{"id":27245,"date":"2016-10-11T03:08:00","date_gmt":"2016-10-11T03:08:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/10\/11\/quel-gigantesco-mussolini-a-cavallo-nellabside-duna-chiesa-a-10-000-km-dallitalia\/"},"modified":"2016-10-11T03:08:00","modified_gmt":"2016-10-11T03:08:00","slug":"quel-gigantesco-mussolini-a-cavallo-nellabside-duna-chiesa-a-10-000-km-dallitalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/10\/11\/quel-gigantesco-mussolini-a-cavallo-nellabside-duna-chiesa-a-10-000-km-dallitalia\/","title":{"rendered":"Quel gigantesco Mussolini a cavallo, nell\u2019abside d\u2019una chiesa, a 10.000 km. dall\u2019Italia"},"content":{"rendered":"<p>Se qualcuno ha voglia di ammirare un affresco che rappresenta Mussolini a cavallo, insieme ai suoi quadrumviri &#8212; Balbo, De Vecchi, De Bono e Bianchi , a uomini illustri, come Guglielmo Marconi, e al papa con il quale firm\u00f2 i Patti Lateranensi, Pio XI, basta che prenda l&#8217;aereo e se ne vada in Canada, a Montr\u00e9al, nel Qu\u00e9bec francofono, poi entri nella chiesa dedicata a Maria Santissima del Soccorso: e sar\u00e0 servito. Gli sar\u00e0 dato allora di ammirare un&#8217;opera che, in Italia, o anche in qualsiasi altro Paese d&#8217;Europa, non potrebbe mai vedere: un&#8217;opera che glorifica il Duce, nel momento dl suo massimo fulgore; e che nessun evento politico e bellico, neppure lo scoppio della Seconda guerra mondiale, durante la quale l&#8217;Italia dichiar\u00f2 guerra, il 10 giugno 1940, all&#8217;intero Impero Britannico, Canada compreso, nonch\u00e9 alla Francia (e, dunque, ai <em>qu\u00e9becois<\/em> francofoni), \u00e8 valso a farlo cancellare, come sarebbe accaduto inevitabilmente nel nostro Paese, subito dopo il 25 luglio del 1943. Le autorit\u00e0 canadesi si limitarono a farlo coprire con un telo, in attesa che la guerra finisse: tutto qui. Ma a farlo sparire per sempre, passandovi sopra una mano di vernice, non ci pensarono neppure; e nemmeno ci pensarono poi, a guerra finita, quando non esisteva pi\u00f9 nemmeno il pericolo di attirarsi l&#8217;antipatia degl&#8217;immigrati italiani di quella citt\u00e0. Evidentemente, vi sono Paesi nei quali la storia \u00e8 storia, anche se a qualcuno pu\u00f2 non piacere, e non la si pu\u00f2 cancellare con un tratto di penna, o con una falsificazione fotografica (come si faceva nell&#8217;Unione Sovietica di Stalin, dove le foto che rappresentavano il dittatore accanto a Zinov&#8217;ev e Kamenev, improvvisamente, lo mostravano tutto solo sul palco, ad arringare le folle plaudenti).<\/p>\n<p>Cos\u00ec descrive questo curioso episodio la studiosa di etnologia Antonella Crudo nella sua interessante monografia <em>Identit\u00e0 fluttuanti. Italiani di Montr\u00e9al e politiche del pluralismo culturale in Qu\u00e9bec e Canada<\/em> (Cosenza Luigi Pellegrini Editore, 2005, pp. 54-57):<\/p>\n<p><em>&#8230; Il Concordato, firmato in Italia tra il papa e Mussolini, diviene la carta vincente per sanzionare,m sul piano internazionale la legittimit\u00e0 del fascismo e viene accolto con grande entusiasmo nel cattolico Qu\u00e9bec francese. A Montr\u00e9al e in tutto il Nord America avr\u00e0 come conseguenza il consolidamento del rapporto fra la Chiesa e il movimento fascista [sic; diremmo piuttosto &quot;il regime fascista&quot;, nota nostra] fino alla seconda guerra mondiale:<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Il quotidiano la Presse aveva pubblicato nella sua parte illustrata la foto di Mussolini. Era certamente un momento di gloria per lui. Il Qu\u00e9bec, molto cattolico, era assai sensibile al significato sociale e simbolico della pace ritrovata tra la Chiesa e lo Stato. [&#8230;] Rispetto alla figura di Mussolini, c&#8217;era una sorta d&#8217;attitudine reverenziale che sfiorava la religiosit\u00e0. La maggior parte della comunit\u00e0 italiana accettava la versione ufficiale che stabiliva un legame molto stretto tra regime fascista e italianit\u00e0. Solo una piccola parte, gli antifascisti, distingueva il fascismo come ideologia e un sentimento nazionale e patriottico &quot; (F. Salvatore, &quot;Le fascisme et les Italiens de Montr\u00e9al&quot;, Guernica, Toronto, 1995, p. 189).<\/em><\/p>\n<p><em>La Chiesa della Madonna della Difesa diviene uno dei centri di propaganda pi\u00f9 attivi:<br \/>\n&quot;Mussolini era molto ben visto. L&#8217;appoggio al fascismo era quasi unanime tra gli italiani. Le cose sono cambiate dopo la dichiarazione di guerra. La parrocchia della Madonna della Difesa era il centro pi\u00f9 attivo: il sacerdote organizzava delle parate in camicia nera. Padre Maltempi era il pi\u00f9 fervente propagandista del Fascismo a Montr\u00e9al&quot; (idem, p. 235).<\/em><\/p>\n<p><em>Tutti i parroci diranno ai loro parrocchiani che un buon italiano \u00e8 un buon cattolico e un buon fascista. Un immenso affresco del duce a cavallo, affiancato dai quattro dei suoi pi\u00f9 fedeli gerarchi, viene dipinta nella Chiesa della Madonna della Difesa, dimostrazione eclatante del ruolo attivo delle parrocchie nella propaganda fascista, simbolo del legame tra cattolicesimo e fascismo nella comunit\u00e0 italiana. L&#8217;affresco \u00e8 realizzato dal pittore Guido Nincheri dietro i consigli dello scultore Guido Casini. Durante la seconda guerra mondiale viene coperto da un telone per ordine della polizia federale ma \u00e8 ancora ben visibile oggi. Il sacerdote che mi ha fatto visitare la Chiesa, raccontandomi la sua storia, mi ha mostrato con un certo orgoglio l&#8217;affresco di Mussolini a cavallo. Un altro dei mie informatori, ex sacerdote alla Chiesa della Madonna della Difesa, alla richiesta di parlarmi dell&#8217;affresco di Mussolini e dei rapporti tra Chiesa e movimento fascista [sic], mi ha risposto che avevo toccato un punto molto delicato:<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;A quei tempi gli italiani erano molto disprezzati [&#8230;]. Col fascismo si sono sentiti protetti [&#8230;.]. Quando a Nincheri \u00e8 stato chiesto di affrescare la Chiesa, egli ha presentato i suoi piani che prevedevano la rappresentazione della Chiesa militante, della Chiesa purgante e della Chiesa trionfante, del potere civile e del potere religioso [&#8230;]. Era il periodo del Concordato e, quindi, si voleva rappresentare l&#8217;accordo tra lo Stato e la Chiesa. Nincheri non voleva e anche un sacerdote gli ha chiesto di non farlo perch\u00e9 sarebbe stato un disastro [&#8230;]. Tutto \u00e8 andato bene finch\u00e9 non \u00e8 scoppiata la guerra. \u00c8 proprio in quel momento che il Mussolini a cavallo ha fatto paura a tutti i canadesi, tranne che agli italiani. Gli inglesi, con il loro potere, hanno arrestato e internato molti italiani, perch\u00e9 sospettati di fascismo, brava gente, e, tra questi, anche Nincheri. Sull&#8217;affresco \u00e8 stato messo un grande telone e la comunit\u00e0 italiana, per molto tempo, \u00e8 stata identificata, dagli inglesi e dai francesi, con Mussolini a cavallo. Ma Mussolini in Chiesa \u00e8 soltanto un&#8217;opera d&#8217;arte e nelle chiese ci sono rappresentati tanti altri diavoli [&#8230;]. \u00c8 un simbolo, ma d&#8217;altra parte, rappresenta il Concordato. Personalmente non ci trovo niente di male, prima di tutto perch\u00e9 Nincheri l&#8217;ha fatto a malincuore, \u00e8 stato accusato di fascismo ma non era fascista. \u00c8 stato anche arrestato. Questo Mussolini a cavallo \u00e8 passato alla storia, non c&#8217;\u00e8 italiano o straniero che non vada a visitarlo, che faccia tanta paura!&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Tuttavia, un altro sacerdote, mons. Chimichella, dichiara a Filippo Salvatore:<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;L&#8217;affresco \u00e8 stato l&#8217;espressione del sentimento che aveva animato il Concordato. Bisogna tuttavia avere il coraggio di riconoscere che la scelta di Mussolini, come autorit\u00e0 civile, \u00e8 stato un errore&quot; (F. Salvatore, op. cit., p. 191).<\/em><\/p>\n<p>Va precisato che la chiesa della Madonna della Difesa, affidata ai Servi di Maria, \u00e8 stata dichiarata, nel 2002, &quot;monumento storico del Canada&quot;, secondo gli auspici di un parroco &quot;storico&quot;, don Francesco Maddalena, servita friulano originario di Fanna (Pordenone), per cui pensiamo che l&#8217;eventualit\u00e0 di una cancellazione, magari parziale, dell&#8217;affresco raffigurante il Duce, sia da ritenersi definitivamente esclusa. Edificata nel 1919, sopra una precedente chiesa che era divenuta troppo piccola, la Madonna della Difesa fu voluta e finanziata dagli emigrati della <em>Little Italy<\/em> di Montr\u00e9al, del cui insediamento costituiva il cuore vivo e pulsante. L&#8217;affresco di Nincheri, eseguito fra il 1930 e il 1933, \u00e8 uno dei pi\u00f9 grandi esistenti nel Canada; e se, come si \u00e8 detto, gli cost\u00f2, durante la guerra, un periodo di detenzione, per essersi rifiutato di modificarlo &#8212; in pratica, cancellando la figura di Mussolini -, in compenso l&#8217;incidente non incise in maniera irreparabile sulla sua carriera. Guido Nincheri (Prato, 29 settembre 1885-Providence, 1\u00b0 marzo 1973), che, fra l&#8217;altro, in quella stessa chiesa ha lasciato altre due opere importanti, un affresco dedicato alla Santissima Trinit\u00e0 e un quadro raffigurante Santa Giovanna Falconieri, era emigrato a Montr\u00e9al, fin dal 1915, ed ha lasciato una quantit\u00e0 imponente di opere negli Stati Uniti e in Canada, sia architettoniche, sia pittoriche, quasi tutte sparse nelle chiese cattoliche di quei due Paesi, compresa la Chiesa di Sant&#8217;Antonio da Padova a Ottawa, ed ha realizzato anche circa 200 vetrate, soprattutto nel Qu\u00e9bec. Uno strano destino ha voluto che, di questa produzione varia e quasi sterminata, solo l&#8217;affresco raffigurante la celebrazione del Concordato, con tanto di Benito Mussolini in sella al suo cavallo, assurgesse a celebrit\u00e0 mondiale, e conferisse all&#8217;autore una duratura notoriet\u00e0 internazionale.<\/p>\n<p>Vale la pena di ricordare, inoltre, che negli Stati Uniti, a Chicago, esiste tuttora la Balbo Avenue, dedicata al fascistissimo maresciallo dell&#8217;Aria Italo Balbo, per celebrare la sua trasvolata atlantica alla testa di uno storno di quindici idrovolanti Savoia Marchetti, effettuata nell&#8217;estate del 1933. Il suo arrivo sulle acque del Lago Michigan, davanti alla metropoli statunitense, entusiasm\u00f2 l&#8217;intera cittadinanza: nessuno si mise a discutere se il personaggio fosse degno di un simile onore: e cos\u00ec la Settima Strada venne ribattezzata col suo nome per commemorare quella storica impresa, e, nonostante molta acqua sia passata sotto i ponti da quel lontano episodio, la Balbo Avenue si chiama ancora cos\u00ec, e gli abitanti di Chicago non se ne scandalizzano affatto. Lo stesso presidente americano, Franklin Delano Roosevelt, aveva invitato Balbo a colazione: i rapporti fra Stati Uniti e Italia erano piuttosto buoni, allora, fascismo o non fascismo; e non \u00e8 neanche del tutto chiaro se fu il <em>New Deal<\/em> di Roosevelt ad influenzare certi aspetti della politica economica fascista all&#8217;indomani della Grande Depressione del 1929, oppure &#8212; come riteniamo pi\u00f9 probabile &#8211; se non fu l&#8217;esatto contrario (anche se il discorso \u00e8 quasi impronunciabile, oggi, perch\u00e9 troppo politicamente scorretto). Ad ogni modo, <em>New Deal<\/em> e colazioni diplomatiche a parte, la Italo Balbo Avenue \u00e8 sempre l\u00ec, ad attestare che, in certe culture, non \u00e8 considerato un sacrilegio rispettare la memoria degli avvenimenti storici passati, quando sono stati di notevole rilevanza interna o internazionale; indipendentemente dal giudizio politico che, <em>a posteriori<\/em>, se ne pu\u00f2 dare. Sono i regimi dittatoriali che cambiano i nomi delle strade, delle piazze e delle scuole ad ogni svolta politica; e, accanto ad essi, l&#8217;Italia democratica e repubblicana uscita dalla guerra &quot;di liberazione&quot;, ossia dalla sanguinosa guerra civile del 1943-45, \u00e8 l&#8217;unico grande Paese occidentale ad avere vissuto, negli anni della Guerra fredda, una sorta di regime di socialismo reale non dichiarato, che fu gestito non tanto dal Partito comunista, quanto dai sindacati confederati.<\/p>\n<p>Quanto alla osservazione di monsignor Chimichella, ex sacerdote alla Chiesa della Madonna della Difesa di Montr\u00e9al, secondo il quale <em>bisogna tuttavia avere il coraggio di riconoscere che la scelta di Mussolini, come autorit\u00e0 civile, \u00e8 stato un errore<\/em>, ci piacerebbe sapere chi, al posto del Duce, avrebbe dovuto essere raffigurato nell&#8217;affresco, una volta che era stato deciso di celebrare la firma del Concordato, e di ritrarre i protagonisti di quello storico evento. Non \u00e8 forse un&#8217;ipocrisia dire che \u00e8 stato uno sbaglio scegliere di raffigurare Mussolini in veste di rappresentate dell&#8217;autorit\u00e0 civile, dal momento che quella era la sola figura possibile per rappresentare l&#8217;autorit\u00e0 civile concordataria? O si evitava di celebrare il Concordato nell&#8217;affresco di una chiesa cattolica, oppure si deve avere l&#8217;onest\u00e0 di riconoscere che la scelta figurativa del povero Guido Nincheri era la sola possibile, non essendovene altre. Infelice, quindi, fu, eventualmente, la decisione di voler glorificare il Concordato in un&#8217;opera pittorica, all&#8217;interno di un edificio sacro; non quella di dipingere Mussolini, una volta che quella decisione era stata presa.<\/p>\n<p>Ma qui, senza dubbio, il discorso si farebbe ancora pi\u00f9 scottante e, per qualcuno, imbarazzante, dal momento che si sposta interamente nell&#8217;ambito della Chiesa cattolica. Gli Italiani, quando si parla di quel periodo e di quegli avvenimenti, pensano sempre alla Chiesa cattolica d&#8217;Italia; ma dimenticano che un peso notevole lo ebbero anche le chiese dei Paesi che ospitavano consistenti comunit\u00e0 di emigrati italiani, dal Brasile al Canada, dall&#8217;Argentina agli Stati Uniti. Dopo il 1945, gli storici hanno fatto finta di credere, per amore della riconciliazione democratica e repubblicana, che la Chiesa, nel suo complesso, si sia schierata abbastanza chiaramente contro Mussolini e contro il fascismo, almeno nella fase finale del regime, cio\u00e8 dopo il 25 luglio del 1943. Tuttavia bisognerebbe ricordare che buona parte degli emigrati italiani erano di sentimenti fascisti, e che tali erano anche i sentimenti dei loro parroci, dei loro religiosi e dei loro vescovi; senza contare che la stessa politica ufficiale dei Paesi anglosassoni fu, almeno fino al 1935, cio\u00e8 fino alla guerra d&#8217;Etiopia e alla vicenda delle sanzioni, sostanzialmente favorevole al fascismo, del quale sia Roosevelt, sia Churchill, non esitarono a tessere l&#8217;elogio. Di questo bisogna tener conto: che, se quell&#8217;affresco fu voluto, realizzato e difeso, anche dopo la caduta del fascismo, la ragione profonda va cercata nel fatto che, fra gli emigrati italiani, e anche fra il clero cattolico di origine italiana, il voltafaccia politico fu un po&#8217; meno brusco, un po&#8217; meno indecente, di quel che accade in Patria, dopo Piazzale Loreto e l&#8217;avvio delle <em>magnifiche sorti e progressive<\/em> sotto le bandiere della Libert\u00e0&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se qualcuno ha voglia di ammirare un affresco che rappresenta Mussolini a cavallo, insieme ai suoi quadrumviri &#8212; Balbo, De Vecchi, De Bono e Bianchi ,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30176,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[24],"tags":[102,137,248],"class_list":["post-27245","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-pittura","tag-benito-mussolini","tag-fascismo","tag-seconda-guerra-mondiale"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-pittura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27245","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27245"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27245\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30176"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27245"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27245"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27245"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}