{"id":27308,"date":"2010-02-02T04:36:00","date_gmt":"2010-02-02T04:36:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/02\/02\/neve-e-nebbia\/"},"modified":"2010-02-02T04:36:00","modified_gmt":"2010-02-02T04:36:00","slug":"neve-e-nebbia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/02\/02\/neve-e-nebbia\/","title":{"rendered":"Neve e nebbia"},"content":{"rendered":"<p>Da parecchi giorni ormai la temperatura scendeva di molto sotto lo zero, specialmente nelle ore notturne.<\/p>\n<p>Ieri sera il freddo ha allentato un poco la sua morsa ed \u00e8 caduta la neve, che ha seguitato a fioccare per tutta la notte.<\/p>\n<p>Nella luce ancora incerta del primo mattino una soffice, silenziosa coltre bianca si \u00e8 posata sul mondo e ora lo avvolge nel suo commovente abbraccio.<\/p>\n<p>Gli alberi, specialmente, offrono uno spettacolo affascinante, con i tronchi scintillanti di ghiaccio nella lucida veste della galaverna, i rami ricamati di bianco come dal pennello di un pazientissimo artista giapponese.<\/p>\n<p>Dal silenzio ovattato di giardini fiabeschi, enormi alberi di cedro protendono i loro palchi carichi di neve, simili alle bianche braccia di antichi giganti barbuti emersi dal sogno di un potente incantatore.<\/p>\n<p>La scena \u00e8 resa ancor pi\u00f9 irreale da una densa nebbia che \u00e8 scesa sulla valle e nasconde non solo le vicine montagne, ma anche le case ed i campi e sembra aver trasportato ogni cosa in una dimensione fuori dal tempo e dallo spazio, dove tutto \u00e8 possibile.<\/p>\n<p>Non si vede nulla alla distanza di pochi metri: i punti di riferimenti sono stati ingoiati dalla nebbia e par di fluttuare in una terra di nessuno, inattesa e sorprendente, nella quale potrebbe accadere qualsiasi cosa.<\/p>\n<p>A tratti, percorrendo un cortile o un sentiero interamente coperti dalla neve fresca e privi di qualunque impronta di passaggio umano, si ha l&#8217;impressione di vagare nel vuoto, di galleggiare nel nulla, come su una nave alla deriva su mari brumosi e sconosciuti.<\/p>\n<p>\u00c8 bello; strano e bello.<\/p>\n<p>La nebbia fa pensare alla carezza di un&#8217;amica misteriosa, venuta da lontano, che scompare per lunghi periodi e poi riappare all&#8217;improvviso, quando meno la si aspetta, col suo sorriso dolce ed enigmatico sulle labbra sottili.<\/p>\n<p>* * *<\/p>\n<p>Neve e nebbia: un binomio straordinario, carico di rivelazioni arcane e di antica, aurorale saggezza che risale dal profondo, come da ricordi quasi dimenticati.<\/p>\n<p>La neve, ricoprendo ogni cosa sotto la sua bianca veste, riduce tutto all&#8217;essenziale: nasconde ci\u00f2 che \u00e8 superfluo e lascia intravedere solo ci\u00f2 che conta.<\/p>\n<p>La nebbia, avvolgendo l&#8217;orizzonte e inghiottendo le distanze, opera quella chiarificazione che dovremmo perseguire ad ogni istante, rivolgendo lo sguardo all&#8217;interno ed aprendo la nostra facolt\u00e0 visiva spirituale.<\/p>\n<p>\u00c8 come se la natura avesse spiegato queste due forze quasi impalpabili &#8211; i minuscoli, meravigliosi cristalli di neve ed il velo vaporoso, impalpabile della nebbia &#8211; per attuare una sua silenziosa pedagogia, per ricondurci dalla dispersione alla concentrazione, dalla provvisoriet\u00e0 degli enti al mistero dell&#8217;Essere.<\/p>\n<p>\u00c8 come se, consapevole della nostra incorreggibile superficialit\u00e0 e distrazione, avesse voluto accompagnarci per mano verso la meta della nostra pi\u00f9 segreta nostalgia, togliendo dal nostro campo visivo e uditivo ogni elemento secondario.<\/p>\n<p>S\u00ec, esiste una pedagogia della natura ed esiste un linguaggio delle cose che ci parla ad ogni istante, dal primo giorno della nostra vita fino all&#8217;ultimo.<\/p>\n<p>Esistono una musica che dobbiamo imparare ad ascoltare, delle parole che dobbiamo imparare a riconoscere, perch\u00e9 hanno un messaggio prezioso da trasmetterci.<\/p>\n<p>Siamo troppo abituati ad ascoltare insulsi chiacchiericci ed inutili rumori, a smarrirci nella sterpaglia ingrata delle cose banali ed illusorie, ove finiamo per dimenticare la parte migliore di noi stessi.<\/p>\n<p>Abbiamo bisogno di riscoprire il silenzio, per poterci ritrovare; e di prendere le distanze dall&#8217;apparenza esteriore delle cose, per poterne penetrare l&#8217;intimo segreto.<\/p>\n<p>Viviamo nei pressi di un giardino incantato, del quale abbiamo smarrito la chiave; e cos\u00ec ci accontentiamo di tirare a campare, giorno dopo giorno, davanti alla sua porta chiusa, con l&#8217;esile conforto del profumo che un alito di vento sospinge fino a noi, di tanto in tanto.<\/p>\n<p>* * *<\/p>\n<p>Eppure un altro destino ci era stato riservato; non per questi orizzonti meschini siamo stati chiamati, ma per spaziare sull&#8217;immensit\u00e0 del Cielo.<\/p>\n<p>Prigionieri di piccole cose, esiliati su minuscoli scogli, contempliamo da lontano il vasto continente ubertoso, verdeggiante di pascoli e ridente di acque e di boschi, che si intravede oltre la cortina del nostro falso Ego, mentre una ardente nostalgia ci morde il cuore.<\/p>\n<p>Pensiamo talvolta a quello che potremmo essere, a quello che potremmo fare, a quello che potrebbe rendere infinitamente pi\u00f9 bello il nostro vagare sulle strade del mondo; e un oscuro rimorso ci attanaglia le profondit\u00e0 dell&#8217;anima.<\/p>\n<p>S\u00ec: nei momenti di sincerit\u00e0, siamo costretti ad ammettere di non essere soddisfatti di noi, dei nostri pensieri, dei nostri sentimenti; di non essere soddisfatti della nostra vita, del nostro passato e del nostro presente. Speriamo nel futuro, ma sempre pi\u00f9 debolmente &#8211; e, bisogna pur dirlo, non senza cattiva coscienza.<\/p>\n<p>Come l&#8217;albatro di Baudelaire, ci dondoliamo goffamente sul ponte della nave, oggetto di scherno per qualunque marinaio, che si spinge fino a ficcarci la pipa nel becco; e intanto teniamo le nostre grandissime, magnifiche ali ripiegate su se stesse. Ali fatte per librarsi nell&#8217;immensit\u00e0, per dominare i venti e le tempeste, regalmente, da un oceano all&#8217;altro.<\/p>\n<p>Non per questa miseria ci sono state date; non per questa inerzia mortificante e per questa stanca rassegnazione. Nelle nostre narici \u00e8 il respiro salino di orizzonti senza fine, il richiamo accorato di una patria che non ha limiti e non conosce frontiere.<\/p>\n<p>La nostra vera patria \u00e8 l&#8217;Essere; la nostra vera cittadinanza \u00e8 cos\u00ec vasta che abbraccia e oltrepassa i confini dello spazio e del tempo.<\/p>\n<p>Quelle malinconie improvvise, che ci colpiscono come frecce perfino nei momenti pi\u00f9 sereni, non hanno altra causa n\u00e9 altra origine che questa: sono come un pungolo nella carne per ricordarci che noi non siamo di quaggi\u00f9, n\u00e9 ci potremo mai appagare dell&#8217;esistente.<\/p>\n<p>Non \u00e8 ingratitudine verso le cose.<\/p>\n<p>Le cose sono meravigliose e il mondo \u00e8 un luogo stupendo, anche se talvolta la sua grandiosit\u00e0 ci opprime e ci spaventa. L&#8217;errore \u00e8 quello di attaccarsi alle cose, di amarle per se stesse e di non comprendere che esse ci sono date perch\u00e9 noi, amandole, le oltrepassiamo: proprio come il figlio che, crescendo, deve staccarsi dai genitori, pur continuando ad amarli e ad essere grato di quanto gli hanno dato.<\/p>\n<p>E la stessa cosa vale per i nostri tenaci pregiudizi mentali: estetici, filosofici, religiosi e di qualsiasi altro genere. Ci sembra di averne bisogno per non smarrire la via, li stringiamo in pugno come il viandante fa col suo bastone; ci sembra che, senza di essi, saremmo persi, come il marinaio che, nella notte nebbiosa, non scorge pi\u00f9 le stelle.<\/p>\n<p>Ma non \u00e8 vero.<\/p>\n<p>Mano a mano che procediamo nel cammino di consapevolezza, il bastone da viaggio diventa un inutile fardello, si trasforma in una palla al piede che rallenta i nostri passi. Finch\u00e9 giunge il momento in cui dobbiamo disfarcene, perch\u00e9 altrimenti non riusciremmo a proseguire.<\/p>\n<p>I pensieri sono lo strumento, non il fine del nostro andare: il fine \u00e8 e rimane sempre la consapevolezza, vale a dire la liberazione interiore; la liberazione che coincide con il ritorno alla dimora dell&#8217;Essere.<\/p>\n<p>Per questo siamo qui: per questo siamo stati chiamati e per questo abbiamo risposto affermativamente, in un tempo di cui conserviamo solo un debole ricordo.<\/p>\n<p>* * *<\/p>\n<p>Ora la nebbia si \u00e8 diradata e appare il cielo solcato di nuvole grigie.<\/p>\n<p>Le nuvole pi\u00f9 basse si muovono a velocit\u00e0 molto maggiore di quelle pi\u00f9 alte e, spinte dal vento, delineano una esaltante cavalcata in controluce, fatta di una sostanza quasi evanescente e tuttavia fascinosa nella sua coreografica grandiosit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00c8 uno spettacolo di una bellezza tale da levare il fiato: poterlo contemplare \u00e8 un cos\u00ec grande privilegio che, forse, nemmeno un re ne sarebbe degno.<\/p>\n<p>Questa osservazione ci riconduce, ancora e sempre, al nocciolo della questione: ossia che le cose vengono a noi quando noi siamo pronti per esse; e il fatto che siano belle o brutte dipende, essenzialmente, dal nostro livello di consapevolezza.<\/p>\n<p>Una persona poco consapevole gioisce per una vincita fortunata alla lotteria: pensa che la sua vita cambier\u00e0 in meglio e non viene neppure sfiorata dal sospetto che, se non \u00e8 pronta per fare un saggio uso di quella ricchezza che non le \u00e8 costata fatica n\u00e9 sacrificio, essa si trasformer\u00e0 in una maledizione e recher\u00e0 non gioie, ma dolori e amarezze.<\/p>\n<p>Una persona che abbia intrapreso il cammino della chiarificazione interiore gioisce per altre cose: gioisce per il sole e per la pioggia, per la neve e per l&#8217;ardore dell&#8217;estate, per i suoi simili, per gli uccelli che solcano il cielo, per il fiume che scorre mormorando, per l&#8217;incanto del cielo stellato, per la pura e semplice felicit\u00e0 di essere, ma di essere desto e consapevole. E la sua gioia \u00e8 piena ed intera, e nessuno gliela potr\u00e0 portare via: perch\u00e9 non si basa sul possesso delle cose, ma sulla loro contemplazione spassionata e colma di gratitudine.<\/p>\n<p>Ciascuno gioisce o soffre a seconda del proprio livello di consapevolezza; ciascuno riceve nella misura in cui sa aprirsi e donare. E non \u00e8 una entit\u00e0 esterna ad assegnare castighi o ricompense: questi sono il frutto delle nostre stesse azioni. Facciamo tutto da soli; beninteso in quel gioco di incessanti relazioni reciproche che forma la trama innumerevole degli enti, nessuno dei quali esiste staccato dal tutto.<\/p>\n<p>Dobbiamo imparare a non giudicare secondo le apparenze. Se vi riusciamo, molte delle nostre invidie e delle nostre gelosie non avranno pi\u00f9 ragion d&#8217;essere, perch\u00e9 vedremo e capiremo chiaramente che il segreto dell&#8217;anima non ha niente a che fare con il denaro, il successo, il potere, dal momento che giace su di un piano di realt\u00e0 totalmente differente da simili cose.<\/p>\n<p>Chi riesce a comprendere questo, \u00e8 gi\u00e0 un liberato: e non teme pi\u00f9 n\u00e9 brama le cose, ma le accoglie con equanimit\u00e0 e benevolenza, senza giudicarle e senza attaccarsi ad esse, ormai sganciato dai pesanti ceppi che tengono avvinti in catene la maggior parte di noi.<\/p>\n<p>Le catene, del resto, siamo stati noi stessi a fabbricarcele.<\/p>\n<p>Lo abbiamo fatto a causa della nostra ignoranza, inseguendo ostinatamente false immagini di bene e rifiutandoci di ricavare il necessario insegnamento dalle nostre stesse esperienze. Lo abbiamo fatto reiterando ciecamente sempre i medesimi errori, e ci\u00f2 sempre per la stessa causa, con monotona pervicacia: l&#8217;attaccamento alle cose, nelle sue due forme &#8211; solo apparentemente opposte &#8211; del timore e della brama.<\/p>\n<p>Ma non \u00e8 questo il nostro destino e non \u00e8 questa la ragione per cui ci troviamo nella condizione di esistenza nella realt\u00e0 manifestata.<\/p>\n<p>Siamo stati chiamati ad altre mete, ad altri orizzonti.<\/p>\n<p>Possiamo farcela.<\/p>\n<p>Non saremo soli, del resto: perch\u00e9 noi siamo parte dell&#8217;Essere, siamo una scintilla divina: e una forza benevola ci sosterr\u00e0 nel cammino, quando saremo pi\u00f9 stanchi e scoraggiati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da parecchi giorni ormai la temperatura scendeva di molto sotto lo zero, specialmente nelle ore notturne. 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