{"id":27241,"date":"2010-11-07T12:01:00","date_gmt":"2010-11-07T12:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/11\/07\/la-musica-dance-merita-tutto-il-disprezzo-che-le-riservano-i-critici-impegnati\/"},"modified":"2010-11-07T12:01:00","modified_gmt":"2010-11-07T12:01:00","slug":"la-musica-dance-merita-tutto-il-disprezzo-che-le-riservano-i-critici-impegnati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/11\/07\/la-musica-dance-merita-tutto-il-disprezzo-che-le-riservano-i-critici-impegnati\/","title":{"rendered":"La musica dance merita tutto il disprezzo che le riservano i critici \u00abimpegnati\u00bb?"},"content":{"rendered":"<p>Esprimere giudizi di valore nella musica leggera contemporanea \u00e8 una faccenda complicata; perch\u00e9 in essa non esistono delle categorie estetiche pi\u00f9 o meno universalmente accettate, come per le altre forme di espressione artistica ormai codificate, cinema compreso.<\/p>\n<p>Si tratta di una galassia di fenomeni in continua espansione, rielaborazione e trasformazione, inestricabilmente legata, da un lato, a uno specifico settore industriale (ma la stessa cosa si potrebbe dire del cinema e, in parte, dell&#8217;editoria), dall&#8217;altro alla fruizione di massa e quindi alle mode, specialmente quelle del tempo libero, nonch\u00e9 a problematiche generazionali legate al bisogno psicologico di costruzione dell&#8217;identit\u00e0, soprattutto in fase adolescenziale.<\/p>\n<p>Separare tutti questi fattori dall&#8217;aspetto propriamente estetico \u00e8 cosa estremamente ardua, per non dire impossibile; sarebbe come pretendere di valutare la dimensione artistica di una scultura egiziana o di una pittura etrusca, estrapolandole completamente dal loro contesto culturale &#8211; ci\u00f2 che in verit\u00e0 facciamo impunemente nei nostri tristissimi ed asettici musei che, appunto, odorano di cose morte e che accatastano, con involontario surrealismo, le produzioni pi\u00f9 disparate dal punto di vista storico, geografico ed estetico, e il risultato \u00e8 quello che sappiamo: una tremenda indigestione che ha ben poco di culturale e assolutamente nulla di artistico.<\/p>\n<p>In particolare, \u00e8 difficile esprimere un giudizio sulla musica dance, ossia su quel sottogenere musicale che, derivato dalla disco music elettronica degli anni Ottanta del secolo scorso, \u00e8 genericamente orientata alla fruizione come musica da ballo in discoteca e non come musica da ascoltare semplicemente. Le sue caratteristiche sono un po&#8217; quelle stesse della musica pop, di cui rappresenta uno dei filoni principali: spiccata orecchiabilit\u00e0; uso predminante della melodia; ritmica semplice e altrettanta semplicit\u00e0 dei testi; sottofondo poco elaborato; strofe alternate al ritornello (il cosiddetto &quot;formato canzone&quot;).<\/p>\n<p>Si tratta, evidentemente, di un genere musicale senza pretese di profondit\u00e0 e originalit\u00e0; ragion per cui, da sempre, i critici musicali &quot;seri&quot; e &quot;impegnati&quot;, culturalmente sofisticati, non lesinano nei suoi confronti il pi\u00f9 superbo disprezzo, quasi fossero infastiditi dai momenti di serenit\u00e0 che esso pu\u00f2 regalare alla gente; e gli rovesciano addosso tutti gli insulti possibili, in particolare quello di essere fondamentalmente stupido, grossolano, insignificante, banale e intollerabilmente kitsch.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, \u00e8 piuttosto chiaro che non si pu\u00f2 criticare qualcosa o qualcuno, n\u00e9 tanto meno sparare a zero, se non si \u00e8 prima stabilito un criterio di valutazione o, pi\u00f9 in generale, un sistema valoriale in base al quale distinguere nettamente ci\u00f2 che ha significato da ci\u00f2 che ne \u00e8 privo o ne difetta gravemente. Vogliamo dire che non si pu\u00f2 giudicare inutile e stupido uno schiaccianoci, per il fatto che non si presta a spremere gli agrumi; n\u00e9 si pu\u00f2 giudicare banale e insulso un giornalino a fumetti, per il fatto che non si innalza ai livelli di significato della \u00abDivina Commedia\u00bb.<\/p>\n<p>Ebbene, a noi sembra che, di fronte a fenomeni come la musica pop o la musica dance, non si debba adottare un criterio di valutazione facente riferimento alla musica d&#8217;autore e, in generale, alla musica colta contemporanea, perch\u00e9 si tratta chiaramente di due generi diversi; bens\u00ec un criterio che tenga conto solo ed esclusivamente della sua musicalit\u00e0 nell&#8217;ambito che le \u00e8 proprio, ossia quello dell&#8217;intrattenimento e, appunto, del ballo.<\/p>\n<p>Bisogna essere chiari su questo punto e, soprattutto, onesti. Quello che conta non \u00e8 se la musica pop o la musica dance possano veicolare elaborazioni musicali di alto livello e impiegare testi letterari di elevata qualit\u00e0: non \u00e8 quello il loro scopo e non \u00e8 quella la loro natura; quello che conta \u00e8 se essa espleti degnamente, cio\u00e8 dignitosamente dal punto di vista della musica da intrattenimento, la propria funzione nell&#8217;ambito che le compete.<\/p>\n<p>Quello su cui abbiamo da ridire, e su cui crediamo sia legittima una critica anche molto severa, \u00e8 la mancanza di onest\u00e0 intellettuale, in questo come in ogni altro campo. Pertanto troviamo che sia criticabile una musica leggera che ostenti le forme esteriori, sia dal punto di vista musicale che dal punto di vista dei testi, della musica d&#8217;autore: la ricercatezza formale, il rifiuto della melodia, la profondit\u00e0 e l&#8217;originalit\u00e0 letteraria; ma che, in realt\u00e0, si caratterizzi come una astuta contraffazione della musica d&#8217;autore e come una caricatura del discorso musicalmente impegnato.<\/p>\n<p>Un tipico esempio di questa disonest\u00e0 intellettuale, che generalmente sfrutta e cavalca i momenti storici di trapasso e, pi\u00f9 specificamente, di &quot;riflusso&quot;, \u00e8 offerto, a nostro avviso, dalle canzoni della coppia Battisti-Mogol; alla quale si contrappone la seriet\u00e0 autentica, sofferta, poetica, di cantautori come Luigi Tenco. Ne abbiamo gi\u00e0 parlato a suo tempo, per cui rimandiamo il lettore desideroso di approfondire la questione a quei nostri precedenti lavori, e specialmente all&#8217;articolo \u00abDalla sofferta poesia di Tenco ai lazzi furbeschi di Battisti-Mogol\u00bb (apparso sul sito di Arianna Editrice in data 27\/12\/2007).<\/p>\n<p>Fissato questo criterio fondamentale, semplice ma chiaro e trasparente, resta da vedere, ovviamente, caso per caso, quale sia la qualit\u00e0 specifica dei singoli artisti e dei singoli brani che rientrano nelle generiche definizioni di musica pop o di musica dance. Si tratta di un tipico fenomeno mainstream e, come tale, sostanzialmente ambiguo: perch\u00e9 da un lato ricerca il massimo della fruibilit\u00e0 nel pubblico pi\u00f9 ampio possibile; dall&#8217;altro, tende a scivolare nel &quot;genere&quot; e, pertanto, a scadere, dal punto di vista della critica &quot;esigente&quot;, al livello del prodotto di facile consumo, un po&#8217; come il &quot;giallo&quot; o il&quot; rosa&quot; nel caso della letteratura.<\/p>\n<p>In ogni caso, la domanda che ci si dovrebbe porre non \u00e8 se questo genere di musica &quot;popolare&quot; sia profonda o banale, se sia intelligente o stupida; ma se la sua orecchiabilit\u00e0 e la sua &quot;facilit\u00e0&quot;, volute programmaticamente, debbano necessariamente corrispondere ad una insignificanza musicale e ad una inevitabile povert\u00e0 dei testi.<\/p>\n<p>Perci\u00f2, senza timore di esagerare, e volendo scendere sul terreno degli esempi concreti, riteniamo che chi non abbia mai apprezzato la scioltezza, la leggerezza e la freschezza di canzoni come \u00abI love you baby\u00bb di Gloria Gaynor, \u00abDoctor&#8217;s order\u00bb di Carroll Douglas, \u00abRock your baby\u00bb di George McCrae e \u00abNever too late\u00bb di Kylie Minogue (la Minogue &quot;prima maniera&quot;, a nostro avviso molto pi\u00f9 interessante di quella che, negli ultimi anni, \u00e8 giunta ad uno strepitoso successo mondiale, ma perdendo quella gradevolissima patina di nostalgica ingenuit\u00e0 anni Cinquanta), non si pone in modo onesto di fronte al fenomeno della moderna musica popolare: pretende, cio\u00e8, consciamente o inconsciamente, di valutarlo, giudicarlo e condannarlo in base a categorie, estetiche e culturali, che non le sono proprie.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 in generale, crediamo che sarebbe ora di veder scendere i nostri superciliosi critici musicali &#8211; cos\u00ec come, del resto, quelli letterari e cinematografici &#8211; gi\u00f9 dalla loro \u00abturris eburnea\u00bb ed avere l&#8217;umilt\u00e0 di mettersi un poco in sintonia con quel che piace alla gente, beninteso entro i limiti del buon gusto, della professionalit\u00e0 e della limpidezza e coerenza del discorso musicale.<\/p>\n<p>Il paragone con la pop art sorge spontaneo, ma rischia di essere fuorviante; perch\u00e9, in quel caso, non si tratta di un&#8217;arte senza troppe pretese, che voglia semplicemente intrattenere e che sappia farlo in maniera trasparente, ma di una furba operazione pseudo culturale, intesa a spacciare per prodotti artistici delle tecniche grafiche e pittoriche che si limitano a ricalcare i moduli pubblicitari, aggiungendovi solo la malizia di una pretesa rivisitazione in chiave ironica o addirittura di critica sociopolitica.<\/p>\n<p>Andy Warhol, ad esempio, non \u00e8 un artista, ma un astuto impresario di se stesso, che, prendendo a prestito la poetica del gioco di parole derivante da alcuni aspetti dell&#8217;opera di Ren\u00e9 Magritte, impresta una vernice di rivisitazione &quot;colta&quot; ai prodotti seriali del genere pubblicitario: la sua non \u00e8, pertanto, una critica del kitsch o una poetica dello straniamento, ma una banale ripetizione dei procedimenti stereotipati della grafica pubblicitaria, contrabbandati per chiss\u00e0 quale formula capace di far esplodere le contraddizioni inerenti a quel tipo di linguaggio.<\/p>\n<p>E la ragione per cui la critica &quot;alta&quot;, e, pi\u00f9 in generale, gli intellettuali politicamente corretti e debitamente progressisti, amavano la pop art e andavano in visibilio per la sua pretesa &quot;demistificazione&quot; delle vuote categorie estetiche dell&#8217;arte &quot;borghese&quot;, era esattamente la stessa per cui detestavano la disco music e, in genere, tutta la musica pop: perch\u00e9 essi partivano da una concezione impegnata, o piuttosto pseudo-impegnata, del fatto estetico e non potevano ammettere che si potesse essere pi\u00f9 onesti nel fare una musica dichiaratamente &quot;leggera&quot; e disimpegnata politicamente, piuttosto che fingendo chiss\u00e0 quali profondit\u00e0 ma, intanto, strizzando l&#8217;occhiolino ai gusti pi\u00f9 corrivi di un pubblico con qualche insincera pretesa di originalit\u00e0 e profondit\u00e0, come faceva, appunto, la coppia Battisti-Mogol.<\/p>\n<p>Il vero kitsch, e l&#8217;unico realmente imperdonabile, non \u00e8, infatti, quello di chi onestamente si presenta per quello che \u00e8, e riesce a fare bene quello che deve fare; ma quello di chi si spaccia per ci\u00f2 che non \u00e8, e tenta di sfruttare sia i vantaggi derivanti dal gradimento di un vasto pubblico, sia quelli inerenti all&#8217;essere apprezzato dalla critica di \u00e9lite.<\/p>\n<p>Insomma, pane al pane e vino al vino: e meglio un discorso cultuale volutamente umile, anzi, un discorso musicale che non abbia alcuna pretesa culturale, ma di semplice intrattenimento, e che tuttavia sappia tenersi su un registro dignitosamente &quot;medio&quot;; piuttosto che un discorso musicale velleitario e insincero, tutto giocato nella zona grigia dove s&#8217;incontrano e si sovrappongono le ambizioni di originalit\u00e0 e profondit\u00e0 con la ricerca intenzionale e ammiccante del successo di cassetta.<\/p>\n<p>Quanto a noi, nessuna esitazione nel preferire un brano come \u00abThe winner takes it all\u00bb, degli Abba, che, pur nella sua orecchiabilit\u00e0 e semplicit\u00e0 musicale e testuale, si pu\u00f2 considerare un vero e proprio piccolo classico, pieno di poetica malinconia e di nostalgico rammarico, ad uno come \u00abChe ne sai\u00bb di Battisti, dove le magniloquenti astruserie del testo fanno da contraltare alla leccata pretenziosit\u00e0 dell&#8217;arrangiamento musicale.<\/p>\n<p>Facendo un discorso di portata pi\u00f9 vasta, crediamo sarebbe opportuno che il mondo della cultura &quot;alta&quot;, a cominciare dalla critica, si ponesse con pi\u00f9 coerenza, con pi\u00f9 lealt\u00e0 e anche con maggiore umilt\u00e0, di fronte alle manifestazioni della musica leggera, deponendo il pregiudizio che solo la musica d&#8217;autore sia degna di rispetto o che, in mancanza di questa, lo sia la musica che pi\u00f9 tenta di somigliarle, anche se la somiglianza \u00e8 del tutto furbesca e strumentale.<\/p>\n<p>Tutti sappiamo quale parte politica e culturale abbia fatto recentemente ammenda per il disprezzo a suo tempo riservato alle canzoni di Claudio Baglioni, a causa del loro disimpegno, della loro orecchiabilit\u00e0 e infine, \u00abhorribile dictu\u00bb, del loro &quot;scandaloso&quot; successo di pubblico. Gi\u00e0, perch\u00e9 in Italia vige lo stranissimo pregiudizio per cui, se qualcosa piace alle masse, deve trattarsi per forza di robaccia; mentre, viceversa, per essere un prodotto di qualit\u00e0, deve piacere solamente a pochi.<\/p>\n<p>Gira e rigira, \u00e8 sempre il vecchio aristocraticismo deteriore, schifiltoso e supponente, di Petrarca (\u00abil vulgo, a me sempre odioso et inimico\u00bb), ma condito in salsa progressista e, possibilmente &#8211; almeno fino a due decenni fa &#8211; marxista: ci\u00f2 che dimostra, ancora una volta, tutta la miseria di un ceto intellettuale che storceva il naso davanti ai libri di Cassola, autenticamente &quot;popolari&quot; e perci\u00f2 belli e ben scritti, ma al tempo stesso schivi ed alieni da ogni demagogia, anzi volutamente minimalisti; mentre andava in estasi per quelli di Moravia, che, da autentico progressista, toccava impunemente tutte le corde del kitsch, dal ribellismo velleitario de \u00abI conformisti\u00bb, al drammone storico e psicologico de \u00abLa ciociara\u00bb, alla pornografia pura e semplice di \u00abIo e lui\u00bb, senza peraltro disdegnare l&#8217;abile contaminazione di tutti questi generi, come in \u00ab1934\u00bb.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 un problema specificamente italiano, anche se si propone, magari in forme meno stridenti, anche negli altri Paesi occidentali.<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 che la cultura della modernit\u00e0, pur essendo giunta alle battute finali, non \u00e8 stata capace di guardarsi dentro con onest\u00e0 intellettuale e di riconoscere ci\u00f2 che andava valorizzato e ci\u00f2 che meritava di essere gettato, di tutta quella disordinata marea di prodotti e sottoprodotti da essa scaraventati sul mercato; n\u00e9 interrogarsi fino in fondo, per comprendere che cosa veramente odiava e che cosa le piaceva, e perch\u00e9.<\/p>\n<p>Forse, se lo avesse fatto, avrebbe scoperto qualche verit\u00e0 di troppo su se stessa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Esprimere giudizi di valore nella musica leggera contemporanea \u00e8 una faccenda complicata; perch\u00e9 in essa non esistono delle categorie estetiche pi\u00f9 o meno universalmente accettate, come<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30171,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[29],"tags":[205],"class_list":["post-27241","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-musica","tag-musica"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-musica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27241","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27241"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27241\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30171"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27241"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27241"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27241"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}