{"id":27267,"date":"2017-03-27T06:32:00","date_gmt":"2017-03-27T06:32:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/03\/27\/il-segreto-di-gesu-nascondimento-e-distacco-dagli-uomini\/"},"modified":"2023-09-15T20:15:42","modified_gmt":"2023-09-15T20:15:42","slug":"il-segreto-di-gesu-nascondimento-e-distacco-dagli-uomini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/03\/27\/il-segreto-di-gesu-nascondimento-e-distacco-dagli-uomini\/","title":{"rendered":"Il segreto di Ges\u00f9: nascondimento e distacco dagli uomini"},"content":{"rendered":"<p>Due sono le sorgenti della forza interiore di Ges\u00f9 Cristo, umanamente parlando &#8212; perch\u00e9 non dimentichiamo mai che Ges\u00f9 non era un uomo qualsiasi, per quanto eccezionale, ma era il Figlio di Dio, e Dio egli stesso: il nascondimento e la capacit\u00e0 di distaccarsi dagli uomini. E qui bisogna intendersi bene sul significato delle parole.<\/p>\n<p>Il nascondimento \u00e8 un modo di porsi che assume due significati opposti a seconda dei tipi umani che lo praticano. Per il tipo inferiore, si tratta di una maschera per tenere celate le proprie intenzioni, per assicurarsi un vantaggio sleale sugli altri, per fingere di essere quel che non si \u00e8 e ingannare l&#8217;altro, giocando con lui e approfittando della sua disponibilit\u00e0 e della sua buona fede. Nel tipo umano superiore, invece, \u00e8 una cosa completamente diversa: \u00e8 il sincero bisogno di solitudine e di raccoglimento per non perdere mai di vista l&#8217;essenziale, cio\u00e8 Dio e le cose divine, ci\u00f2 che inevitabilmente accade se ci si lascia trasportare dalla folla, dal rumore e dalla frenesia della vita attiva, ma senza spiritualit\u00e0.\u00a0<\/p>\n<p>Ges\u00f9 aveva bisogno, quasi fisicamente bisogno, di questo secondo tipo di nascondimento: la folla, dopo un poco, lo stancava, specialmente quando lo osannava e lo cercava solo per le opere che compiva, e non per il Vangelo che annunciava. Lui voleva parlare agli uomini del Padre celeste, ed essi volevano da lui dei segni, dei miracoli, delle guarigioni; appunto per questo Ges\u00f9, per prima cosa, chiedeva ai malati: <em>Credi tu che Dio possa farti guarire?<\/em>, e solo dopo aver ottenuto questa professione di fede, invocando sempre il Padre, Ges\u00f9 operava le guarigioni, gli esorcismi, e ci\u00f2 che la folla gli domandava. Non appena poteva, per\u00f2, Ges\u00f9 se ne andava in un luogo appartato, nascondendosi perfino ai suoi, che lo cercavano. <em>Dov&#8217;eri andato, Maestro<\/em>, gli chiedevano. \u00c8 la stessa domanda che gli avevano fatto, preoccupati, i suoi genitori, quando, da adolescente, si era allontanato da loro e per la prima e unica volta &#8211; che noi si sappia &#8211; aveva dato loro un dispiacere: perch\u00e9 voleva restare nel tempio e ascoltare quel che i sacerdoti dicevano del Padre celeste. E non solo ascoltare, ma anche interrogare. Quel colloquio non si sarebbe mai interrotto: per tutta la vita, pubblica e privata, Ges\u00f9 non ha mai smesso di tenersi in costante unione con il Padre suo, attraverso la preghiera quotidiana, assidua, fervorosa. Ecco che il nascondimento, per lui, diventava una necessit\u00e0 vitale: non avrebbe potuto farne a meno. Senza raccogliersi in solitudine, l&#8217;anima perde il contatto con Dio; e quando ha perso il contatto con Dio, essa \u00e8 preda di tutte le passioni e di tutti i disordini della natura umana: fragile, incostante, incontentabile.<\/p>\n<p>Qui la ricerca del nascondimento si fonde con l&#8217;altro aspetto caratteristico della vita interiore di Ges\u00f9: il distacco dagli uomini. Anche su questa espressione bisogna intendersi bene. Nel linguaggio comune, una persona &quot;distaccata&quot; \u00e8 una persona che non s&#8217;interessa del prossimo, che non ha alcuna empatia con gli altri, e vive solo per se stessa. Questa, per\u00f2, \u00e8 la descrizione del tipo umano inferiore. Anche il tipo umano superiore \u00e8 incline al distacco dagli uomini, anzi, ne ha un autentico bisogno, ma non perch\u00e9 non s&#8217;interessi a loro, non perch\u00e9 non partecipi alla loro vita, alle loro speranze, alle loro paure, alle loro gioie. Al contrario: il tratto pi\u00f9 evidente della novit\u00e0 che Ges\u00f9 ha rappresentato, nel panorama religioso del suo tempo, cio\u00e8 in un luogo e in un tempo che pullulavano, letteralmente, di sette e di capi religiosi, veri o fasulli, Ges\u00f9 s&#8217;imponeva al primo colpo d&#8217;occhio per la sua partecipazione alla vita degli altri, e particolarmente alla loro sofferenza. Ges\u00f9 non si limitava a predicare: era profondamente sensibile al dolore e all&#8217;angoscia degli altri; non li guardava dall&#8217;alto in basso, ma li sentiva come fossero suoi. Il suo primo miracolo, alle nozze di Cana, \u00e8 stato originato dalla compassione per due sposi che rischiavano di fare brutta figura davanti agli invitati, perch\u00e9 il vino del banchetto stava per finire. E davanti alla tomba dell&#8217;amico Lazzaro, che era morto gi\u00e0 da quattro giorni, Ges\u00f9 &#8211; dice l&#8217;evangelista &#8212;<em>\u00a0pianse<\/em> (<em>Giov<\/em>., 11, 35). Dunque, Ges\u00f9 partecipava intensamente alla vita affettiva che lo legava agli altri: era un uomo fra gli uomini, soffriva della sofferenza altrui, gioiva della gioia altrui. Non era una persona fredda. Era emotivo, appassionato. Durane l&#8217;Ultima Cena, a conclusione e coronamento del suo ministero, disse agli apostoli che non li considerava pi\u00f9 servitori, ma amici, precisando che la vera amicizia \u00e8 la disponibilit\u00e0 a offrire la propria vita per amore dei propri amici. E stava parlando di se stesso, stava annunciando la Passione imminente.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo, per\u00f2 &#8211; e questa \u00e8 una sintesi che avviene solo nel tipo umano superiore &#8211; Ges\u00f9 era anche distaccato dagli uomini. Come \u00e8 possibile? E distaccato, in che senso? Ges\u00f9 era anche distaccato dagli uomini perch\u00e9 faceva i conti, ogni giorno, ogni ora, ogni minuto, con l&#8217;infinito. Ad ogni istante, Ges\u00f9 era pronto: davanti a Dio, e davanti alla morte. Partecipava alle gioie e alle sofferenze altrui, ma restava padrone della propria libert\u00e0 interiore: non si faceva imprigionare dall&#8217;emotivit\u00e0. Era simile a un dottore che soffre per la sofferenza del malato, ma conserva una perfetta lucidit\u00e0 per poterlo curare. Era distaccato nel senso che nulla di ci\u00f2 che avveniva intorno a lui aveva il potere di fargli smarrire l&#8217;essenziale: il rapporto con Dio, la certezza del suo amore e del suo aiuto. Era distaccato, inoltre, perch\u00e9 amando gli uomini, e amandoli sia singolarmente, sia nell&#8217;insieme dell&#8217;umanit\u00e0, fino al punto di esser pronto a dare la vita per essi, non si faceva illusioni sul loro conto: sapeva che lo avrebbero tradito, che lo avrebbero abbandonato, che lo avrebbero rinnegato. Lo sapeva, ma non li disprezzava; era convinto che negli uomini vi \u00e8 un nocciolo di bene, che pu\u00f2 sempre svilupparsi, se coltivato con pazienza e con amore (vedi la parabola del fico sterile:\u00a0<em>Luca<\/em>, 13, 6-9); e che la confidenza in Dio pu\u00f2 far nascere quest&#8217;uomo nuovo dall&#8217;uomo vecchio, in qualsiasi momento, perch\u00e9\u00a0<em>nulla \u00e8 impossibile a Dio<\/em>. D&#8217;altra parte, se non li disprezzava, non faceva nemmeno troppo conto su di loro: conosceva la loro debolezza. A san Pietro, che per tre volte lo aveva rinnegato, per tre volte chiese, dopo la Resurrezione: <em>Simone di Giovanni, mi ami tu pi\u00f9 di costoro?<\/em>, come a ricordargli, ma con estrema delicatezza, e quasi con pudore, la via per riscattarsi da quella fatale debolezza. Ges\u00f9 contava solo su se stesso e sull&#8217;aiuto di Dio: per esempio, non ci risulta che abbia mai domandato un consiglio. Se aveva bisogno di essere consigliato su qualcosa, si rivolgeva a Dio; non agli uomini. Ecco: questo \u00e8 il &quot;distacco&quot; del tipo umano superiore: non un distacco che nasce dall&#8217;indifferenza e che \u00e9 sinonimo di disprezzo, ma un distacco che nasce dal legame fortissimo e sempre attuale con Dio, davanti al quale tutto il resto impallidisce. Chi di noi, se ha un amico saggio e fidato, invece di rivolgersi a lui per consiglio, si rivolge a un altro amico, meno saggio e meno fidato, o addirittura al primo con cui gli capita di parlare? Solo un pazzo farebbe cos\u00ec. Ebbene: Ges\u00f9 aveva sempre Qualcuno a cui rivolgersi, infinitamente saggio e infinitamente amorevole: il Padre suo celeste. Perch\u00e9 avrebbe dovuto domandare consiglio e conforto agli uomini, quando poteva sempre contare sul consiglio e sul conforto del Padre suo?<\/p>\n<p>Quando sono in presenza del tipo umano superiore &#8211; e Ges\u00f9 apparteneva a un tale tipo, in maniera perfetta, dal punto di vista umano; perch\u00e9, ripetiamo, la sua natura non era solamente umana, ma altres\u00ec divina &#8211; le altre persone avvertono una &quot;distanza&quot; incolmabile: che non dipende dalla scarsa sensibilit\u00e0 di costui alle loro pene, o da una mancanza di calore affettivo, o, peggio, dall&#8217;indifferenza di chi si considera molto pi\u00f9 saggio e &quot;illuminato&quot;, ma dal fatto che egli si \u00e8 spinto talmente in alto, verso le sommit\u00e0 spirituali, che l&#8217;aria, lass\u00f9, \u00e8 troppo rarefatta e la luce troppo accecante per gli organismi delle persone comuni. \u00c8 una distanza oggettiva, che non dipende dall&#8217;atteggiamento degli uomini, ma dalle realt\u00e0 delle cose: come quando ci si trova in presenza di uno straniero, che parla una lingua sconosciuta: possiamo cogliere la bont\u00e0 nella luce del suo sguardo, e intuire, in parte, quel che egli vorrebbe dirci; ma i particolari del suo discorso ci restano inesorabilmente preclusi. Non \u00e8 &quot;colpa&quot; di nessuno. Tutto quel\u00a0che possiamo fare, \u00e8 di provare a salire anche noi un poco verso l&#8217;alto: allora, e soltanto allora, cominceremo a capire meglio il senso delle sue parole. Lui pu\u00f2 certamente chinarsi verso di noi, ma se sar\u00e0 lui solo a fare il movimento, continueremo a non capire, a fraintendere il senso del suo discorso. Ed \u00e8 appunto questo che rende Ges\u00f9 il tipo perfetto del Maestro: Egli attira gli uomini a s\u00e9, con i loro difetti e i loro limiti, ma spronandoli a superarli e non gi\u00e0 compatendoli o compiangendoli solamente. \u00c8 come se Ges\u00f9 dicesse a chi lo vuol seguire:\u00a0<em>Io so che puoi far di meglio. Alzati e cammina, dunque; vieni dietro di me, prendi la tua croce: io ti aiuter\u00f2 a portarla.\u00a0<\/em>E anche da ci\u00f2 si vede quanto sono lontani dal vero quei cattolici &quot;buonisti&quot; che credono di praticare il vero Vangelo dicendo e ripetendo ai peccatori che Ges\u00f9 li ama. Certo che li ama! Per\u00f2\u00a0bisogna dir loro anche l&#8217;altra met\u00e0 del discorso: che essi devono cambiar vita. Un vangelo in cui non vi sia l&#8217;esortazione a convertirsi e cambiar vita, a far nascere in s\u00e9 l&#8217;uomo nuovo, non \u00e8 il Vangelo di Ges\u00f9. \u00c8 un altro, che ne rappresenta la deformazione subdola e interessata. E, anche se oggi questo pseudo vangelo va assai di moda, ci\u00f2 non toglie che non abbia nulla a che fare con il Vangelo vero, quello insegnato, e soprattutto praticato, da Ges\u00f9 Cristo.<\/p>\n<p>Ha osservato il teologo tedesco Karl Adam (1876-1966), che fu professore all&#8217;Universit\u00e0 di Tubinga, nel suo libro <em>Ges\u00f9 il Cristo<\/em> (titolo originale: <em>Jesus Christus<\/em>, Augsburg, Verkag Hans &amp; Grabherr, 1933; traduzione a cura di Pietro De Ambrogi, Milano, Morcelliana, 1959, pp. 115-116):<\/p>\n<p>La nota caratteristica della vita d&#8217;0aodorazione di Ges\u00f9 \u00e8 la virile modestia, il nascondimento,in cui <em>essa si svolge. Se Egli esige dai suoi: &quot;Quando preghi, entra nella tua cameretta, chiudi l&#8217;uscio e prega il Padre nel tuo nascondimento&quot; (Mt. 6, 6) \u00e8 segno che tale era la sua condotta.<\/em><\/p>\n<p><em>Il posto in cui preferisce pregar \u00e8 la solitudine, dove non v&#8217;\u00e8 nessun altro che il Padre. &quot;Quand&#8217;ebbe licenziato il popolo sal\u00ec su un monte per pregare da solo. Era molto tardi. Ed Egli era l\u00e0 solo&quot; (Mt 14, 23 = Mc 6, 46; Giov. 6, 15). Nell&#8217;isolamento notturno, nel grande silenzio d&#8217;ogni cosa, gravido di mistero, Egli trovava il Padre, Lui solo.<\/em><\/p>\n<p><em>Sul monte della trasfigurazione la sua intima unione con Dio traspare in raggi luminosi attorno alla sua persona, il suo volto risplende come la candida neve dello Hermon.<\/em><\/p>\n<p><em>Se prescindiamo dal &quot;Pater noster&quot; che Ges\u00f9 ha composto non per S\u00e9, ma per le necessit\u00e0 dei suoi discepoli, imprimendogli, a questo scopo, una forma ritmica, le preghiere pronunciate da Lui esalano, ancor oggi, il forte e caldo profumo s&#8217;un&#8217;emozione personale fortemente sentita, d&#8217;un&#8217;esperienza direttamente vissuta. &quot;Ti ringrazio, o Padre, che mi hai esaudito!&quot;B(Giov.11, 41). &quot;Padre, non come voglio Io, ma come vuoi Tu!&quot; (Mt. 26, 39).. &quot;Ti lodo, o Padre, perch\u00e9 hai nascosto queste cose ai saggi ed ai prudenti, e l&#8217;hai rivelato ai pargoli. S\u00ec, Padre, perch\u00e9 cos\u00ec piacque a Te! (Mt 11, 25 s.). Appunto per questo, a differenza delle preghiere di S. Palo, le sue sono semplici e schiette, brevi e concise come giaculatorie. Ma questa preghiera solitaria di Ges\u00f9 non sgorgava solo dall&#8217;impulso della sua vocazione concentrata e raccolta. Qualcosa di pi\u00f9 grande vistava nascosti. Rasentiamo ancora il suo mistero&#8230;<\/em><\/p>\n<p><em>[&#8230;] Attorno a Lui on v&#8217;\u00e8 unicamente la solitudine comune delle anime pie: c&#8217;\u00e8 la misteriosa solitudine del Figlio. [&#8230;] Quando Ges\u00f9 prega esce completamente dall&#8217;ambiente umano che lo circonda per immergersi esclusivamente nell&#8217;atmosfera vitale del Padre suo. Anzi, lo straordinario sta in questo: Ges\u00f9 non ha bisogno degli uomini. Non ha bisogno di nessuno gli basta il Padre. [&#8230;] I discepoli non danno nulla a Lui. Egli dona loro tutto.<\/em><\/p>\n<p>Il vero cristiano dovrebbe prendere sempre a modello Ges\u00f9 e praticare quella forma superiore di nascondimento e di distacco dagli uomini. Dovrebbe amare tutti, ma far sempre in modo di potersi ritirare in preghiera, in qualunque circostanza, se possibile mediante uno spazio fisico, e se no, interiore; e dovrebbe esser distaccato da tutto e da tutti, pur conservando la capacit\u00e0 di partecipare ai sentimenti degli altri e di provare compassione. Un cristiano che cerca sempre la confusione e la folla, i lampi dei fotografi e gli applausi della gente; che parla, parla sempre, e non si ferma mai per riflettere, non si domanda mai se le sue parole stiano per caso provocando turbamento, e proprio fra i credenti, fra quanti avrebbero pi\u00f9 che mai bisogno d&#8217;essere incoraggiati, consolati, sostenuti; che non sa stare mai solo, che esprime a voce alta i suoi dubbi di fede, e lo fa con aria di finta umilt\u00e0, mentre non c&#8217;\u00e8 cosa che desideri di pi\u00f9 che l&#8217;approvazione e l&#8217;ammirazione generale: ebbene, un tale cristiano non \u00e8 in sintonia con il Padre celeste. Figuriamoci, poi, se questo cristiano \u00e8 il papa&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Due sono le sorgenti della forza interiore di Ges\u00f9 Cristo, umanamente parlando &#8212; perch\u00e9 non dimentichiamo mai che Ges\u00f9 non era un uomo qualsiasi, per quanto<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[117,157],"class_list":["post-27267","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-dio","tag-gesu-cristo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27267","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27267"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27267\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27267"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27267"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27267"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}