{"id":27340,"date":"2019-10-31T12:19:00","date_gmt":"2019-10-31T12:19:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/10\/31\/non-aver-riposte-per-niente-e-mettere-in-dubbio-tutto\/"},"modified":"2019-10-31T12:19:00","modified_gmt":"2019-10-31T12:19:00","slug":"non-aver-riposte-per-niente-e-mettere-in-dubbio-tutto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/10\/31\/non-aver-riposte-per-niente-e-mettere-in-dubbio-tutto\/","title":{"rendered":"Non aver riposte per niente \u00e8 mettere in dubbio tutto"},"content":{"rendered":"<p>Il dramma dell&#8217;uomo moderno \u00e8 essenzialmente quello di vivere in una societ\u00e0 che non ha pi\u00f9 le risposte per le domande che continuamente egli tenderebbe a formulare, stimolato ad un ritmo frenetico dagli incessanti cambiamenti economici, sociali, politici e culturali. I celebratori della modernit\u00e0, senza dubbio, vedono in questa attitudine &#8212; il porre continuamente domande alle quali non si sa dare una risposta &#8212; un segno di vitalit\u00e0 e di progresso, perch\u00e9, essi dicono, \u00e8 solo in questo modo che avanzano le conoscenze, si ampliano gli orizzonti e si sviluppa la scienza. In fondo, il punto centrale di contrasto fra la scienza moderna e quella classica si colloca proprio qui: nel fatto che la scienza moderna accusava la scienza classica di non saper dare risposte al di fuori dell&#8217;ambito di ci\u00f2 che era gi\u00e0 conosciuto, e sia pure in forma implicita. Questa era, secondo i campioni della scienza galileiana, la pecca fondamentale della scienza aristotelica: il fatto che girava su se stessa producendo parole, ma non facendo avanzare davvero il sapere. Non \u00e8 questa la sede per discutere se tale accusa fosse risponde al vero; ci basta aver evidenziato che essa era ritenuta giusta da quelli che la formulavano, e ci\u00f2 diede un carattere rivoluzionario alla scienza moderna: in questo senso, e soprattutto in questo senso, \u00e8 corretto parlare di un Rivoluzione scientifica all&#8217;alba del XVII secolo.<\/p>\n<p>Sta di fatto, per\u00f2, che moltiplicare le domande prive di risposta, per quanto si abbia la speranza di poterla trovare in un secondo momento, finisce per saturare l&#8217;orizzonte concettuale e mandare in blocco l&#8217;attivit\u00e0 intellettuale. Non \u00e8 affatto un caso che l&#8217;irrazionalismo sia parte cos\u00ec caratteristica dell&#8217;evoluzione intellettuale della modernit\u00e0: \u00e8 la naturale reazione di quanti restano sgomenti di fronte alla mole enorme di questioni e problemi sollevati, ai quali non si sa dare, per ora, alcuna risposta, cosa che provoca angoscia e smarrimento negli animi pi\u00f9 sensibili. Non tutti hanno il sangue freddo per assistere impassibili all&#8217;aprirsi di sempre nuove falle nello scafo della nave su cui ci si \u00e8 imbarcati; non tutti conservano calma e serenit\u00e0 grazie al pensiero che, prima o dopo, ogni falla verr\u00e0 colmata, e la nave proseguir\u00e0 felice e imperturbabile la sua crociera. Fra l&#8217;altro, a lungo andare, la cultura del dubbio sistematico e dell&#8217;interrogativo perenne in cui si \u00e8 immersi ha creato una particolare <em>forma mentis<\/em> nell&#8217;uomo moderno, proprio a partire dall&#8217;intellettuale: quella dello scettico professionale. Costui si \u00e8 talmente indurito e corazzato di fronte alla marea delle domande senza risposta che ha finito per introiettare l&#8217;idea che la persona intelligente non cerca nemmeno pi\u00f9 risposte, ma solo altre domande, e che una cultura degna della libert\u00e0 non perde tempo a cercar di risolvere dubbi e interrogativi, anche perch\u00e9 non si fida di alcuna risposta, avendo sperimentato che, in un mondo soggetto a mutamenti rapidi e incessanti, anche le risposte si usurano velocemente e diventano obsolete, inadeguate, perfino ridicole. Il mondo moderno \u00e8 letteralmente disseminato delle macerie di vecchie risposte che hanno fatto il loro tempo e sono state lasciare indietro, quasi come reperti di archeologia industriale ai margini della citt\u00e0 che cresce, formando un elemento caratteristico del paesaggio intellettuale entro il quale ci muoviamo e, nello stesso tempo, un monito a tutti affinch\u00e9 gli uomini sensati la smettano di correr dietro la chimera delle risposte, e a ci\u00f2 che le genera, ossia l&#8217;idea della verit\u00e0, per limitarsi a sollevare interrogativi e abituarsi a vivere con essi, sia pure su una superficie sempre mutevole e imprevedibile, con la stessa disinvoltura con cui il surfista pare che si trovi perfettamente a suo agio mentre solca la cresta delle onde gigantesche, con l&#8217;acqua che schiuma e ribolle tutto intorno a lui, senza strappargli, almeno in apparenza, neanche il pi\u00f9 piccolo segno d&#8217;inquietudine, disagio o paura. E come il becchino si abitua all&#8217;idea della morte per il fatto di lavorare sempre coi cadaveri, e il magistrato all&#8217;idea della disonest\u00e0 e della cattiveria per il fatto di aver sempre davanti dei delinquenti, cos\u00ec l&#8217;uomo moderno si abitua all&#8217;incertezza e all&#8217;assenza di risposte agli interrogativi che la vita comunque gli pone, ma che la cultura in cui \u00e8 immerso gli dicono doversi accettare come insolubili se non addirittura privi di senso. Egli cos\u00ec, giorno per giorno, si indurisce, si corazza contro l&#8217;istinto di cercare le risposte, si chiude in un bozzolo di scetticismo, anche se, nello stesso tempo, la cultura dominante gli fa credere che nessuna meta, nessun traguardo gli sono preclusi, grazie agli strumenti offerti dalla tecnica e dal Logos strumentale e calcolante. In altre parole, l&#8217;uomo moderno non solo non ha le risposte alle domande fondamentali dell&#8217;esistenza, ma le disdegna; non solo vive nel dubbio su tutto ci\u00f2 che lo riguarda, ma disprezza e comparisce chi dubbi non ne ha; e non solo si \u00e8 adattato a vivere senza risposte e quindi senza verit\u00e0, come una creatura della notte che non ha bisogno degli occhi, perch\u00e9 la facolt\u00e0 visiva sarebbe inutile nei luoghi in cui vive, ma \u00e8 divenuto sommamente insofferente nei confronti delle risposte, considerate tutte storicamente determinate e perci\u00f2 tutte valide solo per un certo lasso di tempo e all&#8217;interno di un certo paradigma culturale, e poi destinate a cadere, come le foglie degli alberi in autunno.<\/p>\n<p>La societ\u00e0 pre-moderna poneva anch&#8217;essa delle domande ma aveva anche le risposte; le risposte appartenevano allo stesso universo concettuale dal quale scaturivano le domande. E ci\u00f2 sia nell&#8217;ambito della vita materiale, l&#8217;economia, la finanza, l&#8217;agricoltura, il commercio, le tecniche, i trasporti, il governo, eccetera, sia nell&#8217;ambito della vita intellettuale, spirituale, morale e religiosa. Esiste Dio, e chi \u00e8? Chi siamo noi? Da dove veniamo, dove andiamo, che significato ha la nostra esistenza? Perch\u00e9 la famiglia, perch\u00e9 lo studio, il lavoro; perch\u00e9 l&#8217;onest\u00e0, perch\u00e9 il bene, invece del disordine, dell&#8217;egoismo, dell&#8217;ignoranza, della corruzione e del male? Per tutte queste domande e altre simili la societ\u00e0 aveva le sue brave risposte; e per quelle che non possedeva, era certa che le avesse Dio, supremo garante dell&#8217;ordine complessivo e del senso di ogni cosa. Di pi\u00f9: la societ\u00e0 dei nostri avi si sarebbe vergognata di non averle; non si sarebbe fatta un vanto di ritenerle irrazionali e inutili. E non solo: essa pensava che ogni genitore, ogni educatore, ogni adulto hanno il preciso dovere di trasmettere la verit\u00e0 e la certezza alle giovani generazioni, in proporzione alla loro et\u00e0 e alla loro capacit\u00e0 di comprensione, con l&#8217;obiettivo ultimo di renderli pienamente padroni delle risposte. Oggi, al contrario, si direbbe che gli adulti godano nel porre i giovani di fronte a domande senza risposta, a moltiplicare i loro dubbi, a suscitare sempre nuove incertezze; e nel deridere l&#8217;ingenua fiducia dei bambini circa l&#8217;esistenza delle risposte. L&#8217;ultima trovata di questa forma maligna di distruzione dei fondamentali dell&#8217;esistenza, da parte degli adulti nei confronti dei bambini, \u00e8 quella di instillare nei piccoli dell&#8217;asilo e della scuola elementare il dubbio di avere un corpo biologico che non corrisponde al loro autentico orientamento sessuale, in modo da farne degli individui che non sanno pi\u00f9 nemmeno se identificarsi, o no, col fatto (perch\u00e9 almeno quello \u00e8 un <em>fatto<\/em>, grazie a Dio) di essere maschio o femmina. Perch\u00e9 lo fanno? Forse solamente per stupire i giovani, per sorprenderli, mostrandosi pi\u00f9 giovani, scettici e disinvolti di loro; per lusingare la propria vanit\u00e0 guadagnandosi il loro interesse, che evidentemente pensano di non meritare qualora si mettessero a dare delle risposte chiare e precise, a insegnare che a ogni domanda si pu\u00f2 trovare una risposta, se essa \u00e8 ben formulata e se ha un significato reale e non meramente verbale. Un tipico esempio del cambio di paradigma dall&#8217;amore per la verit\u00e0 al relativismo \u00e8 dato dalla teologia, non solo e non tanto nei suoi contenuti, ma nell&#8217;approccio complessivo e nella prospettiva con cui viene proposta. Un tempo essa era lo strumento razionale pi\u00f9 forte per aiutare le anime a trovare Dio e a confermarsi nella fede; oggi essa si compiace di mettere al centro l&#8217;uomo e di riferire a lui tutto quanto, anche i dubbi, perch\u00e9 pretende che il dubitare di tutto, di Dio, dell&#8217;anima, della vita eterna, renda le persone pi\u00f9 autonome e le aiuti a sviluppare una fede pi\u00f9 matura. Il risultato \u00e8 che la moderna teologia allontana le anime da Dio, invece di aiutarle a conoscerlo, amarlo e servirlo, quale dovrebbe essere il suo scopo.<\/p>\n<p>La societ\u00e0 moderna pertanto, ha fatto qualcosa di assai peggiore che moltiplicare le domande alle quali non sa o non vuole rispondere; ha fatto una virt\u00f9 del non cercare pi\u00f9 le risposte fondamentali, ha messo in ridicolo chi prova a farlo e, come se non bastasse, ha concentrato la sua fiducia nella tecnologia, i cui sviluppi rapidissimi e sconcertanti le hanno offerto un surrogato delle vecchie certezze. Cos\u00ec facendo, essa ha imboccato realmente una via senza ritorno: perch\u00e9 la tecnologia non essendo altro che un mezzo, non solo non potr\u00e0 sostituirsi adeguatamente alle mancate risposte, ma imprimer\u00e0 un&#8217;ulteriore accelerazione alla proliferazione di domande alle quali non sapr\u00e0 rispondere. Un buon esempio di ci\u00f2 \u00e8 dato dalle sconvolgenti possibilit\u00e0 aperte dalla cosiddetta ingegneria genetica. Gli studiosi di bioetica si stanno ancora azzuffando sugli interrogativi posti da una delle possibili applicazioni delle nuove tecniche di manipolazione dei geni umani, e non solo umani, che gi\u00e0 la tecnica ha fatto un ulteriore balzo in avanti e ha creato delle nuove, inimmaginabili possibilit\u00e0, spostando sempre pi\u00f9 innanzi le frontiere di ci\u00f2 che fino a ieri pareva impensabile e mettendo tutti, legislatore compreso, davanti ai fatti compiuti d&#8217;un progresso inarrestabile, foriero di sempre nuove, sconvolgenti applicazioni, ciascuna delle quali avrebbe mandato in crisi societ\u00e0 assai pi\u00f9 solide, dal punto di vista etico e spirituale, della nostra; societ\u00e0 che avevano le risposte ai quesiti fondamentali e in particolare per segnare il confine fra ci\u00f2 che \u00e8 giusto e lecito, e ci\u00f2 che non lo \u00e8. Al contrario la societ\u00e0 attuale, sviluppatasi in un orizzonte di relativismo pressoch\u00e9 totale, \u00e8 dominata dalla prassi anzich\u00e9 dall&#8217;etica, in quanto la maggioranza delle persone, compreso il legislatore, ritengono in ultima analisi che il criterio di verit\u00e0, o quanto meno di liceit\u00e0 di un&#8217;azione, sia dato dal fatto che essa <em>di fatto<\/em> viene praticata in questa o quella parte del mondo. Dopo di che i progressisti, col tam-tam dei mass-media, creatori dell&#8217;opinione pubblica, lanciano campagne per sostenere che il proprio Paese non sar\u00e0 mai un Paese normale, o civile, finch\u00e9 non avr\u00e0 adottato le stesse leggi, n\u00e9 avr\u00e0 offerto ai suoi cittadini le stesse possibilit\u00e0 di cui godono quelli del Paese X: che si tratti di fecondazione eterologa, o della possibilit\u00e0 di cambiar sesso a spese della pubblica sanit\u00e0, o di qualsiasi altra cosa.<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 che un tale orizzonte intellettuale e morale \u00e8 insostenibile non solo per la societ\u00e0 nel suo insieme, ma anche per i suoi singoli membri. La vita, la vita ordinata, civile, aperta verso il futuro e non chiusa in una spirale autodistruttiva, ha bisogno di chiarezza, ha bisogno di risposte, ha bisogno di verit\u00e0. Per una persona normale, vivere senza nessuna di queste cose, senza punti di riferimento, senza punti d&#8217;appoggio, improvvisando in continuazione la strada da seguire, adattandosi incessantemente ai mutamenti sempre pi\u00f9 bruschi che la tecnica e la finanza impongono, \u00e8 semplicemente d&#8217;impossibile. Alla lunga, ci\u00f2 genera degli squilibrati mentali, o produce delle persone anaffettive e potenzialmente pericolose per se stesse e per gli altri. Persone che non danno un valore intrinseco alla vita umana, perch\u00e9 vedono ogni giorno che nulla ha un valore intrinseco, ma tutto, letteralmente tutto, riceve valore dalle circostanze. Il proliferare inarrestabile delle pratiche abortiste e dell&#8217;eutanasia ha questa radice nichilista: nulla \u00e8 vero, nulla ha un significato e un valore in s\u00e9, ma tutto dipende dal <em>come<\/em>. Se le condizioni non sono ritenute favorevoli, a insindacabile giudizio del singolo (in realt\u00e0, della cultura dominante che fabbrica in serie gli uomini-massa), allora un bambino non ha il diritto di nascere, e un anziano o un malato non hanno il diritto di continuare a vivere. Non c&#8217;\u00e8 affatto da stupirsi se, in un clima culturale di questo genere, i cerchioni della morale sono saltati e se si moltiplicano i comportamenti distruttivi e autodistruttivi, col dilagare delle droghe, dell&#8217;alcool e con stili di vita disordinati e pericolosi. C&#8217;\u00e8 perfino la moda degli sport estremi: perch\u00e9 limitarsi a scalare normalmente una montagna, con corde, chiodi e moschettoni, quando lo si pu\u00f2 fare arrampicandosi a mani nude? Perch\u00e9 limitarsi ad ammirare una ripidissima cascata, quando ci si pu\u00f2 tuffare alla sua base da un&#8217;altezza di cento metri? E perch\u00e9, gettandosi dall&#8217;aereo, aprire il paracadute per tempo, quando lo si pu\u00f2 fare proprio all&#8217;ultimo momento, cos\u00ec da suscitare scariche sempre pi\u00f9 emozionanti di adrenalina? E perch\u00e9 tenere un casa un cagnolino o un gatto, quando, purch\u00e9 si abbia un giardino, si pu\u00f2 allevare un cane da guardia ferocissimo, o magari un leone o una tigre, o un serpente boa? E perch\u00e9 ritrarsi in fotografia in pose e situazioni normali, quando lo si pu\u00f2 fare sull&#8217;orlo di un cornicione o di un tetto, o su un binario della ferrovia, mentre il treno sta arrivando? Si gioca con la vita, la propria e l&#8217;altrui, come si gioca con ogni altra cosa: l&#8217;esistenza \u00e8 ridotta a una scommessa in cui non si pensa al prezzo da pagare se si perde, ma solo alle emozioni da strappare. Cos\u00ec, per un istante almeno, ci si sente padroni della situazione. Non \u00e8 solo la noia a generare questi comportamenti, ma anche e soprattutto la mancanza di certezze, l&#8217;assenza di risposte. L&#8217;uomo \u00e8 un essere fatto per la verit\u00e0: a differenza di tutti gli animali, il bisogno di verit\u00e0 \u00e8 inscritto nel suo statuto ontologico. Se quel bisogno viene continuamente disatteso, represso, negato, egli finisce per impazzire. E tutto questo accade perch\u00e9 si \u00e8 voluto escludere il solo che pu\u00f2 garantire la verit\u00e0 e dare le risposte: Colui dal quale tutto proviene.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il dramma dell&#8217;uomo moderno \u00e8 essenzialmente quello di vivere in una societ\u00e0 che non ha pi\u00f9 le risposte per le domande che continuamente egli tenderebbe a<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30150,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[35],"tags":[92],"class_list":["post-27340","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-epistemologia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-epistemologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27340","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27340"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27340\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30150"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27340"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27340"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27340"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}