{"id":27321,"date":"2011-02-17T09:50:00","date_gmt":"2011-02-17T09:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/02\/17\/la-donna-emancipata-e-intelligente-e-la-peggiore-compagna-possibile-per-luomo\/"},"modified":"2011-02-17T09:50:00","modified_gmt":"2011-02-17T09:50:00","slug":"la-donna-emancipata-e-intelligente-e-la-peggiore-compagna-possibile-per-luomo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/02\/17\/la-donna-emancipata-e-intelligente-e-la-peggiore-compagna-possibile-per-luomo\/","title":{"rendered":"La donna emancipata e intelligente \u00e8 la peggiore compagna possibile per l\u2019uomo?"},"content":{"rendered":"<p>Abbiamo gi\u00e0 avuto occasione di riflettere su quel che succede quando la donna, con tutta la seduzione del suo fascino, esercita un influsso malefico sul suo compagno di vita, castrandone le energie profonde e rendendogli difficile anche la semplice esistenza quotidiana (cfr. l&#8217;articolo \u00abQuando la donna \u00e8 il cattivo genio dell&#8217;uomo (e di se stessa)\u00bb, apparso sul sito di Arianna Editrice in data 09\/07\/2008; naturalmente esiste anche la situazione opposta, e pure di essa ci siamo a suo tempo occupati).<\/p>\n<p>In particolare, avevamo preso come caso esemplare di tale situazione la vicenda di August Strindberg e della sua bella e problematica moglie, l&#8217;attrice Siri von Essen. Ma colui che pi\u00f9 di ogni altro ha saputo vedere per tempo l&#8217;avanzare di questa nuova figura femminile, la donna emancipata e nevrotica, freddamente egoista, che non sa fare dono di s\u00e9 ad alcuno, n\u00e9 aprirsi al mistero della maternit\u00e0, e che, tutta protesa all&#8217;affermazione del proprio ego, semina dolore e amarezza introno a s\u00e9, \u00e8 stato Friedrich Nietzsche, che di Strindberg fu estimatore ed amico, sia pure solo per via epistolare.<\/p>\n<p>Nietzsche aveva sperimentato sulla propria pelle tutta la carica distruttiva di questa donna &quot;moderna&quot; che usa la propria bellezza per farsi strada e che lusinga l&#8217;uomo per servirsene e procedere oltre; l&#8217;aveva sperimentata nel disastroso incontro con Lou Salom\u00e9, l&#8217;ambiziosa e colpevolmente leggera ebrea russa che, dopo averlo illuso e canzonato alle spalle con il falso amico Paul R\u00e9e, sarebbe stata pi\u00f9 tardi l&#8217;amante del poeta Rainer Maria Rilke e una delle maggiori allieve di Freud.<\/p>\n<p>Ne abbiamo gi\u00e0 parlato a suo tempo (\u00abSe una donna ambiziosa non pu\u00f2 eccellere cerca il trionfo nell&#8217;umiliare chi \u00e8 pi\u00f9 grande di lei\u00bb, apparso su Arianna il 04\/11\/2008), per cui non riapriremo il discorso in termini meramente biografici: del resto, molto \u00e8 gi\u00e0 stato detto in proposito, forse anche troppo.<\/p>\n<p>Ci interessa piuttosto, liberandoci da un biografismo troppo riduttivo, riflettere sulle idee di Nietzsche a proposito di questo nuovo tipo femminile; un tipo che uno scrittore ancora pi\u00f9 acuto di lui, Dostojevskij, aveva gi\u00e0 incontrato qualche decennio prima (nella persona della giovanissima Apollinarija Suslova), e che aveva rappresentato in tanti enigmatici ritratti delle sue eroine o piuttosto delle sue anti-eroine, a cominciare dalla indecifrabile Polina de \u00abIl giocatore\u00bb, fino alla imperiosa Katerina Ivanovna de \u00abI fratelli Karamazov\u00bb.<\/p>\n<p>Cos\u00ec scrive Friedrich Nietzsche in \u00abEcce homo\u00bb (\u00abPerch\u00e9 scrivo libri cos\u00ec buoni\u00bb, 5; in: F. Nietzsche, \u00abL&#8217;Anticristo. Crepuscolo degli idoli. Ecce homo. La volont\u00e0 di potenza\u00bb, Roma, Newton Compton Editori, 1989, pp. 259-60):<\/p>\n<p>\u00ab&#8230;Bisogna essere ben fermi IN SE STESSI, bisogna essere valorosamente saldi sulle proprie gambe, altrimenti non si PU\u00d2 amare affatto. E lo sanno troppo bene le femminette: non sanno cosa farsene degli uomini disinteressati, semplicemente obiettivi&#8230; Posso azzardare a questo proposito la presunzione di CONOSCERE le femminette? Fa parte della mia dote dionisiaca. Chiss\u00e0? Forse sono il primo psicologo dell&#8217;Eterno Femminino. Mi amano tutte &#8211; una vecchia storia; escluse le femmine FALLITE, le &quot;emancipate&quot;, a cui manca la capacit\u00e0 di fare bambini &#8211; Per fortuna non ho intenzione di farmi sbranare: la donna perfetta sbrana quando ama&#8230; Conosco queste amabili Menadi. Ah, che perfetta, sotterranea, strisciante piccola belva! E con tutto ci\u00f2 piacevole! Una piccola donna che insegue la sua vendetta manderebbe all&#8217;aria anche il destino &#8211; La donna \u00e8 indicibilmente pi\u00f9 cattiva dell&#8217;uomo, e pi\u00f9 intelligente; la bont\u00e0 della donna \u00e8 gi\u00e0 una forma di DEGENERAZIONE&#8230; In fondo a tutte le cosiddette &quot;anime belle&quot; c&#8217;\u00e8 un malessere fisiologico &#8211; non voglio dire tutto, altrimenti diventerei medi-cinico. La lotta per l&#8217;UGUAGLIANZA dei diritti \u00e8 addirittura un sintomo di malattia: ogni medico lo sa. &#8211; La donna, quanto pi\u00f9 \u00e8 donna, si difende a pugni e calci contro i diritti in generale: lo stato di natura, l&#8217;eterna GUERRA &#8211; tra i sessi e la pone di gran lunga al primo posto -. Si \u00e8 saputo comprendere la mia definizione di amore? \u00c8 l&#8217;unica che sia degna di un filosofo &#8211; Amore &#8211; nei suoi mezzi, la guerra; nel suo fondo, l&#8217;odio mortale tra i sessi&#8230; Qualcuno ha udito la mia risposta alla domanda: come si CURA, come si &quot;redime&quot; una donna? Le si fa fare un bambino. La donna ha bisogno di bambini, l&#8217;uomo \u00e8 sempre soltanto strumento: cos\u00ec parl\u00f2 Zarathustra. &quot;Emancipazione della donna&quot; \u00e8 l&#8217;odio istintivo della donna MANCATA, cio\u00e8 inidonea alla procreazione, verso la donna realizzata, la lotta contro &quot;l&#8217;uomo&quot; \u00e8 sempre soltanto strumento, pretesto, tattica. Mentre SI innalzano , rispetto alla donna, a &quot;donna in s\u00e9&quot;, a &quot;donna superiore&quot;, a &quot;idealista&quot;, vogliono ABBASSARE la condizione generale della donna; non c&#8217;\u00e8 mezzo pi\u00f9 sicuro della cultura ginnasiale, i pantaloni e i diritti politici della mandria. In fondo le donne emancipate sono le ANARCHICHE nel mondo dell&#8217;Eterno Femminino, quelle finite male, il cui istinto pi\u00f9 baso \u00e8 la vendetta. Un&#8217;intera categoria dell&#8217;&quot;idealismo&quot; pi\u00f9 maligno &#8211; che d&#8217;altra parte si presenta anche negli uomini, ad esempio in Henrik Ibsen, questa tipica vecchia zitella &#8211; ha lo scopo di CONTAMINARE la buona coscienza, la natura, nell&#8217;amore sessuale&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>E nella \u00abVolont\u00e0 di potenza\u00bb, 27 (ed. cit., pp. 338-39):<\/p>\n<p>\u00abCosima Wagner \u00e8 la sola donna di stile elevato che ho imparato a conoscere; ma le faccio carico di aver ROVINATO Wagner. Come \u00e8 potuto accadere questo? Lui non &quot;meritava&quot; una donna simile: per riconoscenza SI VOT\u00d2 a lei. &#8211; Il &quot;Parsifal&quot; di Wagner fu innanzitutto e originariamente un accondiscendere del gusto di Wagner agli istinti cattolici della moglie, la figlia di Liszt, una sorta di gratitudine e di devozione da parte di una creatura pi\u00f9 fragile, pi\u00f9 fragile e pi\u00f9 tormentata verso una che era capace di dare protezione e coraggio, vale a dire verso una pi\u00f9 forte, pi\u00f9 limitata: &#8211; in fondo un atto di quell&#8217;eterna VILT\u00c0 dell&#8217;uomo nei riguardi di ogni &quot;eterno-femminino&quot;. Forse che tutti i grandi artisti non sono stati ROVINATI da donne adoranti? Quando queste scimmie irragionevolmente vanitose e sensuali &#8211; perch\u00e9 tali sono nella quasi totalit\u00e0 &#8211; vivono per la prima volta e in strettissima vicinanza l&#8217;IDOLATRIA che la donna \u00e8 capace di suscitare in casi simili con tutti i suoi pi\u00f9 bassi e pi\u00f9 elevati desideri, allora \u00e8 ormai la fine: l&#8217;ultimo residuo di critica, di disprezzo di s\u00e9, di modestia e pudore di fronte a ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 grande \u00e8 svanito: da quel momento in poi sono capaci di ogni DEGENERAZIONE. &#8211; Questi artisti che nel periodo pi\u00f9 acerbo e pi\u00f9 forte della loro evoluzione avevano sufficienti motivi per disprezzare in blocco i loro sostenitori, questi artisti divenuti taciturni diventano irrimediabilmente la vittima di quel primo amore INTELLIGENTE (- o meglio di ogni donna che sia sufficientemente intelligente da DARSI intelligentemente a ci\u00f2 che di pi\u00f9 personale \u00e8 dell&#8217;artista, &quot;da comprendere&quot; la sua sofferenza, &quot;da amarlo&quot;&#8230;).\u00bb<\/p>\n<p>Per concludere, sempre in un appunto de \u00abLa volont\u00e0 di potenza\u00bb, il numero 175, con lapidaria asciuttezza (ibidem, p. 383):<\/p>\n<p>\u00abNoi amiamo le donne quanto pi\u00f9 ci sono estranee. AIMER LES FEMMES INTELLIGENTES EST UN PLAISIR DE P\u00c9D\u00c9RASTE.\u00bb<\/p>\n<p>Un Nietzsche irrimediabilmente misogino, dunque, spaventato dalle donne intelligenti e perci\u00f2 miseramente aggrappato all&#8217;immagine rassicurante della donna tutta casa e figli; un Nietzsche, magari, ancora sanguinante per le ferite dell&#8217;affaire Salom\u00e9?<\/p>\n<p>Sono molti gli elementi che ci suggeriscono di scartare come rozza e superficiale una simile interpretazione.<\/p>\n<p>Quando si citano le idee di Nietzsche sulla donna, e particolarmente sulla moderna, bisogna citarle tutte, e non solo quelle che fanno comodo alla Vulgata democratica e femminista per propalare l&#8217;immagine di un filosofo paralizzato dalla propria timidezza e reso perci\u00f2 aggressivo e sprezzante dalla propria paura dell&#8217;altro sesso.<\/p>\n<p>Tanto per cominciare, osserviamo che non vi \u00e8 disprezzo per la donna nei brani citati: vi \u00e8 una idea della donna che si pu\u00f2 condividere o meno, ma non vi \u00e8 nulla di sprezzante verso di essa, a differenza dei tanti nietzschiani pasticcioni, uno dei quali, il nostro Filippo Tommaso Marinetti, nel suo \u00abManifesto futurista\u00bb del 1909, afferma, evidentemente dopo aver fatto una indigestione di quello \u00abZarathustra\u00bb che non era in grado di capire minimamente, di cantare il disprezzo della donna, sentendosi cos\u00ec pure lui &#8211; c&#8217;\u00e8 chi si accontenta di poco &#8211; un po&#8217; Superuomo.<\/p>\n<p>Ma, dicevamo, Nietzsche bisogna leggerlo tutto, prima di credere d&#8217;aver capito e prima di sbilanciarsi a trarre conclusioni forse indebite e frettolose.<\/p>\n<p>In \u00abUmano, troppo umano\u00bb, ad esempio (Parte settima, 377, 378; da: F. Nietzsche, \u00abOpere\u00bb, Roma, Newton Compton, 1993, vol. 12 (1870\/1881, p. 648), scrive queste parole da cui traboccano rispetto, delicatezza, ammirazione e imparzialit\u00e0:<\/p>\n<p>\u00abLA DONNA PERFETTA. &#8211; La donna perfetta \u00e8 un tipo di umanit\u00e0 pi\u00f9 alto dell&#8217;uomo perfetto, e anche qualcosa di molto pi\u00f9 raro. La zoologia offe un mezzo per rendere verosimile questa proposizione.<\/p>\n<p>AMICIZIA E MATRIMONIO. &#8211; Il migliore amico avr\u00e0 anche la moglie migliore, perch\u00e9 un buon matrimonio si basa sula disposizione al&#8217;amicizia.\u00bb<\/p>\n<p>Come si vede, l&#8217;atteggiamento di Nietzsche verso la questione della emancipazione femminile pu\u00f2 piacere o non piacere, ma non \u00e8 sprezzante: egli \u00e8 convinto che, in effetti, tale emancipazione sfocer\u00e0 in un abbassamento, e non in un innalzamento, della condizione della donna, considerata da un punto di vista generale e non solo limitatamente a questo o quell&#8217;aspetto dell&#8217;esistenza, e ci\u00f2 particolarmente nella sfera interiore.<\/p>\n<p>In effetti, si potrebbe considerare l&#8217;intera impostazione del &quot;problema&quot; della emancipazione femminile come una delle molte facce dell&#8217;avvento del regno della quantit\u00e0, tipico dell&#8217;era moderna, a discapito della qualit\u00e0; come caratteristica espressione di quel materialismo secondo il quale, ottenute migliori condizioni materiali di esistenza, ne dovr\u00e0 conseguire necessariamente un benessere complessivo; di quel democraticismo in base al quale il conseguimento di sempre nuovi diritti o, quanto meno, la loro solenne e pomposa enunciazione, significano &quot;eo ipso&quot; una promozione sociale, culturale ed umana.<\/p>\n<p>Tuttavia, sviluppare questo genere di considerazioni ci porterebbe piuttosto lontano dal nostro assunto iniziale, per cui non procediamo oltre in tale direzione, ma torniamo a Nietzsche e all&#8217;altro aspetto della questione che egli pone sul tappeto: se, cio\u00e8, la donna &quot;intelligente&quot;, libera, emancipata, indipendente, sia da considerarsi come una compagna ideale per l&#8217;uomo e particolarmente per l&#8217;uomo di genio; o non, piuttosto, come la maggiore sciagura che si potrebbe abbattere su quest&#8217;ultimo.<\/p>\n<p>Nietzsche non solo risponde affermativamente alla seconda alternativa, ma si spinge anche oltre. Lo abbiamo visto; per lui, un uomo che ricerca l&#8217;amore di una donna &quot;intelligente&quot; \u00e8, sostanzialmente, un omosessuale che non sa di esserlo: una lettura psicologica che, ironia della sorte, crediamo sarebbe piaciuta a Lou Salom\u00e9, almeno dopo che ella si fu convertita al Verbo psicanalitico, diventando una delle pi\u00f9 apprezzate discepole e collaboratrici di Freud.<\/p>\n<p>Resta da vedere che cosa possa diventare, sessualmente parlando, una donna del genere, cio\u00e8 una donna che possiede tutto per attrarre a s\u00e9 proprio gli uomini meno virili: nel migliore dei casi, una seminatrice di sofferenza, per gli altri e, in fondo, anche per se stessa. Le lettere private in cui Nietzsche parla di Lou Salom\u00e9, dopo la rottura con lei, indicano che egli aveva le idee chiare in proposito: ma non solo, come si usa dire, \u00abper fatto personale\u00bb, dal momento che mostrano una capacit\u00e0 di riflessione molto pi\u00f9 ampia di tale problematica.<\/p>\n<p>Ebbene, che cosa pensare di questo secondo aspetto della riflessione del filosofo tedesco sulla questione della donna &quot;intelligente&quot;?<\/p>\n<p>Ci siamo permessi di mettere fra virgolette questa espressione, perch\u00e9 profondamente persuasi che si farebbe un torto troppo grave alla lucidit\u00e0 ed alla chiarezza di idee del filosofo tedesco, se si pensasse che egli aveva una tale opinione della donna intelligente &quot;tout-court&quot;; mentre abbiamo visto che, nei confronti del tipo femminile superiore, egli nutriva una stima e una ammirazione incondizionate, al punto da riconoscerne l&#8217;eccellenza rispetto al tipo maschile superiore.<\/p>\n<p>No: la donna &quot;intelligente&quot; di cui parla Nietzsche non \u00e8, semplicemente, la donna dotata di un&#8217;alta capacit\u00e0 di comprensione, di ragionamento e di analisi, bens\u00ec la donna che rivolge queste potenzialit\u00e0 in senso distruttivo per se stessa e per gli altri; che non sa farne uso, se non per tormentarsi e tormentare; che rimane chiusa nel cerchio stregato di una intelligenza sterile, prigioniera del proprio orgoglio, incapace di donarsi e, soprattutto, incapace di aprirsi al mistero di una nuova vita, di cui ella \u00e8 depositaria: in breve: la donna moderna che, per dirla con Oswald Spengler, al posto dei figli ha solo dei &quot;problemi&quot;.<\/p>\n<p>In altre parole, Nietzsche ci ricorda che l&#8217;intelligenza \u00e8 una qualit\u00e0 a doppio taglio e che essa, di per s\u00e9, non garantisce l&#8217;equilibrio, e tanto meno la felicit\u00e0, a coloro cui \u00e8 data in dono; e che, nella difficile e delicatissima dialettica fra i due sessi che egli, per paradosso, chiama &quot;guerra&quot; (ma non senza un fondo di verit\u00e0, che i nietzschiani a un tanto il chilo, come i D&#8217;Annunzio o i Marinetti, non potevano cogliere, se non nell&#8217;aspetto pi\u00f9 esteriore e fuorviante), l&#8217;incontro di una dominatrice intelligenza femminile con una sottomessa sensibilit\u00e0 maschile non potr\u00e0 che portare a entrambi i sessi infelicit\u00e0 e dissipazione dei tesori della mente e del cuore.<\/p>\n<p>Tuttavia, non vogliamo tentare di nasconderlo, vi \u00e8 un ulteriore elemento, nell&#8217;analisi psicologica delineata da Nietzsche, che potrebbe non piacere ai raffinati ed ipocriti palati moderni: l&#8217;aver messo l&#8217;accento sulla sensualit\u00e0 della donna e sulla tendenza di lei a &quot;divorare&quot; il maschio, specialmente se questi le si abbandona totalmente &quot;grato&quot;, ossia inerme e fiducioso.<\/p>\n<p>A prescindere dal fatto che la &quot;gratitudine&quot;, in un sano rapporto affettivo e sessuale, dovrebbe esistere nei due sensi (veramente disastroso \u00e8 l&#8217;atteggiamento dell&#8217;uomo che, come Wagner, si sente indegno dell&#8217;amore della propria donna, e passa perci\u00f2 la vita a cercare di &quot;sdebitarsi&quot; con lei per averlo scelto), alle moderne femministe e ai loro amici maschi &quot;progressisti&quot; e &quot;illuminati&quot; non viene in mente che il riconoscimento di tale dimensione non \u00e8 indice, di per se stesso, di alcun disprezzo nei confronti della donna e che, se essi ne traggono questa conclusione, forse \u00e8 perch\u00e9 non sanno misurarsi con il problema ulteriore che tale analisi pone.<\/p>\n<p>Il problema ulteriore \u00e8 il seguente: posto che la natura della donna sia pi\u00f9 sensuale di quella dell&#8217;uomo (contrariamente a ci\u00f2 che sostengono le due Vulgate opposte e complementari, la femminista e la maschilista) e posto che ella tende a fagocitare il maschio che le si consegni disarmato per pura gratitudine: tanto la donna che l&#8217;uomo sapranno ritrovarsi su di un piano di autentica comprensione e reciproco completamento, facendo s\u00ec che quegli aspetti della femminilit\u00e0 siano adeguatamente controbilanciati da una sufficiente energia virile da parte dell&#8217;uomo?<\/p>\n<p>Abbiamo visto che Nietzsche, in proposito, non \u00e8 del tutto pessimista: secondo lui, anzi, esiste una strada sicura che conduce all&#8217;unione felice fra l&#8217;uomo e la donna, e che tale strada \u00e8 l&#8217;amicizia. E, quando si porta la relazione tra i due sessi sul piano dell&#8217;amicizia, una amicizia, beninteso, che includa e non escluda tutto il resto, a cominciare dalla sessualit\u00e0, si ragiona in termini di innalzamento e di arricchimento reciproco fra uomo e donna, non certo di abbassamento.<\/p>\n<p>Con buona pace di tutte le femministe che, donne mancate, blaterano di emancipazione per mascherare la loro inadeguatezza in quanto donne; e di tutti gli uomini &quot;progressisti&quot;, &quot;democratici&quot; e &quot;libertari&quot;, che, quando le seguono nei loro vaneggiamenti, tentano spesso, forse inconsciamente, di nascondere a s\u00e9 e agli altri il loro problema inconfessabile: l&#8217;omosessualit\u00e0 repressa che provoca in loro una &quot;falsa coscienza&quot;, nel senso sveviano di &quot;cattiva coscienza&quot;.<\/p>\n<p>Questo, crediamo, ha voluto dire Nietzsche a proposito della donna &quot;intelligente&quot; ed emancipata e a proposito della sua relazione con l&#8217;uomo: e ci sembra che, anche in questo caso, abbia saputo cogliere con estrema lucidit\u00e0 una dinamica psicologia che \u00e8 tipica della modernit\u00e0 inoltrata.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo gi\u00e0 avuto occasione di riflettere su quel che succede quando la donna, con tutta la seduzione del suo fascino, esercita un influsso malefico sul suo<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[148],"class_list":["post-27321","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-friedrich-nietzsche"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27321","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27321"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27321\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27321"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27321"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27321"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}