{"id":27344,"date":"2016-06-26T06:22:00","date_gmt":"2016-06-26T06:22:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/06\/26\/non-ce-piu-posto-per-i-vecchi-nelleuropa-progressista-democratica-e-buonista\/"},"modified":"2016-06-26T06:22:00","modified_gmt":"2016-06-26T06:22:00","slug":"non-ce-piu-posto-per-i-vecchi-nelleuropa-progressista-democratica-e-buonista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/06\/26\/non-ce-piu-posto-per-i-vecchi-nelleuropa-progressista-democratica-e-buonista\/","title":{"rendered":"Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 posto per i vecchi nell\u2019Europa progressista, democratica e buonista"},"content":{"rendered":"<p>Finalmente sta emergendo in maniera esplicita, dopo tortuose edulcorazioni e lunghe ipocrisie, quel che era implicito fin dall&#8217;inizio nella dominante filosofia del Progresso, inaugurata dall&#8217;illuminismo 250 anni fa: l&#8217;autoaffermazione del nuovo, e quindi dei giovani, e la sistematica denigrazione di tutto ci\u00f2 che rappresenta la tradizione, a cominciare dalle vecchie generazioni. La penultima ondata di questa tendenza si era vista nel &#8217;68; chi non ricorda il celebre slogan giovanilistico degli studenti sessantottini: <em>Diffidate di chiunque abbia pi\u00f9 di trent&#8217;anni<\/em>? Ora ne \u00e8 arrivata un&#8217;altra, e lo si vede benissimo dalle scomposte reazioni all&#8217;esito della Brexit, con la vittoria dei &quot;leave&quot; al referendum sulla permanenza o l&#8217;uscita della Gran Bretagna dall&#8217;Unione europea, tenutosi il 23 giugno 2016. Le analisi dei giornali (<em>analisi<\/em>, si fa per dire: \u00e8 tutto un coro di scribacchini tenuti a libro paga dai poteri forti, per starnazzare ci\u00f2 che essi vogliono) sono unanimi: \u00e8 stata la vittoria dei vecchi contro i giovani; delle campagne reazionarie contro le citt\u00e0 progressiste; delle periferie contro i centri storici; delle persone sedentarie, bigotte e un po&#8217; rincitrullite, contro le persone che viaggiano, studiano all&#8217;estero, hanno una visione aperta, cosmopolita e multiculturale. Una ragazza londinese (fotogenica, bionda e simpatica), intervistata da una televisione italiana, ha commentato, con un sorriso amaro: <em>Certo che hanno vinto gli anziani. Ora, io non dico che non dovrebbero votare; per\u00f2, s\u00ec, in effetti sarebbe meglio. Mi sento come se mi avessero rubato il mio futuro, sfilandomelo da sotto i piedi.<\/em> Tale \u00e8 stata la reazione, fra incredulo e indignato, della &quot;generazione Erasmus&quot;. I vecchi? Meglio se si limiter\u00e0, in futuro, il loro diritto al voto. Dopotutto, la loro vita l&#8217;hanno gi\u00e0 vissuta; e non \u00e8 giusto che, per il loro egoismo, i giovani debbano rinunciare ai loro sogni.<\/p>\n<p>A questo punto, ci sentiamo in diritto di fare una modesta, ma costruttiva proposta, per evitare che si ripetano episodi sconcertanti &#8212; e, diciamolo francamente, piuttosto biasimevoli &#8211; come quello del referendum sulla Brexit: perch\u00e9 non introdurre la scheda elettorale a punti, cos\u00ec come \u00e8 stata introdotta la patente a punti? La cosa dovrebbe funzionare cos\u00ec. Si rileva dagli istituti di statistica la durata della vita media nel Paese X, ovviamente differenziandola in maschile e femminile (e speriamo che omosessuali, bisessuali e transessuali non gridino allo scandalo e non facciano causa allo Stato per ottenere un congruo risarcimento morale); quindi si stabilisce un punteggio, che viene &quot;scalato&quot;, anno per anno, sulla scheda elettorale del signor Mario Rossi, o della signora Anna Bianchi. Se, poniamo, in quel Paese la durata della vita media, per gli uomini, \u00e8 di 75 anni, e di 80 per le donne, si scalano i punti in base all&#8217;avvicinarsi del signor Mario Rossi o della signora Anna Bianchi, alla data fatidica (e ferale). Cos\u00ec, se il signor Mario Rossi ha compiuto 60 anni, il suo voto verr\u00e0 conteggiato non come un voto intero, ma, poniamo, come uno 0,6% di voto; se ne ha compiuti 70, come un 0,3%; se \u00e8 arrivato a 75, il suo voto varr\u00e0 zero, nel senso che non andr\u00e0 a votare e la scheda elettorale scadr\u00e0 automaticamente. In questo modo, il voto dei giovani verrebbe valorizzato e quello dei vecchi, ridimensionato: come \u00e8 giusto che sia in qualsiasi Paese civile e democratico, che guarda al futuro e non si lascia zavorrare , n\u00e9 tarpare le ali, dagli sterili e lagnosi rimpianti dei vecchi. Con buona pace del fatto che, se la crisi iniziata nel 2008 non ha ancora gettato sul marciapiedi fin l&#8217;ultima famiglia del continente europeo, ci\u00f2 \u00e8 dovuto in larghissima misura alle pensioni dei nonni e ai risparmi dei genitori, e a nient&#8217; altro.<\/p>\n<p>Volendo, comunque, si potrebbe spingere la nostra modesta proposta ancora un poco pi\u00f9 in l\u00e0, tanto per assicurare ai giovani un margine di vantaggio tale da garantir loro il controllo incontrastato della societ\u00e0. Per esempio, si potrebbero offrire dei vantaggi economici, fiscali, o dei servizi gratuiti, a quegli ultrasessantenni (no, facciamo: ultracinquantenni) i quali rinunciassero, gentilmente, ad esercitare il loro diritto di voto, e sia pure un voto dimezzato. Con simili incentivi, poco alla volta si potrebbe fare opera di persuasione, in modo che i vecchi arrivino ad auto-eliminarsi dalle consultazioni elettorali, referendum compresi (anzi, soprattutto quelli). Che bella cosa sarebbe, se si presentassero alle urne solo i giovani di venti, trent&#8217;anni al massimo. Gi\u00e0 dei quarantenni bisognerebbe un po&#8217; diffidare (rivedendo al rialzo il vecchio slogan sessantottino); ma si potrebbe ovviare all&#8217;inconveniente per mezzo di un&#8217;assidua campagna di pubblicit\u00e0-progresso, portando le persone sopra i quarant&#8217;anni a vergognarsi, almeno un poco, di essere cos\u00ec egoiste da voler esercitare il diritto di voto, quando il futuro assetto della societ\u00e0, come ignorarlo?, \u00e8 cosa che riguarda i giovani, perch\u00e9 sono i loro interessi vitali in gioco, mica quelli dei loro nonni.<\/p>\n<p>Inoltre, si potrebbe stampigliare, sui tagliandi della scheda elettorale relativi alle future consultazioni, a partire da quando il cittadino avr\u00e0 superato la soglia degli &quot;anta&quot;, una dicitura analoga a quella che compare sullo schermo del bancomat, quando si va a prelevare del denaro: <em>Desidera lo scontrino?<\/em>, e, subito sotto, le due possibili opzioni: <em>No (scelta pi\u00f9 ecologica)<\/em>, con un bellissimo asterisco a sottolineare quel meraviglioso senso di responsabilit\u00e0 civica, naturalmente di colore verde, come l&#8217;ecologia, oppure: <em>S\u00ec,<\/em> ma un s\u00ec nudo e crudo, che mette addosso un terribile senso di colpa, come se la distruzione della foresta amazzonica dipendesse da quel minuscolo pezzettino di carta sottile (mentre ogni giorno se ne vanno davvero decine di ettari di bosco, solo per inondare una grande citt\u00e0 dei suoi inutili giornali quotidiani, che verranno leggiucchiati in mima parte e poi gettati via). Cos\u00ec, si potrebbe stampigliare sulla scheda elettorale, per quando il cittadino avr\u00e0 varcato la soglia degli &quot;anta&quot;, la fatidica domanda: <em>Desidera esercitare il diritto di voto?<\/em>, e poi le due possibili opzioni: <em>No (scelta civicamente e democraticamente pi\u00f9 idonea e responsabile)<\/em>, sempre con un bellissimo asterisco colorato; oppure, semplicemente, <em>S\u00ec,<\/em> senza altri commenti, in modo da far sentire maledettamente in colpa il vecchio che fosse tentato dalla malsana idea di votare, stappando il futuro da sotto i piedi dei poveri giovani e spezzando i loro legittimi sogni.<\/p>\n<p>E gi\u00e0 che ci siamo, gi\u00e0 che ci siamo messi su questa strada &#8212; oh, ma di pura fantasia; null&#8217;altro che delle semplici ipotesi di scenari futuri &#8212; perch\u00e9 limitarsi all&#8217;ambito del diritto di voto? Perch\u00e9 non inventarsi qualcosa, ad esempio, nell&#8217;ambito dei conti bancari, o delle abitazioni, o delle eredit\u00e0? Per i conti in banca, si potrebbe far approvare una legge che sottragga alla disponibilit\u00e0 del correntista il 10% del suo credito, dopo il compimento del suo quarantesimo anno, ovviamene a favore di figli e nipoti; del 20%, dopo i 45 anni; del 30%, dopo i 50, e cos\u00ec via. In tal modo, i ragazzi potrebbero disporre di un gruzzoletto, e avviare una loro attivit\u00e0 indipendente, potendo contare su un incremento quinquennale del 10% del capitale iniziale. Tanto, a che cosa servono i risparmi bancari, se non ad aiutare i figli e i nipoti? \u00c8 cosa ben nota che i vecchi hanno poche esigenze e che, per vivere, si accontentano di molto meno di quel che \u00e8 necessario ad un giovane. Perch\u00e9 un ragazzo diciottenne, poniamo, non pu\u00f2 mica presentarsi a casa della fidanzata con un&#8217;automobile di vecchio modello, magari con la tappezzeria lisa? Figuriamoci. Poi, le abitazioni: si potrebbe stabilire che, dopo i quaranta o i cinquant&#8217;anni, i proprietari di una casa possono continuare a viverci, ma in comodato con i figli o i nipoti: nessuno li scaccia &#8211; siamo umani, dopotutto -, per\u00f2 nella propriet\u00e0 subentrerebbe il parente giovane pi\u00f9 prossimo. Certo che, fatti novantanove, si potrebbe fare anche cento, e stabilire una clausola per cui il precedente proprietario continuer\u00e0 a pagare le imposte immobiliari, le rate di condominio e tutte le bollette di luce, acqua, riscaldamento, smaltimento dei rifiuti, eccetera, proprio come prima; altrimenti, siamo giusti, la cosa, per i rampolli, assumerebbe quasi l&#8217;aspetto d&#8217;una beffa. Se i ragazzi dovessero pagare le imposte e tutte le spese, dove starebbe il vantaggio, per loro? Infine, le eredit\u00e0: perch\u00e9 mai aspettare che il vecchio passi a miglior vita? A forza di aspettare il lieto &#8211; <em>pardon<\/em>, il triste evento &#8211; i ragazzetti farebbero in tempo a ingrigirsi e perfino a incanutirsi, come sta accadendo al povero principe ereditario d&#8217;Inghilterra, Carlo, che aspetta da una vita di salire al trono, ma quella brava donna di sua madre, la regina Elisabetta, da quel trono sembra non voler staccare mai le blasonate e ormai decrepite chiappe, neanche ci avesse il <em>Bostik<\/em> sulle mutande.<\/p>\n<p>Qualcuno potrebbe pensare che questa sarebbe una vera e propria crudelt\u00e0: togliere tutti i loro beni a dei vecchietti che hanno lavorato una intera vita, proprio per assicurarsi un po&#8217; di serenit\u00e0 negli ultimi anni. Effettivamente, la cosa non avrebbe un aspetto del tutto simpatico; ma basta pensarci un poco e, prima o poi, siamo certi che verr\u00e0 fuori l&#8217;idea giusta, perch\u00e9, quando c&#8217;\u00e8 l&#8217;ingegno, a tutto si trova un rimedio, anche alle peggiori disgrazie, come quella di avere dei genitori o dei nonni centenari, e magari benestanti, che sembrano essersi scordati di passare a miglior vita. In fondo, cosa voleva il giovanissimo Pietro Maso, pioniere di questa filosofia eugenetica, che ha il pregio coniugare la sollecitudine per il bene privato con quella per il bene pubblico, ossia il ringiovanimento della societ\u00e0? Certo, \u00e8 stato un po&#8217; &#8211; come dire? &#8211; impetuoso, il giovanotto, oltre che dilettantesco, con quei martelli e quei bastoni, per accoppare mamma e pap\u00e0 ed ereditare casa e beni, e seguitare a far la bella vita come prima e meglio di prima, senza il disturbo di doversi cercare un lavoro. Tuttavia, diciamocelo in un orecchio, non \u00e8 forse vero che non aveva nemmeno tutti i torti, e che \u00e8 giusto che un giovane pensi al suo avvenire, e non rinunci a un certo grado di comodit\u00e0 nella sua vita, se possiede due genitori che hanno sgobbato cinquant&#8217;anni e hanno messo da parte qualche cosa, oltre ad aver costruito un tetto sopra la testa?<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 solo un inconveniente, in tutti questi ragionamenti: se il vecchio muore, finisce anche la sua pensione. E allora, che cosa dovranno fare i figlioletti e i nipotini, se non continuare ad andare a lavorare per chiss\u00e0 quanti anni? L&#8217;ideale sarebbe che la pensione continuasse ad arrivare, ma che il vecchio si togliesse dai piedi <em>de facto<\/em>; ma no, cos&#8217;avete capito?, mica in casa di riposo: se sapeste come sono maledettamente care! E chi dovrebbe pagar la retta, poi, se non i poveri figli e gli sfortunati nipoti? Non sappiamo come uscire dall&#8217;<em>impasse<\/em>, su questo punto bisogna pensarci bene, prima di decidere; \u00e8 quasi come trovare la quadratura del cerchio: se il vecchio muore, soldi non ne arrivano pi\u00f9; ma se non muore, la sua sola presenza sar\u00e0 di fastidio, oltre che di spesa, per gli eredi. Forse, fra qualche anno, sar\u00e0 la tecnica a darci una mano: la tecnica della ibernazione, per esempio. Si potrebbero convincere i vecchi a farsi ibernare, prospettando loro la cosa come un vantaggio, in attesa che la scienza medica trovi il farmaco o la cura giusti per risolvere i problemi di salute di ciascuno di essi. Cos\u00ec il nodo verrebbe sciolto: la pensione continuerebbe ad arrivare, perch\u00e9 il vecchietto \u00e8 pur sempre in vita, per\u00f2 non darebbe il bench\u00e9 minimo fastidio, neanche la retta della casa di riposo da pagare; e, quanto allo spazio, non gli servirebbe neppure una cameretta, perch\u00e9 basterebbe un frigorifero. Perfino le spese per le esequie verrebbero risparmiate, o, quanto meno, differite. Semplice e pulito, vero?; e, quel che pi\u00f9 importa, molto umano e molto civile.<\/p>\n<p>Il lettore che abbia avuto la pazienza di seguirci fino a questo punto della nostra fantasticheria, della nostra utopia progressista (no, non chiamatela distopia, vi prego: non vedete quanti aspetti positivi ci sarebbero in essa?), deve farci il favore di credere che non intendiamo affatto ignorare, o sottovalutare, il grave problema dell&#8217;invecchiamento eccessivo, inesorabile, della popolazione italiana ed europea: invecchiamento che \u00e8 un problema culturale, sociale, politico, economico, ma anche dannatamente finanziario: come faranno, i sempre pi\u00f9 scarsi giovani, a pagare le pensioni ai sempre pi\u00f9 numerosi vecchi? Il problema esiste, ed \u00e8 gigantesco; solo che non pensiamo lo si possa affrontare partendo dalla logica di eliminare la presenza dei vecchi, cos\u00ec come non abbiamo mai creduto (a differenza di altri, sia nell&#8217;ambito politico che in quello medico) che il metodo migliore per curare i mali di testa, e non solo quelli, sia rappresentato dalle decapitazioni. E, del resto, non \u00e8 colpa dei vecchi se i giovani hanno paura della vita, del domani, del futuro (ah, questo famoso futuro, ingiustamente insidiato da legioni di vecchi reazionari, sbavanti e barcollanti). Se non ne avessero tanta paura, e se non avessero cos\u00ec poco amore per la vita, ricomincerebbero a desiderare il calore di una famiglia tutta <em>loro<\/em> e la gioiosa presenza dei bambini, invece di arrivare a trentacinque, quarant&#8217;anni nella casa di pap\u00e0, senza neanche aver pensato ad avere un bambino. \u00c8 troppo comodo sostenere che gli adulti impediscono ai giovani di crescere: sono i giovani che devono dimostrare di avere la voglia e la capacit\u00e0 di spiccare il volo. A ciascuno la sua parte.<\/p>\n<p>Un&#8217;ultima cosa. Abbiamo sempre detto <em>vecchi<\/em>, e non <em>anziani<\/em>. Lasciamo che a chiamarli &quot;anziani&quot; siano quanti s&#8217;inchinano alla cultura ipocrita del <em>politically correct.<\/em> Non vuole meno bene a sua nonna, il giovane che la vede per come realmente \u00e8: una vecchia; e la chiama cos\u00ec, ma con affetto&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Finalmente sta emergendo in maniera esplicita, dopo tortuose edulcorazioni e lunghe ipocrisie, quel che era implicito fin dall&#8217;inizio nella dominante filosofia del Progresso, inaugurata dall&#8217;illuminismo 250<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30188,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[32],"tags":[92],"class_list":["post-27344","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varie-costumi-e-societa","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-varie-costumi-e-societa.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27344","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27344"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27344\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30188"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27344"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27344"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27344"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}