{"id":27319,"date":"2022-05-11T10:13:00","date_gmt":"2022-05-11T10:13:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/05\/11\/nietzsche-e-lateismo-odierno-una-nuova-prospettiva\/"},"modified":"2022-05-11T10:13:00","modified_gmt":"2022-05-11T10:13:00","slug":"nietzsche-e-lateismo-odierno-una-nuova-prospettiva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/05\/11\/nietzsche-e-lateismo-odierno-una-nuova-prospettiva\/","title":{"rendered":"Nietzsche e l&#8217;ateismo odierno: una nuova prospettiva"},"content":{"rendered":"<p>Abbiamo gi\u00e0 visto che l&#8217;ateismo \u00e8 un assurdo logico e che quindi nessuno \u00e8 veramente ateo; nondimeno possiamo considerare l&#8217;ateismo come una categoria storica nella quale rientrano le persone che hanno deciso di chiudere i conti con il Dio dei loro padri, ossia &#8212; dal momento che si tratta di un fenomeno occidentale &#8212; con il Dio cristiano (vedi l&#8217;articolo: <em>L&#8217;ateismo come fuga dalla responsabilit\u00e0 personale<\/em>, pubblicato sul sito dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 28\/04\/02). Nelle societ\u00e0 pre-industriali si \u00e8 sempre trattato di un fenomeno assolutamente marginale riguardante singoli individui, mai gruppi consistenti; solo a partire dagli inizi della modernit\u00e0 si nota un suo graduale diffondersi, peraltro sempre in ambito urbano e in coincidenza con circostanze economiche, sociali e culturali particolari, che segnano una rottura col passato: per esempio nella Parigi del secolo XVII, specie al tempo del Re Luigi XIV, e limitatamente alle classi colte. \u00c8 solo a partire dalla fine del 1700, in particolare con la Rivoluzione francese, che l&#8217;ateismo comincia a diventare un fenomeno sociale diffuso: al punto che Robespierre sent\u00ec il dovere di contrastarlo, dichiarando sprezzantemente che <em>l&#8217;ateismo \u00e8 aristocratico<\/em>, come dire che non c&#8217;era posto per gli atei nel nuovo ordine sociale, che avrebbe dovuto fondarsi sul culto dell&#8217;Essere Supremo, di cui egli voleva farsi il sommo sacerdote.<\/p>\n<p>Sotto la duplice influenza esercitata dalla Rivoluzione francese sul piano ideologico e politico, e dalla Rivoluzione industriale su quello economico-sociale, l&#8217;ateismo, nel corso del XIX secolo, si diffonde in Europa a macchia d&#8217;olio; un po&#8217; pi\u00f9 tardi negli Stati Uniti, dove, per\u00f2, il pi\u00f9 rapido sviluppo industriale vedr\u00e0 una fulminea &quot;rimonta&quot; dell&#8217;ateismo nelle grandi citt\u00e0 delle due coste alla fine del secolo, l\u00ec dove tuttora si \u00e8 saldamente radicato, mentre l&#8217;interno del Paese rimane fondamentalmente legato al culto cristiano e ai suoi valori; una spaccatura che si pu\u00f2 fotografare anche in termini politici: democratiche le due coste e repubblicana l&#8217;America &quot;profonda&quot;, cio\u00e8 gli Stati agricoli del Sud, del West e del Midwest. In Europa l&#8217;ateismo \u00e8 assai pi\u00f9 diffuso ad Ovest che ad Est (nonostante quest&#8217;ultimo abbia vissuto settant&#8217;anni di persecuzioni anticristiane ad opera del comunismo di Stato), pi\u00f9 nelle aree metropolitane che nei piccoli centri e pi\u00f9 fra le classi alte che fra quelle popolari. In ogni caso, in Occidente sono andate al potere delle minoranze fanaticamente atee e materialiste, le quali stanno portando avanti un&#8217;agenda esplicitamente anticristiana (mentre non si sognano nulla del genere verso gl&#8217;immigrati di religione islamica), al punto che ormai sentenze di tribunale e leggi parlamentari hanno stabilito che leggere in pubblico certi passi del Nuovo Testamento, specialmente delle lettere di san Paolo, nei quali si parla del peccato contro natura, \u00e8 un reato del codice penale e chi lo commette \u00e8 meritevole di andare in prigione. Al tempo stesso, tacitamente, si fa capire ai cristiani, specialmente ai cattolici, che la loro presenza non \u00e8 gradita e che farebbero meglio a sparire: ad esempio si lascia che decine di chiese vengano vandalizzate, incendiate, profanate, rinunciando a compiere delle serie indagini per individuare i responsabili &#8211; tutto il contrario di ci\u00f2 che fanno le autorit\u00e0 quando ad essere prese di mira sono le moschee o le sinagoghe.<\/p>\n<p>Dunque, l&#8217;ateismo. \u00c8 difficile capire fino a che punto esso sia entrato veramente nell&#8217;orizzonte morale e spirituale delle persone comuni; probabilmente assai meno di quel che si creda e certamente assai meno di quel che le classi dirigenti vorrebbero; diversamente, non si spiega perch\u00e9 queste debbano accanirsi a livello legislativo per inculcarlo e &quot;rieducare&quot; cos\u00ec le masse in senso massonico, deista e sincretista, sempre con la scusa del &quot;dialogo&quot; quale valore normativo e quale obiettivo supremo. Piuttosto, si deve credere che la maggior parte delle persone, pur non essendo giunte all&#8217;acquisizione di un ateismo ideologico, vivano immerse in un&#8217;atmosfera di ateismo pratico; non negano l&#8217;esistenza di Dio, per\u00f2 vivono come se Dio non ci fosse, come se la sua esistenza non le riguardasse per niente. E questa forma di ateismo spiccio \u00e8, per molti aspetti, ancor pi\u00f9 insidiosa dell&#8217;ateismo ideologico; perch\u00e9 da quest&#8217;ultimo, basato su convinzioni in qualche modo ragionate, si pu\u00f2 uscire, modificando il proprio giudizio; mentre dall&#8217;abitudine a vivere <em>etsi Deus non daretur<\/em>, come diceva Bonhoeffer, non nasce affatto una forma di fede religiosa pi\u00f9 <em>adulta<\/em> e <em>matura<\/em>, che rifiuta l&#8217;idea del &quot;Dio tappabuchi&quot;, bens\u00ec nasce solo una sorta di apatia e d&#8217;indifferenza nei confronti del sacro, del divino e del soprannaturale che porta ad un restringimento immanentistico e materialistico nella percezione del reale.<\/p>\n<p>Ci sembra interessante ripensare la questione dell&#8217;ateismo contemporaneo partendo da una riflessione del Nietzsche maturo, quello del periodo in cui componeva lo <em>Zarathustra<\/em> (e prima, quindi, del periodo che precede il suo tracollo psichico, che gi\u00e0 si preannuncia nelle opere degli ultimi anni, come <em>Ecce homo<\/em> e <em>L&#8217;Anticristo<\/em>), ossia la seguente (in: <em>Nachgelassene Fragmente<\/em>, <em>1884-1885<\/em>, tr. in <em>Frammenti postumi 1884-1885<\/em>, vol. VII, tomo III, in: F. Nietzsche, <em>Dizionario delle idee<\/em>, a cura di Federica Montevecchi, Roma, Editori Riuniti, 1999, p. 45):<\/p>\n<p><em>Il contrasto fra ateismo e teismo NON \u00e8 fra &quot;verit\u00e0&quot; e &quot;falsit\u00e0&quot;, bens\u00ec consiste nel fatto che noi non ci permettiamo pi\u00f9 un&#8217;ipotesi CHE AGLI ALTRI PERMETTIAMO ANCORA VOLENTIERI (e anche qualcosa di pi\u00f9!). L&#8217;UOMO RELIGIOSO \u00c8 L&#8217;UNICO TIPO DI UOMO COMUNE TOLLERABILE: noi VOGLIAMO che il popolo diventi religioso, per non sentirne nausea: come adesso, che la vista delle masse \u00e8 nauseante<\/em>.<\/p>\n<p>Come si vede, la questione dell&#8217;ateismo \u00e8 vista qui da Nietzsche in relazione al livello evolutivo delle persone: e, piuttosto che un ateismo militante, ma fondato sulla banalit\u00e0 e sulla pi\u00f9 radicale inconsapevolezza, egli preferisce apertamente un atteggiamento di fede, che almeno ha il vantaggio di fondarsi sulla tradizione di una civilt\u00e0 e di un popolo. Quindi egli non pone la questione in una prospettiva teologica, ma psicologica: e osserva che, nelle condizioni date della societ\u00e0 di massa, l&#8217;uomo religioso \u00e8 il solo tipo di uomo comune <em>tollerabile<\/em>. Ferma cio\u00e8 restando la sua divisione della societ\u00e0 in individui superiori e inferiori, che qui pudicamente chiama &quot;uomini comuni&quot;, egli asserisce che mentre il tipo comune ateo d\u00e0 la nausea, il tipo comune religioso ha una sua dignit\u00e0 e una sua seriet\u00e0, e pu\u00f2 essere &quot;tollerato&quot; dagli uomini superiori, i quali, ovviamente, hanno ormai archiviato, e da tempo, la questione dell&#8217;esistenza o meno di Dio. Si noti infatti che, quando Nietzsche parla della morte di Dio, non sta parlando, in effetti, che della morte della coscienza di Dio negli uomini: non sta perci\u00f2 facendo un&#8217;asserzione di tipo teologico, per la quale non vede il motivo d&#8217;impegnarsi, dato che \u00e8 per lui una questione ormai &quot;risolta&quot;, nel senso che dal punto di vista umano ha perduto ogni importanza, bens\u00ec un&#8217;asserzione di tipo psicologico: se ateismo deve essere, ed \u00e8 necessario che sia se si vuol propiziare l&#8217;affermazione dell&#8217;oltre-uomo, ebbene che sia un ateismo coerente e sostenuto dalla tavola dei nuovi valori, perch\u00e9, altrimenti, l&#8217;ateismo di massa \u00e8 qualcosa di repellente.<\/p>\n<p>Nietzsche parte da una giusta osservazione di tipo storico: l&#8217;ateismo si diffonde nella societ\u00e0 mano a mano che questa perde le sue strutture e le sue caratteristiche tradizionali e diviene una societ\u00e0 &quot;moderna&quot;, vale a dire una societ\u00e0 di massa. Molti antropologi e sociologi ci spiegano, con un certo sussiego, che la societ\u00e0 di massa \u00e8 quella in cui le masse sono divenute protagoniste della storia, ma questa \u00e8 ovviamente una grossa sciocchezza. Le masse, per definizione, non potranno essere mai e poi mai protagoniste di alcunch\u00e9, tanto meno della storia: la storia non la fanno, n\u00e9 la possono fare le masse, ma sempre e solo gl&#8217;individui eccezionali, in altre parole quelli che mirano a realizzare in se stessi il modello dell&#8217;oltre-uomo. D&#8217;altra parte, Nietzsche ha sempre ribadito che la natura stessa dell&#8217;uomo \u00e8 quella di un dover-essere, ricorrendo alla similitudine della corda sospesa fra due abissi: l&#8217;abisso dell&#8217;infra-umano e l&#8217;abisso del sovrumano. Nietzsche \u00e8 perfettamente consapevole che ci\u00f2 comporta un grosso rischio: quello cio\u00e8 che l&#8217;uomo, tentando di andare oltre se stesso, ma senza aver elaborato prima gli strumenti adatti e senza aver assunto la mentalit\u00e0 dell&#8217;&quot;uomo nuovo&quot;, ricada al di qua e al di sotto della propria natura, e perci\u00f2 dia luogo a qualche cosa che \u00e8 meno del&#8217;uomo e non qualche cosa di pi\u00f9. Egli \u00e8 cosciente di questo rischio, ma il rischio stesso lo attira per una forma misteriosa di fascinazione, quell&#8217;ebbrezza del <em>vivere pericolosamente<\/em> che tante volte viene citato, a sproposito, parlando della sua filosofia. La verit\u00e0 \u00e8 che Nietzsche, il quale tante volte ha rivendicato la propria ascendenza slava e ha detto tutto il male possibile dei tedeschi, dipingendoli come la quintessenza di tutto ci\u00f2 che \u00e8 pedestre, banale, ottuso e privo di fantasia, in questa attrazione per il &quot;rischio&quot; \u00e8 tipicamente tedesco, lo \u00e8 dalla cima dei capelli alla punta delle scarpe: vi \u00e8 quasi la volutt\u00e0 della notte degli d\u00e8i e dell&#8217;apocalittica cavalcata finale delle Walkirie in un mondo devastato , insomma la cieca volutt\u00e0 di rischiare il tutto per tutto in una partita che moti, troppi indizi lasciano pensare non possa finire bene per l&#8217;uomo. Eppure, Nietzsche \u00e8 stato elettrizzato, \u00e8 stato follemente attirato da questa prospettiva di rischio e di catastrofe, come lo sar\u00e0, dopo di lui, Spengler: si direbbe che per entrambi il compimento del &quot;destino&quot; sia in effetti una reminiscenza della mitologia germanica e della lotta finale fra gli d\u00e8i e le forze del caos, una lotta eroica nella quale gli d\u00e8i finiranno inesorabilmente per soccombere, e sia pure circonfusi da un&#8217;aura di gloria romantica.<\/p>\n<p>Ora, l&#8217;avvento della societ\u00e0 di massa segna l&#8217;affermazione definitiva dell&#8217;uomo comune, di quell&#8217;inutile e ingombrante relitto del passato che \u00e8 l&#8217;uomo pedestre, pigro e conformista, ben deciso ad asserragliarsi intorno alle proprie illusorie certezze e a fare quadrato al riparo della sua &quot;morale da schiavi&quot;, propria del cristianesimo. Per Nietzsche, l&#8217;uomo cristiano \u00e8 il prototipo del&#8217;uomo comune: colui che ha abdicato, o forse non ha mai neppur intravisto, a qualunque sogno di grandezza, a ogni slancio generoso, e che ha fatto propria la morale del <em>ressentiment<\/em>, del rancore, del sospetto e della vendetta, ricevuta in eredit\u00e0 dall&#8217;ebraismo (ed \u00e8 inutile citare la sua personale avversione per l&#8217;antisemitismo e la rottura con il marito della sorella Elisabeth, che era un ardente antisemita: Nietzsche detestava dal profondo la mentalit\u00e0 giudica nella quale vedeva la quintessenza del risentimento e dell&#8217;odio contro la vita da parte dei deboli e degli anormali). Va da s\u00e9 che nella societ\u00e0 di massa, il tipo comune religioso \u00e8 quello che incarna pur sempre una tradizione, e che fino a quando rimane legato ad essa, conserva un legame organico con la terra e le generazioni passate. Il tipo comune ateo, invece, vale a dire l&#8217;ateo di massa, \u00e8 un concentrato delle peggiori qualit\u00e0 dell&#8217;uomo comune, perch\u00e9 nella massa, appunto, si disperde ogni residua forma di responsabilit\u00e0 individuale e perci\u00f2 ogni eventuale aspirazione ad un avvenire diverso, a un destino che non sia solamente e miseramente umano, ma che sia proiettato verso quella nuova forma di esperienza della vita che va sotto il nome di &quot;gaia scienza&quot;. Desiderare l&#8217;eterno ritorno dell&#8217;uguale, dire s\u00ec alla vita in tutte le sue forme, nel bene come nel male, per poter andare oltre, lui dice, il bene ed il male; poter sempre dire con fierezza: <em>\u00e8 questa dunque la vita? Ebbene, ancora, e ancora<\/em>, senza paura, n\u00e9 rimpianti o rimorsi, senza alcun pensiero di &quot;pesantezza&quot;, senza alcuna opacit\u00e0 esistenziale, ma trasformando ogni cosa, anche il peggior veleno, le sconfitte, le delusioni, in un progresso verso una sempre pi\u00f9 radicale accettazione della &quot;terra&quot;, vale a dire dei valori dell&#8217;immanenza e della gioia di essere sempre <em>qui e ora<\/em>, mai altrove, mai ieri o domani, ma sempre e solo qui e ora, in una radicale fedelt\u00e0 all&#8217;attimo e alla condizione contingente, proprio per poterla far saltare &quot;dall&#8217;interno&quot; e dischiudere cos\u00ec gli orizzonti dell&#8217;assoluto: tale \u00e8 il miraggio, si sarebbe tentati di dire la lucida follia, di Nietzsche. Se mai c&#8217;\u00e8 stato un pensatore che ha vissuto sino in fondo, sino all&#8217;ultima fibra del proprio essere e della propria vita terrena, i propri valori e la propria ansia di rinnovamento e di rinascita, quello \u00e8 stato Nietzsche &#8212; assieme a Kierkegaard, da lui cos\u00ec diverso come il giorno lo \u00e8 dalla notte, ma a lui cos\u00ec simile nella rivolta contro la &quot;massa&quot; e nella tensione del singolo individuo verso l&#8217;assoluto, sebbene un assoluto di tutt&#8217;altro genere, e cio\u00e8 radicalmente trascendente e non radicalmente immanente.<\/p>\n<p>Arrivati a questo punto possiamo anche comprendere meglio il senso dell&#8217;osservazione di Nietzsche a proposito dell&#8217;ateismo. Il santo Curato d&#8217;Ars diceva che basta lasciare un paese senza il suo prete per una ventina d&#8217;anni, e si vedrebbero le persone adorare le bestie, tanto \u00e8 profondo il bisogno di adorare qualunque cosa, anche la pi\u00f9 bassa e volgare, se viene a mancare la possibilit\u00e0 delle cose pi\u00f9 nobili ed elevate. A noi sembra che Nietzsche, pensatore dalla straordinaria intelligenza, e dalla radicale coerenza, avrebbe pienamente concordato con l&#8217;affermazione del santo Curato d&#8217;Ars: e tale aspetto era proprio ci\u00f2 che temeva e lo disgustava nel fenomeno piatto, banale, deprimente e volgare dell&#8217;ateismo divenuto un fenomeno di massa ed esibito con sciatta, grossolana indifferenza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo gi\u00e0 visto che l&#8217;ateismo \u00e8 un assurdo logico e che quindi nessuno \u00e8 veramente ateo; nondimeno possiamo considerare l&#8217;ateismo come una categoria storica nella quale<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[117,233],"class_list":["post-27319","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-dio","tag-rivoluzione-francese"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27319","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27319"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27319\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27319"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27319"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27319"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}