{"id":27383,"date":"2018-03-07T11:33:00","date_gmt":"2018-03-07T11:33:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/03\/07\/non-ragioniam-di-lor-ma-guarda-e-passa\/"},"modified":"2018-03-07T11:33:00","modified_gmt":"2018-03-07T11:33:00","slug":"non-ragioniam-di-lor-ma-guarda-e-passa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/03\/07\/non-ragioniam-di-lor-ma-guarda-e-passa\/","title":{"rendered":"Non ragioniam di lor, ma guarda e passa&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><em>&#8230; e la lor cieca vita \u00e8 tanto bassa, \/ che &#8216;nvidiosi son d&#8217;ogne altra sorte. \/ Fama di loro il mondo esser non lassa; \/ misericordia e giustizia li sdegna: \/ non ragioniam di lor, ma guarda e passa<\/em>, dice Dante in <em>Inferno<\/em>, III, 47-51, parlando delle anime degli ignavi. Questi famosi verso ci tornano alla mente ogni volta che qualche personaggio rancoroso e vendicativo, scadente sul piano intellettuale e meno che mediocre sul piano morale, tenta d&#8217;intimidirci con la minaccia di azioni giudiziarie, sentendosi punto sul vivo da quel che andiamo scrivendo, da anni, <em>sine ira et studio<\/em> nei confronti di chicchessia, ma esclusivamente per un servizio di amore alla verit\u00e0. Poich\u00e9 conduciamo una vita estremamente appartata, si tratta di personaggi che non abbiamo conosciuto personalmente, ma nei quali ci siamo imbattuti per ragioni di studio: storici, filosofi, teologi e monsignori, o sedicenti tali, che non abbiamo mai attaccato sul piano personale, n\u00e9 mai denigrato, n\u00e9 oltraggiato gratuitamente, ma nei confronti delle cui parole, delle cui azioni o dei cui scritti ci siamo presi tutta la libert\u00e0 di esercitare una critica franca, talvolta anche aspra, ma sempre puntuale e documentata, portando il discorso sul piano delle idee e non delle persone, delle carriere, degli interessi materiali. Anche se qualche volta avremmo potuto farlo, tanto evidente era, ed \u00e8, il contrasto fra gli ideali di &quot;povert\u00e0&quot; da essi pubblicamente sbandierati, e un modo di fare improntato all&#8217;interesse e al tornaconto, sia questo di genere personale o di fazione.<\/p>\n<p>Da parte nostra, abbiamo sempre messo a disposizione di chiunque il frutto delle nostre fatiche: oltre 4.300 articoli e saggi, alcuni delle dimensioni di un libro, offerti al lettore in spirito di servizio, con la massima libert\u00e0 di servirsene e ripubblicarli su qualsiasi sito internet (ragion per cui qualche emerito somaro, insultandoci dietro la comoda maschera dell&#8217;anonimato, si \u00e8 permesso di dedurne, su qualche blog, che siamo fautori di questa o quella esecranda ideologia: come se, ad esempio, studiare la politica hitleriana equivalesse ad una professione di nazismo). Qualche vescovo progressista e misericordioso ha seguito un&#8217;altra strada, solo in apparenza pi\u00f9 elegante, o pi\u00f9 pulita, quella di sguinzagliarci contro uno zelante difensore d&#8217;ufficio, senza sporcarsi le mani in prima persona, accusandoci di farneticazioni e improbabili crociate. \u00c8 interessante, ad ogni modo, vedere che il veleno pi\u00f9 tossico schizza fuori proprio da dove meno uno, se fosse tanto ingenuo da fidarsi delle apparenze, se lo aspetterebbe: dalla chiesa piena di bont\u00e0, di apertura e voglia di dialogare, del signor Bergoglio, dai suoi teologi e dai suoi insegnanti di seminario, i quali vanno spargendo idee che noi riteniamo sbagliate, pericolose, fuorvianti, totalmente estranee alla vera tradizione cattolica e alla stessa ortodossia, e che perci\u00f2 combattiamo a viso aperto e continueremo sempre a farlo. Perci\u00f2 quei signori se ne facciano una ragione, anche se \u00e8 evidente che andare dall&#8217;autorit\u00e0 giudiziaria per cercar di ridurre al silenzio chi la pensa diversamente \u00e8 gi\u00e0 di per s\u00e9 una confessione di debolezza e d&#8217;impotenza, perch\u00e9 chi ha delle idee solide e chi \u00e8 in buona fede non teme il confronto, anche aspro, se necessario, e per quelle idee si batte, ma non nelle aule di tribunale, bens\u00ec nel solo luogo idoneo, quello dell&#8217;intelligenza, lasciando poi che a tirar le conclusioni siano i lettori. Ma tale \u00e8 il vero volto dei monsignori progressisti e dei teologi di sinistra: un volto meschino, gonfio di superbia intellettuale, d&#8217;insofferenza verso qualunque contraddittorio, di arroganza e prevaricazione nei confronti di chi opina diversamente da loro. Perch\u00e9 quel che essi vogliono mettere bene in chiaro \u00e8 che la Chiesa cattolica \u00e8 cosa loro; la fede cattolica, \u00e8 cosa loro; la dottrina cattolica, \u00e8 cosa loro; la misericordia cattolica, \u00e8 cosa loro e di nessun altro. Sul modello del loro grande nume tutelare, il signor Bergoglio, parlano sempre di perdono e di misericordia, ma sono permalosissimi ed estremamente vendicativi; e, soprattutto, hanno la classica <em>forma mentis<\/em> del despota: la verit\u00e0 \u00e8 una loro propriet\u00e0 personale, essi soli ne hanno l&#8217;esclusiva e nessuno pu\u00f2 ardire di contestarla. Chi lo fa, lo fa a suo rischio e pericolo: perch\u00e9, su questo terreno, sanno essere feroci, implacabili, come degli autentici conigli mannari.<\/p>\n<p>Lungi da noi voler fare le vittime; va bene cos\u00ec, abbiamo sempre saputo che si paga un prezzo per dire la verit\u00e0. Oggi viviamo in una societ\u00e0 particolarmente conformista e particolarmente ipocrita, perch\u00e9, dietro il paravento della libert\u00e0, quel che si sta instaurando \u00e8 un totalitarismo democratico; ma spalmato cos\u00ec bene, in maniera cos\u00ec capillare, cos\u00ec abile (&quot;abile&quot;. si fa per dire: stiamo parlando dei palati grossi; e ormai sono la maggioranza), che la gente non sembra neanche accorgersene, non reagisce, non si arrabbia, non passa all&#8217;azione. Sopporta e tace; o magari brontola, ma a mezza bocca. Chi brontola a voce un po&#8217; pi\u00f9 alta, rischia di passare dei grossi guai. C&#8217;\u00e8 uno <em>sketch<\/em> televisivo dei comici Luca e Paolo (visibile su Youtube: <em>La copertina di Luca e Paolo: mentre tutti parlavano di antifascismo, Salvini parlava di antifurti<\/em>, del 25\/04\/2017), nel quale uno dei due dice all&#8217;altro: <em>Oggi c&#8217;\u00e8 la libert\u00e0, si pu\u00f2 dire tutto quel che si vuole<\/em>; e l&#8217;altro: <em>Davvero?, che bello? Allora possiamo far battute anche sui vaccini?,<\/em> chiede Paolo, speranzoso. <em>No<\/em>, risponde Luca. <em>Sui pedofili? No. Sul papa? No. Maometto? No. L&#8217;Isis? No. Le donne? No. I gay? No. E Renzi? No, poi telefona, meglio di no. E Grillo? No, s&#8217;incazza, lascia perdere. La Rai? No. La Juventus? No, come con Grillo; s&#8217;incazza, lascia perdere. E battute su Mattei Salvini? Ah, s\u00ec, quello s\u00ec&#8230;<\/em> Ecco, pi\u00f9 o meno questa \u00e8 la situazione: logico frutto di una premessa falsa e ipocrita: che il 25 aprile del 1945 vi sia stata una &quot;liberazione&quot;. Di questa menzogna e di questa ipocrisia la societ\u00e0 italiana e la cultura italiana hanno vissuto per settant&#8217;anni; finalmente qualcuno comincia a farsi qualche domanda. Naturalmente i due comici tacciono proprio la parola pi\u00f9 impronunciabile, la pi\u00f9 politicamente scorretta: <em>gli ebrei<\/em>. E meno male che sono due comici. Se due comici non osano pronunciare quella parola, figuriamoci cosa succede a chi non ha neppure l&#8217;attenuante dell&#8217;intento comico: viene immediatamente accusato di antisemitismo. E ci\u00f2 segna, come minimo, il suo bando perpetuo dagli studi televisivi e dall&#8217;accesso alle maggiori testate della stampa nazionale.<\/p>\n<p>Oggi la situazione \u00e8 questa. Non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 un&#8217;informazione libera. Per sapere quel che accade realmente in Italia, bisogna leggere la stampa estera o navigare pazientemente su internet, beninteso conoscendo certi siti e avendo acquisito un certo fiuto; altrimenti \u00e8 come rovistare a mani nude in una cloaca. Si pu\u00f2 trovare qualche perla, ma insudiciandosi di sterco fino al collo. Non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 un giornalismo degno di questo nome, non ci sono pi\u00f9 giornalisti, ma quasi solo pennivendoli stipendiati. E non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 televisione che non sia di regime. I veri giornalisti, o gli ultimi che ancora ci sono in giro, sono stati buttati fuori e scrivono qua e l\u00e0, su blog e siti indipendenti, cio\u00e8 pagati interamente di tasca loro, e a loro rischio e pericolo, nel senso che rischiano una serie di querele e hanno la spada di Damocle di risarcimenti da migliaia e migliaia di euro da versare a quanti sono rimasti infastiditi da ci\u00f2 che essi dicono. La signora Boldrini ha dato il &quot;buon&quot; esempio, preceduta, peraltro, da altri uomini politici della sua stessa scuola, per esempio Massimo D&#8217;Alema: se il giornale X ti critica, lo denunci e gli chiedi un risarcimento finanziario con parecchi zeri. \u00c8 questa la libert\u00e0 dei figli e nipoti del 25 aprile: i figli dei gloriosi liberatori partigiani, delle foibe e dei triangoli della morte. Ed \u00e8 questo il clima che si respira oggi in Italia. Un clima tale, per cui certi uomini di cultura, certi storici e filosofi non possono neanche parlare in pubblico; le loro conferenze vengono annullate all&#8217;ultimo momento: la sinistra non vuole, e la sinistra comanda, ha sempre comandato, da quel 25 aprile del 1945. Sempre in nome della libert\u00e0 e dell&#8217;antifascismo. Alain De Benoist non pu\u00f2 parlare in Italia, perch\u00e9 \u00e8 un &quot;fascista&quot;, mentre qualunque stronzetto di sinistra, con due neuroni in testa o forse tre, pu\u00f2 pontificare fino a domattina, sicuro di ricevere applausi e, prima o dopo, l&#8217;invito che conta: quello ai salotti televisivi, dei quali diverr\u00e0 un ospite fisso del famoso conduttore o della famosa conduttrice televisiva, vale a dire un parassita mantenuto a vita per dire banalit\u00e0 e insulsaggini su tutto e su tutti, purch\u00e9 politicamente corrette. Ch\u00e9 se mai un giorno, chi lo sa, impazzisse, o si presentasse in tv un po&#8217; ubriaco, e gli scivolasse una battuta, anche innocente, su quei tali argomenti tab\u00f9, potrebbe star certo che dal giorno dopo diverrebbe peggio di un lebbroso: nessuno vorrebbe pi\u00f9 saperne di lui. Stop, fine della carriera. <em>Scherza coi fanti, ma non coi santi<\/em>, si diceva una volta. I santi sui quali non si pu\u00f2 scherzare, oggi, e meno ancora parlare seriamente, se non a condizione di esprimere piena e incondizionata approvazione, sappiamo quali sono. I fanti sui quali si pu\u00f2 scherzare sono tutti gli altri, ma specialmente quelli che hanno a che fare con l&#8217;area ideologicamente estranee alla sinistra: perch\u00e9 la sinistra culturale continua ad esistere e a pesare, sopravvive persino alla scomparsa della sinistra ideologica e politica; \u00e8 come un vampiro che non pu\u00f2 morire, si alimenta del sangue di se stessa, se non pu\u00f2 succhiare quello degli altri. Per farla finita, bisognerebbe liquidarla con il lanciafiamme: nulla di meno sarebbe sufficiente. Oggi un comico, per restare in tema di umorismo, pu\u00f2 insultare nel modo pi\u00f9 volgare la memoria di Claretta Petacci; ma a nessuno, comico o no, sarebbe mai perdonato il delitto di esprimersi in modo meno che riguardoso nei confronti del mito del 25 aprile e dei suoi &quot;eroi&quot;.<\/p>\n<p>Ancor pi\u00f9 turpe e vergognosa \u00e8 oggi la situazione nell&#8217;area della cultura cattolica, dell&#8217;informazione cattolica e della Chiesa stessa, alto clero <em>in primis<\/em>. La Conferenza Episcopale Italiana ha chiamato a illustrare il suo quotidiano, <em>L&#8217;Avvenire<\/em> (ce n&#8217;era bisogno?) Sergio Staino, un vignettista ateo e marxista, leader dell&#8217;Unione Atei e Agnostici Razionalisti: disegnatore del tratto greve quanto la sua impostazione ideologica, che traspare tutta dal suo modo di rappresentare Ges\u00f9 Cristo e gli altri personaggi della religione cattolica. Le sue vignette, i suoi fumetti, rappresentano Ges\u00f9 in un modo che definire irriverente sarebbe ancora poco. \u00c8 normale, tutto questo? \u00c8 normale che il lettore, cattolico evidentemente, del giornale dei vescovi cattolici, debba vedere Ges\u00f9 Cristo dileggiato e svilito sulle pagine del suo quotidiano di riferimento? Certo, non \u00e8 cosa pi\u00f9 normale che, per un cattolico di Terni, entrare nel duomo cittadino e &quot;ammirare&quot; il gigantesco affresco del pittore sodomita Cinalli, commissionato dall&#8217;allora vescovo Paglia, grande estimatore di Pannella, oltre che di sodomiti, transessuali e prostitute, in mezzo ai quali ha voluto far rappresentare anche se stesso, e, non pago di ci\u00f2, con un Cristo, al centro della scena, sconciamente rappresentato come solo la malizia infernale di un artista pervertito lo poteva concepire, cio\u00e8 con le pudenda bene in vista, a completare il totale rovesciamento della morale cattolica realizzato in quell&#8217;opera blasfema. Questo \u00e8 il clima, questi sono i tempi. I cardinali che esprimono dubbi su un documento papale non ricevono alcuna risposta; i Francescani dell&#8217;Immacolata sono commissariati e non viene loro detto di quale colpa si siano macchiati; il filosofo Josef Seifert critica <em>Amoris leaetitia<\/em> e viene licenziato a strettissimo giro di posta; il cardinale Gerhard M\u00fcller abbozza una parvenza di obiezione e viene sbattuto fuori come uno straccio vecchio: e l&#8217;elenco dei silurati, laici ed ecclesiastici, sarebbe lunghissimo. \u00c8 un clima di tirannia, d&#8217;intolleranza, quale mai si era visto in Vaticano nei tempi moderni; e quelli che lamentano le presunte &quot;persecuzioni&quot; di un Rosmini o di un Teilhard de Chardin, per non parlare di un don Milani, ormai quasi santificato, non sanno o non vogliono sapere quel che sta accadendo oggi nella Chiesa cattolica di cui si \u00e8 impossessato il signor Bergoglio, con la ferma intenzione di smontarla pezzo a pezzo, fino a distruggerla interamente. Eppure l&#8217;arroganza di questi signori si spinge fino a immaginare che nessuno dir\u00e0 niente, che non ci saranno proteste, che non ci saranno reazioni che essi potranno trascinare nell&#8217;apostasia milioni di fedeli, e bestemmiare impunemente contro Dio, Cristo e la Madonna, senza che si levi mai un serio moto di protesta. Se, infatti, qualcuno osa anche solo mormorare, ecco che viene tacciato di attentare alla &quot;comunione ecclesiale&quot;, e cacciato con ignominia. Nessun papa degli ultimi tre secoli si era mai mostrato pi\u00f9 duro, pi\u00f9 astioso, pi\u00f9 vendicativo, pi\u00f9 spietato, e soprattutto pi\u00f9 ostile e refrattario al dialogo (beninteso, coi cattolici: perch\u00e9 con atei, comunisti, radicali, massoni, luterani, giudei e islamici, \u00e8 tutto zucchero e miele) come lo \u00e8 il signor Bergoglio, e come lo sono i suoi degni cardinali, vescovi e sacerdoti &quot;di strada&quot;.<\/p>\n<p>Ebbene: noi non ci stiamo. Non permetteremo che ce la facciamo sotto il naso, con una simile sfrontatezza, vantandosi delle loro belle imprese e aspettandosi, per giunta, di ricevere solamente applausi, visto che ormai controllano il 100% della grande informazione. No: saremo il sassolino che inceppa, con l &#8216;aiuto di Dio, la gigantesca macchina con cui essi vogliono distruggere la Chiesa e la vera fede in Ges\u00f9 Cristo. Non lo facciamo per noi stessi, ma per amore della Verit\u00e0; e la Verit\u00e0, per il cattolico, \u00e8 Cristo, e nessun altri che Lui. Amare ed onorare Ges\u00f9 Cristo significa difendere la Verit\u00e0, combattere contro quanti vorrebbero falsificare le sue parole, il suo messaggio, il suo Vangelo. C&#8217;\u00e8 qualcosa di diabolico nella loro audacissima impresa, e infatti \u00e8 proprio dal demonio che essa riceve la spinta e, per cos\u00ec dire, l&#8217;ispirazione: facendo leva sempre sulle eterne debolezze dell&#8217;uomo, avidit\u00e0, superbia, lussuria. Chi combatte questa battaglia, per\u00f2, non deve mai aver paura di nulla. <em>Ed ecco,<\/em> dice il Signore, <em>io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine del mondo<\/em> (<em>Mt<\/em> 28,20).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8230; e la lor cieca vita \u00e8 tanto bassa, \/ che &#8216;nvidiosi son d&#8217;ogne altra sorte. \/ Fama di loro il mondo esser non lassa; \/<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30169,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[109,119,263,267],"class_list":["post-27383","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-modernismo","tag-chiesa-cattolica","tag-dottrina","tag-verita","tag-virtu-di-fede"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-modernismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27383","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27383"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27383\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30169"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27383"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27383"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27383"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}