{"id":27328,"date":"2011-07-12T04:31:00","date_gmt":"2011-07-12T04:31:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/07\/12\/gli-uomini-per-nietzsche-prima-che-pavidi-sono-pigri-e-temono-la-sincerita-incondizionata\/"},"modified":"2011-07-12T04:31:00","modified_gmt":"2011-07-12T04:31:00","slug":"gli-uomini-per-nietzsche-prima-che-pavidi-sono-pigri-e-temono-la-sincerita-incondizionata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/07\/12\/gli-uomini-per-nietzsche-prima-che-pavidi-sono-pigri-e-temono-la-sincerita-incondizionata\/","title":{"rendered":"Gli uomini, per Nietzsche, prima che pavidi sono pigri e temono la sincerit\u00e0 incondizionata"},"content":{"rendered":"<p>Perch\u00e9 non siamo lieti di noi stessi?<\/p>\n<p>Questa imbarazzante domanda \u00e8 stata posta, circa un secolo e mezzo fa, da uno dei pi\u00f9 fieri avversari della massificazione operata dalla societ\u00e0 moderna: Friedrich Nietzsche, il grande ribelle (tuttora) incompreso.<\/p>\n<p>Talmente incompreso che destra e sinistra non hanno mai smesso di tirarlo per la giacca nel tentativo di arruolarlo nelle loro file: i nazisti si sono inventati addirittura un libro, \u00abLa volont\u00e0 di potenza\u00bb, che egli non aveva mai scritto; e i marxisti delle ultime due generazioni hanno fatto a gara nel saccheggiare brandelli del suo pensiero per fargli dire, del pari, quello che non si era mai nemmeno sognato di pensare.<\/p>\n<p>Il buon vecchio Friedrich, se sta assistendo a questo spettacolo da un&#8217;altra dimensione, senza dubbio si fa delle matte risate: perch\u00e9 era un uomo che sapeva ridere, a differenza dei suoi lugubri e interessati ammiratori, il cui unico scopo era ed \u00e8 quello di mettere all&#8217;occhiello delle loro sconce ideologie il pensiero del grande ribelle, il cui dito mignolo vale pi\u00f9 di cento e mille di questi intellettuali da strapazzo, senza dignit\u00e0 e senza onore.<\/p>\n<p>Destino dei grandi anticonformisti: divenire le icone dei \u00abconformisti di massa\u00bb (orribile ma veritiero ossimoro), i quali si appropriano, dopo la loro morte, di questo o quell&#8217;aspetto del loro messaggio e ne fanno una ennesima bandiera per la loro pigrizia mentale, per la loro inautenticit\u00e0 standardizzata.<\/p>\n<p>Ma torniamo alla domanda iniziale: perch\u00e9 gli esseri umani non possono essere lieti di se stessi, cio\u00e8 di essere cos\u00ec come sono, e non altrimenti?<\/p>\n<p>O, se si preferisce: perch\u00e9 non sono grati ed entusiasti di essere delle creature uniche, originali, irripetibili; perch\u00e9 non esultano di gioia al pensiero che nessuno, in tutto il mondo, \u00e8 mai stato n\u00e9 mai sar\u00e0 uguale a ciascun altro e che, dunque, ogni vita \u00e9 un capolavoro assoluto di autonomia e di libert\u00e0?<\/p>\n<p>La risposta che d\u00e0 Nietzsche \u00e8 questa: perch\u00e9 hanno paura dei fastidi che deriverebbero loro dall&#8217;essere se stessi; per cui preferiscono indossare la loro brava uniforme, mettersi la loro brava maschera sul viso e andarsene in giro come tanti burattini, a dire e ripetere le stesse cose che dicono gli altri, a fare e rifare le stesse cose che fanno gli altri; in breve: a lasciarsi arruolare volonterosamente in quell&#8217;obbrobrioso cimitero della autenticit\u00e0 individuale che \u00e8 la cosiddetta opinione pubblica.<\/p>\n<p>Scrive Nietzsche nella Terza Considerazione Inattuale, del 1874, intitolata \u00abSchopenhauer come educatore\u00bb (in: Nietzsche, \u00abConsiderazioni inattuali\u00bb, traduzione italiana di Giulio Raio, Roma, Newton &amp; Compton editori, 1993, pp.169-70):<\/p>\n<p>\u00abUn viaggiatore che aveva visto molti paesi e popoli e pi\u00f9 continenti, interrogati su quale qualit\u00e0 degli uomini avesse ovunque ritrovato, rispose: essi sono inclini alla pigrizia. A molti parr\u00e0 che, pi\u00f9 giustamente e pi\u00f9 validamente, avrebbe potuto dire: sono tutti pavidi. Si nascondono dietro costumi e opinioni. Ogni uomo, in fondo, sa bene di essere al mondo sol per una volta, come un unicum, e che nessun caso, per quanto straordinario, riuscir\u00e0 a una seconda volta a mescolare insieme quella molteplicit\u00e0 cos\u00ec eccentricamente variopinta nell&#8217;unit\u00e0 che egli \u00e8; questo l&#8217;uomo lo sa, ma lo nasconde come una cattiva coscienza &#8211; perch\u00e9? Per paura del prossimo che esige la convenzione e in essa si nasconde. Ma cosa costringe il singolo a tenere il prossimo, a pensare e agire come il gregge, a non essere lieto di se stesso? Per alcuni, ma sono rari, forse il pudore. Per la grande maggioranza \u00e8 poltroneria, indolenza, in breve quell&#8217;inclinazione alla pigrizia di cui il viaggiatore parlava. Egli ha ragione: gli uomini ancor prima che pavidi sono pigri e soprattutto temono gli incomodi che procurerebbe una nudit\u00e0 e una sincerit\u00e0 incondizionata. Soltanto gli artisti odiano questo indolente incedere ostentando maniere d&#8217;accatto e opinioni posticce e svelano il segreto, la cattiva coscienza di ognuno, il principio cio\u00e8 che ogni uomo \u00e8 un miracolo irripetibile:; essi soltanto osano mostrarci l&#8217;uomo nella loro peculiarit\u00e0 e unicit\u00e0 fin nel pi\u00f9 piccolo movimento muscolare, e, ancor bello e degno di osservazione, nuovo e incredibile come ogni opera della natura, e niente affatto noioso. Il grande pensatore che disprezza gli uomini, ne disprezza la pigrizia: poich\u00e9 a causa di questa essi appaiono simili a prodotti di fabbrica, indifferenti, indegni di contatti e di ammaestramenti. L&#8217;uomo che non voglia far parte della massa non ha che da smettere di essere accomodante con se stessi; segua piuttosto la propria coscienza che gli grida: &quot;sii te stesso! Tu non se certo ci\u00f2 che fai, pensi e desideri ora&quot;.<\/p>\n<p>Ogni giovane anima sente giorno e note questo appello e ne trema; infatti presagisce, rivolgendo il pensiero alla sua reale liberazione, la misura di felicit\u00e0 destinata dall&#8217;eternit\u00e0; felicit\u00e0 che non riuscir\u00e0 mai a raggiungere se incatenata dalle opinioni e dalla paura. E quanto assurda e desolata pu\u00f2 divenire l&#8217;esistenza senza questa liberazione! Nella natura non c&#8217;\u00e8 creatura pi\u00f9 vuota e ripugnante dell&#8217;uomo che \u00e8 sfuggito al suo genio e ora volge di soppiatto lo sguardo a destra e a sinistra, indietro e ovunque. Un tale uomo alla fine non li si pu\u00f2 neppure attaccare: \u00e8 solo esteriorit\u00e0 senza nucleo, un marcio costume, pitturato e rigonfio, un fantasma agghindato che non pu\u00f2 ispirare paura e tanto meno compassione. E se a ragione si dice del pigro che ammazza il tempo, allora ci si deve preoccupare sul serio che un tempo che pone la propria salvezza nelle opinioni pubbliche, e cio\u00e8 nelle pigrizie private, sia ucciso una buona volta: venga, intendo dire, cancellato dalla storia della vera liberazione della vita. Con quanta ripugnanza si occuperanno le generazioni future dell&#8217;eredit\u00e0 di un&#8217;epoca in cui a governare non erano uomini viventi ma parvenze di uomini con un&#8217;opinione pubblica; per questo forse la nostra epoca apparir\u00e0 a una qualche lontana posterit\u00e0 il periodo della storia pi\u00f9 oscuro e pi\u00f9 ignoto perch\u00e9 pi\u00f9 inumano. Vado per le nuove strade delle nostre citt\u00e0 e penso che di tutte queste orribili case, che la generazione dell&#8217;opinione pubblicasi \u00e8 costruita, tra un secolo non rimarr\u00e0 nulla, e che saranno finalmente crollate anche le opinioni dei costruttori di tali case. Quante speranze debbono nutrire, invece, tutti coloro che non si sentono cittadini di questo tempo; se lo fossero, infatti, si adoprerebbero a uccidere il proprio tempo e a perdersi con esso &#8211; mentre vogliono piuttosto ridestare alla vita il tempo per continuare essi stessi a vivere in questa vita.\u00bb<\/p>\n<p>Basterebbe questa pagina per mostrare quanto siano e siano stati assurdi i tentativi del nazismo e del marxismo, due tipiche manifestazioni dell&#8217;ideologia dell&#8217;uomo-massa, di appropriarsi del pensiero di Nietzsche; perch\u00e9 qui egli mostra, con estrema chiarezza, quale distanza abissale lo separi non solo da qualunque totalitarismo, ma da qualunque moda, da qualunque etichetta, da qualunque forma di pensiero prefabbricato e, magari, debitamente liofilizzato (perch\u00e9 anche fra i nazisti ben pochi avranno letto non diciamo \u00abIl mito del XX secolo\u00bb di Rosenberg, ma anche solo il \u00abMein Kampf\u00bb di Hitler; e, fra i marxisti di parecchie generazioni sparse in tutto il mondo, i lettori de \u00abIl capitale\u00bb sono certo stati e sono tuttora un&#8217;infima minoranza).<\/p>\n<p>Ma entriamo nel merito della questione.<\/p>\n<p>Per Nietzsche, la cosiddetta opinione pubblica altro non \u00e8 che la somma di tutte le pigrizie private: intellettuali, psicologiche, morali e spirituali; un gigantesco sistema di distruzione dell&#8217;autenticit\u00e0 il cui scopo e la cui ragion d&#8217;essere \u00e8 l&#8217;annullamento di quanto, nell&#8217;uomo, vi \u00e8 di singolare, di autentico, di unico.<\/p>\n<p>Non si tratta di critiche nuove; qualche decennio prima di lui un altro grande anticonformista, S\u00f6ren Kierkegaard, si era espresso in maniera molto simile contro le &quot;gazzette&quot; e l&#8217;appiattimento delle intelligenze da esse veicolato, trovandosi esposto in prima persona all&#8217;aggressione e al dileggio della stampa scandalistica e restando completamente isolato dalla cultura &quot;ufficiale&quot; nella lotta intrapresa per difendersi contro di essa.<\/p>\n<p>(Kierkegaard e Nietzsche, il teologo e l&#8217;ateo: due anime molto pi\u00f9 affini e due intelligenze molto pi\u00f9 simili di quello che la mediocre Vulgata dei professori di filosofia, che \u00e8 &#8211; essa stessa, un monumento all&#8217;ipocrisia conformista &#8211; sia disposta ad ammettere.)<\/p>\n<p>Dunque: posto che il meccanismo psicologico fondamentale del conformismo \u00e8 la pigrizia, rimane da vedere se i poteri occulti che controllano la cosiddetta opinione pubblica (proprietari di reti televisive, di giornali e di case editrici) sfruttino questa debolezza intrinseca dell&#8217;uomo-massa in maniera estemporanea, unicamente per vendere meglio i loro prodotti, o se agiscano in base a un piano definito e concertato a livello mondiale, il cui obiettivo finale \u00e8 il controllo e il dominio delle menti e delle anime per assoggettarle anche in senso politico, sociale, economico e poter trascinare le masse in qualunque direzione, come un gregge di pecore sospinto dal pastore e dai suoi fedeli cani da guardia.<\/p>\n<p>La domanda, in altri termini, \u00e8 se esista un piano deliberato per strappare l&#8217;anima del mondo, facendo leva sul conformismo, attraverso la diffusione di una cultura nichilista e relativista, in cui il male viene sistematicamente spacciato per bene e in cui ci si compiace di dissacrare, deridere, distruggere qualunque valore positivo, qualunque visione nobile dell&#8217;uomo, qualunque senso del dovere, della solidariet\u00e0 e del rispetto di se stessi.<\/p>\n<p>Da parte nostra, siamo decisamente propensi a rispondere affermativamente a un tale interrogativo, anche se non esistono prove incontrovertibili in proposito, ma solo una serie di indizi; e anche se ben sappiamo che una tale lettura della realt\u00e0 viene oggi bollata con i termini dispregiativi di delirio complottista e oscurantismo antiscientifico e relegata fra le leggende metropolitane o nella cosiddetta subcultura reazionaria e antimoderna.<\/p>\n<p>Quest&#8217;ultima accusa, in particolare, non ci turba minimamente e anzi la accogliamo volentieri: s\u00ec, siamo antimoderni, se la modernit\u00e0 \u00e8 quell&#8217;insieme di religione del progresso illimitato, di rozzo e arrogante materialismo, di disprezzo per la tradizione, per la spiritualit\u00e0, per tutto ci\u00f2 che \u00e8 nobile puro e disinteressato (laddove i cattivi maestri Marx e Freud insegnano che nulla v&#8217;\u00e8 di nobile e disinteressato, ma che tutto \u00e8 un gioco di potere e di sessualit\u00e0 aberrante).<\/p>\n<p>Ora, ritornando al nostro assunto iniziale, ci sembra che una conclusione &#8211; sia pure provvisoria &#8211; di segno positivo, potrebbe essere che il modo migliore per reagire alla massificazione delle coscienze e all&#8217;appiattimento degli intelletti, \u00e8 proprio quello di riscoprire il valore della sincerit\u00e0 con se stessi, l&#8217;orgoglio della propria unicit\u00e0, la giusta fierezza del porsi in maniera autonoma, critica e creativa nei confronti del reale.<\/p>\n<p>Ovunque si vedono persone che reagiscono in base a dei meri riflessi condizionati, scandalizzandosi davanti a tutto ci\u00f2 che turba le loro certezze preconfezionate e biascicando giaculatorie allorch\u00e9 odono mettere in dubbio quei ritornelli rassicuranti e conformisti che, ripetuti come dei mantra, sono divenuti per esse delle verit\u00e0 di fede, per quanto non si siano mai prese la briga di verificarne l&#8217;attendibilit\u00e0 in base a un qualche ragionamento personale.<\/p>\n<p>Lasciamo, dunque, che simili individui, merce all&#8217;ingrosso sul mercato della societ\u00e0 di massa e pecore belanti di un gregge totalmente deresponsabilizzato, si scandalizzino e si straccino le vesti come i farisei o i sacerdoti del Tempio, quando sentono una voce pensante fuori dal coro: \u00e8 inutile offrire strumenti di crescita personale a chi ha fermamente deciso di restare aggrappato a delle verit\u00e0 di comodo.<\/p>\n<p>Costoro non hanno mai provato la gioia di sentirsi vivi, di essere se stessi; nemmeno arrivano a immaginare quale entusiasmante esperienza potrebbe essere la loro vita, se cercassero di viverla realmente.<\/p>\n<p>Non \u00e8 a loro che ci rivolgiamo, ma ai coraggiosi viandanti in cammino lungo le strade faticose della consapevolezza.<\/p>\n<p>Ad essi vogliamo dire che non devono sentirsi soli, n\u00e9 scoraggiarsi: sono pi\u00f9 numerosi di quel che non credano, perch\u00e9 il loro passo \u00e8 silenzioso e viene sovrastato dal disordinato scalpiccio delle pecore belanti.<\/p>\n<p>Ma le pecore girano in tondo e non arrivano da nessuna parte; mentre loro, sia pur lentamente e pagando il prezzo dell&#8217;onest\u00e0 e della coerenza, si stanno avvicinando, poco a poco, alla meta pi\u00f9 importante di tutte: il ritorno a se stessi, il ritorno alla luminosa casa dell&#8217;essere.<\/p>\n<p>Coraggio, dunque, viandanti solitari: se aprite bene gli occhi, certamente vedrete brillare nel buio le fiammelle che serviranno a indicarvi la giusta via da tenere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Perch\u00e9 non siamo lieti di noi stessi? 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