{"id":27270,"date":"2015-07-28T04:02:00","date_gmt":"2015-07-28T04:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/la-natura-e-la-grazia-fanno-delluomo-una-creatura-complessa-dal-duplice-destino\/"},"modified":"2015-07-28T04:02:00","modified_gmt":"2015-07-28T04:02:00","slug":"la-natura-e-la-grazia-fanno-delluomo-una-creatura-complessa-dal-duplice-destino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/la-natura-e-la-grazia-fanno-delluomo-una-creatura-complessa-dal-duplice-destino\/","title":{"rendered":"La natura e la grazia fanno dell\u2019uomo una creatura complessa, dal duplice destino"},"content":{"rendered":"<p>I filosofi che hanno elaborato le diverse versioni dell&#8217;ottimismo e del pessimismo antropologico, magari partendo da motivazioni e da prospettive fortemente divergenti, hanno commesso, il pi\u00f9 delle volte, un gravissimo errore di fondo: l&#8217;aver considerato l&#8217;uomo come una creatura semplice, nel senso ontologico del termine, traendo, cos\u00ec, dalle loro speculazioni, delle conclusioni inevitabilmente sbagliate.<\/p>\n<p>Quando si parla dell&#8217;uomo, infatti, bisognerebbe sempre specificare a &quot;quale&quot; uomo ci si riferisce: a quello naturale o a quello vivificato dalla grazia? Sono due cose diverse, sono due creature diverse, e non solo in senso ontologico, ma anche in senso meramente cronologico: non vivono insieme, anche se abitano nella stessa persona. L&#8217;uomo naturale \u00e8 una certa creatura; l&#8217;uomo illuminato dalla grazia \u00e8 un&#8217;altra creatura, del tutto rinnovata rispetto alla prima.<\/p>\n<p>Le filosofie naturalistiche tendono a sottolineare non solo l&#8217;autosufficienza, ma anche l&#8217;intrinseca bont\u00e0, o, quanto meno, l&#8217;intrinseca &quot;innocenza&quot; della natura stessa; e, ovviamente, hanno proiettato questa loro impostazione anche sull&#8217;essere umano, visto come autosufficiente, come buono e innocente in se stesso, anteriormente alla &quot;civilt\u00e0&quot; (vedi Rousseau).<\/p>\n<p>Viceversa, le filosofie spiritualiste hanno mostrato sempre la tendenza a svalutare la dimensione naturale, a mostrarne le intrinseche debolezze, le imperfezioni, le incompiutezze: traendone la conseguenza che anche l&#8217;uomo, in quanto creatura spirituale, non pu\u00f2, n\u00e9 deve avere nulla a che fare con il mondo della natura (si dice, ad esempio, che Plotino si comportasse come uno che si vergogna di avere un corpo, soggetto alle necessit\u00e0 fisiologiche).<\/p>\n<p>Ebbene: sono entrambi punti di partenza sbagliati, che non possono approdare se non a delle antropologie aberranti. Il filosofo Blaise Pascal se n&#8217;era bene accorto, e proprio nel momento storico in cui il pensiero europeo, svincolandosi dalla precedente visione teocentrica, e divenuto sempre pi\u00f9 orgoglioso della propria ragione come dato naturale, si stava mettendo sulla china disastrosa, che avrebbe caratterizzato la filosofia dei secoli successivi, fino ad oggi: continuamente oscillante e altalenante fra un eccesso di fiducia e di ottimismo, ed un eccesso di scoraggiamento e di pessimismo.<\/p>\n<p>Pascal, infatti, si domandava: ma di quale uomo stanno parlando, i filosofi? Come fanno a non vedere che non stanno parlando, i suoi detrattori come i suoi apologeti, della medesima creatura, ma di due creature distinte? Infatti, l&#8217;uomo naturale, privo della grazia, \u00e8 una creatura incerta, fragile, talmente imperfetta che, troppo spesso, finisce per scegliere il male, perfino quando si ripromette di compiere il bene. Ma l&#8217;uomo privo della grazia non merita n\u00e9 il biasimo, n\u00e9 la lode che gli vengono solitamente tributati. A noi sembra, semmai, che bisognerebbe chiedersi se egli sia privo della grazia perch\u00e9 ignora la possibilit\u00e0 della redenzione, cio\u00e8 perch\u00e9 ignora di poter ritrovare, presso Dio, quella pienezza di vita e quella forza morale che ha perduto, come effetto del Peccato originale; oppure se ignora la possibilit\u00e0 della redenzione perch\u00e9 ha deciso di rifiutarla, consciamente e deliberatamente, ritenendo di potersi fare il Dio di se stesso e di non aver bisogno di alcuna redenzione, o, semmai, di essere capace di redimersi da se stesso.<\/p>\n<p>Vale la pena di riportare le riflessioni di Pascal su questo argomento (da: B. Pascal, \u00abColloquio con M. De Saci\u00bb, in \u00abPensieri, opuscoli, lettere\u00bb, Milano, Rusconi, a cura di A. Bausola, 1984, pp. 325-327):<\/p>\n<p>\u00abNon vi posso dissimulare, Signore, che leggendo quell&#8217;autore [Montaigne] e paragonandolo con Epitteto, ho trovato che erano sicuramente i due maggiori difensori delle due pi\u00f9 celebri sette del mondo, e le sole conformi alla ragione, poich\u00e9 non si pu\u00f2 seguire che una di queste due strade, vale a dire: o che vi \u00e8 un Dio e allora vi si pone il proprio bene principale; o che questo \u00e8 incerto, e allora anche il vero bene lo \u00e8. [&#8230;]<\/p>\n<p>Mi sembra che la fonte degli errori di quelle due sette sia di non aver saputo che lo stato dell&#8217;uomo al presente differisce da quello della sua creazione; di modo che l&#8217;una, notando qualche traccia della sua primitiva grandezza, e ignorando la sua corruzione, ha considerato la natura come sana e senza bisogno di riparatore, il che la porta al colmo della superbia; mentre l&#8217;altra, provando la miseria odierna e ignorando la dignit\u00e0 primitiva, considera la natura come necessariamente inferma e irreparabile, il che la precipita nella disperazione di raggiungere un vero bene, e di l\u00e0 in uno stato estremo di sfiduciato abbandono. Cos\u00ec, questi due stati che bisognava conoscere insieme per vedere tutta la verit\u00e0, essendo conosciuti separatamente, conducono necessariamente a uno di questi due vizi, l&#8217;orgoglio e l&#8217;accidia, in cui stanno infallibilmente tutti gli uomini prima della grazia; poich\u00e9, se non stanno nei loro disordini per ignavia, ne escono per vanit\u00e0. [&#8230;]<\/p>\n<p>\u00c8 dunque da questi lumi imperfetti che deriva che l&#8217;uno, conoscendo il dovere dell&#8217;uomo e ignorando la sua impotenza, si perde nella presunzione, e che l&#8217;altro, conoscendo l&#8217;impotenza e non il dovere, si abbatte nell&#8217;ignavia; dal che sembra,m poich\u00e9 l&#8217;uno \u00e8 verit\u00e0 l\u00e0 dove l&#8217;altro \u00e8 errore,che si potrebbe formare, unendoli, una morale perfetta. Ma invece di quella pace dalla loro unione non risulterebbe che una guerra e una distruzione generali; perch\u00e9 stabilendo l&#8217;uno la certezza, l&#8217;altro il dubbio, l&#8217;uno la grandezza dell&#8217;uomo, l&#8217;altro la sua debolezza, essi mandano in rovina tanto la verit\u00e0 che la falsit\u00e0 l&#8217;uno dell&#8217;altro. Per la qual cosa, non possono reggersi da soli a causa delle loro opposizioni, e cos\u00ec si spezzano e si annientano per far posto alla verit\u00e0 del Vangelo. \u00c8 essa che accorda i contrari con un&#8217;arte tutta divina; e, unendo quanto vi \u00e8 di vero e cancellando quanto vi \u00e8 di falso, essa ne fa una saggezza veramente celeste, in cui s&#8217;accordano quegli opposti che erano incompatibili in quelle dottrine umane. E la ragione ne \u00e8 che quei saggi del mondo pongono i contrari in un medesimo soggetto; perch\u00e9 l&#8217;uno attribuiva la grandezza alla natura, e l&#8217;altro la debolezza a questa medesima natura, il che non poteva essere ammissibile; mentre la fede ci insegna a porli in soggetti diversi: quanto vi \u00e8 di infermo appartenendo alla natura, quanto vi \u00e8 di possente alla grazia. Ecco l&#8217;unione sorprendente e nuova che Dio solo poteva insegnare e che Lui solo poteva fare, e che non \u00e8 che un&#8217;immagine e un effetto dell&#8217;unione ineffabile di due nature nella sola persona di un Uomo-Dio.\u00bb<\/p>\n<p>Possiamo facilmente immaginare l&#8217;obiezione fondamentale che le filosofie materialiste e atee muovono al ragionamento di Pascal: una obiezione, si badi, che non si muove, a sua volta, sul piano del ragionamento, opponendo pensiero a pensiero; ma che parte da un mero pregiudizio ideologico: che l&#8217;uomo non possa essere &quot;sdoppiato&quot; in due creature distinte, perch\u00e9 questo andrebbe a scapito non solo (ovviamente) della sua unit\u00e0, ma anche della sua dignit\u00e0 e serenit\u00e0. E siccome quelle filosofie desiderano presentare l&#8217;uomo come una creatura in se stessa armoniosa e come naturalmente portata all&#8217;equilibrio, tanto che esse fanno ricadere su forze esterne &#8212; la societ\u00e0, l&#8217;economia, la cultura, la religione &#8212; la responsabilit\u00e0 delle sue evidenti disarmonie e della sua angoscia, ecco che non possono accettare l&#8217;idea di una sua frattura interiore.<\/p>\n<p>Eppure, non \u00e8 cos\u00ec che dovrebbero procedere coloro i quali pretendono di condurre una ricerca filosofica. Non dovrebbero partire da una certa idea pregiudiziale dell&#8217;uomo, di che cosa egli sia, per poi spiegarne la condizione e i comportamenti; bens\u00ec dovrebbero partire dalla constatazione dei fatti e da essi risalire a delle conclusioni di carattere generale circa la sua natura ed il suo essere. I fatti ci dicono che l&#8217;uomo \u00e8 diviso in se stesso e che, non di rado, agisce e si comporta come se in lui vi fossero due nature opposte e inconciliabili. A volte egli dice e fa delle cose talmente distanti da ci\u00f2 che avrebbe voluto dire e fare, che la sua ragione non regge davanti a un simile contrasto, e si rifiuta di ammettere di averle dette e fatte. E questo vorr\u00e0 ben dire qualcosa.<\/p>\n<p>Dunque, nella natura umana vi sono due elementi diversi e tendenzialmente conflittuali: l&#8217;uno che lo attira verso il basso, l&#8217;altro che lo porta verso l&#8217;alto. Si diano pace, quei filosofi materialisti e atei, e se ne facciano una ragione: tutto ci\u00f2 non \u00e8 stato creato da una educazione sbagliata o da una specie di congiura universale dei sacerdoti delle varie religioni, o, magari, dei giuristi delle diverse scuole e legislazioni, anche se \u00e8 certo che la pressione sociale, culturale, religiosa (e, naturalmente, anche quella economica) possono giocare la loro parte, non sull&#8217;uomo in generale, ma su singole situazioni, limitando, anche in maniera pesantissima, la libert\u00e0 morale.<\/p>\n<p>Eppure, non si tratta solo di questo. Chiunque sia dotato di capacit\u00e0 d&#8217;osservazione e di lucido intelletto, pu\u00f2 vedere che l&#8217;uomo si sente portato a grandi cose, eppure, quasi sempre, finisce per rinchiudersi in un cerchio ristretto, in una atmosfera soffocante, e a sprecare tutti i suoi talenti, a vedere avvizzire tutti i suoi sogni. Possibile che la colpa sia sempre di qualcun altro? Se, per esempio, la colpa fosse societ\u00e0, come potrebbe ci\u00f2 accadere, dal momento che la societ\u00e0 non \u00e8 un dato piovuto da qualche pianeta misterioso, ma una realt\u00e0 formata dall&#8217;associazione degli esseri umani? Se l&#8217;uomo fosse soltanto buono e felice, come mai la societ\u00e0 riuscirebbe a farne una creatura cattiva e infelice?<\/p>\n<p>Qui c&#8217;\u00e8 qualcosa che non quadra: \u00e8 un ragionamento insostenibile quello di coloro i quali, per esaltare la natura umana, scaricano tutta la responsabilit\u00e0 del male sulla societ\u00e0 e sulla cultura; e cos\u00ec pure quello di coloro i quali, volendo denigrare la natura umana, vedono in essa una specie di ribellione contro lo spirito, che, in se stesso, sarebbe perfettamente libero e autonomo, dimenticando che la persona umana \u00e8 la risultante della unione &#8212; certo, temporanea e precaria fin che si vuole, ma pur sempre sostanziale &#8212; dell&#8217;elemento fisico e di quello spirituale. Non si d\u00e0 alcuna persona che non abbia in se stessa entrambi gli elementi: n\u00e9 una persona puramente materiale, n\u00e9 una persona puramente spirituale. La prima sarebbe solamente un corpo senz&#8217;anima, la seconda solo un&#8217; anima disincarnata.<\/p>\n<p>Quanto alla ragione, non che poter svolgere il ruolo di elemento unificatore, appare divisa essa stessa: vi \u00e8 una ragione naturale, che si mantiene entro l&#8217;orizzonte di ci\u00f2 che \u00e8 della natura, e vi \u00e8 una ragione soprannaturale, che viene all&#8217;uomo solamente da Dio: la prima lo aiuta a comprendere i meccanismi delle cose, ma non gliene fa comprendere il significato, n\u00e9 il valore. Quando l&#8217;uomo si accontenta di essa, riesce a vedere il reale in maniera limitata, anche se con una certa chiarezza: ma questo non gli \u00e8 sufficiente, perch\u00e9 egli non sa che uso fare, poi, di quelle verit\u00e0 che la ragione naturale gli svela; inoltre, la volont\u00e0, che da quella discende, non possiede sufficiente vigore, e troppo spesso si mostra impari al suo compito, che \u00e8 quello di signoreggiare le passioni e di condurre la coscienza al compimento di ci\u00f2 che le compete, di ci\u00f2 che deve fare, in una parola: del proprio dovere.<\/p>\n<p>Per tradurre la conoscenza in qualcosa che sia di vantaggio alla vita dell&#8217;anima, \u00e8 necessario che la coscienza cerchi l&#8217;aiuto della ragione soprannaturale, che deriva da un&#8217;azione speciale della grazia. La ragione dell&#8217;uomo, non illuminata dalla grazia, \u00e8 sterile, quando non decisamente distruttiva e malvagia. La ragione naturale, per esempio, pu\u00f2 avvertire la coscienza della differenza che passa tra il bene e il male, ma non possiede abbastanza forza, n\u00e9 pu\u00f2 mettere in campo ragioni veramente convincenti, per cui essa deve seguire il bene ed evitare il male. Non solo: la ragione naturale \u00e8 madre d&#8217;infinti inganni, e, per scusare e giustificare la propria indolenza, vigliaccheria e falsit\u00e0, non esita a suggerirle mille dubbi relativi al bene ed al male, a insinuarle il veleno del relativismo, sotto le specie di una giusta prudenza intellettuale e di un sano e vigile senso critico rispetto ai valori comunemente accettati. Mascherandosi dietro le apparenze di una autenticit\u00e0 e di una indipendenza che rifiuta le convenzioni e il conformismo, la ragione naturale, pervertita dalla volont\u00e0 deviata e dall&#8217;egoismo, esso pure naturale alla condizione umana, tende a portare la coscienza fuori strada, a confonderla con sofismi e con mezze verit\u00e0, a instupidirla e paralizzarla.<\/p>\n<p>La realt\u00e0 \u00e8 che la ragione naturale pu\u00f2 solo indicare alla coscienza, in linea di massima, la via da seguire per realizzare la vita dell&#8217;anima; per spingersi oltre, e divenire ci\u00f2 che deve essere, l&#8217;uomo ha bisogno di un aiuto soprannaturale: la grazia. Ha bisogno di farsi piccolo, per poter essere grande. Perch\u00e9 \u00e8 certo che se, al contrario, vuole essere grande, rimarr\u00e0 molto, ma molto piccolo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I filosofi che hanno elaborato le diverse versioni dell&#8217;ottimismo e del pessimismo antropologico, magari partendo da motivazioni e da prospettive fortemente divergenti, hanno commesso, il pi\u00f9<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[104,141,223],"class_list":["post-27270","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-blaise-pascal","tag-filosofia","tag-plotino"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27270","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27270"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27270\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27270"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27270"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27270"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}