{"id":27210,"date":"2017-11-03T08:14:00","date_gmt":"2017-11-03T08:14:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/11\/03\/la-morale-cattolica-e-unesortazione-alla-santita\/"},"modified":"2017-11-03T08:14:00","modified_gmt":"2017-11-03T08:14:00","slug":"la-morale-cattolica-e-unesortazione-alla-santita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/11\/03\/la-morale-cattolica-e-unesortazione-alla-santita\/","title":{"rendered":"La morale cattolica \u00e8 un&#8217;esortazione alla santit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Si rilegga il \u00a7 303 e l&#8217;inizio del \u00a7 304 della esortazione apostolica <em>Amoris laetitia<\/em>, nella quale il papa Francesco parla della situazione morale delle persone che hanno ricevuto il Sacramento del matrimonio cattolico, e poi si sono separate ed unite <em>more uxorio<\/em> ad una nuova compagna o ad un nuovo compagno:<\/p>\n<p><em>A partire dal riconoscimento del peso dei condizionamenti concreti, possiamo aggiungere che la coscienza delle persone dev&#8217;essere meglio coinvolta nella prassi della Chiesa in alcune situazioni che non realizzano oggettivamente la nostra concezione del matrimonio. Naturalmente bisogna incoraggiare la maturazione di una coscienza illuminata, formata e accompagnata dal discernimento responsabile e serio del Pastore, e proporre una sempre maggiore fiducia nella grazia. Ma questa coscienza pu\u00f2 riconoscere non solo che una situazione non risponde obiettivamente alla proposta generale del Vangelo; pu\u00f2 anche riconoscere con sincerit\u00e0 e onest\u00e0 ci\u00f2 che per il momento \u00e8 la risposta generosa che si pu\u00f2 offrire a Dio, e scoprire con una certa sicurezza morale che quella \u00e8 la donazione che Dio stesso sta richiedendo in mezzo alla complessit\u00e0 concreta dei limiti, bench\u00e9 non sia ancora pienamente l&#8217;ideale oggettivo. In ogni caso, ricordiamo che questo discernimento \u00e8 dinamico e deve restare sempre aperto a nuove tappe di crescita e a nuove decisioni che permettano di realizzare l&#8217;ideale in modo pi\u00f9 pieno.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00c8 meschino soffermarsi a considerare solo se l&#8217;agire di una persona risponda o meno a una legge o a una norma generale, perch\u00e9 questo non basta a discernere e ad assicurare una piena fedelt\u00e0 a Dio nell&#8217;esistenza concreta di un essere umano.<\/em><\/p>\n<p>Dopo di che, per rafforzare ulteriormente quest&#8217;ultimo concetto, ossia che \u00e8 meschino soffermarsi a considerare solo, ecc. ecc, cita un passo di san Tommaso d&#8217;Aquino (povero Dottore angelico!) che dovrebbe, secondo l&#8217;estensore, servire allo scopo (<em>Summa Theologiae<\/em>, I-II, q. 94, art. 4), ma che serve solo a evidenziare ulteriormente &#8212; ne avevamo avuto gi\u00e0 innumerevoli prove &#8212; l&#8217;imbarazzante confusione che regna nella cultura teologica del papa &quot;misericordioso&quot;. In effetti, il pensiero di san Tommaso viene distorto, con incredibile disinvoltura, per fargli dire, ci sembra, il contrario di ci\u00f2 che egli voleva dire: cio\u00e8 che, sul terreno della morale pratica, sostanzialmente non ci sono norme generali che tengano, e che ogni caso particolare fa testo a se stesso: una vera e propria enormit\u00e0, non solo rispetto all&#8217;insieme del pensiero del grande filosofo, ma anche, e quel che pi\u00f9 conta, rispetto all&#8217;insieme della dottrina cattolica. Come se Ges\u00f9 Cristo avesse rifiutato la Legge in nome del <em>discernimento<\/em> individuale! Niente affatto; ma all&#8217;adultera, sorpresa in flagrante adulterio, Ges\u00f9 non ha chiesto come e perch\u00e9 ella stava tradendo suo marito; ha semplicemente messo in dubbio che, fra gli astanti, vi fosse qualcuno talmente esente dal peccato, da poterla giudicare e condannare; dopo di che l&#8217;ha rimandata, dicendole: <em>Vai, e d&#8217;ora in avanti, non peccare pi\u00f9<\/em>. Il che significa che, per Ges\u00f9 Cristo, il peccato \u00e8 peccato, e resta sempre tale, con o senza il discernimento individuale, con o senza la particolarit\u00e0 di questa o quella situazione. Anche perch\u00e9, se ci si mette su quella strada, va a finire che la norma sparisce, sparisce la Legge, spariscono anche i Dieci Comandamenti, e quel che resta \u00e8 solo il singolo caso, la singola situazione, nei quali, guarda caso, ciascuno \u00e8 autorizzato a regolarsi secondo la propria coscienza. Ma questa sarebbe la fine del Vangelo! Questo equivale a togliere ogni significato all&#8217;Incarnazione, alla Passione e alla Redenzione di Ges\u00f9 Cristo. Se ciascuno di noi \u00e8 libero di farsi e ritagliarsi la propria morale su misura, e di giustificare davanti a Dio il proprio peccato, cosa ci stanno a fare i Dieci Comandamenti, e a che cosa \u00e8 servito il sacrificio di Ges\u00f9 Cristo, morto e risorto per la nostra redenzione? Una volta imboccata questa strada, crolla tutto, e il cristianesimo perde qualsiasi significato; si riduce a una debole norma morale: debole, perch\u00e9 ciascuno diviene libero di seguirla oppure no.<\/p>\n<p>E adesso, andiamo a rileggerci quel che dice san Paolo a proposito del peccato e della norma di vita cui deve ispirarsi, e naturalmente anche attenersi, colui che vuol essere seguace di Ges\u00f9 Cristo (dalla <em>Prima lettera ai Tessalonicesi<\/em>, 4, 1-8):<\/p>\n<p><em>Per il resto, fratelli, voi avete imparato da noi come dovete comportarvi per piacere a Dio. E gi\u00e0 vi comportate cos\u00ec. Ma ora, nel nome del Signore Ges\u00f9, io vi prego e vi supplico di migliorare ancora. Perch\u00e9 voi sapete quali sono le istruzioni che vi ho dato da parte del Signore Ges\u00f9. Questa \u00e8 la sua volont\u00e0: vivete in modo degno di Dio! E quindi state lontani da ogni immoralit\u00e0. Ognuno sappia vivere con la propria moglie con santit\u00e0 e rispetto, senza lasciarsi dominare da indegne passioni, come fanno invece i pagani, che non conoscono Dio. In queste cose, nessuno deve offendere o ingannare gli altri. Ve l&#8217;ho gi\u00e0 detto e vi ho gi\u00e0 avvertiti seriamente: il Signore punisce chi commette questi peccati. Dio non ci ha chiamati a vivere nell&#8217;immoralit\u00e0, ma nella santit\u00e0. Perci\u00f2, chi disprezza queste istruzioni, non disprezza l&#8217;uomo, ma Dio che vi ha dato il suo Spirito Santo.<\/em><\/p>\n<p>Domandiamo ora a chiunque, beninteso a chiunque sia dotato di retto giudizio e di onest\u00e0 intellettuale e morale, di confrontare il brano di san Paolo con il paragrafo sopra citato di <em>Amoris laetitia<\/em>. Ci rivolgiamo soprattutto a quei cattolici i quali, in buona fede, ritengono impossibile che il papa possa avere sbagliato, e che sono, pertanto, in un atteggiamento di chiusura preconcetta verso quanti criticano quella sua proposizione, cos\u00ec come altre, del medesimo tenore; ed accusano noi, e quelli come noi, di estremismo, di fanatismo, di eccessiva rigidezza e di fondamentale incomprensione e prevenzione verso il suo insegnamento. Magari si trattasse di questo! Che importanza avrebbe quel che pensiamo noi, se il papa insegnasse lealmente e fedelmente la dottrina cattolica, e le sue parole fossero di edificazione, rasserenamento ed elevazione spirituale per i fedeli, in conformit\u00e0 al Vangelo di Ges\u00f9 Cristo! Dio sa quanto preferiremmo avere torto ed essere esposti alle severe conseguenze di una sconsiderata presunzione, piuttosto che vedere innumerevoli anime turbate e confuse da un insegnamento non solamente ambiguo, ma, in parecchi punti, sostanzialmente difforme, e perfino contrario, al vero e santo Magistero, a quel Deposito della fede che la Chiesa cattolica ha custodito integro per una ventina di secoli, affrontando, per questo, lotte e persecuzioni innumerevoli, e versando il sangue dei martiri.<\/p>\n<p>Dunque: confrontando i due testi, emerge che sono l&#8217;uno la perfetta antitesi dell&#8217;altro. San Paolo, che si rivolge a una comunit\u00e0 che gi\u00e0 sta osservando la morale cristiana, esorta i suoi interlocutori a migliorare ulteriormente, perch\u00e9, afferma, la vita umana consiste nella ricerca di ci\u00f2 che piace a Dio e non di ci\u00f2 che piace all&#8217;uomo; in altre parole, in una costante tensione verso la santit\u00e0. Viceversa, papa Francesco, il quale si rivolge a delle anime peccatrici, le quali hanno infranto il Sacramento del matrimonio (Sacramento, non contratto civile!), assicura loro che, a fronte della <em>complessit\u00e0 concreta dei limiti<\/em> (?), tutto quel che possono fare, e che piacer\u00e0 probabilmente a Dio, \u00e8 di rimanere nel loro stato di peccato. Dire che si tratta di un&#8217;affermazione inaudita, inaccettabile, scandalosa, \u00e8 ancora poco: scrivendo queste parole, in uno stile tortuoso e sfuggente che invano si sforza di camuffare il senso dei concetti espressi, il papa si \u00e8 assunto una responsabilit\u00e0 gravissima: non solo ha autorizzato i peccatori a restare nel peccato, ma ha spinto la sua audacia fino a sostenere che Dio stesso non chiede all&#8217;uomo peccatore niente di meglio che restare cos\u00ec com&#8217;\u00e8: senza pentimento, senza conversione, senza riparazione. A san Paolo, il quale afferma che <em>Dio non ci ha chiamati a vivere nell&#8217;immoralit\u00e0, ma nella santit\u00e0<\/em>, \u00e8 come se il papa replicasse che Dio si accontenta, anzi, non si aspetta altro, dal peccatore, che di vederlo restare nel proprio peccato, se non riesce a vivere in un altro modo, n\u00e9 a realizzare nella sua pienezza <em>l&#8217;ideale<\/em> cristiano. San Paolo esorta a fare quel che si deve fare, coerentemente con il Vangelo; papa Francesco dice che, in concreto, si pu\u00f2 anche fare tutto il contrario, stante la nostra debolezza e la complessit\u00e0 delle situazioni nelle quali ci veniamo a trovare. Ma che vuol dire, questo? Forse che al tempo di Ges\u00f9 Cristo, o al tempo di san Paolo, le situazioni esistenziali erano meno complesse, o la natura umana era meno debole, di quel che non accada oggi?<\/p>\n<p>La nota finale, quella frecciata contro la &quot;meschinit\u00e0&quot; di quanti ricordano che esiste una norma morale propriamente cristiana, e che si deve vivere coerentemente con essa, \u00e8 veramente un capolavoro di perfidia e di disorientamento pastorale. Ma davvero colui che ha scritto quelle frasi non si rendeva conto della portata devastante che esse avrebbero avuto, e hanno, su centinaia di milioni di fedeli? Cio\u00e8, per rassicurare i peccatori, e convincerli che possono rimanere nel peccato, il papa non esita e gettare nel turbamento e nella confusione tutti gli altri, a cominciare da coloro i quali, fra quotidiane difficolt\u00e0, si sforzano di vivere in coerenza con il Vangelo, che non \u00e8 un &quot;ideale&quot;, come dice lui, ma un modello vivo e presente nella vita di tutti i cristiani, e operante con l&#8217;aiuto e per mezzo della grazia. Si direbbe che il papa non tenga in gran conto l&#8217;apporto della grazia; si direbbe che, per lui, di fronte alla complessit\u00e0 e alla difficolt\u00e0 delle situazioni concrete, l&#8217;uomo debba fare tutto da solo. Logico che un simile compito risulti, prima o poi, letteralmente irrealizzabile: nessuno di noi \u00e8 un superuomo, tutti siamo deboli e fragili nella carne. Ma la grazia, dove la mettiamo? E l&#8217;aiuto sopranaturale dei Sacramenti, a cominciare dalla Confessione e dalla santa Eucarestia, dove li mettiamo? Non contano nulla? Se fossimo dei superuomini, non avremmo bisogno di Ges\u00f9 Cristo; non avremmo avuto bisogno della sua Incarnazione, della sua Morte e Passione, n\u00e9 della sua Resurrezione; insomma, saremmo capaci di redimerci da soli. Ma chi pensa cos\u00ec, ancora un cristiano e un cattolico, o \u00e8 tutt&#8217;altra cosa?<\/p>\n<p>Concludendo. Da una parte abbiamo l&#8217;Apostolo delle genti, che ci esorta a vivere nella santit\u00e0, con l&#8217;aiuto della grazia e dello Spirito Santo; dall&#8217;altro abbiamo un papa il quale ci autorizza a vivere nel peccato, e ci assicura che Dio, da noi, non pretende nulla di pi\u00f9, almeno sino a quando non ci sentiremo abbastanza forti per fare qualcosa di meglio. Da una parte, san Paolo ci ricorda, con parole severe, che <em>il Signore punisce chi commette questi peccati<\/em>, e sta parlando precisamente dei disordini sessuali e delle passioni che degradano l&#8217;anima umana, fatta a immagine di Dio; dall&#8217;altra abbiamo un papa che non parla mai delle punizioni, anzi, che non parla neppure del peccato; che non parla del giudizio, che non parla dell&#8217;inferno e del paradiso; che non parla delle conseguenze gravissime che la vita peccaminosa comporta per l&#8217;uomo. Da una parte, san Paolo ci esorta cos\u00ec: <em>Questa \u00e8 la sua volont\u00e0: vivete in modo degno di Dio! E quindi state lontani da ogni immoralit\u00e0<\/em>, dicendo esplicitamente che i cristiani non devono vivere alla maniera dei pagani, i quali non conoscono il vero Dio; dall&#8217;altra, c&#8217;\u00e8 un papa il quale afferma tranquillamente che <em>\u00e8 meschino soffermarsi a considerare solo se l&#8217;agire di una persona risponda o meno a una legge o a una norma generale.<\/em> \u00c8 pertanto evidente, se vogliamo essere intellettualmente onesti, che qui non siamo in presenza di due differenti <em>interpretazioni<\/em> della stessa dottrina e del medesimo vangelo (il che sarebbe gi\u00e0 una cosa gravissima e in netto contrasto con la funzione del successore di san Pietro e vicario di Ges\u00f9 Cristo, mentre sarebbe coerente, semmai, con la concezione che della dottrina hanno i protestanti, basata sulla libera interpretazione delle Sacre Scritture); qui siamo in presenza di due dottrine radicalmente differenti, nonch\u00e9 di due &quot;vangeli&quot; diametralmente opposti e del tutto inconciliabili.<\/p>\n<p>Situazione inedita, mai verificatasi in duemila anni di storia della Chiesa. Ci sono stati, in passato, papi che hanno mancato al loro ruolo di pastori sul piano morale; ma sul piano dottrinale, e in maniera cos\u00ec patente, cos\u00ec sconcertante, mai. Ora sta apparendo chiaramente che, all&#8217;interno della Chiesa, esistono delle forze oscure, non cattoliche, le quali tramavano da tempo nell&#8217;ombra, e ultimamente son venute allo scoperto, con la massima spregiudicatezza e con la massima decisione. Per la prima volta, probabilmente, nel corso di una storia due volte millenaria, i fedeli sono rimasti soli, abbandonati a se stessi, e peggio: confusi e fuorviati da dottrine non cattoliche, spacciate per cattoliche e predicate dai pulpiti. \u00c8 un momento gravissimo; \u00e8 l&#8217;ora delle tenebre. Ad altri, non a noi, spetta prendere quelle iniziative, ormai indispensabili e indilazionabili, per fermare lo scandalo e per riportare nella certezza del retto insegnamento milioni e milioni di persone. A noi, come a ogni cattolico, resta pur sempre una consolante promessa di Ges\u00f9 Cristo: <em>Non vi lascer\u00f2 da soli; vi mander\u00f2 il Consolatore. E dove ci sono due o tre riuniti nel mio nome, l\u00ec sono Io in mezzo a loro&#8230;<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si rilegga il \u00a7 303 e l&#8217;inizio del \u00a7 304 della esortazione apostolica Amoris laetitia, nella quale il papa Francesco parla della situazione morale delle persone<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[117,157],"class_list":["post-27210","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-dio","tag-gesu-cristo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27210","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27210"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27210\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27210"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27210"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27210"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}