{"id":27213,"date":"2011-09-14T03:10:00","date_gmt":"2011-09-14T03:10:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/09\/14\/morire-alla-ricerca-del-piacere-estremo-esito-inevitabile-della-riduzione-a-oggetto\/"},"modified":"2011-09-14T03:10:00","modified_gmt":"2011-09-14T03:10:00","slug":"morire-alla-ricerca-del-piacere-estremo-esito-inevitabile-della-riduzione-a-oggetto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/09\/14\/morire-alla-ricerca-del-piacere-estremo-esito-inevitabile-della-riduzione-a-oggetto\/","title":{"rendered":"Morire alla ricerca del piacere estremo, esito (in)evitabile della riduzione a oggetto"},"content":{"rendered":"<p>In quest&#8217;ultimo scampolo di estate, complici le temperature quasi africane in pieno mese di settembre, i mass media hanno trovato un ricco filone da sfruttare, per la gioia dei picchi di audience televisiva e delle alte tirature dei giornali: il gioco erotico finito tragicamente in un garage di Roma.<\/p>\n<p>Erano in tre, quella notte, ad avere imbastito un fuori programma in salsa estremamente piccante: un ingegnere quarantaduenne e due ragazze ventitreenni; lui le ha legate l&#8217;un l&#8217;altra ed entrambe a una tubatura che le teneva sollevate da terra, poi si \u00e8 limitato ad assistere; loro, dandosi delle spinte coi piedi per poter respirare, a turno, erano le protagoniste volontarie di una pericolosa altalena umana ad alto gradiente erotico.<\/p>\n<p>A un certo punto, una delle due si \u00e8 sentita male ed \u00e8 svenuta, afflosciandosi a terra; l&#8217;altra \u00e8 stata sollevata dal contrappeso ed \u00e8 morta soffocata, prima che l&#8217;uomo riuscisse a intervenire, tagliando le funi con un coltello; la prima \u00e8 rimasta per qualche tempo senza ricevere ossigeno al cervello e adesso lotta per la vita in un ospedale, con il rischio concreto di non farcela oppure di risvegliarsi a un&#8217;esistenza segnata da un danno cerebrale irreversibile.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 delle ipotesi processuali che gi\u00e0 si profilano circa il rispettivo grado di responsabilit\u00e0 di quelle tre persone e al di l\u00e0, anche, sia del facile moralismo, sia della morbosit\u00e0 ipocritamente travestita da umana compassione, crediamo sia cosa non inutile svolgere una breve e pacata riflessione su una tendenza che ha visto emergere, in questo fatto di cronaca nera, una delle sue punte estreme, ma non cos\u00ec rara come si potrebbe immaginare.<\/p>\n<p>Le statistiche ci dicono che un migliaio di persone perdono la vita ogni anno, nel mondo, nel corso di pratiche analoghe; si cita il caso di personaggi famosi, come l&#8217;attore David Carrradine, decedute nel corso di giochi di autoerotismo; e la lingua italiana si appresta ad accogliere una nuova bordata di neologismi stranieri dei quali nessuno, fino a ieri, sapeva nulla, ma che ora diventano d&#8217;uso obbligatorio: bondage, shibari, breath play.<\/p>\n<p>Ma che cosa sospinge un numero crescente di persone a cercare il piacere sessuale estremo, anche a rischio della vita, magari organizzandosi in apposite confraternite di sedicenti esperti e cercando nel gruppo quella legittimazione morale e quella pretesa dignit\u00e0 sociale che, altrimenti, sentirebbero impossibile rivendicare con fierezza?<\/p>\n<p>Intanto, bisogna osservare che le protagoniste principali di siffatte pratiche, non solo nel caso romano, sono delle donne, generalmente giovani; gli uomini suggeriscono, incoraggiano, offrono assistenza in senso tecnico, dopo di che si mettono a fare gli spettatori, in genere completamente vestiti; le donne, spogliate, legate, imbavagliate, immobilizzate, si contorcono nelle spire delle funi, annaspano, sudano, soffrono, si contorcono, si immedesimano completamente nel ruolo delle vittime torturate, pur essendo pienamente consenzienti.<\/p>\n<p>\u00c8 un gioco sadomasochista, nel quale l&#8217;uomo svolge una parte quasi soltanto simbolica: rappresenta il male, la violenza, ma anche e soprattutto colui che, assistendo, si eccita enormemente; le donne, in apparenza inermi e torturate, in effetti svolgono la parte principale, conducono le redini del gioco, perch\u00e9 da loro dipende l&#8217;eccitazione del maschio, ma anche quella di se stesse: \u00e8 il piacere voyeuristico di essere guardate, di strappare all&#8217;altro brividi di piacere, mentre si mescola il proprio piacere con la propria sofferenza:.<\/p>\n<p>\u00c8 una forma altissima di gratificazione narcisistica, che sconfina nel delirio di onnipotenza: perch\u00e9 riuscire ad essere, contemporaneamente, soggetto e oggetto di piacere, senza lasciarsi toccare nemmeno con un dito e, addirittura, quasi senza potersi muovere, tanto meno senza potersi toccare o accarezzare, offre, probabilmente, la sensazione unica e irripetibile di possedere un potere immenso, smisurato, l\u00ec al confine estremo fra Eros e Thanatos, fra Sesso e Morte.<\/p>\n<p>Tutto questo \u00e8 perfettamente in linea con la riduzione della donna a cosa e, pi\u00f9 in generale, del soggetto umano a mero oggetto, in questo caso a oggetto di piacere: un processo che parte da lontano, almeno dalla met\u00e0 del secolo scorso e che il cinema, la pubblicit\u00e0 televisiva, la letteratura erotica (come non ricordare le varie \u00abEmmanuelle\u00bb e le varie \u00abHistoire d&#8217;O\u00bb?) hanno costantemente e testardamente coltivato, alimentato, magnificato, esaltato, perfino idealizzato, a dispetto della sua essenza sordida e triviale.<\/p>\n<p>Ma non c&#8217;\u00e8 soltanto questo, in vicende come quella del garage di Roma; c&#8217;\u00e8 anche dell&#8217;altro, qualche cosa che ha a che fare con la cultura pseudo libertaria ed esasperatamente edonistica propria della tarda modernit\u00e0; e, pi\u00f9 ancora, con il Verbo della dottrina femminista e neofemminista, sostenuto anche da importanti settori dell&#8217;editoria e della stampa d&#8217;indirizzo laicista e radicale.<\/p>\n<p>Una cosa, infatti, balza all&#8217;occhio, nella cultura sessuale degli ultimi anni; e la si nota specialmente sfogliando i giornali femminili e leggendo le rubriche fisse che psicologi di grido vi tengono regolarmente, pontificando dall&#8217;alto della loro scienza inarrivabile, che dispensa felicit\u00e0 a tutti, purch\u00e9 si aderisca incondizionatamente ad ogni suo dogma: l&#8217;accentuazione sistematica, ossessiva, maniacale, della questione dell&#8217;orgasmo, soprattutto femminile.<\/p>\n<p>Tutto ruota intorno all&#8217;orgasmo: come l&#8217;Alfa e l&#8217;Omega delle nuove Tavole della Legge, si direbbe che con esso tutto incominci e tutto finisca.<\/p>\n<p>Secondo questa dottrina l&#8217;intera umanit\u00e0, e specialmente il genere femminile, si distingue in due categorie nettamente separate e inconciliabili: quelli che raggiungono l&#8217;orgasmo e quelli che non lo raggiungono; i primi sono i beati, i secondi sono i dannati; i primi sono beati per loro merito e virt\u00f9, i secondi sono dannati per loro colpa e scorno.<\/p>\n<p>Raggiungere l&#8217;orgasmo, per una donna, \u00e8 pressappoco dare un senso alla propria vita; non raggiungerlo, equivale a scivolare nel Limbo dei semi-vivi o piuttosto dei semi-morti, il Limbo delle donne fallite, buone a nulla, inutili a se stesse e al mondo intero.<\/p>\n<p>Tutta la sessualit\u00e0, tutta l&#8217;affettivit\u00e0, tutto l&#8217;orizzonte esistenziale, si riducono a questo: raggiungere l&#8217;orgasmo; anzi, gli orgasmi: due, tre, quattro o cinque per volta; bisogna contarli puntigliosamente e registrarli sulla tabella quotidiana: oggi tre, domani quattro, e cos\u00ec via; solo cos\u00ec si potr\u00e0 misurare il progresso e quantificare lo star bene con se stesse.<\/p>\n<p>Si noti che identificare la persona con il corpo, il piacere con gli organi genitale, la felicit\u00e0 con l&#8217;orgasmo, significa, tra le altre cose, deprezzare l&#8217;elemento della relazionalit\u00e0: non \u00e8 importante come o con chi si raggiunge l&#8217;orgasmo; l&#8217;importante \u00e8 raggiungerlo ed averlo multiplo. Tutto va bene pur di raggiungere l&#8217;obiettivo: il partner, in questa prospettiva, \u00e8 un elemento accessorio e puramente meccanico: \u00e8 null&#8217;altro che un pene capace di eseguire la penetrazione e di mantenere l&#8217;erezione per un tempo sufficientemente lungo da offrire alla donna la possibilit\u00e0 di numerosi orgasmi consecutivi.<\/p>\n<p>La donna, dunque, viene ridotto a una vagina, a un clitoride eternamente bramoso di soddisfazione; l&#8217;uomo, ad un pene eternamente pronto alla bisogna: la riduzione delle persone a cose \u00e8 reciproca e bipartisan, della donna verso l&#8217;uomo e dell&#8217;uomo verso la donna; e tutti possono vivere felici e contenti.<\/p>\n<p>Al limite, non c&#8217;\u00e8 nemmeno bisogno del pene o di alcuna forma di contatto fisico da parte dell&#8217;uomo; anche il semplice sguardo pu\u00f2 bastare, purch\u00e9 la stimolazione erotica sia facilitata, si fa per dire, da un apparato eccitante di tipo sadomasochista, fatto di cinghie, corde, manette, bende, bavagli e altre pastoie, pi\u00f9 o meno assimilabili a qualche lontana forma d&#8217;arte giapponese: cos\u00ec, tanto per dare una patina di rispettabilit\u00e0 culturale a una serie di pratiche che, a ben guardare, sono semplicemente degradanti, tanto per chi le pratica quanto per chi si limita ad assistervi o a prestarvi un&#8217;opera sussidiaria.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 l&#8217;ipocrisia, ormai, \u00e8 giunta a un punto tale che non si ha il coraggio di praticare il sesso sadomasochista chiamandolo per quel che \u00e8; no, bisogna abbellirlo e renderlo socialmente presentabile, &quot;sdoganarlo&quot; per cos\u00ec dire, liberandolo dalle odiose censure e repressioni della cultura cattolica.<\/p>\n<p>Una volta che si sia riusciti a fare questo, magari con l&#8217;aiuto di nomi esotici come &quot;bondage&quot; e &quot;shibari&quot;, il pi\u00f9 \u00e8 fatto: un altro passo verso l&#8217;anticonformismo di massa \u00e8 stato compiuto, l&#8217;importante \u00e8 sentirsi parte di un gruppo socialmente rilevante e, in nome del relativismo etico, far passare l&#8217;idea che tutto sia uguale a tutto, che quindi non si possa n\u00e9 si debba condannare nulla e che qualunque cosa sia buona, purch\u00e9 venga praticata da gruppi socialmente riconosciuti e, magari, legalmente autorizzati.<\/p>\n<p>Un po&#8217; come il matrimonio gay: non importa che sia una assurdit\u00e0 in termini; importa che sia riconosciuto per legge e, poco a poco, introiettato dalle coscienze, in nome della libert\u00e0 e del pluralismo (quanti fraintendimenti dietro questi concetti, sbandierati a ogni pie&#8217; sospinto, ma con intenti strumentali); dopo di che il gioco \u00e8 fatto, e chi la pensa diversamente \u00e8 un retrogrado, un reazionario, un sessista e, naturalmente, un fascista.<\/p>\n<p>Si osservi con quanto sussiego, con quanta seriosit\u00e0, in occasione di questo fattaccio di cronaca nera, dei sedicenti esperti di arti sessuali estreme si offrono ai microfoni e alle telecamere; con quanta finta nonchalance e con quale linguaggio forbito riescono a presentarsi come dei cittadini assolutamente normali, che coltivano i normali spazi di libert\u00e0 riconosciuti dalla legge e che, semmai, si sentono depositari di una marcia in pi\u00f9, non certo di qualcosa in meno, rispetto alle persone comuni, le quali non hanno mai osato praticare le meraviglie del &quot;breath play&quot;, bella parolona inglese che significa, prosaicamente, &quot;strangolamento&quot;.<\/p>\n<p>Il piacere di strangolarsi da se stessi per potenziare al massimo l&#8217;orgasmo; il piacere di farlo davanti allo sguardo altrui, in modo da eccitare l&#8217;altro e, a propria volta, da eccitare ancora pi\u00f9 se stessi, sapendo di rappresentare una potentissima fonte di piacere visivo: ah, che meraviglia essere moderni e progrediti in queste cose, privi di pregiudizi moralistici, coraggiosamente aperti a qualunque esperienza che sia nuova, strana, eccessiva, in nome del sacro diritto all&#8217;orgasmo garantito!<\/p>\n<p>Manca poco che qualche solerte parlamentare proponga di far approvare dalle Camere una legge sul diritto all&#8217;orgasmo e che qualche sindacato si accinga a proclamare lo sciopero, qualora anche un solo cittadino si vedesse negato o contrastato un tale diritto, per incuria o malafede altrui, venendo cos\u00ec defraudato di un elemento fondamentale della vita civile.<\/p>\n<p>Non ci sono limiti al grottesco, una volta che si sia rotta la diga della distinzione fra il Bene e il Male, fra ci\u00f2 che \u00e8 giusto e ci\u00f2 che \u00e8 ingiusto, in nome di un laicismo e di un libertarismo deliranti, ubriachi di se stessi e ben decisi ad imporsi come la nuova fede progressista e illuminata del terzo millennio.<\/p>\n<p>Quanti genitori, quante maestre, quanti educatori, parlano ancora ai bambini del Bene e del Male e insegnano che vi sono delle cose lecite e delle cose illecite, delle cose di cui si pu\u00f2 andare fieri e delle altre di cui ci si dovrebbe piuttosto vergognare?<\/p>\n<p>Ben pochi, da quando \u00e8 stata contrabbandata come fosse merce buona l&#8217;idea, imbecille e devastante, che tutto \u00e8 ugualmente buono e che tutto \u00e8 ugualmente lecito, purch\u00e9 ciascuno sia se stesso e non violi una legge esplicita del codice penale.<\/p>\n<p>Bisogna vedere, infatti, che cosa quei signori intendano con l&#8217;espressione \u00abessere se stessi\u00bb: perch\u00e9 non ci vuol molto a rendersi conto che, per loro, si tratta semplicemente di indulgere a tutti i propri comodi, a tutti i capricci, a tutte le scorciatoie e a tutti i bisogni artificiali che il modello consumista ha diffuso nella societ\u00e0, spacciandoli per esigenze autentiche dell&#8217;individuo.<\/p>\n<p>Non \u00e8 certo questo il vero essere se stessi; anzi, \u00e8 esattamente l&#8217;opposto: \u00e8 il saper riconoscere, in mezzo alle voci inutili e al ciarpame indotto dall&#8217;esterno, la propria parte pi\u00f9 autentica, quella che siamo chiamati a far emergere, a coltivare, a valorizzare, a far crescere secondo verit\u00e0 e giustizia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In quest&#8217;ultimo scampolo di estate, complici le temperature quasi africane in pieno mese di settembre, i mass media hanno trovato un ricco filone da sfruttare, per<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[234],"class_list":["post-27213","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-roma"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27213","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27213"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27213\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27213"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27213"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27213"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}