{"id":27318,"date":"2016-01-08T10:53:00","date_gmt":"2016-01-08T10:53:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/01\/08\/nietzsche-ha-amato-gli-uomini-dun-amore-grande-commovente-ma-sbagliato\/"},"modified":"2016-01-08T10:53:00","modified_gmt":"2016-01-08T10:53:00","slug":"nietzsche-ha-amato-gli-uomini-dun-amore-grande-commovente-ma-sbagliato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/01\/08\/nietzsche-ha-amato-gli-uomini-dun-amore-grande-commovente-ma-sbagliato\/","title":{"rendered":"Nietzsche ha amato gli uomini d\u2019un amore grande, commovente: ma sbagliato"},"content":{"rendered":"<p>Oggi specialmente \u00e8 assai di moda affermare che l&#8217;amore giustifica tutto, assolve tutto e si giustifica da s\u00e9 solo: che non esistono amori sbagliati, perch\u00e9 l&#8217;amore, se autentico e sincero, \u00e8 sempre buono e sempre degno del massimo rispetto. Che sia sempre degno del massimo rispetto, se autentico e sincero, non vi \u00e8 dubbio; che sia sempre buono, no. Dunque bisogna vedere che cosa si intende per buono. Ora, in tempi di relativismo trionfante, quali sono i nostri, &quot;buono&quot; \u00e8 diventato sinonimo di &quot;vero&quot;, e &quot;vero&quot;, a sua volta, sinonimo, o quasi, di &quot;reale, effettivo&quot;. Si entra cos\u00ec in un circolo vizioso: se una cosa \u00e8 reale, nel senso di concreta ed effettiva, diventa, per ci\u00f2 stesso, vera; e, una volta che sia divenuta tale, assurge allo statuto della bont\u00e0 intrinseca, come se fosse impossibile trovare in essa difetti, imperfezioni, o, peggio ancora, qualche cosa di intrinsecamente sbagliato, di intrinsecamente negativo.<\/p>\n<p>Friedrich Nietzsche, senza ombra di dubbio, ha amato gli uomini; lo provano non soltanto le circostanze della sua vita, ma anche il suo pensiero, a dispetto del fatto che qualche improvvido esegeta ne abbia fatto niente di meno che il profeta del nazismo. Tutta la sua vita, tutte le sue opere e tutto il suo pensiero ruotano intorno all&#8217;amore per l&#8217;uomo: un amore tenerissimo, sensibilissimo, quasi femmineo; eppure, nello stesso tempo &#8212; o, piuttosto, proprio per questo &#8212; un amore esigente, protervo, quasi tirannico: l&#8217;amore degli amanti delusi e frustrati, che non sono corrisposti e che non si sentono neppure capiti. Vi \u00e8 qualcosa di ingenuo, quasi di fanciullesco, nell&#8217;amore e nella tenerezza di Nietzsche verso gli uomini: s\u00ec, proprio verso gli uomini e non verso &quot;l&#8217;uomo&quot;, perch\u00e9 Nietzsche, nei confronti dell&#8217;uomo, \u00e8 stato di una durezza quasi inumana (e da l\u00ec, crediamo, hanno tratto origine certe letture fuorvianti, e persino aberranti, del suo pensiero); ma gli uomini concreti e reali, gli uomini della vita reale e quotidiana, quelli li amava, e li amava senza riserve, accettandoli cos\u00ec come sono, pur senza mai abbandonare il suo grande e folle sogno di trasformarli, di spronarli verso una mutazione antropologica, di far loro da levatrice affinch\u00e9 partorissero, finalmente, la nuova creatura, da lui tanto attesa e annunciata: il Superuomo.<\/p>\n<p>Al contrario di altri filosofi, che dicevano di amare l&#8217;uomo, ma che disprezzavamo gli uomini concreti (uno per tutti: Arthur Schopenhauer, persona bisbetica e cattiva, piena di astio e di livore contro gli uomini e le donne incontrati nella sua vita), Nietzsche diceva di amare gli uomini, o meglio, lo faceva dire al suo Zarathustra, ma non amava l&#8217;uomo, perch\u00e9 la sua piccolezza, la sua meschinit\u00e0, il suo opportunismo, lo disgustavano profondamente: era un misantropo rispetto all&#8217;umanit\u00e0, e una specie di santo nella vita di ogni giorno. Le vecchiette e le fruttivendole di Torino lo chiamavano proprio cos\u00ec, &quot;il santo&quot;: e la gente del popolo non s&#8217;inganna facilmente nel leggere ci\u00f2 che brilla nello sguardo di un uomo, specialmente se si tratta di un eccentrico professore tedesco piovuto in Italia, che non si sa bene di che cosa viva, che se ne va in giro sempre da solo, immerso nei suoi pensieri, e che, nondimeno, possiede un sorriso benevolo nei confronti dei suoi simili, allorquando se li trova concretamente davanti.<\/p>\n<p>Ma, ripetiamo, non \u00e8 solo la vita dell&#8217;uomo Nietzsche a testimoniare questo grande amore: \u00e8 soprattutto la sua opera, dalla quale si potrebbero estrarre decine e centinaia di frasi nelle quali esso \u00e8 proclamato e declinato, sempre e caparbiamente, a dispetto di tutto, incomprensioni, solitudine, fraintendimenti; un amore che ha in s\u00e9 qualche cosa di eroico nella sua purezza e nel suo evidente disinteresse, oltre che qualche cosa di fanciullesco, o forse entrambe le cose insieme.<\/p>\n<p>Proviamo a rileggerci una famosissima pagina del filosofo tedesco, tratta dal suo capolavoro (Friedrich Nietzsche, \u00abCos\u00ec parl\u00f2 Zarathustra\u00bb; traduzione dal tedesco di Liliana Scalero, Milano, Longanesi &amp; C., 1972, Parte prima, Introduzione, 4,\u00a0vol. 1, pp. 63-65):<\/p>\n<p><em>\u00abL&#8217;uomo \u00e8 una corda annodata fra l&#8217;animale e il Superuomo, una corda tesa sopra un abisso.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Un pericoloso andar dall&#8217;altra parte, un pericoloso met\u00e0-cammino, un pericoloso guardarsi indietro, un pericoloso rabbrividire e star fermi.<\/em><\/p>\n<p><em>Ci\u00f2 che v&#8217;\u00e8 di grande nell&#8217;uomo, \u00e8 che egli \u00e8 un ponte e non uno scopo: ci\u00f2 che si pu\u00f2 amare nell&#8217;uomo, \u00e8 che egli \u00e8 un passaggio e una caduta.<\/em><\/p>\n<p><em>Io amo coloro che non sanno vivere, anche se sono coloro che cadono, perch\u00e9 essi sono coloro che attraversano.<\/em><\/p>\n<p><em>Io amo i grandi spregiatori, perch\u00e9 sono i grandi adoratori, sono frecce di nostalgia verso l&#8217;altra riva.<\/em><\/p>\n<p><em>Io amo coloro che non soltanto dietro le stelle cercano una ragione per sacrificarsi e andare a fondo; ma che si sacrificano per la terra, affinch\u00e9 essa divenga un giorno propriet\u00e0 del Superuomo.<\/em><\/p>\n<p><em>Io amo colui che vive per conoscere, e che vuole conoscere perch\u00e9 un giorno il Superuomo possa vivere. E cos\u00ec vuole la propria distruzione.<\/em><\/p>\n<p><em>Io amo colui che lavora e inventa, in modo da costruire la casa per il Superuomo e preparare per lui la terra, l&#8217;animale e la pianta; perch\u00e9 cos\u00ec facendo vuole la propria distruzione.<\/em><\/p>\n<p><em>Io amo colui che ama la sua virt\u00f9: perch\u00e9 la virt\u00f9 \u00e8 volont\u00e0 di distruzione e freccia della nostalgia.<\/em><\/p>\n<p><em>Io amo colui che non serba in s\u00e9 una sola goccia del proprio spirito, al contrario, vuole essere interamente lo spirito della propria virt\u00f9: e cos\u00ec passer\u00e0 come spirito sopra il ponte.<\/em><\/p>\n<p><em>Io amo colui che della propria virt\u00f9 fa la propria inclinazione e il suo stesso destino: cos\u00ec, per amore della sua virt\u00f9, vorr\u00e0 ancora vivere, e al tempo steso non pi\u00f9 vivere.<\/em><\/p>\n<p><em>Io amo colui che non vuole avere troppe virt\u00f9. Una virt\u00f9 vale pi\u00f9 di due virt\u00f9, perch\u00e9 essa \u00e8 doppiamente un nodo a cui si attacca il destino.<\/em><\/p>\n<p><em>Io amo colui che spreca la propria anima, che non vuole ringraziamenti, e che non restituisce nulla: perch\u00e9 egli dona sempre e non vuole conservarsi.<\/em><\/p>\n<p><em>Io amo colui che si vergogna quando il dado cade in modo favorevole a lui, e si chiede: &quot;Sono forse un baro?&quot;, giacch\u00e9 egli vuole andare a fondo.<\/em><\/p>\n<p><em>Io amo colui che getta parole d&#8217;oro davanti alle sue azioni e mantiene sempre di pi\u00f9 di ci\u00f2 che ha promesso: perch\u00e9 egli vuole la propria distruzione.<\/em><\/p>\n<p><em>Io amo colui che giustifica quelli che verranno e assolve quelli che sono tramontati: poich\u00e9 egli vuole andare a fondo a causa degli uomini del presente. Io amo colui che castiga il proprio Dio perch\u00e9 lo ama, giacch\u00e9 egli perir\u00e0 per la collera del suo Dio.<\/em><\/p>\n<p><em>Io amo colui la cui anima resta profonda anche nella ferita e pu\u00f2 essere distrutto anche da un piccolo avvenimento, perch\u00e9 cos\u00ec andr\u00e0 volentieri all&#8217;altro capo del ponte.<\/em><\/p>\n<p><em>Io amo colui la cui anima \u00e8 tropo ricca, s\u00ec che egli dimentica se stesso e tutte le cose che sono in lui: in tal guisa tutte le cose diverranno la sua distruzione.<\/em><\/p>\n<p><em>Io amo colui che \u00e8 libero di spirito e di cuore: poich\u00e9 la sua testa sdar5\u00e0\u00f2 soltanto il viscere del suo cuore; il suo cuore, tuttavia, lo spinger\u00e0 verso, la rovina.<\/em><\/p>\n<p><em>Io amo tutti coloro che sono come gocce pesanti che cadono a una a una dalla nera nube che sovrasta l&#8217;uomo: essi annunciano che sta per venire il fulmine e periscono come annunciatori. Vedete, io sono un annunciatore del fulmine:, sono una di quelle gocce che cadono dalla nube: quel fulmine si chiama Superuomo.\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Da queste frasi emerge che la dottrina del Superuomo si coniuga, e si compenetra, con una spinta verso l&#8217;amore radicato e profondo nei confronti degli uomini; che non \u00e8 affatto quella dottrina verbosa e astratta, vagamente allucinata, che si potrebbe immaginare (o forse lo \u00e8, ma non \u00e8 soltanto questo, anzi, lo \u00e8 solo in misura marginale); che il Superuomo \u00e8, per Nietzsche, la veste scintillante che gli uomini devono indossare per medicare le loro ferite e per riconciliarsi con la vita.<\/p>\n<p>Insomma, quello di Nietzsche \u00e8 un nuovo Vangelo: e lui \u00e8 non solo il profeta, ma proprio il Cristo di questo Lieto Annuncio; e lo diciamo senza la bench\u00e9 minima intenzione ironica o, tanto meno, blasfema, ma ben consapevoli della contraddizione in ci\u00f2 insita, contraddizione, del resto, che non \u00e8 del lettore, ma dell&#8217;autore, cio\u00e8 di Nietzsche medesimo. Se non si colloca, o non si riporta, il pensiero di Nietzsche, e specialmente la dottrina del Superuomo (e quella dell&#8217;Eterno ritorno, che le \u00e8 intimamente e inseparabilmente collegata) entro questo contesto naturalmente religioso, ovviamente &quot;religioso&quot; nel senso pi\u00f9 ampio del termine, si rischia di non capirne veramente nulla. Lo ripetiamo: Nietzsche \u00e8 un pensatore religioso, \u00e8 un teologo, anche se alla rovescia; e non stiamo facendo un mero gioco di parole, ma cerchiamo di esprimere la cifra fondamentale del suo intero sforzo speculativo.<\/p>\n<p>E adesso torniamo alla domanda iniziale: si possono amare gli uomini in maniera sbagliata? Che cosa vuol dire amare in modo sbagliato? Qual \u00e8, dunque, il modo &quot;giusto&quot; di amare? Rispondiamo anzitutto a questa domanda: il modo giusto di amare gli uomini \u00e8 quello che consiste nel rispettare la loro profonda umanit\u00e0; e, nello stesso tempo, nel sostenerli nella realizzazione del bene. Tuttavia, per sapere cosa sia il bene dell&#8217;uomo, bisogna, ancor prima, sapere cosa sia l&#8217;uomo. Nietzsche non d\u00e0 mai, a quanto ne sappiamo, una definizione soddisfacente dell&#8217;uomo: si serve, per lo pi\u00f9, di perifrasi poetiche, definendolo, ad esempio, &quot;colui che deve essere superato&quot;, &quot;una corda&quot;, &quot;un ponte sospeso sull&#8217;abisso&quot;: belle e suggestive espressioni, senza dubbio, ma assai poco soddisfacenti quanto alla precisione del pensiero. Un filosofo non pu\u00f2 giocare sul vago: le cose non definite si ritorcono contro di lui, si lasciano interpretare da chiunque (e da lui stesso), volta a volta, nel senso che meglio si presta a quella particolare circostanza o a quella specifica affermazione. Dunque, ci incombe l&#8217;onere della definizione; e lo definiamo cos\u00ec: <em>l&#8217;uomo \u00e8 una persona, un soggetto cosciente e intelligente, dotato di volont\u00e0 e capace di operare per dei fini disinteressati<\/em>. L&#8217;animale (salvo l&#8217;animale che si sia umanizzato, mediante la consuetudine con l&#8217;uomo) non \u00e8 capace di azione disinteressata; quanto alla volont\u00e0 e all&#8217;intelligenza, la questione \u00e8 opinabile; quanto alla coscienza, questa, a quanto ne sappiamo, \u00e8 una prerogativa dell&#8217;uomo, almeno se la si estende all&#8217;ambito dell&#8217;autocoscienza, cio\u00e8 alla capacit\u00e0 di riflettere su se stessa.<\/p>\n<p>E qual \u00e8 il bene di questo essere, di questa persona? Realizzare tutte le sue potenzialit\u00e0 positive, ossia tutte quelle che promuovono ed inverano la sua natura cosciente, intelligente, volitiva ed etica (l&#8217;azione disinteressata). Ma l&#8217;uomo non \u00e8 una monade smarrita nell&#8217;universo; \u00e8 una creatura immersa <em>in situazione<\/em>, ossia in una rete di relazioni con altre creature e con altri enti, con i quali condivide una parte del suo orizzonte esistenziale e della sua esperienza di vita, direttamente o indirettamente, materialmente o idealmente; \u00e8 un essere sociale, che trova la propria realizzazione in mezzo ai suoi simili e, per quanto possibile, anche con tutte le altre creature e con tutti gli altri enti di natura spirituale superiore (i demoni, ad esempio, sono di natura spirituale, ma inferiore). Dunque, il bene dell&#8217;uomo non pu\u00f2 essere da lui perseguito ciecamente ed egoisticamente: il suo bene deve accordarsi ed armonizzarsi con il bene di tutti gli altri, altrimenti non sar\u00e0 vero bene, ma apparenza menzognera di bene. Sar\u00e0 un qualche bene piccolo e meschino, non il Bene. Il Bene \u00e8 il bene di tutti e di ciascuno, infallibilmente e simultaneamente. Parliamo, naturalmente, del bene morale: sul piano fisico, \u00e8 difficile sostenere che il bene della zanzara sia in armonia con colui che viene punto da essa; anche se, su di un piano biologico ed ecologico pi\u00f9 vasto, la cosa appare del tutto comprensibile e quasi scontata. Insomma: nessuno pu\u00f2 realizzare il proprio bene a danno degli altri e contro gli altri; se lo fa, quel che egli andava perseguendo non era il Bene, ma un bene ingannevole e limitato, da lui scambiato per il vero Bene.<\/p>\n<p>Ed eccoci di nuovo a Nietzsche. Egli ama gli uomini e desidera sinceramente di vederli realizzati: ma lo pu\u00f2 veramente? Ha saputo riconoscerli per quel che sono, e accettarli davvero? Non ha forse egli visto in loro dei Superanimali, dotati di forza, coraggio e sprezzo del pericolo, ma scarsi di umana comprensione, piet\u00e0 e compassione? Non ha egli visto in loro la futura &quot;bestia bionda&quot;, l&#8217;animale da preda, aristocratico e vorace, che si aggira in mezzo al gregge degli uomini deboli e comuni, come un lupo o un leone in mezzo agli agnelli? Queste idee, Nietzsche le esprime nella \u00abGenealogia della morale\u00bb, del 1887, cio\u00e8 dopo lo \u00abZarathustra\u00bb: ma sono implicite fin dall&#8217;inizio&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi specialmente \u00e8 assai di moda affermare che l&#8217;amore giustifica tutto, assolve tutto e si giustifica da s\u00e9 solo: che non esistono amori sbagliati, perch\u00e9 l&#8217;amore,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[98,148],"class_list":["post-27318","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-arthur-schopenhauer","tag-friedrich-nietzsche"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27318","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27318"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27318\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27318"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27318"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27318"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}