{"id":27232,"date":"2008-07-17T04:02:00","date_gmt":"2008-07-17T04:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/07\/17\/lunita-dinamica-della-persona-va-suscitata-per-mounier-attraverso-lamore-e-lattivita\/"},"modified":"2008-07-17T04:02:00","modified_gmt":"2008-07-17T04:02:00","slug":"lunita-dinamica-della-persona-va-suscitata-per-mounier-attraverso-lamore-e-lattivita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/07\/17\/lunita-dinamica-della-persona-va-suscitata-per-mounier-attraverso-lamore-e-lattivita\/","title":{"rendered":"L&#8217;unit\u00e0 dinamica della persona va \u00absuscitata\u00bb, per Mounier, attraverso l&#8217;amore e l&#8217;attivit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Parlare del personalismo di Emanuel Mounier (Grenoble, 1905- Ch\u00e2tenay-Malabry, Seine, 1950) significa smuovere alcuni scheletri dentro l&#8217;armadio, infastidire alcune interpretazioni di comodo, irritare sia la cultura cattolica che quella di matrice marxista (o ci\u00f2 che attualmente ne rimane). Perch\u00e9 Mounier fu un uomo e un pensatore scomodo, un cristiano che prendeva il Vangelo con la stessa, drammatica urgenza con cui lo avevano preso Pascal e Kierkegaard: radicalmente e senza compromessi; e che, al tempo stesso, parlava della libert\u00e0 con i toni appassionati di un profeta dell&#8217;<em>Antico Testamento<\/em>, ma calato nella lotta di classe del XX secolo.<\/p>\n<p>Marx., infatti &#8211; insieme a Kierkegaard &#8211; \u00e8 l&#8217;altro polo ideale della riflessione filosofica di Mounier; o meglio il marxismo, di cui pure vede i limiti, le insufficienze e i fraintendimenti di base, a cominciare dalla negazione di una istanza ontologica fondamentale dell&#8217;individuo: la trascendenza. Con la cultura marxista, d&#8217;altra parte, Mounier condivide le impazienze rivoluzionarie: la condanna senza remissione del capitalismo sfruttatore dei poveri e degli umili, l&#8217;insofferenza verso un mondo borghese avvertito come non solo come profondamente corrotto e decadente, ma come eticamente <em>intollerabile.<\/em><\/p>\n<p>Mounier \u00e8 stato un filosofo militante, fortemente legato all&#8217;attualit\u00e0, ai problemi sociali; e, al tempo stesso, un pensatore e uno scrittore fortemente originale, meno legato del suo maestro Maritain alla tradizione consolidata (San Tommaso d&#8217;Aquino), per cui la sua scrittura ha un forte impulso creativo e coinvolgente e fa appello all&#8217;interezza della persona del lettore, non solo alla sua dimensione astrattamente razionale. Fondatore della prestigiosa rivista <em>Esprit<\/em>, nel 1932, ha consegnato alla cultura europea e mondiale opere quali <em>Rivoluzione personalista e comunitaria<\/em>, (1935); <em>Manifesto al servizio del personalismo<\/em> (1936); <em>Dalla propriet\u00e0 capitalista alla propriet\u00e0 umana<\/em>, (1936); <em>L&#8217;avventura cristiana<\/em> (1945); <em>Libert\u00e0 sotto condizioni<\/em> (1946); <em>Che cos&#8217;\u00e8 il personalismo?<\/em> (1947); <em>Introduzione agli esistenzialismi<\/em> (1947); <em>Trattato del carattere<\/em> (1948); <em>Il personalismo<\/em> (1949).<\/p>\n<p>Personaggio scomodo, dicevamo. Da sinistra lo accusarono di essere un romantico anti-moderno e di vagheggiare un ritorno regressivo alla civilt\u00e0 pre-industriale; da destra, e proprio dal mondo cattolico da cui proveniva e in cui si riconosceva, diffidavano di lui come di una specie di marxista travestito da cristiano. Di fatto, egli \u00e8 stato, forse, il filosofo europeo che pi\u00f9 di ogni altro sent\u00ec la gravit\u00e0 della crisi mondiale del 1929, che meglio intu\u00ec l&#8217;insostenibilit\u00e0 di un sistema economico basato sulla rapacit\u00e0 di pochi, e che si sforz\u00f2 di delineare una proposta di rinnovamento sociale che perseguisse coerentemente una \u00abterza via\u00bb tra egoismo borghese e totalitarismo marxista.<\/p>\n<p>Nemico di ogni interpretazione quietistica e intimistica del fatto della fede, come se essa dispensasse l&#8217;uomo dall&#8217;essere membro consapevole di una comunit\u00e0 e dal dovere di condividerne speranze e difficolt\u00e0, Mounier non guarda tanto a San Tommaso e al Medioevo, quanto al Rinascimento, come a un modello sociale nel quale le esigenze dell&#8217;intera persona umana sono valorizzate e, al tempo stesso, possono esprimersi in un contesto pubblico e comunitario, stringendo individuo e societ\u00e0 in un legame organico e armonioso. \u00c8 pur vero che proprio a partire Rinascimento si consuma la rottura di quel legame, per cui il mondo moderno \u00e8 divenuto un mondo desacralizzato, figlio delle \u00abtre erre\u00bb: Rinascimento, Riforma, Rivoluzione<\/p>\n<p>Da un punto di vista cristiano, per Mounier, due forme di alienazione minacciano l&#8217;individuo: l&#8217;alienazione mistica, che lo vorrebbe staccare dalla dimensione della societ\u00e0 e della storia, e l&#8217;alienazione collettivistica, che vorrebbe sopprimere in lui l&#8217;esigenza alla spiritualit\u00e0 e alla trascendenza. Delle due, forse la pi\u00f9 pericolosa \u00e8 la prima; perch\u00e9 il marxismo ha avuto almeno il merito &#8211; secondo Mounier &#8211; di scagliarsi contro il mondo del denaro, anche se lo ha fatto servendosi di \u00abarti diaboliche\u00bb e al prezzo di compromettere l&#8217;unit\u00e0 della persona. Da parte sua, lo spiritualismo ha ristretto la dimensione umana alle esigenze individuali pi\u00f9 limitate ed egoistiche; per cui Mounier ripete, con Pascal, che \u00abchi vuol fare l&#8217;angelo, diventa bestia\u00bb.<\/p>\n<p>Ed eccoci giunti al concetto-chiave della filosofia di Mounier: personalismo deriva da <em>persona<\/em>, che si caratterizza per la presenza dello spirito. Ci\u00f2 che \u00e8 privo di spirito, la materia, non pu\u00f2 essere persona; la persona, d&#8217;altra parte, non si esaurisce nel soggetto individuale. Essa \u00e8 trascendenza e, pertanto, possiede un valore che eccede l&#8217;esperienza esistenziale: essa \u00e8 in un contesto, in una situazione, ma non si riduce al contesto e alla situazione, bens\u00ec tende a proiettarsi oltre. Il mondo e tutte le cose acquistano senso e valore proprio in virt\u00f9 di questa eccedenza, senza la quale non vi sarebbero n\u00e9 senso, n\u00e9 valore.<\/p>\n<p>Un errore fondamentale della filosofia moderna, per Mounier, \u00e8 stato quello di identificare la persona con la coscienza che il soggetto ha di se stesso; cos\u00ec come l&#8217;errore fondamentale della psicologia \u00e8 quello di identificarla con l&#8217;io individuale. La persona, al contrario, possiede una profondit\u00e0 che rinvia al trascendente, nel tempo stesso in cui si alimenta del rapporto con gli altri, formando una <em>comunit\u00e0 personale.<\/em> La comunit\u00e0 \u00e8 una <em>persona collettiva<\/em> o anche, se si preferisce, una <em>persona di persone<\/em>: e solo nella grande persona della comunit\u00e0 pu\u00f2 realizzarsi pienamente la persona del singolo individuo &#8211; la quale, si badi, <em>non<\/em> \u00e8, semplicemente, l&#8217;individuo stesso.<\/p>\n<p>Tradendo questa dimensione di apertura connaturata alla societ\u00e0 stessa, il mondo industriale e borghese ha creato delle folle anonime, in cui l&#8217;individuo \u00e8 per cos\u00ec dire atomizzato; bisogna riscoprire l&#8217;importanza del doppio legame dell&#8217;uomo con la trascendenza e con i suoi simili. Ebbene, il cristianesimo \u00e8 appunto questo: rivoluzione personalistica e comunitaria, come recita il titolo di uno dei libri pi\u00f9 noti del filosofo francese.<\/p>\n<p>La persona umana, infatti, \u00e8 un essere essenzialmente sociale, che \u00e8 stato creato per l&#8217;amicizia e per l&#8217;amore degli altri. Un essere che contempla e lavora, e che si sente in comunione con tutte le altre persone, riconoscendo in ciascuna di esse un centro insopprimibile di autonomia e libert\u00e0. Libert\u00e0!, ecco: la grande parola \u00e8 stata pronunciata.<\/p>\n<p>Ma come la intende, esattamente, Mounier?<\/p>\n<p>Per H. Dum\u00e9ry (<em>Un philosophe de combat<\/em>, cit. in Armando Rigobello, <em>Il personalismo e Mounier<\/em>, in <em>Questioni di storiografia filosofica<\/em>, Editrice La Scuola, Brescia, 1978, vol. 5, pp. 366-67), la parola e il concetto di \u00ablibert\u00e0\u00bb sono inseparabili dalla parola e dal concetto di \u00abimpegno\u00bb:<\/p>\n<p><em>Una volta pronunciata la parola libert\u00e0, si tocca infine il cuore stesso della persona. Ma che cosa \u00e8 la libert\u00e0? Mounier naviga tra due scogli: la libert\u00e0 non \u00e8 una cosa, e nemmeno \u00e8 uno scaturire gratuito e senza direzione, come la concepisce Sartre. \u00c8 accoglienza di valori ed insieme autonomia. La sua stessa disponibilit\u00e0 svolge una funzione orientatrice. Questa disponibilit\u00e0 infatti innanzitutto si fonda sulla necessit\u00e0 d&#8217;aprirsi a Dio, che \u00e8 la radice segreta di ogni movimento di personalizzazione.<\/em><\/p>\n<p><em>Infine Mounier deduce una teoria dell&#8217;impegno che s&#8217;apre a ventaglio sulle prospettive rivoluzionarie. Occorre impegnarsi per superare le strettoie economiche che soffocano la persona e quelle politiche che l&#8217;opprimono. Egli invita i cristiani a far prevalere l&#8217;integrit\u00e0 della loro fede sui compromessi della pigrizia o dell&#8217;interesse.<\/em><\/p>\n<p><em>I valori personali, in particolare quelli religiosi, non possono vivere in noi e negli altri uomini s essi non sono sufficientemente purificati per non dare scandalo ai nostri e agli altri occhi.<\/em><\/p>\n<p>\u00c8 strano che gli storici della filosofia e della pedagogia abbiano un po&#8217; sottovalutato la portata pedagogica dell&#8217;ideale di Mounier dell&#8217;uomo impegnato nel mondo per realizzare il personalismo comunitario. Tutti parlano della pedagogia di Maritain; ma il pensiero di Mounier ha una valenza pedagogica ancora pi\u00f9 accentuata.<\/p>\n<p>Osserva in proposito Sergio Moravia (<em>Educazione e pensiero<\/em>, Le Monnier, Firenze, 1983, vol. 3, p. 546):<\/p>\n<p><em>Il personalismo di Mounier (rivolto a realizzare un ideale di uomo \u00abtotalmente impegnato\u00bb sia verso la storia che verso i valori spirituali e tendente a sintetizzare le esigenze dell&#8217;esistenzialismo con quelle del marxismo, cio\u00e8 la responsabilit\u00e0 personale e l&#8217;impegno sociale) manifesta una pi\u00f9 accentuata [rispetto a Maritain] valenza pedagogica. Prima di tutto tale \u00abconcezione dell&#8217;impegno deve avere le sue incidenze sull&#8217;educazione ancora tradizionalmente fissata, negli ambienti dove sussiste la sollecitudine di una formazione dell&#8217;uomo spirituale\u00bb, favorendo uno sviluppo dell&#8217;educazione in senso \u00abcomunitario\u00bb e la realizzazione del suo compito primario, quello di \u00absuscitare\u00bb la persona. Quella ch&#8217;\u00e8 stata chiamata dallo stesso Mounier la \u00abrivoluzione personalista\u00bb \u00e8 infatti, essenzialmente, una trasformazione educativa volta a incrementare nel soggetto umano responsabilit\u00e0, creativit\u00e0 e capacit\u00e0 di partecipazione sociale, attraverso l&#8217;armonizzazione delle tre \u00abtensioni\u00bb che lo compongono (verso il \u00abbasso\u00bb: corpo; verso l&#8217;\u00abalto\u00bb: spirito; verso il \u00ablargo\u00bb: comunione) all&#8217;interno di una determinata \u00absituazione\u00bb storica che va accettata e sviluppata proprio attraverso l&#8217;intervento dell&#8217;uomo-persona. Al centro della formazione umano-pedagogica Mounier pone la funzione dell&#8217;\u00abamore\u00bb, come incontro genuino dell&#8217;io coll&#8217;altro e come impegno in un dialogo costruttivo e comune, e la funzione dell&#8217;attivit\u00e0 \u00abintegrale\u00bb , vista come il momento del farsi donandosi agli altri. La costituzione di un \u00abuomo nuovo\u00bb, che \u00e8 il compito primario dell&#8217;educazione secondo Mounier, viene indicata come l&#8217;obiettivo cui le istituzioni educative (la famiglia, la scuola, la chiesa) devono guardare. Sotto un diverso profilo, l&#8217;educazione si manifesta come il riconoscimento di una \u00abvocazione\u00bb e la realizzazione di una \u00abincarnazione\u00bb. In opere come<\/em> Rivoluzione personalistica e comunitaria <em>(1934),<\/em> Cos&#8217;\u00e8 il personalismo <em>(1948),<\/em> Il personalismo <em>(1950) e nelle pagine di<\/em> Esprit <em>(la rivista fondata da Mounier nel 1934), la riflessione pedagogica si intreccia strettamente all&#8217;elaborazione della concezione personalistica, acquisendo un significativo spessore teorico e, insieme, una fisionomia aperta, problematica ed antidogmatica.<\/em><\/p>\n<p>Fuori della Francia, tra i filosofi che maggiormente subirono l&#8217;influsso del pensiero di Mounier vi fu il nostro Luigi Stefanini, che alla dimensione sociale e pedagogica di esso dedic\u00f2 un saggio molto importante: <em>Personalismo sociale<\/em>, Studium, Roma, 1952. A sua volta, fra quanti hanno studiato, in Italia, la dimensione socio-pedagogica del pensiero di Mounier, ricordiamo in particolare Lorenzo Biagi e il suo saggio: <em>Mounier tra impegno e profezia<\/em>, Gregoriana, Padova, 1990; e Giuseppe Goisis, <em>Riscopriamo l&#8217;impegno di Mounier<\/em> (in <em>Quaderno<\/em> n. 4 della Fondazione \u00abIspirazione\u00bb, Treviso, 2006, pp. 151-164).<\/p>\n<p>In conclusione, il discorso di Mounier sull&#8217;uomo parte dalla presa di coscienza del carattere sempre pi\u00f9 meccanico, disumanizzato e alienante dei rapporti fra gli uomini nella societ\u00e0 contemporanea, dominata dai miti distruttivi della produzione e del guadagno.<\/p>\n<p>La sua proposta di una ricostruzione personalistica dell&#8217;uomo e della societ\u00e0, anzi, dell&#8217;uomo <em>nella<\/em> societ\u00e0 (che \u00e8 anch&#8217;essa, come abbiamo visto, persona), si sostanzia di una filosofia che esce dal chiuso delle aule accademiche e si rivolge a ogni uomo e a ogni donna, facendo appello alle tre dimensioni esistenziali (verso Dio, verso se stessi, verso l&#8217;altro) che, sole, cooperando reciprocamente, possono permettere alla persona di emergere. La persona, infatti, non \u00e8 un mero dato; \u00e8 piuttosto una potenza, una possibilit\u00e0, che giace in ogni individuo, ma che deve essere opportunamente \u00absuscitata\u00bb per potersi pienamente realizzare.<\/p>\n<p>In questo senso, la rinuncia di Maritain alla vita accademica e il distacco dal suo maestro J. Chevalier furono uno schiaffo assestato con forza alla cultura universitaria che, come osservava impietosamente un altro maestro del Nostro, Charles P\u00e9guy, \u00absorbonifica tutto\u00bb, ossia irrigidisce in formule morte ogni discorso vivo e concreto.<\/p>\n<p>Ma che cosa pu\u00f2 dirci, oggi, il personalismo di Emanuel Mounier?<\/p>\n<p>Secondo Giusepope Goisis, che lo ha definito &#8211; giustamente &#8211; \u00abun cantiere ancora aperto\u00bb, ha ancora da dire parecchio agli uomini del terzo millennio (<em>Op. cit.<\/em>, pp. 162-164):<\/p>\n<p><em>In definitiva, cos&#8217;ha da dire il personalismo di Mounier alla cultura e alla politica del nostro tempo? Ancora molto, io penso, come fermento per il pensiero e per la prassi, dal momento che, per la cultura dominante, la persona umana \u00e8 spesso solo funzione, drasticamente sottovalutata non pi\u00f9 rispetto alla societ\u00e0 e allo Stato, ma oggi rispetto alla scienza, al mercato e alla tecnica.<\/em><\/p>\n<p><em>A livello di opinione pubblica, l&#8217;attenzione si \u00e8 troppo concentrata sull&#8217;enfasi dei<\/em> media<em>, che operano pi\u00f9 manipolazione che autentica comunicazione. A stento, a volte, la rincorsa all&#8217;effimero maschera la pi\u00f9 profonda paura verso il nuovo che ci corre incontro, e tale paura sembra invadere l&#8217;esistenza collettiva&#8230;In questa situazione, Mounier ci ripropone l&#8217;imperativo dell&#8217;impegno: \u00abPrimo, non evadere\u00bb. Le pi\u00f9 grandi opportunit\u00e0, le migliori possibilit\u00e0 il personalismo le ha giocate alle nostre spalle, ma tali possibilit\u00e0 si schiudono davanti a noi, oggi, nel presente momento in cui le grandi narrazioni ideologiche hanno messo a nudo le loro crepe interne e l&#8217;enfasi sul sociale sembra, almeno in parte, rientrata, in qualche settore con esiti rovinosi (alla droga della cultura politicizzata si \u00e8 venuta opponendo, in una dilaniante alternativa, il nichilismo, orpellato magari con le brume New Age, in una cultura tutta tempio e supermercato). Il personalismo pu\u00f2 e deve arricchirsi dell&#8217;apporto delle scienze umane, grazie alla sua struttura flessibile, e divenire sempre pi\u00f9, col suo riferimento alla centralit\u00e0 della persona, un grande spazio &#8216;laico&#8217; di confronto e reciproca integrazione fra le diverse mentalit\u00e0 e culture. Per fare un solo esempio, la categoria mounieriana del \u00abdiscernimento combattivo\u00bb pu\u00f2 aiutare a rifondare un&#8217;etica dell&#8217;impegno: la lucidit\u00e0 critica di Mounier ci invita a prestare attenzione alla minaccia di soffocazione dell&#8217;umano, presente anche oggi ma, a differenza degli anni Trenta, sotto forma di \u00abtolleranza repressiva\u00bb; lo stile del pensatore di Grenoble pu\u00f2 servire a dar risposta alla crisi della militanza politica e sociale, dovuta ala generale caduta di tensione progettuale.<\/em><\/p>\n<p><em>In conclusione, il personalismo di Mounier contribuisce anche a chiarire alcuni drammatici interrogativi del cristianesimo odierno, soprattutto in ordine al suo porsi come \u00abaffrontamento\u00bb al cospetto dell&#8217;odierna societ\u00e0 di massa. La sfida tecnologica ci scuote nel profondo, e il dilagare dell&#8217;indifferenza si mescola con vistosi ritorni all&#8217;idolatria pagana. Mounier ha cercato di superare il<\/em> gap <em>tra vita cristiana e condizioni rinnovate del mondo contemporaneo, testimoniando un cristianesimo maturo, leale nei confronti delle realt\u00e0 terrene, libero da complessi sia di arrogante superiorit\u00e0, sua i intirizzita inferiorit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>Ha preso sul serio la realt\u00e0 paradossale dell&#8217;agonia del cristianesimo, ha preso drammaticamente sul serio l&#8217;attenzione evangelica ai poveri, che tante pagine incisive ha ispirato a P\u00e9guy e Bernanos, lasciando ai cristiani laici, impegnati nei settori della cultura e della politica, la testimonianza di un vitale gusto per la sapienza condivisa, per armonizzare fede e pensiero, ricerca attorno ai problemi sociali e dono di s\u00e9.<\/em><\/p>\n<p>Ci piace concludere queste righe riportando un breve brano di Mounier a proposito del problema della pace e della guerra; problema non dibattuto nell&#8217;astrattezza della discussione accademica, ma nella drammatica imminenza del grande cataclisma della seconda guerra mondiale, che incombeva sinistro sui cieli d&#8217;Europa nel 1939.<\/p>\n<p>Dopo aver ribadito che la pace non \u00e8 uno stato di debolezza, ma di fortezza, il quale richiede ad ciascuno il massimo di spogliamento, di sforzo e di rischio per mantenere l&#8217;eroismo della vocazione cristiana, Mounier scriveva (in <em>Le Chr\u00e9tiens devant le probl\u00e8me de la paix<\/em>, traduzione italiana: <em>I cristiani e la pace<\/em>, a cura di G. M. Schiavone, Ecumenica, Bari, p. 78):<\/p>\n<p><em>Lottiamo come disperati contro la guerra che viene, non accordiamole neppure un briciolo di complicit\u00e0, ma non arriveremo ad esorcizzarla se non come si scongiura una malattia: presentandole un&#8217;anima sana in un corpo sano. Contro il bellicismo, questo riduttore: l&#8217;assoluto della carit\u00e0 cristiana; contro quella forma di pacifismo che serve le imprese della violenza: la vocazione terrena del cristiano, l&#8217;umilt\u00e0 che \u00e8 il senso della terra, una pazienza con la storia che \u00e8 la stessa, inesauribile, pazienza di Dio.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Parlare del personalismo di Emanuel Mounier (Grenoble, 1905- Ch\u00e2tenay-Malabry, Seine, 1950) significa smuovere alcuni scheletri dentro l&#8217;armadio, infastidire alcune interpretazioni di comodo, irritare sia la cultura<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30158,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[39],"tags":[104,111,253],"class_list":["post-27232","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-filosofie-moderne","tag-blaise-pascal","tag-comunismo","tag-soren-kierkegaard"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-filosofie-moderne.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27232","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27232"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27232\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30158"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27232"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27232"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27232"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}