{"id":27394,"date":"2021-03-04T10:25:00","date_gmt":"2021-03-04T10:25:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/03\/04\/non-si-deve-mai-perdere-la-speranza\/"},"modified":"2021-03-04T10:25:00","modified_gmt":"2021-03-04T10:25:00","slug":"non-si-deve-mai-perdere-la-speranza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/03\/04\/non-si-deve-mai-perdere-la-speranza\/","title":{"rendered":"Non si deve mai perdere la Speranza"},"content":{"rendered":"<p>Nel momento storico che stiamo vivendo la tentazione dello scoraggiamento, della tristezza e della disperazione vera e propria \u00e8 fortissimo, forse pi\u00f9 che in qualsiasi epoca passata. Perfino le due guerre mondiali, vissute in prima persona dai nostri nonni, o la Seconda guerra mondiale, vissuta dai nostri genitori, rimaste sempre vive nella loro memoria, pur nella loro estrema crudezza non hanno mai comportato una cos\u00ec diffusa perdita della speranza. Anche sotto il furore dei bombardamenti aerei o nelle strettezze del razionamento alimentare; pur con l&#8217;angoscia in cui vivevano le famiglie di ricevere ogni giorno una cartolina militare recante la notizia della perdita di un figlio, di un marito, di un fratello, non c&#8217;era per\u00f2, a quanto ci hanno raccontato, un sentimento cos\u00ec diffuso e cos\u00ec profondo di scoraggiamento <em>esistenziale<\/em>, un pessimismo cos\u00ec radicale e immedicabile. C&#8217;erano sia lo scoraggiamento che il pessimismo, ma pur sempre proiettati nella dimensione storica; vale a dire che i nostri nonni e i nostri genitori, anche nelle terribili difficolt\u00e0 che vivevano, non avevano perso la speranza che le generazioni future avrebbero potuto ricostruire quel mondo in macerie e riprendere una vita serena e ordinata, proseguendo quel cammino di pace e di lavoro che la guerra aveva brutalmente interrotto. Essi dunque sentivano che la pace, e non la guerra, avrebbe dovuto essere il corso normale della storia; cos\u00ec come sentivano, soprattutto a causa della loro solida educazione cristiana, che la vita e non la morte avrebbe avuto l&#8217;ultima parola nelle cose di questo mondo, nonostante tutto e a dispetto di tutto, perch\u00e9 tale \u00e8 la volont\u00e0 di Dio; che dopo l&#8217;agonia c&#8217;\u00e8 la risurrezione e dopo la tristezza viene la gioia. Di conseguenza vivevano le difficolt\u00e0 con animo forte e atteggiamento virile: non avevano tempo di piangersi addosso, e non appena il cannone ebbe finito di tuonare, essi erano gi\u00e0 impegnati a sgombrare le macerie e a ricostruire le case, le citt\u00e0 e le fabbriche; e dieci anni dopo che la guerra era finita avevano gi\u00e0 fatto del&#8217;Italia una delle maggiori potenze economiche al mondo, un Paese pieno di vita e con un alto tasso di natalit\u00e0 &#8212; il che \u00e8 sempre l&#8217;indice pi\u00f9 sicuro per misurare lo stato di salute morale e di fiducia in se stesso di un popolo. Oggi invece la gente appare completamente ripiegata su se stessa, perfino in senso fisico: se ne va per la strada con aria furtiva, sospettosa, intimidita; bada alle faccende essenziali per la sopravvivenza e poi si affretta a tornare a casa, per chiudersi dentro senza vedere alcuno, a incretinirsi con la sola compagnia della televisione, la quale fa il suo sporco lavoro di spargere terrore a pi\u00f9 non posso e far s\u00ec che il terrore non si allenti mai, non conosca alcuna flessione, ma permanga come una cappa invisibile e opprimente, dalla quale \u00e8 impossibile uscire: al punto che se, per ipotesi romanzesca, domani tutti i media proclamassero che la pandemia \u00e8 finita, molte persone non ci crederebbero e conserverebbero le abitudini di prima, a cominciare dall&#8217;uso dell&#8217;inseparabile mascherina, e dalla richiesta di potersi vaccinare contro un virus che non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9, che non c&#8217;era pi\u00f9 neanche quando venne messo in commercio e che forse non c&#8217;\u00e8 mai stato, visto che nessuno scienziato \u00e8 mai riuscito ad isolarlo. E questo perch\u00e9 ormai tali abitudini sono entrate cos\u00ec a fondo nel modo di vivere delle persone, che difficilmente verr\u00e0 il tempo in cui verranno deposte per dare luogo a un ritorno alla normalit\u00e0. Tutto questo a causa di una guerra psicologica e mediatica quasi incruenta, considerato che il tasso di mortalit\u00e0 indicato dalle cifre ufficiali complessive rientra perfettamente nella media di tutti gli altri anni. La cosa strana \u00e8 che i pi\u00f9 spaventati e scoraggiati di tutti sembrano proprio loro, i vecchi: quelli che ricordano l&#8217;ultima guerra mondiale per averla vissuta da bambini, e dai quali pertanto ci si sarebbe aspettati che cogliessero la differenza fra dei pericoli reali, come quello dei bombardamenti aerei notturni (che li costringevano ad andare a letto indossando i vestiti, per esser pronti a scendere nei rifugi al suono delle sirene d&#8217;allarme) e un pericolo creato artificialmente al preciso scopo di tenere la popolazione in uno stato di paura permanente, di fragilit\u00e0 morale e dunque di pi\u00f9 facile manipolazione da parte delle forze oscure che curano la regia di questa orrenda sceneggiata globale.<\/p>\n<p>Le ragioni del maggiore abbattimento e della pi\u00f9 profonda angoscia esistenziale che caratterizzano le reazioni degli uomini d&#8217;oggi a una situazione di crisi, rispetto agli uomini delle generazioni che li hanno immediatamente preceduti, crediamo siano di due ordini di fattori. Da un lato vi \u00e8 la coscienza, non del tutto errata, che la crisi attuale non \u00e8 una delle tante crisi storiche, pi\u00f9 o meno gravi, che si sono fin qui succedute, ma che segna una rottura irreversibile, una discontinuit\u00e0 radicale fra il mondo di ieri e il mondo di domani; e che tale discontinuit\u00e0 avr\u00e0 degli effetti immediati e definitivi in ogni ambito della vita, sia sociale che individuale, in un certo senso abolendo la distinzione fra pubblico e privato e facendo di noi tutti delle rotelle di un solo ingranaggio, destinate a sottostare a delle regole rigide e universali, cui nessuno o quasi nessuno riuscir\u00e0 a sottrarsi, o avr\u00e0 anche solo il desiderio di farlo. Vale a dire la coscienza che il mondo si sta rapidamente avviando a diventare un unico, immenso campo di concentrammo, per giunta di una natura tale che i suoi prigionieri avranno perso la volont\u00e0 di uscirne e probabilmente non vorranno farlo neppur e se ne avranno la possibilit\u00e0 materiale. Il secondo ordine di fattori riguarda il retroterra intellettuale, spirituale e morale degli uomini d&#8217;oggi, che \u00e8 infinitamente pi\u00f9 fragile di quello dei loro genitori e dei loro nonni. Tutti i punti di riferimento si sono sgretolati, tutto ci\u00f2 che rende solida l&#8217;esistenza si \u00e8 indebolito: la preparazione culturale \u00e8 mediamente assai pi\u00f9 bassa (nonostante il moltiplicarsi dei diplomi e delle lauree), le famiglie si sono sfilacciate e disgregate, il clero ha smesso di fare il suo dovere e lascia le anime abbandonate nella pi\u00f9 totale confusione e nel relativismo pi\u00f9 spinto. In breve, gli uomini d&#8217;oggi non poggiano pi\u00f9 i piedi su un terreno solido, per cui non possiedono le risorse per fronteggiare una situazione di crisi con la stessa forza interiore che avevano i loro predecessori e che hanno mostrato di saper sfruttare anche in circostanze oggettivamente assai pi\u00f9 difficili di quelle presenti. Se dovessimo sintetizzare in una sola parola il fattore determinante dello sbandamento attuale, diremmo: <em>la disperazione<\/em>. Gli uomini dei nostri giorni hanno perso la speranza: la speranza nel futuro, la speranza dei figli (che infatti non desiderano avere), la speranza nella ripresa economica, la speranza nella politica, la speranza nella giustizia, la speranza nella scienza, e in breve ogni umana speranza sulla quale avevano fatto, o creduto di fare, affidamento. E poich\u00e9 hanno perso ogni speranza, in qualunque direzione rivolgano lo sguardo, sono diventati, alla lettera, dei disperati: degli uomini che non si aspettano pi\u00f9 nulla di buono dalla vita e che perci\u00f2, inconsciamente, vorrebbero morire. Alcuni, specie fra i meno giovani, si spingono a dirlo apertamente: \u00abVorrei gi\u00e0 essere morto\u00bb; oppure, il che \u00e8 poco differente: \u00abMeno male che fra qualche anno non ci sar\u00f2 pi\u00f9, perch\u00e9 sento che non riuscirei ad adattarmi a vivere in un mondo di questo genere\u00bb.<\/p>\n<p>Eppure, sarebbe un&#8217;ultima e intollerabile vigliaccheria da parte nostra, dopo aver contribuito a creare una realt\u00e0 come quella che stiamo vivendo, o averla permessa, se fuggissimo come disertori, abbandonando al loro destino le giovani generazioni, che non hanno colpa alcuna e che pure dovranno portarne tutto il peso negli anni a venire. Pertanto abbiamo il dovere morale di fare in modo che la nostra uscita di scena sia decorosa e soprattutto utile, ossia che prima di andarcene forniamo ai giovai almeno alcuni strumento essenziali affinch\u00e9 possano trovare delle soluzioni ai problemi, apparentemente insolubili, che ci attanagliano nell&#8217;ora presente. Al tempo stesso, bisogna tener presente che i giovani, oggi, e non loro soltanto, hanno bisogno di una speranza che non sia una mera speranza umana, perch\u00e9 ogni speranza meramente umana poggia sull&#8217;incerto, mentre la speranza che ora \u00e8 necessaria deve poggiare sulla roccia. E la sola speranza di questo genere \u00e8 la Speranza cristiana: attesa fiduciosa di cose invisibili che sono state promesse dalla divina Rivelazione. La Speranza cristiana, la seconda delle tre virt\u00f9 teologali, accanto alla Fede e alla Carit\u00e0, supera la speranza meramente umana di quanto il cielo sovrasta la terra.<\/p>\n<p>Scrive san Paolo nella <em>Lettera ai Romani<\/em> (4,18-32):<\/p>\n<p><em>^18^Ritengo infatti che le sofferenze del tempo presente non siano paragonabili alla gloria futura che sar\u00e0 rivelata in noi.\u00a0^19^L&#8217;ardente aspettativa della creazione, infatti, \u00e8 protesa verso la rivelazione dei figli di Dio.\u00a0^20^La creazione infatti \u00e8 stata sottoposta alla caducit\u00e0 &#8211; non per sua volont\u00e0, ma per volont\u00e0 di colui che l&#8217;ha sottoposta &#8211; nella speranza\u00a0^21^che anche la stessa creazione sar\u00e0 liberata dalla schiavit\u00f9 della corruzione per entrare nella libert\u00e0 della gloria dei figli di Dio.\u00a0^22^Sappiamo infatti che tutta insieme la creazione geme e soffre le doglie del parto fino ad oggi.\u00a0^23^Non solo, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l&#8217;adozione a figli, la redenzione del nostro corpo.\u00a0^24^Nella speranza infatti siamo stati salvati. Ora, ci\u00f2 che si spera, se \u00e8 visto, non \u00e8 pi\u00f9 oggetto di speranza; infatti, ci\u00f2 che uno gi\u00e0 vede, come potrebbe sperarlo?\u00a0^25^Ma, se speriamo quello che non vediamo, lo attendiamo con perseveranza.<br \/>\n^26^Allo stesso modo anche lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza; non sappiamo infatti come pregare in modo conveniente, ma lo Spirito stesso intercede con gemiti inesprimibili;\u00a0^27^e colui che scruta i cuori sa che cosa desidera lo Spirito, perch\u00e9 egli intercede per i santi secondo i disegni di Dio.<br \/>\n^28^Del resto, noi sappiamo che tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio, per coloro che sono stati chiamati secondo il suo disegno.\u00a0^29^Poich\u00e9 quelli che egli da sempre ha conosciuto, li ha anche predestinati a essere conformi all&#8217;immagine del Figlio suo, perch\u00e9 egli sia il primogenito tra molti fratelli;\u00a0^30^quelli poi che ha predestinato, li ha anche chiamati; quelli che ha chiamato, li ha anche giustificati; quelli che ha giustificato, li ha anche glorificati.<\/em><\/p>\n<p><em>^31^Che diremo dunque di queste cose? Se Dio \u00e8 per noi, chi sar\u00e0 contro di noi?\u00a0^32^Egli, che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha consegnato per tutti noi, non ci doner\u00e0 forse ogni cosa insieme a lui?<\/em><\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 stato un tempo in cui, nei conventi degli ordini contemplativi, la tristezza era considerata come l&#8217;ottavo vizio capitale: non perch\u00e9 sia un vizio in se stessa, ma perch\u00e9 attraverso di essa si fanno strada facilmente tutti gli altri vizi, in quanto trovano abbassate e indebolite le difese della coscienza e della volont\u00e0. La tristezza opera in modo tale da lasciare la coscienza come intorpidita; e una coscienza intorpidita reagisce agli stimoli, compresi i pericoli, in maniera goffa e lenta, proprio come un organismo profondamente addormentato stenta a risvegliarsi e a fronteggiare eventuali minacce che si stiano avvicinando. Ma dove c&#8217;\u00e8 la Speranza cristiana non pu\u00f2 esserci spazio per la tristezza: ecco perch\u00e9 quei bravi monaci (non sappiamo come vadano le cose nei conventi odierni, specie dopo il Concilio Vaticano II) la consideravano alla stregua di un vizio capitale. Ed ecco perch\u00e9 \u00e8 falso pensare che la vita contemplativa si addica particolarmente alle anime tristi e malinconiche: \u00e8 vero semmai il contrario, che essa richiede un sovrappi\u00f9 di energia spirituale e di vitalit\u00e0 interiore, non certo un di meno.<\/p>\n<p>Ges\u00f9, incomparabile conoscitore dei segreti pi\u00f9 riposti dell&#8217;animo umano, e vero Uomo Lui stesso, oltre che vero Dio, lo sa benissimo; infatti, nel discorso d&#8217;addio ai suoi Apostoli, al termine dell&#8217;Ultima Cena, a un certo punto dice loro (<em>Gv<\/em> 16,1-11):<\/p>\n<p><em>1 Vi ho detto queste cose perch\u00e9 non abbiate a scandalizzarvi. 2 Vi scacceranno dalle sinagoghe; anzi, verr\u00e0 l&#8217;ora in cui chiunque vi uccider\u00e0 creder\u00e0 di rendere culto a Dio. 3 E faranno ci\u00f2, perch\u00e9 non hanno conosciuto n\u00e9 il Padre n\u00e9 me. 4 Ma io vi ho detto queste cose perch\u00e9, quando giunger\u00e0 la loro ora, ricordiate che ve ne ho parlato. Non ve le ho dette dal principio, perch\u00e9 ero con voi. 5 Ora per\u00f2 vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: Dove vai? 6 Anzi, perch\u00e9 vi ho detto queste cose, la tristezza ha riempito il vostro cuore.\u00a07<strong>\u00a0<\/strong>Ora io vi dico la verit\u00e0: \u00e8 bene per voi che io me ne vada, perch\u00e9, se non me ne vado, non verr\u00e0 a voi il Consolatore; ma quando me ne sar\u00f2 andato, ve lo mander\u00f2. 8 E quando sar\u00e0 venuto, egli convincer\u00e0 il mondo quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio. 9 Quanto al peccato, perch\u00e9 non credono in me; 10 quanto alla giustizia, perch\u00e9 vado dal Padre e non mi vedrete pi\u00f9; 11 quanto al giudizio, perch\u00e9 il principe di questo mondo \u00e8 stato giudicato.<\/em><\/p>\n<p>Ges\u00f9, dunque, promette ai Suoi il Consolatore, lo Spirito Santo: non solo agli Apostoli, ma a tutti quelli che sono suoi, anche nell&#8217;ora presente, perch\u00e9 hanno scelto Lui che \u00e8 la luce, e rifiutato il Suo nemico, che \u00e8 il signore di questo mondo di tenebre. E allora di che aver paura? Di che essere tristi?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel momento storico che stiamo vivendo la tentazione dello scoraggiamento, della tristezza e della disperazione vera e propria \u00e8 fortissimo, forse pi\u00f9 che in qualsiasi epoca<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30184,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[248],"class_list":["post-27394","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-contemporanea","tag-seconda-guerra-mondiale"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-contemporanea.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27394","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27394"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27394\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30184"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27394"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27394"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27394"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}