{"id":27279,"date":"2013-07-01T10:19:00","date_gmt":"2013-07-01T10:19:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2013\/07\/01\/quando-il-nazismo-dei-fratelli-strasser-era-ancora-soprattutto-socialismo\/"},"modified":"2013-07-01T10:19:00","modified_gmt":"2013-07-01T10:19:00","slug":"quando-il-nazismo-dei-fratelli-strasser-era-ancora-soprattutto-socialismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2013\/07\/01\/quando-il-nazismo-dei-fratelli-strasser-era-ancora-soprattutto-socialismo\/","title":{"rendered":"Quando il nazismo dei fratelli Strasser era ancora soprattutto socialismo"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;eterna tendenza alla generalizzazione, alla semplificazione arbitraria, agli schematismi e alle facili etichettature ha fatto s\u00ec che sul nazismo sia scesa una cortina di pregiudizio cos\u00ec totale e cos\u00ec radicato, che \u00e8 quasi impossibile accostarsi ad esso con il necessario distacco e con la doverosa obiettivit\u00e0 storiografica.<\/p>\n<p>Se qualcuno si prova a farlo, immediatamente viene sospettato di inconfessabili simpatie neo-naziste e, quindi, di &quot;revisionismo&quot;, inteso, quest&#8217;ultimo, come il massimo della mostruosit\u00e0 intellettuale: una perfida macchinazione per riabilitare i criminali e i carnefici della storia e per gettare ombre di sospetto o perfino di disapprovazione sui &quot;buoni&quot;, su coloro che combatterono dalla parte &quot;giusta&quot;.<\/p>\n<p>Che la storia sia sempre, e debba essere per statuto ontologico, &quot;revisionista&quot;; che debba incessantemente, cio\u00e8, rivedere e ridiscutere le proprie interpretazioni senza mai dare nulla per scontato e per acquisito una volta per tutte, negando che nuovi documenti e nuove acquisizioni possano modificare la nostra percezione e la nostra interpretazione dei fatti: tutto questo, pare, non sfiora l&#8217;anticamera del cervello del pubblico, ma neanche &#8211; cosa pi\u00f9 grave &#8211; della maggior parte degli storici di professione, i quali non sembrano affatto imbarazzati di essere nello stesso tempo giudici e parte in causa nel sedicente &quot;processo&quot; storiografico.<\/p>\n<p>Ma lo studio della storia non \u00e8 un processo e non ha nulla a che fare con l&#8217;emissione di un verdetto: esso consiste nella ricerca intransigente della verit\u00e0, anche e specialmente quando essa \u00e8 scomoda, quando essa va contro le aspettative dei pi\u00f9, quando mette in crisi le nostre facili certezze, la nostra pigrizia e il nostro conformismo intellettuale. Per lo studioso della storia non ci sono amici o nemici, ma soltanto oggetti di studio meritevoli, tutti, dello stesso sforzo di comprensione: questo \u00e8 il suo compito, questo \u00e8 il senso del suo lavoro e della sua ricerca.<\/p>\n<p>Invece molte persone, anche di cultura, continuano a pensare che &quot;comprendere&quot; sia qualcosa di molto simile ad &quot;assolvere&quot;: proprio non vogliono levarsi dalla testa l&#8217;idea che non si tratta di fare il processo ad alcuno, ma di cerar di comprendere come e perch\u00e9 si sono verificati certi eventi, come e perch\u00e9 si sono manifestate certe tendenze e certe forze, come e perch\u00e9 le cose sono andate in un modo piuttosto che in un altro.<\/p>\n<p>Che poi uno storico, in quanto essere umano, provi certe emozioni davanti al passato che \u00e8 oggetto della sua ricerca; che non possa evitare di sentirsi moralmente coinvolto e di emettere, in cuor suo, delle valutazioni su uomini e fatti, questo \u00e8 inevitabile: nessuno pretende che lo storico sia un automa, se non quegli storici &#8212; e, invero, sembrano essere i pi\u00f9 &#8211; i quali sostengono l&#8217;assurda teoria che la storia sia una scienza e che, come tale, in essa non dovrebbero avere diritto di cittadinanza i moti dell&#8217;animo umano, le passioni, i giudizi di ordine morale. Strano, perch\u00e9 sono proprio gli stessi che si scandalizzano &#8212; e scandalizzarsi \u00e8 la manifestazione di una passione, una delle pi\u00f9 viscerali e delle meno razionali: l&#8217;indignazione &#8212; se qualcuno osa affermare che anche le epoche della storia a noi pi\u00f9 vicine, pi\u00f9 scomode e che pi\u00f9 ci coinvolgono emotivamente e moralmente, vanno trattate con lo stesso sforzo di obiettivit\u00e0 e di imparzialit\u00e0 con cui si studiano quelle pi\u00f9 lontane.<\/p>\n<p>Il nazismo, per esempio. \u00c8 una parola che scotta: il solo nominarla, senza accompagnarla con i debiti scongiuri e con le debite imprecazioni, sembra ormai qualcosa di sconveniente, non solo nel linguaggio comune, ma anche nell&#8217;ambito del discorso storico.<\/p>\n<p>Ebbene, qui ci sono almeno due elementi di confusione che vanno preliminarmente esaminati.<\/p>\n<p>Il primo \u00e8 che bisognerebbe chiarire se si sta parlando del nazismo come ideologia o del nazismo come regime politico (e un discorso analogo, sia ben chiaro, andrebbe fatto sia per il fascismo, sia per il comunismo): perch\u00e9 si tratta di due cose diverse, o almeno in parte diverse, quanto pu\u00f2 esserlo la teoria dalla pratica, in ogni circostanza della vita.<\/p>\n<p>La seconda \u00e8 che bisognerebbe chiarire, specialmente quando ci si rapporta al nazismo come ideologia (o, se si preferisce, come confusione e come assenza di ideologia: ma su ci\u00f2 i pareri legittimi sono pi\u00f9 d&#8217;uno), a quale epoca ci si riferisce, a quali gruppi, a quali persone: perch\u00e9 una cosa \u00e8 la fase iniziale, poco dopo la fine della prima guerra mondiale, e un&#8217;altra cosa \u00e8 la fase finale, quando stava per concludersi la seconda. La distanza temporale \u00e8 beve &#8212; non pi\u00f9 di cinque lustri -, ma in quel breve tempo la storia, e non in Germania soltanto, ma in tutto il mondo, ha conosciuto una impressionante accelerazione, per cui ogni mese \u00e8 come se fosse durato un anno.<\/p>\n<p>Ora noi vogliamo spendere qualche parola sulla fase iniziale del movimento nazista e trattare di esso soprattutto da punto di vista della ideologia; e, per farlo, dobbiamo ricordare i due fratelli Strasser, Gregor e Otto: due figure dignitose, che finirono perseguitate da Hitler e che testimoniano, a dispetto del conformismo culturale odierno e dei troppi luoghi comuni consolidati, che la storia \u00e8 sempre pi\u00f9 ricca e pi\u00f9 sfumata di come amiamo rappresentarcela per semplificare le cose e per non affaticarci troppo a pensare.<\/p>\n<p>Il nazismo, come tanti altri movimenti e piccoli partiti nati nel turbine ribollente della sconfitta e della rivoluzione tedesca del 1918, \u00e8 stato, specialmente all&#8217;inizio, qualche cosa di pi\u00f9 complesso di quel che non si creda, ma anche, da un altro punto di vista, di pi\u00f9 semplice: qualche cosa di pi\u00f9 &quot;socialista&quot; (anche se non in senso socialdemocratico) e, soprattutto, di pi\u00f9 &quot;popolare&quot; di quel che \u00e8 diventato poi, molto pi\u00f9 tardi, quando Hitler trasse il dado e, per ricevere l&#8217;appoggio del grande capitale, rinneg\u00f2 tali origini popolari e fece la sua scelta di campo in senso totalitario, capitalista e conservatore.<\/p>\n<p>Quello che \u00e8 certo \u00e8 che, quando gli iscritti al &quot;Partito operaio nazionalsocialista tedesco&quot; (e si noti quell&#8217;&quot;operaio&quot;!) si contavano in poche decine di unit\u00e0, non si trattava di menti diaboliche e di anime criminali, ma di persone pi\u00f9 o meno confuse, pi\u00f9 o meno in buona fede, come ce n&#8217;erano a milioni in Germania e nel mondo, in quegli anni; persone che aspiravano a un avvenire migliore per s\u00e9 e per la loro patria, ma che non sognavano affatto il dominio del pianeta, n\u00e9 lo sterminio degli Ebrei; persone che, in buona parte, non erano nemmeno antisemite, come non lo erano i fratelli Strasser e come non lo erano moltissimi tedeschi, anche intellettuali (si pensi solo al filosofo Oswald Spengler, il cui rifiuto di aderire alla campagna antisemita gli sarebbe costato assai caro, se non fosse morto per tempo, nel 1936).<\/p>\n<p>Cos\u00ec rievoca il programma e l&#8217;opera dei fratelli Strasser uno storico francese che non \u00e8 certo tenero verso il nazismo, n\u00e9 sospettabile di segrete simpatie per esso, Edmond Vermeil, autore di una poderosa e, per molti aspetti, ancora valida e illuminante monografia su \u00abLa Germania contemporanea\u00bb (titolo originale: \u00abL&#8217;Allemagne contemporaine, sociale, politique et culturelle\u00bb, Paris, Aubier, 1953, pp. 526-29):<\/p>\n<p>\u00abChe valore aveva propriamente il socialismo degli hitleriani? L&#8217;episodio pi\u00f9 indicativo, a questo proposito, \u00e8 il contrasto che mise Hitler alle prese con i fratelli Gregor e Otto Strasser. Raccontando il suo primo incontro con Hitler avvenuto nell&#8217;ottobre del 1920, Otto Strasser indica gi\u00e0 ci\u00f2 che lo separava radicalmente da Hitler. Egli rimprovera a quest&#8217;ultimo il suo antisemitismo tanto eccessivo quanto ingiusto. Dopo averlo accusato di servilismo nei confronti di Ludendorff, egli passa a definire con maggior precisione e ampiezza la sua posizione e quella di suo fratello.<\/p>\n<p>Insieme con altri pubblicisti, Otto Strasser indica il profitto che Hitler aveva tratto dal suo fallimento del 1923 e dal suo processo. La famosa frase: &quot;Il marxismo non si uccide a colpi di bastone, bisogna dare al popolo un&#8217;idea nuova&quot; fece la sua fortuna. O. Strasser ci mostra Hitler che all&#8217;uscita dalla prigione si riaccosta alla reazione, sostiene al secondo turno la candidatura di Hindenburg alla presidenza della Repubblica nel 1925, fa la pace con Roma e col governo di Baviera, prima di procedere ai primi passi che lo metteranno in contatto con la Reichswehr, gli Junker e il grande capitale industriale. Secondo lui, Hitler sapeva ci\u00f2 che voleva distruggere: il semitismo, il capitalismo occidentale e il bolscevismo; ma ignorava, d&#8217;altra arte, ci\u00f2 che avrebbe messo al loro posto. Volendo ottenere il potere e la confidenza assoluta delle masse, egli adulava allo stesso tempo, grazie alle sue qualit\u00e0 oratorie, i grandi possidenti e la moltitudine.<\/p>\n<p>I fratelli Strasser avevano concepito un programma tutto diverso: essi tentavano di dare un contenuto nuovo e vivente al termine &quot;socialismo&quot;. Mentre il nazismo si muoveva verso lo Stato totalitario, gli Strasser erano federalisti ferventi: prevedevano una Germania decentralizzata, divisa come la Svizzera in cantoni preso a poco equivalenti, e la Prussia doveva scomparire come Stato egemonico, una volta privata della Renania, dell&#8217;Assia, dello Hannover, della Sassonia e dello Schleswig-Holstein. Ogni cantone tedesco avrebbe dovuto amministrarsi da s\u00e9 per mezzo di funzionari nativi della regione. Il parlamento avrebbe dovuto esser composto dai rappresentanti delle corporazioni, e vi si sarebbero distinti cinque gruppi: i contadini, gli operai, gli impiegati, i funzionari, gli industriali e le professioni liberali. Il federalismo avrebbe avuto come contropartita la ripartizione delle grandi propriet\u00e0 in demani statali e la nazionalizzazione dell&#8217;industria pesante. La nuova organizzazione economica sarebbe stata in opposizione tanto al capitalismo quanto al marxismo. Una specie di feudalesimo statale avrebbe assicurato l&#8217;equilibrio fra gli elementi del&#8217;economia. Lo Stato avrebbe detenuto tutte le propriet\u00e0 fondiarie e le avrebbe date in usufrutto ai privati i quali, senza avere il diritto di venderle o di subaffittarle, avrebbero per\u00f2 potuto disporne a loro piacimento. Lo stesso sarebbe avvenuto delle propriet\u00e0 industriali. Questa doppia nazionalizzazione si sarebbe estesa anche ai beni che non possono moltiplicarsi al&#8217;infinito. Secondo gli autori di questa teoria, ci\u00f2 avrebbe significato anche la fine del militarismo tradizionale. La Germania doveva contentarsi di un piccolo esercito di soldati di professione o di una milizia nazionale simile a quella della Svizzera. La politica estera doveva tendere a liberare il Reich dal&#8217;ostracismo che pesava su di esso, e gli sarebbe stata restituita la parit\u00e0 di trattamento. Non doveva esser prevista alcuna rivendicazione territoriale: nelle regioni contese si sarebbero svolti onesti plebisciti. La nuova politica europea doveva quindi essere calcolata sul nuovo federalismo tedesco. L&#8217;Europa disarmata avrebbe formato un blocco solidale dotato di istituzioni comuni, ma nel quale ogni nazione avrebbe conservato i suoi costumi, la sua propria amministrazione e la sua religione. Le frontiere doganali sarebbero state abolite nel quadro dell&#8217;autarchia continentale, e sul piano economico e culturale gli scambi sarebbero stati liberi. Ci si sarebbe dunque avviati verso una riorganizzazione pacifica e relativamente armonica del&#8217;Europa. Sarebbe stata abolita ogni dittatura di razza o di classe; la rivoluzione nazionale alla tedesca avrebbe perduto qualsiasi significato; il materialismo e la deificazione eccessiva della tecnica sarebbero scomparse, insieme con la standardizzazione che rende uniformi tutte le tendenze. Questa concezione si ispirava, come si vede, a un romanticismo indubbiamente simpatico, ma ingenuo e fondamentalmente ostile agli eccessi della meccanizzazione moderna.<\/p>\n<p>Un congresso riunito a Hannover aveva raggruppato gli elementi direttivi del partito nazista del Nord. prendendo posizione contro gli avversari dell&#8217;espropriazione dei principi tedeschi, , esso aveva deciso di sostituire ai venticinque punti del 1920 il programma dei fratelli Strasser. A partire da quel momento, sembra che nel partito si stabilisse un dualismo fra le tendenze degli Strasser e quelle di Hitler: &quot;La lotta ricominci\u00f2 pi\u00f9 vivace che mai&quot;, scrisse Otto Strasser. La nostra ideologia era espressa nei giornali che io dirigevo con ardore, e la nostra organizzazione democratica si opponeva alle disposizioni sempre pi\u00f9 capitalistiche della N.S,.D.A.P. del Sud&#8230;&quot; Questa rivalit\u00e0 continu\u00f2 dal 1926 al 1930. Goebbels non tard\u00f2 a tradire gli Strasser per andare verso Hitler e conquistare il Nord alla sua causa. G\u00f6ring trasse profitto dalle sue relazioni con l&#8217;industria pesante. Sembra del resto che gli stessi fratelli Strasser si dividessero sull&#8217;atteggiamento da tenere nei confronti di Hitler, perch\u00e9 Gregor sperava di attirarlo definitivamente nel suo gioco. Ma n\u00e9 la destra tedesca n\u00e9 gli stessi Alleati la pensavano cos\u00ec. Goebbels fu nominato da Hitler &quot;Gauleiter&quot; di Berlino, La contesa termin\u00f2 nel 1933 col trionfo di Hitler e, nel 1934, con l&#8217;assassinio di Gregor Strasser, l&#8217;unico demagogo che riusc\u00ec a misurarsi col F\u00fchrer.\u00bb<\/p>\n<p>Precisamente, Gregor Strasser, che aveva voluto rimanere in Germania anche dopo la rottura irreparabile con Hitler, per\u00ec assassinato il 30 giugno 1934, durante la &quot;notte dei lunghi coltelli&quot;, per ordine personale di G\u00f6ring; Otto si salv\u00f2 fuggendo prima in Austria, nel 1933, poi in Cecoslovacchia, Svizzera, Francia e infine Canada, inseguito da una taglia di 500.0000 dollari emessa dalle autorit\u00e0 naziste. Fra parentesi, a nulla gli valse aver lottato ad armi impari contro il F\u00fchrer, n\u00e9 l&#8217;impegno europeista dei suoi ultimi anni: perch\u00e9, nonostante un intervento a suo favore del presidente del Consiglio francese Robert Schumann, gli Alleati lo iscrissero nella loro lista nera di &quot;criminali&quot; nazisti e ottennero che la Germania gli revocasse la cittadinanza.<\/p>\n<p>Un nazismo sostanzialmente democratico, dunque, quello dei fratelli Strasser: anti-statalista, federalista, anticapitalista, per niente antisemita, perfino pacifista, nel senso di contrario al riarmo della Germania e alle rivendicazioni violente dei territori perduti a Versailles. Quante persone, anche fra il pubblico colto, conoscono, oggi, questa realt\u00e0? E quante sanno che questi &quot;nazisti&quot; della prima ora subirono la repressione a morte da parte di Hitler e che quanti ad essa sfuggirono, furono implacabilmente perseguitati dalla &quot;giustizia&quot; dei vincitori, dopo il 1945?<\/p>\n<p>Eppure, sono cose che si dovrebbero conoscere, perch\u00e9 ci dicono, per l&#8217;ennesima volta, che la realt\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 sfumata di quel che non ci piace immaginare; che il buono e il cattivo, il giusto e l&#8217;ingiusto, non si possono tagliare e separare col coltello; che la storia \u00e8 fatta di chiaroscuri, nei quali le responsabilit\u00e0 individuali certamente non svaniscono, ma acquistano una diversa complessit\u00e0 e un diverso significato di quel che comunemente non si creda, per pigrizia intellettuale o per puro e semplice pregiudizio ideologico.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;eterna tendenza alla generalizzazione, alla semplificazione arbitraria, agli schematismi e alle facili etichettature ha fatto s\u00ec che sul nazismo sia scesa una cortina di pregiudizio cos\u00ec<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30184,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[92],"class_list":["post-27279","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-contemporanea","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-contemporanea.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27279","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27279"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27279\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30184"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27279"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27279"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27279"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}