{"id":27305,"date":"2017-03-23T07:08:00","date_gmt":"2017-03-23T07:08:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/03\/23\/nessuno-vive-o-muore-per-se-stesso\/"},"modified":"2017-03-23T07:08:00","modified_gmt":"2017-03-23T07:08:00","slug":"nessuno-vive-o-muore-per-se-stesso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/03\/23\/nessuno-vive-o-muore-per-se-stesso\/","title":{"rendered":"\u00abNessuno vive o muore per se stesso\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>Una delle caratteristiche pi\u00f9 tipiche dell&#8217;uomo moderno \u00e8 la pretesa di vivere e morire per se stesso: cio\u00e8 di considerare la propria vita come una propriet\u00e0 esclusiva, sulla quale nessuno ha il diritto di mettere il naso, e della quale egli deve render conto solo a se stesso. \u00c8 quasi inutile far notare che ci\u00f2 \u00e8 una conseguenza pressoch\u00e9 inevitabile della mentalit\u00e0 democratica, secondo la quale l&#8217;uomo ha dei diritti naturali e inalienabili, funzionali alla propria autodeterminazione; ed \u00e8 quasi altrettanto superfluo far notare che, da quando la Chiesa &#8212; imprudentemente e precipitosamente, secondo noi &#8212; ha deciso di sposare al cento per cento l&#8217;ideologia democratica, come se non ve ne fossero altre di legittime al mondo (vedi, in particolare, l&#8217;enciclica di Giovani Paolo II <em>Centesismus annus<\/em>, del 1991), era perfettamente logico e naturale che tale atteggiamento mentale tracimasse dalla societ\u00e0 profana nella Chiesa stessa, modificando il modo di pensare dei cattolici.<\/p>\n<p>Sia come sia, il fatto \u00e8 quello: e, del resto, l&#8217;atteggiamento mostrato dai cattolici italiani, per esempio, in occasione dei due <em>referendum<\/em> abrogativi sul divorzio e sull&#8217;aborto, negli anni Settanta del secolo scorso, aveva mostrato per tempo che una mentalit\u00e0 democraticista porta fatalmente a disattendere le indicazioni del Magistero e a fa sentire ciascun singolo fedele autorizzato, per cos\u00ec dire, a decidere da s\u00e9 di quel che riguarda la sua vita, e specialmente le cose che attengono alla sfera morale (e anche ciascun singolo sacerdote, se \u00e8 per questo, autorizzato a predicare il vangelo che gli sembra &quot;migliore&quot;, in base alla nuovissima teologia del <em>secondo me<\/em>). Ma gi\u00e0 si era avuta una spia della divaricazione incipiente fra il Magistero e la coscienza individuale in occasione della pubblicazione dell&#8217;enciclica di Paolo VI <em>Humanae vitae<\/em>, il 25 luglio 1968, che aveva provocato reazioni scandalizzate e quasi inferocite nel mondo cattolico e nella Chiesa stessa, non solo a titolo individuale, ma da parte di intere Conferenze episcopali, come quella del Canada, che decise di rigettarla pubblicamente. Sia detto fra parentesi, l&#8217;eminenza grigia di quel grave atto di ribellione fu un teologo di cui si parlava, e si parla, poco, ma che aveva rivestito un ruolo centrale nella stesura della dichiarazione <em>Nostra aetate<\/em> sul cosiddetto dialogo-interreligioso, che faceva a pezzettini due millenni di teologia della salvezza <em>mediante la conversione al Vangelo di Ges\u00f9<\/em>: Gregory Baum, tornato adesso alla ribalta, pi\u00f9 che novantenne, perch\u00e9 ha voluto raccontarci, in una spudorata autobiografia, di essere stato omosessuale praticante fin dall&#8217;et\u00e0 di quarant&#8217;anni, ma di averlo tenuto celato per poter continuare a esercitare la massima influenza all&#8217;interno della Chiesa, riuscendoci perfettamente in almeno due ambiti delicatissimi: il rapporto con le religioni con cristiane, e specialmente con il giudaismo, e le questioni legate alla morale sessuale delle coppie di sposi, nella prospettiva della procreazione responsabile. Tutte le cose si tengono, alla fine, a chi sappia allargare lo sguardo dalla parte all&#8217;intero; per chi sa andare oltre la superficie, appare chiaro come il Magistero della Chiesa e l&#8217;atteggiamento dei cattolici sono correlati su temi quali il pluralismo religioso, che diventa relativismo; la vita sessuale dei cattolici, che viene totalmente slegata dalla procreazione (quante donne, oggi, vogliono un figlio, ma non un marito?), e con gli strumenti della scienza che danno loro questa inaudita possibilit\u00e0; il giudizio sulla pratica omosessuale (fino al punto che dei vescovi cattolici, come quello di Anversa, auspicano una qualche forma di riconoscimento religioso del cosiddetto matrimonio omosessuale, ed altri, come quello di Santiago, in Spagna, ordinano sacerdoti due omosessuali notori e conviventi).<\/p>\n<p>Questa deriva individualista e fortemente egoica, in base alla quale ciascun essere umano \u00e8 padrone della propria vita (e anche di quella del nascituro, nel caso della donna), da prima della nascita fino alla morte ed oltre (cremazione e relativa dispersione delle ceneri al vento? oppure non cremazione? questo \u00e8 il dilemma) sarebbe stata contrastata, almeno nell&#8217;ambito del mondo cattolico, da una maggiore fedelt\u00e0 e conoscenza del <em>Nuovo Testamento<\/em>, invece di abbandonarsi a tanta cattiva teologia, o pseudo teologia, costantemente in affanno nel vano tentativo di adeguarsi alla mentalit\u00e0 del mondo moderno: vano perch\u00e9, mentre il mondo moderno brucia le tappe, la cultura cattolica, per quanto aperta e desiderosa di dialogo con tutto e con tutti, compresi i suoi irriducibili nemici (anche troppo!; fino al sacrificio della propria identit\u00e0 e specificit\u00e0, ossia dei proprio valori), non riuscir\u00e0 mai a tener il passo con essa: sarebbe come illudersi che, pedalando in bicicletta, si possa affiancare una fuoriserie e starle appaiati per tutta la strada che resta da fare. E, ad ogni modo, possibile che questi teologi modernisti e questi preti progressisti non siano mai sfiorati dal dubbio che,m cos\u00ec facendo, cio\u00e8 cercando continuamente d&#8217;inseguire le ultime tendenze della modernit\u00e0, stanno svendendo un patrimonio millenario e di valore infinito, perch\u00e9 di origine soprannaturale, con il piatto di lenticchie che, una volta mangiato, li lascer\u00e0 pi\u00f9 affamati di prima? Possibile che non venga loro in mente che l&#8217;eterno non deve correr dietro all&#8217;effimero, che l&#8217;assoluto non deve prendere a propria misura ci\u00f2 che \u00e8 relativo?<\/p>\n<p>La vita, per il cattolico, non \u00e8 di propriet\u00e0 individuale, ma appartiene a Dio, visto che da lui proviene e a lui dovr\u00e0 fare ritorno; e la stessa cosa vale per la morte. Nemmeno la morte \u00e8 nostra, perch\u00e9 non ne siamo i padroni: qualsiasi forma di suicidio, anche mascherato, come l&#8217;eutanasia, equivale a un tentativo di anticipare un evento ineluttabile, ma i cui tempi e modi spettano a Dio soltanto, non gi\u00e0 all&#8217;uomo, il quale, della vita, non \u00e8 il proprietario, ma soltanto l&#8217;usufruttuario. Sia della vita, sia della morte, l&#8217;uomo deve rendere conto a Dio: da Lui l&#8217;ha avuta in dono, a Lui la deve restituire: questo concetto peraltro da sempre insegnato dalla sana teologia cattolica, non dovrebbe essere assolutamente istintivo e naturale, per chi abbia un animo, non diciamo neppure cristiano, ma anche solo vagamente religioso? E dunque, non dovr\u00e0 essere ancora pi\u00f9 ineludibile, ancora pi\u00f9 rigoroso per un cattolico, visto che Ges\u00f9 Cristo, il Figlio di Dio, il Verbo Incarnato, per amore degli uomini e per la loro salvezza ha scelta sia di assumere su di s\u00e9 la vita terrena, sia di andare incontro alla morte, coscientemente e lucidamente, e proprio a <em>quella morte<\/em>, ossia la dolorosissima e ignominiosa morte di croce?<\/p>\n<p>Scrive san Paolo apostolo nella <em>Lettera ai Romani<\/em> (14, 7-12):<\/p>\n<p><em>Fratelli, nessuno di noi vive per se stesso e nessuno muore per se stesso, perch\u00e9 se noi viviamo, viviamo per il Signore; se noi moriamo, moriamo per il Signore. Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo dunque del Signore.<\/em><\/p>\n<p><em>Per questo infatti Cristo \u00e8 morto ed \u00e8 ritornato alla vita: per essere il Signore dei morti e dei vivi.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma tu, perch\u00e9 giudichi il tuo fratello? E anche tu, perch\u00e9 disprezzi il tuo fratello? Tutti infatti ci presenteremo al tribunale di Dio, poich\u00e9 sta scritto: &quot;Come \u00e8 vero che io vivo, dice il Signore, ogni ginocchio si piegher\u00e0 davanti a me e ogni lingua render\u00e0 gloria a Dio&quot;. Quindi ciascuno di noi render\u00e0 conto a Dio di se stesso.<\/em><\/p>\n<p><em>Cessiamo dunque dal giudicarci gli uni gli altri; pensate invece a non esser causa di inciampo o di scandalo al fratello.<\/em><\/p>\n<p>Essere del Signore, dunque significa utilizzare la propria vita per il Signore, e non solo per se stessi. Lo scopo finale di ogni esistenza \u00e8 quella di rendere onore e lode a Dio, di trasformarsi in un continuo inno di ringraziamento e di lode a Lui, nei pensieri, nelle parole e nelle opere di ogni giorno: questo \u00e8 il significato dell&#8217;espressione biblica: <em>\u00e8 necessario che<\/em> <em>ogni ginocchio si pieghi davanti a Dio e che ogni lingua renda gloria a Lui.<\/em><\/p>\n<p>L&#8217;invito a non giudicare il proprio fratello nasce da qui. Se il fine di ogni esistenza \u00e8 quello di render gloria a Dio, ne consegue che tutte le vite concorrono al medesimo fine, come tanti fiumi che corrono tutti allo steso mare. Il cristiano lo sa e per questo dovrebbe astenersi dal giudicare e dal disprezzare il proprio fratello: Dio solo \u00e8 il giudice, perch\u00e9 Lui solo, che legge nel segreto dei cuori, sa se noi abbiamo provato, oppure no, a vivere solamente per Lui e a fare ogni cosa pensando di piacere a Lui, e a nessun altro. E quando si dice che Dio solo \u00e8 Giudice, non bisogna intendere l&#8217;espressione nel senso umano: perch\u00e9 \u00e8 chiaro che un giudice umano, per esercitare degnamente la sua funzione, dovr\u00e0 limitarsi ad applicare la legge, con scienza e coscienza, senza far preferenze e senza guardare in faccia ad alcuno; mentre Dio \u00e8 un giudice infinitamente misericordioso, oltre che giusto: in Lui, e in Lui solo, misericordia e giustizia vanno perfettamente d&#8217;accordo. Inoltre, e questa \u00e8 l&#8217;altra, immensa differenza fra Lui e un giudice umano, Dio non giudica gli uomini dall&#8217;esterno, come fosse un principio che opera dal di fuori di essi. In realt\u00e0, Dio giudica nel senso che sovrintende alla rettitudine del giudizio: ma il giudizio, in ultima analisi, lo faranno gli uomini stessi. Saremo noi, proprio noi, quando la nostra vita si sar\u00e0 interamene consumata, che saremo chiamati a fare un bilancio di essa, con un unico sguardo, senza finzioni e senza ipocrisie: anche se lungo tutta la nostra esistenza terrena ci saremo raccontati un sacco di bugie e ci saremo auto-scusati e auto-assolti innumerevoli volte, pur essendo gravemente in difetto, allora, al cospetto di Dio, finalmente getteremo uno sguardo di verit\u00e0 su di noi, e ci vedremo come realmente siamo stati, e ne trarremo le inevitabili conclusioni. La giustizia divina ci sproner\u00e0 a giudicare noi stessi e ad essere giusti, in maniera esemplare, per una volta, verso la nostra vita: ricordando che &quot;giustizia&quot; \u00e8 dare a ciascuno secondo i suoi meriti. Assolvere il peccatore che non si \u00e8 pentito, per esempio, non sarebbe un atto di giustizia, e neppure di misericordia, perch\u00e9 la misericordia non pu\u00f2 procedere senza la giustizia e non pu\u00f2 prescindere da essa.<\/p>\n<p>Se il peccatore impenitente venisse perdonato e ammesso alla beatifica familiarit\u00e0 con Dio, verrebbe violata la giustizia: vale a dire che non verrebbe rispettata la sua libert\u00e0. Il peccatore impenitente ha scelto di vivere la sua vita contro Dio, cos\u00ec come il peccatore che si pente sceglie, sia pure tardivamente, di essere per Dio. Questa \u00e8 la differenza fra il buon ladrone, crocifisso accanto a Cristo, e il suo compagno di sventura, che non solo non si pente del male fatto e della vita mal spesa, ma deride Ges\u00f9 e lo invita, provocatoriamente, a salvare se stesso e anche loro. Al primo, e non all&#8217;altro, Ges\u00f9 dice: <em>In verit\u00e0, oggi stesso tu sarai con me in Paradiso<\/em>. Non lo dice al ladrone impenitente: non potrebbe dirgli una cosa simile, perch\u00e9, se lo facesse, violerebbe la giustizia, non gli renderebbe secondo i suoi meriti e non rispetterebbe la sua libert\u00e0. Riflettano su questo, i cattolici buonisti e progressisti, i cattolici un po&#8217; troppo misericordiosi, che si permettono di giudicare quel che Dio dovrebbe fare, per essere &quot;buono&quot; secondo il loro metro! Vi riflettano, ad esempio, quei cattolici &#8211; che poi non sono realmente tali, perch\u00e9 vanno contro il Vangelo &#8211; i quali asseriscono, con sicumera, come fosse un loro diritto e una certezza inoppugnabile, che <em>nel mondo del buon Dio non c&#8217;\u00e8 l&#8217;inferno<\/em>, e che ogni peccatore, alla fine, salir\u00e0 direttamente in cielo, senza neanche bisogno di fare alcuna penitenza, e soprattutto senza pentirsi amaramente dei suoi peccati! Vi rifletta monsignor Vincenzo Paglia, il quale ha osato commissionare un blasfemo affresco nel duomo di Terni, ove un artista dichiaratamente omosessuale ha celebrato il trionfo in cielo degli invertiti, dei transessuali e delle prostitute, raffigurati nell&#8217;atto di proseguire anche dopo la morte la loro vita disordinata, e dunque glorificando il peccato! In quell&#8217;affresco scandaloso, con un Cristo raffigurato in modo indecente e sacrilego, e con degli angeli che paiono piuttosto dei diavoli, non \u00e8 rappresentato l&#8217;inferno, evidentemente perch\u00e9 non esiste, come insegna il quinto e definitivo vangelo, che sostituisce gli altri quattro, il &quot;Vangelo secondo Fabrizio De Andr\u00e9&quot; (nella sua canzone <em>Preghiera in gennaio<\/em>, la cui &quot;teologia&quot; pare esser stata adottata da centinaia di sacerdoti e vescovi modernisti e progressisti della contro-chiesa odierna, gnostica e massonica, come appunto monsignor Paglia). Ma come potrebbe non esistere l&#8217;inferno, se vi sono uomini e donne che lucidamente e coscientemente rifiutano Cristo, rifiutano il Bene, rifiutano la Verit\u00e0? Come potrebbe non esistere, se Ges\u00f9 stesso ha detto: <em>Chi crede e verr\u00e0 battezzato, sar\u00e0 salvo; ma chi non crede, sar\u00e0 dannato<\/em>? Forse costoro vogliono smentire la Parola di Dio?<\/p>../../../../n_3Cp>Ebbene: anche a questo siamo arrivati. Il generale dei gesuiti, Arturo Sosa Abascal, peraltro in maniera perfettamente coerente rispetto alle premesse, ha asserito che <em>nessuno sa cosa Ges\u00f9 abbia detto veramente, perch\u00e9 allora non c&#8217;erano i registratori<\/em>. La strada dell&#8217;apostasia \u00e8 stata cos\u00ec spalancata. Se non sappiamo cosa ha detto Ges\u00f9, allora la Chiesa ha abusato per duemila anni della sua autorit\u00e0 ed ha insegnato un vangelo che non \u00e8 quello vero. Ma quale \u00e8 il vero Vangelo, a questo punto? Forse lo sanno Paglia e Sosa Abascal, mentre lo ignoravano Matteo, Marco, Luca e Giovanni, e anche san Paolo, allorch\u00e9 ammoniva <em>pensate a non esser causa di inciampo o di scandalo al fratello.<\/em> Loro sanno, questi preti modernisti, perch\u00e9 Ges\u00f9, sulla croce, non ha detto a tutti e due i ladroni: <em>Oggi stesso sarete entrambi con me<\/em>. O meglio: loro &#8216;sanno&#8217; che s\u00ec, lo ha detto&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una delle caratteristiche pi\u00f9 tipiche dell&#8217;uomo moderno \u00e8 la pretesa di vivere e morire per se stesso: cio\u00e8 di considerare la propria vita come una propriet\u00e0<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[107,109,237],"class_list":["post-27305","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-cattolicesimo","tag-chiesa-cattolica","tag-sacra-scrittura"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27305","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27305"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27305\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27305"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27305"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27305"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}