{"id":27336,"date":"2011-10-21T09:15:00","date_gmt":"2011-10-21T09:15:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/10\/21\/la-leggenda-del-noce-di-benevento-tipico-riflesso-del-sincretismo-religioso\/"},"modified":"2011-10-21T09:15:00","modified_gmt":"2011-10-21T09:15:00","slug":"la-leggenda-del-noce-di-benevento-tipico-riflesso-del-sincretismo-religioso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/10\/21\/la-leggenda-del-noce-di-benevento-tipico-riflesso-del-sincretismo-religioso\/","title":{"rendered":"La leggenda del noce di Benevento, tipico riflesso del sincretismo religioso"},"content":{"rendered":"<p>Una religione, un sistema di valori, un modo di sentire e di pensare non scompaiono in fretta, da un giorno all&#8217;altro: si tratta di una verit\u00e0 intuitiva, ampiamente comprovata e documentata da almeno due secoli di studi antropologici; e di cui pure, tuttavia, si tende a dimenticarsi, forse anche per quella forma di pigrizia intellettuale che vorrebbe costantemente semplificare ogni cosa, etichettare epoche e societ\u00e0, classificare insomma la storia secondo le nostre esigenze psicologiche.<\/p>\n<p>Basti dire che ancora ragioniamo in termini di secoli, come se dire \u00abil 1600\u00bb, o \u00abil 1700\u00bb, oppure \u00abil 1800\u00bb, avesse, per lo storico, un significato intrinseco e non fosse, invece, soltanto e unicamente un fatto di comodit\u00e0 didattica; come se le vicende storiche rispettassero, nella loro logica interna, la nostra scansione del tempo in anni e in multipli di anni: decenni, secoli e millenni; come se tutto ci\u00f2 esistesse realmente e non fosse pura astrazione.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, si suole dire, ad esempio: \u00abil medioevo cristiano\u00bb: come se tutto il medioevo fosse stato sempre e solo cristiano; come se ben mille anni di storia dell&#8217;Europa ammettessero una tale semplificazione, una tale schematizzazione, una tale forzatura; come se i primi secoli del medioevo non avessero conservate profonde tracce del paganesimo antico e come se i suoi ultimi secoli non presentassero gi\u00e0 tracce di una mentalit\u00e0 post-cristiana.<\/p>\n<p>Tutti sappiamo, pi\u00f9 o meno, che &quot;paganesimo&quot; deriva da &quot;pagus&quot;, perch\u00e9 \u00e8 stato nelle campagne e nei villaggi che esso \u00e8 sopravvissuto pi\u00f9 a lungo, tanto che, per i cristiani, &quot;pagano&quot; doveva essere, evidentemente, sinonimo di &quot;campagnolo&quot;; per\u00f2 esitiamo a trarne tutte le debite conseguenze sul piano della storia delle idee e dei costumi: ad esempio, esitiamo a vedere il probabile nesso che lega il paganesimo alla stregoneria popolare, tipico fenomeno campagnolo, con tanto di &quot;sabba&quot; celebrati nelle radure in mezzo ai boschi, e con la cultura erboristica degli stregoni e delle streghe, altra manifestazione di tipo prettamente rurale.<\/p>\n<p>In altre parole, dovremmo sforzarci di mettere meglio a fuoco il binomio citt\u00e0-campagna nei secoli che videro il trapasso dall&#8217;una all&#8217;altra religione, dall&#8217;una all&#8217;altra cultura; cio\u00e8, a seconda delle varie regioni d&#8217;Europa, fra il secondo e il quattordicesimo secolo della nostra era: tale \u00e8 l&#8217;arco di tempo entro il quale si comp\u00ec la conversione effettiva delle popolazioni al cristianesimo, anche nelle ultime zone pagane del continente, come la Polonia e la Lituania.<\/p>\n<p>Abbiamo detto &quot;la conversione effettiva&quot;: non bastava, infatti, che un sovrano si convertisse, perch\u00e9 l&#8217;intera popolazione lo seguisse automaticamente; pensare il contrario sarebbe come immaginare che tutte le popolazioni dell&#8217;Impero Romano si siano convertite al tempo dell&#8217;editto di Costantino e Licinio, nel 312, o, al massimo, al tempo dell&#8217;editto di Tessalonica da parte di Teodosio, nel 380; mentre sappiamo con certezza che sacche di paganesimo sopravvissero ancora per secoli e secoli, appunto nelle regioni rurali e nei distretti montani pi\u00f9 remoti e isolati.<\/p>\n<p>Il cristianesimo, allorch\u00e9 si diffuse nell&#8217;Impero Romano, fu prevalentemente un fenomeno urbano; mentre il paganesimo, dopo la sua sconfitta politica, da Costantino in poi, fu sempre pi\u00f9 un fenomeno rurale; ma il crollo dell&#8217;Impero Romano vide anche il crollo dell&#8217;urbanesimo e della civilt\u00e0 urbana: dunque, bisogna rivedere l&#8217;immagine di un medioevo monoliticamente cristiano e ammettere, invece, che per almeno sei o sette secoli anche le regioni d&#8217;Europa che avevano fatto parte della compagine statale romana, e dunque le pi\u00f9 cristianizzate, furono caratterizzate da una conflittuale compresenza di cristianesimo e paganesimo, il primo arroccato nelle citt\u00e0, il secondo radicato nelle campagne.<\/p>\n<p>Naturalmente non si trattava di due religioni di pari livello strutturale: il cristianesimo era la religione vittoriosa, quella abbracciata dalle autorit\u00e0 statali, non solo la romana, ma anche quelle romano-barbariche (e sia pure, in questo secondo caso, nella versione ariana, eccezion fatta per il Regno dei Franchi); mentre il paganesimo era la religione sconfitta.<\/p>\n<p>Di conseguenza, mentre il cristianesimo possedeva un clero bene organizzato e poteva celebrare i suoi riti alla luce del sole, diffondere la sua cultura, impartire la sua educazione, mettere in circolazione la sua letteratura e trovare il pronto appoggio della legge e delle forze di polizia, il paganesimo era costretto a condurre una esistenza semi-clandestina, non possedeva pi\u00f9 luoghi di culto riconosciuti dalla legge, n\u00e9 un clero che tramandasse la teologia e la liturgia e nemmeno una letteratura che mantenesse viva la fiammella della tradizione.<\/p>\n<p>Inoltre il paganesimo, mano a mano che si ritirava nelle campagne, si popolarizzava sempre pi\u00f9, vale a dire che veniva progressivamente abbandonato dalle classi dirigenti e praticato solo dalle persone di umile condizione; per cui si imbastardiva, si confondeva, si mescolava a mille usi e credenze superstiziose. Non era pi\u00f9 una religione organizzata, ma una serie disordinata e discontinua di pratiche, di leggende, di tradizioni, tramandate solo a livello orale e perci\u00f2 sempre pi\u00f9 approssimative, sempre meno fedeli all&#8217;originale.<\/p>\n<p>Si aggiungano altri due fattori importanti di dispersione e di degradazione: primo, che il paganesimo non era mai stato una religione, ma un insieme di religioni diversissime l&#8217;una dall&#8217;altra, con l&#8217;unico denominatore comune della tolleranza da parte delle autorit\u00e0 romane; secondo, che il cristianesimo, non appena ebbe riportato la decisiva vittoria politica sotto l&#8217;imperatore Costantino, si affrett\u00f2 a demonizzare il paganesimo sconfitto, retrocedendo gli dei spodestati al rango di demoni, e i loro sacerdoti a infernali stregoni: processo che il paganesimo stesso, nella sua fase pi\u00f9 tarda, paradossalmente aveva favorito, sprofondandosi da se stesso in una Babele di culti, di pratiche e di credenze teurgiche, magiche e perfino negromantiche.<\/p>\n<p>Tutto questo fece s\u00ec che l&#8217;antica religione, o meglio le antiche religioni, che non erano pi\u00f9 quelle del pantheon greco-romano, ma essenzialmente quelle dei culti di salvezza orientali &#8211; Iside e il Sole Invitto, Cibele e Mithra, Mani e Zoroastro -, col passare dei secoli scomparvero dalla coscienza dei loro seguaci e ci\u00f2 che rimase fu, al loro posto, un guazzabuglio di riti magici e superstiziosi di origine agricola e pastorale, tenuti insieme, in qualche modo, da una diffusa sensibilit\u00e0 animista, che identificava nella vegetazione, nelle piante, ma anche nelle fonti, negli astri e in svariati elementi della natura, la sorgente di poteri arcani, vagamente collegati con la sfera del divino.<\/p>\n<p>Che poi, sotto la pressione delle autorit\u00e0 ecclesiastiche cristiane e delle stesse autorit\u00e0 civili, queste presenze misteriose nel mondo della natura finissero per venire identificate dai cristiani, e per essere identificate dai loro stessi seguaci, come entit\u00e0 diaboliche, questa \u00e8 cosa che si verific\u00f2 gradualmente, mano a mano che le citt\u00e0 apparivano sempre pi\u00f9 come delle cittadelle cristiane assediate in una vasta campagna ancora legata alle tradizioni pagane.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, poich\u00e9 l&#8217;urbanesimo conobbe una contrazione per tutti i secoli dell&#8217;alto medioevo, anche la spinta propulsiva del cristianesimo si arrest\u00f2 poco oltre il perimetro delle mura cittadine; e solo quando si verific\u00f2 la ripresa urbana, dopo l&#8217;anno Mille, in conseguenza della rivoluzione agricola e dell&#8217;incremento demografico, il paganesimo, o ci\u00f2 che di esso rimaneva, sub\u00ec l&#8217;assalto decisivo e venne definitivamente sbaragliato nelle sue ultime roccaforti, vale a dire nei distretti rurali pi\u00f9 &quot;profondi&quot; e isolati.<\/p>\n<p>Il legame fra vegetazione, culti pagani degradati a credenze stregonesche e stasi nella diffusione del cristianesimo, causata a sua volta dalla stasi dell&#8217;urbanesimo, \u00e8 bene illustrato da numerose tradizioni e leggende altomedievali, tra le quali abbiamo scelto, per meglio esemplificare il nostro discorso, quella del noce di Benevento.<\/p>\n<p>Scrivono Eva Cantarella e Giulio Guidorizzi nel testo \u00abLe tracce della storia\u00bb (Torino, Einaudi, 2001, vol. II, p. 103):<\/p>\n<p>\u00abLa leggenda del noce di Benevento, il cui nucleo risale all&#8217;epoca longobarda, permette di gettare luce su un fenomeno di grande importanza nella storia della societ\u00e0 medievale: la permanenza di antichi culti pagani nella mentalit\u00e0 popolare. Si tratta di un esempio significativo di come le leggende e i culti folclorici possano offrire anche materiale utile per ricostruire la storia della societ\u00e0. Racconta dunque la leggenda che durante la dominazione longobarda in Italia, nel 667m, il duca Romualdo di Benevento venne attaccato dall&#8217;esercito bizantino dell&#8217;imperatore Costante in persona. L&#8217;esercito bizantino ormai si avviava alla citt\u00e0 e nulla pi\u00f9 sembrava poterlo arrestare. In quella situazione disperata, ammonito da sogni e visioni, il duca Romualdo fece voto di sradicare un albero di noce che sorgeva nei pressi della citt\u00e0, un albero considerato miracoloso, che fioriva senza interruzione in ogni stagione e sui cui rami stava appesa la statua di un serpente di bronzo, che molti abitanti della zona, e anche il duca stesso, veneravano. In effetti i bizantini vennero sconfitti grazie all&#8217;intervento del re Grimoaldo che nel momento decisivo arriv\u00f2 in soccorso dal nord. Il duca Romualdo mantenne la parola: accompagnato da una gran processione di guerrieri e di sacerdoti, guidati dal vescovo barbato, arriv\u00f2 sino al luogo in cui sorgeva l&#8217;albero e lo fece abbattere. Nelle sue radici (racconta la leggenda) fu trovato un demonio orribile in forma di serpente, che il santo vescovo uccise aspergendolo di acqua benedetta. Ma l&#8217;abbattimento del noce, a quanto pare, non interruppe le pratiche che si compivano in quel luogo: si raccontava che nello spazio in cui sorgeva il noce, anche molto tempo dopo, si radunavano in segreto streghe e stregoni a compiere i loro efferati riti notturni, e si favoleggiava che alla loro festa (o &quot;sabba&quot;) presenziasse il demonio in persona. Il noce di Benevento con le sue streghe divenne un luogo favoloso di cui si parlava in tutta Italia.<\/p>\n<p>Che informazioni possiamo ricavare da questa leggenda, che si trasmise oralmente durante molti secoli (la prima registrazione scritta risale al 1640 e si deve a un medico di Benevento, Pietro Piperno)? Una spiegazione \u00e8 suggerita da alcuni scavi archeologici che nel 1903 a Benevento miserino luce la presenza di un tempio della dea Iside, che sorgeva probabilmente nel luogo in cui poi fu costruita una cattedrale. Il tempio fu distrutto alla fine dell&#8217;epoca antica, e sopra di esso venne costruita la chiesa: era un uso normale, nell&#8217;epoca tardo antica, in cui gli edifici pagani venivano convertiti in chiese oppure esorcizzati facendovi sorgere sopra un luogo sacro. Ecco quindi le lontane radici di questa legenda: a Benevento sorgeva un importante tempio di Iside, che ci \u00e8 peraltro noto anche da molte iscrizioni votive trovate nella zona; Benevento infatti nella tarda antichit\u00e0 era uno dei centri pi\u00f9 importanti del culto di Iside in Italia e certamente molti dovevano essere i fedeli di questa dea. Il cristianesimo vittorioso abbatt\u00e9 il tempio e disperse i seguaci, ma attraverso il tempo, e sino almeno al&#8217;epoca longobarda, i rituali di questa divinit\u00e0 e altri culti pagani vennero confusamente praticati da persone che si riunivano in segreto: e infatti, il serpente di bronzo appeso ai rami del noce altro non \u00e8 che un simbolo religioso tipico del culto di Iside. La leggenda dunque, nel suo modo fantasioso, \u00e8 una testimonianza di come a livello popolare i culti pagani non fossero ancora estinti ma proseguissero in modo oscuro e degradato, identificandosi con quei rituali stregoneschi che erano, e furono sempre, praticati in luoghi isolati, non solo come espressione di religiosit\u00e0 popolare, ma anche come forma di opposizione al potere, sia politico che religioso. La storia delle streghe che di notte si riuniscono attorno al noce di Benevento a ballare assieme al diavolo e a compiere riti oscuri attorno a un albero, in effetti, \u00e8 uno dei prototipi di uno schema di credenze che generer\u00e0 nei tempi non solo leggende, ma anche inquisizioni, processi e roghi di streghe.\u00bb<\/p>\n<p>In questa leggenda, dunque, si vede bene come gli ultimi luoghi del culto pagano fossero legati alla vegetazione e, in particolare, agli alberi (riti di fecondit\u00e0); come la rete del potere episcopale vedesse in quei luoghi una presenza diabolica che andava sradicata una volta per tutte, per il bene comune; e come le autorit\u00e0 civili, in questo caso rappresentate dal duca longobardo Romualdo, dopo aver tollerato per secoli e perfino praticato in segreto il paganesimo, finissero per fare una scelta irreversibile in favore del cristianesimo, ci\u00f2 che segn\u00f2 la fine per le ultime forme di culto pagano organizzato.<\/p>\n<p>A quel punto, le vecchie credenze non potevano sopravvivere che in maniera totalmente illegale, e dunque totalmente eversiva: la grande stagione della stregoneria era ormai alle porte e, con essa, la durissima repressione da parte della autorit\u00e0 civili ed ecclesiastiche.<\/p>\n<p>Lasciamo qui impregiudicata, per ora, l&#8217;annosa e controversa questione se la stregoneria del XVI e XVII secolo fosse quel che restava di una antica religione proscritta, magari (specie nel Nord Europa) non solo pre-cristiana, ma anche pre-romana, e dunque se possedesse una struttura universalistica, tale da formare un complesso organizzato e ramificato in ogni parte del continente; oppure se si trattasse piuttosto di gruppi e individui isolati, ciascuno dei quali agiva per conto proprio, in base alle suggestioni culturali pi\u00f9 disparate, e che solo il fanatismo degli inquisitori aveva scambiato per un insieme organico e coerente.<\/p>\n<p>\u00c8 questione troppo complessa, per poterla sbrigare adesso in poche righe.<\/p>\n<p>Una cosa, comunque, \u00e8 certa: la stregoneria esistette realmente, anche se non \u00e8 provato che fosse un sistema globale e organizzato di tipo para-religioso e anche se \u00e8 evidente che gli inquisitori videro pi\u00f9 streghe e stregoni in giro per l&#8217;Europa, di quanti ve ne fossero realmente.<\/p>\n<p>Come \u00e8 possibile affermare una cosa del genere, ben inteso a prescindere dal giudizio che si vuol dare della repressione, spesso isterica e sproporzionata, che si abbatt\u00e9 sulla stregoneria?<\/p>\n<p>Per una semplice deduzione di natura quanto mai evidente: se essa esiste ancor oggi e se ancor oggi, non solo nei paesini e nelle campagne arretrate, ma anche nelle grandi citt\u00e0 e fra le persone di cultura medio-alta; se ancor oggi si producono filtri, si recitano incantesimi, si praticano fatture e persino fatture di morte: come si pu\u00f2 pensare che il fenomeno non esistesse anche quattro o cinque secoli fa e che le autorit\u00e0 civili e religiose se lo siano semplicemente inventato, per ignoranza o per trovare un capro espiatorio in tempi di pestilenze e di altre pubbliche calamit\u00e0?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una religione, un sistema di valori, un modo di sentire e di pensare non scompaiono in fretta, da un giorno all&#8217;altro: si tratta di una verit\u00e0<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30185,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[64],"tags":[107,174,198],"class_list":["post-27336","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-medievale","tag-cattolicesimo","tag-impero-romano","tag-medioevo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-medievale.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27336","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27336"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27336\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30185"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27336"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27336"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27336"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}