{"id":27322,"date":"2012-01-18T08:06:00","date_gmt":"2012-01-18T08:06:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/01\/18\/la-morale-cristiana-per-nietzsche-ha-corrotto-e-avvelenato-lamore-per-la-vita\/"},"modified":"2012-01-18T08:06:00","modified_gmt":"2012-01-18T08:06:00","slug":"la-morale-cristiana-per-nietzsche-ha-corrotto-e-avvelenato-lamore-per-la-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/01\/18\/la-morale-cristiana-per-nietzsche-ha-corrotto-e-avvelenato-lamore-per-la-vita\/","title":{"rendered":"La morale cristiana, per Nietzsche, ha corrotto e avvelenato l\u2019amore per la vita"},"content":{"rendered":"<p>Nietzsche detestava il cristianesimo perch\u00e9 vedeva in esso una terribile aberrazione, un imperdonabile delitto contro la vita: pensava che la sua morale fosse interamente costruita sul risentimento e sul desiderio di rivincita dei deboli, dei malati, degli sconfitti nei confronti dei forti, dei sani e dei vittoriosi.<\/p>\n<p>Non era certo il solo a pensarla cos\u00ec, anzi diciamo che si trattava di una tentazione filologica abbastanza diffusa: si pensi al Carducci di \u00abAlle fonti del Clitumno\u00bb: all&#8217;innamorato della civilt\u00e0 di Grecia e di Roma, il cristianesimo faceva l&#8217;effetto di un rachitismo vitale, di un ripiegamento della vita su se stesa, di un tradimento nei confronti dei pi\u00f9 sani istinti, dei pi\u00f9 nobili appetiti dell&#8217;uomo, a cominciare dal sacrosanto diritto all&#8217;egoismo.<\/p>\n<p>E Nietzsche era filologo dalla pianta dei piedi alla radice dei capelli; il suo Zarathustra \u00e8 la creatura partorita da una mente filologica e di un animo estetizzante, a cominciare dal nome (perch\u00e9 non semplicemente Zoroastro, come dicono tutti?); il suo disprezzo per il cristianesimo \u00e8 di matrice filologica, viene dal disgusto di Plinio il Giovane nella famosa lettera a Traiano e viene dal sentimento libero, forte e guerriero della vita, cos\u00ec come erompe dai versi di Omero o dalle pagine di Cesare (ma non certo da Virgilio e meno ancora da Lucrezio), che trova insopportabile l&#8217;idea di una vita &quot;vera&quot; che sta al di l\u00e0, di un Dio personale che crea e governa il mondo.<\/p>\n<p>In pi\u00f9, Nietzsche \u00e8 figlio dell&#8217;Illuminismo ed \u00e8 figlio del Positivismo: dall&#8217;uno prende l&#8217;antipatia di Gibbon e di Voltaire per il cristianesimo in quanto religione eversiva del popolino e degli schiavi, contro il mondo aristocratico di Roma; dall&#8217;altro prende la fede radicale nell&#8217;aldiqua, nel progresso, nella scienza, nella realt\u00e0 fattuale.<\/p>\n<p>Per\u00f2 non si limita, come Carducci, a deprecare che la mansuetudine del cristianesimo abbia sento il sentimento virile della vita e l&#8217;idea dell&#8217;impegno attivo, civile e militare, nella dimensione terrena, per inseguire paradisi ultraterreni; egli \u00e8 anche figlio di Feuerbach e, a suo modo, persino di Marx: dal primo trae l&#8217;idea che Dio \u00e8 la proiezione, da parte dell&#8217;uomo, di quel che gli manca e che bisogna riscoprire l&#8217;\u00abhomo homini Deus\u00bb, la divinit\u00e0 dell&#8217;uomo in mezzo ai suoi simili, dall&#8217;altro l&#8217;idea della religione come oppio dei popoli, come inganno dei preti, come ciarlataneria e come bassa calunnia contro la dimensione concreta dell&#8217;esistenza.<\/p>\n<p>Il suo \u00e8 un vitalismo radicale ed emotivo, un \u00abdire s\u00ec alla vita\u00bb qualunque cosa essa ci riservi, incondizionatamente, virilmente, non una volta, ma infinite volte (la dottrina dell&#8217;Eterno ritorno dell&#8217;uguale), intendendo per &quot;vita&quot; il dato immediato e auto-evidente del nostro esserci, l&#8217;\u00abhinc et nunc\u00bb, il qui ed ora senza residui, senza rimpianti e senza illusioni ultraterrene.<\/p>\n<p>Che si tratti di illusioni, a dire il ero, Nietzsche non si prende il disturbo di dimostrarlo: lo afferma, puramente e semplicemente, con un tale vigore, con un tale impeto, con una tale insistenza, da far sospettare che si tratti pi\u00f9 di un tentativo di convincere se stesso, di tacitare i propri dubbi, che pure c&#8217;erano e non erano cosa da poco, se proprio dalla sua penna \u00e8 uscita una delle poesie pi\u00f9 intimamente religiose che siano mai state scritte, \u00abAl Dio ignoto\u00bb, la cui bellezza e profondit\u00e0 sono cos\u00ec struggenti, che ci piace riportarla qui di seguito per meglio far comprendere questo lato della sua personalit\u00e0:<\/p>\n<p>\u00abAncora, prima di partire \/ e volgere lo sguardo innanzi \/ solingo le mie mani levo \/ verso di Te, o mio rifugio, \/ a cui nell&#8217;intimo del cuore \/ altari fiero consacrai \/ ch\u00e9 in ogni tempo \/ la voce tua mi chiami ancora. \/\/ Segnato sopra questi altari \/ risplende il moto: &quot;Al Dio ignoto&quot;. \/ Suo sono, anche se finora \/ nella schiera degli empi son restato: \/ suo sono e i lacci sento, \/ che nella lotta ancor mi atterrano \/ e, se fuggire \/ volessi a servire mi piegano. \/ Conoscerti voglio, o Ignoto, \/ Tu, che mi penetri nell&#8217;anima \/ e mi percorri come un nembo, \/ inafferrabile congiunto! \/ Conoscerti voglio e servirti!\u00bb<\/p>\n<p>Invero, vi \u00e8 qualcosa di tragico nel fatto che un animo cos\u00ec intimamente religioso, come quello che ha scritto tali versi, sostenesse poi di aver voglia di lavarsi le mani ogni volta che veniva a contatto con un individuo religioso; e che abbia a tal punto frainteso, storpiato e reso irriconoscibile l&#8217;immagine di Cristo e il messaggio del cristianesimo, ottenebrato da un livore che non concede spazio a un reale confronto con i testi cristiani, con la storia e con la tradizione, ma che prende a bersaglio i luoghi comuni pi\u00f9 grossolani a superficiali della cultura radicale e massonica di fine Ottocento; di quella stessa cultura che, in Germania, aveva spinto il principe di Bismarck a scatenare la sua Kulturkampf, la sua \u00abbattaglia per la civilt\u00e0\u00bb contro la Chiesa cattolica, accusandola, illuministicamente, di tutti gli oscurantismi e di tutti i privilegi che apparivano cos\u00ec inaccettabili e anacronistici alla moderna coscienza europea.<\/p>\n<p>Nietzsche volle farsi l&#8217;Anticristo, ovvero la reincarnazione di Dioniso contro il Galileo, contro il portatore del lugubre vangelo della stanchezza, della rassegnazione e della negazione degli istinti vitali; ma che cosa, in sostanza, gli rimproverava? Di aver predicato l&#8217;amore fra gli uomini, la fratellanza in Dio, il perdono delle offese? Forse, a ben guardare, non tanto questo, ma il grave fraintendimento di quella dottrina che era stato fatto, nel corso della storia, da coloro che si dicono cristiani: e forse, anzi certamente, pi\u00f9 in ambito protestante, luterano e calvinista, che in ambito cattolico (egli stesso era figlio di un pastore luterano).<\/p>\n<p>Che una intelligenza brillante come la sua non sia resa conto di aver diretto i suoi strali contro il classico mulino a vento e non contro un nemico reale, \u00e8 uno di quei fatti che lasciano pensosi e che ricordano quanto sia facile, anche per la mente pi\u00f9 audace e vigorosa, scivolare su una buccia di banana, quando si perde il senso del limite e ci si abbandona orgogliosamente a una sapienza tutta umana e solamente umana, che esclude e rifiuta ogni legame con l&#8217;Assoluto, per rinchiudersi in se stessa e avviarsi all&#8217;inevitabile corto circuito.<\/p>\n<p>Questa, e solo questa, ci sembra essere la giusta chiave di lettura per capire il dramma di Nietzsche, la sua caduta, la sua follia: non le banali spiegazioni mediche legate a questa o quella malattia, ereditaria o no, ma l&#8217;aver suscitato in se stesso il massimo della potenza, della tensione e della volont\u00e0, in una tensione infinita verso la &quot;santit\u00e0&quot; della vita, negando ad esse il naturale sbocco verso la trascendenza: come dire, aver imprigionato delle forze pi\u00f9 che umane entro il fragile involucro di una mente umana finita e orgogliosa della propria finitezza.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, dunque, Nietzsche nel capitolo conclusivo di \u00abEcce homo\u00bb, l&#8217;ultima opera scritta prima di precipitare nella follia e il suo testamento spirituale (traduzione di Silvia Bortoli Cappelletto, Newton Compton, 1993, \u00a7\u00a7 7-8):<\/p>\n<p>\u00abSono stato compreso? Ci\u00f2 che mi divide, ci\u00f2 che mi mette da parte rispetto a tutto il resto dell&#8217;umanit\u00e0, \u00e8 di aver SCOPERTO la morale cristiana. Per questo avevo bisogno di una parola che avesse in s\u00e9 il senso di una sfida contro tutti. Non aver aperto prima gli occhi su questo punto \u00e8 secondo me la massima sozzura che l&#8217;umanit\u00e0 abbia sulla coscienza, \u00e8 l&#8217;autoinganno divenuto istinto, la fondamentale volont\u00e0 di NON vedere ogni avvenimento, ogni causa, ogni realt\u00e0, \u00e8 falsificazione &quot;in psychologicis&quot; fino al crimine. La cecit\u00e0 di fronte al cristianesimo \u00e8 il crimine &quot;par excellence&quot; &#8211; il CRIMINE CONTRO LA VITA&#8230; I millenni, i popoli, i primi e gli ultimi, i filosofi e le vecchiette &#8211; tolti cinque o sei istanti nella storia, io sono il settimo &#8211; su questo punto sono degni gli uni degli altri. Il cristiano \u00e8 stato fino ad oggi &quot;l&#8217;essere morale&quot;, un&#8217;impareggiabile curiosit\u00e0 &#8212; e, in quanto &quot;essere morale&quot;, pi\u00f9 assurdo, pi\u00f9 bugiardo, pi\u00f9 vanitoso, pi\u00f9 sconsiderato, PI\u00d9 DANNOSO A SE STESSO di quanto il maggior dispregiatore dell&#8217;umanit\u00e0 avrebbe mai potuto sognare. La morale cristiana &#8211; la pi\u00f9 maligna forma della volont\u00e0 di mentire, la vera Circe dell&#8217;umanit\u00e0: ci\u00f2 che essa ha CORROTTO: NON \u00e8 l&#8217;errore in quanto errore che mi fa inorridire qui, NON la mancanza millenaria di &quot;buona volont\u00e0&quot;, di disciplina, di decoro, di coraggio nelle cose dello spirito, che si svela la sua vittoria: &#8211; \u00e8 l&#8217;assenza di natura, \u00e8 il dato di fatto assolutamente orribile, che la CONTRO NATURA riceve i massimi onori proprio in quanto morale e in quanto legge, imperativo categorico, continua a restare sospesa sull&#8217;umanit\u00e0!&#8230; Sbagliare fino a questo punto, NON come singoli, NON come popolo, ma come umanit\u00e0!&#8230;. Aver imparato a disprezzare gli istinti primari della vita; aver FINTO la esistenza di un&#8217;&quot;anima&quot;, di uno &quot;spirito&quot;, per profanare il corpo; aver insegnato a vedere qualche cosa di impuro nel presupposto della vita, nella sessualit\u00e0; aver cercato nella pi\u00f9 profonda necessit\u00e0 della crescita, nel SEVERO egoismo (- e la parola stessa \u00e8 diffamatoria!), il principio del male; e avere visto al contrario il valore pi\u00f9 alto nel segno tipico del declino e della contraddittoriet\u00e0 degli istinti, cosa dico, il VALORE IN S\u00c9!&#8230; nel &quot;disinteresse&quot; e nell&#8217;&quot;amore del prossimo&quot; (- MALATTTIA del prossimo!)&#8230;. Come! L&#8217;umanit\u00e0 stessa \u00e8 in &quot;d\u00e9cadence&quot;? Lo \u00e8 stata sempre?, nella perdita di peso, nella &quot;spersonalizzazione&quot; &#8211; ci\u00f2 che \u00e8 certo \u00e8 che le hanno INSEGNATO a considerare come i valori pi\u00f9 alto soli i valori di &quot;d\u00e9cadence&quot;. La morale della rinuncia \u00e8 &quot;par exellence2 la morale della degenerazione, \u00e8 la constatazione &quot;io sono perduto&quot; tradotta nell&#8217;imperativo &quot;dovete perdervi tutti&quot; &#8211; e NON SOLO nell&#8217;imperativo!&#8230; Quest&#8217;unica morale che \u00e8 stata insegnata sinora, la morale della rinuncia sa s\u00e9 , tradisce una volont\u00e0 di morte, NEGA la vita nel suo principio fondamentale. &#8211; Resterebbe aperta qui una possibilit\u00e0, che non gi\u00e0 l&#8217;umanit\u00e0 sia degenerata, ma solo quella specie di uomo parassitario, il PRETE, che per mezzo della morale si innalzato, mentendo, fino a determinare i valori, &#8211; quello che ha trovato nella morale cristiana i suoi strumenti di POTERE. E in effetti questa \u00e8 la MIA opinione: i maestri, le guide dell&#8217;umanit\u00e0, i teologi tutti, sono stati anche tutti quanti &quot;d\u00e9cadents&quot;: PERCI\u00d2 la trasvalutazione di tutti i valori nel senso di un&#8217;ostilit\u00e0 alla vita, PERCI\u00d2 la morale&#8230; DEFINIZIONE DELLA MORALE: morale &#8211; idiosincrasia di &quot;de\u00e9cadents&quot;, con il secondo fine di vendicarsi DELLA VITA &#8211; e con successo. Attribuisco un VALORE a questa definizione. [&#8230;]<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 che sinora si \u00e8 chiamato &quot;verit\u00e0&quot;, \u00e8 stato riconosciuto come la forma pi\u00f9 dannosa, pi\u00f9 maligna, pi\u00f9 sotterranea della menzogna:; il santo pretesto di &quot;rendere migliore&quot; l&#8217;umanit\u00e0 come astuzia per SUCCHIARE la vita stessa, toglierle il sangue. Morale del VAMPIRISMO&#8230; Chi ha scoperto la morale ha scoperto con ci\u00f2 il non valore di tutti i valori ai quali si crede o si \u00e8 creduto; nei tipi umani pi\u00f9 venerati, e addirittura santi non vedo pi\u00f9 nulla di degno di stima, vedo la pi\u00f9 infausta specie di mostri, infausta, PERCH\u00c9 AFFASCINA&#8230; Il concetto di Dio inventato come contro concetto della vita, in esso \u00e8 ricondotto ad un&#8217;orribile unit\u00e0 tutto quanto \u00e8 dannoso, venefico, calunnioso, l&#8217;intera mortale ostilit\u00e0 alla vita! Il concetto di &quot;al di \u00e0&quot;, di &quot;mondo vero&quot;, inventati per togliere valore all&#8217;UNICO mondo esistente &#8211; per non lasciare alla nostra realt\u00e0 terrena alcuno scopo, alcuna ragione, alcun compito! Il concetto di &quot;anima&quot;, di &quot;spirito&quot;, e infine anche di &quot;anima immortale&quot;, inventati per disprezzare il corpo, per renderlo malato &#8211; &quot;santo&quot; &#8211; per opporre un&#8217;orribile leggerezza a tutte le cose che nella vita meritano seriet\u00e0, ai problemi del nutrimento, dell&#8217;abitazione, della dieta spirituale, della cura delle malattie, della pulizia, del tempo atmosferico! Invece della salute, la &quot;salvezza dell&#8217;anima&quot; &#8211; cio\u00e8 a dire una &quot;folie circulaire&quot; tra gli spasimi della penitenza e l&#8217;isteria della redenzione! Il concetto di &quot;peccato&quot;, inventato insieme a tutti i relativi strumenti di tortura, al concetto di &quot;libero arbitrio&quot;, per confondere gli istinti e fare della diffidenza contro gli istinti una seconda natura!Nel concetto di &quot;oblio di s\u00e9&quot;, del &quot;rinnegamento di s\u00e9&quot;, che \u00e8 il vero segno distintivo della &quot;d\u00e9cadence&quot;, l&#8217;essere SEDOTTI da quanto \u00e8 dannoso, il non-poter-pi\u00f9-trovare il proprio vantaggio, l&#8217;autodistruzione, fatti segno di valore in generale, del &quot;dovere&quot;, della &quot;sanit\u00e0&quot;, del &quot;divino&quot; nell&#8217;uomo! Infine &#8211; \u00e8 la cosa pi\u00f9 orribile nel concetto dell&#8217;uomo BUONO si \u00e8 preso partito per tutto ci\u00f2 che \u00e8 debole, , malato, malriuscito, sofferente, di tutto ci\u00f2 CHE \u00c8 DESTINATO AD ANDARE IN ROVINA -, la legge della SELEZIONE \u00e8 invertita, si \u00e8 trovato un ideale nel contrario di un uomo fiero e compiuto, che dice di s\u00ec, , che \u00e8 conscio del futuro &#8211; che garantisce il futuro, &#8211; d&#8217;ora in avanti questi \u00e8 chiamato IL CATTIVO&#8230; E tutto ci\u00f2 \u00e8 stato ritenuto MORALE! &quot;\u00c8crasez l&#8217;inf\u00e2me&quot;!\u00bb<\/p>\n<p>Queste parole, scritte solo pochi giorni prima della catastrofe mentale di Nietzsche, che si verific\u00f2 agli inizi di gennaio del 1889, possiedono una forza iconoclasta, una volutt\u00e0 di blasfemia, ma anche una povert\u00e0 di ragionamento, che ricordano certe pagine filosofeggianti del marchese De Sade, nelle quali il &quot;divino&quot; marchese espone la sua personale concezione del bene e del male e, soprattutto, del piacere dovuto a se stesso.<\/p>\n<p>Non a caso l&#8217;ultima frase \u00e8 la citazione, in francese, del famoso grido di guerra di Voltaire, \u00abschiacciate l&#8217;infame\u00bb, rivolto contro l&#8217;intolleranza e anche, indirettamente, contro la religione cristiana e la morale cattolica, dal filosofo illuminista identificate con quanto vi \u00e8 di pi\u00f9 turpe, di pi\u00f9 superstizioso e di pi\u00f9 oscurantista nella cultura europea.<\/p>\n<p>In effetti, Nietzsche si \u00e8 sempre sentito un figlio dell&#8217;Illuminismo; lo dice e lo ripete nel corso delle sue opere; di pi\u00f9: ha sempre professato una ammirazione incondizionata per i &quot;philosophes&quot;, per la chiarezza e limpidezza del pensiero francese, mentre ha sempre aspramente tuonato e ruggito contro il filisteismo tedesco, contro la limitatezza tedesca, contro l&#8217;ipocrisia tedesca; ha sempre visto in Lutero un pazzo monaco fanatico e in Leibniz, Kant ed Hegel dei sistematizzatori pedanti e stucchevoli, incapaci di tagliare il cordone ombelicale con la tradizione &#8211; cio\u00e8, in buona sostanza, con il tanto aborrito cristianesimo -, dei chiacchieroni senza originalit\u00e0 e senza audacia.<\/p>\n<p>Ma veniamo alle sue critiche alla religione cristiana.<\/p>\n<p>Se non ci trovassimo di fronte a uno dei pi\u00f9 forti pensatori del XIX secolo, la cui filosofia non cessa di tener desta l&#8217;attenzione e di suscitare discussioni e dibattiti, si stenterebbe a riconoscere dignit\u00e0 speculativa alle affermazioni apodittiche, legnose, generiche e palesemente emotive (evidenziato, quest&#8217;ultimo aspetto, dalla sintassi spezzata e dall&#8217;uso dei frequenti punti esclamativi e di altri segni d&#8217;interpunzione); cos\u00ec come si stenterebbe ad attribuire a Picasso certi disegni, certi schizzi, che pure alle aste d&#8217;arte vengono quotati per somme favolose, se non si pensasse a quell&#8217;altro Picasso, all&#8217;autore di alcune opere fondamentali della cultura pittorica novecentesca.<\/p>\n<p>\u00abQuandoque bonus dormitat Homerus\u00bb, dice Orazio nella sua \u00abArs poetica\u00bb: perfino il buon Omero, talvolta, sonnecchia; e \u00abNeque semper arcum tendit Apollo\u00bb (sempre Orazio, stavolta nelle \u00abOdi\u00bb), Apollo non sta tutto il santo giorno a tendere l&#8217;arco con la freccia incoccata: e perch\u00e9 no, anche il buon vecchio Nietzsche non si pu\u00f2 dire che sia sempre perfettamente sveglio e in forma, qualche volta si lascia andare a buttar gi\u00f9 cose che persino un qualunque studentello di filosofia potrebbe contestargli, per mancanza di rigore logico.<\/p>\n<p>Certo, in questa pagina Nietzsche tira le somme di molti anni di riflessioni e di scritti sul tema della morale, e particolarmente della morale cristiana; resta il fatto che non argomenta, non discerne, appiattisce tutto e confonde tutto in un unico minestrone: non distingue nemmeno tra cristianesimo come dottrina e cristianit\u00e0 come insieme dei cristiani, con il loro comportamento pi\u00f9 o meno coerente, pi\u00f9 o meno fedele nei confronti di tale dottrina; n\u00e9 distingue tra il cristianesimo delle diverse epoche, in particolare tra quello medievale e quello contemporaneo.<\/p>\n<p>A Torino, pochi mesi prima che vi giungesse Nietzsche, si era spento San Giovanni Bosco, il santo dei ragazzi e del sorriso: per poco i due uomini non si erano incontrati; possibile che il filosofo tedesco non avesse mai conosciuto, non avesse mai saputo dell&#8217;esistenza di cristiani della statura morale, della forza e della letizia di un Don Bosco, del quale tutto si pu\u00f2 dire, tranne che fosse un &quot;decadente&quot; e un odiatore della vita?<\/p>\n<p>Qui ci sembra che si annidi uno dei nodi centrali del moderno dibattito sul cristianesimo e anche uno dei pi\u00f9 gravi malintesi, che esso sia voluto, oppure no.<\/p>\n<p>Il cristianesimo \u00e8 una dottrina religiosa e morale: pu\u00f2 piacere o non piacere, ma non si ha il diritto di confonderlo con la cristianit\u00e0; e questo \u00e8 un principio metodologico che riteniamo valido nei confronti di ogni religione e di ogni ideologia.<\/p>\n<p>Davvero, dopo aver letto il Vangelo, si possono onestamente condividere gli sferzanti, beffardi giudizi di Nietzsche sulla morale cristiana; o non si dovrebbe piuttosto pensare che egli avesse in mente certe distorte interpretazioni di essa, certe vere e proprie patologie di taluni cristiani, che poco hanno compreso del&#8217;autentico senso del Vangelo?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nietzsche detestava il cristianesimo perch\u00e9 vedeva in esso una terribile aberrazione, un imperdonabile delitto contro la vita: pensava che la sua morale fosse interamente costruita sul<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[107,117,148,234],"class_list":["post-27322","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-cattolicesimo","tag-dio","tag-friedrich-nietzsche","tag-roma"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27322","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27322"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27322\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27322"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27322"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27322"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}