portare i capelli lunghi, per i ragazzi, era stato un segno di contestazione da sinistra del &quot;sistema&quot;, almeno fino a tutti gli anni &#8217;60, ma poi, a un certo punto, non si sa bene come, era diventato una moda a tutti gli effetti, e perci\u00f2 un segno di conformismo, e quindi non un elemento di contestazione mediante il linguaggio corporeo, ma al contrario un elemento di assenso e di consenso a quel &quot;sistema&quot; che solo pochi anni prima i giovani parevano intenzionati a prendere d&#8217;assalto e ad espugnare, considerandolo come la radice di tutti i mali, le menzogne, le turpitudini, le ipocrisie e le ingiustizie dell&#8217;universo. Oggi per scandalizzare qualcuno, una ragazza non ha bisogno di spogliarsi e andare in giro per le strade praticamente nuda &#8212; ce ne sono cento e cento altre che fanno gi\u00e0 la stessa cosa, e ciascuna cerca di spingersi un po&#8217; oltre, sicch\u00e9 la gente non si stupisce pi\u00f9 di tanto; ma bisogna che annunci ai suoi amici di aver maturato la vocazione di farsi suora di clausura: allora s\u00ec, possiamo esser certi che scoppier\u00e0 un vero e proprio scandalo, e che molti insorgeranno per distoglierla da un cos\u00ec insano proposito.<\/p>\n<p>Gli intellettuali si sono posti brillantemente al timone di questa conversione a &quot;u&quot;, avendo per\u00f2 cura di guardarsi bene dal dichiararlo apertamente: no, essi non stavano mutando la loro ideologia &#8211; di sinistra, ovviamente: la sola che avesse diritto di cittadinanza nella cultura degli anni dal 1945 in poi; al massimo, se proprio si vedevano costretti a fornire qualche spiegazione, dicevano di essere impegnati in un&#8217;opera di adattamento e assestamento, per poter agire pi\u00f9 efficacemente sulla realt\u00e0. La stessa spiegazione, <em>mutatits mutandis<\/em>, che nella Chiesa cattolica teologi e vescovi, se proprio vi erano costretti, davano della &quot;svolta&quot; conciliare rispetto alla dottrina e al Magistero di sempre: loro non stavano cambiando niente, stavano solo adottando delle modalit\u00e0 di comunicazione pi\u00f9 consone ai tempi nuovi, pi\u00f9 adeguate alla realt\u00e0 del mondo moderno. E cos\u00ec i professori nelle scuole, i sindacalisti nelle piazze, gli amministratori pubblici quando rilasciavano interviste ai giornali, perfino i cantanti, impegnati a cantare emozioni e sentimenti privati laddove, fino a qualche anno prima, era d&#8217;obbligo cantare emozioni e sentimenti collettivi, in omaggio all&#8217;impegno sociale che la sinistra egemone imponeva e pretendeva da tutti, come la sola maniera giusta di porsi di fronte alla realt\u00e0. Tutt&#8217;al pi\u00f9, era permesso parlare ancora di emozioni e sentimenti privati, a patto di attribuirli alla marcia e decadente borghesia, e farne oggetto di scherno, di ludibrio, nonch\u00e9 modello paradigmatico di tutto ci\u00f2 che \u00e8 brutto, turpe e immorale nella societ\u00e0 contemporanea. Allora s\u00ec, che si poteva parlarne: e che gusto a sparare a zero, bordate su bordate di fango, contro quelli che ancora credevano nella famiglia, nel lavoro, nell&#8217;ordine, nella sana educazione dei bambini, nell&#8217;amor di Patria, nel rispetto degli anziani, e avevano un atteggiamento di ascolto e umilt\u00e0 di fronte alla tradizione! Un poco alla volta, pian piano, l&#8217;ideologia progressista \u00e8 mutata, ha preso nuove strade, si \u00e8 indirizzata verso altre mete, ha preso a cuore altre cause: dopo la difesa dei lavoratori, la difesa dell&#8217;ambiente; dopo gli scioperi studenteschi contro la scuola, gli scioperi comandati dalla scuola, magari per correr dietro al carrozzone mediatico di Greta Thunberg; dopo le lotte per affermare la fantasia al potere, la sottomissione totale ai voleri della BCE; dopo la religione di Marx, quella del Povero Migrante; dopo i diritti della donna, i diritti dei transessuali; e dopo il rifiuto di Dio, della Chiesa e dei preti, la strettissima alleanza con una religione, una chiesa e un clero che non parlano pi\u00f9 di Dio, tanto meno di Ges\u00f9 Cristo e si farebbero torturare piuttosto di ammettere che il Regno di Dio non \u00e8 di questo mondo, ma che hanno sempre in bocca i migranti, la biodiversit\u00e0, la plastica, il clima, la crociata contro il razzismo. Anche se ormai l&#8217;unico razzismo \u00e8 quello che discrimina i bianchi, i cittadini europei, la loro civilt\u00e0, i loro valori, la loro religione (quella vera e non l&#8217;oscena contraffazione del signor Bergoglio e dei suoi complici).<\/p>\n<p>Pertanto, arrivati al punto in cui siamo, non \u00e8 affatto segno d&#8217;incoerenza, ma al contrario di una vera e profonda coerenza con se stessi, nello stravolgimento generale operato dai padroni del mondo, i signori della grande finanza, mediante il controllo dei mezzi d&#8217;informazione, della magistratura, della scuola, dell&#8217;universit\u00e0, ecc., professare un atteggiamento che solo in apparenza contraddice il precedente, ma nel profondo \u00e8 rimasto fedele ai valori di sempre. Una persona che era accogliente e ben disposta verso i primi immigrati, ora non li pu\u00f2 neanche vedere: non \u00e8 lei che \u00e8 cambiata, ma la situazione: ora non si tratta di piccole quote di bisognosi, ma di masse strabocchevoli di soggetti che volentieri delinquono e hanno trasformato citt\u00e0 e quartieri in fortini assediati, con le prostitute e gli spacciatori nigeriani che stringono in una morsa i pacifici cittadini, e i rapinatori rom che si aggiungono a quelli nostrani, rendendo pericoloso non solo uscir di casa, ma anche restarci. E una persona che si fidava della sua banca, dei politici, dell&#8217;Unione Europea, ora \u00e8 diventata insofferente di tutte queste agenzie e istituzioni e le percepisce come suoi nemici mortali, responsabili del peggioramento della vita, dell&#8217;aumento della povert\u00e0 e della mancanza di lavoro per i suo figli, costretti ad andare all&#8217;estero bench\u00e9 laureati. La gente \u00e8 esasperata e aggressiva: a cambiare non \u00e8 stata lei, ma i cinici oligarchi della modernit\u00e0 hanno mutato le coordinate del reale e imposto cinicamente la legge dello sfruttamento totale e della mercificazione d&#8217;ogni cosa. Chiusi nella loro autoreferenzialit\u00e0, politici e intellettuali di sinistra non sanno far altro che colpevolizzare la gente&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si dice che solo i paracarri restano sempre fermi al loro posto, sul ciglio della strada, per dire che \u00e8 normale, per un essere umano, evolvere,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30188,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[32],"tags":[202],"class_list":["post-27401","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varie-costumi-e-societa","tag-modernita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-varie-costumi-e-societa.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27401","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27401"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27401\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30188"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27401"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27401"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27401"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}