{"id":27395,"date":"2020-07-17T05:23:00","date_gmt":"2020-07-17T05:23:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/07\/17\/non-si-puo-vivere-senza-qualcosa-che-scaldi-il-cuore\/"},"modified":"2020-07-17T05:23:00","modified_gmt":"2020-07-17T05:23:00","slug":"non-si-puo-vivere-senza-qualcosa-che-scaldi-il-cuore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/07\/17\/non-si-puo-vivere-senza-qualcosa-che-scaldi-il-cuore\/","title":{"rendered":"Non si pu\u00f2 vivere senza qualcosa che scaldi il cuore"},"content":{"rendered":"<p>Il recente suicidio di un giovane di ventitr\u00e9 anni che conoscevamo, a conclusione di un breve vita intessuta di angoscia e di rabbia, ci induce a svolgere una riflessione sul profondo malessere che attanaglia gli uomini d&#8217;oggi e che ne paralizza le forze naturali, l&#8217;amore stesso per la vita, la propria e l&#8217;altrui: perch\u00e9 siamo convinti che qui si trova il nodo della crisi complessiva che la nostra civilt\u00e0 sta attraversando, e che se non riusciremo a sciogliere quel nodo, qualsiasi rimedio che noi o chiunque altro possa immaginare, per quanto giusto in teoria, in pratica non giover\u00e0 a nulla e non ci aiuter\u00e0 a risollevarci d&#8217;un solo centimetro dalla prostrazione nella quale siamo caduti. Chiunque abbia a che fare con i giovani, come educatore o come genitore, e chiunque sia dotato d&#8217;un sia pur minimo spirito d&#8217;osservazione, si sar\u00e0 accorto che negli ultimi anni, con un ritmo sempre pi\u00f9 veloce, qualcosa si \u00e8 rotto nell&#8217;equilibrio interiore delle persone; qualcosa che, bene o male, prima c&#8217;era, e consentiva loro di mantenere la giusta rotta nella perigliosa navigazione della vita, sia pure con la nebbia o con le tenebre, o almeno di non scostarsene troppo. Ed \u00e8 chiaro che questo qualcosa ha a che fare con l&#8217;istinto stesso della sopravvivenza, come una bussola magnetica che in qualsiasi circostanza, anche la pi\u00f9 avversa, non cessa tuttavia d&#8217;indicare il Polo Nord, e il cui ago, anche se viene capovolto e sballottato in cento direzioni, torna poi sempre ad assestarsi nel suo naturale orientamento. Ma la domanda \u00e8 proprio questa: <em>qual \u00e8 il naturale orientamento dell&#8217;uomo nel mondo?<\/em> Oggi un grandissimo numero di persone non lo sa pi\u00f9; lo ha scordato o non lo ha mai saputo, specie i pi\u00f9 giovani, nati e cresciuti nel pieno del disorientamento morale della nostra societ\u00e0: avanza una generazione d&#8217;individui straniti, allucinati, privati perfino del pi\u00f9 essenziale istinto di sopravvivenza. Attenzione: non perdiamoci nei meandri della psicologia individuale; sforziamoci di mantenere un profilo ampio nel nostro ragionamento, andando dritti alle cause generali: cio\u00e8 un profilo filosofico. Nel caso del giovane che si \u00e8 suicidato, le cause particolari risalgono alla sua infanzia solitaria e infelice, alla mancanza della figura paterna e alla conflittualit\u00e0 esasperata con quella materna, al punto che, togliendosi la vita, forse egli ha voluto punirla, gettandole addosso inestinguibili rimorsi e sensi di colpa: e tuttavia anche in questo caso, come in ogni altro, siamo profondamente convinti che esiste una ragione di gravissimo malessere esistenziale assai pi\u00f9 profonda, alla quale le cause particolari forniscono tutt&#8217;al pi\u00f9 l&#8217;occasione per manifestarsi, ma che non va confusa con esse, perch\u00e9, se per ipotesi meramente fantastica, le si potesse far scomparire con la bacchetta magica, il malessere tuttavia resterebbe, o tornerebbe, non essendo stata affronta la radice delle sue cause ultime. \u00c8 facile, infatti, scambiare gli effetti per la causa. Per esempio si dice, di una certa persona, che \u00e8 inquieta, imprevedibile, eternamente insoddisfatta: e si \u00e8 portati a pensare che l&#8217;irrequietezza, l&#8217;imprevedibilit\u00e0, l&#8217;eterna insoddisfazione siano le cause del suo malessere. Bisogna invece domandarsi perch\u00e9 quella persona sia irrequieta, imprevedibile e perennemente insoddisfatta: perch\u00e9 ciascuna di queste disposizioni, se sono tratti permanenti del carattere e non elementi temporanei, o intermittenti, si configurano come delle vere e proprie patologie.<\/p>\n<p>Ricordiamo che l&#8217;organismo umano tende all&#8217;equilibrio, cio\u00e8 a conservarsi in buona salute: e ci\u00f2 vale tanto per la sua componente fisica che per quella di natura mentale e spirituale. A meno che subisca traumi o deviazioni, o che sia sottoposto a un regime di vita innaturale, l&#8217;organismo \u00e8 naturalmente sano, o comunque dispone di risorse tali da poter ristabilire la propria salute, se cause accidentali sopraggiungono a comprometterla. In un certo senso, anche se questo pensiero \u00e8 insolito per la nostra cultura, ad essere anomala \u00e8 la malattia, non la salute: basti penare a quante decine di organi funzionano perfettamente nel nostro corpo, assicurando il buon funzionamento di tutte le sue complesse funzioni; oppure quanti milioni e miliardi di virus e batteri convivono felicemente con esso, svolgendo anzi una funzione utile, prima che uno solo di questi, per ragioni specifiche, possa diventare un fattore di disturbo e dar luogo ad una patologia. Ne consegue che la salute si preserva adottando un regime di vita che sia il pi\u00f9 possibile vicino alla natura: il segreto \u00e8 quello di non ammalarsi, perch\u00e9 quando si deve combattere per ristabilire la salute, cio\u00e8 l&#8217;equilibrio, si gioca in una posizione sfavorevole e si rischia di non vincere mai.<\/p>\n<p>Ora, tralasciando in questa sede la dimensione fisica e concentrandoci su quella pi\u00f9 importante, che \u00e8 la dimensione mentale e spirituale &#8212; perch\u00e9 la mente e lo spirito sono fatti per comandare il corpo, non viceversa &#8212; la tipica malattia della modernit\u00e0 \u00e8 la perdita dell&#8217;equilibrio interiore, che pu\u00f2 essere determinata da una quantit\u00e0 di fattori e di abitudini sbagliate, tutte per\u00f2 riassumibili in una semplice formula: il prodursi di un vuoto esistenziale. La vita di ciascun essere umano ha bisogno di qualcosa che la riempia e che scaldi il suo cuore; non di qualsiasi cosa, ma di ci\u00f2 che risponde al suo fine generale e particolare. Il fine generale dell&#8217;uomo \u00e8 realizzare pienamente la propria natura di creatura razionale, morale e sociale, il che vuol dire diventare cosciente, nel senso pi\u00f9 alto della parola, della propria realt\u00e0. In termini cristiani, la suprema consapevolezza consiste nel riconoscere Dio quale causa prima e fine ultimo di tutte le cose, e dunque nel capire e nel sentire che si vive per cercare Dio, per amarlo, adorarlo, servirlo, e per desiderare di essere eternamente con Lui. Il fine particolare di ciascuna esistenza consiste nel giungere alla medesima consapevolezza, ma seguendo ciascuna la propria strada, realizzando le proprie doti particolari e lasciandosi guidare dalla propria specifica vocazione. Il dramma degli uomini e delle donne moderni \u00e8 essenzialmente l&#8217;oblio del proprio fine, che si manifesta in una serie di comportamenti e stili di vita disordinati, dispersivi, logoranti, sempre pi\u00f9 lontani dalla natura, inseguendo il miraggio di una falsa libert\u00e0 e di una illusoria e aberrante auto-affermazione, perseguita anche a costo di sovvertire le basi stesse della natura. Una donna che vuol divenire mamma a sessant&#8217;anni e che, magari, vuole avere il figlio da suo marito, morto dieci o venti anni prima, ma il cui seme era stato conservato nelle apposite &quot;banche&quot;; due donne che vogliono avere un figlio senza il concorso di un atto sessuale con il maschio, e perci\u00f2 ricorrendo alla fecondazione eterologa; due uomini che vogliono avere, e crescere, un &quot;figlio&quot; e che si servono, com&#8217;\u00e8 successo, del ventre della madre di uno dei due, la quale si \u00e8 fatta volonterosamente inseminare per poter fare al suo rampollo, e all&#8217;amico di lui, o marito che dir si voglia, il regalo della sospirata prole (massima aspirazione di una coppia di omosessuali maschi: poter fare i genitori, ovviamente per\u00f2 senza dover sottostare alle fastidiose leggi di natura, secondo le quali per diventare genitori \u00e9 necessario il concorso di un uomo e di una donna): sono tutti esempi della dismisura, del vero e proprio ottenebramento delle intelligenze e del senso morale, che inducono tante persone ad inseguire, come fosse un diritto sacrosanto, ci\u00f2 che in effetti \u00e8 una sfida sempre pi\u00f9 estrema, e sempre pi\u00f9 sconcertante, ai limiti posti dalla natura alla realt\u00e0 dell&#8217;essere umano.<\/p>\n<p>Pertanto nell&#8217;uomo moderno si \u00e8 verificato uno squilibrio fra le sue aspettative e i suoi desideri sul piano fisico e biologico, che sono sempre pi\u00f9 grandi e che, tendenzialmente, confinano con l&#8217;idea di poter sconfiggere la morte, il suo sogno pi\u00f9 antico (Eva mangi\u00f2 il frutto proibito perch\u00e9 il serpente le aveva assicurato che, mangiandolo, lei e Adamo non sarebbero mai morti), e il senso di vuoto interiore provocato dalla caduta di tutte le fedi, di tutte le ideologie, di tutte le speranze, perch\u00e9 la marcia vorticosa del progresso si \u00e8 risolta, s\u00ec, un una serie di avanzate spettacolari, ma anche di disastrosi e repentini fallimenti, che hanno alimentato in lui instabilit\u00e0, ansia, timore, confusione, spaesamento, solitudine. Da un lato, perci\u00f2, egli si sente quasi onnipotente, e concepisce sempre nuovi traguardi tecnologici e sempre nuovi trionfi sulla natura (come se la natura fosse la sua antagonista, e non, come realmente \u00e8, la sostanza di cui \u00e8 fatto sul piano fisico); dall&#8217;altro si sente sempre pi\u00f9 svuotato, scoraggiato, frustrato, depresso, avendo intravisto che il suo nuovo dio, la scienza, non \u00e8 in grado di soddisfare la sua aspirazione pi\u00f9 grande, quella dell&#8217;immortalit\u00e0, e pertanto deve rassegnarsi a morire, per\u00f2 dopo aver perduto quella filosofia della serena accettazione che era il punto di forza dei suoi avi, fino ad anni relativamente recenti, nelle difficolt\u00e0 della vita e specialmente nella malattia, nella vecchiaia e, appunto, di fronte alla morte. E lo disarmonia che si \u00e8 prodotta in lui spinge l&#8217;uomo moderno a indugiare in un precario equilibrio, sempre pi\u00f9 simile a una paralisi della volont\u00e0 e a un tedio della vita stessa, sospeso fra i due abissi della superbia sconfinata e dell&#8217;avvilimento pi\u00f9 completo, come se in fondo al proprio essere sentisse di aver perso il diritto di esistere, diritto invece che i suoi avi sentivano di avere pienamente non per orgoglio, ma perch\u00e9 consci di essere stati chiamati da Dio all&#8217;esistenza per svolgere il loro lavoro, e che conferiva ad essi quella tipica sicurezza, quel realismo, quel sano posare i piedi per terra, pur senza assolutizzare nulla di ci\u00f2 che \u00e8 impermanente, dunque neanche la terra e la dimensione terrena della nostra vita. Questo, infatti, era il grande segreto, questa era la profonda saggezza dei nostri nonni: amavano la vita, ma l&#8217;amavano come essa \u00e8, comprese le spine, senza pretendere di cambiarne le leggi essenziali secondo i loro desideri; e al tempo stesso amavano, e anche di pi\u00f9, il pensiero della vita eterna, unito alla coscienza del dovere da compiere e del fatto che anche le sofferenze, se vissute come un&#8217;offerta di amore a Dio, diventano elementi d&#8217;innalzamento e conferiscono alla vita un valore e un significato pi\u00f9 alti.<\/p>\n<p>Al contrario, la tipica fragilit\u00e0 degli uomini moderni nasce in gran parte della non accettazione della sofferenza e della morte, dal rifiuto delle leggi di natura e dalla pretesa di godere una vita senza spine, purgata da ogni sacrificio, necessit\u00e0 o dolore, e nella quale restano solo le gratificazioni, i piaceri, le cose belle, come nei film di Hollywood e nelle frasi dei Baci Perugina. Chi non ha compreso che la sofferenza non \u00e8 evitabile, non \u00e8 eliminabile dalla vita, e soprattutto che non \u00e8 affatto inutile, insensata, beffarda, perch\u00e9 ogni cosa viene da Dio e Dio \u00e8 infinito Amore e sapiente Provvidenza, non ha capito nulla; ed \u00e8 proprio questo l&#8217;aspetto che maggiormente spiace nella sedicente chiesa cattolica dei nostri giorni, nella catechesi di questi sedicenti vescovi e preti e nelle assurde, blasfeme, inverosimili omelie che da casa Santa Marta il falso papa Bergoglio ci riserva quotidianamente. Una volta, parlando a un pubblico di bambini (doppio scandalo!), lo disse chiaro; e lo disse in particolare a un bambino che era rimasto orfano e gli chiedeva perch\u00e9 Dio aveva permesso che rimanesse senza la mamma: non solo rispose di non saperlo, ma aggiunse, per buona misura, che lui non doveva credere a quelli che dicono di avere la risposta. Mentre una cosa \u00e8 certa: che il tutto il cristianesimo, partendo dal sacrificio di Ges\u00f9 sulla Croce, che si rinnova ogni volta nel mistero dell&#8217;Eucarestia, \u00e8 la risposta a quella domanda: la sofferenza esiste per purificare le anime dal loro egoismo e per avvicinarle a Dio, unendole a Lui nella medesima offerta d&#8217;amore che il Figlio ha fatto di S\u00e9. E che ci sta a fare un papa, che ci sta a fare un clero, che ci sta a fare una chiesa, se si dimenticano questa verit\u00e0 essenziale, o, peggio ancora, se la negano, la contraddicono, pretendendo di riscrivere il cristianesimo, coi loro argomenti umani, con la loro superbia umana, inducendo le anime a credere che la sofferenza \u00e8 solo uno sbaglio, un contrattempo, un errore, e che la cosa migliore che si possa fare di fronte ad essa \u00e8 cercare di schivarla? Questo, del resto, \u00e8 lo spirito di <em>Amoris laetitia<\/em>: spirito di errore, di eresia e di diabolica contraffazione della vera dottrina di Cristo. Il quale non ha mai detto<em>: Se la tentazione \u00e8 pi\u00f9 forte di te, cedile, e il Padre sar\u00e0 ugualmente contento di te e della tua vita; sar\u00e0 soddisfatto se gli confesserai che non ti riesce di agire diversamente!<\/em> (cfr. <em>A. L<\/em>., spec. \u00a7\u00a7 304, 305, 308). Ma ha detto, al contrario, con espressioni di una durezza addirittura brutale: <em>Se il tuo occhio ti \u00e8 di scandalo, cavatelo: meglio per te entrare senza un occhio nel regno dei Cieli, che andare con entrambi gli occhi nella Geenna<\/em>. E che ha detto anche: <em>Chiunque guarda una donna con desiderio, ha gi\u00e0 commesso adulterio con lei nel suo cuore<\/em>. E ancora: <em>L&#8217;uomo non divida ci\u00f2 che Dio ha unito<\/em>. E allora chi siete voi, nani, caricature di vescovi e di teologi buonisti e modernisti; chi siete voi per parlare a nome di Ges\u00f9 con un linguaggio del tutto diverso da quello di Ges\u00f9? Che Vangelo \u00e8 dunque il vostro? Non \u00e8 sicuramente il Vangelo di Cristo, semmai il contro-vangelo di Satana. Andatevene dunque in perdizione, voi e tutti quelli che vi ascoltano e che mettono in pratica i vostri falsi insegnamenti. Ecco perch\u00e9 le chiese si svuotano; ecco perch\u00e9 le anime si allontano da questo sedicente clero; ed ecco perch\u00e9 ormai, alla benedizione dell&#8217;Angelus, in Piazza San Pietro, non si contano che poche decine di persone. Questa \u00e8 una chiesa che non scalda il cuore, perch\u00e9 non annuncia pi\u00f9 la pienezza del Vangelo, che arde come un incendio nei cuori degli uomini. Ma come potrebbe fare diversamente, se il suo stesso cuore non \u00e8 caldo n\u00e9 freddo, come la chiesa di Laodicea (<em>Ap<\/em>. 3, 14-17) che Dio vomita dalla sua bocca? Di questo ha bisogno l&#8217;uomo per vivere: di qualcosa che gli scaldi il cuore&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il recente suicidio di un giovane di ventitr\u00e9 anni che conoscevamo, a conclusione di un breve vita intessuta di angoscia e di rabbia, ci induce a<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30180,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[92],"class_list":["post-27395","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psicologia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-psicologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27395","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27395"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27395\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30180"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27395"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27395"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27395"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}