{"id":27238,"date":"2018-05-17T08:47:00","date_gmt":"2018-05-17T08:47:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/05\/17\/munchhausen-il-canto-del-cigno-della-nostra-civilta\/"},"modified":"2018-05-17T08:47:00","modified_gmt":"2018-05-17T08:47:00","slug":"munchhausen-il-canto-del-cigno-della-nostra-civilta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/05\/17\/munchhausen-il-canto-del-cigno-della-nostra-civilta\/","title":{"rendered":"Munchhausen, il canto del cigno della nostra civilt\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Anno di grazia 1943: ombre sempre pi\u00f9 scure si addensano sull&#8217;Europa, stretta nella morsa della Seconda guerra mondiale: i sovietici da oriente, gli angloamericani dal Nordafrica e, l&#8217;anno dopo, dall&#8217;Inghilterra, si preparano a sferrare il colpo decisivo contro le potenze dell&#8217;Asse e i loro alleati minori. Le due battaglie decisive, quella di El Alamein e quella di Stalingrado, si sono gi\u00e0 consumate e sono terminate in due grandi vittorie della strana alleanza sovietico-anglosassone: decine di migliaia di soldati tedeschi e italiani sono presi prigionieri, alcuni torneranno a casa dopo quattro, cinque anni, sei anni, e perfino pi\u00f9 tardi. La battaglia dell&#8217;Atlantico si mette male per i sommergibili tedeschi; le citt\u00e0 italiane, e soprattutto quelle tedesche, sono avvolte nel fumo e nelle fiamme di bombardamenti aerei sempre pi\u00f9 massicci e sempre pi\u00f9 deliberatamente rivolti contro le popolazioni civili. Amburgo \u00e8 trasformata in un inferno di fuoco dalle bombe al fosforo bianco: interi quartieri sono distrutti e le persone corrono per le vie avvolte dalle fiamme, cercando di buttarsi nell&#8217;acqua dei canali; qualche pietoso poliziotto le finisce a colpi di rivoltella. Il 19 luglio anche Roma riceve la sua razione di bombe, nonostante la presenza del Vaticano; in agosto Badoglio la dichiara &quot;citt\u00e0 aperta&quot;, ma neppure questo le risparmia altri selvaggi bombardamenti: cinquantuno, per la precisione. A Casablanca, dal 14 al 23 gennaio, si tiene una importante conferenza interalleata, dalla quale esce una sola parola rivolta al Tripartito: resa senza condizioni. Quella che viene presentata come la &quot;liberazione&quot; dell&#8217;Europa (cos\u00ec come continua ad essere definita ancora oggi) assume sempre pi\u00f9 l&#8217;aspetto di una lotta senza quartiere e di una conquista sanguinosa per imporre la supremazia del vincitore e per distruggere completamente i sistemi sociali, politici ed economici dei vinti, per cancellare anche il ricordo di tutto ci\u00f2 che essi hanno rappresentato per i rispettivi popoli, cultura compresa. \u00c8 veramente il crepuscolo dell&#8217;Europa, un crepuscolo molto pi\u00f9 grave di quello del 1918, e dal quale \u00e8 dubbio che si possa mai riprendere e tornare ad essere se stessa. Sta per divenire, infatti, per met\u00e0 una colonia sovietica e per met\u00e0 un satellite degli Stati Uniti, un facile mercato per i suoi prodotti e uno sbocco per i suoi capitali, sempre pi\u00f9 avidi di preda. Il dominio sovietico durer\u00e0 una quarantina d&#8217;anni; quello americano continua tuttora e fa s\u00ec che la divisione dell&#8217;Europa, nonostante la fine della Guerra Fredda, perduri e perfino si aggravi, nonostante la caduta del comunismo e la restaurazione di un governo russo che appare sempre pi\u00f9 come il depositario della vera civilt\u00e0 europea.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 l&#8217;atmosfera in cui la cinematografia della vecchia Europa, in mezzo ai lutti e alle macerie, produce uno dei suoi ultimi capolavori di poesia e di bellezza: il film <em>Il barone di Munchhausen<\/em> (titolo originale: <em>Munchhausen<\/em>) del regista Josef von B\u00e1ky, con la sceneggiatura di un bravissimo scrittore per l&#8217;infanzia, Erich Kastner (che si firma per\u00f2 con la pseudonimo di Berthold B\u00fcrger, dato che i suoi libri avevano avuto grossi problemi col regime nazista, che li aveva fatti bruciare pubblicamente). Tratto dal celebre romanzo di Rudolf Erich Raspe (o, per dir meglio, pubblicato in una edizione inglese, a Londra, da Raspe, nel 1785, sulla base di un manoscritto anonimo), il lungometraggio di 110 minuti viene girato interamente a colori, con pellicole Agfa, per celebrare i venticinque anni della Casa produttrice UFA, fondata nel 1917. L&#8217;interprete principale \u00e8 il popolarissimo cantante e attore Albert Albers, praticamente scomparso dopo il 1945, quando gli americani imporranno quale nuova icona cinematografica la loro candidata, la tedesca &quot;brava&quot;, perch\u00e9 antinazista, Marlen Dietrich, che canter\u00e0 al seguito dell&#8217;esercito di occupazione (anche se la Dietrich se n&#8217;era andata dalla Germania non solo e non tanto per ragioni politiche ma per poter praticare in santa pace la sua omosessualit\u00e0). Accanto ad Albers, nel ruolo di Isabella d&#8217;Este, c&#8217;\u00e8 la giovane e bella attrice Ilse Werner, divenuta celebre, tre anni prima, interpretando il film <em>Concerto a richiesta<\/em>, di Eduard von Borsody, che era stato presentato alla nona Mostra del Cinema di Venezia ed era stato uno dei maggiori successi del cinema tedesco.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 una sola maniera di definire il film <em>Munchhausen<\/em>: \u00e8 un capolavoro, punto e basta. \u00c8 un prodigio di bellezza, d&#8217;inventiva, di originalit\u00e0, di fantasia, di finezza, di buon gusto, di sapienza narrativa, di equilibrio fra realt\u00e0 e sogno, di leggera e sorridente ironia. In breve, \u00e8 tutto il contrario di ci\u00f2 che in genere si pensa del carattere tedesco: \u00e8 il lato solare, fanciullesco, sorridente, quasi ingenuo di questo popolo per altri aspetti cos\u00ec severo con s\u00e9 e con gli altri, e perci\u00f2 cos\u00ec temuto; di questo popolo che, oggi, \u00e8 solo l&#8217;ombra di quel che era, avendo subito una capillare e sistematica opera di decostruzione della propria identit\u00e0, a vantaggio di mode e atteggiamenti tipicamente americani, e nel quale \u00e8 stato coltivato, con perfida metodicit\u00e0, il sentimento della colpa collettiva, in modo da inchiodarlo per sempre alle sue &quot;responsabilit\u00e0&quot; nei confronti del passato nazista. Nel <em>Munchhausen<\/em> possiamo vedere, dalla sceneggiatura alla fotografia, dalla colonna sonora alla recitazione, il lato migliore dell&#8217;anima tedesca, ma anche, ci sia permesso dirlo, dell&#8217;anima europea: non dell&#8217;Europa di oggi, avvilita e imbastardita, ma della vecchia Europa, di quella Europa che nel 1943 stava gi\u00e0 agonizzando e che oggi non esiste pi\u00f9, cos\u00ec come non esistono pi\u00f9 Breslavia, K\u00f6nigsberg, Fiume, Zara; o meglio, esistono ancora, ma hanno perduro la loro anima. N\u00e9 questo destino \u00e8 capitato solo alle citt\u00e0 e alle regioni che, al termine della guerra, sono passate di mano e hanno subito una radicale sostituzione etnica, ma a tutte le citt\u00e0 e a tutte le regioni, investite, poco a poco, dalla marea dell&#8217;americanismo, che ha omologato e appiattito ogni cosa, dall&#8217;urbanistica al cinema, dalla moda alla musica leggera, dalla letteratura alla televisione, dal mangiare alla lingua. Siamo diventati tutti americani, chi pi\u00f9, chi meno; abbiamo perso le nostre radici, siamo ormai solo numeri, solo carne da macello sul mercato del lavoro, abbandonati allo strapotere di una finanza &#8212; americana &#8212; che dispone di noi come di bassa manovalanza, e decide il nostro futuro come se fossimo bestiame, n\u00e9 pi\u00f9, n\u00e9 meno. Che poi tra quei superfinanzieri, che sono i grandi usurai del mondo d&#8217;oggi, spicchino i cognomi ebraici, questo \u00e8 un fatto e non \u00e8 colpa nostra, non \u00e8 un peccato il fatto di prenderne nota: a meno di voler dare la colpa del nazismo agli storici che studiano la Germania di Hitler, o dare la colpa dei terremoti ai sismologi che registrano le scosse coi loro strumenti.<\/p>\n<p>Ma torniamo al film di Josef von B\u00e1ky. Prendiamo una enciclopedia del cinema o una qualunque altra enciclopedia e andiamo a vedere chi era costui: si troveranno notizie avarissime e imprecise; si intuisce che un tacito ostracismo postumo, quasi una tacita <em>damnatio memoriae<\/em> ha colpito colui che os\u00f2 girare un grande film nella Germania del 1943, invece di opporsi a Hitler e adoperarsi per la caduta del suo regime, come avrebbero dovuto fare, secondo l&#8217;opinione oggi universalmente diffusa, tutti i bravi tedeschi, Avrebbero dovuto prendere le armi contro i loro fratelli, pugnalare alle spalle i loro soldati impegnati al fronte, e questo per dare la mano ai &quot;liberatori&quot; che trasformavamo Amburgo, Dresda, Berlino in altrettanti cimiteri infuocati. Eppure, il suo film \u00e8, puramente e semplicemente, un capolavoro: un prodigio di bellezza, quale raramente capita di vedere, e quale ormai da moltissimi anni nessuno ha pi\u00f9 visto, in questa cinematografia mondiale dominata da Hollywood (e quindi, direttamene o indirettamente, dagli stessi signori usurai dei quali parlavamo poc&#8217;anzi). Si farebbe fatica a scegliere una sequenza del <em>Munchhausen<\/em>, che \u00e8 tutto un susseguirsi di sequenze magnifiche, una che spicchi sulle altre: pure vogliamo sbilanciarci, e consigliamo il lettore di gustare, in particolare, la sequenza della sfilata delle gondole lungo il Canal Grande, a Venezia, con la bellissima musica che \u00e8 la vera protagonista, quei cori celestiali che hanno la leggerezza e la trasparenza di una favola. \u00c8 un momento di straordinaria intensit\u00e0 poetica: si direbbe che il film prenda le ali e che trasporti lo spettatore in un regino meraviglioso, il regno dell&#8217;infanzia felice, che tutti noi, almeno una volta, abbiamo conosciuto, dove le miserie e le brutture della realt\u00e0 quotidiana svaniscono per incanto, come nebbia al sole, e ci\u00f2 che resta \u00e8 solo un trionfo di stupore, ammirazione, gioia e fantasia. Ammirando le scene veneziane del film, con la folla in costume che si assiepa sulle rive del canale, sotto un cielo azzurro da fiaba e in una atmosfera quasi da <em>Mille e una notte<\/em>, vagamente orientale, sospirante e un po&#8217; sensuale, si provano delle emozioni molto simili a quando, da bambini, al circo, allorch\u00e9 si spegnevano i riflettori e davanti a noi si parava lo spettacolo fantastico degli elefanti disposti a formare una scena fantastica, &quot;impossibile&quot;, ci sentivano trascinati per magia in un altrove fuori del tempo e dello spazio, ove tutto era possibile, ove nessun sogno sembrava troppo difficile da potersi realizzare.<\/p>\n<p>Ecco: quello \u00e8 stato il canto del cigno della <em>nostra<\/em> civilt\u00e0, della <em>vera<\/em> civilt\u00e0 europea, prima che incominciasse a inaridirsi e a scomparire; prima che noi tutti incominciassimo a subire il lavaggio del cervello e a dimenticare ci\u00f2 che siamo, a vergognarci di quel che siamo stati, a desiderare di non essere pi\u00f9 noi stessi, ma di confonderci nel grande calderone promiscuo della modernit\u00e0, dove qualsiasi cosa viene tanto pi\u00f9 apprezzata, quanto pi\u00f9 \u00e8 lontana dalla tradizione e quanto pi\u00f9 deride e denigra quest&#8217;ultima. Questa \u00e8 la stupida ideologia per la quale solo ci\u00f2 che \u00e8 giovane ha valore: \u00e8 la stessa ideologia che spinge gli urbanisti e gli architetti a buttar gi\u00f9 interi caseggiati per fare posto ai grattacieli, e le singole persone a disfarsi del televisore o del telefonino di penultima generazione per correre ad acquistare quelli dell&#8217;ultima; la stessa, infine, che spinge le donne (e molti uomini) a vergognarsi della vecchiaia, a voler nascondere le rughe e i segni dell&#8217;invecchiamento, a voler fare i giovani ad ogni costo, sottoponendosi a patetici interventi chirurgici o vestendosi come adolescenti in ritardo di mezzo secolo. Ed \u00e8 anche la stessa ideologia per cui i neoteologi e i membri del neoclero disprezzano e ignorano deliberatamente tutto ci\u00f2 che la Chiesa \u00e8 stata fino al 1962, e sanno fare riferimento solo ed esclusivamente al Concilio Vaticano II; anzi, nemmeno al Concilio, ma al non meglio precisato &quot;spirito del Concilio&quot;, cio\u00e8, in pratica, a qualsiasi bizzarria, sproposito o vera e propria profanazione sia stata partorita nel corso degli ultimi cinquant&#8217;anni, purch\u00e9 abbia le stigmate del &quot;moderno&quot;. Per codesti teologi il peccato non \u00e8 pi\u00f9 peccato, l&#8217;inferno non esiste, il diavolo \u00e8 un&#8217;invenzione, la Chiesa \u00e8 Cristo stesso, e Cristo, alla fine, non \u00e8 la Parola divina che si \u00e8 incarnata, ma \u00e8 una specie di Cristo immanente, un Cristo che \u00e8 &quot;figlio di Dio&quot; come lo siamo noi, come lo sono tutti; insomma un Cristo che \u00e8 Messia, ma non Dio, che \u00e8 un profeta, un maestro di buonismo, un distributore di misericordia all&#8217;ingrosso, uno che perdona tutti, anche gl&#8217;impenitenti, uno che non esclude nessuno, che getta solamente ponti, che abbatte muri, che non ha nemici perch\u00e9 nessuno \u00e8 suo nemico. Figuriamoci che razza di Cristo sar\u00e0 mai un Cristo siffatto. E chi pu\u00f2 nutrire e alimentare un&#8217;idea tanto balorda, come l&#8217;assenza di nemici di Cristo, se non il diavolo in persona, che si serve della stupidit\u00e0, della presunzione e, appunto, del buonismo dei &quot;cattolici&quot; odierni, i quali poco o nulla hanno capito del Vangelo, a cominciare dal fatto di non aver capito che la vita \u00e8 una lotta continua, un campo di battaglia del bene contro il male, e che non \u00e8 possibile chiamarsi fuori, proclamare un disarmo unilaterale, perch\u00e9 ci\u00f2 equivale a consegnare se stessi e la Chiesa nelle mani di chi odia Ges\u00f9 Cristo e vuole vedere la Chiesa distrutta o, peggio ancora, totalmente sovvertita?<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la situazione odierna della civilt\u00e0 europea: ed \u00e8 la conseguenza dell&#8217;aver voltato le spalle alla tradizione, aver disprezzato le radici spirituali, che sono rappresentate dal cristianesimo. Senza il cristianesimo, l&#8217;Europa non esisterebbe. Ma l&#8217;Europa, a un certo punto, ha voluto fare a meno non solo del cristianesimo, perfino del suo ricordo; nella costituzione dell&#8217;Unione Europea, difatti, \u00e8 stato soppresso qualsiasi riferimento alle radici cristiane. \u00c8 quindi un&#8217;Europa massonica, radicale, americanizzata, involgarita; un&#8217;Europa ove gli studenti sanno tutto dell&#8217;ultimo rapper da un milione di visualizzazioni su <em>Youtube<\/em>, ma ignorano chi ha dipinto la Cappella Sistina e chi ha innalzato la cupola della Basilica di San Pietro. Oggi, un film come <em>Munchhausen<\/em> lascerebbe fredda la critica e spopolato il botteghino: gli incassi non coprirebbero nemmeno i costi di produzione, Oggi, al cinema, spopolano i film pi\u00f9 cialtroni e pi\u00f9 volgari sfornati da Hollywood, a base di effetti speciali, supereroi dozzinali, sesso e violenza a un tanto il chilo; a nessuno importa pi\u00f9 della bellezza, meno ancora dell&#8217;intelligenza. Si va verso un&#8217;umanit\u00e0 decerebrata, effeminata, incapace perfino di sentire l&#8217;istinto riproduttivo: e questo mentre accogliamo milioni di africani che si riproducono a un ritmo quattro volte superiore al nostro. Non occorre essere Nostradamus per capire come andr\u00e0 a finire. Intanto, gli europei sono traditi e abbandonati dai loro intellettuali, dai loro preti, dalle loro guide: tutti si sono fatti promotori di nichilismo, di scetticismo e di relativismo. Alla domanda: c&#8217;\u00e8 ancora speranza, per la civilt\u00e0 europea?, dobbiamo onestamente rispondere: quale civilt\u00e0 europea? La civilt\u00e0 europea \u00e8 morta da un pezzo: uccisa da quelle stesse forze che l&#8217;hanno aggredita pi\u00f9 di settant&#8217;anni fa, e che hanno potuto giovarsi di una poderosa quinta colonna: quella degli scontenti, dei frustrati, dei falliti di professione, non sempre innocenti. Come cattolici, per\u00f2, dobbiamo avere fede: se conserveremo la fede, la salvezza sar\u00e0 ancora possibile, perch\u00e9 niente \u00e8 impossibile a Dio&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anno di grazia 1943: ombre sempre pi\u00f9 scure si addensano sull&#8217;Europa, stretta nella morsa della Seconda guerra mondiale: i sovietici da oriente, gli angloamericani dal Nordafrica<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[110,133],"class_list":["post-27238","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-civilta","tag-europa"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27238","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27238"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27238\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27238"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27238"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27238"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}