{"id":27234,"date":"2016-05-30T01:56:00","date_gmt":"2016-05-30T01:56:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/05\/30\/la-debolezza-del-personalismo-di-mounier-nasce-dalla-mancata-definizione-di-persona\/"},"modified":"2016-05-30T01:56:00","modified_gmt":"2016-05-30T01:56:00","slug":"la-debolezza-del-personalismo-di-mounier-nasce-dalla-mancata-definizione-di-persona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/05\/30\/la-debolezza-del-personalismo-di-mounier-nasce-dalla-mancata-definizione-di-persona\/","title":{"rendered":"La debolezza del personalismo di Mounier nasce dalla mancata definizione di \u201cpersona\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Di Emmanuel Mounier (nato a Grenoble il 1\u00b0 aprile 1905 e spentosi a Parigi, prematuramente, il 22 marzo 1950), padre del personalismo cristiano, ci eravamo gi\u00e0 occupati dapprima nell&#8217;articolo <em>L&#8217;unit\u00e0 dinamica della persona va &quot;suscitata&quot;, per Mounier, attraverso l&#8217;amore e l&#8217;attivit\u00e0<\/em> (pubblicato sul sito di Arianna Editrice il 17\/07\/2008), in cui avevamo concordato sul giudizio di uno studioso italiano, Giuseppe Goisis, che ha definito il pensiero di Mounier come un cantiere tutt&#8217;ora aperto; indi con l&#8217;articolo <em>Gioia di vivere e angoscia di vivere nel pensiero di Emmanuel Mounier<\/em> (pubblicato sul medesimo sito il 07\/01\/2011), nel quale avevamo espresso alcune riserve circa la sua filosofia, che, a nostro parere, fanno s\u00ec che non sia possibile vedere in lui un vero maestro del pensiero cristiano.<\/p>\n<p>Vogliamo qui precisare la ragione di fondo di questo giudizio: Emmanuel Mounier, oltre ad avere guardato un po&#8217; troppo in direzione del modernismo, del progressismo e del democratismo di sinistra, contribuendo non poco a introdurre, sia pure involontariamente, queste false dottrine nel corpo sano della teologia e del pensiero cattolici, con effetti a lunga scadenza che sono arrivati (con la mediazione di Jacques Maritain) fino al Concilio Vaticano II ed oltre, ha criticato la cultura moderna per aver definito la persona come la coscienza che l&#8217;uomo ha di se stesso, ma, dopo aver rifiutato la definizione della metafisica classica, non ha saputo o voluto fornirne una, a sua volta, tale da costituire una base sufficientemente solida per la costruzione della sua filosofia. E ci\u00f2 in un momento storico in cui l&#8217;unit\u00e0 della coscienza era criticata o posta in dubbio da molti esponenti della cultura laica, generando sconcerto, disagio, insicurezza in una intera generazione, e, pertanto, sarebbe stato quanto mai opportuno che un pensatore cristiano definisse il concetto di persona in maniera da offrire una valida alternativa a quelle concezioni esistenzialiste, vitaliste, relativiste, nonch\u00e9 tendenzialmente, o anche esplicitamene, nichiliste.<\/p>\n<p>Di fatto, Mounier dichiara che \u00e8 impossibile, e in fondo anche sostanzialmente inutile, dare una definizione vera e propria di persona, con la discutibile argomentazione che si pu\u00f2 dare solo la definizione di un oggetto, mentre la persona, per l&#8217;uomo, non \u00e8 un oggetto, ma \u00e8 proprio la condizione per cui si attua la sua consapevolezza; e aggiunge, per buona misura, che essa si definisce solo mediante la relazione con l&#8217;altro, sicch\u00e9, se non c&#8217;\u00e8 la relazione, se ne dovrebbe dedurre che la persona scompare, oppure che non \u00e8 mai esistita. Mounier \u00e8 stato il tipico esponente di quella cultura francese ed europea della prima met\u00e0 del Novecento, che, impregnata di vitalismo e quindi, direttamente o indirettamente, influenzata da Bergson, ma anche da Nietzsche, si \u00e8 trastullata con l&#8217;idea che l&#8217;uomo esiste, all&#8217;atto pratico, solo l\u00e0 dove egli s&#8217;incontra con i suoi simili, perch\u00e9, quanto a se stesso, egli \u00e8, a ben guardare &#8212; come sostenevano Luigi Pirandello e Miguel De Unamuno &#8212; &quot;uno, nessuno e centomila&quot;. Insomma, un camaleonte, un fantasma, un ectoplasma, che, per manifestarsi, ha bisogno dell&#8217;altro. Ed \u00e8 molto strano che un filosofo cristiano non abbia visto immediatamente quale deriva avrebbe comportato una simile impostazione dell&#8217;idea di persona. Un bambino autistico, dunque, non \u00e8 persona? Un uomo in coma non \u00e8 pi\u00f9 persona? E un feto, non \u00e8 ancora persona? Se cos\u00ec stanno le cose &#8212; e pare proprio che le premesse non lasciano adito a dubbi -, allora quel bambino, quell&#8217;uomo e quel nascituro, potrebbero, anzi, a rigore, dovrebbero, essere considerati delle <em>non-persone<\/em>, con tutto ci\u00f2 che questo comporta, o pu\u00f2 comportare.<\/p>\n<p>Questo accade perch\u00e9 Mounier si \u00e8 vergognato della metafisica classica, di Aristotele, di Boezio, ma anche della metafisica cristiana, del tomismo, e, in omaggio alle mode del suo tempo, ha voluto mettere in soffitta la vecchia definizione ontologica di persona e sostituirla con una definizione &quot;giovane&quot; e &quot;moderna&quot;, relazionista e non sostanzialista. E ne \u00e8 venuto fuori un gran pasticcio. Non sappiamo che cosa avrebbe detto Mounier a proposito di certi temi, oggi di grandissima attualit\u00e0, scaturenti da una impostazione, per cos\u00ec dire, fenomenologica della bioetica: certo, non potrebbe esimersi o dal correggere le sue posizioni semi-esistenzialiste e antimetafisiche, oppure rivendicare la piena paternit\u00e0 di certo cattolicesimo progressista e di sinistra, il quale, sui temi etici e sui cosiddetti diritti civili, ha sviluppato al massimo, forzandola ulteriormente, l&#8217;impostazione &quot;situazionista&quot; ed &quot;emozionalista&quot; da lui data al fondamento della persona.<\/p>\n<p>Se la persona, infatti, \u00e8 l&#8217;insieme dei sentimenti e delle emozioni i quali, di volta in volta, come in un caleidoscopio, si succedono nella sfera della coscienza, allora quei contenuti acquistano un valore non pi\u00f9 relativo, ma assoluto: diventano i veri protagonisti della vita morale, e prendono il posto del &quot;vecchio&quot; concetto sostanziale di persona. In altre parole, la persona non \u00e8 pi\u00f9 un soggetto, ma corrisponde ad un complesso di operazioni affettive e mentali in continua evoluzione e trasformazione. La verit\u00e0 dell&#8217;essere umano, a quel punto, non andrebbe pi\u00f9 cercata nel suo fondamento ontologico, divenuto inafferrabile e pressoch\u00e9 evanescente, ma nel suo multiforme e fantasmagorico dispiegarsi al livello delle emozioni, dei sentimenti, eccetera. Fumo, come si vede: niente di certo, niente di stabile, niente di cui si possa affermare l&#8217;intrinseca verit\u00e0. La persona, in un certo senso, diventa una opinione una ipotesi, un punto interrogativo; e quel che resta sono i singoli contenuti emozionali. Contenuti che appartengono a chi: alla persona? Difficile dirlo, e, soprattutto, troppo impegnativo. Probabilmente s\u00ec, ma a livello intuitivo; a livello razionale, in effetti, non avremmo pi\u00f9 alcun diritto di affermarlo con sicurezza. In perfetto accordo con il concetto di &quot;societ\u00e0 liquida&quot; di Zygmunt Bauman.<\/p>\n<p>Cos\u00ec ha fatto il punto sul vicolo cieco del personalismo cristiano di Mounier, il saggista Corrado Gnerre, nel suo articolo <em>Mounier, il personalismo e il concetto &quot;liquido&quot; di persona<\/em> (sulla rivista <em>Il settimanale di Padre Pio<\/em>, edito dalle Suore Francescane dell&#8217;Immacolata, Ostra, Ancona, anno XV, n. 5 del 31 gennaio 2016, pp. 31-33):<\/p>\n<p>Se Mounier conia il termine &quot;personalismo&quot; e se la sua filosofia \u00e8 &quot;personalista&quot;, \u00e8 perch\u00e9 egli fa <em>ruotare tutta la sua speculazione sul concetto di &quot;persona&quot;. C&#8217;\u00e8 per\u00f2 un problema che non \u00e8 di poco conto: Mounier non riesce a dare una definizione precisa di &quot;persona&quot;. O meglio, ci sono nella sua definizione elementi che definire ambigui \u00e8 poco. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>In realt\u00e0 Mounier cosa vuol fare? Una cosa di per s\u00e9 ottima: non solo dimostrare che la &quot;persona umana&quot;, individualmente intesa, ha una dignit\u00e0 altissima, anzi \u00e8 il massimo dei valori esistenti sulla faccia della terra per cui non pu\u00f2 mai essere posposta(messa dopo) ad altro, per esempio: allo Stato, all&#8217;ideologia, alla razza&#8230; non solo questo &#8212; dicevo -, vuole anche evitare qualsiasi deriva &quot;libertaria&quot; ed &quot;individualista&quot;, proprio perch\u00e9 la persona non \u00e8 solo corpo, non \u00e8 solo istinti, ma \u00e8 anche volont\u00e0, libert\u00e0 e responsabilit\u00e0. Ma per questo non sa utilizzare argomenti corretti. [&#8230;] Dire infatti che la persona \u00e8 grande solo perch\u00e9 &quot;ha&quot; qualcosa e non perch\u00e9 &quot;\u00e8&quot; qualcosa, rende la persona stessa estremamente vulnerabile. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Secondo la metafisica classica, la persona \u00e8: &quot;Sostanza individuale di natura razionale&quot; (secondo la celebre definizione di Severino Boezio). Prima di tutto la persona \u00e8 &quot;sostanza completa&quot;: a differenza per esempio del sangue che per esistere ha bisogno di un coro animale, la persona sussiste in s\u00e9. \u00c8 inoltre &quot;sostanza individuale&quot;, dunque \u00e8 persona l&#8217;uomo Mario, Giovanni, Pietro&#8230; non l&#8217;uomo astrattamente inteso come genere. Infine \u00e8 &quot;sostanza razionale&quot;, cio\u00e8 autocosciente, libera e intelligente. Infatti, \u00e8 &quot;persona&quot; l&#8217;uomo, \u00e8 &quot;persona&quot; l&#8217;Angelo, \u00e8 &quot;persona&quot; Dio. Non \u00e8 &quot;persona&quot; l&#8217;animale o l&#8217;oggetto inanimato. Questo per la metafisica classica. Per Mounier e i personalisti le cose non stanno proprio cos\u00ec. Mounier dice che non si pu\u00f2 dare alcuna definizione della persona, poich\u00e9 essa sarebbe ineffabile, cio\u00e8 inesprimibile. [&#8230;] Mounier afferma questo perch\u00e9 pensa in tal modo di rendere pi\u00f9 grande e inalienabile la persona umana, e non si accorge, invece, che la rende molto pi\u00f9 debole e fragile. Perso lo statuto ontologico, la p\u00e8rsona diventa miseramente un fascio di evanescenti potenzialit\u00e0, di tensioni, di emozioni, di sentimenti che lo stesso Mounier definisce come &quot;l&#8217;universo personale&quot;. Insomma, altro non \u00e8 che una concezione&quot;fluida&quot;, &quot;liquida&quot; della persona. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Proprio perch\u00e9 la persona viene ridotta a un insieme di elementi fluidi, indefinibili e soprattutto emotivi e sentimentali, la persona stessa \u00e8 ritenuta qualcosa che per essere se stessa debba necessariamente rapportarsi agli altri. Anche in questo caso l&#8217;intenzione di Mounier \u00e8 buona. Egli vuol far capire che l&#8217;uomo non pu\u00f2 individualisticamente chiudersi nell&#8217;egoismo, avendo il filosofo francese capito molto bene i danni che gi\u00e0 stava compiendo un certo tipo di ipercapitalismo. Ma per seguire questa buona intenzione argomenta in maniera tutt&#8217;altro che corretta. [&#8230;] Infatti, un cono \u00e8 dire che l&#8217;uomo \u00e8 &quot;un essere naturalmente sociale&quot; come aveva ben detto il buon Aristotele e ribadito l&#8217;ottimo San Tommaso d&#8217;Aquino, altro \u00e8 dire che l&#8217;uomo se non si apre agli altri \u00e8 come se non fosse uomo. Se dico questo, sostituisco la &quot;sostanza&quot; con la &quot;relazione&quot;, anzi implicitamente ammetto che \u00e8 &quot;sostanza&quot; la &quot;relazione&quot;, rendendo estremamente vulnerabile e cangiante la persona stessa. Mounier dice chiaramente sempre nel suo &quot;Il personalismo&quot;: &quot;(la persona) non esiste se non in quanto diretta verso gli altri, non si conosce che attraverso gli altri, si ritrova soltanto negli altri&quot;. Si potrebbe per\u00f2 obiettare: ma dove sta il pericolo in tutti questo? Il pericolo c&#8217;\u00e8 eccome. Facciamo un esempio concreto e pi\u00f9 che mai attuale: il cosiddetto (solo &quot;cosiddetto&quot;) amore omosessuale. Ormai anche molti Cattolici la pensano in questo modo: &quot;Ma se due uomini (o due donne) si vogliono bene, si &#8216;amano&#8217;, che male c&#8217;\u00e8? Anzi, il male ci sarebbe se si pretendesse che questo &#8216;amore&#8217; dovesse essere represso, annullato, moralmente condannato&quot;. Insomma, l&#8217;amore non dovrebbe pi\u00f9 essere giudicato dalla verit\u00e0, bens\u00ec si dovrebbe giudicare con l&#8217;amore stesso. Ebbene, vediamo che c&#8217;entra in tutto questo il Personalismo. Se la &quot;persona&quot; perde il suo statuto ontologico, fatto di sostanza individuale razionale, ma si riduce invece in un &quot;universo&quot; di emozioni, tensioni, sentimenti e passioni, allora l&#8217;amore stesso, che \u00e8 una passione, viene svincolato dalla verit\u00e0 per divenire il criterio primo dell&#8217;agire umano. Faccio parlare ancora Mounier nel suo &quot;Il personalismo&quot;: &quot;[&#8230;] l&#8217;atto di amore \u00e8 la pi\u00f9 salda certezza dell&#8217;uomo, il cogito esistenziale irrefutabile: IO AMO QUINDI L&#8217;ESSERE \u00c8, e la vita vale (la pena di essere vissuta)&quot;.<\/em><\/p>\n<p>S\u00ec, c&#8217;\u00e8 poco da girarci intorno: se oggi esiste una cos\u00ec grande confusione, nella societ\u00e0 occidentale, e perfino nella cultura cattolica e dentro la stessa Chiesa, a proposito di quel che \u00e8 giusto o sbagliato, lecito o illecito, da un punto di vista morale, specialmente di fronte alle sfide inaudite di una scienza e di una tecnica totalmente sfuggite alla progettualit\u00e0 razionale, e divenute fini &quot;razionali&quot; esse stesse &#8211; sfide ad andare sempre pi\u00f9 lontano, ad osare sempre di pi\u00f9 -, ci\u00f2 lo si deve anche alla distruzione del vecchio concetto sostanzialista di persona ed alla sua sostituzione con una fenomenologia ridotta all&#8217;epifania del frammento, al culto del singolo istante, all&#8217;adorazione della scintilla vitale. Cio\u00e8, lo si deve anche al personalismo &quot;cristiano&quot; fondato da Emmanuel Mounier. Egli \u00e8 il legittimo precursore &#8212; insieme a molti altri, si capisce; e, per la maggior parte, non cristiani o anticristiani &#8211; di questa tendenza filosofica, che si inscrive nella pi\u00f9 ampia reazione antimetafisica iniziata con Kant e proseguita per tutto il corso del XIX e XX secolo, caratterizzandosi come il filone principale del pensiero. La rivolta antimetafisica ha portato alla svalutazione e, da ultimo, al pensionamento anticipato dell&#8217;ontologia: a nessun importa pi\u00f9 sapere cosa sono gli enti, basta sapere che cosa non sono, e, pi\u00f9 precisamente, basta sapere che si identificano per mezzo delle relazioni reciproche. Un curioso modo di filosofare: non si d\u00e0 una definizione di questa o quella cosa (qui, della persona); per\u00f2 si dice che quella tale cosa \u00e8 la manifestazione di un intreccio di relazioni; non solo, ma che \u00e8 il fondamento di ogni intellegibile. Ma se di quel certo ente non si pu\u00f2 dir nulla, n\u00e9 della sua essenza, n\u00e9 della sua natura, di quali relazioni stiamo parlando? Di relazioni tra fantasmi, tra allucinazioni, tra sogni inafferrabili? Eppure, anche un fantasma deve pur essere il fantasma di qualcosa: bisogna pur cercare di definirlo. Se la persona non \u00e8 sostanza, le sue emozioni di chi sono? Chi \u00e8 il soggetto che le prova? Qui si rischia di cadere nel pirandellismo pi\u00f9 scontato&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Emmanuel Mounier (nato a Grenoble il 1\u00b0 aprile 1905 e spentosi a Parigi, prematuramente, il 22 marzo 1950), padre del personalismo cristiano, ci eravamo gi\u00e0<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[97,148,171],"class_list":["post-27234","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-aristotele","tag-friedrich-nietzsche","tag-henri-bergson"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27234","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27234"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27234\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27234"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27234"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27234"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}