{"id":27359,"date":"2017-09-05T04:42:00","date_gmt":"2017-09-05T04:42:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/09\/05\/non-conformatevi-alla-mentalita-del-mondo\/"},"modified":"2017-09-05T04:42:00","modified_gmt":"2017-09-05T04:42:00","slug":"non-conformatevi-alla-mentalita-del-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/09\/05\/non-conformatevi-alla-mentalita-del-mondo\/","title":{"rendered":"\u00abNon conformatevi alla mentalit\u00e0 del mondo\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>Scrive san Paolo nella <em>Epistola ai Romani<\/em>, 12, 1-2, ed \u00e8 un mirabile compendio di ci\u00f2 che deve essere la vita del cristiano in mezzo alla realt\u00e0 di questo mondo: <em>Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, ad offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; \u00e8 questo il vostro culto spirituale. Non conformatevi alla mentalit\u00e0 di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volont\u00e0 di Dio, ci\u00f2 che \u00e8 buono, a lui gradito e perfetto.<\/em> In effetti, qui c&#8217;\u00e8 tutto: tutto quel che si deve fare e quel che si deve evitare. Qui c&#8217;\u00e8 la misura della nostra fedelt\u00e0 al Vangelo: perch\u00e9 se ci si uniforma al mondo, non si ama Cristo; e se si ama Cristo, non ci si pu\u00f2 uniformare al mondo L&#8217;una cosa esclude l&#8217;altra. La grande eresia modernista \u00e8 tutta qui: nel desiderio di uniformare la vita cristiana alla vita del mondo: alla sapienza del mondo, alla scienza del mondo, alla sentimentalit\u00e0 del mondo, alla storia, alla natura, a tutto ci\u00f2 che \u00e8 immanenza, materialit\u00e0, illusione, disordine, superbia.<\/p>\n<p>Il modernismo, prima di essere una eresia dai tratti specifici, ancorch\u00e9 vari e sfaccettati, \u00e8, sostanzialmente, un modo di porsi del cristiano di fronte alla cosiddetta civilt\u00e0 moderna (che sarebbe pi\u00f9 giusto chiamare anti-civilt\u00e0). Tale modo di porsi consiste in una inversione sottile, graduale, ma assolutamente logica e coerente, della relazione che, per il cristiano, deve esistere fra Dio e il mondo: invece di subordinare il mondo a Dio, invece di vedere nel mondo ci\u00f2 che deve essere ricondotto a Dio, con umilt\u00e0 e amore, si procede nella direzione opposta: si tenta di uniformare Dio al mondo; cio\u00e8, in pratica, non potendo uniformare Dio, si pretende di uniformare il Vangelo. Oh, ma sempre per un nobile scopo: quello di rendere il Vangelo pi\u00f9 chiaro, pi\u00f9 efficace, pi\u00f9 persuasivo per gli uomini moderni. Cosa c&#8217;\u00e8 di sbagliato in questo ragionamento? Forse che non \u00e8 giusto adeguare qualunque tipo di comunicazione al linguaggio e agli stili di una data epoca? Certo; ma proprio qui si cela il veleno. Con la scusa di adeguare il linguaggio e gli stili, in realt\u00e0 si tenta di adeguare i contenuti: perch\u00e9, nel cristianesimo, la forma non \u00e8 separabile dal contenuto. Questa \u00e8 la verit\u00e0 e questo \u00e8 il punto sul quale non potr\u00e0 mai esservi accordo fra un cattolico e un modernista (perch\u00e9 sia ben chiaro che un modernista non \u00e8 un cattolico: non esiste un cattolico che sia di tendenza modernista; esiste un eretico modernista che pretende di spacciare il suo modernismo per cattolicesimo e di espellere, se possibile, dalla Chiesa il suo fratello che non accetta l&#8217;eresia modernista, ma rimane fedele al cattolicesimo autentico). Qualcuno obietter\u00e0: un momento, le cose non stanno cos\u00ec. La liturgia, per esempio, evolve nel corso dl tempo: altra era la liturgia dei primi secoli della Chiesa, altra quella dell&#8217;alto o del basso Medioevo, altra quella dell&#8217;epoca tridentina, altra ancora quella odierna. Rispondiamo che s\u00ec, c&#8217;\u00e8 stata una evoluzione delle <em>forme liturgiche<\/em>, ma non della liturgia in s\u00e9:lo spirito liturgico \u00e8 rimasto inalterato, almeno fino al Concilio Vaticano II. \u00c8 l\u00ec che si \u00e8 spezzato, forse irreparabilmente, l&#8217;equilibrio tra forma e contenuto. Perci\u00f2 il male non \u00e8, o non \u00e8 tanto, l&#8217;aver abolito il latino dalla santa Messa o l&#8217;aver &quot;girato&quot; gli altari verso l&#8217;assemblea dei fedeli, anzich\u00e9 verso il Santissimo; il male \u00e8 lo spirito con cui ci\u00f2 \u00e8 stato fatto. Ma come possiamo giudicare lo spirito?, insister\u00e0 quel tale. Lo possiamo giudicare dal tipo di atteggiamento da cui scaturisce e dagli effetti che manifesta. In sintesi: la cosiddetta riforma liturgica del Concilio (ma, in realt\u00e0, pi\u00f9 che del Concilio, di quanti hanno preteso, in una fase successiva, d&#8217;interpretarne, appunto, lo &quot;spirito&quot;: perch\u00e9 il Concilio, ad esempio, <em>non<\/em> aveva abolito la santa Messa in latino) nasce da una volont\u00e0 di piacere agli uomini piuttosto che a Dio; da una affermazione orgogliosa dell&#8217;uomo di fronte a Dio; da una pretesa dell&#8217;uomo di mettersi al centro, d&#8217;instaurare un antropocentrismo in luogo del teocentrismo, e di pretendere che sia Dio a doversi adattare alle esigenze dell&#8217;uomo, non lui a doversi fare niente davanti a Dio. Potremmo sintetizzare tutto questo con una semplice, tremenda espressione: la perdita dello stato di grazia.<\/p>\n<p>La grazia \u00e8, sostanzialmente, la partecipazione dell&#8217;uomo alla vita divina; e non \u00e8 un bene che l&#8217;uomo possa darsi da solo, ma un dono di Dio, che giunge quando l&#8217;uomo si \u00e8 posto nella giusta disposizione di spirito: ossia di farsi niente, e di lasciare che Dio, in lui, faccia tutto. \u00c8 l&#8217;abbandono alla volont\u00e0 di Dio: totale, senza riserve. La riforma liturgica conciliare e post-conciliare sembra essere partita dalla prospettiva opposta: essa mette in fila una serie di cose che vengono presentate quasi alla stregua di rivendicazioni sindacali nei confronti di Dio: l&#8217;uomo ha <em>il diritto<\/em> di ascoltare la santa Messa nella sua lingua materna; l&#8217;uomo ha <em>il diritto<\/em> di assistere alla santa Messa con il sacerdote che si rivolge costantemente a lui e non gli volta mai le spalle; l&#8217;uomo ha <em>il diritto<\/em> di ricevere la santa Comunione stando ben ritto in piedi, e prendendo la Particola con le sue stesse mani, per portarsela da s\u00e9 alla bocca; e via di seguito. L&#8217;uomo ha <em>il diritto<\/em> di essere assolto dai peccati, anche gravi, perch\u00e9 &#8211; si dice &#8212; la misericordia di Dio \u00e8 infinita; e poco importa se c&#8217;\u00e8 o non c&#8217;\u00e8 il vero pentimento, che nasce dalla piena consapevolezza del male fatto. L&#8217;uomo ha <em>il diritto<\/em> di celebrare la santa Messa in un clima festoso, con canti allegri e accompagnati da chitarre e tamburelli, perch\u00e9 il cristianesimo non \u00e8 una cosa triste, per scribi e farisei ipocriti. L&#8217;uomo ha <em>il diritto&#8230;<\/em> L&#8217;elenco sarebbe lunghissimo, e ogni giorno si arricchisce di un nuovo punto, di un nuovo capitolo. Anzi, si pu\u00f2 dire che, oggi, qualsiasi prete e, a maggior ragione, qualunque vescovo si sentono autorizzati a introdurre nella liturgia tutte le novit\u00e0 che paiono loro utili e opportune per ottenere un maggiore &quot;coinvolgimento&quot; dei fedeli nel rito: dalla Messa con i burattini (Verona) alla Messa con l&#8217;aperitivo e il ballo in riva al mare (Palermo), senza tralasciare la presentazione, festosa, s&#8217;intende, di coppie omosessuali, sull&#8217;altare, in piena celebrazione, per stimolare i fedeli all&#8217;amore fraterno verso tutti e per contrastare l&#8217;orribile peccato dell&#8217;omofobia. C&#8217;\u00e8 poi la Messa con i canti e le danze etniche, per adattare il messaggio di Cristo alle altre culture e sensibilit\u00e0 religiose. Da ultimo, in quel di Ceuta (enclave spagnola sulla costa del Marocco) c&#8217;\u00e8 l&#8217;ingresso in chiesa, festoso, naturalmente, della statua del dio ind\u00f9 Ganesha, quello con la testa di elefante, accolto dalla gioia e dalla simpatia dei fedeli cattolici, il tutto per iniziativa di quel bravo prete intenzionato a portare alle logiche conseguenze lo spirito della riforma liturgica conciliare. E poco importa che il suo vescovo lo abbia sconfessato, che abbia chiesto perdono ai fedeli per lo scandalo dato loro (avrebbe dovuto dire: per la profanazione; perch\u00e9 l&#8217;offesa pi\u00f9 grande \u00e8 stata quella fatta a Dio) e il trasferimento del troppo zelante riformatore: il fatto \u00e8 che tutte queste cose sono l&#8217;esito necessario dello spirito da cui \u00e8 partita la volont\u00e0 di riforma: uno spirito tutto incentrato su quel che l&#8217;uomo desidera, su quel che gradisce, su quel che gli piace, e non su ci\u00f2 che \u00e8 giusto, vero e buono agli occhi di Dio. Anzi, la reazione, tardiva e inadeguata, di quel vescovo &quot;cattolico&quot; tradisce una profonda ipocrisia: perch\u00e9 scandalizzarsi se un prete ha preso l&#8217;iniziativa di invitare una divinit\u00e0 ind\u00f9, portata in trionfo dai suoi fedeli, in una chiesa cattolica, quando tutti i vescovi e perfino il papa hanno invitato i musulmani a venire nelle chiese cattoliche durante la santa Messa, per pregare Dio (quale?) tutti insieme, appassionatamente, come recitava il titolo di un film famoso degli anni &#8217;60, e questo all&#8217;indomani del barbaro assassinio di un prete cattolico, mentre celebrava il Sacrificio Eucaristico, da parte di due giovani musulmani, in nome del <em>loro<\/em> Dio? Ma anche questo, \u00e8 il logico esito di tutta l&#8217;impostazione &#8212; non liturgica, ma dottrinale &#8212; decisa dal Vaticano II circa il cosiddetto &quot;dialogo&quot; con le altre religioni, che ha la sua base fondante nella dichiarazione <em>Nostra aetate<\/em>: non occorre che i Giudei si convertano; massima stima per l&#8217;islam; rifiuto della esclusivit\u00e0 della Promessa di Dio ai cristiani. L&#8217;indifferentismo religioso parte da l\u00ec; e l&#8217;indifferentismo religioso \u00e8 uno dei tratti pi\u00f9 tipici del modernismo. Non importa quale Dio si adora, se Ges\u00f9 Cristo o il dio Ganesha, se il Verbo incarnato morto sulla croce, oppure una divinit\u00e0 dalla testa di elefante: tutte le fedi portano alla salvezza, perch\u00e9 tutte contengono una scintilla della verit\u00e0 divina.<\/p>\n<p>Tutto questo nasce da un fatto: la perdita dello stato di grazia. Se l&#8217;uomo \u00e8 in grazia di Dio, non arriva a simili aberrazioni; \u00e8 la Grazia medesima che lo preserva. Ci piace riportare qui la riflessione di Monignor Fran\u00e7ois Cuttaz, gi\u00e0 rettore del seminario di Annecy, nel suo libro <em>La nostra vita di Grazia<\/em> (titolo originale: <em>Le Juste. Notre vie de Grace<\/em>; traduzione dal francese di Enrico Martinetto, Milano, Edizioni Paoline, 1960, pp. 451-452):<\/p>\n<p><em>La grazia vale il sangue di un Dio!<\/em><\/p>\n<p><em>E non solo non ha esitato a pagarla con la vita, ma ne ha fatto lo scopo di tutti gli istanti che la composero, il fine della sua Incarnazione del suo apostolato in mezzo a noi, di tutte le istituzioni che ci ha lasciato.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Io sono venuto&quot;, Egli ha detto, (Gv. 10, 10) &quot;a dare la vita della grazia a chi non l&#8217;aveva, e a darla pi\u00f9 abbondantemente&quot; (a chi l&#8217;aveva).<\/em><\/p>\n<p><em>Conferire la grazia \u00e8 l&#8217;effetto dei sacramenti che Ges\u00f9 ha istituito; darla, effetto del Battesimo, restituirla, quello della penitenza; accrescerla, quello in modo particolarissimo dell&#8217;Eucarestia; comunicarla, quello dell&#8217;Ordine; difenderla, quello di tutti.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00c8 anche lo scopo della Chiesa da Lui fondata e per questo dotata di prerogative soprannaturali; lo scopo della dottrina rivelata e della morale che ci ha insegnato; lo scopo della sua azione incessante nelle anime e nel mondo. La grazia \u00e8 la posta della lotta gigantesca che per mezzo della Chiesa Egli sostiene lungo i secoli contro le potenze del male, potenze che con accanimento mirano a distruggerla. La storia religiosa, e in definitiva tutta la storia, non \u00e8 altro che la storia dell&#8217;azione divina a favore della grazia.<\/em><\/p>\n<p>\u00c8 piuttosto singolare che la maggior parte dei membri del clero abbiano smesso, o quasi, di parlare della Grazia divina e della vita di grazia, dato che una sana teologia sa bene che, come ha scritto ottimamente Mons. Cuttaz, essa \u00e8 la posta in gioco nella partita cosmica tra Dio e le forze delle tenebre. Omettere l&#8217;importanza della Grazia nella vita del cristiano equivale a predicare un vangelo con la lettera minuscola: uno dei tanti sedicenti vangeli, uno dei tanti pretesti &quot;buoni annunci&quot; di cui \u00e8 piena la storia. Ma il cristianesimo \u00e8 un&#8217;altra cosa: il cristianesimo \u00e8 la dottrina che parte da Cristo e ritorna a Cristo, che ha Cristo al centro di tutto, e che aspira a ricevere la sua Grazia e a rimanere in essa, lottando contro le forze diaboliche che vorrebbero distogliere l&#8217;uomo dalla sua potente azione soprannaturale, per sprofondarlo in un orizzonte puramente immanentistico, ove all&#8217;anima viene a mancare l&#8217;ossigeno, per cos\u00ec dire, e finisce per soffocare nell&#8217;atmosfera spessa e viziata delle passioni sregolate. Dove manca la Grazia, infatti, l&#8217;uomo \u00e8 abbandonato a se stesso e soggiace alla violenza delle proprie brame, perch\u00e9 da solo non \u00e8 capace di padroneggiarle, non sa essere l&#8217;arbitro di se stesso. O si protende verso Dio, o precipita al di sotto del livello delle bestie: questo \u00e8 il destino dell&#8217;uomo.<\/p>\n<p>San Paolo, esortando i cristiani a non conformarsi al mondo, ma a rinnovarsi interiormente e a trasformarsi, cio\u00e8, in realt\u00e0, a lasciarsi modellare e trasformare dall&#8217;azione della Grazia, che \u00e8 l&#8217;azione dello Spirito Santo (per alcuni teologi, la Grazia \u00e8 essa stessa lo Spirito Santo; per altri, \u00e8 lo strumento di cui Lui si serve per agire sugli uomini), indica, con il suo perfetto senso dell&#8217;equilibrio, sia la <em>pars destruens<\/em>, ci\u00f2 che l&#8217;uomo non deve fare, sia la <em>pars costruens<\/em>, ci\u00f2 che deve fare. Non deve far sua la mentalit\u00e0 del mondo; deve piuttosto rendere se stesso cos\u00ec come Dio vuole che egli sia. Sono due strade opposte, non c&#8217;\u00e8 mediazione possibile. Ma qui, appunto, arrivano i modernisti. Essi dicono: <em>Perch\u00e9 mai si dovrebbe contrapporre Dio e il mondo? Forse che Dio non ha creato il mondo? E forse che non \u00e8 venuto per salvarlo? E allora, come si pu\u00f2 porre fra essi un&#8217;alternativa radicale? Non \u00e8 per caso una forma di manicheismo, questa?<\/em> Nossignori; non lo \u00e8. Il mondo \u00e8 stato creato buono dalle mani di Dio, ma \u00e8 diventato cattivo per la ferita del Peccato originale: ferita liberamente inferta dall&#8217;uomo alla perfezione del creato, per pura invidia, superbia e ambizione. Ora il mondo \u00e8 sotto il potere di satana, ma la sconfitta di questi \u00e8 gi\u00e0 decisa: venendo nel mondo e accettando di sacrificare Se stesso sulla croce, e rispondendo all&#8217;odio con l&#8217;amore e il perdono, Dio ha sconfitto il peccato e ha scompaginato i piani di satana. A costui non resta pi\u00f9 molto tempo per tentar di vanificare il sacrificio di Cristo: ma non ci riuscir\u00e0, perch\u00e9 l&#8217;opera di Cristo \u00e8 proseguita, e prosegue tuttora, nella Chiesa da Lui fondata, e sulla quale Egli stesso ha promesso che veglier\u00e0 sempre, sino alla fine del mondo. Per il manicheismo, le forze della luce e quelle delle tenebre sono in equilibrio, non vi \u00e8 un principio realmente superiore; per il cristiano, Dio \u00e8 Dio e il diavolo \u00e8 solo una creatura ribelle, decaduta, malvagia e infelice. Egli non pu\u00f2 nulla contro l&#8217;opera di Dio, se l&#8217;uomo rifiuta di ascoltare le sue lusinghe. Cio\u00e8, di conformarsi al mondo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scrive san Paolo nella Epistola ai Romani, 12, 1-2, ed \u00e8 un mirabile compendio di ci\u00f2 che deve essere la vita del cristiano in mezzo alla<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30169,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[117,157,201,239],"class_list":["post-27359","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-modernismo","tag-dio","tag-gesu-cristo","tag-modernismo","tag-san-paolo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-modernismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27359","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27359"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27359\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30169"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27359"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27359"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27359"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}