{"id":27317,"date":"2015-11-04T12:23:00","date_gmt":"2015-11-04T12:23:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/11\/04\/nietzsche-e-il-proletariato-come-classe-impossibile\/"},"modified":"2015-11-04T12:23:00","modified_gmt":"2015-11-04T12:23:00","slug":"nietzsche-e-il-proletariato-come-classe-impossibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/11\/04\/nietzsche-e-il-proletariato-come-classe-impossibile\/","title":{"rendered":"Nietzsche e il proletariato come classe impossibile"},"content":{"rendered":"<p>Da quando esiste la scuola pubblica, anzi, da quando esiste una opinione pubblica, ci \u00e8 sempre stato detto e ripetuto che uno dei meravigliosi progressi della modernit\u00e0, rispetto all&#8217;<em>Ancien r\u00e9gime<\/em>, \u00e8 consistito nel superamento della societ\u00e0 per ordini e nella sua sostituzione con la societ\u00e0 per classi: e ci\u00f2 come conseguenza, diretta o indiretta, della Rivoluzione industriale.<\/p>\n<p>Di fatto, la Rivoluzione industriale ha prodotto <em>una<\/em> nuova classe sociale: il proletariato operaio; e che ci\u00f2 sia stato un progresso indiscutibile, rispetto ai lavoratori agricoli presenti all&#8217;interno del vecchio ceto borghese, o Terzo stato, \u00e8 tutto da dimostrare. In ogni caso, la classe operaia \u00e8 sempre stata presentata come un fattore progressivo, rispetto al feudalesimo (magari ignorando il fatto che, quando comparve la prima, il secondo era gi\u00e0 scomparso da alcuni secoli): queste &quot;lettura&quot; \u00e8 sempre stata condivisa da liberali e marxisti, singolare convergenza delle due ideologie dominanti della modernit\u00e0, storicamente nemiche. Sul piano politico. I liberali volevano dimostrare che il progresso aveva favorito anche le masse; i marxisti, che lo sfruttamento dei lavoratori su scala industriale aveva permesso loro di forgiare le armi per la loro stessa liberazione. Due ideologie del Progresso, che avevano e hanno molte pi\u00f9 cose in comune di quanto comunemente si creda (cos\u00ec come si assomigliano pi\u00f9 di quel che appaia lo Stato liberale e lo Stato comunista: entrambi basati, a ben guardare, su un fondo di totalitarismo ideologico, consistente nel negare il contributo al progresso medesimo di qualunque opposizione <em>vera<\/em>).<\/p>\n<p>A quanto pare, nessuno &#8212; n\u00e9 allora, n\u00e9, tanto meno, oggi &#8212; ha osato sollevare la domanda pi\u00f9 radicalmente scomoda dal punto di vista del politicamente corretto; se, cio\u00e8, la classe operaia sia davvero una classe, o se non sia, per caso, una classe &quot;impossibile&quot;: un aggregato casuale e strumentale di individui atomizzati, senza radici, senza identit\u00e0, senza appartenenza ideale, senza pi\u00f9 retroterra sociale, senza valori civili o religiosi: pura carne da lavoro, da pagarsi a un tanto il chilo, come bestiame, e da sfruttare senza alcun riguardo, come si sfruttano i buoi o i cavali da tiro, anzi, in maniera ancor pi\u00f9 &quot;scientifica&quot; e sistematica, perch\u00e9 il contadino, di solito, prova un certo affetto per i suoi animali da lavoro, che sono anche i suoi compagni di fatica, mentre il capitalista moderno non ha la bench\u00e9 minima considerazione dell&#8217;operaio di fabbrica o del minatore, non li vede nemmeno, alla lettera, perch\u00e9 vive in un altro mondo, e la fabbrica o la miniera, per lui, sono solo un&#8217;appendice dei suoi pi\u00f9 vasti interessi finanziari, della speculazione, delle spregiudicate manovre di borsa, e ad un simile capitalista l&#8217;operaio interessa quanto le api di un alveare interessano all&#8217;apicoltore, forse anche meno.<\/p>\n<p>Eppure, a denunciare la &quot;impossibilit\u00e0&quot; della classe operaia non si \u00e8 levato alcun economista, alcun pensatore politico, alcun sociologo, ma solo un filosofo che aveva anche l&#8217;anima del poeta: il buon vecchio Nietzsche; s\u00ec, proprio lui, il profeta del Superuomo e dell&#8217;Eterno ritorno dell&#8217;uguale; lui, il pensatore aristocratico, il banditore della Volont\u00e0 di potenza, lo spregiatore del socialismo e di ogni forma di populismo, l&#8217;odiatore delle masse, del loro &quot;risentimento&quot;, del loro istinto gregario e pecorile, della loro pretesa di essere divenute, chi sa come, le protagoniste del progresso e della storia, solo perch\u00e9 la vita moderna le aveva scaraventate al centro della scena.<\/p>\n<p>Le espressioni che egli adopera per denunciare lo stato di sfruttamento, di alienazione, di abbrutimento degli operai, ridotti al ruolo di veri e propri schiavi del capitalismo avanzato, sono pi\u00f9 dure e sferzanti di quelle mai usate da Marx e dai suoi seguaci; ma un eguale disprezzo, anzi, se possibile ancora pi\u00f9 grande, egli lo rivolge appunto ai leader socialisti, che di quel gregge, di quelle mandrie, di quelle masse abbrutite e disorganizzate e caotiche, senza dignit\u00e0, senza rispetto di se stesse, ridotte alla pura lotta perla sopravvivenza, avrebbero voluto fare niente meno che le armate con le quali instaurare il regno universale del livellamento, dell&#8217;appiattimento e della servit\u00f9 generalizzata, imposte direttamente dallo Stato medesimo.<\/p>\n<p>Scriveva dunque Friedrich Nietzsche in \u00abAurora. Pensieri sui pregiudizi morali\u00bb (titolo originale: \u00abMoregenr\u00f6the\u00bb; traduzione dal tedesco di Fabrizio Desideri, Roma, Newton Compton, 1981, libro terzo, 206):<\/p>\n<p><em>\u00abLA CLASSE IMPOSSIBILE. &#8212; Povero, lieto e indipendente! &#8212; queste cose insieme sono possibili, &#8211; e agli operai, della schiavit\u00f9 della fabbrica, non saprei dire niente di meglio, posto che essi non avvertano in generale come un&#8217;INFAMIA il venir ADOPERATI in tal modo, ed \u00e8 quel che accade, come ingranaggi di una macchina e, per cos\u00ec dire, come tappabuchi dell&#8217;umana arte dell&#8217;invenzione! Puah! Credere che attraverso un salario pi\u00f9 elevato possa esser cancellata la sostanza della loro miseria, cio\u00e8 la loro condizione di impersonale asservimento. Puah! Lasciarsi convincere che attraverso un potenziamento di questa impersonalit\u00e0 si possa, all&#8217;interno del congegno meccanico di una nuova societ\u00e0, trasformare in virt\u00f9 l&#8217;infamia della schiavit\u00f9. Puah! Avere un prezzo, per il quale non si \u00e8 pi\u00f9 persone, ma si diviene ingranaggi! Non siete voi i cospiratori, nell&#8217;attuale follia delle nazioni che vogliono anzitutto produrre il pi\u00f9 possibile ed essere il pi\u00f9 possibile ricche? Starebbe a voi presentare il conto: quali grandi somme di valore INTERIORE vengono gettate per un tale obiettivo esteriore! Ma dov&#8217;\u00e8 il vostro valore interiore, se non sapete pi\u00f9 cosa voglia dire respirare liberamente? Se non avete neppure un poco, voi stessi, in vostro potere? Se troppo spesso avete disgusto di voi stessi come di una bevanda stantia? Se prestate ascolto al giornale e sbirciate il vostro vicino, eccitati dal rapido salire e discendere di potenza, denaro e opinioni? Se non avete pi\u00f9 fiducia nella filosofia che si veste di stracci, nella franchezza di chi \u00e8 senza bisogni? Se per voi \u00e8 divenuta motivo di scherno la volontaria e idillica povert\u00e0, la mancanza di professione e di matrimonio, quale dovrebbe proprio confarsi ai pi\u00f9 spirituali tra voi? Non risuona sempre, invece, ai vostri orecchi, il piffero dei socialisti acchiappa topi, che vi vogliono eccitare con assurde speranze? Che vi ordinano di essere PRONTI e niente altro che questo, pronti dall&#8217;oggi al domani, cosicch\u00e9 non facciate altro che aspettare qualcosa dall&#8217;esterno e per il resto viviate come avete finora vissuto &#8212; sinch\u00e9 questa attesa non divenga fame e sete e febbre e follia, e alla fine sorga il giorno della &quot;bestia triumphans&quot; in tutta la sua maestosit\u00e0? Invece ognuno dovrebbe pensare dentro di s\u00e9: &quot;Meglio emigrare, in selvagge e fresche regioni del mondo cercar di divenir padrone e, soprattutto, padrone di me stesso; cambiando luogo finch\u00e9 continua a ammiccarmi un qualche segno di schiavit\u00f9; non scansare l&#8217;avventura e la guerra e per i casi peggiori tenersi pronto alla morte; purch\u00e9 finisca questa indecente condizione di schiavit\u00f9, purch\u00e9 cessi questo inacidirsi e invelenirsi e questo fare i cospiratori!&quot;. Questo sarebbe il giusto modo di pensare: gli operai in Europa d&#8217;ora innanzi dovrebbero dichiararsi COME CLASSE una impossibilit\u00e0 umana, e non solo, come per lo pi\u00f9 avviene, come qualcosa di duramente e inopportunamente organizzato; essi dovrebbero introdurre nell&#8217;alveare europeo l&#8217;epoca dei grandi sciami migratori, quali finora non si erano mai visti, e, attraverso questa azione di libert\u00e0 di emigrazione in grande stile, protestare contro la macchina, contro il capitale e contro la scelta che adesso li minaccia, quella cio\u00e8 di DOVERE diventare o schiavi dello Stato o schiavi di un partito sovversivo. Che possa alleggerirsi di un quarto dei suoi abitanti! Ad essa e a loro il cuore si far\u00e0 pi\u00f9 leggero! Solo nella lontananza, nelle imprese di entusiaste spedizioni di colonizzatori si riconoscer\u00e0 con precisione quanta buona ragione e equit\u00e0, quanta sana diffidenza la madre Europa abbia incarnato nei suoi figli, &#8211; questi figli che non potevano pi\u00f9 sopportare di restare accanto a lei, la vecchia donna ammuffita, e correvano il rischio di diventar cipigliosi, irascibili e avidi di godimento come lei. Le virt\u00f9 dell&#8217;Europa con questi operai se ne andranno in giro al di fuori dell&#8217;Europa; e ci\u00f2 che all&#8217;interno della patria cominciava a degenerare in pericoloso scontento e in delinquenziale inclinazione, al di fuori di essa acquister\u00e0 una selvaggia e bella naturalezza e si chiamer\u00e0 eroismo. &#8212; Cos\u00ec, alla fine, ritornerebbe di nuovo un&#8217;aria pi\u00f9 pura anche nella vecchia Europa, adesso sovrappopolata e tutta intenta a covare dentro di s\u00e9: Che manchino pure, allora, le &quot;forze del lavoro&quot;! Forse si rifletter\u00e0 allora sul fatto che ci si \u00e8 abituati a tanti bisogni solo dal momento in cui divenne cos\u00ec FACILE soddisfarli, &#8211; e alcuni bisogni si torner\u00e0 di nuovo a disimpararli! Forse allora si faranno venir qui dei CINESI: e questo porterebbe con s\u00e9 il modo di vivere e di pensare che conviene a laboriose formiche. Anzi, essi potrebbero nel complesso aiutare a infondere nel sangue di questa inquieta Europa, che si sta logorando, qualcosa della calma e contemplativit\u00e0 asiatica, e &#8212; cosa di cui c&#8217;\u00e8 maggiormente necessit\u00e0 &#8212; qualcosa della asiatica RESISTENZA e STABILIT\u00c0.\u00bb<\/em><\/p>\n<p>\u00c8 questo, confessiamolo, un Nietzsche un po&#8217; inedito e simpaticamente scapigliato, un po&#8217; Jack London e un po&#8217; Bakunin; addirittura profetico quando parla dell&#8217;immigrazione degli stranieri, che verranno chiamati a rimpiazzare i ranghi vuoti dell&#8217;Antico Continente; ma terribilmente inattuale quando invoca una sorta di fuga di massa dalla vecchia Europa per un quarto dei suoi abitanti, quei milioni di operai che si abbrutiscono in un lavoro alienante, e che i pifferai magici del socialismo vorrebbero far marciare verso una impossibile rivoluzione la quale, ben che vada, metter\u00e0 lo Stato al posto del capitalista nel serrare le loro catene.<\/p>\n<p>Singolarmente acuta anche la sua critica ai leader socialisti, i quali, alla &quot;classe&quot; dei lavoratori di fabbrica, domandano solo di tenersi pronta, cio\u00e8 di attendere il momento favorevole per scatenare la rivoluzione: aspettandolo dall&#8217;esterno. In quell&#8217;aspettare un ordine che deve venire dall&#8217;alto, dai capi socialisti, dalle circostanze favorevoli, sta tutta la beffa e si rivela tutta la disonest\u00e0 intellettuale del socialismo: che non sprona gli operai di fabbrica a divenire uomini, a rivendicare fin d&#8217;ora la loro dignit\u00e0 di esseri umani, il loro rifiuto del giogo servile, appunto perch\u00e9, in realt\u00e0, quel che vogliono \u00e8 di poter dirigere quelle masse abbrutite, continuando a far leva sui loro istinti gregari, sulla loro perdita di autonomia, dignit\u00e0 e capacit\u00e0 di discernimento dei loro veri interessi. Il socialismo non vuole incoraggiare gli operai a pensare con la loro testa: vuole inquadrarli, perch\u00e9, per fare la &quot;sua&quot; rivoluzione, a nome delle masse sfruttate, ma, in effetti, per conto di se stesso (il tutto eufemisticamente denominato &quot;dittatura del proletariati&quot;: oh, ma solo temporanea, si badi, e, in ogni caso, nell&#8217;interesse dei lavoratori!), non gli servono persone capaci di pensare, ma solo pecore pronte ad obbedire: ad obbedire, domani, ai leader rivoluzionari, cos\u00ec come oggi obbediscono agli ordini dei capisquadra e dei capireparto.<\/p>\n<p>Quanto alla &quot;proposta&quot; che gli operai disertino in massa la vecchia Europa e che se ne vadano a colonizzare, avventurosamente ed eroicamente, le terre vergini degli altri continenti (una reminiscenza personale, quella della sorella Elisabeth e del cognato Bernhard F\u00f6rster, emigrati nel Paraguay alla testa d&#8217;una colonia di tedeschi &quot;ariani&quot; e antisemiti?), essa pu\u00f2 sembrare ultra-romantica e salgariana, nonch\u00e9 un po&#8217; in odore di colonialismo e, forse, di razzismo; pu\u00f2 ricordare il &quot;White man&#8217;s burden&quot; di Rudyard Kipling, la &quot;missione di civilt\u00e0&quot; dell&#8217;uomo bianco, facendo montare in furore la nostra cultura politicamente corretta, progressista, democratica ed egualitaria (anche se Nietzsche, subito dopo, e quasi per bilanciare la proposta &quot;imperialista&quot;, auspica una contro-migrazione cinese in Europa e invita perfino gli Europei a &quot;sinizzarsi&quot;, ossia a diventare pi\u00f9 calmi, contemplativi, resistenti e &quot;stabili&quot;). Pure certi romanzi di Jack London, del &quot;socialista&quot; Jack London, facevano montare in furore i socialisti benpensanti e perfino certi suoi maldestri lettori e ammiratori (che non avevano capito nulla del suo messaggio), per esempio \u00abAvventura\u00bb, in cui non nascondeva il suo disprezzo per certe razze primitive, come i Melanesiani, e sosteneva il buon diritto dei bianchi a far fruttare quelle terre, altrimenti condannate all&#8217;abbandono e alla barbarie (e quanti sanno che dei socialisti ortodossi come Antonio Labriola esortavano l&#8217;Italia ad occupare Tripoli, dieci anni prima che Giolitti lo facesse davvero?). Tuttavia, a ben guardare, c&#8217;\u00e8 poi tanta differenza fra quel che dice Nietzsche e quel che affermava Giovanni Pascoli, nel discorso sulla Grande Proletaria che si \u00e8 mossa, ossia sull&#8217;invito ad un colonialismo proletario, che aprisse nuovi sbocchi e offrisse nuove opportunit\u00e0 di lavoro ai proletari?<\/p>\n<p>Sempre inattuale, il buon vecchio Friedrich; sempre tremendamente scomodo, allora come oggi: impossibile manipolarlo a piacere (sebbene ci provino in cos\u00ec tanti, che lo si direbbe lo sport preferito dagli intellettuali di ogni possibile tendenza). Eppure la storia gli ha dato ragione: il ceto contadino ha dato all&#8217;Europa una civilt\u00e0 millenaria; la classe operaia, che cosa ha dato, all&#8217;Europa e a se stessa? Non ha dato nemmeno una vera rivoluzione, perch\u00e9 tutte le &quot;rivoluzioni&quot; socialiste sono state, in realt\u00e0, delle controrivoluzioni: con lo Stato &quot;rosso&quot; al posto dei vecchi capitalisti-usurai&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da quando esiste la scuola pubblica, anzi, da quando esiste una opinione pubblica, ci \u00e8 sempre stato detto e ripetuto che uno dei meravigliosi progressi della<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[148],"class_list":["post-27317","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-friedrich-nietzsche"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27317","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27317"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27317\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27317"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27317"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27317"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}