{"id":27231,"date":"2008-01-04T12:41:00","date_gmt":"2008-01-04T12:41:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/01\/04\/esistono-motivi-razionali-di-speranza-anche-in-mezzo-alle-tenebre-del-male\/"},"modified":"2008-01-04T12:41:00","modified_gmt":"2008-01-04T12:41:00","slug":"esistono-motivi-razionali-di-speranza-anche-in-mezzo-alle-tenebre-del-male","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/01\/04\/esistono-motivi-razionali-di-speranza-anche-in-mezzo-alle-tenebre-del-male\/","title":{"rendered":"Esistono motivi razionali di speranza anche in mezzo alle tenebre del male"},"content":{"rendered":"<p>Abbiamo sostenuto, nel precedente articolo <em>Tutto progredisce, anche il male: \u00e8 la metastasi dello sviluppismo<\/em>, che i meccanismi profondi della societ\u00e0 di massa tendono a spaccare l&#8217;uomo in due met\u00e0 &#8211; quella di un lavoro che abbrutisce e quella dello svago come stordimento e come narcotico &#8211; che tradiscono, entrambe, la sua natura profonda e lo indicono a <em>non prendersi sul serio<\/em> (per usare l&#8217;espressione di Yves Congar), in quanto essere unitario.<\/p>\n<p>Le tenebre del male sembrano avvolgerci da ogni parte: sia nella sfera del politico (il 2008 \u00e8 incominciato con il rogo di decine di persone che avevano cercato rifugio in una chiesa di Nairobi a cui la folla, ebbra di sangue, ha dato fuoco), sia in quella del privato (come nel caso del diciottenne milanese che, dopo aver tentato di violentare la propria madre, l&#8217;ha uccisa tagliandole la carotide). \u00c8 dunque necessario che ci domandiamo se, in questa oscurit\u00e0 che scende come una eclisse di Sole in pieno giorno, vi sia ancora posto per la dimensione della <em>speranza.<\/em><\/p>\n<p>Ma che cos&#8217;\u00e8, esattamente, la speranza?<\/p>\n<p>\u00c8 solo il pio desiderio di un bene che si vorrebbe conseguire, il bisogno disperato e irragionevole di una salvezza improbabile, che tutte le circostanze sembrerebbero smentire?<\/p>\n<p>O \u00e8 l&#8217;attesa inerte, passiva di un bene che non abbiamo n\u00e9 la forza, n\u00e9 la volont\u00e0 di perseguire da soli e che un miracolo, forse, potrebbe offrirci a portata di mano?<\/p>\n<p>Insomma: la speranza \u00e8 l&#8217;ultimo rifugio dei disperati o \u00e8 una virt\u00f9 virile, fatta di coraggio e di realismo, per cui si \u00e8 certi, anche quando la neve ha coperto tutte le impronte in un paesaggio invernale livido e spettrale, che torner\u00e0 la primavera, fiorir\u00e0 tutta la campagna e a noi, o a chi verr\u00e0 dietro di noi, sar\u00e0 possibile ritrovare la giusta direzione?<\/p>\n<p>Una cosa, per noi, \u00e8 certa: sperare non vuol dire fantasticare, non vuol dire illudersi e sognare compensi inesistenti. La speranza non \u00e8 una virt\u00f9 delle persone deboli e sfiduciate, ma delle persone forti, <em>anche nei momenti di scoraggiamento.<\/em><\/p>\n<p>Ma andiamo con ordine e cominciamo dall&#8217;etimologia della parola.<\/p>\n<p>&quot;Speranza&quot; viene dal tardo latino <em>sperantia<\/em> ed \u00e8, pi\u00f9 o meno, la traduzione del vocabolo greco \u03ad\u03bb\u03c0\u03af\u03c2.<\/p>\n<p>La teologia distingue due generi di speranza, quella naturale e quella soprannaturale, che viene dalla Grazia divina.<\/p>\n<p>Scrive Pietro Palazzini alla voce <em>Speranza<\/em> della <em>Enciclopedia Cattolica<\/em> (edizione 1953, vol. XI, col. 1.110-1.111):<\/p>\n<p><em>&quot;Il significato primigenio del termine<\/em> \u03ad\u03bb\u03c0\u03af\u03c2 <em>\u00e8 desiderio; sperare \u00e8 tendere verso un oggetto che ci appare come un bene. La speranza, considerata nel piano naturale, \u00e8 il desiderio di un bene futuro, arduo ma possibile (<\/em>Summa Theologiae<em>, 1a-2ae, q. 40, a. 2). Suoi elementi essenziali sono il desiderio e la fiducia. \u00c8 la tensione di chi non \u00e8 ancora tutto quello che deve essere, ma ha coscienza insieme della sua imperfezione e della sua perfettibilit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;la speranza cristiana presenta la medesima struttura; ma la tensione supera la nativa capacit\u00e0 dell&#8217;uomo, spingendosi fino al possesso eterno di Dio. Per questo \u00e8 essenzialmente un suo dono. Infusa nell&#8217;anima del battezzato come qualit\u00e0 permanente, insieme con la virt\u00f9 della fede, la speranza \u00e8, sotto il soffio della Grazia attuale, il principio di quella santa inquietudine, che stimola l&#8217;uomo, oltre la sua debolezza e le sue colpe, a superarsi continuamente fino a raggiungere il fine supremo.&quot;<\/em><\/p>\n<p>I filosofi del Novecento si sono appassionatamente confrontati intorno al binomio speranza-disperazione, mano a mano che le ombre della modernit\u00e0 (prima fra tutte, l&#8217;ombra del fungo atomico) si allungavano inquietanti sulle prospettive del nostro presente e del nostro domani. N\u00e9 qui ci dilungheremo a esaminare dettagliatamente il <em>principio disperazione<\/em> di G\u00fcnther Anders, il <em>principio speranza<\/em> di Ernst Bloch e il <em>principio di responsabilit\u00e0<\/em> di Hans Jonas, perch\u00e9 non vogliamo fare dell&#8217;ermeneutica per specialisti, ma una riflessione piana e accessibile a tutti gli uomini di buona volont\u00e0.<\/p>\n<p>In particolare, vogliamo domandarci se sia possibile fondare un principio della speranza al di fuori delle sabbie mobili del sentimento (o, addirittura, del sentimentalismo), recuperando sotto i piedi il solido terreno della ragione, come si dice, oggettiva.<\/p>\n<p>La cosa, infatti, \u00e8 terribilmente seria: viviamo in un&#8217;epoca oscura e la Nemesi della civilt\u00e0 moderna, con gli spettri paurosi dell&#8217;angoscia disperante e dell&#8217;autodistruzione, sembra ormai dietro l&#8217;angolo. Abbiamo quindi non solo il diritto, ma anche il dovere di interrogarci se sia possibile nutrire un ragionevole principio di speranza, senza il quale non resta che il lasciarsi vivere all&#8217;insegna della casualit\u00e0.<\/p>\n<p>Anche il fatto di mettere al mondo dei figli, oggi, \u00e8 diventata una questione tremendamente impegnativa: sia per le difficolt\u00e0 legate al crescerli e proteggerli, che fino a un paio di generazioni fa non erano neppur paragonabili a quelle odierne (eccezion fatta per eventi storici circoscritti, come le guerre del passato), sia per le loro stesse prospettive di sopravvivenza e di legittima ricerca della felicit\u00e0 in un mondo sempre pi\u00f9 compromesso, a cominciare dai fondamentali equilibri ecologici.<\/p>\n<p>Ebbene, vogliamo dire subito che nutrire in cuore la speranza, nel senso pi\u00f9 ampio e trascendente della parola, non \u00e8, per noi, una irresponsabile evasione nel Limbo di un sentimento puramente soggettivo, bens\u00ec un atto razionale dell&#8217;intelligenza, della volont\u00e0 e dell&#8217;essenza pi\u00f9 profonda della nostra anima. Non si tratta di &quot;ottimismo&quot;, pi\u00f9 o meno a buon mercato, perch\u00e9 &quot;ottimismo&quot; e &quot;pessimismo&quot; nascono solo da una coloritura emozionale che noi diamo alla realt\u00e0; bens\u00ec di una salda convinzione basata sul ragionamento e sull&#8217;esperienza e sorretta da argomentazioni di ordine logico, oltre che spirituale.<\/p>\n<p>E la prima di tali argomentazioni, che comprende tutte le altre e di cui tutte le altre non sono che un ulteriore sviluppo, \u00e8 questa: <em>esiste qualcosa invece del nulla, dunque &#8211; al di l\u00e0 dei fenomeni contingenti e accidentali &#8211; esiste l&#8217;Essere che ha originato questo qualcosa<\/em>.<\/p>\n<p>Perch\u00e9, invece del nulla, esiste qualcosa? Noi siamo parte di questo qualcosa; e questo qualcosa \u00e8 pieno di imperfezioni che ci fanno soffrire, che mettono a dura prova la nostra fede nella bont\u00e0 del mondo. Tuttavia, non possiamo dubitare che qualcosa esista: perfino se il mondo intero non fosse che un sogno &#8211; e forse lo \u00e8, dice l&#8217;Induismo: un sogno cosmico di Dio -, perfino allora qualcosa esisterebbe: il sogno stesso, di cui siamo parte; il nostro sognare (e sia pure il nostro credere di sognare).<\/p>\n<p>Ma c&#8217;\u00e8 di pi\u00f9.<\/p>\n<p>Noi &#8211; lo abbiamo detto &#8211; soffriamo per l&#8217;imperfezione delle cose e di noi stessi; ci sentiamo divisi e lacerati nella nostra essenza profonda, aspiriamo al bene e, tuttavia, compiamo continuamente il male.<\/p>\n<p>Che cosa significa tutto questo, se non che il bene esiste, anche se continuamente umiliato e negato; e che esso, non il male, \u00e8 la realt\u00e0 fondamentale dell&#8217;esistente, il costante punto di riferimento della nostra coscienza? Potremmo avvertire questa amara consapevolezza del male e, al tempo stesso, questa bruciante nostalgia del bene, se cos\u00ec non fosse? Se il Male fosse il principio dell&#8217;esistente, da dove ci verrebbero questa amarezza e questa nostalgia?<\/p>\n<p>E nemmeno \u00e8 possibile che l&#8217;Essere sia il male, perch\u00e9 il male d\u00e0 solo male, cio\u00e8 negazione e privazione di esistenza; e dalla negazione nulla pu\u00f2 avere origine, ma solo fine. Se l&#8217;Essere fosse il male, non sarebbe pi\u00f9 l&#8217;Essere, ma il non-essere. E dal non-essere nulla pu\u00f2 originarsi, nulla pu\u00f2 prendere inizio.<\/p>\n<p>Ancora: se l&#8217;Essere fosse il male, il mondo sarebbe un assurdo: assurdo nascere, assurdo vivere, assurdo morire (ed \u00e8 questa, precisamente, la posizione di tanti scrittori e filosofi del Novecento, in particolare dell&#8217;area esistenzialista).<\/p>\n<p>Ma, se esiste l&#8217;assurdo (e certamente esiste), non pu\u00f2 essere per\u00f2 il fondamento delle cose, il fondamento dell&#8217;esistente: dunque non pu\u00f2 essere l&#8217;Essere. L&#8217;assurdo, per sua stessa natura, non pu\u00f2 costituire la base dell&#8217;intera realt\u00e0, per il semplice fatto che l&#8217;assurdo non \u00e8 qualche cosa di positivo, bens\u00ec mancanza e privazione (di senso, di logica, di moralit\u00e0); e la coscienza che riconosce l&#8217;assurdo come tale, riconosce che la privazione non pu\u00f2 essere il fondamento logico delle cose, non pu\u00f2 identificarsi con l&#8217;Essere.<\/p>\n<p>Altrimenti, su che cosa poggerebbe l&#8217;assurdo? Saremmo costretti a una <em>regressio ad infinitum<\/em>, come nella cosmologia mitologica dell&#8217;elefante e della tartaruga. Se l&#8217;Universo poggia su un elefante che, a sua volta, poggia su una tartaruga, su che cosa poggia la tartaruga? E cos\u00ec via, sempre all&#8217;indietro, senza mai una fine.<\/p>\n<p>Questo concetto \u00e8 bene espresso da Enrico Zoffoli nel suo libro <em>Problema e mistero del male<\/em> (Torino, Casa Editrice Marietti, 1960, pp. 41-42):<\/p>\n<p><em>&quot;Ritenere che la realt\u00e0 \u00e8 radicalmente, universalmente e irrimediabilmente assurda, equivale ad affermare che il male \u00e8 qualcosa di positivo, per s\u00e9 sussistente, anteriore ed autonomo rispetto a tutto il resto che, secondo l&#8217;ipotesi, non sarebbe che vano. Si ricade, cos\u00ec, nell&#8217;errore manicheo, che avendo ipostatizzato il male, lo ha negato e ne ha perduto la pi\u00f9 elementare nozione.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;E, infatti, se alla radice o base ultima delle cose troviamo il male, si deve anche concedere che questo precede e fonda la realt\u00e0 delle medesime; ma noi, cos\u00ec, sfociamo nel nulla, perch\u00e9 un male totale e radicale \u00e8 totale e radicale negazione. Ora, il nulla d\u00e0 il nulla, sul nulla non regge nulla, neppure la illusione&#8230;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;In altri termini, se la contraddizione colpisse la coerenza intima, ossia negasse l&#8217;identit\u00e0 del reale e con se stesso al punto da costituirne l&#8217;unico substrato primo e irriducibile, dovremmo anche supporre che la negazione dell&#8217;essere fonderebbe l&#8217;essere&#8230;; e negazione dell&#8217;essere \u00e8 infatti il difetto d&#8217;identit\u00e0 dell&#8217;essere con se stesso, ossia la contraddizione immanente nella sua struttura profonda.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Oppure: il male, se \u00e8 privazione di bene, \u00e8 necessariamente posteriore al medesimo perch\u00e9 condizionato dal bene. Dunque:<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;se c&#8217;\u00e8 qualcosa ,ci pu\u00f2 essere anche il male; ma se tutto \u00e8 male, non c&#8217;\u00e8 niente, perch\u00e9 il male totale \u00e8 negazione totale&#8230;;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;se c&#8217;\u00e8 il male, \u00e8 segno che c&#8217;\u00e8 anche il bene; e, nel caso, il male non \u00e8 solo<\/em> insieme <em>col bene, ma altres\u00ec<\/em> per <em>il bene, suo esclusivo e ineliminabile soggetto&#8230;;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;la gravit\u00e0 del male non \u00e8 mai pari e tanto meno maggiore dell&#8217;eccellenza del bene.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Il primato del bene, dunque, \u00e8 assoluto e pacifico, come il primato dell&#8217;essere che, essendo identico a se stesso, esclude la contraddizione e fonda l&#8217;essenziale intelligibilit\u00e0 e bont\u00e0 delle cose.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Pertanto il pessimismo, che si spinge fino a negare la Provvidenza intesa come Razionalit\u00e0 pura, affermando l&#8217;irrazionalit\u00e0 del Tutto, \u00e8 insostenibile: per noi \u00e8 semplicemente assurdo porre l&#8217;assurdit\u00e0 alla base stessa dell&#8217;essere. Per esser logici, dovremmo negar tutto, compresi noi stessi coi nostri problemi e quanto in qualsiasi senso e misura provoca la nostra insofferenza&#8230; Col pessimista non si pu\u00f2 neanche ragionare sul perch\u00e9 del male. Esagerandolo, egli lo nega&#8230;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Suppongo che Tutto sia realmente, radicalmente, disperatamente<\/em> assurdo. <em>Dunque, anche la<\/em> ragione <em>\u00e8 tale. Ma, questa, se \u00e8 assurda, come pu\u00f2 avvertire l&#8217;assurdo, parlare di assurdo, respingere l&#8217;assurdo?&#8230; Se l&#8217;osserva, lo giudica e non intende rassegnarvisi, \u00e8 segno che almeno essa, nel suo fondo pi\u00f9 riposto ed autentico, \u00e8 fuori e sopra l&#8217;assurdo: la ragione \u00e8 vera, coerente, luminosa Che, se non fosse tale, come potremmo fidarci della fondatezza delle sue proteste e accettare le sue conclusioni?&#8230; Solo il<\/em> razionale <em>avverte l&#8217;irrazionale; solo chi \u00e8 nella verit\u00e0, scopre l&#8217;errore. Il quale non pu\u00f2 mai conoscere se stesso come errore: chi vi cade, riconoscendolo, gi\u00e0 se ne libera.&quot;<\/em><\/p>\n<p>Certo vi sono state anche alcune anime grandi, come Giacomo Leopardi (specialmente nel suo <em>Inno ad Ahrimane<\/em>), che sono cadute in tale errore; che, sopraffatte dallo spettacolo del male, hanno finito per concepirlo come il fondamento della realt\u00e0. Ma la contraddizione logica \u00e8 evidente.<\/p>\n<p>Attenzione: non vogliamo negare che il male esista e che sia anche una realt\u00e0 sussistente e personale; lo abbiamo, anzi, ripetutamente sostenuto e continuiamo a mettere in guardia dal sottovalutarne lo spessore ontologico. Il Male, cio\u00e8, non \u00e8 <em>solo<\/em> (come pensava sant&#8217;Agostino), assenza di bene; esso \u00e8 <em>anche<\/em> assenza di bene. Ma ha un suo principio autonomo; che, tuttavia, non \u00e8 e non pu\u00f2 essere &#8211; lo abbiamo appena visto &#8211; <em>il<\/em> Principio; e non pu\u00f2, in alcun modo, costituire l&#8217;Essere.<\/p>\n<p>Il Male esiste, ma \u00e8 subordinato all&#8217;Essere, sia logicamente che ontologicamente. E, di conseguenza, anche eticamente.<\/p>\n<p>Nonostante le apparenze, il Male non ha e non potrebbe avere, in alcun caso, la stessa forza del Bene. Perch\u00e9 il Bene \u00e8 l&#8217;Essere &#8211; l&#8217;Essere per cui le cose esistono, invece del nulla &#8211; e il male non \u00e8 che una delle manifestazioni dell&#8217;esistente. Non \u00e8 un principio indipendente e sovrano, ma gode solamente di un certo grado di autonomia.<\/p>\n<p>Perch\u00e9, non lo sappiamo.<\/p>\n<p>\u00c8 un grande mistero, che ci ispira &#8211; direbbe Kierkegaard, sulla scia di san Paolo &#8211; un reverenziale <em>timore e tremore.<\/em><\/p>\n<p>E che ci sgomenta, anche, a volte; ci fa vacillare e sembra sul punto di disperdere il nostro coraggio e la nostra speranza.<\/p>\n<p>Ma la speranza non pu\u00f2 mai morire, perch\u00e9 costituisce la primizia dell&#8217;Essere: ogni ente, giunto all&#8217;autocoscienza, ne \u00e8 pervaso e illuminato.<\/p>\n<p>Perci\u00f2, coraggio!<\/p>\n<p>Nulla di quanto accade, per quanto cupo e drammatico ci possa apparire, giustifica la perdita del principio di speranza, che rischiara il nostro cammino anche nelle notti pi\u00f9 buie e tormentose.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo sostenuto, nel precedente articolo Tutto progredisce, anche il male: \u00e8 la metastasi dello sviluppismo, che i meccanismi profondi della societ\u00e0 di massa tendono a spaccare<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[92],"class_list":["post-27231","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27231","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27231"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27231\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27231"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27231"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27231"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}