{"id":27354,"date":"2017-06-14T08:17:00","date_gmt":"2017-06-14T08:17:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/06\/14\/non-sappiamo-che-farcene-di-preti-come-questi\/"},"modified":"2017-06-14T08:17:00","modified_gmt":"2017-06-14T08:17:00","slug":"non-sappiamo-che-farcene-di-preti-come-questi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/06\/14\/non-sappiamo-che-farcene-di-preti-come-questi\/","title":{"rendered":"Non sappiamo che farcene di preti come questi"},"content":{"rendered":"<p>La puntata di <em>Cartabianca<\/em> del 13 giugno scorso, su Raitre, a cura di Bianca Berlinguer, aveva come tema l&#8217;eventuale legge sullo <em>ius soli<\/em> e la concessione della cittadinanza italiana agli stranieri che nascono in Italia; le due tesi contrapposte, contraria e favorevole, sono state rappresentate dal direttore del quotidiano <em>Il Giornale<\/em>, Alessandro Sallusti, e da un sacerdote, Fabio Corazzini, esponente del movimento cattolico <em>Pax Christi<\/em>, la cui storia comincia in Francia nel 1945, ma che viene introdotto in Italia nel 1954 ad opera dell&#8217;allora arcivescovo di Milano, Giovanni Battista Montini, il futuro papa Paolo VI.<\/p>\n<p>Non abbiamo mai visto prima quel programma, cos\u00ec come, in generale, non guardiamo quasi mai un tal genere di programmi, dai quali non c&#8217;\u00e8 praticamente nulla da imparare, se non misurare fino a che punto arrivi la sfacciataggine del sistema politico e mediatico nel voler imporre la cultura del <em>politically correct<\/em>, e la stupidit\u00e0 del pubblico nel subirla, perfino ringraziando per il servizio ricevuto (e pagato profumatamente, attraverso il canone televisivo). Eravamo davanti alla televisione per puro caso e abbiamo sentito, un po&#8217; distrattamente, le argomentazioni del direttore Sallusti, le quali erano basate sul semplice buon senso e peccavano, semmai, di eccessiva timidezza, dato che la pi\u00f9 grande paura, per un giornalista italiano, \u00e8 quella d&#8217;incorrere nella taccia di razzismo e di subire, di conseguenza, il bando perpetuo dai circuiti della telecomunicazione pubblica e privata. Stavamo per alzarci, quando la parola \u00e8 toccata a un personaggio che non sapevamo ancora chi fosse, non avendo seguito il programma fin dall&#8217;inizio, con le debite presentazioni degli ospiti. Si trattava di un giovanotto, vestito in borghese, anzi, in tenuta balneare, con la maglietta con le maniche corte, e portava un casco di capelli lunghi e ricci, pi\u00f9 la barba e i baffi, il che lo rendeva simile, in tutto e per tutto, a tanti altri giovanotti gi\u00e0 visti, nella nostra infanzia, ai tempi del &#8217;68: gli studenti di Scienze politiche o di qualche altra facolt\u00e0 universitaria &quot;rossa&quot;, tutti debitamente marxisti e rivoluzionari, tutti debitamente barbuti e rancorosi, tutti debitamente ironici e pieni di disprezzo per il miserabile uditorio borghese, e col ditino alzato a mo&#8217; di profezia, per declamare le massime fatali dei rivoluzionari d&#8217;ogni tempo e latitudine: <em>State attenti, stiamo per arrivare: verrete spazzati via e cos\u00ec noi potremo instaurare finalmente il paradiso in terra, un ordine mondiale pi\u00f9 giusto e pi\u00f9 bello, dove non ci saranno pi\u00f9 le sanguisughe come voi e dove lo sfruttamento dell&#8217;uomo sull&#8217;uomo sar\u00e0 solo un triste ricordo del passato.<\/em><\/p>\n<p>Questo signore, peraltro, aveva &#8212; se possibile &#8211; un&#8217;aria ancor pi\u00f9 arrogante, ancor pi\u00f9 tonta, ancor pi\u00f9 allucinata dei leader marxisti e maoisti e leninisti e castristi e guevaristi di sessantottesca memoria: nello sguardo gli brillava una luce stranissima, quasi da folle; e dalla mimica facciale, nonch\u00e9 dai gesti, traspariva un senso di sicurezza, di superiorit\u00e0 morale, un disdegno verso i filistei che non capiscono, n\u00e9 vogliono capire le sue ottime ragioni, che ne faceva la versione rivista e corretta di un predicatore millenarista, ma con qualche sfumatura giocherellona, come di chi non sa se abbia voglia di parlar sul serio oppure di buttarla in vacca, di farsi beffe dell&#8217;interlocutore e di aver solo l&#8217;intenzione di metterlo in ridicolo, non certo di discutere seriamente, tanto meno di soppesare con un minimo di onest\u00e0 e di obiettivit\u00e0 le sue tesi, le sue possibili obiezioni. Insomma, aveva l&#8217;aria del felice depositario della Verit\u00e0, che ascolta divertito e vagamente annoiato lo squittio insignificante e irrilevante di chi non \u00e8 d&#8217;accordo con lui, ma che si consola pensando &#8212; e a ragione, in effetti &#8211; che la ruota della storia va nella direzione che piace a lui, non in quella dei suoi eventuali contraddittori: insomma, la quintessenza dell&#8217;arroganza del politicamente corretto. Dopo cinque o sei secondi che stava parlando, su invito della giornalista Berlinguer, per replicare agli argomenti di Sallusti, ne avevamo gi\u00e0 pi\u00f9 a sufficienza per non avere alcun motivo di restare ad ascoltarlo, e infatti ci siamo alzati e siamo andato in un&#8217;altra stanza; a richiamarci davanti a televisore \u00e8 stata l&#8217;esclamazione stupita di un&#8217;altra persona, che diceva: <em>Ma guarda! Questo \u00e8 un prete!<\/em> E cos\u00ec abbiamo potuto appurare che era vero, si trattava proprio di un prete, peraltro mai sentito n\u00e9 visto prima: don Fabio Corazzini, appunto, di <em>Pax Christi<\/em>. Che fosse un prete, comunque, non lo si poteva capire da nulla: non solo non portava l&#8217;abito, ma neppure un crocifisso; noi, almeno, non l&#8217;abbiamo visto. Supponiamo che non lo porti perch\u00e9, come dice sempre il papa Francesco, bisogna evitare come la peste l&#8217;orribile vizio del &quot;clericalismo&quot;; non bisogna offendere i membri delle altre religioni, o i non credenti, mostrando i simboli del cristianesimo; e poi, alla fin fine, sempre come dice il santo padre, <em>Dio non \u00e8 cattolico<\/em>, e allora che bisogno c&#8217;\u00e8 di qualificarsi come un sacerdote della Chiesa fondata da Ges\u00f9 Cristo? Portava solo quel gran casco di capelli rossi e arruffati e quella maglietta a righe, come un personaggio comico di un film balneare di Carlo Vanzina; e, soprattutto, non parlava come un prete, non ragionava come dovrebbe fare un prete, non rispecchiava minimamente la spiritualit\u00e0 e la religiosit\u00e0 che dovrebbero sprigionarsi dalla persona di un uomo di Dio. No: parlava, ragionava e gesticolava proprio come un sindacalista, o come un sociologo, o meglio, come uno dei tanti fricchettoni delle marce per la pace, o per l&#8217;ambiente, o per gli animali: e vogliamo precisare subito che siamo sempre stati sensibili ai temi dell&#8217;ambiente, della pace e degli animali, per non parlare di una pi\u00f9 equa ripartizione delle risorse terrestri fra tutti i sette miliardi di abitanti del pianeta. Ci\u00f2 che ha reso, ultimamente, fastidiosi, per non dire insopportabili, tutti quei signori, \u00e8 lo sfruttamento esasperato, banale, demagogico, assolutamente idiota e a senso unico, che essi hanno fatto, e stanno tuttora facendo, di quei temi cos\u00ec seri e importanti, in nome della loro cultura del <em>politically correct<\/em>: la cultura di sinistra, oggi rappresentata, politicamente, dal Partito Democratico e da altre piccole formazioni ancora pi\u00f9 a sinistra: la cultura impersonata da personaggi come Laura Boldrini o Nichi Vendola, o come Monica Cirinn\u00e0 e Ivan Scalfarotto, nei quali \u00e8 ben rappresentata la triste parabola discendente di quella che fu una sinistra impegnata, bene o male (piuttosto male, secondo noi; ma, comunque, impegnata, forse anche in buona fede) per i diritti dei pi\u00f9 deboli, e cio\u00e8 dei lavoratori, dei pensionati, dei nullatenenti, e adesso \u00e8 diventata la sinistra al caviale, la sinistra <em>radical chic<\/em>, femminista, omosessualista, immigrazionista, massonica e radicaleggiante, che continua a predicare dei diritti, s\u00ec, ma che ha perso di vista chi siano i pi\u00f9 deboli, oggi: e che difende, in realt\u00e0, non i pi\u00f9 deboli, ma i pi\u00f9 prepotenti; non i pi\u00f9 bisognosi, ma i pi\u00f9 sfacciati; non i pi\u00f9 dimenticati, ma i pi\u00f9 cialtroni.<\/p>\n<p>Alla signora Berlinguer, che aveva impostato la discussione chiedendo perch\u00e9 non si dovrebbe riconoscere la cittadinanza italiana a chi \u00e8 nato in Italia, ha studiato in Italia, eccetera, tipico esempio di falsa imparzialit\u00e0 e di reale tendenziosit\u00e0 giornalistica, Sallusti aveva appena ricordato che <em>tutti<\/em> i terroristi islamici, protagonisti delle ultime azioni compiute in Francia, Gran Bretagna e Germania, erano giovani immigrati delle ultime generazioni, che erano nati in Europa, avevano studiato in Europa e frequentavamo perfino le discoteche europee, ma che ci\u00f2 non dimostra affatto che fossero integrati o che riconoscessero i valori europei; e, inoltre, che esistono molti modi per aggirare la legge e risultare residenti in Italia, anche se si \u00e8 clandestini e non si ha alcuna stima e alcun rispetto per la cultura del Paese ospitante. Don Corazzini ha incominciato contestando questo modo di ragionare e ha detto che non si pu\u00f2 discutere di cittadinanza a partire dai terroristi e da coloro che inganno le leggi per ottenere la cittadinanza senza averne un reale diritto. Tipica maniera di ragionare, o meglio, di sragionare, dei buonisti catto-comunisti: non voler vedere il male, negare che il male esista. In base a questo modo di pensare, siccome non si deve partire dal presupporre la cattiveria o la malafede di nessuno, si dovrebbe andare al mercato col portafogli nella tasca dei calzoni, in bella vista, e passeggiare per i quartieri malfamati, ostentando il telefonino e il Rolex: tanto, non pu\u00f2 capitare nulla di male, non \u00e8 vero che ci sono i ladri, i delinquenti, gli uomini sono tutti buoni e specialmente i poveri profughi, anche se profughi non lo sono affatto, anche se fra essi ci sono fior di delinquenti, in fuga dalle patrie galere. E si noti che Sallusti non aveva detto: <em>Siccome ci sono i terroristi islamici che sono immigrati di terza generazione, non bisogna concedere a nessuno la cittadinanza<\/em>; aveva semplicemente osservato che i terroristi degli ultimi attentati sono immigrai islamici di terza generazione, e che ci\u00f2 sta a dimostrare come non basti affatto essere nati in Europa per esser degni di ricevere la cittadinanza europea. Noi, per\u00f2, non vogliamo essere timidi e vorremmo dire sino in fondo il nostro pensiero a proposito d&#8217;immigrati e di cittadinanza. Tanto per cominciare, non \u00e8 un destino scritto nelle stelle, n\u00e9 altrove, che noi, cittadini europei, ci si debba rassegnare a questa incessante invasione di africani di religione islamica, e che non si possa dire &quot;basta&quot; e chiudere ermeticamente le frontiere, se e quando lo riterremo giusto (personalmente, riteniamo che quel momento sia gi\u00e0 arrivato, e da un pezzo).<\/p>\n<p>In secondo luogo, il punto non \u00e8 se si debba dare la cittadinanza a chiunque sia nato n Italia o a chiunque la richieda, anche se non si \u00e8 integrato affatto, perch\u00e9 non lo vuole, e impone ai suoi familiari uno stile d vita che \u00e8 in totale disaccordo con i valori sui quali poggia la nostra societ\u00e0, a cominciare dalla pari dignit\u00e0 fra uomo e donna. A queste domande, \u00e8 ovvio, per noi, che la risposta non pu\u00f2 essere che negativa: sarebbe come pretendere che, se un bambino nasce in una camera d&#8217;albergo, egli deve essere ospitato per sempre in quell&#8217;albergo, e il direttore si deve impegnare a trovargli, quando sar\u00e0 cresciuto, un posto di lavoro. La patria non \u00e8 un albergo, non \u00e8 una stazione ferroviaria o un aeroporto, non \u00e8 un centro commerciale in grande stile, dove entra chi vuole e chi desidera avere certe cose, e ritiene suo diritto che gli vengano date. La patria \u00e8 un&#8217;idea, una civilt\u00e0, un modo di essere: ne fa parte chi vi si riconosce, non \u00e8 degno di farne parte chi non vi si riconosce. Inoltre, riguardo a chi viene da fuori, \u00e8 pi\u00f9 che naturale che gli si domandi una dimostrazione concreta di tale rispetto e di tale affezione, e, inoltre, che la sincerit\u00e0 delle sue intenzioni sia messa alla prova mediante una lunga attesa. Deve essere ben chiaro che ottenere la cittadinanza \u00e8 un privilegio, e che tale privilegio comporta dei doveri, non solo dei diritti.<\/p>\n<p>In terzo luogo, la patria \u00e8 l&#8217;insieme di un territorio e di una popolazione che hanno delle radici, una storia, una identit\u00e0 precisa: se si ammette a farne parte un numero sproporzionato di stranieri, quella identit\u00e0 verrebbe meno. Anche nel caso fortunato, e puramente ipoetico, in cui tutti i nuovi arrivati nutrissero realmente sentimenti di lealt\u00e0, di affetto e di rispetto per la loro nuova patria adottiva. In altre parole: la patria rispetta tutti gli abitanti del pianeta, tutte le societ\u00e0 e le culture, ma non riconosce a chiunque il diritto di farne parte, pena il proprio snaturamento. Una patria aperta a tutti, ventiquattro ore su ventiquattro, senza confini, senza controlli, senza un limite agli stranieri che essa pu\u00f2 ospitare, non \u00e8 pi\u00f9 una patria, ma un bordello, una terra di tutti e di nessuno, un pese da occupare, un popolo da sostituire. Il che \u00e8 precisamente quello che sta accadendo alla nostra Italia e, in varia misura, anche agli altri Paesi europei e agli stessi Stati Uniti d&#8217;America (ma quella \u00e8 un&#8217;alta storia, oltre che un altro continente, e, per il momento, non siamo interessati a discuterne). L&#8217;Italia, se vuole restare l&#8217;Italia, non pu\u00f2 accettare che diventino italiani milioni di stranieri, di negri, di islamici, con tutto il dovuto rispetto per gli stranieri, per i negri e per gli islamici. L&#8217;Italia \u00e8 l&#8217;Italia: la sua identit\u00e0 \u00e8 un&#8217;altra, la sua storia \u00e8 un&#8217;altra: essa non \u00e8 una parte dell&#8217;Africa, \u00e8 una parte dell&#8217;Europa. E l&#8217;Europa \u00e8 e deve rimanere l&#8217;Europa, non \u00e8 giusto che diventi l&#8217;Eurabia, senza che i suoi cittadini siano mai stati chiamati ad esprimere la loro volont\u00e0 su di un simile, radicale stravolgimento. Si parla tanto di democrazia, da parte dei signori del politicamente corretto, ma qui manca la base stessa della democrazia: la discussione e il diritto di scelta riguardo al proprio futuro collettivo.<\/p>\n<p>Quanto ai preti come don Fabio Corazzini, vogliamo dire con tutta franchezza che non sappiamo che farcene. Non sono di giovamento alle anime; non portano con s\u00e9 il profumo di Dio; non elevano chi li ascolta verso le altezze: dividono, polemizzano, irritano, infastidiscono con la loro petulanza, con la loro saccenteria, e soprattutto con il loro piglio mondano. Gi\u00e0 il fatto che non vogliano indossare l&#8217;abito sacerdotale \u00e8 oltraggioso per la fede e per i fedeli; diremo di pi\u00f9: \u00e8 un inganno. \u00c8 giusto che un uomo si presenti per quello che \u00e8: non ci piacciono i travestimenti, e meno ancora quelli che si vergognano di far vedere ci\u00f2 in cui credono. Meno di tutto ci piace se costoro si mimetizzano, con la motivazione di voler rispettare &quot;l&#8217;altro&quot;. L&#8217;altro si rispetta essendo se stessi, senza complessi, non giocando a travestirsi. Del resto, sono dei falliti e dei parassiti. Dei falliti, perch\u00e9, grazie a loro, le chiese si sono svuotate; dei parassiti, perch\u00e9 crescono sul tronco di una fede che altri hanno coltivato: sfruttano la fatica altrui, ma loro non ci mettono nulla di proprio, o ci mettono quel che \u00e8 sbagliato. Un buon prete si vede dalle vocazioni che riesce a suscitare: quante vocazioni sanno suscitare, nelle loro parrocchie e nelle loro diocesi, i preti di strada come don Corazzini? Ma per piacere: costoro farebbero scappare a gambe levate anche san Giovanni Bosco&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La puntata di Cartabianca del 13 giugno scorso, su Raitre, a cura di Bianca Berlinguer, aveva come tema l&#8217;eventuale legge sullo ius soli e la concessione<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30169,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[178,236],"class_list":["post-27354","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-modernismo","tag-italia","tag-sacerdozio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-modernismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27354","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27354"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27354\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30169"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27354"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27354"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27354"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}