{"id":27239,"date":"2017-07-14T09:18:00","date_gmt":"2017-07-14T09:18:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/07\/14\/mundus-totus-in-maligno-postitus-est\/"},"modified":"2017-07-14T09:18:00","modified_gmt":"2017-07-14T09:18:00","slug":"mundus-totus-in-maligno-postitus-est","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/07\/14\/mundus-totus-in-maligno-postitus-est\/","title":{"rendered":"\u00abMundus totus in maligno postitus est\u00bb"},"content":{"rendered":"<p><em>Noi sappiamo che siamo da Dio, mentre tutto il mondo giace sotto il potere del maligno<\/em>: queste parole severe, addirittura tremende, non sono il parto della mente esagitata di qualche monaco dell&#8217;annoi Mille in attesa della fine del mondo, o di qualche rarissimo cattolico dei nostri giorni, fondamentalista e fanatico, ma sono scritte, nero su bianco, nel Nuovo Testamento (<em>1 Gv., 5,19<\/em>), vale a dire che sono, n\u00e9 pi\u00f9, n\u00e9 meno, Parola di Dio.<\/p>\n<p>Questa espressione \u00e8 stata ripresa, nel XX secolo, da almeno due pontefici, peraltro assai diversi fra loro: san Pio X e san Giovanni XXIII.<\/p>\n<p>Quest&#8217;ultimo cit\u00f2 l&#8217;espressione della Lettera di san Giovanni nel corso dell&#8217;udienza generale del 28 ottobre 1959, precisamente nel sesto paragrafo del suo intervento, allorch\u00e9 disse:<\/p>\n<p><em>La preghiera divina insegnataci da Ges\u00f9 sul monte, e di cui la nostra vita vuole essere elevazione quotidiana, indirizzo ed insegnamento, si piega sopra un estremo grido di abbandono a Dio onnipotente, perch\u00e9 ci salvi dal &quot;maligno&quot;. &quot;Libera nos a malo&quot; (Mt 6,13).<\/em><\/p>\n<p><em>Purtroppo &quot;mundus totus in maligno positus est&quot; (Gv 5,19).<\/em><\/p>\n<p><em>La natura umana \u00e8 soggetta alla tentazione, e nell&#8217;arrendersi ad essa sta la minaccia ed il pericolo pi\u00f9 grave per la libert\u00e0 e la dignit\u00e0 dell&#8217;uomo&quot;. Nell&#8217;essere preservato da tanta sventura, noi possiamo contare sulla parte soccorritrice e misericordiosa di Dio; ma dobbiamo cooperare con volont\u00e0 decisa a guardarci dal male e dal suo suggeritore ed ispiratore&#8230;<\/em><\/p>\n<p>San Pio X, da parte sua, aveva usato quella espressione nell&#8217;enciclica <em>Communium rerum<\/em> del 21 aprile 1909, scritta in occasione dell&#8217;ottavo centenario della morte di S. Anselmo d&#8217;Aosta &#8212; del quale fa l&#8217;elogio -, nella sua parte iniziale:<\/p>\n<p><em>Errano dunque gravemente coloro che si perdono di fede nella tempesta, perch\u00e9 vorrebbero per s\u00e9 e per la Chiesa uno stato permanente di tranquillit\u00e0, di prosperit\u00e0 universale, di ricognizione pratica e unanime del sacro suo potere senza contrasti. E molto peggio e turpemente errano quelli che s&#8217;illudono di guadagnarsi questa pace effimera col dissimulare i diritti e gli interessi della Chiesa, col sacrificarli ad interessi privati, con l&#8217;attenuarli ingiustamente, col piaggiare il mondo che tutto sta sottoposto al maligno (&quot;totus in maligno positus est&quot;), sotto specie di riconciliarsi i fautori della novit\u00e0 e ravvicinarli alla Chiesa&#8230;<\/em><\/p>\n<p>A questo punto, vorremmo capire.<\/p>\n<p>Vorremmo capire come mai una espressione neotestamentaria, che \u00e8 parsa giusta e opportuna a due pontefici del XX secolo, l&#8217;uno considerato &quot;conservatore&quot;, l&#8217;altro &quot;progressista&quot;, sia praticamente sparita dal vocabolario dei teologi, dei cardinali, dei vescovi e dei sacerdoti dei nostri giorni, per non parlare degli insegnanti di religione e dei catechisti. Vorremmo capire come sia possibile che un concetto cos\u00ec importante, anzi, cos\u00ec essenziale, sia potuto uscire di scena in maniera talmente silenziosa, che nessuno se n&#8217;\u00e8 accorto, mentre una nuova generazione di teologi, cardiali, sacerdoti, eccetera, si sono messi a scrivere e predicare un concetto diverso, addirittura opposto: che non c&#8217;\u00e8 niente di pi\u00f9 bello e di pi\u00f9 lieto, per un cristiano, che trovare una modalit\u00e0 di serena convivenza con questo mondo. Il quale, evidentemente, ha smesso di essere sotto il potere del maligno, perch\u00e9, diversamente, non si potrebbe capire come una tale convivenza, e, sovente, una tale collaborazione, siano possibili. Oppure quel concetto \u00e8 stato espunto, di fatto, dalla dottrina cattolica, precisamene perch\u00e9 rappresentava un ostacolo alla felice collaborazione con il mondo, sicch\u00e9 le due cose sono complementari, e frutto l&#8217;una dell&#8217;atra? \u00c8 per questo, forse, che i cattolici odierni, e specialmente il Magistero, specialmente la gerarchia ecclesiastica, hanno praticamente smesso di parlare di tutte quelle cose &#8212; il divorzio, l&#8217;aborto, l&#8217;eutanasia, la manipolazione genetica, le unioni di fatto, per non dire degli sconci matrimoni omosessuali, le quali piacciono al mondo cos\u00ec tanto, da essere state sancite per legge, e inoltre salvaguardate da apposite leggi, o progetti di legge, contro coloro i quali facciano &quot;discriminazioni &quot; e incitino &quot;all&#8217;odio di genere&quot;, solo perch\u00e9 si permettono di esprimere qualche dubbio sulla liceit\u00e0, e, soprattutto, sulla compatibilit\u00e0 con l&#8217;essere cristiani, di simili pratiche e di simili istituti?<\/p>\n<p>La questione del rapporto del cristiano con il &quot;mondo&quot;, antica quanto il cristianesimo stesso, \u00e8 di duplice natura: teologica e storica.<\/p>\n<p>Dal punto di vista teologico, il mondo <em>\u00e8 sotto il potere di satana<\/em> per via del Peccato originale e per la conseguente, irreparabile degradazione del creato, che ha fatto emergere il lato tenebroso della natura umana, la quale, originariamente, era stata creata perfetta. A causa delle conseguenze del Peccato originale, tutti gli uomini &#8211; tutti, tranne Maria Vergine &#8212; inclinano al male; e, se non fosse per il Battesimo, che li ristabilisce nel rapporto filiale con Dio, e per gli altri Sacramenti, che li rendono partecipi della stessa vita divina, essi, con le loro forze, non sarebbero capaci di risollevarsi da tale condizione, n\u00e9 di raggiungere la salvezza, perch\u00e9, pur vedendo, in linea di massima, la via del bene quanto basta per poterla seguire e per fuggire l&#8217;altra, la via del male, nondimeno non sono capaci n\u00e9 d&#8217;imboccarla, n\u00e9 di perseverare in essa. Ecco allora che il cristiano \u00e8, per forza di cose, uno straniero, un pellegrino sulle vie del mondo, che percorre come fosse in esilio, pieno di nostalgia per la sua patria lontana, il Cielo, cui \u00e8 destinato a fare ritorno. Ricordiamo le parole della preghiera <em>Salve, Regina<\/em>, che \u00e8 antichissima, e che pare sia stata composta dal monaco Ermanno di Reichenau, noto anche come Ermanno il Contratto (vissuto fra il 1013 e il 1054): <em>Salve, Regina, Mater misericordiae, \/ vita, dulcedo, et spes nostra, salve. \/ Ad te clamamus, exukles filii Evae, \/ ad te suspiramus, gemente set flentes \/ in hac lacrimarum valle. \/ Eia ergo, adviocata nostra, illos tuos \/ misericordes oculos ad nos converte. \/ Et Jesum, benedictum fructum ventris tui, \/ nobis, post hoc exilium, ostende. \/ O clemens, o pia, o dulcis Virgo Maria.<\/em> Questo \u00e8 veramente il canto dell&#8217;esule, che aspira a tornare a casa: <em>A te sospiriamo, gementi e piangenti, in questa valle di lacrime<\/em> (&#8230;). <em>E mostraci dopo questo esilio Ges\u00f9<\/em>&#8230; Il senso \u00e8 chiaro: il cristiano, nel mondo, non \u00e8 affatto di casa; questa vita, non \u00e8 la sua vera vita; il mondo \u00e8 una valle di lacrime, \u00e8 un esilio, e chi vive in simili luoghi non desidera altro che uscirne. Fra parentesi, quelli erano uomini coerenti, che sentivano, nella loro vita privata, esattamente quel che esprimevano in parole: non vi era, in loro, lo sdoppiamento tipico dei moderni, compresi i cristiani moderni. Bertoldo di Reichenau, discepolo e intimo amico di Ermanno, che assistette il suo maestro nella malattia finale, cos\u00ec descrive, nei suoi <em>Annales<\/em>, il senso dell&#8217;ultimo colloquio avuto con lui (e si pensi che Ermanno mor\u00ec, di una pleurite, a soli quarantun anni: quanti uomini di quella et\u00e0, oggi, si sentirebbero traditi dal destino, e quanto amaramente si lagnerebbero i loro amici e parenti, per il fatto che la morte ha strappato anzitempo il loro caro alla vita): <em>Tutto il mondo presente e tutto ci\u00f2 che ad esso appartiene, questa stessa vita mortale era divenuta meschina e tediosa e, d&#8217;altra parte, il mondo futuro, che non avr\u00e0 termine, e quella vita eterna, sono divenuti indicibilmente desiderabili e cari, cos\u00ec che io considero tutte queste cose passeggere non meno dell&#8217;impalpabile calugine del cardo.<\/em><\/p>\n<p>Dal punto di vista storico, la questione \u00e8, se \u00e8 possibile, ancora pi\u00f9 chiara. La civilt\u00e0 moderna nasce da un progetto ben preciso di ribellione contro Dio, contro il Vangelo e contro la Chiesa. Da quando essa si \u00e8 stabilita, l&#8217;attacco si \u00e8 delineato con forza sempre maggiore e con sempre maggior precisione e coerenza: uno dopo l&#8217;altro, tutti i capisaldi, morali e materiali, della vita cristiana, sono stati presi di mira, bersagliati, sporcati, rovinati, spazzati via; i cristiani sono stati perseguitati, ora con la violenza esplicita, ora con forme pi\u00f9 sottili di pressione, intimidazione e ricatto, e sono stati progressivamente estromessi ed esclusi da tutti gli ambiti che contano per lo sviluppo della societ\u00e0: l&#8217;educazione, la cultura, la politica, eccetera. La modernit\u00e0, quindi, non \u00e8 solo a-cristiana, ma \u00e8 anticristiana, per vocazione e per essenza; tutti gli esponenti della cultura moderna, in quanto essa ha di caratteristico, sono stati nemici, pi\u00f9 o meno dichiarato, di Ges\u00f9 Cristo; e tutti hanno fatto ci\u00f2 che stava in loro potere per sradicare il Vangelo dalla vita dei popoli e delle societ\u00e0, per sostituirlo con nuove tavole di valori, con nuovi modi di pensare e di sentire e con nuovi, e diametralmente opposti, stili di vita, proclamando la libert\u00e0, dove il cristiano vede la licenza; il diritto, dove egli vede l&#8217;arbitrio; la giustizia, dove regnano l&#8217;ingiustizia: insomma, capovolgendo, uno ad uno, tutti i pilastri dell&#8217;ordine cristiano e della pratica cristiana dell&#8217;esistenza, sia individuale che associata. Pertanto, risulta semplicemente impossibile, anche volendolo, essere nel medesimo tempo autentici cristiani e cittadini della modernit\u00e0: le due cose si escludono a vicenda, perch\u00e9 sono assolutamente e radicalmente incompatibili. E chi non ha capito questo, o chi non vuol sentire questo discorso, vuol dire che non ha studiato bene la storia, o che l&#8217;ha studiata con il paraocchi ideologico laicista e progressista; inoltre, vuol dire che non ha capito che cosa significa essere moderni, o che cosa vuol dire essere cristiani. Se, poi, lo ha compreso, e ci\u00f2 nonostante predica che non c&#8217;\u00e8 niente di pi\u00f9 buono e giusto del fatto che il cristiano si senta di casa in questo mondo, e specialmente nella civilt\u00e0 moderna, ci\u00f2 significa che in lui vi \u00e8 qualcosa di peggio dell&#8217;ignoranza e dell&#8217;ottusit\u00e0: significa che anch&#8217;egli aderisce a un vastissimo progetto, subdolo e deliberato, paziente e intelligente, ma diabolico, per svuotare dall&#8217;interno il significato dell&#8217;essere cristiano, e per distruggere la Chiesa e, con essa, la custodia fedele e la trasmissione della Verit\u00e0 di Cristo. E che non si tratti di ipotesi e supposizioni a vanvera, ma di una realt\u00e0 concreta, lo dimostra il fatto che, nella modernit\u00e0, l&#8217;attacco contro la Chiesa e contro il Vangelo si \u00e8 andato delineando, sempre di pi\u00f9, come un attacco che muove dall&#8217;interno: tanto \u00e8 vero che i peggiori nemici di Cristo, oggi, non sono quelli che si dicono tali e che, dal di fuori, si adoperano, anche con mezzi estremamente violenti, per distruggere il cristianesimo, ma quelli che, vestiti da teologi, da cardinali, da vescovi e da sacerdoti, vanno predicando una dottrina che non \u00e8 cattolica, e introducendo delle novit\u00e0 liturgiche e pastorali che non sono cattoliche, ma lo fanno &#8211; da serpenti quali sono, e da lupi travestiti da agnelli &#8211; non gi\u00e0 dichiarando apertamente le loro intenzioni, bens\u00ec dando ad intendere che, nella sostanza, non \u00e8 cambiato proprio nulla, che la dottrina cattolica \u00e8 sempre la stessa e che anche la Chiesa, \u00e8 la Chiesa di sempre, mentre perfino un cieco vedrebbe che non \u00e8 affatto cos\u00ec.<\/p>\n<p>Il problema fondamentale, per i cattolici progressisti e neomodernisti, \u00e8 che riconoscere che la condizione umana corrisponde ad un esilio in terra straniera, in una &quot;valle di lacrime&quot;, sembra loro l&#8217;equivalente di una intollerabile umiliazione: infatti, la caratteristica essenziale dello spirito progressista e modernista \u00e8, appunto, l&#8217;orgoglio (a proposito, qualcuno ha mai visto papa Bergoglio inginocchiarsi davanti al Santissimo? Davanti ai poveri, per lavar loro i piedi il Venerd\u00ec di Pasqua, s\u00ec, specie se sono stranieri e meglio ancora se sono di religione islamica, il tutto sotto l&#8217;occhio compiaciuto delle telecamere di mezzo mondo; ma davanti al Santissimo, cio\u00e8 alla Presenza Reale di Ges\u00f9 Cristo nel Pane eucaristico, no). In secondo luogo, sembra ad essi che una tale ammissione sarebbe percepita, anche all&#8217;esterno &#8211; ed essi tengono moltissimo al giudizio del mondo: specialmente al giudizio dei non cattolici e degli anticattolici, beninteso purch\u00e9 sia positivo &#8211; come una forma di pessimismo: e <em>pessimismo<\/em>, nel linguaggio della modernit\u00e0, fondata sul mito delle <em>magnifiche sporti e progressive<\/em>, \u00e8, di per s\u00e9 stessa, una parolaccia. L&#8217;uomo moderno ha eretto l&#8217;ottimismo al rango di filosofia di vita pressoch\u00e9 obbligatoria; logico: dal momento che egli adora non pi\u00f9 Dio, ma se stesso, ed esalta fino alle stelle le sue conquiste materiali, scientifiche e tecnologiche, non potrebbe fare diversamente. E poco importa se un numero crescente di persone, nella realt\u00e0 concreta della loro esistenza, sono dominate da una tetraggine, da un <em>taedium vitae<\/em>, da una mancanza di senso e da una sotterranea o manifesta disperazione, che le induce a stili di vita masochistici, a comportamenti autolesionistici, fino al suicidio: la loro filosofia &quot;ufficiale&quot; deve essere, per forza di cose, quella della piena fiducia in se stesso, e dunque l&#8217;ottimismo. Pertanto, egli accusa il cristianesimo di essere una filosofia dell&#8217;esistenza negativa e pessimistica, che sottrae energie vitali e sminuisce nell&#8217;uomo il senso del proprio valore. Di questa vecchia accusa, quel che c&#8217;\u00e8 di vero \u00e8 questo: la visione cristiana non \u00e8 pessimista in assoluto, n\u00e9 lo potrebbe, essendo fondata sulla fede nel Risorto e sulla speranza nella resurrezione; ma lo \u00e8 in senso relativo, perch\u00e9 sa quanto sia fragile l&#8217;uomo e quanto sia destinato al fallimento, se pretende di basarsi unicamente su se stesso. Tutto ci\u00f2 \u00e8 stato mirabilmente espresso da Ges\u00f9 (<em>Gv<\/em>. 15, 5): <em>Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, quegli produce molto frutto; perch\u00e9 senza di me non potete fare niente<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Noi sappiamo che siamo da Dio, mentre tutto il mondo giace sotto il potere del maligno: queste parole severe, addirittura tremende, non sono il parto della<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[117,216],"class_list":["post-27239","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-dio","tag-papi"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27239","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27239"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27239\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27239"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27239"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27239"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}