{"id":27392,"date":"2017-05-02T08:36:00","date_gmt":"2017-05-02T08:36:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/05\/02\/il-clero-ha-devastato-la-chiesa-i-laici-la-salveranno\/"},"modified":"2017-05-02T08:36:00","modified_gmt":"2017-05-02T08:36:00","slug":"il-clero-ha-devastato-la-chiesa-i-laici-la-salveranno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/05\/02\/il-clero-ha-devastato-la-chiesa-i-laici-la-salveranno\/","title":{"rendered":"Il clero ha devastato la Chiesa, i laici la salveranno"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 molto, ma molto improbabile che la Chiesa possa essere salvata dal clero, da quello stesso clero, profondamente infiltrato dall&#8217;eresia modernista &#8211; con tutto ci\u00f2 che ne consegue, a cominciare dalla smania malsana di voler piacere al mondo e andare d&#8217;accordo con il mondo, anche nelle sue manifestazioni pi\u00f9 aberranti &#8211; che l&#8217;ha condotta a un passo dal disastro e che l&#8217;ha fatto scientemente, pervicacemente, testardamente e orgogliosamente. No: il male del modernismo \u00e8 penetrato troppo in profondit\u00e0, ha inquinato tutto, i seminari, i libri di teologia, la pastorale, la liturgia, perfino l&#8217;arte sacra: un&#8217;architettura che sa pi\u00f9 di fabbrica o di palazzo dei congressi, che di chiesa; una pittura e una scultura che riflettono le angosce dell&#8217;immanenza radicale, non l&#8217;anelito verso Dio; una musica &quot;sacra&quot; che di sacro non ha pi\u00f9 nulla, ma che \u00e8 sempre pi\u00f9 sguaiata, frivola, banale e mondana, e che, invece di elevare l&#8217;anima verso il cielo, la trascina nel ritmo quotidiano delle cose di quaggi\u00f9, e fa perno non su Dio, ma sull&#8217;ego dell&#8217;uomo. Lo si vede, fra l&#8217;altro, da come cantano i bambini, e spesso anche gli adulti, nei cori parrocchiali, durante la santa Messa: buttando fuori la voce con petulanza, con superficialit\u00e0, con il narcisistico desiderio di attirare l&#8217;attenzione su di s\u00e9, e non suggeriscono a chi ascolta, e tanto meno a se stessi, il senso della trascendenza, della spiritualit\u00e0, della mistica purezza che predispone all&#8217;incontro con Dio. E tutto questo \u00e8 avvenuto con la connivenza, o &#8211; pi\u00f9 spesso &#8211; con l&#8217;attiva ed entusiastica partecipazione, perfino con il forsennato incitamento, del clero. Un clero totalmente fuorviato dal senso ultimo della propria missione, totalmente secolarizzato, totalmente immerso nelle dinamiche sociali, nel senso deteriore della parola: l&#8217;emotivit\u00e0, la polemica, il rancore, il gusto della contraddizione e della contrapposizione, non di rado rivolti proprio contro la Chiesa, la propria madre, contro la Gerarchia e contro il Magistero, e anche contro il sommo pontefice: beninteso, quando si trattava di Benedetto XVI, non certo ora che, finalmente, il papa \u00e8 uno dei loro.<\/p>\n<p>Evidentemente, la malattia del modernismo \u00e8 penetrata molto pi\u00f9 in profondit\u00e0 di quel che si potesse immaginare, stando alle apparenze. Fino al pontificato di Pio XII, poteva quasi sembrare che la malattia fosse rientrata; ma subito dopo, a partire dal Concilio Vaticano II, essa \u00e8 riemersa con veemenza raddoppiata e triplicata, mostrando chiaramente quanto fosse stata lucida e precisa la diagnosi di san Pio X, quanto necessaria e tempestiva la sua opera di repressione, che ancora oggi tutti gli storici cattolici <em>politically correct<\/em> continuano a rimproverargli, paragonandola al terrore giacobino e sostenendo, in maniera assurda e inverificabile, che essa abbia fatto alla Chiesa pi\u00f9 male ancora di quanto gliene avesse fatto, o avrebbe potuto fargliene, il modernismo stesso. Al contrario! San Pio X aveva visto giusto: questo umile prete di campagna, salito al soglio di san Pietro passando per la gavetta, dal gradino pi\u00f9 basso, con il suo sano buon senso contadino, aveva visto giusto, era stato un gigante; mentre tutti i don Milani, i padre Turoldo, per non parlare degli Enzo Bianchi (che non \u00e8 nemmeno un prete), al confronto, appaiono sempre pi\u00f9, non come dei precursori di chi sa mai quali <em>magnifiche sorti e progressive<\/em>, quali ce li vuol dipingere la vulgata progressista, ma come dei nani, dei ritardatari, dei banali rimestatori di vecchi pregiudizi e di schemi mentali che poco o nulla hanno di cristiano e di cattolico, e che, semmai, sono interamente debitori del mondo, nel senso profano del termine, delle sue illusioni, delle sue cantonate, dei suoi abbagli (il primo e il pi\u00f9 vistoso di tutti: il tragico e clamoroso fallimento dell&#8217;utopia marxista). Oggi, quindi, si pu\u00f2 vedere e misurare con mano quanto avesse visto giusto san Pio X e quanto la Chiesa del dopo Concilio sia stata abbagliata da falsi profeti, da cattivi maestri, e si sia lasciata traviare, peraltro del tutto consenziente, da illusioni ed utopie che la storia si \u00e8 incaricata di sbugiardare pienamente, anche se quei signori non avranno mai l&#8217;onest\u00e0 di ammetterlo, e ci\u00f2 per l&#8217;ottima ragione che la neochiesta gnostico-massonica, nella quale essi ora militano, ha colmato i vuoti di tutti quelli che se ne sono andati, piazzando al loro posto gli orfanelli dell&#8217;altra chiesa mondana, quella comunista. In tal modo essi pensano e s&#8217;illudono di aver chiuso la partita in parit\u00e0, mentre la verit\u00e0 \u00e8 che stanno raschiando il fondo del barile e che, quando si sar\u00e0 allontanata l&#8217;ultima generazione d&#8217;illusisi e d&#8217;ingannati, non rester\u00e0 pi\u00f9 nessuno, e la Chiesa cattolica avr\u00e0 fatto la fine delle tante sette protestanti: quella di restare vuota e deserta, nella perfetta indifferenza di quel &quot;mondo&quot; che essa si \u00e8 ostinata a corteggiare, e dal quale ha voluto essere applaudita ed approvata. Infatti: dove sono i giovani cattolici, oggi? Spariscono, semplicemente, subito dopo la Cresima.<\/p>\n<p>No: il clero ha prodotto il disastro, e non sar\u00e0 il clero a porvi rimedio. Sia ben chiaro: preti come si deve, vescovi come si deve, autentici pastori d&#8217;anime, ce ne sono ancora, grazie a Dio; ci sono ancora frati e suore come si deve, animati dalla vera fede, e guidati dai sani principi del Magistero: ma sono cos\u00ec pochi che, per vestirli, <em>basta poco panno<\/em>, come direbbe il padre Dante. Sono pochi e, per giunta, disorientati: non sono abituati all&#8217;idea che il pastore del gregge non \u00e8 pi\u00f9 tale, che non sta guidando la Chiesa nella direzione giusta, che non si cura di salvare le sue pecorelle, anzi, \u00e8 lui che le spinge di qua e di l\u00e0, e sembra trarre una maligna, diabolica soddisfazione nel fare di tutto per confonderle, scandalizzarle, demoralizzarle. Diciamo la verit\u00e0: non sono abituati a pensare da soli, a esercitare la facolt\u00e0 critica, a uscire dal grigiore del conformismo e assumersi delle responsabilit\u00e0 autonome, in caso di assoluta ed urgente necessit\u00e0. Perci\u00f2 \u00e8 rimasta loro addosso l&#8217;abitudine di credere e obbedire alla Gerarchia, ma, guarda caso, dopo decenni di tiro al bersaglio contro di essa. Sicch\u00e9 ora credono ciecamente e passivamente non al vero e santo Magistero, ma a un magistero taroccato, posticcio, a volte perfino blasfemo; un magistero che nasce dallo spirito del mondo e che non \u00e8 ispirato, consigliato, confortato e sostenuto dallo Spirito di Dio. No, non \u00e8 da questo clero, nel suo complesso, e neppure da una parte significativa di esso, che verr\u00e0 la salvezza. La vicenda dei quattro cardinali lo ha abbondantemente mostrato. Come! Quattro eminenti cardinali, a nome di migliaia di sacerdoti e di milioni di fedeli, chiedono chiarimenti su di un importante documento papale, che sembra introdurre una disastrosa difformit\u00e0 nel Magistero della Chiesa, e nessuno si degna di risponder loro, a distanza di sette mesi! A quel punto, se nel clero cattolico vi fossero ancora sufficienti energie sane, ci sarebbe stato un sommovimento, un qualche segnale di risveglio: altri cardinali e altri vescovi, e sacerdoti e religiosi, si sarebbero risvegliati, avrebbero fatto sentire la loro voce, avrebbero preteso una risposta. Non si tratta di una questione privata, di un contenzioso fra specialisti di teologia! Si tratta di una questione assolutamente vitale per la Chiesa tutta, giacch\u00e9 da essa dipende la retta interpretazione di ben tre sacramenti &#8212; la Confessione, il Matrimonio e l&#8217;Eucarestia &#8212; e, ancor pi\u00f9, perch\u00e9 da essa dipende il principio della oggettivit\u00e0 della legge morale. Se passa l&#8217;interpretazione pi\u00f9 permissiva di <em>Amoris laetitia<\/em>, sar\u00e0 la fine della legge morale: ciascuno sar\u00e0 libero di farsi la sua legge morale personale e privata, e sar\u00e0 in diritto di pretendere che nessuno altro venga a ficcarci il naso.<\/p>\n<p>Il Concilio di Trento, decidendo l&#8217;istituzione dei seminari, era corso ai ripari per porre fine al disordine e all&#8217;ignoranza dilaganti nella formazione del clero, sia a livello intellettuale, sia a livello spirituale; oggi bisogna avere il coraggio di fare un mesto bilancio e riconoscer che i seminari, come luogo di formazione del clero, hanno fallito il loro compito, perch\u00e9 sono stati infettati dall&#8217;eresia modernista e da tutta una serie di altri vizi, sia intellettuali, sia spirituali, a causa dei quali i sacerdoti delle ultime generazioni, generalmente parlando, non hanno saputo essere all&#8217;altezza dei loro predecessori, non sono stati capaci nemmeno di assolvere alla funzione minima e indispensabile della loro vocazione alla vita consacrata: la fedele custodia e trasmissione della vera dottrina e l&#8217;esempio vivente, ai fedeli, di una spiritualit\u00e0 bene orientata. Vorremmo dire di pi\u00f9: non hanno neanche saputo, in molti casi &#8212; lo si vede da come parlano, da come predicano, da come agiscono, da quello che <em>non<\/em> dicono e da quello che <em>non<\/em> fanno &#8212; tenere accesa in se stessi la fiammella della fede, probabilmente perch\u00e9 hanno smesso di pregare e di rivolgersi a Dio, tutti presi da cento altre cose, le quali, pur lodevoli in se stesse &#8211; magari non tutte, ma molte &#8212; li hanno distratti e allontanati dalla sola cosa che \u00e8 veramente essenziale, per qualunque cristiano e a maggior ragione per un sacerdote: la preghiera, il rapporto continuo con Dio, l&#8217;ascolto della Sua voce, il conforto della Sua presenza, il lasciar fare a Lui, smettendola di voler fare tutto da soli. Il prete si \u00e8 dimenticato di non essere un superuomo, ma, semplicemente, e molto pi\u00f9 incisivamente e impegnativamente, un <em>uomo di Dio<\/em>. L&#8217;uomo di Dio non conta sulle proprie forze, perch\u00e9 sa che le sue forze, per quanto possano essere grandi, sono sempre limitate e penosamente inadeguate al compito pi\u00f9 importante di tutti: la giustificazione davanti a Dio. Le opere sono utili, perfino necessarie &#8212; altrimenti avrebbe ragione Lutero &#8212; ma non senza la fede, non senza la grazia, e mai nella disattenzione della voce di Dio. Una gran parte del clero contemporaneo ha permesso che le voci del mondo superassero, per intensit\u00e0 e quantit\u00e0, la sola voce che conta davvero, la sola di cui non si pu\u00f2 fare a meno: quella di Dio. Di conseguenza, questo clero fuorviato brancola nel buio, scivola nell&#8217;errore, si perde e diventa causa di perdizione per le anime: responsabilit\u00e0 gravissima, di cui, comunque, sar\u00e0 chiamato a rendere conto. Sarebbe stato meglio se certi preti, certi vescovi e cardinali, e il papa Francesco per primo, avessero rinunciato alla vita consacrata, se non si sentivano pi\u00f9 capaci di alimentare in se stessi la fiammella della fede: sarebbe stato mille volte meglio di questo tradimento della fede sottile, quotidiano, e veramente diabolico, che d\u00e0 continuamente scandalo alle anime e le sospinge verso lo smarrimento.<\/p>\n<p>Da questo punto di vista, cio\u00e8 dal punto di vista dello scandalo dato ai piccoli e ai semplici, la colpa dei preti modernisti \u00e8 perfino pi\u00f9 grave della colpa dei preti moralmente disordinati, come quel parroco di Padova, del quale abbiamo altra volta parlato, che, nella perfetta ignavia del suo vescovo, ha fuorviato decine di anime nella sua parrocchia, praticando forme sempre pi\u00f9 disordinate di sessualit\u00e0 e approfittandosi, cosa particolarmente indegna, del suo abito di sacerdote consacrato, per far cadere nella rete delle sue voglie le donne inquiete e insoddisfatte, bisognose di una parola di conforto cristiano. S\u00ec: la colpa del clero modernista \u00e8 perfino pi\u00f9 grave, perch\u00e9 il suo cattivo esempio sul piano liturgico, pastorale e dottrinale, va a colpire direttamente le anime, gettandole nella confusione e sospingendole verso l&#8217;errore, mentre la colpa dei preti moralmente indegni, pur essendo una cosa orribile, investe una dimensione pi\u00f9 terrena dell&#8217;esistenza e non arriva, di per s\u00e9, a mettere in pericolo il destino dell&#8217;anima immortale, pur se pu\u00f2 lasciare delle cicatrici dolorose nel corpo e nell&#8217;anima delle vittime. Una Chiesa afflitta da sacerdoti moralmente indegni pu\u00f2 sopravvivere, nonostante le terribili ferite che essi le infliggono; ma una Chiesa traviata sul piano della dottrina, corre verso l&#8217;autodistruzione. Per questo la colpa dei preti modernisti \u00e8 la peggiore di cui possa macchiarsi un uomo di Dio: invece di accendere una luce di salvezza per le anime, le inganna e la porta verso la morte. La sua opera nefasta assomiglia a quella dei naufragatori: quelle persone che, al tempo della navigazione a vela, accendevano dei fuochi sulla riva del mare, di notte, per trarre in inganno i velieri in difficolt\u00e0, sospinti dal mare grosso, e provocarne il naufragio sugli scogli, allo scopo di poterli poi saccheggiare. I naufragatori provocavano a bella posta la rovina degli ignari naviganti; i preti modernisti provocano, in piena consapevolezza, la rovina delle anime immortali che Dio aveva affidato loro, mediante il sacramento dell&#8217;Ordine sacro.<\/p>\n<p>E da chi, allora, potrebbe venire la salvezza della Sposa di Cristo, tradita dai suoi ministri, se non dai semplici fedeli, dai laici, costretti, letteralmente costretti dalla gravit\u00e0 e dall&#8217;imminenza del pericolo, a prendere il timone della barca di san Pietro, prima che essa vada a fracassarsi contro gli scogli del modernismo, del relativismo, del soggettivismo, di un ecumenismo malinteso e di un dialogo interreligioso che \u00e8 l&#8217;anticamera del suicidio morale per i seguaci del Vangelo di Ges\u00f9 Cristo? Certo, essi non sono qualificati: lo riconosciamo senz&#8217;altro. Diremo di pi\u00f9: a partire dal Vaticano II, si \u00e8 fatta anche troppa retorica pseudo democratica, anzi, demagogica, riguardo al ruolo dei laici nella vita della Chiesa, quasi che non esista una sostanziale differenza fra la vita consacrata a Dio e la vita profana. L&#8217;autorizzazione a prendere la Particola consacrata nelle mani e portarla in bocca, da pare dei laici, \u00e8 solo l&#8217;ultimo segno di questa bassa demagogia e di questa irresponsabile negazione del ruolo del sacerdote come tramite indispensabile, come <em>alter Christus<\/em>, tra il fedele e Dio. Il passo successivo, e ci stiamo arrivando, sar\u00e0 l&#8217;auto-confessione e l&#8217;auto-assoluzione, dopo di che non ci sar\u00e0 pi\u00f9 bisogno di preti e di confessionali, tutti i laici potranno decidere da soli se e quando accostarsi alla santa Eucarestia. Ma, demagogia, a parte, il momento che stiamo vivendo \u00e8 cos\u00ec grave che un pronto e deciso intervento dei laici non \u00e8 solo utile, ma indispensabile. Quando un uomo sta morendo, non si chiede a chi lo soccorre se abbia la laurea in medicina. Senza contare che lo Spirito soffia dove vuole: e forse, in quest&#8217;ora, sta soffiando pi\u00f9 sui laici che sui sacerdoti&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 molto, ma molto improbabile che la Chiesa possa essere salvata dal clero, da quello stesso clero, profondamente infiltrato dall&#8217;eresia modernista &#8211; con tutto ci\u00f2 che<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30169,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[109,216],"class_list":["post-27392","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-modernismo","tag-chiesa-cattolica","tag-papi"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-modernismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27392","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27392"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27392\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30169"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27392"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27392"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27392"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}