{"id":27221,"date":"2009-11-19T09:55:00","date_gmt":"2009-11-19T09:55:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/11\/19\/lasciar-morire-ogni-sera-luomo-vecchio-perche-ogni-mattino-possa-rinascere-luomo-nuovo\/"},"modified":"2009-11-19T09:55:00","modified_gmt":"2009-11-19T09:55:00","slug":"lasciar-morire-ogni-sera-luomo-vecchio-perche-ogni-mattino-possa-rinascere-luomo-nuovo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/11\/19\/lasciar-morire-ogni-sera-luomo-vecchio-perche-ogni-mattino-possa-rinascere-luomo-nuovo\/","title":{"rendered":"Lasciar morire ogni sera l&#8217;uomo vecchio perch\u00e9 ogni mattino possa rinascere l&#8217;uomo nuovo"},"content":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 un magnifico pioppo nero, lungo la strada che percorro quasi ogni giorno: un albero enorme, altissimo, con immensi palchi che si slanciano verso il cielo e una chioma smisurata, formata da milioni di foglie tremolanti, che, in questa stagione, assume una tinta arancio ed oro d&#8217;una bellezza straordinariamente voluttuosa, da mozzare il respiro.<\/p>\n<p>Sembra la chioma di una donna non pi\u00f9 giovane, ma bellissima, giunta al culmine del suo fulgore e della sua sensualit\u00e0: \u00e8 un prodigio, letteralmente, uno di quei doni sfarzosi della natura che le parole sono incapaci di descrivere degnamente, e davanti ai quali si pu\u00f2 solo tacere e ammirare in riverente, estatico silenzio.<\/p>\n<p>Mi sono chiesto pi\u00f9 volte quale sia il segreto ineffabile della bellezza, particolarmente di quella degli alberi, queste colonne maestose della grande cattedrale a cielo aperto che \u00e8 il mondo della natura; e sono giunto alla conclusione che essa \u00e8 racchiusa nella loro inaudita capacit\u00e0 di rinnovarsi, morendo, ogni anno. Di lasciar cadere le foglie, di ridurre al minimo le funzioni vitali, di sospendere, per cos\u00ec dire, la propria esistenza, in attesa del tepore rigenerante della primavera, che recher\u00e0 il canto degli uccelli, le dolci piogge d&#8217;aprile e far\u00e0 spuntare sui rami i germogli tenerissimi delle nuove foglioline, come un atto di fede nel domani.<\/p>\n<p>Ecco, questo \u00e8 l&#8217;insegnamento: per sopravvivere, dobbiamo costantemente rinnovarci; e, per rinnovarci, dobbiamo imparare a morire, a far morire ogni giorno, anzi, ogni sera, l&#8217;uomo vecchio che \u00e8 in noi, in attesa della rinascita, con le prime luci dell&#8217;alba, dell&#8217;uomo nuovo che germoglier\u00e0 dalla nostra parte pi\u00f9 profonda.<\/p>\n<p>Chi non impara a morire ogni volta, non pu\u00f2 rinascere; e chi non rinasce, \u00e8 come se vivesse gi\u00e0 morto: \u00e8 come se la sua vita fosse un&#8217;unica, lenta agonia.<\/p>\n<p>La vita di molti esseri umani somiglia ad un&#8217;unica, lenta agonia: di vive, non hanno che le apparenze; ma, in effetti, non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 vita in essi, e tutto si riduce a trascinare il proprio corpo, la propria muta desolazione e le proprie abitudini, sempre pi\u00f9 logore e stanche, da un giorno all&#8217;altro, come avanzassero da un deserto all&#8217;altro, sfiniti, assetati.<\/p>\n<p>La vita dell&#8217;anima invecchia e muore per stanchezza, per noia, per scoraggiamento; soprattutto, perch\u00e9 essa non sa pi\u00f9 guardare al mondo con la freschezza, la gioia e l&#8217;entusiasmo di quand&#8217;era bambina, allorch\u00e9 ogni cosa le appariva nuova ed esaltante, circonfusa da un magico alone di indeterminatezza e di splendore.<\/p>\n<p>Esiste un modo per renderla immortale: restituirle le fonti della sua freschezza; ridarle lo slancio, il candore, la dolce aspettativa che le erano connaturati al tempo in cui essa vedeva le cose per la prima volta e tutto le sembrava grande, misterioso e coinvolgente. Non guardava le cose con la fredda logica che non si meraviglia di nulla, ma con il calore e l&#8217;intensit\u00e0 di chi si fa tutt&#8217;uno con esse, le ama e desidera immergervisi senza riserve, per goderle a pieno.<\/p>\n<p>L&#8217;anima del bambino \u00e8 fresca e sensuale.<\/p>\n<p>Non nel senso, ripugnante e innaturale, della psicanalisi freudiana, ma nel senso che tutto, per un&#8217;anima ancora vergine, \u00e8 vibrante di emozioni; tutto \u00e8 bello, tutto \u00e8 incantato: il mondo \u00e8 un palcoscenico meraviglioso ove la vita mette in scena, ad ogni nuova alba, uno spettacolo impareggiabilmente fastoso ed esaltante.<\/p>\n<p>Osservate un bambino quando, in una calda sera d&#8217;estate, crolla nel suo lettino, vinto all&#8217;improvviso dalla stanchezza, sazio di giochi, di corse, di sogni: piomba nel sonno come in un giardino incantato.<\/p>\n<p>Al mattino, ricostituite le energie, egli \u00e8 pronto per una nuova scoperta del mondo: tutto \u00e8 motivo di meraviglia, per lui; tutto lo avvince, lo tiene, lo appassiona; tutto lo seduce e lo eccita terribilmente (stiamo parlando di un vero bambino, naturalmente, e non di uno di quei tristi, precoci vecchietti che genitori irresponsabili hanno cresciuto in condizioni totalmente artificiali, in mezzo a computer e giochi elettronici).<\/p>\n<p>Cos\u00ec dovremmo fare anche noi.<\/p>\n<p>Anche noi, ogni sera, dovremmo coricarci sazi di cose belle, di dolci pensieri, di progetti entusiasmanti; e sprofondarci nel sonno, lasciando che esso distrugga la nostra parte caduca, vecchia, incredula e saccente, per consentire la rinascita di quella permanente, gioiosa, libera e aperta allo stupore.<\/p>\n<p>Solo cos\u00ec potremo sottrarci alla logica del logoramento, della ripetitivit\u00e0, del disincanto; solo cos\u00ec potremo sottrarci alla morte per consunzione della nostra anima.<\/p>\n<p>* * *<\/p>\n<p>L&#8217;errore fondamentale \u00e8 quello di attaccarsi alle cose, dunque anche al proprio ego, che si fonda sul senso di una permanenza illusoria, di una continuit\u00e0 forzata.<\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 nulla a cui attaccarsi, per chi abbia compreso che il senso della vita \u00e8 lasciarsi andare verso la pienezza dell&#8217;Essere, che, sola, pu\u00f2 colmare di significato il nostro vuoto, la nostra indigenza, che siamo soliti nascondere e addobbare con cento e cento inutili orpelli.<\/p>\n<p>Lasciarsi andare alla pienezza dell&#8217;Essere, abbandonarsi con fiducia verso il suo splendore, riconoscendo la nostra piccolezza e la nostra puerile ansia di aggrapparci a ci\u00f2 che \u00e8 impermanente, a ci\u00f2 che non pu\u00f2 fornirci alcun solido appoggio.<\/p>\n<p>Ogni sera dovremmo morire a noi stessi, al nostro falso ego, alla nostra brama e alla nostra paura, a tutto quel complesso di passioni contraddittorie che ci tiene incatenati alle nostre illusioni e alle nostre sofferenze, come i forzati venivano incatenati ai banchi di una nave a remi.<\/p>\n<p>Saremmo capaci di farlo, se realmente ci volessimo bene.<\/p>\n<p>Ma non ce ne vogliamo: crediamo di volercene, mentre \u00e8 vero il contrario: non ci vogliamo bene, perch\u00e9 non ci riteniamo meritevoli dello splendore e della pace. Se lo credessimo davvero, allora capiremmo che lo splendore e la pace dell&#8217;anima sono qui, ma proprio qui, a portata di mano: che lo sono sempre stati, anche nei momenti di pi\u00f9 acuta sofferenza.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, per la paura di perderci, rimaniamo aggrappati a tutto quello che ci procura ansia, delusione e sofferenza; per la paura di perdere il nostro falso ego, le nostre false sicurezze, i nostri falsi punti di riferimento, finiamo per perdere veramente noi stessi.<\/p>\n<p>Il segreto per ritrovarsi, \u00e8 lasciarsi andare; quello per rinascere, \u00e8 imparare a morire: continuamente, ogni giorno della nostra vita.<\/p>\n<p>In India, quando un uomo decide di cambiare vita e di lasciare la famiglia per vivere in solitudine e meditazione, per prima cosa prende un nuovo nome: un po&#8217; come avviene nei nostri monasteri, quando un frate o una suora si distaccano dal secolo. Quel nuovo nome sta a significare che \u00e8 incominciata una nuova vita, che l&#8217;uomo vecchio \u00e8 sparito, non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9.<\/p>\n<p>Ma accade anche, sempre in India, che quell&#8217;uomo non prenda pi\u00f9 alcun none: egli diviene cos\u00ec \u00abil senza nome\u00bb, simbolo di una volont\u00e0 di distacco senza compromessi n\u00e9 ripensamenti, pura e incondizionata.<\/p>\n<p>Ciascuno di noi dovrebbe terminare la propria giornata prendendo congedo dall&#8217;uomo vecchio che \u00e8 in lui, e aprire gli occhi alla luce del primo mattino come se fosse divenuto un uomo nuovo e diverso.<\/p>\n<p>Cos\u00ec dovremmo incominciare l&#8217;avventura della nuova giornata: aprire gli occhi come se fosse per la prima volta e riscoprire il mondo in tutta la incantevole fragranza e in tutta la sua incomparabile numinosit\u00e0: ogni giorno ci si dovrebbe presentare sotto la luce di una autentica epifania, di una rivelazione arcana.<\/p>\n<p>Noi siamo stati fatti per esso ed esso \u00e8 stato fatto per noi: come due amanti appassionati e fedeli, noi e il mondo siamo come le due facce di un&#8217;unica realt\u00e0.<\/p>\n<p>Non siamo due cose distinte, ma una cosa sola, infinitamente armoniosa.<\/p>\n<p>* * *<\/p>\n<p>Il grande pioppo sussurra nella chiara luce del mattino e le sue innumerevoli foglie, simili a scaglie di luce sul mare, tremolano e palpitano come percorse da una dolce carezza.<\/p>\n<p>Un alone di sole lo avvolge, lo incendia, lo trasfigura; e ogni ramo, ogni fronda dondolano nell&#8217;aria, piegandosi in una danza gentile.<\/p>\n<p>In esso \u00e8 la forza, ma anche la delicatezza; \u00e8 un gigante dalle movenze leggere e aggraziate, con le radici ben piantate nella terra e la cima che si protende nell&#8217;azzurro infinito.<\/p>\n<p>Quando siamo tristi e abbattuti, sopraffatti dallo sgomento e dalla delusione, dovremmo levare lo sguardo a questi nostri possenti amici, a questi formidabili compagni di viaggio i quali, con il mormorio del loro fogliame lucente, ci sussurrano tante e tante cose soavi, piene di saggezza e di profondit\u00e0.<\/p>\n<p>Dobbiamo imparare da loro, che hanno visto cento stagioni e accumulato tanta saggezza, pazienza e tenacia; che hanno vissuto cento autunni gloriosi e cento primavere smaglianti; che hanno bevuto la pioggia e la neve d&#8217;infiniti inverni, e si sono accaldati nella vampa di infinite estati, inebriandosi al venticello fresco che spira dal mare.<\/p>\n<p>L&#8217;albero non resiste, l&#8217;albero non si attacca.<\/p>\n<p>Al contrario, si abbandona con fiducia, lui cos\u00ec grande e poderoso, al gelo di gennaio e all&#8217;ardore di luglio; non si aggrappa, si lascia andare: e, al tempo stesso, offre ombra e riparo a innumerevoli uccelli, come un gigante generoso che spalanca i cancelli del giardino a un esercito di bimbi schiamazzanti.<\/p>\n<p>L&#8217;albero \u00e8 felice, perch\u00e9 la sua vita \u00e8 in sintonia con quella del sole e della pioggia, dell&#8217;aria e della terra, del passato e del futuro. Generazioni di uomini si muovono sotto di lui: bambini che giocano intorno al suo tronco e si arrampicano sui suoi rami, e che poi saranno vecchi, e leggeranno il giornale sulla panchina, all&#8217;ombra della sua chioma.<\/p>\n<p>E cos\u00ec di generazione in generazione, a volte per centinaia d&#8217;anni.<\/p>\n<p>Vi sono alberi che erano gi\u00e0 antichi quando Colombo scopr\u00ec l&#8217;America e quando Dante scrisse i suoi versi; che erano gi\u00e0 antichi quando Augusto fond\u00f2 l&#8217;Impero e quando Eratostene misur\u00f2 la circonferenza della Terra.<\/p>\n<p>Dobbiamo imparare da loro.<\/p>\n<p>Con i piedi affondati nella terra, con lo sguardo rivolto al Cielo, dobbiamo imparare a fidarci e ad abbandonarci in grembo all&#8217;Essere, prendendo congedo dalle nostre false sicurezze e dalle nostre irragionevoli paure.<\/p>\n<p>Non siamo venuti al mondo per aggrapparci a ci\u00f2 che non pu\u00f2 darci alcun sostegno, ma per lasciarci andare alla forza benefica che ci sorregger\u00e0, se noi crederemo in essa.<\/p>\n<p>Dobbiamo imparare a morire, per poter rinascere; dobbiamo imparare ad affidare alle correnti la nostra fragile barchetta, con perfetta fiducia e lieto volto.<\/p>\n<p>Solo perdendoci, ci ritroveremo: e, insieme a noi, ritroveremo tutte le cose belle, tutte le cose che rendono la vita degna di essere vissuta.<\/p>\n<p>Tutto il resto &#8211; le brame, le paure, le illusioni &#8211; spariranno, verranno portate via come i rami spezzati dalla corrente del fiume in piena.<\/p>\n<p>Rester\u00e0 solo ci\u00f2 che \u00e8 destinato a durare, solo la parte pi\u00f9 intima e profonda di noi stessi, purificata e restituita a nuova vita.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 bello.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 come quando, bambini, dopo un dolce sonno ristoratore, spalancavamo di nuovo gli occhi sullo spettacolo del mondo, vedendolo come se fosse per la prima volta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 un magnifico pioppo nero, lungo la strada che percorro quasi ogni giorno: un albero enorme, altissimo, con immensi palchi che si slanciano verso il cielo<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[96],"class_list":["post-27221","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-anima"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27221","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27221"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27221\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27221"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27221"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27221"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}