{"id":27297,"date":"2018-01-12T05:23:00","date_gmt":"2018-01-12T05:23:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/01\/12\/neochiesa-col-vento-in-poppa-verso-il-nulla\/"},"modified":"2018-01-12T05:23:00","modified_gmt":"2018-01-12T05:23:00","slug":"neochiesa-col-vento-in-poppa-verso-il-nulla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/01\/12\/neochiesa-col-vento-in-poppa-verso-il-nulla\/","title":{"rendered":"Neochiesa: col vento in poppa, verso il Nulla"},"content":{"rendered":"<p>La forza segreta, ma neanche tanto, che ha consentito alla neochiesa di fare passi da gigante nella conquista e nella sostituzione della vera Chiesa cattolica, in questi ultimi anni e decenni, particolarmente dopo il Concilio Vaticano II, risiede, paradossalmente, nella estrema semplicit\u00e0, per non dire nella banalit\u00e0, della sua parola d&#8217;ordine: autorizzare, incoraggiare e santificare il peccato, dopo averne rimosso e cancellato la coscienza dalle anime dei fedeli. Pi\u00f9 in generale: &quot;normalizzare&quot; il cattolicesimo, togliendogli il pungiglione della santificazione. La missione della Chiesa non \u00e8 pi\u00f9 quella d&#8217;incoraggiare e sostenere le anime nel loro percorso verso la santit\u00e0; no: adesso la sua funzione si riduce a sancire e approvare l&#8217;esistente, a prendere atto di quello che c&#8217;\u00e8, a catalogarlo, inventariarlo, e dire alle anime: <em>Poverine, come siete ferite, come siete sofferenti; rimanete pure nei vostri errori, nei vostri peccati: non saremo certo noi ad aggravare il vostro malessere, imponendovi un giogo che non sareste capaci di sopportare<\/em>. Insomma, una Chiesa con la &quot;c&quot; minuscola, tutta umana, che si muove in punta di piedi &#8212; tranne quando c&#8217;\u00e8 da farsi intervistare o fotografare, e qui parliamo del papa e dei grossi prelati e dei teologi di grido, sempre smaniosi di visibilit\u00e0; che quasi si scusa di esistere, che vuol dare il minor disturbo possibile, che non chiede nulla, non pretende nulla, neanche un accenno di <em>metanoia<\/em>, di conversione verso Dio. Una chiesa pluralista e tollerante, per la quale vanno bene tutte le verit\u00e0 e tutte le fedi, che rispetta e onora tutti gi errori e le eresie, che non sanziona pi\u00f9 nessuno, n\u00e9 sul piano dottrinale (a meno che sia un bieco &quot;tradizionalista&quot;), n\u00e9 su quello morale: che dice di s\u00ec a tutti, che abbraccia tutti, anche se al prezzo di svendere il Vangelo, banalizzare i Dieci Comandamenti, mettere il silenziatore al grido di Ges\u00f9 Cristo: <em>il tempo \u00e8 compiuto e il Regno di Dio \u00e8 vicino: convertitevi e credete al Vangelo!<\/em> (<em>Mc<\/em>, 1, 15).<\/p>\n<p>Un tempo la Chiesa diceva alle anime: <em>Voi soffrite perch\u00e9 siete lontane da Dio; il vostro malessere, il vostro dolore dipendono dal peccato: tornate a Lui e troverete la pace; adesso dice: Non affaticatevi troppo, non sforzatevi troppo: se non potete far di meglio che restare nel peccato, nel&#8217;adulterio, elle vostre passioni disordinate, ebbene restateci, e Dio vi benedice lo stesso<\/em>: il che \u00e8 precisamente quanto si afferma nel capitolo ottavo della esortazione apostolica <em>Amoris laetitia<\/em> del (falso) papa Bergoglio. Un tempo &#8211; ma non parliamo di secoli fa; parliamo di due o tre decenni fa, parliamo di alcuni anni fa &#8211; qualunque parroco di campagna (e lo diciamo senza cattiveria: a volte erano i migliori), anzi, qualsiasi seminarista al primo anno di seminario, avevano ben chiaro questo concetto, e sapevano che la loro missione consisteva nel trasmetterlo alle anime: v<em>ivere in grazia di Dio significa vivere bene, in pace con se stessi e con gli altri; vivere senza di Lui e contro di Lui equivale a vivere male, nell&#8217;infelicit\u00e0, nel vuoto, nelle spire di brame ingannevoli e deludenti<\/em>. Sorge perci\u00f2 la domanda: come \u00e8 stato possibile che il clero cattolico abbia smarrito, nel giro di pochi anni, la nozione essenziale di se stesso, di cosa \u00e8 la Chiesa, di quale funzione essa svolge nel mondo? Come \u00e8 possibile che la Chiesa cattolica sia giunta ad assumere una prospettiva, un linguaggio, una dottrina praticamente opposti: ad accantonare la propria proposta, il proprio messaggio, la propria verit\u00e0, e a mettere all&#8217;ordine del giorno le proposte del mondo, le sue verit\u00e0, i suoi messaggi, santificandoli e approvandoli\u00a0<em>a prescindere<\/em>, cio\u00e8, in pratica, annullando se stessa e rinunciando a predicare il Vangelo di Ges\u00f9 Cristo?<\/p>\n<p>La &quot;linea&quot; di Bergoglio, che \u00e8, semplicemente, la linea del Concilio, portata avanti fino alle estreme conseguenze (ma forse non ancora l<em>e estreme<\/em>: forse avremo ancora molto da vedere, nei prossimi anni) \u00e8 quella di accogliere tutti, rinunciando alla dottrina; di perdonare tutti, anche senza pentimento; di scalzare, un poco alla volta, l&#8217;idea stessa di peccato, instaurando un naturalismo radicale; di abbracciare tutti, anche a prezzo della verit\u00e0; e di approvare tutto, anche chiudendo gli occhi davanti al male. Tutto questo \u00e8 molto, ma molto comodo, sia per chi lo predica che per chi lo ascolta: \u00e8 un discorso che non pu\u00f2 non piacere, perch\u00e9 lascia gli uomini liberi di continuare a vivere come meglio credono, senza incomodarli con alcun sacrificio e con la bench\u00e9 minima penitenza. Il concetto stesso di penitenza scompare: logico: avendo intaccato ed eroso il concetto di peccato, a che servirebbe la penitenza? La penitenza \u00e8 necessaria per una umanit\u00e0 che si riconosce peccatrice; ma se l&#8217;umanit\u00e0 si trova a posto cos\u00ec com&#8217;\u00e8, e se la stessa chiesa (con la minuscola) benedice ogni sua scelta, anche la pi\u00f9 aberrante, anche la pi\u00f9 contraria, non diciamo alla legge di Dio, ma perfino alla legge naturale: per quale mai ragione ci si dovrebbe sottoporre alla penitenza? Via, siamo seri e razionali: la penitenza \u00e8 roba che andava bene per la societ\u00e0 medievale; ma oggi, non ne abbiamo davvero bisogno. Dio ci ama, Dio \u00e8 misericordioso, Dio ci abbraccia qualunque cosa facciamo: furto, assassinio, stupro, incesto, sodomia, calunnia, invidia, maldicenza, avidit\u00e0, accidia: che importa? La misericordia di Dio \u00e8 grande, accoglie tutti. Che si pentano o che non si pentano. E perch\u00e9 dovrebbero pentirsi, poi? Primo, Dio li accoglie comunque; secondo, essi non hanno fatto altro che seguire i loro bisogni, che puntare alla propria realizzazione. Cosa c&#8217;\u00e8 di male, in questo? Ma per &quot;realizzarsi&quot;, costui \u00e8 andato a letto con sua suocera (o con sua figlia, o con sua sorella, o con sua madre, o con suo cugino): ebbene, che cosa c&#8217;\u00e8 di tanto grave? In fondo, cosa ha fatto di male? Nessuno lo sa; e, se anche lo sa qualcuno, sono pur sempre fatti suoi: e allora? Ma, per realizzarsi, quell&#8217;altro ha frodato il giusto salario ai suoi operai. Eh, via; la vita \u00e8 una lotta, \u00e8 una competizione: lo sanno tutti; perci\u00f2 \u00e8 normale che quanti si trovano in posizione di vantaggio, ne approfittino almeno un poco. Non \u00e8 poi una cosa tanto insolita; quindi, non pu\u00f2 essere nemmeno tanto grave (in tempi di ateismo, \u00e8 la norma che fa la morale). Ma, sempre per realizzarsi, quell&#8217;altro ancora ha reso falsa testimonianza davanti al giudice, e cos\u00ec si \u00e8 impadronito di una eredit\u00e0 che non gli spettava, privandone i legittimi eredi: son cose che succedono, scagli la prima pietra chi avrebbe fatto diversamente, trovandosi al suo posto e offrendosi l&#8217;occasione buona. Infine, gli uomini e le donne non sono dei santi: e non \u00e8 giusto pretendere da loro pi\u00f9 di quel che possono dare. Ecco: questa \u00e8 la miserevole antropologia della neochiesa: ed \u00e8 un prodotto di successo, che si vende assai bene su tutti i mercati. Piace ovunque, a grandi e piccini: accarezza come una musica l&#8217;orecchio dei peccatori. Ha un suono cos\u00ec dolce, cos\u00ec naturale: pare una ninna nanna. Dormi, dormi, bel bambino: fai quel che vuoi nella tua vita e della tua vita, non ti preoccupar di nulla; Dio ti chiamer\u00e0 comunque a S\u00e9, perch\u00e9 Lui non esclude alcuno, non castiga alcuno. La giustizia di Dio non \u00e8 condannante e castigante, come dice quel fenomeno di teologo &quot;cattolico&quot; che ha nome Walter Kasper. <em>Dio non \u00e8 condannante e castigante<\/em>: che bel suono hanno queste parole, quale dolcezza ineffabile; a chi non piacerebbero, chi non vorrebbe sentirle?<\/p>\n<p>Il segreto \u00e8 tutto qui. Per millenovecento anni la Chiesa ha avuto l&#8217;indelicatezza, la rozzezza, l&#8217;incivilt\u00e0 di predicare la conversione e la penitenza, di suscitare l&#8217;orrore del peccato e il desiderio della vita di grazia; ha praticato quella che padre Ermes Ronchi definisce amabilmente &quot;la pedagogia della paura&quot;, agitando le fiamme dell&#8217;inferno; ora, divenuta finalmente saggia e matura, e dopo aver debitamente &quot;approfondito&quot; la comprensione del Vangelo, \u00e8 arrivata ad una conclusione ben diversa: che la vita \u00e8 buona in ogni modo, che non ci si deve vergognare di nulla, che si ha diritto a qualsiasi cosa, che \u00e8 proibito proibire alcunch\u00e9 (sono i frutti del &#8217;68&#8230;) e che la Chiesa \u00e8 il &quot;popolo di Dio&quot;, in cammino, che festeggia e che celebra se stesso. In cammino verso che cosa? Bah, questo \u00e8 secondario; non ha poi tanta importanza: l&#8217;importante \u00e8 l&#8217;essere in cammino, in movimento; perch\u00e9, come dice monsignor Lauro Tisi, vescovo di Trento e splendido esponente di questa neochiesa bergogliana, bisogna sempre andare da qualche parte, chi si ferma \u00e8 gi\u00e0 morto. E tanto peggio se, andando cos\u00ec alla spensierata, si finisce per trovarsi nei paraggi dell&#8217;inferno. Tanto, anche l&#8217;inferno non esiste, o se esiste, \u00e8 sicuramente vuoto; altrimenti come si accorderebbe con l&#8217;infinita misericordia divina, che, dice il teologo dalla lingua biforcuta, vuol salvare tutti? Si vede che Ges\u00f9, quando diceva:\u00a0<em>Convertitevi e credere al Vangelo<\/em>, parlava cos\u00ec, tanto per dire; ma non faceva mica sul serio. Perch\u00e9, se dovessimo prenderlo sul serio, cos\u00ec come seriamente lo ha preso la Chiesa per millenovecento anni, bisogna che si converta colui che \u00e8 nel peccato; e se si \u00e8 nel peccato, non si \u00e8 nella \u00a0grazia di Dio; e se non si \u00e8 nella grazia di Dio, si guadagna l&#8217;infelicit\u00e0 in questa vita, e la dannazione nell&#8217;altra&#8230;<\/p>\n<p>Ecco: se vogliamo ripartire, dobbiamo ripartire da qui; se la Chiesa vuol rimettersi sulle sue vere basi, deve riprendere da questo punto, a partire dal quale ha cominciato a tralignare: il senso della fragilit\u00e0 umana, il senso del peccato. Se ci si dimentica che l&#8217;uomo, da solo, non va da nessuna parte, e che da solo non combina nulla di buono, si dimentica l&#8217;essenziale. Bisogna tenere sempre a mente le parole di Ges\u00f9 Cristo (<em>Gv<\/em> 15, 1-7): <em>Io sono la vera vite e il Padre mio \u00e8 il vignaiolo.\u00a0Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perch\u00e9 porti pi\u00f9 frutto.\u00a0Voi siete gi\u00e0 mondi, per la parola che vi ho annunziato.\u00a0Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non pu\u00f2 far frutto da se stesso se non rimane nella vite, cos\u00ec anche voi se non rimanete in me.\u00a0Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perch\u00e9 senza di me non potete far nulla.\u00a0Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi lo raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano.\u00a0Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sar\u00e0 dato.<\/em> Troppo spesso i cristiani se le dimenticano, credono di poter fare da soli, pensano di essere chi sa che cosa, in quanto uomini, dotati di ragione e libert\u00e0: ma la verit\u00e0 \u00e8 che, senza l&#8217;aiuto di Dio, nessun uomo pu\u00f2 fare niente di niente, perch\u00e9 siamo creature fragili e incostanti, e basta un attimo perch\u00e9 cadiamo in tentazione. Tale \u00e8 la natura umana, dopo il peccato di Adamo: a quanto pare ce n&#8217;eravamo un po&#8217; tutti dimenticati. Niente di pi\u00f9 facile, visto che la chiesa, da tempo, proprio lei che dovrebbe insegnarlo a tutti, ha smesso di parlarne, e ormai sa parlare solo della dignit\u00e0 dell&#8217;uomo, della sua somiglianza con Dio (ancora per la lingua biforcuta di Kasper: tacendo il piccolo dettaglio del peccato), del fatto che la Chiesa \u00e8 formata dal &quot;popolo di Dio&quot; (e qui la radice del male risale direttamente al Concilio), come se l&#8217;essere uomini fosse un valore in s\u00e9, una cosa di cui vantarsi, indipendentemente dal Creatore. Ma l&#8217;uomo, senza Dio, \u00e8 solo una manciata di fango: dal fango proviene e al fango ritorna. Non c&#8217;\u00e8 nulla di bello o di desiderabile, nulla di ammirevole in lui, tranne ci\u00f2 che ne fa un figlio adottivo di Dio: in quanto creatura biologica, come animale evoluto, egli \u00e8 una ben misera cosa.<\/p>\n<p>Dunque, bisogna ripartire da qui: l&#8217;uomo, da solo, \u00e8 niente; con Dio, \u00e8 poco meno degli angeli, anzi, per certi aspetti \u00e8 addirittura superiore ad essi: perch\u00e9 gli angeli non sono mai soggetti ad alcuna tentazione, hanno scelto Dio una volta per tutte; l&#8217;uomo, invece, pur essendo gravato dal peso della carne, e quindi soggetto alla tentazione, se sceglie Dio, \u00e8 capace di opere sublimi e tale scelta \u00e8 eroica, perch\u00e9 non di rado va contro gl&#8217;istinti della natura. Perci\u00f2 bisogna rimettere la sanificazione all&#8217;ordine del giorno: bisogna tornare a predicare il bene e l&#8217;imitazione del bene; bisogna tornare a lodare la bont\u00e0 e puntare alla perfezione, secondo le parole di Ges\u00f9: <em>Siate perfetti, come perfetto \u00e8 il Padre vostro nei cieli<\/em> (<em>Mt<\/em> 5,48); bisogna spronare al sacrificio e alla penitenza, perch\u00e9 nulla si ottiene di grande, senza di essi. Bisogna portare ad esempio di vita cristiana dei modelli moralmente positivi; bisogna predicare ai giovani il coraggio di saper andare contro corrente, affrontando, se necessario, solitudine e incomprensione; agli adulti, la responsabilit\u00e0 di essere di buon esempio; ai genitori e a tutti gli educatori, la necessit\u00e0 di essere credibili, e perci\u00f2 coerenti nella loro vita con le cose che insegnano; a tutti, di essere umili, di non montarsi la testa, di non coltivare la mala pianta dell&#8217;ego, di essere servizievoli, benevoli e disposti al perdono, ma, nello stesso tempo, fermi e incrollabili nella difesa dei principi. Un cristiano che scende a compromessi sui principi essenziali del Vangelo \u00e8 un falso cristiano, un furbone che dice: <em>Ges\u00f9, Ges\u00f9<\/em>, quando tutto va bene, ma che dice: <em>Io non conosco quell&#8217;uomo!<\/em> allorch\u00e9 si profila, non diciamo il pi\u00f9 piccolo pericolo, ma anche solo il pi\u00f9 piccolo inconveniente.<\/p>\n<p>Per rifondare la nostra fede, dobbiamo rifondare l&#8217;antropologia cristiana: dobbiamo bonificarla da tutti i veleni che la cultura moderna, atea e materialista, vi ha depositato, e che sono stati accolti con colpevole leggerezza: dal marxismo alla psicanalisi, l&#8217;elenco sarebbe lunghissimo; dobbiamo strappare tutte le erbacce che hanno gonfiato di orgoglio e di sospetto il cuore dell&#8217;uomo, e tornare a seminarvi il buon grano del Vangelo. Dobbiamo, soprattutto, far penitenza, pregare incessantemente e invocare che scendano su noi i sette doni dello Spirito Santo, i quali, soli, guidano in bene i nostri passi nella vita terrena: sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, piet\u00e0, timore di Dio. Dobbiamo gettarci ai piedi della Croce e pregare Dio che ci doni un cuore nuovo, in luogo del nostro cuore di pietra (cfr. <em>Ezechiele<\/em>, 36, 26). Questo dobbiamo fare, per non precipitare nel Nulla&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La forza segreta, ma neanche tanto, che ha consentito alla neochiesa di fare passi da gigante nella conquista e nella sostituzione della vera Chiesa cattolica, in<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30169,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[109,117],"class_list":["post-27297","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-modernismo","tag-chiesa-cattolica","tag-dio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-modernismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27297","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27297"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27297\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30169"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27297"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27297"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27297"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}