{"id":27211,"date":"2015-11-15T12:09:00","date_gmt":"2015-11-15T12:09:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/11\/15\/in-moravia-non-ce-solo-la-degradazione-delluomo-ma-la-sua-satanica-contraffazione\/"},"modified":"2015-11-15T12:09:00","modified_gmt":"2015-11-15T12:09:00","slug":"in-moravia-non-ce-solo-la-degradazione-delluomo-ma-la-sua-satanica-contraffazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/11\/15\/in-moravia-non-ce-solo-la-degradazione-delluomo-ma-la-sua-satanica-contraffazione\/","title":{"rendered":"In Moravia non c\u2019\u00e8 solo la degradazione dell\u2019uomo, ma la sua satanica contraffazione"},"content":{"rendered":"<p>Moravia non \u00e8 stato solo un cattivo scrittore, che, a parte il suo primo romanzo, \u00abGli indifferenti\u00bb, \u00e8 poi campato di rendita, per oltre mezzo secolo, scrivendo una quantit\u00e0 di romanzi, uno sempre pi\u00f9 brutto dell&#8217;altro (la definizione, azzeccatissima, \u00e8 di Massimo Fini), in una discesa senza fine; \u00e8 stato, forse, qualcosa di pi\u00f9 e di peggio: un&#8217;anima persa, che ha infettato l&#8217;immaginario dei suoi lettori con una volutt\u00e0 infernale di profanazione e di abbrutimento, quale mai si \u00e8 vista nella storia della letteratura, tranne che nel marchese de Sade. Per questo, crediamo, la responsabilit\u00e0 di tutti quei critici letterari &#8212; e furono la stragrande maggioranza &#8212; i quali non solo non denunciarono la bruttezza e l&#8217;oscenit\u00e0 dei suoi romanzi, ma vollero pure trovarvi chi sa mai quali profondi significati di critica sociale (marxista e antiborghese, si capisce: esisteva forse un&#8217;altra ricetta, negli anni dai &#8217;60 agli &#8217;80?) e scrissero saggi e biografie apologetici, tentando persino di inserirlo fra i &quot;grandi&quot; delle patrie lettere, nei testi scolastici ad uso dei licei.<\/p>\n<p>A titolo di esempio, riportiamo una pagina, scelta praticamente a caso, tale \u00e8 l&#8217;uniformit\u00e0 dei toni e delle situazioni, de \u00abLa vita interiore\u00bb (Milano, Bompiani, 1978, pp. 262-265):<\/p>\n<p><em>\u00abDesideria: Viola [cio\u00e8 la matrigna di Desideria, la protagonista] voleva che lui [cio\u00e8 Erostrato, un prostituto che \u00e8 l&#8217;amante sia della madre che della figliastra] la sodomizzasse, era il genere di rapporto sessuale che lei preferiva. In questa posizione, lei non poteva vederlo in faccia. Cos\u00ec, mentre le stava sopra e la penetrava, lui le faceva delle smorfie, le tirava la lingua. Poi si metteva a soffiare e a gemere e a genere bench\u00e9 non provasse praticamente nulla. Alla fine urlava, l&#8217;addentava alla nuca, le ficcava le unghie nelle spalle per darle ad intendere che stava avendo l&#8217;orgasmo.<\/em><\/p>\n<p><em>Io: Viola gli credeva?<\/em><\/p>\n<p><em>Desideria: Qualche volta s\u00ec, qualche volta no. Erostrato mi spiegava, pur sempre con quel suo tono di uomo del mestiere, che Viola era costituita in modo da non provare, davanti, che poco o nulla, e invece, dietro, molto, anzi moltissimo. A questo proposito mi raccontava che qualche volta lui si divertiva a premerle leggermente col dito l&#8217;orificio anale; subito se la vedeva cadere tra le braccia, con gli occhi bianchi e revulsi e la bocca semiaperta. Questi particolari gli sembravano curiosi, come dettagli di quella macchina misteriosa che era il corpo femminile che lui conosceva da esperto e nella quale tuttavia gli avveniva continuamente di scoprire aspetti nuovi e imprevisti. A questa straordinaria sensibilit\u00e0 delle parti erotogene posteriori, attribuiva il fatto che Viola, stravolta dal godimento, speso non si accorgeva che lui faceva in modo di non avere l&#8217;orgasmo. Ma altre volte, lei si rendeva conto che Erostrato si controllava e si risparmiava e allora erano scene insieme penose e ridicole.<\/em><\/p>\n<p><em>Io: Che specie di scene?<\/em><\/p>\n<p><em>Desideria: Lei gli intimava con durezza che doveva eiacularle dentro, perch\u00e9 quel seme era suo, di sua propriet\u00e0 e lei l&#8217;aveva gi\u00e0 pagato in anticipo. Erostrato diceva che quelle scene lo esasperavano, anche perch\u00e9, alla fine, era costretto a soddisfare le esigenze di Viola pur non avendone alcuna voglia. Erostrato mi ha descritto una di queste scene con un realismo, diciamo cos\u00ec, tecnico, che in lui non pareva accompagnarsi con alcun giudizio morale. Mi ha detto che uno di quei giorni che lui, dopo aver urlato falsamente per il preteso orgasmo, le si era abbattuto tutto sulle spalle fingendosi ansimante ed esausto. Viola, tutti ad un tratto, si era rivoltata di scatto, gli aveva afferrato il pene asciutto e ancora gonfio e rigido, glielo aveva strizzato facendogli notare che non ne usciva neppure una stilla di sperma; quindi, in maniera burlesca ed autoritaria, chiamandolo in inglese &quot;My dar boy&quot; [Viola \u00e8 americana] e in italiano &quot;carino mio&quot;, .o aveva invitato a fare il suo dovere di maschio. Cos\u00ec dicendo, si era gettato di nuovo a bocconi, gli aveva di nuovo offerto le sue perfette, splendide natiche. Allora, mentre sospeso su di lei, si adoperava affannosamente e a freddo per penetrarla di nuovo, Erostrato aveva visto Viola chiudere vogliosamente gli occhi nell&#8217;attesa del rinnovato piacere della sodomizzazione; ma al tempo stesso conservare nel volto l&#8217;attenzione inorecchita ed ostinata come di chi ascolta un rumore fievole e lontano; e aveva capito che lei voleva essere sicura che non fingesse di nuovo e ottemperasse davvero al suo dovere di prostituto. Alla fine, pieno di rabbia impotente al pensiero che il proprio prezioso seme andava a perdersi nell&#8217;ingordo intestino di viola, lui aveva avuto l&#8217;orgasmo e aveva visto Viola dipingersi in volto di rasserenata soddisfazione mentre seguiva con pignola ed esperta attenzione il graduale fluire, nel suo retto, del caldo fiotto dell&#8217;eiaculazione. Poi, dopo che era uscito da lei, col pene ridotto ad un piccolo cencio di carne fradicia, Erostrato aveva ancora avuto l&#8217;umiliazione dell&#8217;elogio padronale: &quot;Questa volta \u00e8 andata bene. Bravo, lo vedi che quando vuoi, lo sai fare benissimo?&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Io: Tu hai detto che le sue confidenze erano ora divertenti ora imbarazzanti. Questa descrizione tecnica del coito appartiene senza dubbio alla categoria delle confidenze divertenti. Parliamo adesso di quelle imbarazzanti.<\/em><\/p>\n<p><em>Desideria: S\u00ec, c&#8217;erano anche le confidenze imbarazzanti. Dovute al fatto che, nel candore della sua volgarit\u00e0, lui credeva in buona fede che fossi cos\u00ec solidale con lui da non provare ripugnanza per certi particolari.<\/em><\/p>\n<p><em>Io: Per esempio?<\/em><\/p>\n<p><em>Desideria: Per esempio, il fatto che Viola, qualche volta, non aveva provveduto a vuotare l&#8217;intestino, e cos\u00ec, quando lui si tirava indietro dopo l&#8217;orgasmo vero o finto, si ritrovava il pene tutto screziato di gialle macchie escrementizie.\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Potremmo continuare, naturalmente, perch\u00e9 il romanzo va avanti, pi\u00f9 o meno in questo modo, per oltre quattrocento pagine: un obbrobrio dietro l&#8217;altro (anche se Desideria, nel riferire l&#8217;ultima confidenza qui sopra riportata, dice, pudicamente, che quei racconti &quot;le facevano schifo&quot;); ma crediamo che basti e avanzi. Invero, c&#8217;\u00e8 qualcosa di terribile, di disumano, nella fredda, scientifica impassibilit\u00e0 con cui Moravia rovista nelle stanze pi\u00f9 brutte dell&#8217;anima umana, fra gli impulsi pi\u00f9 bestiali, e sguazza con compiacimento stranamente freddo e misurato fra le porcherie pi\u00f9 rivoltanti. Egli possiede perfino una sorta di diabolica abilit\u00e0 nel dare al lettore, talvolta, la sensazione di essere lui il pervertito, il guardone, il maiale; mentre l&#8217;autore, o i personaggi che parlano attraverso di lui, come, in questo caso, la giovanissima Desideria, conservano una sorta di inverosimile, paradossale &quot;innocenza&quot; anche quando descrivono le proprie aberrazioni, nelle quali hanno toccato il punto pi\u00f9 basso di depravazione e di abbrutimento cui possa giungere un essere umano.<\/p>\n<p>Le fantasie sessuali di Moravia &#8211; poich\u00e9 non ci sono, nei suoi libri, e specialmente negli ultimi, altre fantasie che quelle sessuali &#8212; sono invariabilmente perverse, sadiche, masochiste, masturbatorie, esibizioniste, omosessuali, anali, animalesche, brutali, coprofaghe e necrofile. In tutte le 400 e pi\u00f9 pagine de \u00abLa vita interiore\u00bb, non si parla mai d&#8217;altro che di stupri, accoppiamenti d&#8217;ogni tipo, fantasie sadiche e necrofile, ma non c&#8217;\u00e8 un solo accoppiamento sessuale &quot;normale&quot;: si direbbe che gli organi sessuali, continuamente esibiti, in fondo lo disgustino, specialmente quelli femminili, i quali non vengono mai penetrati, perch\u00e9 le donne di questo romanzo, e anche quelle di molti altri, non sono interessate all&#8217;orgasmo vaginale, ma solo a quello anale, oppure al sesso orale, nonch\u00e9 ad ogni genere di masturbazione, a patto che non sfoci in un rapporto sessuale &quot;ordinario&quot;. L&#8217;impressione \u00e8 che questo inesauribile pornografo non ami affatto il sesso, anzi lo tema, ne abbia letteralmente il terrore, e si vendichi della propria paura insultandolo, denigrandolo, avvoltolandolo nel fango, coprendolo di scherno e disprezzo. Ma si direbbero lo scherno e il disprezzo dell&#8217;impotente o del pervertito, condannato a non poter mai godere delle sane gioie dell&#8217;erotismo.<\/p>\n<p>Eppure c&#8217;\u00e8 ancora qualcosa di pi\u00f9, e di peggio: qualcosa di terribile, di inumano, quasi di diabolico. In quella freddezza positivistica, in quella oggettivit\u00e0 impassibile, in quel linguaggio tecnico cos\u00ec incredibilmente preciso e raffinato, e nello stesso tempo segretamente complice e ammiccante, non ci sono soltanto l&#8217;ostentazione e la profanazione della dimensione sessuale, o il goffo tentativo di mascherare l&#8217;intimo disgusto e la tremenda paura che l&#8217;autore ne ha: c&#8217;\u00e8 anche una sordida, compiaciuta, trionfante soddisfazione nel suscitare, nel lettore, le pulsioni pi\u00f9 basse, e, nello stesso tempo, nel farlo sentire sporco, ipocrita e spregevole; come se gli strizzasse l&#8217;occhio e gli sussurrasse: \u00abVa&#8217; l\u00e0, che siamo fatti della stessa pasta, tu e io; anzi, tu sei peggio di me, perch\u00e9 fingi orrore e fastidio, mentre ti piace un mondo che io ti racconti tutte queste porcherie\u00bb.<\/p>\n<p>Come il marchese de Sade, Moravia gode particolarmente del sacrilegio sessuale. Desideria, la protagonista de \u00abLa vita interiore\u00bb (romanzo che si pu\u00f2 considerare, in un certo senso, e fin dal titolo, come il suo testamento spirituale: il che \u00e8 tutto dire), concupita anche dalla matrigna, che vorrebbe portarsela a letto, a un certo punto decide di intraprendere un cammino di &quot;trasgressione e dissacrazione&quot;, che coincide, secondo lei, con una presa di coscienza &quot;di classe&quot;, identificando nella matrigna l&#8217;odiata e viziosa borghesia, meritevole di essere profanata, umiliata e punita (tanto che, verso, la fine del romanzo, Desideria si d\u00e0 da fare per organizzare il suo rapimento, a scopo di estorsione &quot;politica&quot;, fomentando alcuni amanti che si sforza di vedere come agenti rivoluzionari marxisti). Per prima cosa, la ragazza si inginocchia in chiesa, durante la Messa, sotto gli occhi della donna, orina sul banco della preghiera, poi si siede, intinge la punta delle dita nella pozza di orina, e si fa il segno della croce, parodiando l&#8217;aspersione con l&#8217;acqua benedetta.<\/p>\n<p>Sorge, a questo punto, una domanda. Moravia non \u00e8 stato solamente un pessimo scrittore, volgare, senza idee, insopportabilmente noioso e sgradevole; \u00e8 stato anche l&#8217;agente di una corruzione sistematica dei lettori, e specialmente dei giovani lettori, il quale, coprendosi con la foglia di fico &quot;rivoluzionaria&quot; e (allora) molto politicamente corretta &#8211; perch\u00e9 non c&#8217;era asino, calzato e vestito, che non ragliasse le parole d&#8217;ordine del marxismo internazionale e che non citasse Mao e Fidel Castro anche nel bel mezzo di una poesia d&#8217;amore o di un saggio di filosofia, ha perseguito scientemente, diabolicamente, nel senso letterale del termine, l&#8217;insozzamento e la degradazione suprema dell&#8217;anima dei suoi lettori. Esattamente la stessa operazione &quot;culturale&quot; che conduceva il suo amico, Pier Paolo Pasolini, nell&#8217;ambito cinematografico: a colpi di incesti, stupri (anali, naturalmente), sadismo, necrofilia (ancora!; vedi \u00abPorcile\u00bb, oppure \u00abSal\u00f2 o le centoventi giornate di Sodoma\u00bb, con l&#8217;immancabile accoppiata &quot;vincente&quot;: perversione\/fascismo).<\/p>\n<p>Viene il sospetto, ad esempio, che la &quot;voce&quot; che interpella Desideria, e le fa confessare ad alta voce le azioni e i pensieri pi\u00f9 reconditi, senza ombra di ritegno o di pudore, sia qualcosa di molto diverso dal solito Super-Io freudiano: che sia, puramente e semplicemente, il Diavolo. E dunque che Desideria sia, alla lettera, una posseduta, una indemoniata. I demonologi e gli esorcisti riferiscono che uno dei primi effetti della possessione \u00e8, insieme all&#8217;orrore del sacro, una cupa e disperata tristezza, uno svuotamento e una opacit\u00e0 dell&#8217;anima, un eclissarsi di ogni speranza, di ogni pensiero positivo: un morire dell&#8217;anima gi\u00e0 in vita, passando attraverso un senso intollerabile di angoscia, paura, tormento, giorno e notte, senza tregua, sena pace, mai. (Notiamo per inciso che sono i sintomi che presentano anche altri personaggi della letteratura moderna e &quot;impegnata&quot;, specialmente di area esistenzialista: per esempio, il protagonista de \u00abLa nausea\u00bb di Sartre.) Ebbene: angoscia, tristezza, senso di cupa oppressione, orrore del sacro, scomparsa di ogni senso di bellezza, di armonia, di gioioso stupore di fronte alla vita, sono precisamente i sentimenti che traspaiono dai personaggi di Moravia, e dai quali anche il suo lettore si sente afferrato e risucchiato, mano a mano che procede da una pagina all&#8217;altra, da una blasfemia all&#8217;altra, da una triste orgia ad un&#8217;altra, con piatta monotonia, senza nemmeno un sorriso ironico, senza nulla, assolutamente nulla, che possa attenuare, anche solo minimamente, l&#8217;orrore e il degrado ovunque trionfanti.<\/p>\n<p>\u00c8 cos\u00ec che Dante ha descritto le anime dell&#8217;Inferno; e cos\u00ec le descrivono, nelle loro visioni, i grandi mistici, sia medievali che dei nostri giorni. Anime disperate, stravolte da un ghigno mostruoso, atroce, satanicamente intente a dire: \u00abNo, no, no\u00bb, a tutto ci\u00f2 che \u00e8 Bene, Giusto e Bello. E dunque: se i romanzi di Moravia sono l&#8217;opera di un ossesso, come \u00e8 potuto accadere che piacessero tanto?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Moravia non \u00e8 stato solo un cattivo scrittore, che, a parte il suo primo romanzo, \u00abGli indifferenti\u00bb, \u00e8 poi campato di rendita, per oltre mezzo secolo,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[89],"class_list":["post-27211","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-alberto-moravia"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27211","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27211"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27211\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27211"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27211"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27211"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}