{"id":27381,"date":"2021-04-20T01:21:00","date_gmt":"2021-04-20T01:21:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/04\/20\/non-puo-esservi-pace-fra-la-verita-e-lerrore\/"},"modified":"2021-04-20T01:21:00","modified_gmt":"2021-04-20T01:21:00","slug":"non-puo-esservi-pace-fra-la-verita-e-lerrore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/04\/20\/non-puo-esservi-pace-fra-la-verita-e-lerrore\/","title":{"rendered":"Non pu\u00f2 esservi pace fra la verit\u00e0 e l&#8217;errore"},"content":{"rendered":"<p><em>Non pu\u00f2 esservi pace tra la verit\u00e0 e l&#8217;errore<\/em>, come non pu\u00f2 esservene tra il bene e il male o tra il giusto e l&#8217;ingiusto. Questo \u00e8 uno dei temi caldi, uno dei temi scomodi per i cattolici, specialmente dopo il Concilio Vaticano II, quando il concetto stesso di errore, e quindi sia di eresia, sia di falsa religione, viene di fatto abolito e tutti fanno finta che non esista alcun conflitto irrimediabile fra le due cose, anzi che la verit\u00e0 possa e debba andare d&#8217;amore e d&#8217;accordo con l&#8217;errore, e questo con essa: l&#8217;una restringendosi e rimpicciolendosi per non dare troppo nell&#8217;occhio, l&#8217;altro allargandosi e facendosi sempre pi\u00f9 spavaldo, libero finalmente da ogni complesso d&#8217;inferiorit\u00e0, grazie alla cultura relativista dominante e ovunque impazzante. Ma soprattutto quando il concetto di peccato, che \u00e8 la prima forma di negazione della verit\u00e0, \u00e8 stato praticamente congelato, se non rimosso, e ormai sempre pi\u00f9 raramente lo si ode nominare nelle omelie dei sacerdoti, tutti impegnati a parlare di questioni concrete e materiali, specialmente di ordine sociale, economico e perfino ambientale, ecologico e climatico.<\/p>\n<p>Padre Antoine Chevrier (Lione, 16 aprile 1826-ivi, 2 ottobre 1879), un umile parroco francese della seconda met\u00e0 del XIX secolo, \u00e8 stato, in tutto il corso della sua vita e della sua opera patorale, un forte e limpido esempio d&#8217;immedesimazione totale in Cristo. Amico e confidente di Jean-Marie Vianney, il Curato d&#8217;Ars, volle essere povero tra i poveri e si dedic\u00f2 senza respiro all&#8217;opera di evangelizzazione in un quartiere poverissimo di Lione, fornendo, se si vuole, il modello ideale ai preti operai del secolo successivo. Come abbiamo gi\u00e0 avuto occasione di osservare, non c&#8217;\u00e8 nulla di sbagliato, teoricamente, nell&#8217;idea pastorale del prete operaio: la grandissimi difficolt\u00e0 \u00e8 che siffatto prete non si faccia conquistare dal mondo, e pi\u00f9 precisamente dal comunismo, ma che sappia essere lui a portare Cristo agli uomini che vivono e faticano nel mondo, in questo caso nel mondo inumano delle fabbriche (ved l&#8217;articolo: <em>Gesuiti e preti operai, croci di Pio XII; il modello, Pio X<\/em>, pubblicato sul sto dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 28\/01\/21; cfr. anche <em>Preti operai: una riflessione sempre attuale<\/em>, il 02\/02\/18). Di fatto, padre Chevrier possedeva quella forza tranquilla, quella integrit\u00e0, quella trasparenza che gli permisero di essere e restare sempre e solo un povero prete, mai di divenire qualcosa d&#8217;altro. Il suo motto e la sintesi della sua vita era la frase: <em>Ges\u00f9 Cristo, \u00e8 tutto!<\/em> Ecco la differenza con i preti operai del XX secolo: lui portava Cristo come risposta totale ai bisogni e anche ai problemi e alle difficolt\u00e0 dell&#8217;uomo; essi, in genere, dicendo di portare Ges\u00f9 Cristo, di fatto portavano un Ges\u00f9 Cristo marxista, rivoluzionario, patrono dei diritti dell&#8217;uomo e del cittadino, come con sconcertante candore dichiarava uno di essi, Paul Gauthier (v. <em>Cambiare la Scrittura per creare il &quot;vangelo dei poveri&quot;,<\/em> il 19\/04\/21).<\/p>\n<p>Ebbene: ecco come un biografo di padre Chevrier riassume la posizione pastorale del beato riguardo alla questione della verit\u00e0 e dell&#8217;errore, e quindi del peccato, perch\u00e9 il peccato \u00e8 una forma di non verit\u00e0 (da: Alfred Ancel, <em>Discepoli secondo il Vangelo. La spiritualit\u00e0 apostolica di un prete diocesano: Antonio Chevrier<\/em>; titolo originale: <em>Le Prado: la spiritualit\u00e9 apostolique du p\u00e8re Chevrier<\/em>, Parigi, Les Editions du Cerf, 1982; traduzione dal francese di Lino Badino e Gianni Dovera, Bologna, Edizioni Dehoniane, 1985, pp. 129-190):<\/p>\n<p><em>Chevrier era mite e conciliante; amava vivere in pace con gli altri. Dobbiamo dunque essere particolarmente attenti quando, nel &quot;Vero Discepolo&quot; [il libro da lui scritto per la formazione dei preti della sua comunit\u00e0, il Prado], dopo aver parlato della predicazione in generale, introduce un nuovo capitolo sotto il titolo&quot;Seguitemi nelle mie lotte&quot; (V.D., pp. 453-464). Abbiamo gi\u00e0 detto, a proposito del calvario, che il prete deve accettare di soffrire a causa delle incomprensioni e delle persecuzioni che possono derivare dalla sua predicazione. Non si pu\u00f2 non riflettere quando ascoltiamo padre Chevrier dirci di Ges\u00f9 Cristo: \u00abEgli \u00e8 venuto a portare la guerra&#8230; Non pu\u00f2 esserci pace tra la verit\u00e0 e l&#8217;errore, tra Cristo e il mondo&#8230; Egli viene a lottare contro l&#8217;errore, la menzogna e il peccato che regnano nel mondo\u00bb (p. 457); e quando aggiunge: Ci ha stabiliti per continuare sulla terra la guerra\u00bb (p. 463).<\/em><\/p>\n<p><em>Egli sviluppa cos\u00ec il suo pensiero: \u00abIl male \u00e8 nel mondo, nelle nostre anime, nei nostri cuori e nei nostri spiriti. Il demonio ha preso il posto di Dio, egli \u00e8 chiamato principe di questo mondo. Tenebre, errore, menzogna, orgoglio, crudelt\u00e0, impurit\u00e0, invidia, omicidio. Istruire e riprendere. Non basta istruire, bisogna riprendere; non basta arare un campo, piantare, bisogna strappare le erbacce, tagliare, potare; senza di ci\u00f2 il primo lavoro \u00e8 inutile. Bisogna riprendere, combattere costantemente contro il male, strapparlo dovunque lo si trova. Lavoro importante, pi\u00f9 difficile forse del primo e cos\u00ec necessario; l&#8217;uno diventa inutile senza l&#8217;altro. Si trovano molto pi\u00f9 facilmente persone che istruiscono che persone che correggono\u00bb (p. 458).<\/em><\/p>\n<p><em>Attenzione! Questa guerra non somiglia alle guerre della terra, come la pace di Cristo non somiglia alla pace del mondo. Cos\u00ec Chevrier ci avverte: \u00abCom&#8217;\u00e8 importante avere lo spirito di Cristo, per non fare la guerra contro di lui, invece di farla per lui\u00bb (p. 464). Egli contempla dunque Cristo per combattere come lui: \u00abDi quali armi si \u00e8 servito in questa grande lotta?&#8230; parole, esempi, agnello in mezzo ai lupi, mitezza. Noi combattiamo con le armi della giustizia (2 Cor 6,5-10); non combattiamo secondo la carne (2 Cor 10,1-5). Condizioni per rimproverare bene e combattere: essere pieni di carit\u00e0 e di scienza per potervi ammonire a vicenda (Rm 15,14). Scienza, sapienza e carit\u00e0. Egli chiama tutti con dolcezza e prudenza, discernimento, forza e carit\u00e0; quale differenza nel modo di riprendere ogni individuo!\u00bb (p. 464).<\/em><\/p>\n<p>Come suonano antiche, oggi, queste parole, specialmente alle delicatissime orecchie dei cattolici adulti e dialoganti, buonisti e progressisti: <em>Non basta istruire, bisogna riprendere; non basta arare un campo, piantare, bisogna strappare le erbacce, tagliare, potare (&#8230;). Bisogna riprendere, combattere costantemente contro il male, strapparlo dovunque lo si trova.<\/em> Strappare il male? Ma per strapparlo bisogna vederlo e riconoscerlo: e chi lo vede, oggi, e chi lo riconosce? Forse la Chiesa cattolica statunitense, la quale ha fatto la campagna elettorale contro Donald Trump, dichiarandosi a favore del &quot;cattolico&quot; Joe Biden, fautore del diritto di abortire fino al nono mese di gravidanza, sopprimendo il nascituro mediante un&#8217;iniezione al cervello? O forse la Chiesa cattolica inglese, la quale ha ringraziato i medici degli ospedali dove \u00e8 stata praticata l&#8217;eutanasia a danno di bambini piccolissimi affetti da malattie croniche, contro la volont\u00e0 dei genitori? Oppure la Chiesa cattolica tedesca, la quale pretende di poter impartire la benedizione alle coppie omosessuali, e s&#8217;indigna e s&#8217;infuria perch\u00e9 da Roma non \u00e8 arrivata la pretesa autorizzazione? Dov&#8217;\u00e8 il peccato, oggi, agli occhi dei cattolici, visto che n\u00e9 l&#8217;aborto, n\u00e9 l&#8217;eutanasia, n\u00e9 la sodomia, sono considerati pi\u00f9 peccati, ma legittime manifestazioni della libert\u00e0 umana, sebbene il Catechismo della Chiesa cattolica, a parole, condanni senza mezzi termini tutte queste cose, affermando che chi le compie si allontana dalla dottrina e quindi si autoesclude dalla Chiesa stessa, specialmente se pretende di farle alla luce del sole e a termini di legge, trasformando di fatto il male in bene e cos\u00ec, indirettamente, il bene in male?<\/p>\n<p>Ecco infatti cosa disse Giovanni XXIII nel discorso di apertura del Concilio Vaticano II a proposito degli errori che la Chiesa ha sempre condannato simultaneamente alla riaffermazione della perenne verit\u00e0 della sua dottrina, l&#8217;11 ottobre 1962 (\u00a7 7,1-3):<\/p>\n<p><em>7. 1. Aprendo il Concilio Ecumenico Vaticano II, \u00e8 evidente come non mai che la verit\u00e0 del Signore rimane in eterno. Vediamo infatti, nel succedersi di un&#8217;et\u00e0 all&#8217;altra, che le incerte opinioni degli uomini si contrastano a vicenda e spesso gli errori svaniscono appena sorti, come nebbia dissipata dal sole.<\/em><\/p>\n<p><em>2. Non c&#8217;\u00e8 nessun tempo in cui la Chiesa non si sia opposta a questi errori; spesso li ha anche condannati, e talvolta con la massima severit\u00e0. Quanto al tempo presente, la Sposa di Cristo preferisce usare la medicina della misericordia invece di imbracciare le armi del rigore; pensa che si debba andare incontro alle necessit\u00e0 odierne, esponendo pi\u00f9 chiaramente il valore del suo insegnamento piuttosto che condannando. Non perch\u00e9 manchino dottrine false, opinioni, pericoli da cui premunirsi e da avversare; ma perch\u00e9 tutte quante contrastano cos\u00ec apertamente con i retti principi dell&#8217;onest\u00e0, ed hanno prodotto frutti cos\u00ec letali che oggi gli uomini sembrano cominciare spontaneamente a riprovarle, soprattutto quelle forme di esistenza che ignorano Dio e le sue leggi, riponendo troppa fiducia nel progressi della tecnica, fondando il benessere unicamente sulle comodit\u00e0 della vita. Essi sono sempre pi\u00f9 consapevoli che la dignit\u00e0 della persona umana e la sua naturale perfezione \u00e8 questione di grande importanza e difficilissima da realizzare. Quel che conta soprattutto \u00e8 che essi hanno imparato con l&#8217;esperienza che la violenza esterna esercitata sugli altri, la potenza delle armi, il predominio politico non bastano assolutamente a risolvere per il meglio i problemi gravissimi che li tormentano.<\/em><\/p>\n<p>*3. Cos\u00ec stando le cose, la Chiesa Cattolica, mentre con questo Concilio Ecumenico innalza la fiaccola della verit\u00e0 cattolica, vuole mostrarsi madre amorevolissima di tutti, benigna, paziente, mossa da misericordia e da bont\u00e0 verso i figli da lei separati. All&#8217;umanit\u00e0 travagliata da tante difficolt\u00e0 essa dice, come gi\u00e0 Pietro a quel povero che gli aveva chiesto l&#8217;elemosina: &quot;Non possiedo n\u00e9 argento n\u00e9 oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Ges\u00f9 Cristo, il Nazareno, cammina!&quot; [*<em>8](<a href=\"../../../../../www.vatican.va/content/john-xxiii/it/speeches/1962/documents/hf_j-xxiii_spe_19621011_opening-council.html#_ftn8\">../../../../../www.vatican.va/content/john-xxiii/it/speeches/1962/documents/hf_j-xxiii_spe_19621011_opening-council.html#_ftn8<\/a>)]. In altri termini, la Chiesa offre agli uomini dei nostri tempi non ricchezze caduche, n\u00e9 promette una felicit\u00e0 soltanto terrena; ma dispensa i beni della grazia soprannaturale, i quali, elevando gli uomini alla dignit\u00e0 di figli di Dio, sono di cos\u00ec valida difesa ed aiuto a rendere pi\u00f9 umana la loro vita; apre le sorgenti della sua fecondissima dottrina, con la quale gli uomini, illuminati dalla luce di Cristo, riescono a comprendere a fondo che cosa essi realmente sono, di quale dignit\u00e0 sono insigniti, a quale meta devono tendere; infine, per mezzo dei suoi figli manifesta ovunque la grandezza della carit\u00e0 cristiana, di cui null&#8217;altro \u00e8 pi\u00f9 valido per estirpare i semi delle discordie, nulla pi\u00f9 efficace per favorire la concordia, la giusta pace e l&#8217;unione fraterna di tutti.<\/em><\/p>\n<p>La chiave di volta di questo artificioso ed erroneo ragionamento \u00e8: <em>Quanto al tempo presente, la Sposa di Cristo preferisce usare la medicina della misericordia invece di imbracciare le armi del rigore.<\/em> Per quale ragione, nel tempo presente, la Chiesa non dovrebbe condannare con forza la menzogna, bens\u00ec adottare uno stile del tutto diverso? Forse perch\u00e9 nel mondo contemporaneo i nemici della Chiesa sono diminuiti di numero e di potenza, e quindi la Verit\u00e0 di Cristo \u00e8 meno gravemente minacciata? Ma \u00e8 tutto il contrario, come si vede benissimo ai nostri giorni e come si vedeva benissimo anche nel 1962. Lo stesso Giovanni XXIII lo riconosce e lo ammette: le false dottrine abbondano, eccome. E dunque? Egli avanza la goffa e niente affatto convincente risposta che tali false dottrine <em>contrastano cos\u00ec apertamente con i retti principi dell&#8217;onest\u00e0, ed hanno prodotto frutti cos\u00ec letali che oggi gli uomini sembrano cominciare spontaneamente a riprovarle.<\/em> Ora, a parte il fatto che ci\u00f2 non \u00e8 vero e non lo era nemmeno nel 1962, anzi era palesemente falso, perch\u00e9 in quegli anni la marcia del comunismo verso la conquista del potere mondiale pareva inarrestabile (e sottobanco lui stesso si era piegato al vergognoso accordo di Metz del 13 agosto 1962, impegnandosi formalmente con l&#8217;Unione Sovietica a <em>non<\/em> condannare il comunismo nel corso del Concilio); a parte questo, dicevamo, colpisce il fatto che gli &quot;errori&quot; di cui egli sembra parlare sono, a ben guardare, le ideologie secolari e non le eresie e gli stravolgimento della fede cattolica che operavano e operano dall&#8217;interno della Chiesa, per stravolgerne il magistero, la pastorale, la liturgia. Ma il buon pastore ha presenti innanzitutto <em>questi<\/em> errori: sono i pi\u00f9 pericolosi, perch\u00e9 sono quelli che colpiscono al cuore la fede dei credenti. Se il credente rimane saldo e ben radicato nella sua fede, \u00e8 quasi certo che sapr\u00e0 resistere agli errori predicati dal mondo; ma se la sua fede \u00e8 stata subdolamente manomessa, se i cattivi pastori lo hanno sospinto nell&#8217;errore e nell&#8217;apostasia a sua insaputa, allora anche gli errori del mondo si presenteranno a lui sotto una luce favorevole, seducente, e sar\u00e0 tentato di aderirvi senza cogliere la loro radicale incompatibilit\u00e0 con l&#8217;autentico Vangelo di Ges\u00f9 Cristo.<\/p>\n<p>E la stessa cosa vale per il peccato. Perch\u00e9 i primi errori che il credente deve combattere sono proprio quelli che germogliano dal fondo melmoso della sua coscienza, quando non \u00e8 costantemente illuminata dalla Grazia: \u00e8 la sua falsa coscienza che gli presenter\u00e0 il peccato come un errore, poi come una fragilit\u00e0, poi come una libera scelta legittima quanto qualsiasi altra. La pretesa delle coppie omosessuali di ricevere la benedizione sull&#8217;altare rientra in questa tipologia psicologica: quando la coscienza \u00e8 talmente ottenebrata e il senso morale \u00e8 talmente capovolto da esigere, quasi in termini sindacali, il riconoscimento formale da parte del sacerdote. Logico approdo, in una &quot;chiesa&quot; che proclama la signora Emma Bonino una grande italiana e che la invita a tenere conferenza su questioni sociali e ambientali all&#8217;interno delle chiese. Di una &quot;chiesa&quot; che sostiene che Dio non distrusse, ma risparmi\u00f2 Sodoma e Gomorra; oppure che il vero peccato dei sodomiti non fu di natura sessuale, ma consistette nella mancanza di ospitalit\u00e0 verso gli stranieri. O una &quot;chiesa&quot; che autorizza l&#8217;aborto e lo giustifica come un normale esercizio di libert\u00e0; oppure, ancora, che adora gli idoli nel tempio del Signore; e che proclama ad alta voce, per bocca del (sedicente) vicario di Cristo, che Ges\u00f9 <em>non era uno pulito<\/em>.<\/p>\n<p>Come si \u00e8 arrivati fino a questo punto? Ignorando sistematicamente e diabolicamente l&#8217;aurea massima di padre Chevrier, e di san Pio da Pietrelcina, e di san Giovanni Bosco, e del santo curato d&#8217;Ars, e di cento e cento altre anime sante, e di tutti i pontefici (fino al Concilio Vaticano II) e tutti i documenti pastorali e tutte le omelie della santa Messa, pronunciate dalla cattedrale della metropoli pi\u00f9 grande fino alla chiesetta del pi\u00f9 piccolo paesino di montagna, che si sono sempre ispirati alle parole e alle azioni di Ges\u00f9, come fedelmente le tramandano la Scrittura e la Tradizione: <em>Non basta istruire, bisogna riprendere; non basta arare un campo, piantare, bisogna strappare le erbacce, tagliare, potare.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non pu\u00f2 esservi pace tra la verit\u00e0 e l&#8217;errore, come non pu\u00f2 esservene tra il bene e il male o tra il giusto e l&#8217;ingiusto. 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