{"id":27286,"date":"2009-04-27T12:04:00","date_gmt":"2009-04-27T12:04:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/04\/27\/nel-bosco-tra-felci-e-rocce-muscose-nel-chiaro-mattino-di-primavera\/"},"modified":"2009-04-27T12:04:00","modified_gmt":"2009-04-27T12:04:00","slug":"nel-bosco-tra-felci-e-rocce-muscose-nel-chiaro-mattino-di-primavera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/04\/27\/nel-bosco-tra-felci-e-rocce-muscose-nel-chiaro-mattino-di-primavera\/","title":{"rendered":"Nel bosco, tra felci e rocce muscose, nel chiaro mattino di primavera"},"content":{"rendered":"<p>La strada asfaltata, in quel punto, disegna una svolta e s&#8217;impenna, prima di imboccare l&#8217;ultima discesa.<\/p>\n<p>Sul lato destro, subito oltre il margine stradale, inizia il bosco di acacie, di noccioli, di carpini e di querce, arrampicandosi su per il fianco della collina, in una verde esplosione di freschezza, resa pi\u00f9 intricata dall&#8217;edera selvatica e dagli altri rampicanti che infestano i tronchi e dal ricchissimo sottobosco di felici, epatiche e muschi.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 in alto, proprio sotto la cima dello sperone roccioso che domina la curva, si aprono alcune fessure nella pietra calcarea: alcune pi\u00f9 grandi, altre pi\u00f9 piccole, simili alle orbite vuote di un Calvario o alle finestre di una mitica citt\u00e0 scolpita nel monte, come Petra dei Nabatei &#8211; solo, ovviamente, in formato ridotto.<\/p>\n<p>Sono pi\u00f9 di vent&#8217;anni che percorro questa strada quasi ogni giorno, e non avevo mai notato tutto questo.<\/p>\n<p>In parte, ci\u00f2 \u00e8 dovuto al fatto che si tratta di una curva in salita &#8211; o in discesa, secondo il senso di marcia &#8211; piuttosto stretta, che richiede al guidatore una certa attenzione. D&#8217;inverno, quando la temperatura notturna si abbassa molto sotto lo zero, si copre di un sottile strato di ghiaccio, perch\u00e9 il costone la mantiene costantemente in ombra e l&#8217;acqua piovana o della neve che si scoglie invade la sede stradale e si trasforma in una pellicola insidiosa, pericolosissima. Non \u00e8 cosa rara finire fuori strada, o peggio; qualcuno ci ha lasciato la vita.<\/p>\n<p>Anche nella bella stagione, comunque, \u00e8 ben difficile che qualcuno, percorrendola in automobile, butti l&#8217;occhio oltre le fronde del bosco, e noti, proprio nell&#8217;incavo della doppia curva, quelle strane aperture sul fianco della collina. E lo stesso vale per un ciclista: io stesso l&#8217;ho percorsa tante volte in bicicletta, in passato; e mai avevo notato quel particolare cos\u00ec suggestivo, che richiama subito alla mente lo sfondo di certi quadri dei pittori del Rinascimento, specialmente quelli dedicati alle vite dei santi anacoreti nel Deserto.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, quando &#8211; per puro caso &#8211; vi ho buttato l&#8217;occhio, l&#8217;altro giorno, mi \u00e8 sembrato di fare una scoperta notevole: la sorpresa nel pieno della quotidianit\u00e0, l&#8217;insolito nella routine, il mistero nella vita di ogni giorno. E il pensiero d&#8217;esservi passato cos\u00ec tante volte, senza mai accorgermene o neanche immaginarne l&#8217;esistenza; e il pensiero che quasi nessuno, probabilmente, l&#8217;ha mai visto: che cosa strana. \u00c8 la strada che ho percorso pi\u00f9 spesso in vita mia, l&#8217;avr\u00f2 fatta migliaia e migliaia di volte: tanto da corrispondere a pi\u00f9 volte il giro della Terra; pensiero &#8211; anche questo &#8211; ben strano, e quasi vertiginoso.<\/p>\n<p>Eppure mai niente, neanche un sospetto.<\/p>\n<p>Ecco, stamattina \u00e8 un giorno di festa, il traffico \u00e8 minimo e mi posso fermare sul margine della strada, proprio sotto la prima delle due curve che scendono al piano.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un caso che questa localit\u00e0, questa valle tagliata nella parete di una catena di collie per aprirvi la strada, sia chiamata familiarmente LA CARBONERA. I boscaioli dovevano trovare abbondante legname in questo luogo, un tempo, e i carbonai vi fabbricavano il carbone; cose di appena qualche decennio fa &#8211; come narrato magistralmente da Carlo Cassola ne \u00abIl taglio del bosco\u00bb; ma che gi\u00e0 impallidiscono nelle nebbie di un passato ancestrale, quasi mitico.<\/p>\n<p>* * *<\/p>\n<p>Aria fresca, aria di libert\u00e0.<\/p>\n<p>Sono belle queste mattine presto dei giorni festivi, quando per le strade corrono poche macchine e nei paesi non si scorge anima viva. Senso di pace, senso di tranquillit\u00e0; \u00e8 come tornare indietro nel tempo, quando il volume traffico era un terzo o un quarto dell&#8217;attuale.<\/p>\n<p>L&#8217;aria \u00e8 frizzante, il cielo \u00e8 solcato da poche nuvolette bianchissime e il contrasto fra il verde della fitta vegetazione, il colore ocra della parete rocciosa erosa dalle acque e l&#8217;azzurro del cielo primaverile non potrebbe essere pi\u00f9 gradevole e, a suo modo, armonioso.<\/p>\n<p>Ecco a che cosa somiglia questo paesaggio: a quello di certi quadri di Giovanni Bellini o del suo discepolo pi\u00f9 famoso, Giovanni Battista Cima da Conegliano Ed \u00e8 logico che sia cos\u00ec: questi sono proprio i luoghi ove i due grandi pittori del Rinascimento ambientavano le loro meravigliose Madonne, i loro santi e le loro sante dalla bellezza che toglie il fiato (cfr. il nostro articolo \u00abUn quadro al giorno: <em>Madonna in trono col Bambino fra angeli e santi<\/em>, di G. B. Cima da Conegliano (1492)\u00bb, sempre sul sito di Arianna Editrice).<\/p>\n<p>La rotondit\u00e0 materna, e al tempo stesso sensuale, delle colline e il dolce languore della vegetazione, con le verdi foglioline tremolanti nell&#8217;aria limpida, creano un mirabile sfondo a quelle forme rocciose un po&#8217; strane, con quelle occhiaie vuote e misteriose: s\u00ec che tutto l&#8217;insieme potrebbe apparire come il capriccio un po&#8217; estroso di un artista; se non fosse &#8211; invece &#8211; tutto vero, tutto perfettamente sobrio e naturale.<\/p>\n<p>Un tempo, qui &#8211; del resto &#8211; si estraeva anche la lignite; c&#8217;era una discreta attivit\u00e0 mineraria, nelle viscere di questi colli. Un osservatore superficiale non lo crederebbe, ma tutta questa zona \u00e8 disseminata di anfratti, di grotte, di cave, in genere assai ben dissimulati dalla ridente vegetazione arbustiva ed arborea. Ne conoscevo anche una, di queste grotte carsiche: la visitai un paio di volte, tanti anni fa. Era un vero piccolo mondo sotterraneo, con tanto di stalattiti e stalagmiti e con il piccolo vestibolo dissimulato dalle fronde delle acacie.<\/p>\n<p>Strani ricordi: questa strada, percorsa cos\u00ec tante volte per abitudine, magari con noia, spesso con impazienza: e ora, d&#8217;improvviso, cos\u00ec sorprendentemente nuova, quasi sconosciuta, sembra davvero volermi dire qualcosa. \u00c8 la strada della mia vita, che ho percorso infinite volte con i pi\u00f9 diversi stati d&#8217;animo, nei giorni lieti e in quelli tristi.<\/p>\n<p>Ecco, sono bastati pochi passi dal margine della strada e gi\u00e0 mi sembra di essere penetrato in un altro mondo. La temperatura, sotto le fronde degli alberi, \u00e8 ancora decisamente fresca e l&#8217;aria \u00e8 piena dell&#8217;umidit\u00e0 della notte che si \u00e8 depositata in forma di rugiada su milioni di foglie e di fili d&#8217;erba, formando un ambiente saturo di linfe e di vapori che tra poco, con lo spuntar del sole, si dissolver\u00e0 impercettibilmente.<\/p>\n<p>Il canto d&#8217;innumerevoli uccelli riempie l&#8217;aria: incredibile udire tutte queste voci armoniose, incredibile pensare che migliaia di automobilisti vi passino accanto ogni giorno senza neanche sapere che esiste. Mi sembra che il canto degli uccelli nel primo mattino abbia un qualcosa di diverso da quello che si ode nelle altre ore del giorno; una nota pi\u00f9 gaia e vivace, pi\u00f9 spensierata, si direbbe quasi pi\u00f9 giovanile e speranzosa. Anche gli animali provano quelle stesse sensazioni che proviamo noi umani, al variare delle ore del giorno?<\/p>\n<p><em>\u00abL&#8217;alba vinceva l&#8217;ora mattutina<\/em><\/p>\n<p><em>che fugg\u00eca innanzi, s\u00ec che di lontano<\/em><\/p>\n<p><em>conobbi il tremolar della marina\u00bb<\/em><\/p>\n<p>dice Dante, (<em>Purgatorio<\/em>, I, 115-117): e ti par di sentire il cuore allargarsi, e l&#8217;anima distendersi e fondersi con l&#8217;armonia del mondo.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 un umile passero, un merlo, una rondine, non dovrebbero provare le stesse sensazioni? Perch\u00e9 non potrebbero aprirsi anch&#8217;essi alla pienezza dell&#8217;abbraccio con la vita, con il mondo, e godere di tanta bellezza cos\u00ec prodigalmente a noi offerta; e sentirsi parte pulsante di essa, tutt&#8217;uno con essa, in perfetta sintonia?<\/p>\n<p>* * *<\/p>\n<p>Il terreno \u00e8 un po&#8217; molle per la pioggia dei giorni scorsi, i tratti scoperti sono rivestiti da una fanghiglia ove il piede affonda lievemente.<\/p>\n<p>Il letto di un minuscolo torrente taglia attraverso il bosco e il suo fondo sassoso, ora asciutto, si apre come una stradina nel folto della macchia, ove \u00e8 pi\u00f9 agevole procedere senza inzupparsi le scarpe e i pantaloni.<\/p>\n<p>Bastano pochi metri di cammino e gi\u00e0 sono avvolto nella inesplicabile magia di questo luogo, di quest&#8217;ora, nell&#8217;aria pungente che sa quasi di montagna; mentre il profumo intenso, inconfondibile dell&#8217;erba bagnata inebria i polmoni come un fiotto di gioia e di vitalit\u00e0.<\/p>\n<p>Profumi, suoni melodiosi, colori teneri e vivaci, la luce del nuovo giorno e la carezza amica del venticello d&#8217;aprile: tutto questo crea un insieme cos\u00ec dolce e rasserenante, cos\u00ec indicibilmente benevolo e armonioso, che \u00e8 impossibile restarvi indifferente, impossibile non lasciarsene guidare come da un amico infinitamente saggio.<\/p>\n<p>Ecco, ora sono ai piedi del lato roccioso del colle e posso osservare pi\u00f9 da vicino quelle curiose cavit\u00e0 che si spalancano come orbite vuote. Sono di origine naturale, come posso constatare facilmente; tutte queste colline sono di natura carsica, e i loro dolci profili verdeggianti ricoprono una roccia aspra, tormentata, traforata da innumerevoli aperture scavate dall&#8217;acqua piovana nel corso dei millenni.<\/p>\n<p>Trovandomi ormai a pochi metri da questo spettacolo, che tanto mi aveva incuriosito allorch\u00e9 lo avevo scorto da lontano, ho la sensazione di essere forse in presenza di una citt\u00e0 fantastica, onirica; di una realt\u00e0 simmetrica e speculare rispetto all&#8217;altra, a quella &#8211; cio\u00e8 &#8211; per noi ordinaria e familiare. \u00c8 come se quelle aperture sul fianco scoperto della collina alludessero a finestre, portoni e terrazze di una metropoli strana ed aliena, che si affaccia inattesa dalla superficie zampillante di una fontana, o dal riverbero improvviso dell&#8217;arcobaleno&#8230;<\/p>\n<p>Nella grande pace del primo mattino, nella musica incessante di decine di uccelli che si leva dai rami degli alberi alti e sottili, incorniciati di rampicanti come da fastose ghirlande, mi lascio invadere da un senso di profonda consapevolezza, di totale e incondizionata adesione alla bellezza del mondo.<\/p>\n<p>Qui ogni cosa si fa chiara e naturale: i dubbi si acquietano, i pensieri si distendono, le domande trovano appagamento. Tutto \u00e8 come dev&#8217;essere.<\/p>\n<p>E la vocazione degli enti, tutti &#8211; dal pi\u00f9 grande al pi\u00f9 piccolo, dalla farfalla variopinta che ondeggia lieve sull&#8217;erba, alla mente umana che s&#8217;immerge nei pi\u00f9 ardui problemi filosofici, e s&#8217;interroga incessantemente e si strugge e si tormenta per cercar di capire &#8211; \u00e8 solo e unicamente questa: farsi unit\u00e0 con l&#8217;Essere.<\/p>\n<p>Decido di non proseguire, almeno per oggi.<\/p>\n<p>Ho visto abbastanza; ho trovato quel che cercavo.<\/p>\n<p>Non desidero arrampicarmi fino all&#8217;ingresso di quelle cavit\u00e0; non ora, almeno. Quel che esse avevano da dirmi, me l&#8217;hanno detto; e insieme ad esse la rugiada, gli alberi, il cielo, le nuvole, il sole, l&#8217;aria, il canto festoso degli uccelli.<\/p>\n<p>Nessun imperatore ha mai ricevuto accoglienza pi\u00f9 fastosa, al ritorno da un lungo viaggio in terre esotiche o da una guerra difficile, ma vittoriosa, da parte del suo popolo fedele; nessun malato, dopo un lungo soffrire, \u00e8 mai stato abbracciato con tanto trasporto dalla salute ritrovata.<\/p>\n<p>S\u00ec, credo si tratti proprio di questo: comprendere che l&#8217;ascolto \u00e8 pi\u00f9 importante della parola; che vedere \u00e8 pi\u00f9 necessario che guardare; che farsi piccoli \u00e8 il solo modo per divenire grandi; che abbandonarsi fiduciosi alla solitudine \u00e8 la condizione necessaria per ritrovare se stessi &#8211; e, al tempo stesso, anche tutto il resto.<\/p>\n<p>Si ritrova ogni cosa, quando si \u00e8 disposti a perderla: non perch\u00e9 si sia disposti a gettarla via in uno stupido gioco, ma perch\u00e9 si \u00e8 compreso che il valore profondo che riveste non sta in lei, ma nel coraggio virile con il quale ci accostiamo ad essa, e nella infinita delicatezza con la quale ne sappiamo rispettare il mistero.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La strada asfaltata, in quel punto, disegna una svolta e s&#8217;impenna, prima di imboccare l&#8217;ultima discesa. 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