{"id":27389,"date":"2018-01-18T12:13:00","date_gmt":"2018-01-18T12:13:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/01\/18\/non-sanno-cose-la-fedelta\/"},"modified":"2018-01-18T12:13:00","modified_gmt":"2018-01-18T12:13:00","slug":"non-sanno-cose-la-fedelta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/01\/18\/non-sanno-cose-la-fedelta\/","title":{"rendered":"Non sanno cos&#8217;\u00e8 la fedelt\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Apparentemente, ed \u00e8 cos\u00ec che viene presentata, l&#8217;esortazione apostolica <em>Amoris laetitia<\/em> si prefigge lo scopo di spalmare un balsamo sulla ferita che si \u00e8 aperta in tante famiglie e in tante anime di credenti che le vicende della vita hanno condotto in situazioni irregolari dal punto di vista della morale cattolica, ma che, in fondo, non vorrebbero allontanarsi o separarsi dalla Chiesa, chiedono solo un po&#8217; di comprensione, un po&#8217; di attenzione, un po&#8217; di solidariet\u00e0 umana, un po&#8217; di simpatia e di calore. <em>Che cosa ha fatto di male il mio pap\u00e0, che non pu\u00f2 ricevere la Comunione?<\/em>, chiede, con tono straziante, una bambina, figlia di una coppia divorziata, al sacerdote imbarazzato, che non sa cosa risponderle: \u00e8 una delle immagini vincenti di quel &quot;partito&quot; che, all&#8217;interno della Chiesa, da tempo premeva perch\u00e9 si aprisse uno spiraglio, un dialogo nei confronti delle migliaia e migliaia di persone che si trovano nelle condizioni del padre di quella bambina: cattolici separati o divorziati, passati a un nuovo matrimonio o ad una convivenza, i quali non possono accostarsi alla santa Comunione per la durezza eccessiva e per la mancanza di autentica carit\u00e0 cristiana da parte di una Chiesa ancora troppo ripiegata su se stessa, sulle proprie verit\u00e0 astratte, e lontana dalla realt\u00e0 concreta dei problemi, assai complessi, che la gente si trova a vivere in una societ\u00e0 come la nostra, che \u00e8 gi\u00e0 per se stessa quanto mai complessa.<\/p>\n<p>Apparentemente. In realt\u00e0, l&#8217;obiettivo &#8212; certo non conosciuto da tutti, anzi probabilmente ignorato dalla maggior parte di questi teologi, sacerdoti e laici &quot;misericordiosi&quot;, che non vogliono &quot;giudicare&quot; i loro fratelli e le loro sorelle feriti dalla vita, ma che desiderano solo di veder medicate le loro ferite e riavvicinate a Cristo le loro anime &#8212; obiettivo nobilissimo, senza dubbio &#8212; \u00e8 molto, ma molto pi\u00f9 ampio e, soprattutto, molto diverso da quello dichiarato. Di fatto, si tratta della tipica strategia dispiegata dai radicali per condurre al traguardo le loro famigerate &quot;battaglie&quot; per i diritti civili: una gravidanza dovuta a uno stupro, per far passare la legge sull&#8217;aborto; una persona in coma irreversibile da molti anni, per far passare la legge sull&#8217;eutanasia, ops, volevamo dire, sul testamento biologico; e cos\u00ec via. Si cercano i casi pietosi, quelli che fanno forte presa sull&#8217;emotivit\u00e0 &#8212; gli italiani sono un popolo emotivo, c&#8217;\u00e8 poco da fare: basta buttarla sul sentimentale, e il gioco \u00e8 fatto &#8212; per scardinare, attraverso quella breccia, tutta l&#8217;impalcatura retrostante, cosa cui nessuno, al principio, sembrava aver pensato. Non ci era forse stato detto che approvare la legge sulla interruzione volontaria della gravidanza avrebbe condotto a una riduzione del fenomeno e, nel giro di qualche anno, alla sua scomparsa pressoch\u00e9 totale? E invece, le cose sono andate in tutt&#8217;altro modo: quella legge \u00e8 servita, in molti casi, come una forma di controllo delle nascite; sta di fatto che gli aborti &quot;legali&quot;, da allora, sono stato circa sei milioni. Non \u00e8 cos\u00ec che ce l&#8217;avevano raccontata, all&#8217;inizio; ma \u00e8 proprio cos\u00ec che \u00e8 andata, e che continua ad andare, nel silenzio generale. E nessuno che si alzi in piedi, nel mondo politico, e che dica: <em>Cari amici, cos\u00ec non va. La legge 194 doveva azzerare il fenomeno, \u00e8 successo il contrario. E allora, come la mettiamo?Non vi pare che sei milioni di aborti dal 1978 ad oggi siano un po&#8217; troppi? E poi ci venite a dire che l&#8217;Italia ha assoluto bisogno di far venire gli stranieri, perch\u00e9 la natalit\u00e0 \u00e8 troppo bassa?<\/em> Ebbene: la stessa strategia \u00e8 quella che viene perseguita dal neoclero a proposito del &quot;chiudere un occhio&quot; sulla indissolubilit\u00e0 del matrimonio. Si cercano i casi pietosi, quello che \u00e8 stato abbandonato dalla moglie senza sua colpa, quella che \u00e8 stata lasciata dal marito che era un disgraziato; si mettono avanti i figli piccoli, poverini, cos\u00ec tristi e inconsolabili perch\u00e9 il pap\u00e0 e la mamma non possono accostarsi all&#8217;altare per comunicarsi: ma l&#8217;obiettivo finale \u00e8 la distruzione del matrimonio cristiano e, quindi, della famiglia. L&#8217;altra branca della tenaglia \u00e8 il riconoscimento &quot;pastorale&quot; delle unioni di fatto, comprese quelle gay. Cos\u00ec, pian pianino, un passo alla volta, si marcia verso l&#8217;obiettivo finale, per ora non compreso che da pochissimi: far &quot;saltare&quot; definitivamente il Matrimonio come sacramento, e scardinare la famiglia che su di esso si costruisce e si regge.<\/p>\n<p>Ora, la stessa strategia viene adoperata dal neoclero e dai neocattolici per modificare, rovesciare, distruggere, tutti gli ambiti della fede e della vita cristiana, da quelli dottrinali e teologici a quelli liturgici e pastorali: sempre secondo il medesimo, collaudato schema. Si apre una breccia, facendo leva sull&#8217;emotivit\u00e0 pi\u00f9 che sulla razionalit\u00e0, sui visceri delle persone pi\u00f9 che sulla coerenza e sul senso del dovere; poi, una volta aperta, la si allarga, un poco alla volta, sempre di pi\u00f9, incessantemente, giorno e notte, senza posa, la si allarga infaticabilmente, fino a che non s&#8217;intaccano i pilastri, il soffitto crolla e l&#8217;intero edificio viene gi\u00f9, in una gran nuvola di polvere: edificio venerando, che ha duemila anni di storia e cui <em>ha posto mano e cielo e terra<\/em>. Si vuole il riconoscimento delle unioni di fatto? Si dice che ormai questa \u00e8 la forma normale di unione &quot;familiare&quot; e che la Chiesa non pu\u00f2 restare indietro, non pu\u00f2 lavarsi le mani, deve prendere atto dei cambiamenti sociali e culturali intervenuti, e, in ogni caso, non pu\u00f2 disinteressarsi di milioni di uomini e donne, abbandonandoli a se stessi. Si vuol arrivare al riconoscimento dei cosiddetti matrimoni omosessuali? Si fa leva sul famoso: <em>Chi sono io per giudicare?<\/em> di Bergoglio, si evocano le difficolt\u00e0 che una persona omosessuale incontra nella vita, le incomprensioni, la diffidenza, la discriminazione, e si conclude che almeno la Chiesa deve essere pietosa, deve essere accogliente, tanto pi\u00f9 che essa deve fare ammenda della sua passata omofobia. E non \u00e8 che manchino i segnali che fanno pensare a un imminente semaforo verde: chi non ricorda la squallida visita in Vaticano del capo del governo lussemburghese, insieme a suo &quot;marito&quot;, regolarmente presentato alle autorit\u00e0 della Curia e ricevuto con tutti gli onori, come si fosse trattato di una situazione normale, normalissima? Per l&#8217;eutanasia, seguiranno lo stesso <em>modus operandi<\/em>; anzi, ci sono gi\u00e0 alcuni segnali, alcune &quot;aperture&quot; da parte dei soliti teologi e dei soliti &quot;pastori&quot; particolarmente sensibili ai casi umani, al dolore altrui, alla sofferenza senza speranza di guarigione (ma quando mai la sofferenza, per un cristiano, \u00e8 senza speranza?). E cos\u00ec per l&#8217;aborto: intanto monsignor Paglia ha piazzato un abortista nella Pontificia Commissione per la Vita; poi, una celebre abortista olandese ha ricevuto un&#8217;alta onorificenza vaticana (oh, non per l&#8217;aborto, naturalmente; ma intanto l&#8217;ha ricevuta); il resto verr\u00e0 dopo. Fra non molto, probabilmente.<\/p>\n<p>Abbiamo detto che le persone a conoscenza dell&#8217;intero disegno, fino ai suoi obiettivi ultimi, sono certamente pochissime; affiliate a qualche loggia massonica o addirittura a qualche circolo satanista, sono casi per i quali non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 nulla da fare, nessuna possibilit\u00e0 di ravvedimento, a meno che Dio non operi un intervento straordinario su di loro. Per tutti gli altri membri del neoclero, in grado maggiore o minore, regna la pi\u00f9 caotica inconsapevolezza: ciascuno ha le sue motivazioni, sostanzialmente riconducibili alle idee del progressismo e del modernismo: sono anime &quot;bene intenzionate&quot;, che vorrebbero lenire il male e &quot;accompagnare&quot; le persone in difficolt\u00e0, perch\u00e9 questo pare esser diventato lo scopo della Chiesa, oggi: accompagnare le persone che soffrono, ma non verso la Verit\u00e0, bens\u00ec accompagnarle comunque, l\u00e0 dove esse vogliono andare: e se vogliono andare verso il peccato, e rimanere nel peccato, e sguazzare nel peccato, ebbene, sia fatta la loro volont\u00e0, non la volont\u00e0 del Padre celeste. Quando mai si sentono Bergoglio, Paglia, Galantino &amp; C. pronunciare queste semplicissime parole, ovvie per un cristiano: <em>Sia fatta la volont\u00e0 del Signore, e non la nostra?<\/em> Quando mai, in particolare, li si sente dire, come aveva il coraggio di dire Giovanni il Battista al cospetto del tetrarca Erode Antipa: <em>Non ti \u00e8 lecito fare questo?<\/em> Resta per\u00f2 da spiegare attraverso quali dinamiche tutti costoro si lascino trascinare verso modalit\u00e0 &quot;pastorali&quot; le quali, di fatto, non sono pi\u00f9 cattoliche, e neppur vagamente cristiane, bens\u00ec edoniste, naturaliste, relativiste e materialiste, in quanto danno per scontato che Dio non c&#8217;\u00e8, o non agisce, non interviene, e gli uomini devono sbrigarsela da soli. Come insegna la cosiddetta teologia negativa, a partire da Dietrich Bonhoeffer: <em>etsi Deus non daretur<\/em>, come se Dio non ci fosse; che si tratti della giustizia sociale o della decisione riguardo al diritto di abortire o di porre fine alla propria vita, pare proprio che l&#8217;uomo sia abbandonato a se stesso e che debba fare tutto da solo. A nostro parere, la molla fondamentale che spiega la facilit\u00e0 con cui il neoclero e i neocattolici si sono lasciati trascinare sui sentieri dell&#8217;eresia e dell&#8217;apostasia, adottando sostanzialmente il punto di vista del mondo e lasciandosi dietro le spalle la vera dottrina e la vera morale cattolica, \u00e8 abbastanza semplice e si pu\u00f2 esprimere in una breve formula: <em>hanno perso, o forse non hanno mai avuto<\/em> &#8211; intendiamo dire, non hanno mai avuto con radici profonde &#8212; <em>il senso della fedelt\u00e0<\/em>.<\/p>\n<p>Il senso della fedelt\u00e0 si pu\u00f2 insegnare, specialmente con l&#8217;esempio, ma non mette salde radici se non in quanti hanno una predisposizione verso di esso. Non tutti ce l&#8217;hanno; anzi, diciamo pure che la maggioranza degli uomini non ce l&#8217;ha, perch\u00e9 esso contrasta irrimediabilmente con la concupiscenza, l&#8217;istinto che porta verso il male, laddove il male \u00e8 quasi sempre pi\u00f9 &quot;comodo&quot; da perseguire che il bene. Essere fedeli a qualcuno o a qualcosa, per esempio, \u00e8 assai pi\u00f9 faticoso che non esserlo; e la maggior parte delle persone rifugge istintivamente dalle fatiche, di qualunque natura esse siano. Vi sono, perci\u00f2, due categorie di individui: quelli che hanno il senso della fedelt\u00e0, e quelli che non ce l&#8217;hanno. E non si venga a dire che tutto dipende dall&#8217;oggetto a cui si vuole essere fedeli, perch\u00e9 non \u00e8 vero: chi \u00e8 fedele nel piccolo, lo \u00e8 anche nel grande; chi non \u00e8 fedele nel grande, non lo sar\u00e0 nemmeno nel piccolo. Vi sono persone che restano fedeli a un&#8217;amicizia, a un affetto, a un impegno, a una istituzione, a un ideale, per tutta la vita, senza scoraggiarsi davanti a nessuna fatica, a nessuna difficolt\u00e0, a nessuna sconfitta; e ve ne sono altre che non sanno neppure dove la fedelt\u00e0 stia di casa. Per queste ultime, passare da un campo all&#8217;altro, da un&#8217;amicizia all&#8217;altra, da un amore all&#8217;altro, da un partito politico all&#8217;altro, da un legame all&#8217;altro, senza rispettarne alcuno, se ci\u00f2 non risulta conforme al loro interesse, \u00e8 la cosa pi\u00f9 semplice e naturale del mondo. Non si fanno scrupoli, non hanno alcun rimorso, alcun senso di colpa. Non si sentono mai veramente impegnate con niente e con nessuno, tranne che con il proprio tornaconto. Egoiste inguaribili, sono perfino qualcosa di peggio che dei semplici egoisti: sono anche degli individui privi di qualunque ideale, del sia pur minimo senso dell&#8217;onore e del dovere. Girano come banderuole al vento, sono disposti a servire qualsiasi padrone, purch\u00e9 li ricompensi bene; a concedersi qualunque avventura, purch\u00e9 gratifichi il loro immenso narcisismo. Ebbene: il neoclero \u00e8 composto principalmente da questo tipo di persone: egoiste e immature, narcisiste e superficiali, smaniose di novit\u00e0 ma insofferenti di sacrifici, vogliono tutto e subito, cercano l&#8217;applauso facile, adorano essere lodate e, se possibile, ammirate dalla massa. Ecco: probabilmente, negli anni e nei decenni passati, molti preti e molti cattolici, appartenenti a questa categoria, seguivano la vera dottrina solo perch\u00e9 cos\u00ec faceva la maggioranza e perch\u00e9 cos\u00ec dicevano i pastori, ma senza intima convinzione, semmai mordendo il freno, perch\u00e9 quella dottrina era d&#8217;ostacolo al loro io, ai loro desideri disordinati. Non appena la diga ha cominciato a cedere e i vari don Gallo, don Olivero e don Farinella hanno allargato lo squarcio, si sono precipitati fuori e hanno colto l&#8217;occasione al volo per ritagliarsi spazi di &quot;libert\u00e0&quot;, e chi se ne frega di quel che sta scritto nel Vangelo: <em>Se il tuo occhio ti \u00e8 di scandalo, strappatelo, e se la tua mano o il tuo piede ti sono di scandalo, tagliali<\/em>. Col vantaggio di sentirsi pi\u00f9 &quot;buoni&quot;, pi\u00f9 comprensivi, pi\u00f9 dialoganti e meno giudicanti degli altri, dei cattolici &quot;fanatici&quot;, tetri seguaci di una religione che, come direbbe il buon Kasper, colpevolizza e condanna, mentre loro capiscono e perdonano. Come se perdonare il peccatore del suo peccato fosse cosa che spetta agli uomini, e non a Dio. Molto tempo fa, il cavaliere infedele al suo signore veniva dichiarato <em>fellone<\/em>, ed era il marchio d&#8217;infamia peggiore che potesse colpire un uomo d&#8217;onore, quando l&#8217;onore valeva ancora qualcosa nella societ\u00e0, anche se non era &#8212; o forse proprio perch\u00e9 non era &#8212; una merce che si possa vendere o comprare. Anche codesti neopreti e neocattolici sono dei felloni, perch\u00e9 infedeli non solo alla Chiesa e al loro prossimo, ma anche e soprattutto al nostro Signore. Tecnicamente parlando, sono dei traditori: hanno voltato le spalle a Colui col quale avevano preso un impegno sacro, e ne hanno fatto strame, per passare al servizio di un&#8217;altra chiesa, e sia pure col trasparente inganno che quella \u00e8 sempre la Sposa di Cristo, mentre anche un bambino vedrebbe che non lo \u00e8 e che neanche le somiglia. Prendiamo don Fredo Olivero, classico prete di strada in quel di Torino: nel bel mezzo della santa Messa di Natale, si \u00e8 rifiutato di recitare il <em>Credo<\/em>, affermando, con un misero gioco di parole, che lui non ci crede; e invece della recita del <em>Credo<\/em>, ha fatto cantare ai suoi parrocchiani, la sdolcinata canzone &quot;francescana&quot; (e quindi, avr\u00e0 pensato, bergogliana) <em>Dolce sentire<\/em>. Richiamato dal suo arcivescovo, si \u00e8 difeso dicendo di non credere al <em>Credo<\/em> recitato per abitudine, come una cantilena. Misere scuse: neanche il fegato di assumersi le sue responsabilit\u00e0. Del resto, non tocca al prete insegnare ai fedeli in che modo va recitato il <em>Credo<\/em>?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Apparentemente, ed \u00e8 cos\u00ec che viene presentata, l&#8217;esortazione apostolica Amoris laetitia si prefigge lo scopo di spalmare un balsamo sulla ferita che si \u00e8 aperta in<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[109,236],"class_list":["post-27389","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-chiesa-cattolica","tag-sacerdozio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27389","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27389"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27389\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27389"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27389"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27389"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}