{"id":27287,"date":"2007-10-28T08:47:00","date_gmt":"2007-10-28T08:47:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2007\/10\/28\/in-un-mondo-dominato-da-problemi-tecnici-lesigenza-ontologica-si-affievolisce-e-muore\/"},"modified":"2007-10-28T08:47:00","modified_gmt":"2007-10-28T08:47:00","slug":"in-un-mondo-dominato-da-problemi-tecnici-lesigenza-ontologica-si-affievolisce-e-muore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2007\/10\/28\/in-un-mondo-dominato-da-problemi-tecnici-lesigenza-ontologica-si-affievolisce-e-muore\/","title":{"rendered":"In un mondo dominato da problemi tecnici l&#8217;esigenza ontologica si affievolisce e muore"},"content":{"rendered":"<p>Riportiamo una pagina particolarmente significativa del filosofo francese Gabriel Marcel (Parigi 1889-1973), tratta dalla sua opera <em>Posizione e avvicinamenti concreti del mistero ontologico,<\/em> nel volume: Gabriel Marcel, <em>Filosofia della vita<\/em>, Milano, Fratelli Bocca Editori, 1943, pp. 34-36. Incredibile ma vero, nell&#8217;Italia del 1943, il XXI e ultimo del fascismo, alla vigilia del crollo &#8211; il pi\u00f9 drammatico nella storia dell&#8217;Italia moderna &#8211; si traducevano e si stampavano eccellenti testi stranieri. Povera, meravigliosa Italia, tradita da amici e da nemici e gettata, come un vaso di coccio tra vasi di ferro, nel pi\u00f9 spaventoso cataclisma della storia, e che ancora trovava delle risorse da destinare alla cultura e alla vita dello spirito! Quando Milano e Torino erano sotto le bombe dei &quot;liberatori&quot; angloamericani, che si accingevano a sbarcare in forze in Sicilia &#8211; reintroducendovi la mafia e fucilando impunemente i nostri soldati fatti prigionieri &#8211; Giorgio Kaisserlian traduceva e scriveva la prefazione all&#8217;opera di un filosofo francese allora poco conosciuto fuori del suo Paese e quasi per nulla nel Nostro, il pi\u00f9 coerente continuatore di Kierkegaard sulla scia dell&#8217;esistenzialismo di tendenza religiosa:<\/p>\n<p><em>&quot;La vita in un mondo che ha come asse l&#8217;idea di funzione \u00e8 esposta alla disperazione, sbocca nella disperazione, perch\u00e9 in realt\u00e0 questo mondo \u00e8 vuoto, perch\u00e9 risuona come il vuoto; e se essa resiste alla disperazione, \u00e8 unicamente nella misura in cui intervengono, nel seno di questa esistenza ed in suo favore, certe potenze segrete che \u00e8 incapace di pensare o di riconoscere. Soltanto questa cecit\u00e0 fondamentale tende inevitabilmente a ridurre l&#8217;azione possibile di queste potenze, ed a privarle in fin dei conti del loro punto d&#8217;appoggio.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Noter\u00f2 da una parte che questo mondo \u00e8 colmo di problemi, da un&#8217;altra che esso \u00e8 animato dalla volont\u00e0 di non fare nessun posto al mistero&#8230; Eliminare o tentare di eliminare il mistero \u00e8, per il mondo funzionalizzato di cui abbiamo parlato, far intervenire in presenza degli eventi che rompono il corso dell&#8217;esistenza &#8211; la nascita, l&#8217;amore, la morte &#8211; questa categoria psicologica e pseudo-scientifica del<\/em> naturale <em>che meriterebbe uno studio particolare. Non \u00e8, a dir il vero, che il residuo degradato per la quale la causa spiega l&#8217;effetto, cio\u00e8 ne rende perfettamente conto. In un mondo di questa specie c&#8217;\u00e8, al contrario, un&#8217;infinit\u00e0 di problemi, perch\u00e9 le cause non ci sono conosciute in dettaglio e c&#8217;\u00e8 dunque posto per delle investigazioni indefinite. All&#8217;infuori dei problemi teorici,, vi sono dei problemi tecnici innumerevoli anche loro e legati alla questione di sapere come le differenti funzioni vitali e sociali di cui si \u00e8 fatto l&#8217;inventario, dopo averle bollate, possono esercitarsi senza danno le une per le altre. Tra problemi teorici e problemi tecnici la solidariet\u00e0 \u00e8 d&#8217;altronde rigorosa; perch\u00e9 i problemi teorici si riferiscono a delle tecniche determinate ed inversamente i problemi tecnici possono essere risolti solo se un certo sapere teorico \u00e8 stato antecedentemente costituito.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;In un tale mondo, l&#8217;esigenza ontologica, l&#8217;esigenza di essere si estenua nella precisa misura in cui la personalit\u00e0 si scinde, in cui trionfa la categoria del naturale ed in cui si atrofizzano conseguentemente quel che bisognerebbe forse chiamare le potenze della meraviglia.&quot;<\/em><\/p>\n<p>La conclusione, assai preoccupata, di Marcel rispetto a una tale tendenza non lascia spazio a equivoci o fraintendimenti (<em>op. cit.,<\/em> pp. 32-34):<\/p>\n<p><em>&quot;Tante ore sono consacrate a tale funzione. Il sonno anche \u00e8 una funzione che bisogna assolvere, per poter assolvere altre funzioni. Ed \u00e8 lo stesso del riposo, dello svago. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Senza dubbio degli inizi di disordine, di rottura possono manifestarsi: l&#8217;incidente sotto tutte le sue forme, la malattia. Si concepir\u00e0 molto bene allora, ed \u00e8 quello che succede in America, e credo in Russia, che l&#8217;individuo sia sottomesso come un orologio a delle verificazioni periodiche. La clinica appare qui come una casa di controllo e come un&#8217;officina di riparazione. E sar\u00e0 ancora da questo stesso punto di vista del funzionamento che saranno considerati dei problemi essenziali come quello del<\/em> birth-control.<\/p>\n<p><em>&quot;In quanto alla morte, essa appare pi\u00f9 da un punto di vista obiettivo e funzionale, come un oggetto messo fuori d&#8217;uso, come una caduta nell&#8217;inutilizzabile, come un<\/em> rifiuto <em>puro.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;C&#8217;\u00e8 appena bisogno d&#8217;insistere sull&#8217;impressione di opprimente tristezza che si sprigiona da un mondo che ha per essere la funzione. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Ma non vi \u00e8 soltanto la tristezza di questo spettacolo per colui che guarda; vi \u00e8il sordo, intollerabile disagio sentito da colui che si vede ridotto a vivere come se si confondesse effettivamente con le sue funzioni; e questo disagio basta a dimostrar che vi \u00e8 qui un errore od un abuso d&#8217;interpretazione atroce che un ordine sociale sempre di pi\u00f9 inumano ed una filosofia inumana anche lei (che se l&#8217;ha preformato, si \u00e8 in seguito modellata su questo ordine) sono ugualmente riusciti a radicare in tante intelligenze senza difesa.&quot;<\/em><\/p>\n<p>Parole profetiche, se si pensa che furono scritte una settantina d&#8217;anni fa: prima di Hiroshima e Nagasaki, prima dello sbarco sulla Luna, prima dell&#8217;avvento dell&#8217;informatica e dell&#8217;evidenza degli sconvolgimenti climatici e ambientali prodotti da uno &quot;sviluppo&quot; dissennato e auto-centrato. Nella civilt\u00e0 della funzione e della tecnica, l&#8217;esigenza dell&#8217;essere viene sommersa &#8211; almeno apparentemente &#8211; dal coro di mille voci e rumori, di mille problemi e, appunto, funzioni, e relegata nell&#8217;angolo pi\u00f9 buio della nostra cantina; salvo poi riemergere, come esigenza vitale e tradita, sotto forma d&#8217;intollerabile angoscia esistenziale (vedi <em>La nausea<\/em> di Jean-Paul Sartre) o come certezza esclusiva del nostro essere-per-la-morte (come nella filosofia di Heidegger). Un mondo totalmente votato alla tecnica, ove domina il funzionalismo pi\u00f9 esasperato e ove gli esseri umani sono degradati da persone a meccanismi, \u00e8 un mondo necrofilo destinato all&#8217;auto-distruzione: questo \u00e8 il monito drammatico che ci viene rivolto.<\/p>\n<p>Ora, esistono bens\u00ec delle <em>potenze segrete<\/em> che lottano per contrastare la disperazione crescente che s&#8217;impadronisce degli esseri umani nella societ\u00e0 della tecnica, le quali agiscono perfino a nostra insaputa e senza che noi siamo in grado di riconoscerle. Marcel non le nomina, ma il credente pu\u00f2 pensare al concetto della Grazia, cio\u00e8 di un dono straordinario da parte di Dio stesso per venie incontro alla debolezza dell&#8217;uomo; mentre il non credente pu\u00f2 pensare alla capacit\u00e0 di automedicarsi e autorigenerarsi propria della natura stessa, almeno entro certi limiti; come avviene del corpo umano, ad esempio, nel caso della malattia o di un incidente, di una frattura e simili. Ma non bisogna illudersi che tali potenze possano fare tutto il lavoro, sostituendosi interamente alla libert\u00e0 umana; in ultima analisi, solo l&#8217;essere umano pu\u00f2 decidere di prendere in mano il proprio destino e di perdersi o di salvarsi, perch\u00e9 nulla e nessuno possono sollevarlo dalla precisa responsabilit\u00e0 di <em>operare delle scelte<\/em>.<\/p>\n<p>Al tempo stesso, in una societ\u00e0 dominata dal funzionalismo &#8211; come abbiamo anche di recente sostenuto in polemica con lo scientismo tronfio e compiaciuto che guarda con sufficienza alla visione di un mondo incantato, propria delle societ\u00e0 pre-moderne (nell&#8217;articolo <em>Un mondo ricco di significato \u00e8 un mondo incantato che prega<\/em>), finiscono per inaridirsi quelle che Marcel chiama <em>le potenze della meraviglia<\/em> e che noi avevamo evocato parlando della capacit\u00e0 di stupore propria dell&#8217;infanzia.<\/p>\n<p>\u00abNon ci si stupisce pi\u00f9 di niente\u00bb: \u00e8 questa, purtroppo, una frase che oggi si sente ripetere sempre pi\u00f9 frequentemente; e quando accadr\u00e0 che anche i bambini incominceranno a non stupirsi pi\u00f9 di nulla, allora sar\u00e0 veramente il principio della fine: perch\u00e9 il bambino che non sa stupirsi diverr\u00e0 un adulto totalmente disumanizzato: efficiente, forse, ma solo in senso tecnico; per il resto, spiritualmente morto.<\/p>\n<p>La vita umana, comunque &#8211; osserva giustamente Marcel .- non pu\u00f2 sfuggire interamente ad alcuni eventi che scardinano il regolare fluire del tempo e incrinano il processo di meccanizzazione dell&#8217;uomo stesso. Se uno di tali eventi, l&#8217;amore, pu\u00f2 anche trasformarsi a sua volta in un rapporto puramente funzionalistico tra due persone che cercano null&#8217;altro che la manutenzione del proprio organismo &#8211; concedendosi, ad esempio, una razione di sessualit\u00e0 come ci si concede una razione di cibo o una giusta dose di sonno -, ve ne sono altri due il cui carattere dirompente non \u00e8 dato comunque sfuggire, neanche rifugiandosi in un mondo irto di asettica tecnologia fine a se stessa: la nascita e la morte.<\/p>\n<p>Nascita e morte sono i due eventi-cardine che segnano il nostro essere-nel-mondo: il primo rende possibile il nostro percorso di perfezionamento spirituale (che non sarebbe tale se non avessimo un corpo con cui verificare la nostra forza e la nostra fragilit\u00e0); la seconda ci pone una radicale domanda di senso e ci sfida a intraprendere il nostro cammino di viandanti con la massima seriet\u00e0 possibile. Guarda caso, sono proprio le ultime due cittadelle che il funzionalismo ipertrofico e delirante della societ\u00e0 della tecnica sta progettando di prendere d&#8217;assalto. La nascita biologica viene sempre pi\u00f9 artificialmente manipolata allo scopo di toglierle quel carattere sacrale e misterioso di evento trascendente, di dono che ci viene dato, per riportare il fenomeno &quot;vita&quot; nella prospettiva del dominio e del controllo: dalla scelta del colore degli occhi del nascituro al fatto di congelarne <em>in vitro<\/em> l&#8217;embrione e decidere se e quando farlo sviluppare e nascere, magari dopo la morte dei genitori (\u00e8 gi\u00e0 successo e succeder\u00e0 ancora). Il punto d&#8217;arrivo di questa manipolazione forsennata della vita sar\u00e0, secondo molti allarmanti segnali, la creazione di ibridi mostruosi che potrebbero venir destinati a particolari funzioni sub-umane: dallo svolgimento dei lavori pi\u00f9 malsani, pesanti e pericolosi, alla fornitura di organi per i trapianti.<\/p>\n<p>L&#8217;altro evento straordinario che si vorrebbe ricondurre all&#8217;alveo della pura naturalit\u00e0 \u00e8 la morte. Per quanto ci\u00f2 possa, oggi, apparire strano, vi sono gi\u00e0 dei ricercatori che si sono posti l&#8217;obiettivo di abbattere quest&#8217;ultima frontiera, prolungando la vita fisica a tempo indeterminato. Se l&#8217;uomo \u00e8 l&#8217;equivalente di una macchina, infatti, sarebbe anti-economico permettere che tale macchina si usuri prima di aver fornito tutto il rendimento (economico in primo luogo ma, all&#8217;occorrenza, anche militare) di cui \u00e8 suscettibile; almeno fino a quando non si trover\u00e0 il modo di rendere conveniente la sua riproduzione anzich\u00e9 il suo restauro (e,quel giorno, anch&#8217;essa finir\u00e0 nel cestino dell&#8217;usa-e-getta, come tutte le altre merci).<\/p>\n<p>Esagerazioni? Ecco allora cosa affermava, quasi trent&#8217;anni fa, Alvin Silverstein (gi\u00e0 preside della facolt\u00e0 di scienze biologiche al College di Staten Island, New York), in un libro dal titolo significativo <em>La conquista della morte<\/em> (titolo originale: <em>Conquest of Death<\/em>, 1979; tr.it. Milano, Sperling &amp; Kupfer, 1982, p 15):<\/p>\n<p><em>&quot;Possiamo essere l&#8217;ultima generazione che muore.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;I bambini che nascono oggi potrebbero rappresentare i primi esseri umani che non conosceranno la morte naturale. L&#8217;uomo possiede oggi infinite possibilit\u00e0 di foggiare il proprio destino.&quot;<\/em><\/p>\n<p>Chiaro, no?<\/p>\n<p>La conclusione \u00e8 evidente: quando l&#8217;ontologia, cio\u00e8 la nostalgia dell&#8217;essere, viene lasciata morire, nascono i mostri di una natura che vuole rimuovere la sua origine creaturale e farsi dio di se stessa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riportiamo una pagina particolarmente significativa del filosofo francese Gabriel Marcel (Parigi 1889-1973), tratta dalla sua opera Posizione e avvicinamenti concreti del mistero ontologico, nel volume: Gabriel<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[92],"class_list":["post-27287","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27287","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27287"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27287\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27287"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27287"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27287"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}