{"id":27310,"date":"2012-04-15T11:25:00","date_gmt":"2012-04-15T11:25:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/04\/15\/nevica-sulleuropa\/"},"modified":"2012-04-15T11:25:00","modified_gmt":"2012-04-15T11:25:00","slug":"nevica-sulleuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/04\/15\/nevica-sulleuropa\/","title":{"rendered":"Nevica sull&#8217;Europa"},"content":{"rendered":"<p>Esiste ancora l&#8217;Europa?<\/p>\n<p>Dopo il doppio suicidio del 1914-18 e del 1939-45 (o, se si vuole, dopo il suicidio in due atti del 1914-45), \u00e8 rimasto ancora qualcosa della sua anima?<\/p>\n<p>Non le case, non le citt\u00e0, ridotte a cumuli di macerie dalle bombe al fosforo dei &quot;liberatori&quot;, e poi ricostruite: ma si possono ricostruire i quartieri, le chiese, i palazzi; si possono ricostruire Lipsia, Dresda, Berlino? Si possono ricostruire Danzica, Breslavia, K\u00f6nigsberg, dopo che gi abitanti sono stati cacciati lontano, e le vecchie architetture germaniche sono state sostituite dal grigiore dei casermoni-alveare del realismo socialista?<\/p>\n<p>Non la cultura, l&#8217;arte, il pensiero, ridotti anch&#8217;essi in rovina, non tanto dalla guerra, che ne fu anzi l&#8217;effetto, quanto da un male oscuro ed interno, da un cancro misterioso andato in metastasi, le cui prime avvisaglie risalgono molto indietro nel tempo, almeno quattro o cinque secoli fa, quando il tempo di Dio fu sostituito dal tempo del mercante e del banchiere.<\/p>\n<p>Non la spiritualit\u00e0, la fede, la speranza nell&#8217;avvenire: queste cose erano gi\u00e0 al tramonto, quando la tragedia della guerra civile del 1914-45 diede loro il colpo di grazia.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 da tempo l&#8217;Europa era minata dal cancro: il cancro dell&#8217;usura, come direbbe Pound; e ora l&#8217;usura la sta uccidendo, giorno per giorno, settimana dopo settimana, per mezzo delle speculazioni di borsa e delle agenzie di rating.<\/p>\n<p>Chi abbia una certa et\u00e0 e viaggi per l&#8217;Europa, oggi, e specialmente per la Mitteleuropa, il suo cuore antico che, per secoli, ha pulsato e distribuito il sangue per le sue vene, dandole vita, calore, movimento, stenta ormai a riconoscerla.<\/p>\n<p>\u00c8 diventata una brutta copia degli Stati Uniti: non ha pi\u00f9 anima, non ha pi\u00f9 una sua individualit\u00e0, una sua identit\u00e0; i suoi giovani, per come vestono, per come parlano, per come impiegano il loro tempo libero, sembrano giovani americani; i suoi negozi, i suoi supermercati, i suoi centri commerciali, sembrano americani; i suoi drogati, i suoi alcolizzati, i suoi agenti di borsa, i suoi cinici finanzieri, sembrano americani; le slot-machines vengono direttamente dall&#8217;America; le sue universit\u00e0, il suo modo di fare la spesa o praticare lo sport, la sua stampa, il suo cinema, la sua letteratura, sembrano americani; e ovunque svettano i McDonald&#8217;s e si beve Coca-Cola.<\/p>\n<p>Una ondata migratoria senza precedenti l&#8217;ha investita e continua ad investirla quotidianamente, facendo assomigliare molti quartieri di Milano, di Lione di Amsterdam e di Liverpool ad altrettanti quartieri di Marrakech, di Calcutta, di Abidjan o di Shanghai.<\/p>\n<p>L&#8217;Europa orientale si sta svuotando dei suoi giovani, che emigrano tutti ad Ovest; l&#8217;Europa occidentale non fa pi\u00f9 figli, in compenso importa milioni di giovani da ogni parte del mondo: ciascuno dei quali insegue un miraggio di benessere economico, ma quasi nessuno di essi la ama o la rispetta: cercano frigoriferi pieni e non altro.<\/p>\n<p>\u00c8 legittimo, ma non \u00e8 un bene: n\u00e9 per loro, che soffrono di restare eternamente sul gradino pi\u00f9 basso della scala sociale e che non sanno n\u00e9 vogliono integrarsi, n\u00e9 per noi, che vediamo sempre pi\u00f9 in difficolt\u00e0 il nostro piccolo commercio, sempre pi\u00f9 degradate e insicure le nostre periferie e perfino i centri storici, sempre pi\u00f9 problematica la convivenza con persone di cento razze diverse che vengono, legalmente e illegalmente, chiedono, pretendono, quando non ci sono pi\u00f9 lavoro e sicurezza sociale nemmeno per gli Europei.<\/p>\n<p>Ora si vuol far entrare in Europa, dopo la Romania e la Bulgaria, che non erano assolutamente pronte, anche la Turchia, coi suoi ottanta milioni di musulmani; e perfino Israele, con il suo conflitto irrisolto coi Palestinesi e, di conseguenza, con tutto il mondo islamico: oltre un miliardo di persone e alcune decine di Stati, alcuni dei quali sono i proprietari delle maggiori riserve petrolifere del mondo, senza le quali l&#8217;Europa si fermerebbe dalla sera alla mattina.<\/p>\n<p>Nevica sull&#8217;Europa: a falde larghe e piene, giorno dopo giorno, coprendo le strade, i palazzi, i campi, le banchine dei porti, gli argini dei fiumi.<\/p>\n<p>\u00c8 una stagione di gelo e non si vede alcun indizio che possa mai tornare la primavera; che nei giardini possa spuntare di nuovo un po&#8217; di verde o si possa mai veder tornare le rondini e udire in cielo i loro richiami festosi.<\/p>\n<p>La sera, nelle citt\u00e0, pare che sia stato proclamato il coprifuoco: interi quartieri piombano nel buio e nel silenzio. La gente non si ferma pi\u00f9 nei cortili, non si vedono pi\u00f9 gruppi di amici: solo automobili che sfrecciano silenziose e, dietro i vetri delle finestre, la luce spettrale del tubo catodico della televisione.<\/p>\n<p>Qualcuno, in poltrona, segue con religiosa attenzione qualche programma di giochi a quiz, qualche reality tipo Grande Fratello, qualche brutto film d&#8217;azione inframmezzato da innumerevoli spot pubblicitari: e guarda tutto, ascolta tutto, digerisce tutto, come un ruminante.<\/p>\n<p>Solamente i locali e le strade del centro sono pieni di gente, ma solo fino ad una certa ora; poi, anche l\u00ec, quando chiudono i cinema e le birrerie, scende il coprifuoco: non restano che gli ubriachi stramazzati a terra o sulle panchine, mentre le volanti della polizia vanno su e gi\u00f9, in un paesaggio stranito e quasi surreale, da film di fantascienza.<\/p>\n<p>I giovani vanno a stordirsi nelle discoteche; la droga si spaccia come fosse roba da niente; i viali di periferia sono una interminabile esposizione di corpi in vendita, osceni, provocanti, squallidi, troppo vecchi o troppo giovani, di tutte le razze, di donne e di travestiti.<\/p>\n<p>Folle di nuovi poveri fanno la coda davanti alle mense popolari e, la sera, davanti ai dormitori pubblici; e ogni giorno ci sono un piccolo imprenditore o un pensionato che si tolgono la vita, mentre gli usurai imperversano e le banche rifiutano di prestare denaro a chiunque, per quanto onorato cittadino e serio lavoratore, non possa esibire garanzie ineccepibili.<\/p>\n<p>Eppure, nonostante tutto, i centri commerciali sono pieni e adesso rimangono aperti anche la domenica, anche a Pasqua; le commesse non possono dedicarsi ai figli e ai mariti, devono star l\u00ec a servire i clienti; e le famiglie, invece di prendersi un giorno di svago e di riposo, invece di fare una piccola gita sul fiume o in collina, si rinchiudono dalla mattina alla sera in mezzo ai carrelli e agli scaffali pieni di merci, pranzano perfino nei fast-food all&#8217;interno dei centri commerciali, sognano davanti all&#8217;ultimo modello di telefonino o di computer.<\/p>\n<p>Si fanno sempre meno figli, si crede sempre meno nel futuro.<\/p>\n<p>I matrimoni sono in caduta libera, gli aborti non diminuiscono affatto, anche se i loro paladini ci avevano assicurato che, una volta riconosciuti per legge e affidati alla pubblica sanit\u00e0, sarebbero andati gradualmente scomparendo.<\/p>\n<p>Le chiese sono sempre pi\u00f9 vuote, gli stadi sono sempre pi\u00f9 pieni, anche se molte partite sono truccate, anche se la violenza dei tifosi \u00e8 sempre pronta ad esplodere, in cerca di pretesti per sfasciare tutto, per far emergere il barbaro che si annida in fondo a ciascuno.<\/p>\n<p>Le scuole sono ridotte a fabbriche d&#8217;ignoranti o di mezzi ignoranti, la razza pi\u00f9 pericolosa: abbastanza presuntuosi da non rendersi conto neppure di ci\u00f2 che manca loro; i presidi, ridotti a burocrati; i professori di qualit\u00e0, una merce sempre pi\u00f9 rara e quasi introvabile; in compenso, anche l\u00ec, volgarit\u00e0 e maleducazione imperanti, ragazze e ragazzi discinti, cartacce e mozziconi di sigaretta ovunque, tranne che negli appositi cestini; parolacce e gesti osceni si sprecano addirittura. Quando gli alunni escono dall&#8217;aula, dopo l&#8217;ultima ora di lezione, lasciano un campo di battaglia: disordine e sporcizia dappertutto; gli infissi, le persiane, i tavoli e le sedie non durano pi\u00f9 di pochi anni, poi bisogna sostituirli, perch\u00e9 semidistrutti. Il bullismo imperversa, i pi\u00f9 deboli sono derisi, ricattati, perseguitati; vige la legge di Hobbes: \u00abhomo homini lupus\u00bb. Gli atti pi\u00f9 gravi vengono sanzionati con un paio di giorni di sospensione, poi il discolo torna all&#8217;ovile e tutto ricomincia come prima.<\/p>\n<p>Alla fine ci si diploma, magari con un alto punteggio, senza saper trovare la Cina sulla carta geografica, senza saper applicare il teorema di Pitagora in un semplice problema di geometria, senza saper tradurre in italiano quattro righe di Cesare o di Cicerone. I pochi che vengono respinti fanno ricorso e, quasi sempre, la spuntano, magari per un vizio procedurale della commissione d&#8217;esame.<\/p>\n<p>Per\u00f2 si viaggia molto, questo \u00e8 innegabile.<\/p>\n<p>Forse i nostri giovani non conoscono la citt\u00e0 i cui abitano, forse non sono mai stati nella propria capitale, per\u00f2 il loro bravo \u00abErasmus\u00bb, la loro brava vacanza-studio in Inghilterra li hanno fatti; e forse sono stati anche negli Stati Uniti, tornandone entusiasti.<\/p>\n<p>L&#8217;Europeo non si sente pi\u00f9 Europeo, ma cosmopolita; non ama la sua terra, la sua civilt\u00e0, la sua storia, perch\u00e9 la conosce poco o niente: basti dire che \u00e8 proibito parlare, in sede di Unione europea, delle radici cristiane del nostro continente; per\u00f2, in compenso, si sente cosmopolita, si sente cittadino del mondo: come chi non possieda nemmeno una camicia, n\u00e9 un paio di pantaloni decenti, ma pretenda di pavoneggiarsi in un soprabito di lusso che qualcuno gli ha imprestato, forse per carit\u00e0, o forse per ridere alle sue spalle, rendendolo simile a un pagliaccio.<\/p>\n<p>L&#8217;Europa non ha pi\u00f9 una cucina; non ha pi\u00f9 una musica; non ha pi\u00f9 una architettura; le va bene tutto, prende qua e l\u00e0, mescola e rimescola gli ingredienti pi\u00f9 disparati: paga somme favolose a degli architetti megalomani, perch\u00e9 facciano e disfino il volto delle sue citt\u00e0; si prostra davanti alle star dei megaconcerti rock, ieri Madonna, oggi Lady Gaga; si rovina la salute mangiando qualunque porcheria, possibilmente carne e patatine fritte immerse nell&#8217;olio, cos\u00ec, perch\u00e9 lo ha visto fare nei cento e cento telefilm importati dall&#8217;America.<\/p>\n<p>L&#8217;Europeo, in fondo, si vergogna di essere Europeo: gli hanno insegnato, fin dai banchi di scuola, che l&#8217;Europa \u00e8 cattiva; che, fin dagli albori della sua storia, non ha fatto altro che rapinare e schiavizzare gli altri continenti; che ha scatenato due guerre mondiali, che ha consumato il peggiore genocidio della storia; mentre gli Stati Uniti sono buoni, non hanno mai fatto una guerra se non per difendersi o per tenere alta la bandiera della libert\u00e0 e della democrazia: anche per gli altri, anche per quelli che non la volevano e non la vogliono, anche per quelli che la detestano.<\/p>\n<p>L&#8217;Europeo dell&#8217;Est vorrebbe diventare un Europeo dell&#8217;Ovest; e l&#8217;Europeo dell&#8217;Ovest vorrebbe essere uno Statunitense.<\/p>\n<p>L&#8217;Europeo non si piace, non si vuol bene, non si accetta: vorrebbe far sparire le tracce del suo Dna, vorrebbe reinventarsi una nuova identit\u00e0, pura e senza macchia: una identit\u00e0 moderna, libera e disinvolta. Secoli di civilt\u00e0 gli pesano sulle spalle; in fondo si vergogna dei suoi musei, delle sue pinacoteche, dei suoi archi romani, delle sue cattedrali gotiche: troppa storia, troppo passato, troppe guerre, troppe colpe da dimenticare e da far dimenticare.<\/p>\n<p>L&#8217;Europeo non \u00e8 felice.<\/p>\n<p>Va dallo psicanalista, si imbottisce di psicofarmaci, non riesce a dormir la notte; i suoi sogni sono popolati da incubi, le sue veglie sono protese costantemente verso un bene futuro che gli sfugge sempre, verso una impossibile felicit\u00e0, che lo beffa e lo lascia esausto e scoraggiato.<\/p>\n<p>Si guarda allo specchio e non si piace: troppo grasso, troppo magro, troppo vecchio, troppo goffo, troppo lento, troppo tutto. Allora va dall&#8217;estetista, si fa le lampade a ritmo febbrile, spende una fortuna in cosmetici, si massacra di fatica nelle palestre, ricorre sempre pi\u00f9 spesso alle magie del chirurgo plastico: deve raddrizzarsi il naso, ingrossare le labbra, eliminare le pieghe del collo e le rughe delle occhiaie, ridisegnarsi le chiappe, il seno ed i polpacci.<\/p>\n<p>Ma non trova pace, c&#8217;\u00e8 sempre qualcosa che non va, nonostante ogni pi\u00f9 strenuo sforzo.<\/p>\n<p>Allora si persuade che da solo non ne verr\u00e0 mai fuori, ed entra in qualche setta, in qualche gruppo, in qualche clan; si entusiasma e si esalta per un messia religioso, per un leader politico, anzi mescola insieme le due cose e si mette ad adorare qualche eroe di cartapesta, qualche salvatore della patria a un tanto il chilo; e lo fa con una dedizione assoluta, con una fedelt\u00e0 canina, con un fanatismo a prova di bomba. Non si arrende neppure davanti all&#8217;evidenza.<\/p>\n<p>Non \u00e8 una moda italiana: chi non ricorda le folle oceaniche al funerale di Lady Diana, stravolte dal dolore, insensibili alla stanchezza? Eppure sono bastate poche settimane e anche quel feticcio era gi\u00e0 dimenticato; e le folle andavano in cerca di un altro.<\/p>\n<p>Nevica sull&#8217;Europa, sempre pi\u00f9 fitto: e non sappiamo se torner\u00e0 mai la primavera; non sappiamo se, sui rami del ciliegio, torneranno a spuntare i fiori bianchi; non sappiamo se a marzo torneranno le rondini ai loro nidi, rimasti vuoti e silenziosi.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 la primavera torna quando ci sono amore per la vita, stima di s\u00e9 e rispetto del passato&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Esiste ancora l&#8217;Europa? 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