{"id":27269,"date":"2008-01-09T03:05:00","date_gmt":"2008-01-09T03:05:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/01\/09\/natura-divina-e-natura-demoniaca-nel-profondo-mistero-dellanima-umana\/"},"modified":"2008-01-09T03:05:00","modified_gmt":"2008-01-09T03:05:00","slug":"natura-divina-e-natura-demoniaca-nel-profondo-mistero-dellanima-umana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/01\/09\/natura-divina-e-natura-demoniaca-nel-profondo-mistero-dellanima-umana\/","title":{"rendered":"Natura divina e natura demoniaca, nel profondo mistero dell&#8217;anima umana"},"content":{"rendered":"<p>Il concetto moderno di democrazia e le sue applicazioni pratiche ci hanno abituati a considerare come cosa ovvia l&#8217;uguaglianza degli individui in fatto di diritti e doveri sociali; cos\u00ec come l&#8217;idea cristiana ci ha abituati all&#8217;idea dell&#8217;uguaglianza morale degli esseri umani di fronte al loro comune Padre Celeste. Perfino l&#8217;idea del Giudizio Finale e dell&#8217;Aldil\u00e0 \u00e8 un concetto di tipo democratico, perch\u00e9 ci ha assuefatti a considerare le anime come ugualmente destinate a una vita immortale, cosa non condivisa &#8211; ad esempio &#8211; dalla tradizione ermetica, secondo la quale la sopravvivenza dell&#8217;anima dopo la morte \u00e8 una mera <em>possibilit\u00e0<\/em> e non un &quot;diritto&quot; scontato e automatico per tutti gli esseri umani.<\/p>\n<p>Julius Evola, ad esempio, nella sua opera fondamentale <em>La tradizione ermetica<\/em> (Roma, Edizioni Mediterranee, 2002, pp.107-109), scrive:<\/p>\n<p><em>&quot;Vi \u00e8 la natura degli immortali e vi \u00e8 la natura dei mortali; vi \u00e8 la regione superiore di coloro-che-sono&#8217; e vi \u00e8 la regione inferiore del &#8216;divenire&#8217;. L&#8217;idea, che i due rami in origine possano essere stati una sola cosa &#8211; come secondo il detto esiodeo, che \u00abuna \u00e8 la schiatta degli uomini, una quella degli Dei, entrambe scaturite da una stessa madre\u00bb &#8211; e che la dualit\u00e0 sia sorta da un precipitar degli uni, da un ascender degli altri &#8211; come secondo la concezione ermetico-eraclitea del dio quale &#8216;uomo immortale&#8217; e dell&#8217;uomo quale &#8216;dio mortale&#8217; &#8211; una tale idea non escludeva che la differenziazione esistesse di fatto, e che<\/em> due <em>fossero dunque le nature.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Il passaggio dall&#8217;una all&#8217;altra era considerato possibile, ma a titolo eccezionale e sotto la condizione di una trasformazione essenziale effettiva, positiva, da un modo di essere a un altro modo di essere. Siffatta trasformazione era conseguita a mezzo dell&#8217;<\/em>iniziazione <em>nel senso pi\u00f9 stretto del termine. Attraverso l&#8217;iniziazione alcuni uomini i sfuggivano all&#8217;una natura e conquistavano l&#8217;altra, cessando cos\u00ec di essere uomini. Il loro apparire nell&#8217;altra forma di esistenza costituiva, nell&#8217;ordine di quest&#8217;ultima, un avvenimento rigorosamente equivalente a quello della generazione e della nascita fisica. Essi dunque ri-nascevano, erano ri-generati. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;A dir vero, l&#8217;insegnamento tradizionale circa il<\/em> post-mortem <em>ha sempre sottolineato la differenza esistente fra sopravvivenza ed immortalit\u00e0. Possono esser concepite varie modalit\u00e0, pi\u00f9 o meno contingenti, di sopravvivenza per questo o quel principio o complesso dell&#8217;essere umano. Ma ci\u00f2 non ha a che fare con l&#8217;immortalit\u00e0, la quale pu\u00f2 essere solo pensata come &#8216;immortalit\u00e0 olimpica&#8217;, come un &#8216;divenir dei&#8217;. Tale concezione permane in Occidente fino all&#8217;antichit\u00e0 ellenica. Dalla dottrina appunto delle &#8216;due nature&#8217; procedeva la conoscenza del destino di una morte, o di una precaria, larvale sopravvivenza per gli uni, di una immortalit\u00e0 condizionata (condizionata dall&#8217;iniziazione) per gli altri. Fu la volgarizzazione e l&#8217;abusiva generalizzazione della verit\u00e0 valida esclusivamente per gli iniziati &#8211; volgarizzazione che prese inizio in alcune forme degeneri dell&#8217;orfismo ed ebbe poi ampio sviluppo col cristianesimo &#8211; a dar nascita alla strana idea dell&#8217;\u00abimmortalit\u00e0 dell&#8217;anima\u00bb, estesa a qualsiasi anima e sottratta ad ogni condizione. Da allora sino ad oggi, l&#8217;illusione continua nelle varie forme del pensiero religioso e &#8216;spiritualistico&#8217;: l&#8217;anima di un mortale \u00e8 immortale &#8211; l&#8217;immortalit\u00e0 \u00e8 una certezza, non una possibilit\u00e0 problematica.&quot;<\/em><\/p>\n<p>Anche se non condividiamo tale concezione presa nella sua forma estrema, ci sembra tuttavia di poter convenire sul fatto che la sopravvivenza e l&#8217;immortalit\u00e0 non sono la stessa cosa (quelli che comunemente sono detti &quot;fantasmi&quot;, ad esempio, indicano forme di sopravvivenza, ma non di immortalit\u00e0); e che l&#8217;immortalit\u00e0 non pu\u00f2 essere concepita come una sorta di diritto scontato e incondizionato.<\/p>\n<p>Abbiamo gi\u00e0 sostenuto, in un precedente lavoro (<em>Alcune ipotesi sull&#8217;\u00abaltro mondo\u00bb e sulla mente non localizzata<\/em>) che l&#8217;Aldil\u00e0 potrebbe anche essere costituito dalle nostre aspettative, dalle nostre paure e dalle nostre speranze; sicch\u00e9, per fare un esempio, il materialista convinto potrebbe anche precipitare nel nulla.<\/p>\n<p>Uno degli studiosi che maggiormente si sono occupati di questo problema, Nils Olof Jacobson (<em>Vita dopo la morte?,<\/em> traduzione italiana Milano, CDE, s. d.) ha tracciato questo quadro ipotetico, sulla base di molti anni di studio su una serie di fenomeni attinenti la sfera d&#8217;azione psichica al di fuori della struttura corporea (telepatia, precognizione, psicocinesi, fantasmi, invasamento, ecc.).<\/p>\n<p><em>&quot;Supponendo una vita dopo la morte ,occorre partire dal concetto che la psiche \u00e8 esclusa dalle percezioni sensoriali, in quanto gli organi sensori hanno cessato di funzionare. La psiche non ha dunque contatto con il mondo materiale, ma si trova ad esistere in ci\u00f2 che il Prince chiama il \u00abprossimo mondo\u00bb; questo pu\u00f2 immaginarsi approssimativamente come quel mondo che sperimentiamo in sogno. Perdurando il sogno, questo mondo \u00e8 per noi altrettanto reale quanto quello esterno, materiale. Case, strade e sentieri ove ci muoviamo in sogno appaiono reali esattamente quanto quelli concreti. Possiamo vedere tinte luminose e sentire, anche, intensamente gli odori e i sapori. Usiamo degli oggetti, abbiamo contatti con altre persone. Ciononostante, ci rendiamo conto che queste esperienze non si basano su degli impulsi sensoriali procedenti dal mondo della concretezza, ma hanno altre origini (anche se alcune sollecitazioni provenienti dal mondo esterno vengono assunte dal dormiente e trasferite nel sogno). Le esperienze dei sogni sono parte costitutiva di un mondo &#8216;interiore&#8217;. Si tratta di un mondo di immagini mentali, pur non essendo &#8216;mondo immaginario&#8217;. Gli oggetti del sogno sono perfettamente reali fino al momento in cui ci risvegliamo. Di questi oggetti, si pu\u00f2 affermare che non esistono in senso materiale; ma non si pu\u00f2 sostenere che non abbiano affatto esistenza. E tuttavia nel mondo a cui appartengono, essi obbediscono a leggi che non sono di natura fisica. Se il \u00abprossimo mondo\u00bb \u00e8 quale lo suggerisce questo mondo del sogno, esso pu\u00f2 essere sperimentato in maniera reale quanto il mondo fisico presente.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Si pu\u00f2 quindi pensare che ogni singola psiche, dopo la morte, costruisca per s\u00e9 un mondo di ricordi, desideri ed aneliti ,proprio come questi ricordi, desideri ed aneliti influenzano i nostri sogni durante la vita terrena. Possono esistere, quindi, molteplici \u00abprossimi mondi\u00bb &#8211; uno per ogni psiche &#8211; ma nella misura in cui le varie psiche coltivano interessi, ricordi, desideri simili, esse possono entrare in contatto telepatico fra di loro; e durante tutto questo tempo ogni psiche pu\u00f2 accedere al mondo d&#8217;un&#8217;altra. Anche qui si possono ritrovare le &#8216;psiche private&#8217; del Ducasse. Ma nella misura in cui numerose psiche hanno interessi comuni, pu\u00f2 esistere per esse anche un mondo &#8216;universale&#8217;.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Questo significa che tutti i desideri saranno esauditi? Certo, pu\u00f2 essere cos\u00ec; ma non significa che quest&#8217;esistenza debba essere necessariamente banale, felice e spensierata: l&#8217;ambiente sperimentato dalla psiche consiste, qui, nei suoi desideri e nelle sue ambizioni. La cosa pu\u00f2 essere espressa nel senso che i desideri ed appetiti della psiche sono materializzati nell&#8217;ambiente. Se per\u00f2 desideri ed appetiti, per loro natura, non sono n\u00e9 belli n\u00e9 gradevoli, ci\u00f2 si riflette anche sul suo ambiente. Un mondo composto esclusivamente delle nostre immaginazioni &#8211; condensate a formare il mondo esterno &#8211; non sar\u00e0, automaticamente, felice e positivo. Lo sar\u00e0 sempre soltanto nella misura in cui le nostre immaginazioni, gli impulsi ed i desideri saranno positivi. Se, inoltre, \u00e8 caratteristico della situazione dopo la morte il fatto che i confini fra subcosciente e coscienza divengano fluidi, esistono delle ulteriori possibilit\u00e0 nel senso che i contenuti psichici negativi, sentiti come appartenenti al mondo esterno, si manifestino nettamente.&quot;<\/em><\/p>\n<p>Questi rapidi, sommari cenni ad un argomento che meriterebbe ben altro approfondimento, ci servono solo da base di partenza per svolgere una riflessione sul sedicesimo capitolo della <em>Bhagavad-Gita<\/em>, in cui si tratta della natura divina e della natura demoniaca presenti fra gli esseri umani.<\/p>\n<p>Premettiamo che in un&#8217;altra sede (<em>Le tre influenze della natura materiale<\/em>) ci eravamo gi\u00e0 occupati del capitolo quattordicesimo, che ne \u00e8 la naturale premessa. In esso viene illustrata la dottrina delle tre influenze materiali (<em>gunah<\/em>) sulla vita degli esseri umani: virt\u00f9, passione e ignoranza; e sulle conseguenze che esse hanno per l&#8217;anima. Avevamo anche notato che tale dottrina presenta alcune significative analogie con il mito platonico della biga alata, cos\u00ec come viene esposto nel dialogo <em>Fedro<\/em>, uno dei pi\u00f9 famosi e importanti del filosofo ateniese, in cui si tratta appunto del destino dell&#8217;anima umana dopo la morte.<\/p>\n<p>Notiamo, per inciso &#8211; e in contrasto con le affermazioni di Evola &#8211; che nella dottrina di Platone, che pure muove da presupposti orfico-pitagorici, \u00e8 chiaramente delineata la credenza nella sopravvivenza di <em>tutte<\/em> le anime e nel loro destino fatale di reincarnazione; concetto ripreso e sviluppato, nella parte finale de <em>La Repubblica<\/em>, nell&#8217;altrettanto celebre mito di Er, il soldato asiatico morto in battaglia (anche se, questo \u00e8 vero, non si parla di immortalit\u00e0 nel senso olimpico).<\/p>\n<p>Riportiamo qui di seguito gran parte del capitolo sedicesimo della <em>Bhagavad-<\/em>Git, in cui si espone la dottrina delle due nature, divina e demoniaca; che non vanno, comunque, confuse con le due nature delle quali parla l&#8217;ermetismo, la mortale e l&#8217;immortale. (Ci siamo serviti della traduzione di Bhaktivedanta Swami Prabhupada, <em>La Bhagavad-Gita cos\u00ec com&#8217;\u00e8<\/em>).<\/p>\n<p><em>&quot;(4) Orgoglio, arroganza, presunzione, collera, rudezza e ignoranza sono le qualit\u00e0 caratteristiche degli uomini di natura demoniaca, o figlio di Prtha.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;(5) Le qualit\u00e0 divine portano alla liberazione, mentre le qualit\u00e0 demoniache portano alla schiavit\u00f9. Ma non temere, figlio di Pandu, tu sei nato con qualit\u00e0 divine.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;(6) O figlio di Prtha, in questo mondo esistono due categorie di esseri creati, gli uni divini e gli altri demoniaci, Ti ho gi\u00e0 parlato a lungo delle qualit\u00e0 divine, ora ascolta da Me gli attributi demoniaci.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;(7) Le persone demoniache non sanno ci\u00f2 che si deve fare e ci\u00f2 che non si deve fare. In loro non c&#8217;\u00e8 n\u00e9 purezza, n\u00e9 comportamento corretto, n\u00e9 veridicit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;(8) Dicono che questo mondo \u00e8 irreale, privo di fondamento e di un Dio che lo controlli: dicono che \u00e8 prodotto soltanto dal desiderio sessuale e non ha altra causa che la lussuria.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;(9) Sulla base di tali conclusioni, gli uomini demoniaci, smarriti e privi di intelligenza, si impegnano in attivit\u00e0 dannose e ignobili destinate alla distruzione del mondo.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;(10) Gli uomini demoniaci, preda dell&#8217;illusione, si rifugiano in una lussuria insaziabile e nella presunzione dell&#8217;orgoglio e del falso prestigio. Attratti da ci\u00f2 che \u00e8 temporaneo, sono sempre spinti verso attivit\u00e0 malsane.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;(11-12) Essi credono che la gratificazione dei sensi sia la necessit\u00e0 primaria della civilt\u00e0 umana, cos\u00ec fino al termine dei loro giorni vivono in un&#8217;ansia senza limiti. Impigliati in una rete di desideri, immersi nella lussuria e nella collera, accumulano denaro con mezzi illeciti per soddisfare i sensi.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;(13-15) L&#8217;uomo demoniaco pensa: \u00abOggi possiedo tuta questa ricchezza e secondo i miei piani ne otterr\u00f2 ancora di pi\u00f9. Quell&#8217;uomo era un mio nemico e io l&#8217;ho ucciso e anche gli altri miei nemici saranno a loro vola uccisi. Io sono il padrone di tutto, sono colui che gode di tutto. Sono perfetto, potente e felice. Sono l&#8217;uomo pi\u00f9 ricco e sono attorniato da una parentela aristocratica. Non esiste nessuno potente e felice come me. Compir\u00f2 sacrifici, far\u00f2 la carit\u00e0 e cos\u00ec potr\u00f2 godere\u00bb. Ecco come queste persone sono sviate dall&#8217;ignoranza.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;(16) Cos\u00ec, agitato da molteplici ansie e imprigionato in una rete d&#8217;illusioni, si attacca tanto fortemente ai piaceri dei sensi che scivola verso le regioni infernali.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;(17) Compiaciuto di s\u00e9, sempre arrogante, sviato dalla ricchezza e dal falso prestigio, talvolta per orgoglio compie sacrifici che sono tali solo di nome, senza seguire alcun principio e alcuna regola.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;(18) Poich\u00e9 si rifugiano nel falso ego, nella prepotenza, nell&#8217;orgoglio, nella lussuria e nella collera, i demoni diventano invidiosi di Dio, la Persona Suprema, che risiede nel loro stesso corpo e in quello degli altri, e bestemmiano la vera religione.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;(19) Gli invidiosi e i malvagi, i pi\u00f9 degradati tra gli uomini, Io li getto per sempre nell&#8217;oceano dell&#8217;esistenza materiale tra le varie specie di vita demoniaca.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;(20) Rinascendo vita dopo vita nelle specie demoniache, o figlio di Kunti, tali persone non riescono mai ad avvicinarsi a Me. A poco a poco sprofondano in condizioni di esistenza sempre pi\u00f9 abominevoli.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;(21) Sono tre le porte che conducono a questo inferno: la lussuria, la collera e l&#8217;avidit\u00e0. Ogni uomo sano di mente dovrebbe allontanarsene perch\u00e9 esse portano alla degradazione dell&#8217;anima.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;(22) L&#8217;uomo che ha saputo evitare queste tre porte dell&#8217;inferno, o figlio di Kunti, si dedica ad attivit\u00e0 che favoriscono la realizzazione spirituale e gradualmente raggiunge la destinazione suprema.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;(23) Chi invece rifiuta le ingiunzioni delle Scritture per agire secondo il proprio capriccio non raggiunge n\u00e9 la perfezione, n\u00e9 la felicit\u00e0, n\u00e9 la destinazione suprema.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;(24) Dovresti dunque determinare ci\u00f2 che \u00e8 dovere e ci\u00f2 che non lo \u00e8 alla luce dei principi contenuti nelle Scritture. Conoscendo queste regole, dovresti agire in modo da poterti elevare gradualmente.&quot;<\/em><\/p>\n<p>Dunque, la <em>Bhagavad-Gita<\/em> afferma chiaramente che negli esseri umani i quali si lasciano trasportare dall&#8217;orgoglio del falso ego e dagli appetiti disordinati del piacere dei sensi, si opera una graduale mutazione non solo antropologica, ma addirittura ontologica. Essi diventano, un poco alla volta, delle creature demoniache; e tale loro condizione si rafforza sempre pi\u00f9 nel ciclo delle rinascite, poich\u00e9, in base alla legge del <em>karma<\/em>, tendono a rinascere, ogni volta, ad un livello pi\u00f9 basso di esistenza e di consapevolezza spirituale. A un certo punto, la loro natura \u00e8 divenuta tale che l&#8217;allontanamento da Dio \u00e8 una conseguenza inevitabile dei loro pensieri perversi e delle loro malvagie azioni. Notevoli i punti di contatto con la dottrina cristiana della libert\u00e0, secondo la quale il peccato \u00e8 una ben precisa scelta di allontanamento dall&#8217;amore di Dio e, a sua volta, genera una spirale demoniaca che interrompe completamente il rapporto fra Creatore e creatura.<\/p>\n<p>Dicevamo, all&#8217;inizio, che una specie di abitudine ci porta a credere che tute le anime umane siano uguali, cio\u00e8 ugualmente disposte al bene o al male e ugualmente destinate a una vita immortale, sia pure di diverso segno. Tuttavia, anche se ci\u00f2 \u00e8 teoricamente vero, di fatto le scelte compiute dagli esseri umani fanno s\u00ec che le loro anime si caratterizzino sempre pi\u00f9 in un senso o nell&#8217;altro, divino o demoniaco; ove &quot;divino&quot; sta per &quot;vicino all&#8217;Essere&quot;, ossia al Sommo Bene (vedi il precedente articolo <em>Esistono motivi razionali di speranza, anche in mezzo alle tenebre del Male?<\/em>); e &quot;demoniaco&quot; sta per lontano, sempre pi\u00f9 lontano da esso. Quando la separazione diviene totale, allora si manifesta il fenomeno &#8211; graduale &#8211; dell&#8217;invasamento diabolico.<\/p>\n<p>Probabilmente ciascuno di noi conosce, nella propria sfera esistenziale, alcun esseri umani di natura demoniaca, anche se &#8211; forse &#8211; non ancora giunti all&#8217;ultimo stadio della perversione e, quindi, dell&#8217;invasamento. Si riconoscono per la loro attitudine all&#8217;egoismo sfrenato, alla maldicenza sistematica, al disprezzo assoluto per l&#8217;altro, all&#8217;insensibilit\u00e0 per la sua sofferenza; e, soprattutto, per il loro compiacimento per il male che riescono a fare.<\/p>\n<p>Uno dei pi\u00f9 gravi problemi del mondo odierno \u00e8 la presenza, ai vertici della politica mondiale, dell&#8217;economia, della finanza, dell&#8217;informazione, della scienza e della cultura, di esseri che di umano hanno conservato solo l&#8217;aspetto, mentre le loro anime sono divenute del tutto demoniache. Crediamo, per fare un esempio, che pur senza arrivare alle ipotesi estreme di David Icke circa la presenza di rettiloidi di origine aliena ai vertici del potere mondiale, si possa ragionevolmente ipotizzare che il presidente statunitense George Bush <em>junior<\/em> sia divenuto un essere demoniaco e che, forse, sia in preda a una vera e propria infestazione diabolica. Vi era molto buon senso nell&#8217;antico adagio cristiano: <em>Errare humanum, perseverare diabolicum (est)<\/em>, e non si trattava di un&#8217;espressione puramente metaforica. Diabolico \u00e8 perseverare nel male, nella menzogna, nella crudelt\u00e0, nell&#8217;ipocrisia, nel cinismo, anche davanti alla prova provata che si \u00e8 commesso un errore: ed \u00e8 ci\u00f2 che costui sta facendo, imperterrito, davanti al mondo intero.<\/p>\n<p>Tuttavia, crediamo fermamente, come diceva Jiddu Krushnamurti (e ne abbiamo trattato recentemente), che per cambiare il mondo bisogna incominciare col cambiare s\u00e9 stessi; e che, per cambiare s\u00e9 stessi, bisogna in primo luogo avere il coraggio e l&#8217;onest\u00e0 di riconoscersi per ci\u00f2 che si \u00e8 veramente. Le nature demoniache non possono sopportare un simile auto-esame e, per questo, hanno il terrore di rimanere da sole e sentono il bisogno di circondarsi continuamente di una folla di servili cortigiani, che approvano e applaudono ogni loro scelleratezza.<\/p>\n<p>Dunque, anche se gli esseri demoniaci che governano il mondo hanno, in pratica, un maggior potere sui destini dell&#8217;umanit\u00e0, ci\u00f2 non toglie che ciascuno di noi, sforzandosi di riconoscersi e di cambiare le proprie tendenze malvagie, pu\u00f2 fare la differenza tra un mondo destinato a distruggersi e un mondo destinato a salvarsi.<\/p>\n<p>Si tenga inoltre presente che, nel duro lavoro di riconoscimento e di modificazione di s\u00e9 stessi, gli esseri umani non sono soli, ma possono contare sull&#8217;aiuto di una potente forza benefica, che i cristiani chiamano Grazia e altre fedi chiamano con nomi diversi, intendendo &#8211; per\u00f2 &#8211; sostanzialmente la stessa cosa: un aiuto di origine non umana, che viene dall&#8217;alto e che sorregge i buoni pensieri e le buone azioni. Un aiuto sul quale non possono certo contare le nature demoniache, le quali &#8211; casomai &#8211; si rivolgono a tutt&#8217;altro genere di soccorso: quello delle forze infere di origine diabolica. Per mezzo di esse, gli uomini demoniaci possono celebrare alcuni effimeri trionfi, tali da lasciare, talvolta, sgomenti e profondamente turbati coloro che vi assistono. Ma sono sempre trionfi passeggeri, perch\u00e9 il Male &#8211; gi\u00e0 lo abbiamo visto &#8211; non \u00e8 che imperfezione e pervertimento di ci\u00f2 che \u00e8, di per se stesso, buono e giusto; e, anche se esiste sotto forma di principio ontologico autonomo, non possiede neanche lontanamente la potenza e la pienezza del Bene, che coincide con l&#8217;Essere.<\/p>\n<p>Perci\u00f2 &#8211; in questo Evola, crediamo, aveva ragione &#8211; non si facciano troppe illusioni gli esseri demoniaci, per quanto grande possa essere la loro apparente potenza terrena. Le loro anime stanno scivolando inesorabilmente verso un tale livello di allontanamento all&#8217;Essere, che il loro destino finale, molto probabilmente, non sar\u00e0 che l&#8217;eterno annullamento.<\/p>\n<p>E che questo pensiero sia anche di incoraggiamento e di sostegno alle anime confuse, spaventate, consapevoli della loro fragilit\u00e0 e imperfezione. Quando l&#8217;errore ha la capacit\u00e0 di riconoscersi come errore, \u00e8 gi\u00e0 sulla strada della redenzione. Non esiste debolezza, non esiste caduta che non possa essere redenta da un riconoscimento del male commesso e da una invocazione di aiuto rivolta non alle forze diaboliche, ma all&#8217;Essere luminoso e raggiante.<\/p>\n<p>Solo per l&#8217;errore che persevera consapevolmente in se stesso, solo per il male che si compiace del male e che vi sprofonda sempre di pi\u00f9, non c&#8217;\u00e8, alla fine, possibilit\u00e0 di redenzione. A quel punto, esso meriterebbe pi\u00f9 compassione che odio e disprezzo, perch\u00e9 lo attende un destino terribile: ricadere, per propria libera scelta, in quel nulla originario da cui ogni cosa \u00e8 stata tratta all&#8217;esistenza per un atto ineffabile e incomprensibile di Amore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il concetto moderno di democrazia e le sue applicazioni pratiche ci hanno abituati a considerare come cosa ovvia l&#8217;uguaglianza degli individui in fatto di diritti e<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[117,246],"class_list":["post-27269","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-dio","tag-satana"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27269","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27269"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27269\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27269"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27269"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27269"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}