{"id":27374,"date":"2019-01-02T10:21:00","date_gmt":"2019-01-02T10:21:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/01\/02\/non-piu-cattolici-ma-idolatri\/"},"modified":"2019-01-02T10:21:00","modified_gmt":"2019-01-02T10:21:00","slug":"non-piu-cattolici-ma-idolatri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/01\/02\/non-piu-cattolici-ma-idolatri\/","title":{"rendered":"Non pi\u00f9 cattolici, ma idolatri"},"content":{"rendered":"<p>Quando il catechista domandava ai bambini della prima Comunione, fino a pochi anni fa: <em>Chi \u00e8 il modello perfetto che noi dobbiamo imitare nella nostra vita? A chi dobbiamo sforzarci di assomigliare costantemente, nei nostri pensieri, nelle nostre parole e nelle nostre azioni?<\/em>, la risposta, senza alcuna esitazione, era una e una sola: <em>Il modello perfetto \u00e8 Ges\u00f9; dobbiamo sforzarci di assomigliare a Ges\u00f9.<\/em> N\u00e9 potrebbe essere diversamente; almeno se vogliamo continuare a dirci cattolici. Che poi si tratti di un modello irraggiungibile, \u00e8 un altro paio di maniche; ma il modello \u00e8 quello, e soltanto quello. Non ce ne sono altri. Con l&#8217;aiuto della Grazia, che \u00e8 fondamentale, il cristiano cerca di assomigliare a Ges\u00f9, di vivere come Ges\u00f9, di uniformarsi a tutto ci\u00f2 che Lui ha insegnato, sia con le parole, sia con la sua vita. Il che, fra l&#8217;altro, ha una importante conseguenza: che il vero cristiano sa benissimo di dover mettere nel conto delle possibilit\u00e0 l&#8217;ostilit\u00e0 del mondo, la calunnia, la persecuzione e anche la morte. Proprio perch\u00e9 Ges\u00f9 ha subito tutte queste cose: ha conosciuto l&#8217;ostilit\u00e0, specie quella dei potenti; \u00e8 stato calunniato &#8212; lo hanno chiamato persino figlio del demonio -, perseguitato, messo in croce. Questo lo sapevano anche i bambini di otto o nove anni; non parliamo poi dei ragazzini della Cresima. E lo sapevano perch\u00e9 veniva insegnato loro; perch\u00e9 lo dicevano il catechista, il sacerdote e il vescovo; perch\u00e9 c&#8217;era scritto sul libro di religione; perch\u00e9 lo ripetevano la stampa cattolica e le radiotelevisioni cattoliche. <em>Vuoi essere un degno cristiano? Devi cercare di assomigliare a Ges\u00f9. Vuoi essere perfetto, sempre entro i limiti umani, che sono limiti ben precisi e invalicabili, dunque relativamente perfetto e non assolutamente perfetto? Cerca di fare come faceva Lui; di parlare come parlava Lui; di pensare come pensava Lui; e anche di prendere e sopportare la Croce come ha fa saputo fare Lui.<\/em> Questo dicevano e insegnavano tutti, dalle suore dell&#8217;asilo fino ai professori di teologia nei seminari, e ai predicatori, in chiesa, nei Quaresimali di Pasqua. Vi era assoluta, totale concordia su questo punto: uno e uno solo \u00e8 il modello da imitare, il modello perfetto: Ges\u00f9 Cristo, e nessun altri che lui. Era impossibile che un cattolico si confondesse, se interrogato su questo punto; era impossibile che, davanti a una simile domanda, dovesse prendersi del tempo per pensare; ed era impossibile che la risposta non gli sgorgasse dalle labbra, naturale, immediata, fino dalla pi\u00f9 tenera et\u00e0. Del resto, anche senza bisogno che qualcuno gli ponesse una tale domanda, qualsiasi cattolico aveva sempre ben chiaro, al centro della sua mente e della sua anima, questo pensiero, questo sentimento: <em>Io voglio essere come Ges\u00f9. Ges\u00f9, aiutami ad assomigliare a Te. Ges\u00f9, fammi la grazia di essere, almeno in parte, come Te; di essere come Tu ci vuoi, cio\u00e8 perfettamente docili e obbedienti alla volont\u00e0 del Padre nostro<\/em>. Non c&#8217;era bisogno di essere come San Domenico Savio, il Santo bambino, che a quindici anni aveva per metto: <em>La morte, ma non i peccati<\/em>; non c&#8217;era bisogno di possedere una virt\u00f9 talmente eroica: qualsiasi cattolico, dai sette anni in su, aveva perfettamente chiaro il concetto che, per essere degni di dirsi cattolici, non esiste altro mezzo che quello di prendere Ges\u00f9 a modello della propria vita.<\/p>\n<p>Abbiamo detto: <em>fino a pochi anni fa<\/em>. Perch\u00e9 abbiamo usato il tempo imperfetto? Perch\u00e9 oggi pare che non sia pi\u00f9 cos\u00ec; pare che sia cambiato tutto. Ma come, dir\u00e0 qualcuno: questo non \u00e8 possibile, non \u00e8 <em>materialmente<\/em> possibile. Si pu\u00f2 cambiare tutto, o quasi tutto, ma non <em>questo<\/em>: non il fatto che Ges\u00f9 \u00e8 il solo modello perfetto della vita cristiana; se si mette in discussione questo, non si \u00e8 pi\u00f9 cristiani, n\u00e9 tantomeno cattolici. Evidentemente. Nondimeno, \u00e8 accaduto e sta continuando ad accadere: sotto i nostri occhi; e, cosa pi\u00f9 grave ancora, senza che la maggior parte dei cosiddetti cattolici se ne renda conto. Naturalmente, nessuno \u00e8 tanto audace, tanto sfrontato, tanto blasfemo, da dire apertamente: <em>Volete sapere l&#8217;ultima? Ges\u00f9 Cristo non \u00e8 pi\u00f9 il solo modello perfetto che il cristiano deve seguire nella sua vita<\/em>; se lo facesse, verrebbe riconosciuto per quello che \u00e8: non solo un non cattolico, ma qualcosa di peggio, un individuo perverso che si spaccia per cattolico, ma cattolico non lo \u00e8; che indossa i panni del cattolico, ma vuole distruggere il cattolicesimo. \u00c8 pi\u00f9 che evidente, infatti, perfino in questi tempi di estrema, babelica confusione morale e dottrinale, che Ges\u00f9 \u00e8 il fondamento di tutto: che senza Ges\u00f9, senza la centralit\u00e0 e l&#8217;unicit\u00e0 di Ges\u00f9, non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 cattolicesimo e non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 chiesa; che se Ges\u00f9 non \u00e8 il solo modello perfetto, allora siamo in presenza di una religione post-cristiana, sincretista, che pone Ges\u00f9 come <em>uno<\/em> dei modelli da imitare, <em>uno<\/em> dei maestri da seguire; uno accanto ad altri, e non necessariamente il pi\u00f9 importante. (Fra parentesi: la confusione nasce proprio da qui: se Ges\u00f9 \u00e8 il solo Maestro, come \u00e8 possibile che non ci sia un solo vicario di Ges\u00f9 in terra? Eppure, anche a questo stiamo assistendo; che ce ne sono due, e sia pure uno dei due col titolo di &quot;emerito&quot;, ma vivo e vegeto, e sempre vestito di bianco; ammesso e non concesso, inoltre, che da vicario di Cristo ci si possa dimettere, cos\u00ec come si dimette l&#8217;amministratore delegato di un&#8217;azienda, con una semplice letterina, e senza dare affatto spiegazioni convincenti: dunque Ges\u00f9 \u00e8 uno, ma di suoi vicari in terra ne abbiamo, oggi, due). Facciamo anche notare che parlare di modello perfetto implica di necessit\u00e0, logica e linguistica, il fatto che il modello sia assolutamente unico: perfetto viene dal latino <em>perfectus<\/em>, che \u00e8 il participio passato di <em>perfic\u0115re<\/em>, ossia &quot;compiere&quot;, formato da <em>per<\/em> e <em>fac\u0115re<\/em>. Una cosa \u00e8 perfetta, dunque, quando \u00e8 compiuta, portata a compimento, conclusa; per estensione, si dice perfetto <em>ci\u00f2 che \u00e8 fatto nel migliore dei modi possibili, tale che nel suo genere non si possa immaginare niente di meglio<\/em> (Treccani). E infatti: un cristiano potrebbe immaginare un modello migliore di Ges\u00f9 Cristo? Assolutamente no. Dunque, Ges\u00f9 uno \u00e8 <em>un<\/em> modello perfetto, ma \u00e8 <em>il<\/em> modello perfetto; non ce ne sono altri, non diciamo migliori di Lui, il che sarebbe palesemente contraddittorio e impossibile, ma neppure altrettanto buoni di Lui. Anche soltanto immaginare una cosa come questa, anche soltanto essere sfiorati da un dubbio in proposito, significa non aver capito nulla di ci\u00f2 che \u00e8 essenziale al cristianesimo. Si possono aver dubbi sulle cose secondarie, ma non su ci\u00f2 che \u00e8 essenziale. Se si hanno dei dubbi su ci\u00f2 che \u00e8 essenziale alla fede cristiana, non ci si pu\u00f2 dire cristiani, perch\u00e9 non lo si \u00e8; si \u00e8 qualche cosa d&#8217;altro.<\/p>\n<p>Ebbene, ora i cattolici, o molti di essi, sono arrivati a questo punto: credono ancora di esser cristiani e di essere cattolici, ma non lo sono; sono qualcos&#8217;altro. Il loro solo modello perfetto non \u00e8 pi\u00f9 Ges\u00f9 Cristo, ma \u00e8 diventato papa Francesco. Papa Francesco non \u00e8 santo, e tanto meno somiglia al Santo di cui ha voluto prendre il nome; ma se anche fosse il pi\u00f9 santo dei Santi, anche se fosse il santo pi\u00f9 grande che si possa umanamente concepire, non sarebbe, perci\u00f2, il modello perfetto della vita cristiana; e, se pretendesse di porsi come tale, compirebbe una deliberata falsificazione del Vangelo. <em>Io sono la via, la verit\u00e0 e la vita<\/em>, ha detto Ges\u00f9 Cristo di se stesso; e nessun altro, mai, neppure i Santi, neppure i papi, hanno preteso di dire altrettanto di se stessi, o hanno incoraggiato il fatto che la gente pensasse una cosa simile di loro. Ma il signore argentino lo fa, eccome; lo sta facendo sin dal primo istante della sua elezione; lo sta facendo dal momento in cui, gesuita, ha accettato di essere eletto papa, cosa contraria al diritto canonico, e quando ha preso il nome del Santo di Assisi, ci\u00f2 che nessun pontefice aveva mai osato fare, per evidenti ragioni di opportunit\u00e0, di modestia e di coscienza dei propri limiti. E continua a farlo ogni giorno, visto che incoraggia forme di culto verso la sua persona che equivalgono a una vera e propria idolatria, come il commercio di statuette, di ceri, lumini, altri oggetti e santini, tutti con la sua immagine; e si compiace dell&#8217;uscita di un film smaccatamente celebrativo, e menzognero fin da titolo: <em>Un uomo di parola<\/em> (qualcuno si \u00e8 chiesto come mai non \u00e8 mai voluto andare in viaggio pastorale in Argentina? qualcuno riesce a immaginare un Giovanni Paolo II che si guarda bene dal tornare in Polonia, o un Benedetto XVI che si tiene alla larga dalla Germania? Eppure Bergoglio \u00e8 andato nel Cile, \u00e8 andato nel Per\u00f9, ma in Argentina, la sua terra, no: forse perch\u00e9 laggi\u00f9 lo conoscono molto bene, sanno chi egli sia, hanno un nitido ricordo di lui e riderebbero a crepapelle, o pi\u00f9 probabilmente si sdegnerebbero, se qualcuno osasse definirlo <em>un uomo di parola<\/em>?). E che dire di quel giornaletto intitolato <em>Il mio papa<\/em>, scandaloso fin dal titolo, perch\u00e9 mai nessuno si sarebbe sognato, prima di questo pontificato, di fondare una rivista con un titolo del genere, neppure al tempo di Giovanni XXIII o di Giovanni Paolo II, papi sicuramente molto popolari e molto attenti alla propria immagine pubblica? Che cosa vuol dire, infatti, un&#8217;espressione del genere: <em>il mio papa<\/em>? Un cattolico ha un solo capo, un solo modello, un solo Dio: Ges\u00f9 Cristo; il papa non \u00e8 il <em>suo<\/em> papa, neppure in senso affettivo, semmai \u00e8 il <em>nostro<\/em> papa; ma la sola Persona per la quale il cattolico \u00e8 autorizzato ad usare l&#8217;espressione: <em>io sono suo<\/em>, \u00e8 Ges\u00f9 Cristo, e nessun altri che Lui. Il cristiano \u00e8 di Cristo, appartiene a Cristo; e Cristo \u00e8 il Figlio di Dio, e Dio Egli stesso: e il Dio cristiano \u00e8 un Dio geloso: <em>non avrai altro Dio all&#8217;infuori di me<\/em>. Qui non stiamo parlando di ci\u00f2 che \u00e8 secondario, ma di ci\u00f2 che \u00e8 essenziale; stiamo parlando del primo, e pi\u00f9 importante, dei dieci comandamenti. Vi ricordate, per caso, di quella cosa un po&#8217; <em>d\u00e9mod\u00e9<\/em>, un tantino obsoleta, che sono i Dieci Comandamenti? Bene: stiamo parlando di quello; stiamo parlando del primo di essi: <em>Io sono il Signore, tuo Dio; non avrai altro Dio all&#8217;infuori di me<\/em>. <em>Non ti farai idolo, n\u00e9 immagine. Non ti prostrerai davanti a quelle cose.<\/em><\/p>\n<p>Bene. Ora sfogliamo un numero, a caso, della rivista <em>Il mio papa<\/em>, per esempio quello del 14 novembre 2018. Un numero vale l&#8217;altro, sono tutti concepiti allo stesso modo: su 68 pagine, sono pochissime quelle che non parlano esclusivamente di lui, anche con parecchie foto nella stessa pagina, tutte ammiccanti e sorridenti; c&#8217;\u00e8 perfino la pagina dei cruciverba con la foto di papa Francesco al centro del rebus enigmistico (mentre rende omaggio alla tomba di don Lorenzo Milani, come precisa la didascalia: perch\u00e9 i nuovi santi da ammirare e imitare sono quelli come don Lorenzo Milani, non quelli come padre Pio o il Curato d&#8217;Ars, o come Giovanni Bosco o Leopoldo Mandic). Se si sfogliassero le riviste pubblicate in Germania al tempo del nazionalsocialismo, o in Unione Sovietica durante il regime staliniano, non si troverebbero cos\u00ec tante immagini e una cos\u00ec smaccata celebrazione dei rispettivi dittatori, come accade in questa rivista &quot;cattolica&quot; pensata e realizzata per incrementare la papolatria bergogliana. Ma dove la piaggeria sconfina nell&#8217;idolatria conclamata, \u00e8 a pag. 29, dove si legge questo strabiliante titoletto: LUI PERFETTO, NOI MOLTO MENO. L&#8217;articolo s&#8217;intitola <em>Come fare per essere un cristiano da &quot;da 6 in pagella&quot;<\/em>; il sopratitolo, ci crediate o no, recita testualmente: <em>Papa Francesco \u00e8 il massimo punto di riferimento per ogni credente, ma non \u00e8 sempre facile imitarlo<\/em> (queste ultime parole sono evidenziate in neretto). <em>Ecco una ricetta minima<\/em>. Cosa? Abbiamo capito bene? Proviamo a rileggere: c&#8217;\u00e8 scritto proprio cos\u00ec: il massimo punto di riferimento, per un cristiano, \u00e8&#8230; papa Francesco. Lui \u00e8 perfetto, dunque \u00e8 assai difficile imitarlo: evidentemente, il cristiano deve sforzarsi di imitare&#8230; papa Francesco. Non Ges\u00f9 Cristo; no: quello, una volta; ora \u00e8 passato di moda: ora il modello perfetto \u00e8 papa Francesco, e colui che bisogna sforzarsi di imitare, bench\u00e9 non sia facile, \u00e8 lui. Rimandiamo a chi ne abbia lo stomaco il piacere di leggere tutto l&#8217;articolo; a noi basta e avanza. Certo, sappiamo bene come risponderebbero i redattori alle nostre obiezioni: essi volevano proporre il massimo modello sul piano umano, non sul piano soprannaturale. Ma, a parte il fatto che il nostro solo modello \u00e8 Ges\u00f9 Cristo, il quale \u00e8 un modello soprannaturale, perch\u00e9 Ges\u00f9 \u00e8 vero uomo e <em>anche vero Dio<\/em>, almeno fino a prova contraria (l&#8217;eretico Enzo Bianchi sostiene il contrario; e il signore argentino lo ha definito &quot;il suo teologo preferito&quot;: perci\u00f2, fate un po&#8217; voi&#8230;), resta che ci sono grandissimi Santi, antichi e recenti, cominciare dal Poverello di Assisi, che, <em>sul piano umano<\/em>, possono esser presi a modello di vita cristiana: perch\u00e9 si d\u00e0 il caso che la fede cattolica contempli una cosa che si chiama <em>comunione dei Santi<\/em>, e dunque non fa alcuna importanza se si tratta di un Santo dei nostri giorni o vissuto duemila anni fa: sono tutti presenti, sono tutti operanti al cospetto di Dio e per il bene degli uomini. Ma venirci a dire che Bergoglio \u00e8 perfetto, e che ogni credente deve prendere lui come massimo punto di riferimento, \u00e8 improprio, \u00e8 sbagliato, \u00e8 scandaloso; ed \u00e8 anche ridicolo. Queste parole sono ridicole: le parole di adulazione verso chicchessia sono sempre ridicole, perch\u00e9 fanno risaltare involontariamente (e impietosamente) il contrasto fra la realt\u00e0 e l&#8217;iperbole adoperata. Ora, il fatto che l&#8217;inquilino di Casa Santa Marta non abbia nulla da eccepire, che non dica mai una parola per frenare simili slanci di adulazione sconfinante nell&#8217;idolatria, che non abbia mai, assolutamente mai, un moto di modestia; che non gli sfugga mai dalle labbra una frase di consapevolezza dei propri limiti e difetti, ma che cerchi sempre, compulsivamente, ossessivamente (nonostante le cure prodigategli a suo tempo sia dalla sua psicanalista ebrea che dalla &quot;strega&quot; argentina, Clelia Luro, sua grande amica e confidente, nonch\u00e9 amante ufficiale dell&#8217;ex vescovo Jeronimo Podest\u00e0) di piacere, di strappare l&#8217;applauso, \u00e8 quanto mai eloquente. E a quei &quot;cattolici&quot; che stravedono per lui, e bacerebbero la terra dove cammina, vorremmo chiedere: <em>Ma non lo vedete, come vi siete ridotti?<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando il catechista domandava ai bambini della prima Comunione, fino a pochi anni fa: Chi \u00e8 il modello perfetto che noi dobbiamo imitare nella nostra vita?<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[107,157],"class_list":["post-27374","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-cattolicesimo","tag-gesu-cristo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27374","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27374"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27374\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27374"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27374"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27374"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}