{"id":27316,"date":"2011-04-01T12:20:00","date_gmt":"2011-04-01T12:20:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/04\/01\/dietro-il-positivismo-evoluzionista-di-nietzsche-fa-capolino-il-vecchio-mito-del-buon-selvaggio\/"},"modified":"2011-04-01T12:20:00","modified_gmt":"2011-04-01T12:20:00","slug":"dietro-il-positivismo-evoluzionista-di-nietzsche-fa-capolino-il-vecchio-mito-del-buon-selvaggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/04\/01\/dietro-il-positivismo-evoluzionista-di-nietzsche-fa-capolino-il-vecchio-mito-del-buon-selvaggio\/","title":{"rendered":"Dietro il positivismo evoluzionista di Nietzsche fa capolino il vecchio mito del \u00abbuon selvaggio\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>Che il pensiero di Nietzsche, in fondo, non sia altro che una trasfigurazione poetica, o ditirambica, del naturalismo evoluzionista; che sia una rivisitazione lirica e profetica della filosofia di Herbert Spencer e che, in fondo, l&#8217;ingegnere inglese e il professore tedesco di greco siano molto pi\u00f9 simili di quel che possa sembrare, era gi\u00e0 stato notato, acutamente, dal nostro Giovanni Papini nel suo \u00abCrepuscolo dei filosofi\u00bb.<\/p>\n<p>Che altro \u00e8, in effetti, l&#8217;accettazione integrale della vita, compresi le passioni e gli istinti primordiali, se non l&#8217;\u00abobbedienza alle cose\u00bb predicata da Spencer, in una cornice decisamente meno immaginifica, meno &quot;filologica&quot;, senza Dioniso e senza Zarathustra, ma con altrettanta convinzione e con una sostanziale identit\u00e0 di intenti?<\/p>\n<p>L&#8217;inglese ci ha messo il suo spirito pragmatico, il tedesco ci mette il suo afflato poetico e il suo struggimento da antico profeta orientale &#8211; proprio lui, che detesta i profeti dell&#8217;altrove e dell&#8217;aldil\u00e0 -, ma il loro discorso \u00e8 non solo parallelo, ma addirittura convergente.<\/p>\n<p>Per Spencer, si tratta di applicare l&#8217;evoluzionismo darwiniano alla filosofia morale, senza scosse e senza drammi; per Nietzsche, inguaribilmente malato di filologia, si tratta di inserire questa dottrina in un contesto tragico e lampeggiante, carico di &quot;aurore&quot; e di &quot;meriggi&quot;; per il primo, \u00e8 chiaro che la vita selezione i pi\u00f9 adatti, per il secondo, bisogna che i pi\u00f9 forti, ossia i pi\u00f9 innamorati della vita come essa \u00e8, soppiantino i deboli, ossia i piagnoni e i malinconici, che sognano impossibili riscatti in altre dimensioni.<\/p>\n<p>Eppure, anche Nietzsche \u00e8 proteso ad un disegno di redenzione dell&#8217;uomo: anche per lui, l&#8217;umanit\u00e0 non va bene cos\u00ec come essa \u00e8, bisogna che vada oltre se stessa, che si allontani dall&#8217;uomo, tanto quanto l&#8217;uomo si \u00e8 allontanato dalla scimmia: ed ecco la prima contraddizione. Se la realt\u00e0 va accettata integralmente, se va accettata infinitamente (secondo la dottrina dell&#8217;Eterno Ritorno), allora perch\u00e9 mai non si dovrebbe poter accettare anche l&#8217;uomo cos\u00ec come esso \u00e8? Perch\u00e9 bisogna rincorrere un fantasma che non \u00e8 ancora, che non \u00e8 mai stato?<\/p>\n<p>Seconda contraddizione: se l&#8217;uomo deve liberarsi dai miti, dai sogni, da tutto ci\u00f2 che gli fa velo alla accettazione totale dell&#8217;esistente, perch\u00e9 mai egli dovrebbe fidarsi pi\u00f9 dell&#8217;istinto che della ragione; perch\u00e9 dovrebbe invidiare l&#8217;immediatezza dei bambini, dei primitivi, dei ribelli, di tutti coloro che non si adattano all&#8217;appiattimento che la ragionevolezza ha introdotto nel mondo moderno?<\/p>\n<p>Non sar\u00e0 forse l&#8217;ennesima edizione, riveduta e corretta, del mito di Rousseau dell&#8217;innocenza dei primitivi, del mito settecentesco del &quot;buon selvaggio&quot;?<\/p>\n<p>La contraddizione non \u00e8 tanto dell&#8217;Illuminismo, quanto di una storiografia letteraria che si ostina a misconoscere il fatto che il Pre-Romanticismo, con i suoi miti, compreso quello del &quot;buon selvaggio&quot;, \u00e8 solo l&#8217;altra faccia della medaglia dell&#8217;Illuminismo; ovvero che non si tratta di due movimenti pressoch\u00e9 sincronici, bens\u00ec di un unico movimento a due facce, che elabora due opposte ma speculari concezioni del reale (cos\u00ec come dal Romanticismo, per fare un altro esempio, si originano due opposte e speculari ideologie politiche: quella conservatrice-reazionaria e quella liberale e democratica, entrambe fondate sul mito della nazione).<\/p>\n<p>Il mito del buon selvaggio compare nel 1672, con \u00abla conquista di Granada\u00bb di John Dryden, prosegue con le relazioni di viaggio dei navigatori europei nell&#8217;Oceano Pacifico &#8211; Cook, Bougainville, La P\u00e9rouse &#8211; e culmina nell&#8217;\u00ab\u00c9mile\u00bb di Rousseau, in cui viene teorizzata la necessit\u00e0 di educare i bambini lontano dalla civilt\u00e0 &quot;cattiva&quot;; per poi trovare il proprio coronamento nei romanzi \u00abPaul et Virginie\u00bb di Bernardin de Saint-Pierre, pubblicato nel 1787, ed \u00abAtala\u00bb di Ren\u00e9 de Chateaubriand, apparso nel 1801.<\/p>\n<p>Quanto a Nietzsche, egli lo riprende senza alcun vaglio critico e se ne trova invischiato senza neppure averne la percezione: crede di esaltare, insieme agli istinti, la natura, e quindi se la prende con l&#8217;intellettualismo; ma non si accorge che la base di tutta la sua concezione \u00e8 di matrice razionalista e settecentesca, pi\u00f9 ancora che darwiniana o spenceriana; esattamente come tutto il suo furore anticristiano non gli permette mai di lasciarsi sfiorare dal dubbio che molto del suo Zarathustra \u00e8 cristiano, anzi, perfino veterotestamentario. E non parliamo solo dello stile biblico e delle immagini tipicamente ebraiche, ma proprio dei contenuti: non \u00e8 forse venuto Cristo a combattere tutto ci\u00f2 che mortifica ed umilia la dignit\u00e0 della vita?<\/p>\n<p>Tale contraddizione lo pone in una situazione straordinariamente ambigua, dalla quale esce, o crede di uscire, nella misura in cui se ne rende conto, pi\u00f9 con i voli della fantasia poetica, che con la forza e la coerenza del ragionamento.<\/p>\n<p>Come aveva notato ancora il Papini, ad esempio, che cosa vuol dire esaltare la vita, dicendola &quot;piena&quot;, &quot;ricca&quot; e via di seguito, con una lunga serie di aggettivi altamente seducenti? Stranamente, questo cantore del Superuomo non ha mai trovato una parola per definire il concetto di &quot;vita&quot;: eppure la sua filosofia si basa su di esso, egli non fa che ripetere che la vita dev&#8217;essere integralmente accettata, amata, voluta, non una, ma infinite volte.<\/p>\n<p>Ma che cos&#8217;\u00e8, dunque, la vita: il dato biologico, il dato emozionale, il dato volontaristico? Che cosa significa la \u00abvolont\u00e0 di potenza\u00bb, se non che la vita, cos\u00ec com&#8217;\u00e8, non va bene, non gli piace; che egli non la accetta, che la vorrebbe diversa, che la vorrebbe migliore?<\/p>\n<p>N\u00e9 trova una parola da rivolgere, questo esaltatore della vita, a coloro ai quali \u00e8 toccata in sorte, e non per &quot;colpa&quot; loro, una vita mutilata, imperfetta, tribolata: proprio lui, che tanto amava Torino, da dichiararla la sua citt\u00e0 ideale, e che non sembra essersi mai accorto dell&#8217;esistenza di un istituto come il \u00abCottolengo\u00bb, che all&#8217;epoca aveva pi\u00f9 di mezzo secolo di storia e che si occupava, come se ne occupa oggi, delle persone contrassegnate da gravi handicap fisici o mentali. Anche queste persone devono amare la vita incondizionatamente, cos\u00ec com&#8217;\u00e8? Oppure solo alla &quot;bestia bionda&quot; \u00e8 affidato codesta missione?<\/p>\n<p>Papini, nel suo \u00abIl crepuscolo dei filosofi\u00bb, coglie perfettamente queste aporie, queste debolezze del pensiero nietzschiano, come si vede anche dai seguenti passi (Firenze, Vallecchi, 1953, pp. 231-39, passim):<\/p>\n<p>\u00abIl pensiero di Federigo Nietzsche ci offre lo spettacolo singolare di una quasi completa unit\u00e0 di dottrina, attraverso tutte le fioriture di una immaginazione, di una rettorica, di un&#8217;arguzia perpetuamente instancabili nel preparare nuovi costumi. Dalla &quot;Geburt der Trag\u00f6die&quot; (1871) &#8211; e anzi ancor prima, dall&#8217;&quot;Homer als Weltk\u00e4mpfer (1867) &#8211; fino al &quot;Wille zur Macht&quot; (1867) che avrebbe dovuto essere il gran testamento dottrinale, Nietzsche \u00e8 vissuto sotto l&#8217;ossessione di tre o quattro idee, ch&#8217;egli ha ripetute, dimostrate, commentate, amplificate, miniate e niellate senza riuscire mai a cambiarle o ad accrescerle.<\/p>\n<p>In certi libri le ha espresse pi\u00f9 timidamente e in altre pi\u00f9 liricamente &#8211; in certi periodi le ha volute affermare colla fredda sottigliezza del dialettico, in certi altri le ha volute imporre colla sferza fischiante del satirico- le ha sussurrate colla glaciale ironia dei cinici ragionatori del &quot;dixhuiti\u00e8me siecle&quot;, e le ha gridate e cantate con tutta l&#8217;emozione immaginosa di uno di quei rapsodi coronati d&#8217;oro di cui parla Platone. Tolti i modi d&#8217;espressione, i cambiamenti teorici sono stati ben pochi &#8212; si sono limitati tutt&#8217;al pi\u00f9, a svolgimenti d&#8217;idee appena accennate in principio o ad attenuazioni d&#8217;idee appena un po&#8217; troppo frettolosamente proclamate e applicate. [&#8230;]<\/p>\n<p>I cristiani e i pessimisti hanno torto, la vita ha ragione.<\/p>\n<p>Non \u00e8 vero che la vita sia cattiva e che bisogni fuggirla e rinnegarla. Soltanto, per renderla degna d&#8217;essere vissuta, bisogna ACCETTARLA completamente com&#8217;\u00e8: e non cercare di limitarla, di costringerla, di migliorarla. Bisogna dire di S\u00cc alla vita, ma a TUTTA la vita. Non bisogna rigettare niente, neppure quelle che si chiamano le cattive passioni o gli istinti pericolosi. Anzi l&#8217;istinto \u00e8 il vero sapiente. L&#8217;istinto non fallisce mai. Tutto ci\u00f2 che facciamo per istinto \u00e8 buono. &quot;Alles Gute ist Instinkt&quot; (VIII, 93). L&#8217;uomo, qualunque cosa faccia, non pecca mai. L&#8217;importante \u00e8 di non reprimere le nostre tendenze naturali, e di rispettare il corpo, ch&#8217;\u00e8 il nostro vero signore, invece di occuparci del miglioramento del&#8217;anima o della fantastica vita dello spirito. Il nostro corpo \u00e8 sacro e ogni morale dev&#8217;essere rinnegata dinanzi alle sue esigenze. I veri saggi non sono i moralisti ma sono gli uomini primitivi, gli uomini dell&#8217;istinto, i fanciulli, i satiri, i selvaggi i barbari, e anche &#8211; perch\u00e9 no? &#8211; anche coloro che cercano d&#8217;insorgere contro l&#8217;ingreggiamento progressivo, i delinquenti Noi dobbiamo ricercare, esaltare e realizzare la vita piena completa, ricca esuberante, traboccante, tropicale, ascendente e dobbiamo perci\u00f2 perseguitare, esiliare, sopprimere tutto ci\u00f2 che tende a impoverire, ad abbassare, a limitare, a imprigionare la vita. Noi dobbiamo perci\u00f2 dir di s\u00ec anche alla guerra, alla rapina, all&#8217;asservimento, all&#8217;aggressione, a tutto quello che si dice cattivo o pericoloso, e dobbiamo invece dir di no a tutte le morali, a tutti i costumi, a tutte le regole, a tutti gli imperativi.<\/p>\n<p>E non solo dobbiamo accettare tutta la vita ma anche tutto il mondo, tutte le cose, tutta la natura. Noi dobbiamo amare le cose come sono, effimere, passeggere, mutevoli, e fuggevoli, diverse fra loro nello spazio, diverse fra loro nel tempo e dobbiamo odiare tutto ci\u00f2 che vuole impoverire il mondo, come fa la filosofia coi suoi concetti astratti; tutto ci\u00f2 che vuole incatenare il mondo, come fa la logica ch&#8217;\u00e8 una specie di morale della natura; tutto ci\u00f2 che tende a disprezzare il mondo presente e vivente affermando ch&#8217;esso non \u00e8 il mondo vero, il mondo reale ma ch&#8217;esiste dietro di esso il mondo dell&#8217;unit\u00e0, dea stabilit\u00e0, della pi\u00f9 vera verit\u00e0, della pi\u00f9 reale realt\u00e0.<\/p>\n<p>Dunque, per serrare ancora di pi\u00f9 le formule, ACCETTAZIONE di ci\u00f2 che vive e SOPPRESSIONE di ci\u00f2 che impedisce la libera espansione di ci\u00f2 che vive.<\/p>\n<p>Ma la liberazione dell&#8217;uomo e del mondo, dell&#8217;uomo dalla morale, del mondo dalla filosofia, non potr\u00e0 essere che un momento transitorio, un ponte di passaggio, una posizione iniziale. \u00c8 necessario creare una nuova legge, incidere le nuove tavole dei valori&quot;, preparare l&#8217;avvenire della nuova vita pi\u00f9 libera, pi\u00f9 ricca, pi\u00f9 alta. Questo sar\u00e0 il compito della nuova razza, dell&#8217;attesa stirpe dei superuomini che inverer\u00e0 il suo virile e mistico ideale e sar\u00e0 il fiore dell&#8217;umanit\u00e0 redenta.<\/p>\n<p>E neppure basta accettare il mondo com&#8217;\u00e8, non basta accettarlo una sola volta, ma \u00e8 necessario accettarlo e desiderarlo con gioia per centinaia e migliaia di volte, per una infinit\u00e0 di volte, sempre eguale al&#8217;infinito, come insegna la terribile dottrina dell&#8217;Eterno Ritorno.<\/p>\n<p>Amore della vita, odio del pessimismo e della morale: amore della diversit\u00e0 e odio dell&#8217;intellettualismo e della filosofia: ecco la prima parte del sistema. Aspettazione e desiderio della ripetizione perpetua del mondo: ecco la seconda. Nietzsche non \u00e8 mai uscito di qua.\u00bb<\/p>\n<p>Cos\u00ec come il &quot;buon selvaggio&quot; del XVIII secolo \u00e8 molto parigino, molto raffinato, molto ricco di buone maniere, allo stesso modo l&#8217;anti-intellettualismo di Nietzsche \u00e8 molto intellettuale, molto elaborato, molto nutrito di filologia; ed \u00e8 ben strano che il filosofo tedesco non si sia mai reso conto, almeno in apparenza, che la sua definizione dell&#8217;uomo come di \u00abuna corda tesa fra la scimmia e il superuomo\u00bb fa a pugni con il suo precetto in base al quale si deve accettare la realt\u00e0 cos\u00ec come essa \u00e8, integralmente e incondizionatamente.<\/p>\n<p>Quanto alla staticit\u00e0 della filosofia di Nietzsche, da Papini giustamente evidenziata, esistono pochi altri casi, crediamo, di un pensiero che sia rimasto altrettanto immobile sulle proprie posizioni; o, per dire meglio, di un pensiero altrettanto circolare, che non riesce ad avanzare di un millimetro rispetto alle proprie premesse, se si fa eccezione per la stramba dottrina dell&#8217;Eterno Ritorno dell&#8217;Uguale &#8211; che, peraltro, non \u00e8 una invenzione di Nietzsche, poich\u00e9 risale ai Pitagorici.<\/p>\n<p>Nietzsche sostiene di averne avuto l&#8217;intuizione folgorante mentre passeggiava sulle rive del lago di Silvaplana, presso Sils-Maria, in Engadina; ma, ovviamente, non \u00e8 cos\u00ec, dato che si tratta di una dottrina antichissima che egli, al massimo, pu\u00f2 aver RICORDATO, non certo &quot;inventato&quot;; il suo racconto fa un po&#8217; venire in mente quello del chimico F. A. Kekul\u00e9, il quale avrebbe addirittura &quot;sognato&quot; la struttura esagonale del benzene, sotto forma di un serpente che si mordeva la coda, mentre invece la conosceva da dodici anni (si confronti il libro di F. Di Trocchio, \u00abLe bugie della scienza\u00bb, Mondadori, 1994).<\/p>\n<p>Non vogliamo peraltro negare l&#8217;importanza di Nietzsche nella storia della filosofia moderna; senza contare la sua importanza nella storia della letteratura e della poesia tedesche, che &#8211; lo diciamo senza alcuna ironia &#8211; \u00e8 ancora pi\u00f9 grande.<\/p>\n<p>Egli ha posto sul tappeto delle questioni centrali, a cominciare da quella della redenzione del passato, di cui abbiamo altra volta parlato (cfr. il nostro articolo \u00abLa redenzione del passato, culmine dell&#8217;&quot;eterno ritorno&quot; di Nietzsche\u00bb, sempre sul sito di Arianna Editrice), che ci permettono di confrontarci con il presente sotto una luce nuova.<\/p>\n<p>E tuttavia, \u00e8 difficile sottrarsi all&#8217;impressione che l&#8217;originalit\u00e0 del pensiero di Nietzsche, per tutta una serie di ragioni storiche e contingenti, sia stata enormemente sopravvalutata; senza parlare delle debolezze intrinseche del suo metodo dialettico, della staticit\u00e0 della sua concezione complessiva, della sua ripetitivit\u00e0, della sua sovrabbondanza retorica e della sua radicale incomprensione di quei pensatori e di quei sistemi di valori, primo fra tutti il Cristianesimo, che incontravano la sua violenta disapprovazione.<\/p>\n<p>Forse, le ragioni per le quali la filosofia di Nietzsche \u00e8 divenuta ormai cos\u00ec famosa, al punto che \u00e8 praticamente impossibile non sentirla continuamente citata, a proposito e a sproposito, risiedono pi\u00f9 in ci\u00f2 che essa ha di meno vitale, di meno originale, di pi\u00f9 vuotamente altisonante (come la sua pretesa di \u00abfilosofare a colpi di martello\u00bb), che non in ci\u00f2 che essa ha di realmente attuale e di realmente perenne.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che il pensiero di Nietzsche, in fondo, non sia altro che una trasfigurazione poetica, o ditirambica, del naturalismo evoluzionista; che sia una rivisitazione lirica e profetica<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[141,148],"class_list":["post-27316","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-filosofia","tag-friedrich-nietzsche"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27316","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27316"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27316\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27316"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27316"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27316"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}