{"id":27292,"date":"2008-08-12T06:24:00","date_gmt":"2008-08-12T06:24:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/08\/12\/nella-luce-argentea-della-luna-i-cervi-escono-dal-bosco-e-vanno-a-bere\/"},"modified":"2008-08-12T06:24:00","modified_gmt":"2008-08-12T06:24:00","slug":"nella-luce-argentea-della-luna-i-cervi-escono-dal-bosco-e-vanno-a-bere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/08\/12\/nella-luce-argentea-della-luna-i-cervi-escono-dal-bosco-e-vanno-a-bere\/","title":{"rendered":"Nella luce argentea della luna i cervi escono dal bosco e vanno a bere"},"content":{"rendered":"<p>Nella chiara notte d&#8217;estate, il disco della Luna al primo quarto brilla di una luce insolitamente gialla, che diffonde nel cielo un magico alone dal pallido chiarore e si insinua al di sotto dei banchi di nuvole bianchissime, strappando loro riflessi di madreperla.<\/p>\n<p>N\u00e9 la luce lunare, n\u00e9 le nuvole sparse riescono per\u00f2 a nascondere il mantello sontuoso di luci sfavillanti che ardono nella notte d&#8217;agosto.<\/p>\n<p>Lentissime, le costellazioni ruotano attorno alla Polare: l&#8217;Orsa che si aggira con la sua piccola; i sovrani Cefeo e Cassiopea, impietriti dall&#8217;angoscia; Andromeda piangente, incatenata alla scogliera, mentre il Dragone emerge dalle acque; Pegaso, il cavallo alato, che galoppa nell&#8217;azzurro firmamento; e Perseo che, intrepido, sguaina la spada per affrontare il mostro e salvare dal suo tragico destino la bella principessa etiope.<\/p>\n<p>La giornata \u00e8 stata calda, ma la notte \u00e8 molto fresca e &#8211; cosa strana -, bench\u00e9 non sia ancora caduta la pioggia, si respira nell&#8217;aria un intenso odore di terra bagnata.<\/p>\n<p>Chiss\u00e0 come, anche i grilli, ora, tacciono; e il loro ammutolire fa pi\u00f9 rumore del loro canto incessante. Nessun insetto, nessun uccello anima la quiete della notte; il silenzio \u00e8 cos\u00ec denso e compatto che pare trasformarsi in un suono assordante che non vene dall&#8217;esterno, ma sembra originarsi dall&#8217;interno degli orecchi.<\/p>\n<p>Un magnifico pino strobo, verso mezzogiorno, si staglia con le sue forme elegantissime contro il chiarore argenteo della Luna, come in un quadro di Raffaello o di Leonardo, dipinto con sobrie, precise pennellate.<\/p>\n<p>All&#8217;estremit\u00e0 opposta dell&#8217;orizzonte, verso settentrione, colline e montagne stendono i loro dorsi e i loro fianchi come creature favolose, come enormi cetacei o come femmine giganti che allungano voluttuosamente le loro membra smisurate. Ammantate di fitti boschi che stormiscono alla brezza e spandono nella notte mille profumi, sembrano sprofondate in una quiete sovrumana, fuori del tempo.<\/p>\n<p>Quei boschi, \u00e8 cosa nota, abbandonati dall&#8217;uomo, si sono ripopolati poco a poco di una ricca fauna selvatica: cinghiali, talvolta in branchi assai numerosi; caprioli; cervi scesi dalle montagne retrostanti, e divenuti ormai un flagello per gli orti e per le vigne.<\/p>\n<p>Qualche tempo fa si parl\u00f2 perfino &#8211; e la cosa fece correre un brivido di spavento &#8211; di un leopardo o di un giaguaro, fuggito chiss\u00e0 da dove e aggirantesi, affamato e smarrito, tra i boschi ove, di notte, il freddo doveva morderlo come non mai nella sua patria lontana. Ne furono trovate le tracce presso il piccolo cimitero del paese; e i resti di alcuni caprioli sembravano tradire il suo inquietante passaggio.<\/p>\n<p>Ma specialmente i cervi, da qualche tempo, sono tornati a far parlare di s\u00e9; i cervi che &#8211; a differenza dei caprioli, da sempre molto diffusi sulle colline -, a memoria d&#8217;uomo non si erano pi\u00f9 visti se non molto pi\u00f9 in alto, in cima alle montagne.<\/p>\n<p>Ecco, li si pu\u00f2 immaginare come se fossero qui davanti, i cervi dalle corna maestose, che escono dai boschi profondi e dalle dense zone d&#8217;ombra e traversano le radure, nella luce argentea della Luna, per scendere ai ruscelli e dissetarsi.<\/p>\n<p>Ritti sulle zampe snelle, con gli orecchi tesi e le narici frementi, pronte a cogliere il minimo odore sospetto; con l&#8217;occhio sbarrato nel chiarore diffuso, simile a quello dei lampi durante un temporale notturno, i cervi vanno a bere, quasi adempiendo a un rito solenne e misterioso, cui solo pochissimi iniziati possono accedere, in punta di piedi.<\/p>\n<p><em>Come la cerva assetata<\/em><\/p>\n<p><em>Anela ai rivi delle acque,<\/em><\/p>\n<p><em>cos\u00ec l&#8217;anima mia va in cerca di Te,<\/em><\/p>\n<p><em>di Te, mio Dio.<\/em><\/p>\n<p>(Salmo 41).<\/p>\n<p>Simili a esseri di un altro mondo, sfilano nella notte senza quasi produrre alcun rumore: esseri di luce e di bellezza, troppo timidi ed elusivi per appartenere al nostro mondo ordinario; troppo slanciati ed eleganti, troppo leggeri e indecifrabili per essere parte della nostra sfera di realt\u00e0, legati ai nostri stessi limiti.<\/p>\n<p>Paiono usciti da un mondo di fiaba, cos\u00ec vicino eppure cos\u00ec lontano dal nostro; creature meravigliose e mitologiche, come il liocorno delle leggende medioevali; fantasmi che si muovono con grazia infinita, come sfiorando il terreno, quasi che i loro zoccoli non reggessero un peso vivo e reale, ma solo un gioco di ombre evanescenti.<\/p>\n<p>E le scure sagome del pino, del cipresso, del salice e del mirto, che li avvolgono e disegnano loro un cerchio tutto intorno, partecipano anch&#8217;esse del medesimo rito, della stessa magia, solidali nel segreto sussurrato dalla notte di Luna.<\/p>\n<p><em>Sono sazie d&#8217;acqua le piante del Signore,<\/em><\/p>\n<p><em>i cedri del Libano da Lui opinanti;<\/em><\/p>\n<p><em>l\u00e0 i passeri fanno il nido<\/em><\/p>\n<p><em>e sulla cima dimora la cicogna.<\/em><\/p>\n<p><em>Sulle alte montagne vivono i cervi,<\/em><\/p>\n<p><em>i tassi trovano rifugio nelle rocce.<\/em><\/p>\n<p>(Salmo 104).<\/p>\n<p>\u00c8 strano pensare che questo mondo fiabesco, fasciato nella luce argentea, \u00e8 lo stesso che ora giace addormentato, dopo una ennesima giornata di cose banali e quotidiane; che questo mondo favoloso, che si protende nella notte e che par di poter sfiorare solo allungando un braccio, \u00e8 il medesimo che, durante il d\u00ec, si \u00e8 trascinato con fatica e noia lungo le solite strade d&#8217;ogni giorno, nel rumore e nella fretta di una vita scandita da esigenze puramente esteriori.<\/p>\n<p>O forse <em>non<\/em> \u00e8 lo stesso mondo?<\/p>\n<p>Che rapporto c&#8217;\u00e8 fra il muoversi frettoloso e inconsapevole dei giorni senza storia, con le bollette da pagare e le cento preoccupazioni familiari e di lavoro, e questo silenzio carico di contemplazione e di stupore, mentre i cervi escono dalle pieghe dense dei boschi, per andare a bere nella liturgia arcana della notte, rischiarata dai raggi lunari?<\/p>\n<p>\u00c8 possibile che si tratti della medesima realt\u00e0, colta in due momenti diversi; o non saranno invece due realt\u00e0 distinte e incommensurabili, l&#8217;una delle quali emerge e si diffonde solo quando l&#8217;altra si inabissa dietro la linea dell&#8217;orizzonte: e, perci\u00f2, materialmente impossibilitate a coesistere e a conoscersi?<\/p>\n<p>S\u00ec: deve essere cos\u00ec.<\/p>\n<p>E la cosa pi\u00f9 curiosa \u00e8 che entrambe queste realt\u00e0, entrambi questi mondi sono contenuti entro di noi, fanno parte del nostro paesaggio e della nostra sinfonia.<\/p>\n<p>Sta a noi far s\u00ec che l&#8217;uno, esaurito il suo compito, si congedi e lasci spazio al manifestarsi dell&#8217;altro; perch\u00e9, insieme, essi non possono apparire, mai.<\/p>\n<p>Ma quando riusciamo ad evocare il mondo magico, nel quale vivevamo immersi da bambini che ci attende, fedele, anche nell&#8217;et\u00e0 adulta, se pure noi sembriamo interamente dimentichi di lui: allora si verifica il prodigio, allora ha luogo l<em>&#8216;epifania<\/em>.<\/p>\n<p>L&#8217;epifania \u00e8 la manifestazione del divino nella sfera del profano: un evento straordinario, quasi sconvolgente. Pure, sta a noi fa s\u00ec che esso divenga un \u00abmiracolo ordinario\u00bb, ogni volta che noi sgomberiamo la mente e il cuore per fargli luogo.<\/p>\n<p>E possiamo farlo; perch\u00e9, in realt\u00e0, non siamo noi a farlo: dobbiamo solo riconoscere la Grazia con la quale ci si offre, eternamente nuovo ed eternamente fresco.<\/p>\n<p>Come le stelle brillano sempre in cielo, ma di giorno non possiamo vederle, perch\u00e9 sono messe in ombra dal fulgore dell&#8217;astro diurno; ma poi, se un&#8217;eclisse di Sole ne spegne per un attimo i raggi fiammeggianti, ecco che possiamo intravedere il mistero della notte: similmente il mondo incantato, che prega incessantemente lodando l&#8217;Essere da cui erompe, \u00e8 sempre vivo e palpitante entro di noi, e basta che smorziamo le luci artificiali della fretta e della cura, per vederlo riemergere davanti al nostro sguardo, carico di sussurri e di aromi.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 una condizione, per\u00f2: che il cuore sia puro da brame smodate e da un cieco attaccamento alle cose, alle passioni che ci tirano verso il basso.<\/p>\n<p>Altrimenti, basta poco e tutto il meraviglioso spettacolo scompare; cos\u00ec come il pi\u00f9 piccolo rumore pu\u00f2 mettere in fuga i cervi scesi a bere nella luce argentea della Luna. Per non vederli scappare, occorre saper trattenere il fiato.<\/p>\n<p>Ma non \u00e8 una condizione troppo dura e non \u00e8 poi cos\u00ec difficile soddisfarla: perch\u00e9, una volta che l&#8217;epifania ci ha spalancato l&#8217;occhio interiore con il fulgore della sua bellezza, chi non tratterrebbe il fiato, per la magnificenza dello spettacolo che gli si offre?<\/p>\n<p><em>I cieli narrano la gloria di Dio,<\/em><\/p>\n<p><em>il firmamento proclama l&#8217;opera delle Sue mani.<\/em><\/p>\n<p><em>Un giorno ne parla con l&#8217;altro,<\/em><\/p>\n<p><em>una notte passa all&#8217;altra la notizia.<\/em><\/p>\n<p><em>Non \u00e8 racconto, non \u00e8 linguaggio,<\/em><\/p>\n<p><em>non \u00e8 voce che possa essere intesa.<\/em><\/p>\n<p><em>Per ogni terra ne corre la voce,<\/em><\/p>\n<p><em>ne giunge l&#8217;eco ai confini del mondo.<\/em><\/p>\n<p>(Salmo 19)<\/p>\n<p>Non \u00e8 voce che possa essere intesa; o forse s\u00ec.<\/p>\n<p>Forse, basta mettere a tacere gli altri rumori &#8211; quelli insignificanti o molesti, quelli gracchianti e prepotenti del \u00abtempo profano\u00bb -; ed ecco che gli orecchi si aprono al suono della ineffabile melodia, cos\u00ec come gli occhi si schiudono e, finalmente, <em>vedono.<\/em><\/p>\n<p>Il mondo \u00e8 popolato di cose meravigliose che aspettano soltanto di essere viste, udite, odorate, gustate e sfiorate; e noi siamo nei miliardari che ignorano di essere tali, siamo i padroni di un palazzo ricchissimo, circondato da un immenso giardino, la cui bellezza supera ogni nostra pi\u00f9 ardente immaginazione.<\/p>\n<p>Pure, preferiamo sovente inseguire una pallida contraffazione di quella bellezza, trascinandoci con pena e amarezza lungo i sentieri riarsi e polverosi di mille appetiti disordinati, oppressi da un&#8217;afa soffocante.<\/p>\n<p>Curiosa scelta di vita: una sete divorante al posto della pace; una lotta continua e penosa, in luogo del riposo; mille e mille fantasmi di paure, di angosce e di desideri inconfessabili, invece dell&#8217;appagamento e del benessere.<\/p>\n<p>Nondimeno, siamo ancora in tempo a ritrovare il senno e a invertire la rotta.<\/p>\n<p>Non \u00e8 mai troppo tardi per far tacere le voci stridule dell&#8217;ego e per lasciare che l&#8217;epifania ci si riveli in tutto il suo splendore. Non saremo mai cos\u00ec poveri da non poterci alzare dalla buia cantina in cui ci siamo confinati, e tornare ad ammirare il cielo stellato.<\/p>\n<p>Dipende solo da noi.<\/p>\n<p>Di notte, nella luce argentea della Luna, come per una misteriosa liturgia, i cervi escono dal fitto del bosco e scendono ai ruscelli, solenni e silenziosi, per recarsi a bere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella chiara notte d&#8217;estate, il disco della Luna al primo quarto brilla di una luce insolitamente gialla, che diffonde nel cielo un magico alone dal pallido<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30190,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[71],"tags":[92],"class_list":["post-27292","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varie-teologia-e-religione","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-varie-teologia-e-religione.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27292","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27292"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27292\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30190"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27292"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27292"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27292"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}