{"id":27365,"date":"2018-10-24T02:46:00","date_gmt":"2018-10-24T02:46:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/10\/24\/non-gliene-frega-niente\/"},"modified":"2018-10-24T02:46:00","modified_gmt":"2018-10-24T02:46:00","slug":"non-gliene-frega-niente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/10\/24\/non-gliene-frega-niente\/","title":{"rendered":"Non gliene frega niente"},"content":{"rendered":"<p>Se i filosofi, qualche volta, uscissero dalle loro torri d&#8217;avorio e si facessero un bel giretto per le strade, beninteso osservando con attenzione la realt\u00e0 circostante e non camminando con la testa nelle nuvole, come quel Talete di Mileto che, stando alla tradizione, non badando nemmeno a dove mettesse i piedi, cadde in una buca, forse imparerebbero pi\u00f9 cose sulla natura umana di quante ne potrebbero mai trovare nei libri e nei ragionamenti astratti. Sospettiamo fortemente che siano in molti, oggi, e non solo i filosofi, ad andarsene in giro con le fette di salame sugli occhi e con le loro idee preconfezionate in testa, sordi e refrattari a qualunque sollecitazione esterna, a qualunque segnale dal mondo della vita vera: altrimenti, come \u00e8 possibile che quanti fanno del pensiero la loro professione o la loro attivit\u00e0 principale, non abbiano ancora lanciato un grido d&#8217;allarme sulla mutazione antropologica in atto? Che nessuno, o molto pochi, abbiano denunciato lo sconcertante e rapidissimo ottundimento delle coscienze, lo spegnersi dell&#8217;intelligenza, il subentrare di una esistenza ridotta a sensazioni e a reazioni esteriori, in una parola, l&#8217;abbrutimento e la degradazione dell&#8217;uomo, che \u00e8 qualcosa di assai peggiore del semplice imbarbarimento, perch\u00e9 dalla barbarie si pu\u00f2 risorgere, ma dall&#8217;abdicazione dell&#8217;uomo a essere tale, dalla sua scelta di farsi una creatura sub-umana, no? Certo: in questo silenzio complice, omertoso, c&#8217;\u00e8 una buona componente di paura, oltre che di opportunismo: la paura di non essere capiti, di essere derisi, di passare per paranoici. E non c&#8217;\u00e8 categoria che ci tenga a fare bella figura pi\u00f9 di quella dei cosiddetti intellettuali: farebbero qualsiasi cosa, anche carte false, pur di conservare o accrescere la loro popolarit\u00e0, pur di navigare col vento in poppa, facendo per\u00f2 mostra d&#8217;aver scelto loro di andare in quella direzione, autonomamente e liberamente. Ora, \u00e8 certo che vi son poche cose pi\u00f9 sgradevoli e ingrate di questa: dire agli uomini che, nella grande maggioranza, si stanno letteralmente incretinendo; che stanno dando via il cervello; che stanno perdendo la loro anima e la loro stessa umanit\u00e0. No, non \u00e8 una cosa che piace: non \u00e8 musica che possa riuscir gradita agli orecchi della massa. La massa vuol sentirsi dire che va tutto bene, e che ciascun membro del gregge \u00e8 un individuo autentico, intelligente, creativo, maturo, responsabile e perfettamente in grado di fare le scelte migliori, per se stesso e con vantaggio dell&#8217;intera societ\u00e0. E allora, per dire una cosa simile, ci vuole molta forza d&#8217;animo: \u00e8 necessario avere un amore della verit\u00e0 cos\u00ec grande da non sottomettersi al ricatto del conformismo e della paura. In particolare, nessuno osa dire ci\u00f2 che pensa su quel che si vede per la strada ogni giorno, per timore d&#8217;incappare nella censura del politicamente corretto: vi sono delle pseudo verit\u00e0 ideologiche che sono assurte al valore di dogmi, e perci\u00f2 nessuno pu\u00f2 permettersi di contraddire, neanche indirettamente e neanche portando le prove di ci\u00f2 che afferma, l&#8217;ideologia ufficiale: scientista, materialista, edonista, relativista, buonista, in breve: mondialista.<\/p>\n<p>Eppure, bisogna che qualcuno lo faccia. Tacere, fare finta di nulla, sarebbe ancor peggio che una vigliaccheria: per come si stanno mettendo le cose, sarebbe un tradimento, o, quanto meno, una correit\u00e0 con le forze della dissoluzione che vorrebbero scardinare la nostra societ\u00e0. Proviamo a scendere in strada, dunque, e a guardare da vicino l&#8217;umanit\u00e0 che popola i nostri paesi, i nostri quartieri e le nostre citt\u00e0. La prima cosa che colpisce \u00e8 la percentuale spropositata di stranieri, che appena venti anni fa non c&#8217;erano, se non in piccolissima misura. Ci viene detto dai <em>mass-media<\/em>, per rassicurarci, che \u00e8 tutto normale, che tale immigrazione fa parte di un grande fenomeno mondiale chiamato &quot;migrazioni&quot;, e che i &quot;flussi&quot; derivano, in gran parte, da guerra, fame e altre calamit\u00e0 naturali, per cui si tratta di profughi, o comunque di persone in fuga da condizioni di vita insopportabili. Sorge per\u00f2 la domanda, ingenua, se vogliamo, ma ineludibile, se si possiede ancora una testa capace di pensare: da quale guerra fuggono, i cinesi? Quando arrivarono i primi e aprirono i loro negozietti, stipati di merce a poco prezzo, molti di noi li hanno visti con simpatia: eravamo in piena crisi economica, finalmente della merce che costava poco, non troppo diversa, per qualit\u00e0, da quella cui eravamo abituati. Poi i cinesi son cresciuti di numero: hanno aperto bar e ristoranti, o, pi\u00f9 spesso, hanno rilevato i precedenti gestori italiani, costretti a vendere. Nemmeno a quel punto abbiano trovato strana la cosa, anzi, tutto sommato ci \u00e8 parsa una buona cosa: il vino, la birra, i tramezzini, costavano sempre un po&#8217; meno che altrove, e inoltre i locali erano aperti a tutte le ore, un bel vantaggio rispetto a prima. Poi ci siamo accorti che intere file di negozi e di locali pubblici erano diventati di propriet\u00e0 cinese, e questo non nelle periferie, ma nel pieno centro delle nostre citt\u00e0. Ci siamo anche accorto che i cinesi, perfettamente organizzati, vivevano nelle case del centro, magari in quattordici in un appartamento dove normalmente vivrebbero tre o quattro persone: ecco, forse a quel punto la cosa ci ha fatto un po&#8217; pensare. Ma insomma, i cinesi sono molti disciplinati, sono discreti, non creano problemi di ordine pubblico; quindi, perch\u00e9 preoccuparsi? Un giorno, per\u00f2, i vigili di Milano si son permessi di fare la multa a un furgone cinese in sosta vietata, ed \u00e8 scoppiato il finimondo: quasi una rivolta da parte dei residenti cinesi. Solo allora ci siamo resi conto di quanti fossero, e cosa potessero fare se decidevano di non rispettare le leggi e le norme vigenti. Fra le altre cose, durante i duri scontro con le forze dell&#8217;ordine, li si \u00e8 visti sventolare le bandiere della Repubblica Popolare Cinese: come se fossero i soldati di un esercito, o meglio, le avanguardie di un esercito invasore. L\u00ec, forse, qualcuno \u00e8 rimasto turbato; anche se poi gli incidenti sono rientrati e si \u00e8 messa una pezza su quanto era accaduto. Il segreto, lo si \u00e8 capito allora, \u00e8 quello di non far troppe domande, di non sollevare il tappeto per vedere se sotto c&#8217;\u00e8 la polvere. Alcune stranezze le hanno osservate tutti, ma \u00e8 preferibile non parlarne: la scomparsa dei cani e dei gatti nei quartieri dove ci sono i ristoranti cinesi, per esempio, o la strana assenza di esequie funebri fra gli immigrati cinesi, cosa che, in privato, \u00e8 perfino oggetto di battute scherzose: ma non muoiono mai, costoro? Sono dunque immortali? Per\u00f2, tutti zitti e acqua in bocca: dire qualsiasi cosa sarebbe lo stesso che alimentare ingiusti sospetti, e quindi portare acqua ai pregiudizi e al razzismo. E ci\u00f2 non sia mai: pertanto, siamo pronti a ritirare tutto. Se i cani e i gatti sono spariti, sar\u00e0 stata un&#8217;epidemia; e quanto ai morti, si vede che gli anziani rientrano al loro Paese, per morire laggi\u00f9. Se dai cinesi ci spostiamo agli altri asiatici, ai latinoamericani, agli europei dell&#8217;Est e soprattutto agli africani, il discorso si fa ancora pi\u00f9 inquietante. Ci si pu\u00f2 domandare, infatti: c&#8217;\u00e8 la guerra nel Bangla Desh? C&#8217;\u00e8 la guerra nel Pakistan? C&#8217;\u00e8 la guerra in India? In Afghanistan sappiamo che c&#8217;\u00e8 (anche se a suo tempo i soliti <em>mass-media<\/em> ci dissero che presto sarebbe finita, e che l&#8217;intervento militare italiano avrebbe contributo a ristabilir la pace), e, da qualche anno, sappiamo che c&#8217;\u00e8 anche in Siria, bench\u00e9 la maggior parte di noi non ci abbia capito molto, tranne che tutti, ma proprio tutti, dagli Stati Uniti alla Russia, dall&#8217;Iran all&#8217;Arabia Saudita, dalla Francia alla Turchia, vi giocano la loro partita, che non \u00e8 una partita onesta, bens\u00ec coi dadi maledettamente truccati. Ma in Marocco, quale guerra \u00e8 in corso? In Tunisia, quale guerra \u00e8 in corso? Eppure sono arrivati a centinaia di migliaia, i marocchini e i tunisini. E nei paesi a sud del Sahara, la Nigeria, il Senegal, la Costa d&#8217;Avorio, c&#8217;\u00e8 la guerra? C&#8217;\u00e8 la carestia? Ci sono delle catastrofi naturali? C&#8217;\u00e8 una particolare emergenza umanitaria? A noi non risulta. E tutti gli spacciatori di droga nigeriani; tutti i travestiti e prostituti sudamericani; tutti i rapinatori professionisti romeni son venuti qui per sfuggire a guerre discriminazioni e persecuzioni? Oppure sono venuti per esercitare con pi\u00f9 comodo le loro onorevoli professioni, e inoltre perch\u00e9, facendo il confronto tra le carceri italiane quelle dei loro rispettivi Paesi, hanno ritenuto che, se pure le forze dell&#8217;ordine dovessero prenderli, non \u00e8 neanche tanto male farsi un po&#8217; di vacanza a spese del nostro Stato, cio\u00e8 delle nostre tasche, in attesa (breve) che qualche magistrato buonista e di sinistra li rimetta in libert\u00e0 e consenta loro di riprendere il filo interrotto delle loro balde imprese?<\/p>\n<p>La seconda cosa che colpisce \u00e8 l&#8217;atteggiamento che moltissimi stranieri tengono in pubblico: per la strada, nei locali pubblici, nelle scuole, negli uffici. Si comportano da padroni, camminano con noncuranza, alzano la voce, vogliono passare per primi. Soprattutto, vogliono passare per primi: che sia il pronto soccorso dell&#8217;ospedale, o lo sportello della posta, esigono la precedenza. Molti, poi, vogliono imporre a noi le loro regole, e non rispettano le nostre. Parecchie donne islamiche se ne vanno per la strada indossando il <em>burqa<\/em>, che \u00e8 proibito per legge, e intanto pretendono di escludere i maschi italiani dalle visite in ospedale, se sono in camera insieme a delle donne italiane. Oppure, allo sportello di un ufficio, il marito prende a male parole l&#8217;impiegato, e perfino l&#8217;impiegata, che ha osato rivolgere la parola alla loro moglie, la quale era l&#8217;intestataria del libretto bancario o postale, pretendendo che chiunque parli soltanto a lui, al maschio, e non si permetta di parlare alla sua donna. L&#8217;elenco di tali comportamenti sarebbe lunghissimo. Per molti marocchini i biglietti del tram o dell&#8217;autobus non esistono; si sale a bordo, semplicemente; e, se il controllore osa domandare di vedere il biglietto, gli si risponde con le parolacce o con le botte. Specialmente se si tratta di minorenni, come spesso accade, che volete che succeda? Arrivano i carabinieri, fanno una ramanzina, e tutto finisce l\u00ec. Intanto l&#8217;autista o il controllare vanno al pronto soccorso, a farsi dare i punti e a farsi medicare le ferite per il pestaggio subito. Poi, vanno dall&#8217;avvocato per difendersi dall&#8217;accusa di razzismo: come hanno osato far scendere dal mezzo il passeggero sprovvisto di biglietto? C&#8217;\u00e8 sempre un magistrato di sinistra che sentenzia: \u00e8 stato un sequestro di persona, con l&#8217;aggravante del pregiudizio razziale. Che farci, quei ragazzi sono minorenni: non si pu\u00f2 agire contro di loro. Neanche contro i loro genitori, per omessa custodia? Pare di no: almeno, cos\u00ec ci vien detto; provate a parlare con un autista di autobus o di corriera, e ne sentirete delle belle. Inoltre, specialmente gli africani, e specialmente i sedicenti profughi, sono in strada tutto il giorno, a bighellonare e ascoltare musica: quella non manca mai, \u00e8 quasi un&#8217;uniforme. Camminano in gruppo, o vanno su e gi\u00f9 in bicicletta; siedono sulle panchine, osservano la gente che si affretta al lavoro. Formano dei crocchi, specie ai giardini pubblici; sequestrano le panchine, le trasformano in minimarket della droga. Lo sanno tutti, lo vedono tutti, ma non parla nessuno. Vi sono giardini pubblici dove gli italiani non osano neanche entrare: e fino a pochi anni fa ci andavano le mamme con la carrozzina. Ora sono zona franca, e i loro occupanti se ne servono in ogni maniera possibile: fra le altre cose, per lavarsi e fare i loro bisogni sulle aiole. Giardini che, fino a pochi anni fa, erano graziosi, delle piccole oasi di verde nel mezzo dei centri storici; e che ora son diventati bordelli o latrine a cielo aperto. Sotto il naso delle forze dell&#8217;ordine e degli amministratori pubblici. Se poi, per caso, un sindaco tenta di far qualcosa, se fa rimuovere le panchine, se fa mettere un paio di telecamere, se chiede ai vigili o ai poliziotti di fare qualche controllo, per esempio sulle biciclette chiaramente rubate che formano quasi dei depositi, pronti per essere vendute a chiunque lo voglia, i centri sociali e la stampa di sinistra lo attaccano, lo dipingono come un aspirante sceriffo da Far West, come un razzista, come un nemico dell&#8217;integrazione e della pace sociale.<\/p>\n<p>Ora, indipendentemente dalla razza, diciamo qualcosa sul modo di muoversi della gente. Si direbbe che siano in <em>trance<\/em>: hanno sempre il telefonino in mano, sia a piedi, che in bicicletta, che in automobile; se no, hanno le cuffie della musica negli orecchi. Vivono in una dimensione a parte. Camminano come automi, non cedono mai il passo, non guardano quando attraversano la strada, non sanno come ci si regola per entrare o uscire da un locale mentre un&#8217;altra persona viene avanti in senso opposto. Il loro sguardo \u00e8 vacuo, la loro attenzione \u00e8 pari a zero. In compenso, vestono all&#8217;ultima moda; e poco importa se indossano abiti che fanno a pugni con la loro struttura fisica. Le obese esibiscono i <em>fuseaux<\/em>, le vecchie mostrano l&#8217;ombelico come le quindicenni; stesso discorso per i maschi. A quanto pare si considerano tutti belli come le <em>star<\/em> di Hollywood, e tutti snelli come le supermodelle. Sono soddisfatti di questa certezza e non temono di rendersi ridicoli o grotteschi. Sorge perci\u00f2 una domanda: ma tutte queste persone, perch\u00e9 fanno quel che stanno facendo? Che cosa spinge un africano a piantare la famiglia, il paese, tutte le cose care, per venire in Europa? E che cosa spinge un sedicente profugo ad ammazzare il tempo spacciando la droga nei giardinetti pubblici? E che cosa spinge un magistrato italiano a prender sempre le difese di costoro, sino al punto di condannare un cittadino italiano che si \u00e8 difeso da un&#8217;aggressione, e persino un poliziotto o un carabiniere che stavano facendo il loro dovere, a pagare le spese mediche al delinquente che hanno ferito, agendo in stato di necessit\u00e0? E che cosa spinge la grassona a mostrare la pancia e il sedere con abiti attillatissimi, e lo studente a entrare fin dentro la scuola, il mattino, senza togliersi le cuffiette della musica e senza staccare gli occhi dal telefonino? Semplificando, ma cercando il comun denominatore di tali comportamenti, crediamo si possa dire: non gliene frega niente. Non si prendono responsabilit\u00e0, non rispondono di nulla: gli va di far cos\u00ec, e cos\u00ec fanno. La loro filosofia \u00e8 quella del <em>why not?<\/em>, perch\u00e9 no? Mi va, lo faccio. Non me ne frega niente di voi, n\u00e9 di nessuno. Perch\u00e9 pagare il bollo dell&#8217;auto o l&#8217;affitto o il biglietto del bus? Dal momento che non me ne frega&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se i filosofi, qualche volta, uscissero dalle loro torri d&#8217;avorio e si facessero un bel giretto per le strade, beninteso osservando con attenzione la realt\u00e0 circostante<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30188,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[32],"tags":[92],"class_list":["post-27365","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varie-costumi-e-societa","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-varie-costumi-e-societa.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27365","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27365"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27365\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30188"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27365"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27365"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27365"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}