{"id":27271,"date":"2017-01-02T11:07:00","date_gmt":"2017-01-02T11:07:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/01\/02\/gli-opposti-impulsi-della-natura-e-della-grazia-si-contendono-il-segreto-dellanima-umana\/"},"modified":"2017-01-02T11:07:00","modified_gmt":"2017-01-02T11:07:00","slug":"gli-opposti-impulsi-della-natura-e-della-grazia-si-contendono-il-segreto-dellanima-umana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/01\/02\/gli-opposti-impulsi-della-natura-e-della-grazia-si-contendono-il-segreto-dellanima-umana\/","title":{"rendered":"Gli opposti impulsi della natura e della grazia si contendono il segreto dell\u2019anima umana"},"content":{"rendered":"<p>Il vero discrimine fra una vera fede in Dio e una fede vaga, condizionata, rivolta pi\u00f9 all&#8217;uomo che al suo Creatore, \u00e8 dato dal modi di porsi nei confronti dei due stati dell&#8217;esistenza: quello della natura e quello della grazia; vale a dire, quello naturale e quello soprannaturale; quello dell&#8217;uomo carnale e quello dell&#8217;uomo spirituale.<\/p>\n<p>Il razionalista, il materialista, il progressista, il modernista, il cristiano che viaggia in sintonia coi tempi, che vuole &quot;aggiornare&quot; la sua fede, che legge il Vangelo adeguando e adattandolo alla mentalit\u00e0 moderna; che non vuole accettare la realt\u00e0 del miracolo se non quando \u00e8 proprio indispensabile, che ha in sospetto la mistica, la spiritualit\u00e0, il raccoglimento, perch\u00e9 riserva tutte le sue simpatie all&#8217;azione sociale, all&#8217;emancipazione dei popoli e delle classi, all&#8217;abbattimento dei muri, alla lotta contro le discriminazione e i pregiudizi: ebbene, tutti costoro credono nella natura, si fidano della natura, lodano la natura, e non vogliono che essa quale criterio di verit\u00e0, quale meta da raggiungere, quale principio di saggezza, di concretezza, di realismo.<\/p>\n<p>Per credere nella grazia bisogna, in un certo senso, andare <em>oltre<\/em> la natura e perfino <em>contro<\/em> la natura; e non \u00e8, semplicemente, questione di opinioni, come potrebbe esserlo il fatto di scegliere di aderire al partito X piuttosto che al partito Y, ma un dono divino, che viene concesso a chi se ne rende degno; e se ne rende degno solo chi sa farsi piccolo, umile, semplice e mite, ossia solo chi abbandona la via della natura, perch\u00e9 \u00e8 proprio della natura tendere al successo, al potere, al piacere e all&#8217;orgogliosa affermazione di se stessi. Pertanto, vivere secondo la grazia e non secondo la natura, vuol dire morire all&#8217;uomo vecchio e rinascere all&#8217;uomo nuovo, avendo il Cristo quale modello di perfezione, e il Vangelo quale costante fonte d&#8217;ispirazione.<\/p>\n<p>Il cristiano non pensa che la natura sia male, ma pensa, e constata, che la natura, <em>cos\u00ec com&#8217;\u00e8<\/em> &#8211; ossia ferita dal Peccato originale, e non com&#8217;era originariamente &#8211; conduca verso la morte e il peccato; e che, pertanto, egli non debba vivere facendo di essa il suo principio ispiratore, n\u00e9 assecondandola in ogni sua manifestazione; sa che non tutti gi istinti, non tutte le pulsioni che vengono dalla natura sono buoni; e sa che esiste una opposizione di fondo tra essa e la grazia, per cui, se non sa o non vuole decidersi a fare una scelta, inevitabilmente finisce per essere un cristiano a met\u00e0, che crede e non crede, che vuol servire al tempo stesso Dio e mammona, e che vorrebbe giustificare i suoi vizi e scusare i suoi peccati con l&#8217;argomento specioso che la natura non pu\u00f2 essere ignorata, non pu\u00f2 essere disprezzata, non pu\u00f2 essere sacrificata.<\/p>\n<p>Quello a cui stiamo assistendo negli ultimi anni, in effetti, \u00e8 una specie di <em>naturalizzazione del cristianesimo<\/em>, e, da ultimo, una <em>naturalizzazione della Chiesa cattolica<\/em>, o di una parte non piccola di essa. Tutti quei cattolici, quei teologi e quei membri del clero i quali non parlano mai del peccato e della grazia, non parlano mai della morte e del giudizio, non parlano mai dell&#8217;inferno e del paradiso; che magnificano le virt\u00f9 naturali dell&#8217;uomo, a cominciare dalla ragione, minimizzando, al contempo, il ruolo della grazia; che parlano di Ges\u00f9 come di un uomo eccezionale, e assai meno, o quasi niente, di Ges\u00f9 come Figlio di Dio e come Dio egli stesso, cio\u00e8 la seconda Persona della santissima Trinit\u00e0; che affermano la necessit\u00e0, per la Chiesa, di aggiornarsi, tenendo conto dell&#8217;evolvere del costume e della mentalit\u00e0, per cui non deve esservi, in lei, una verit\u00e0 eterna e incrollabile, ma una verit\u00e0 relativa; e che, del resto, n\u00e9 il cristianesimo, n\u00e9 le altre religioni, hanno l&#8217;esclusiva della verit\u00e0, per cui ciascuna di esse \u00e8 solo una delle molte strade che si possono percorrere per giungere a Dio, che \u00e8 la Verit\u00e0: tutti costoro sono seguaci della natura e, come si vede e si comprende benissimo, seguaci del modernismo, perch\u00e9 ci\u00f2 \u00e8 esattamene quanto volevano affermare i modernisti, scomunicati da san Pio X nel 1907, e tuttavia mai rassegnati, mai sottomessi, anzi, sempre rimasti in attesa della rivincita, che ora stanno celebrando clamorosamente, perch\u00e9 le pi\u00f9 alte gerarchie, gli organi di stampa, la stessa opinione pubblica sembra dar loro ragione e aver abbracciato i loro principi ed i loro punti di vista.<\/p>\n<p>Vivere secondo natura \u00e8 assai pi\u00f9 comodo dal punto di vista del mondo, perch\u00e9 riduce al minimo i conflitti con la carne, con l&#8217;ambizione, con l&#8217;egoismo, con la mentalit\u00e0 del mondo: significa incontrare la comprensione e l&#8217;approvazione dei pi\u00f9, spianarsi la strada verso la carriera e il successo, entrare nelle grazie delle perone che contano, poter sperare nei favori di quelli che hanno il potere. Ad esempio, per un teologo progressista e modernista, significa avere la quasi certezza di pubblicare i suoi libri con una casa editrice d&#8217;un certo peso, essere invitato ai programmi televisivi nazionali, trovare spazio sulla stampa, essere intervistato, e, soprattutto, piacere alla cultura oggi dominante: in altre parole, incontrare gratificazioni, approvazione, visibilit\u00e0, complimenti; attirare l&#8217;attenzione, in senso positivo; farsi un nome, una reputazione, una fama di cattolico intelligente, aperto, dialogante, misericordioso, e, nello stesso tempo, al passo con i tempi. Anche se un certo Ges\u00f9 Cristo aveva preannunciato non sorrisi e complimenti, ma persecuzione e morte per i suoi seguaci: <em>Ecco, io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe. Guardatevi dagli uomini, perch\u00e9 vi consegneranno ai loro tribunali e vi flagelleranno nelle sinagoghe; e sarete condotti davanti ai governatori e ai re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani. [&#8230;] Il fratello dar\u00e0 a morte il fratello e il padre il figlio, e i figli insorgeranno contro i genitori e li faranno morire. E sarete odiati da tutti a causa del mio nome&#8230;<\/em> (Matteo, 10, 16-22).<\/p>\n<p>Non si arriva alla vita di grazia se non attraverso una profonda conversione: un percorso faticoso e accidentato, solitario e impopolare, che diventa, per\u00f2, leggero e gioioso, quando l&#8217;anima si rende conto che non dovr\u00e0 fare tutto da sola, anzi, che non dovr\u00e0 fare nulla da sola, perch\u00e9 Dio stesso si china su di essa per sostenerla, incoraggiarla, guidarla, consigliarla, confortarla. Per chi ha operato la propria conversione, la vita secondo natura perde il fascino che aveva prima: n\u00e9 la ragione, per se stessa, n\u00e9 la carne quanto ai piaceri che offre, n\u00e9 il successo, il potere, la gloria, nessuna di queste cose conserva il fascino e l&#8217;attrattiva da cui pareva circondata quand&#8217;era ancor vivo l&#8217;uomo vecchio; tutte si rivelano per quel che sono, illusioni e pietre d&#8217;inciampo sulla via del bene e della pace. Se vuol trovare il bene e la pace, l&#8217;anima deve smettere di inseguire tali cose e divenire bramosa solo delle cose di Dio; e, per trovarle, essa cercher\u00e0 istintivamente il silenzio, il nascondimento, l&#8217;umilt\u00e0, la mitezza, la semplicit\u00e0, la modestia, la luce e la bellezza interiori.<\/p>\n<p>Vi \u00e8, a questo proposito, una profonda e sempre attuale riflessione nel capitolo LIV della <em>Imitazione di Cristo<\/em> (Milano, Edizioni Paoline, 2005, pp. 210-214):<\/p>\n<p><em>1. Figlio, considera attentamente gli impulsi della natura e quelli della grazia: come si muovono in modo netta,ente contrario, ma cos\u00ec sottilmente che soltanto, e a fatica, li distingue uno che sia illuminati da interiore spiritualit\u00e0. Tutti, invero, desiderano il bene e, con le loro parole e le loro azioni, tendono a qualcosa di buono; ma, appunto per una falsa apparenza del bene, molti sono ingannati.<\/em><\/p>\n<p><em>La natura \u00e8 scaltra, trascina molta gente, seduce, inganna e mira sempre a se stessa. La grazia, invece, cammina schietta, evita io male, sotto qualunque aspetto esso appaia non prepara intrighi; tutto fa soltanto per amore di Dio, nel quale, alla fine, trova la sua quiete.<\/em><\/p>\n<p><em>La natura non vuole morire, non vuole essere soffocata e vinta, non vuole essere schiacciata, sopraffatta o sottomessa, mettersi da s\u00e9 sotto il giogo. La grazia, invece, tende alla mortificazione di s\u00e9 e resiste alla sensualit\u00e0, desidera e cerca di esser sottomessa e vinta; non vuole avere una sua libert\u00e0, preferisce essere tenuta sotto disciplina; non vuole prevalere su alcuno, ma vuole sempre vivere rimanendo sottoposta a Dio; \u00e8 pronta a cedere umilmente a ogni creatura umana per amore di Dio.<\/em><\/p>\n<p><em>La natura s&#8217;affanna per il suo vantaggio e bada all&#8217;utile che le possa venire da altri. La grazia, invece, tiene conto di ci\u00f2 che giova agli altri, non del profitto e dell&#8217;interesse propri.<\/em><\/p>\n<p><em>La natura gradisce onori e omaggi. La grazia, invece, ogni onore e ogni lode li attribuisce a Dio. La natura rifugge dalla vergogna e dal disprezzo. La grazia, invece, si rallegra &quot;di partire oltraggi nel nome di Ges\u00f9&quot; (At 5,41).<\/em><\/p>\n<p><em>La natura inclina all&#8217;ozio e alla tranquillit\u00e0 materiale. La grazia, invece, non pu\u00f2 stare oziosa e accetta con piacere la fatica.<\/em><\/p>\n<p><em>La natura mira a possedere cose rare e belle, mentre detesta quelle spregevoli e grossolane. La grazia, invece, si compiace di ci\u00f2 che \u00e8 semplice e modesto non disprezza le cose rozze, n\u00e9 rifugge dal vestire logori panni.<\/em><\/p>\n<p><em>2. La natura guarda alle cose di questo tempo; gioisce dei guadagni e si rattrista delle perdite di quaggi\u00f9; si adira per una piccola parola offensiva. La grazia, invece, non sta attaccata all&#8217;oggi, ma guarda all&#8217;eternit\u00e0; non si agita per la perdita di cose materiali; non si inasprisce per una parola un po&#8217; brusca, perch\u00e9 il suo tesoro e la sua gioia li pone nel cielo dove nulla perisce.<\/em><\/p>\n<p><em>La natura \u00e8 avida, preferisce prendere che donare, ha caro ci\u00f2 che \u00e8 proprio e personale. La grazia, invece, \u00e8 caritatevole e aperta agli altri; rifugge dalle cose personali, si contenta del poco, ritiene &quot;pi\u00f9 bello dare che ricevere&quot; (At 20,35). La natura tende alle creature e al proprio corpo, alle vanit\u00e0 e alle chiacchiere. La grazia, invece, si volge a Dio e alle virt\u00f9; rinuncia alle creature, fugge il mondo, ha in orrore i desideri della carne, frena il desiderio di andare di qua e di l\u00e0, si vergogna di comparire in pubblico.<\/em><\/p>\n<p><em>La natura gode volentieri di qualche svago esteriore, nel quale trovino piacere i sensi. La grazia, invece, cerca consolazione soltanto in Dio, e, al di sopra di ogni cosa, di questo mondo, mira a godere del sommo bene.<\/em><\/p>\n<p><em>La natura tutto fa per il proprio guadagno e il proprio vantaggio; non pu\u00f2 fare nulla senza ricevere nulla; per ogni favore spera di conseguirne uno uguale o pi\u00f9 grande, oppure di riceverne lodi e approvazioni; desidera ardentemente che i suoi gesti e i suoi doni siano molto apprezzati. La grazia, invece, non cerca nulla che sia passeggero e non chiede, come ricompensa, altro premio che Dio soltanto; delle cose necessarie in questa vita non vuole avere pi\u00f9 di quanto le possa essere utile a conseguire le cose eterne.<\/em><\/p>\n<p><em>3. La natura si compiace di annoverare molte amicizie e parentele; si vanta della provenienza da un luogo celebre o della discendenza da nobile stirpe; sorride ai potenti, corteggia i ricchi ed applaude chi \u00e8 come lei. La grazia, invece, ama anche i nemici; non si esalta per la quantit\u00e0 degli anici; non d\u00e0 importanza al luogo di origine o alla famiglia da cui discende, a meno che in essa vi sia una virt\u00f9 superiore; \u00e8 ben disposta verso il povero pi\u00f9 che verso il ricco; simpatizza maggiormente con la povera gente che con i potenti; sta volentieri con le persone sincere, non gi\u00e0 con gli ipocriti; esorta sempre le anime buone ad ambire a &quot;doni spirituali sempre pi\u00f9 grandi&quot; (1 Cor 12,31), cos\u00ec da assomigliare, per le loro virt\u00f9, al Figlio di Dio.<\/em><\/p>\n<p><em>La natura, di qualcosa che manchi o che dia noia, subito si lamenta. La grazia sopporta con fermezza ogni privazione.<\/em><\/p>\n<p><em>La natura riferisce tutti a s\u00e9; lotta per s\u00e9, discute per s\u00e9: La grazia, invece, riconduce tutte le cose a Dio da cui provengono come dalla loro origine; nulla di buono attribuisce a se stessa, non presume di s\u00e9 con superbia; non contende, non pone l&#8217;opinione propria avanti alle altre; anzi si sottomette, in ogni suo sentimento e in ogni suo pensiero, all&#8217;eterna sapienza e al giudizio di Dio.<\/em><\/p>\n<p><em>La natura \u00e8 avida di conoscere cose segrete e vuol sapere ogni novit\u00e0; ama uscir fuori per fare molte esperienze, desidera distinguersi e darsi da fare in modo che ad essa possa venirne lode e ammirazione. La grazia, invece, non si preoccupa di apprendere novit\u00e0 e curiosit\u00e0, perch\u00e9 tutto il nuovo nasce da una trasformazione del vecchio, non essendoci mai, su questa terra, nulla che sia nuovo e duraturo.<\/em><\/p>\n<p><em>La grazia insegna, dunque, a tenere a freno i sensi, a evitare la vana compiacenza e l&#8217;ostentazione, a tener umilmente nascosto ci\u00f2 che sarebbe degno di lode e di ammirazione;infine a tendere, in tutte le nostre azioni e i nostri studi, al vero profitto, alla lode e alla gloria di Dio. Non vuol far parlare di s\u00e9 e delle cose sue, desiderando, invece, che in tutti i suoi doni sia lodato Iddio, che tutto elargisce per puro amore.<\/em><\/p>\n<p><em>4. \u00c8, codesta grazia, una luce soprannaturale, propriamente un dono particolare di Dio un segno distintivo degli eletti, una garanzia della salvezza eterna. La grazia innalza l&#8217;uomo dalle cose terrestri all&#8217;amore del cielo e lo trasforma da carnale in spirituale.<\/em><\/p>\n<p><em>Dunque, quanto pi\u00f9 si ritiene in freno e si vince la natura, tanta maggior grazia viene infusa in noi; cos\u00ec, per mezzo di continue e nuove manifestazioni divine, l&#8217;uomo interiore si trasforma secondo l&#8217;immagine di Dio.<\/em><\/p>\n<p>In fondo, si tratta dello stesso concetto gi\u00e0 espresso mirabilmente da san Paolo, nella <em>Prima lettera ai Corinzi<\/em>, l\u00e0 dove l&#8217;Apostolo contrappone la sapienza del mondo, che viene dalla carne, alla sapienza che viene da Dio, e che genera la vita nella grazia, di cui il frutto mirabile \u00e8 l&#8217;uomo spirituale, emancipato dalle logiche del mondo (2, 11-15):<\/p>\n<p><em>Nessuno pu\u00f2 conoscere i pensieri segreti di un uomo; solo lo spirito, che \u00e8 dentro di lui, pu\u00f2 conoscerlo. Allo stesso modo solo lo Spirito di Dio conosce i pensieri segreti di Dio. Ora, noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito che viene da Dio; perci\u00f2 conosciamo quel che Dio ha fatto per noi. E ne parliamo con parole non insegnate dalla sapienza umana, ma suggerite dallo Spirito di Dio. Cos\u00ec spieghiamo le verit\u00e0 spirituali a quelli che hanno ricevuto lo Spirito.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma l&#8217;uomo che non ha ricevuto lo Spirito di Dio non \u00e8 in grado di accogliere la Verit\u00e0 che lo Spirito di Dio fa conoscere. Gli sembrano assurdit\u00e0 e non le pu\u00f2 comprendere perch\u00e9 devono essere capite in modo spirituale. Chi invece ha ricevuto lo Spirito \u00e8 capace di giudicare ogni cosa, ma nessuno \u00e8 in grado di giudicarlo.<\/em><\/p>\n<p>La vita secondo la grazia, pertanto \u00e8 la vita illuminata dallo Spirito di Dio; e il modo in cui essa si esplica non pu\u00f2 essere capito, se non da chi ha ricevuto quello stesso Spirito, mentre, per tutti gli altri, essa \u00e8 semplicemente follia. Com&#8217;\u00e8 possibile, ad esempio, preferire una vita d&#8217;incomprensioni, di persecuzioni, di patimenti, di oscurit\u00e0, ad una vita di gratificazioni, di piaceri, di successo e di pubblici riconoscimenti? Questo, per il mondo, \u00e8 follia, perch\u00e9 il mondo ragiona e giudica secondo la carne; ma, secondo la sapienza che viene da Dio, non vi sono incomprensioni, o persecuzioni, o patimenti, od oscurit\u00e0, che non valga la pena di affrontare, di subire, di bere sino alla feccia, per ricevere, in cambio, il fiume di luce che viene dalla grazia divina, e che trasfigura ogni cosa in senso spirituale, perfetto, incorruttibile, indistruttibile, beato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il vero discrimine fra una vera fede in Dio e una fede vaga, condizionata, rivolta pi\u00f9 all&#8217;uomo che al suo Creatore, \u00e8 dato dal modi di<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[107,117,157,267],"class_list":["post-27271","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-cattolicesimo","tag-dio","tag-gesu-cristo","tag-virtu-di-fede"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27271","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27271"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27271\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27271"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27271"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27271"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}