{"id":27207,"date":"2018-09-12T12:22:00","date_gmt":"2018-09-12T12:22:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/09\/12\/montecassino-22-ottobre-883-per-non-dimenticare\/"},"modified":"2018-09-12T12:22:00","modified_gmt":"2018-09-12T12:22:00","slug":"montecassino-22-ottobre-883-per-non-dimenticare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/09\/12\/montecassino-22-ottobre-883-per-non-dimenticare\/","title":{"rendered":"Montecassino, 22 ottobre 883: per non dimenticare"},"content":{"rendered":"<p>Oggi si fa un gran parlare di accoglienza, di inclusione, di integrazione, di solidariet\u00e0, e anche di societ\u00e0 multietnica e multiculturale, come se una tale societ\u00e0 fosse la cosa pi\u00f9 naturale, pi\u00f9 ovvia da realizzare: e che ci vuole?, basta un poco di buona volont\u00e0. Quelli che fanno tali discorsi appartengono, tutti, a due categorie di persone: gli imbecilli e i perfidi I primi non sanno quel che dicono, ma guai a contraddirli, perch\u00e9 loro sanno benissimo ogni cosa, hanno capito e meditato tutto, non c&#8217;\u00e8 bisogno che imparino pi\u00f9 niente. Gli altri sanno benissimo che accoglienza, inclusione, eccetera, sono solo parole-civetta, parole-truffa per carpire la fiducia, approfittandosi della credulit\u00e0 e dell&#8217;ingenuit\u00e0 del prossimo, per sfruttare la sua mitezza e la generosit\u00e0; e sanno che una societ\u00e0 multietnica e multiculturale \u00e8 una contraddizione in termini, una cosa che non si \u00e8 mai vista e mai si vedr\u00e0, perch\u00e9, prima o dopo, la parte pi\u00f9 forte si imporr\u00e0 sulle altre, con le buone o con le cattive, e imporr\u00e0 ad esse la sua supremazia, come del resto \u00e8 sempre accaduto e sempre continuer\u00e0 ad accadere; perci\u00f2 stanno perseguendo dei loro fini, ben diversi da quelli dichiarati, che collidono in maniera stridente con l&#8217;interesse nazionale e con il bene comunque degli italiani, dei quali, del resto, se ne infischiano, essendo in tutt&#8217;altre cose affaccendati, e immersi in tutt&#8217;altri piani a lungo termine.<\/p>\n<p>Ora, la marea di stranieri che da tre decenni sta sommergendo la nostra societ\u00e0 \u00e8 formata, in larga misura, da nordafricani, ma soprattutto da negri e da bengalesi e pakistani di religione islamica; e, stante il loro tasso d&#8217;incremento demografico, non occorre essere dei geni delle scienze statistiche per capire che entro meno di due generazioni prenderanno il sopravvento e formeranno il gruppo dominante nel nostro (ex) Paese. Ora, i soloni del politicamente corretto non parlano mai di questo, cio\u00e8 dell&#8217;esito, a medio-breve periodo, del fenomeno migratorio; parlano sempre e solo della accoglienza, anzi, del dovere dell&#8217;accoglienza, come se ci\u00f2 fosse l&#8217;unico aspetto del problema, ossia la concessione e la tutela di tutti i diritti possibili agli stranieri, compreso l&#8217;inverosimile diritto di cittadinanza alla nascita (<em>ius soli<\/em>), che, se approvato per legge, trasformerebbe l&#8217;Italia &#8212; e non \u00e8 difficile capirlo e immaginarlo &#8212; nella sala parto di tutto il Terzo e Quarto Mondo, ma specialmente del continente africano, il quale, dicono gli esperti, raddoppier\u00e0 la sua popolazione nei prossimi trent&#8217;anni, raggiungendo nel 2050 la cifra mostruosa di 2 miliardi e mezzo. E, a quel punto, visto che l&#8217;Italia \u00e8 membro dell&#8217;Unione europea, quest&#8217;ultima diverrebbe una piccola appendice del grande mare africano. Tuttavia, se qualcuno pone loro davanti questa prospettiva &#8212; inevitabile, secondo le odierne linee di tendenza e le politiche di tutti i governi italiani dell&#8217;ultimo trentennio, ad eccezione di quello attuale &#8211; i suddetti soloni risponderanno che le migrazioni ci sono sempre state, che i flussi migratori sono naturali e inarrestabili (magari per analogia coi flussi mestruali: fateci caso, nessuno prima d&#8217;ora aveva mai parlato di &quot;flussi&quot; per indicare i movimenti migratori); che anche i rimescolamenti di popolazione ci sono sempre stati e che sono una cosa di per s\u00e9 tutt&#8217;altro che negativa, poich\u00e9 grazie ad essi nascono delle nuove civilt\u00e0, pi\u00f9 ricche, pi\u00f9 aperte, pi\u00f9 tolleranti: tutte affermazioni che scaturiscono solo o da una colossale ignoranza, o da una deliberata perfidia, secondo i due casi dei quali si \u00e8 gi\u00e0 detto. Se, poi, si osserva che i principali e pi\u00f9 convinti assertori dell&#8217;accoglienza, cio\u00e8, in pratica, della negrizzazione e della islamizzazione dell&#8217;Italia, sono gli esponenti della Chiesa cattolica, o di quella che dovremmo chiamare ex Chiesa cattolica, e vera contro-chiesa eretica e apostatica, non si pu\u00f2 non restare fortemente colpiti e sconcertati della palese incongruenza: come mai il clero cattolico, con il papa, i cardinali e i vescovi in testa, favoriscono con ogni mezzo l&#8217;avanzare di una societ\u00e0 africana ed islamica sui resti cadenti e in via di estinzione della societ\u00e0 italiana e cattolica? Come mai il signore argentino e i suoi fedelissimi parlano lo stesso identico linguaggio di un notorio e disinteressato filantropo come George Soros, e degli squali della finanza d&#8217;assalto, suoi simili?<\/p>\n<p>Ma ammettiamo, per amore d&#8217;ipotesi, che l&#8217;incontro, se cos\u00ec vogliamo chiamarlo, fra la nostra civilt\u00e0, che \u00e8, piaccia o non piaccia, di matrice cristiana, e quella africana ed islamica, si ponga veramente nei termini idealizzati e quasi idilliaci che ci raccontano i fautori dell&#8217;auto-invasione e dell&#8217;auto-sostituzione. I quali, evidentemente, i giornali non li leggono, o li interpretano a modo loro, visto che non sono per nulla impressionati dal fatto che ogni giorno gli stranieri commettano settecento reati, per non parlare di tutti quei frequentissimi comportamenti che, pur non configurandosi come reati, sono tuttavia estremamente sgradevoli, incivili e anche minacciosi per i residenti italiani delle periferie e delle case popolari, e dei quali neppure i giornali parlano, ma che, se solo si possiedono un paio d&#8217;occhi e un paio d&#8217;orecchi, si vedono e si odono tutti i santi giorni, o se ne ode parlare da amici e parenti gravemente angustiati. Al punto che, specialmente la sera, dopo cena, possiamo ritenerci virtualmente prigionieri e in ostaggio di questi ospiti che nessuno ha invitato, ma che i nostri politici e uomini di Chiesa si sentono in dovere d&#8217;incoraggiare a venire, sempre pi\u00f9 numerosi e sempre pi\u00f9 consci dei loro diritti (un po&#8217; meno dei doveri, a dire il vero; ma questo \u00e8 solo un dettaglio scarsa importanza, a quanto pare). Ammettiamo, dunque, che non insorgano particolari problemi sociali, o che quelli attualmente esistenti, chi sa mai per quale miracolo, si andranno placando e risolvendo, e ci\u00f2 nonostante il crescere della presenza africana ed islamica in Italia: ebbene, la vera domanda \u00e8: siamo sicuri che per loro, per gli islamici di provenienza africana ed asiatica, valga la stessa premessa mentale che domina, a quel che sembra, la mente dei nostri fautori dell&#8217;accoglienza, vale a dire che si possa benissimo coabitare nello stesso territorio professando fedi e culture diverse, nel perfetto rispetto reciproco, e senza alcuna animosit\u00e0 fra popolazioni che sono legate, ma anche divise, dal fatto che anche l&#8217;Islam \u00e8 la religione del Libro, e che il <em>Corano<\/em> accoglie una parte del messaggio cristiano, ma lo nega e lo rifiuta con estrema energia in ci\u00f2 che esso ha di centrale e di specifico: la divinit\u00e0 di Ges\u00f9 Cristo e la sua opera redentrice nei confronti dell&#8217;umanit\u00e0?<\/p>\n<p>Per secoli e secoli, questo legame e questa differenza hanno spinto gli islamici e i cristiani a combattersi sanguinosamente; e, checch\u00e9 si creda, erano quasi sempre gli islamici ad attaccare, e i cristiani a difendersi. Basti dire che l&#8217;islam si \u00e8 insediato su tutta la sponda est e la sponda sud del Mediterraneo (tranne qualche piccola &quot;sacca&quot; di resistenza come i copti in Egitto, o le minoranze cristiane in Siria e in Iraq, ora pressoch\u00e9 distrutte), cio\u00e8 nei Paesi di pi\u00f9 antica civilt\u00e0 cristiana, dove il Vangelo era stato accolto dalle popolazioni molto prima che ci\u00f2 accadesse per quelle dell&#8217;odierna Europa occidentale. Le stesse Crociate, di cui sempre parlano i nostri intellettuali progressisti per alimentare i sensi di colpa e l&#8217;auto-disprezzo dei popoli europei (tanto che la parola <em>crociato<\/em> \u00e8 diventata un epiteto fortemente negativo), furono molto pi\u00f9 guerre difensive che offensive, se \u00e8 vero, come \u00e8 vero, che in una guerra difensiva vi pu\u00f2 essere la necessit\u00e0 di assicurarsi delle buone posizioni sulle quali attestarsi, proprio in vista del crescere della minaccia nemica. E la verit\u00e0 \u00e8 che per almeno un millennio, dal VII al XVIII secolo, gli europei dovettero difendersi, lottando strenuamente, prima dagli assalti lanciati contro di loro, per mare e per terra, dai saraceni, indi dagli eserciti del sultano ottomano, dopo che questi aveva fissato la sua capitale in quella che era stata la capitale del tardo Impero romano, poi bizantino, e che, quando cadde in loro potere, nel 1453, era tuttora la pi\u00f9 popolosa citt\u00e0 dell&#8217;Europa e di tutto il mondo cristiano. Il fatto \u00e8 che i giovani, oggi, sono ignorantissimi in fatto di storia; e per giovani intendiamo tutti quelli che hanno preso il diploma di scuola superiore, o la laura, dopo gli anni &#8217;70: cio\u00e8 i figli della scuola e dell&#8217;universit\u00e0 finalizzate ad accrescere e tramandare l&#8217;ignoranza nazionale. I giovani in senso stretto, poi, quelli della &quot;generazione <em>Erasmus<\/em>&quot;, non sanno nulla del millenario assalto islamico all&#8217;Europa cristiana; niente di strano, considerato che non sanno nulla neanche della storia italiana contemporanea, di come l&#8217;Italia \u00e8 nata quale Stato indipendente, di come \u00e8 nata la Repubblica, di chi ci governa oggi, non solo politicamente, ma soprattutto finanziariamente e culturalmente; cos\u00ec come non hanno mai sentito dire che la Repubblica democratica \u00e8 nata dal sangue di una terribile guerra civile e dalle baionette del nemico vincitore, improvvisamente promosso al rango di amico e addirittura di liberatore. E sul terreno vergine di questa ignoranza, reso ancor pi\u00f9 sdrucciolevole da una fitta rete di menzogne e verit\u00e0 di comodo, \u00e8 facile dire qualsiasi cosa, e far s\u00ec che venga creduta.<\/p>\n<p>E invece bisogna sapere, bisogna ricordare. Chi sa, o ricorda, i martiri di Otranto del 1480, passati a fil di spada dagli islamici perch\u00e9 rifiutarono l&#8217;apostasia? E quanti sanno della distruzione islamica del monastero di Montecassino, simbolo e culla della civilt\u00e0 cristiana italiana ed europea? E invece bisogna sapere; sapere e ricordare.<\/p>\n<p>Parliamo di Montecassino, dunque, visto che senza Montecassino l&#8217;Europa non sarebbe divenuta quella che \u00e8 divenuta, e la civilt\u00e0 cristiana non avrebbe conosciuto secoli e secoli di splendida fioritura, non solo spirituale, ma anche civile, artistica, culturale. Nell&#8217;875, vicino a Brescia, veniva a morte l&#8217;imperatore Lodovico II il Giovane, che aveva tenuto a bada i saraceni e li aveva sconfitti due anni prima, presso Capua. Si cre\u00f2 un vuoto di potere, coi grandi feudatari liberi di scorrazzare senza freno, e i saraceni di nuovo aggressivi nell&#8217;Italia meridionale. L&#8217;assalto alla celebre abbazia di Montecassino, cuore della spiritualit\u00e0 cristiana medievale, matur\u00f2 in tali circostanze e culmin\u00f2 nella distruzione della citt\u00e0 ai piedi di Montecassino il 4 settembre 883, e del grandioso complesso monacale, il successivo 22 ottobre, al tempo del santo abate Bertario, diciannovesimo della serie dopo san Benedetto, venerato come martire dalla Chiesa cattolica.<\/p>\n<p>Cos\u00ec rievoca quella drammatica pagina di storia don Tommaso Leccisotti nella sua monografia <em>Montecassino<\/em>, Badia di Montecassino, 1983, pp. 41-42):<\/p>\n<p><em>Una banda di Saraceni, annidati nell&#8217;Appennino sannitico, distrusse nell&#8217;881 S. Vincenzo al Volturno. Quegli altri Saraceni, che erano stati respinti dal Golfo di Napoli, avevano cercato un rifugio ad Agropoli sulle coste salernitane. Di l\u00ec l&#8217;ira e la vendetta di Docibile [l&#8217;ipato bizantino di Gaeta] li chiamarono sulla riva destra del Garigliano, onde per quaranta anni sparsero il terrore e la desolazione. Uno dei primi loro obbiettivi fu l&#8217;abbazia di Montecassino; non solo ve li attirava la fama della ricchezza e l&#8217;importanza della posizione, ma ve li spingeva pure l&#8217;odio per la decisa personalit\u00e0 di Bertario. Probabilmente secondo un piano prestabilito, il primo impeto fu rivolto contro il monastero superiore, che con le sue forti opere di difesa avrebbe potuto costituire una fortezza e un rifugio , in sostegno della citt\u00e0 e del grande cenobio sottoposti. Invaso, incendiato e distrutto Montecassino il 4 settembre 883, era preclusa verso il monte ogni via di scampo a quanti si trovavano in pianura. Il monastero di S. Salvatore rigurgitava ora di gente poich\u00e9 agli ordinari abitatori, che di per s\u00e9 formavano gi\u00e0 la maggioranza della comunit\u00e0 cassinese, si erano aggiunti i fuggiaschi dalle prepositure e dipendenze pi\u00f9 vicine ai pericoli; Betario, per non esporre tutta la comunit\u00e0 alla rovina, ne avvi\u00f2 una buona parte a Teano, ove i Cassinesi avevano una casa, sotto la guida del preposito Angelario. L&#8217;abate, con un forte manipolo di coraggiosi, rimase sul luogo della lotta, attendendo con l&#8217;animo fisso in Dio lo svolgersi degli eventi. Non pass\u00f2 molto tempo e il 22 ottobre dello stesso anni 883 i Saraceni si abbatterono su S. Salvatore, devastandolo ed incendiandolo. Bertario, appena ebbe sentore che i nemici irrompevano nel monastero, prese il suo posto in chiesa e ve li attese in preghiera. Raggiunto dai barbari presso l&#8217;altare di S. Martino, fu trucidato con quanti lo circondavano. I Saraceni, dopo di aver tentato di appiccare il fuoco anche alla splendida basilica, si ritirarono oltre il Garigliano, lieti e trionfanti, carichi di preda. Fu allora possibile dare degna sepoltura a quei cadaveri che anche le fiamme avevano risparmiato, e la salma dell&#8217;abate, trasportata sul monte, venne deposta nel capitolo, vicino a quella del suo maestro e predecessore Bassacio.<\/em><\/p>\n<p>Immaginiamo l&#8217;obiezione di una certa parte ideologica: a che scopo ricordare queste cose? Riaprire vecchissime piaghe, ormai rimarginate? Agitare davanti ai giovani lo spauracchio di conflitti che, oggi, sono solo un lontano ricordo? Rispondiamo, e ci rivolgiamo alle persone n buona fede, non ai perfidi registi dell&#8217;auto-invasione e dell&#8217;auto-sottomissione: s\u00ec, sono storie lontane nel tempo: ma gli islamici lo sanno? Siamo sicuri che la maggioranza di essi consideri quelle lotte come una storia passata, un capitolo chiuso? Che abbiano voltato pagina e deciso di coabitare pacificamente coi cristiani? Stando alle cronache, non si direbbe proprio. Una guerra finisce quando si \u00e8 in due a deporre le armi, anche idealmente. L&#8217;Europa, certo, le ha deposte; lo ha fatto anche l&#8217;islam? Perch\u00e9, se le abbiamo deposte solo noi, allora stiamo offrendo il collo indifeso alla mannaia del carnefice&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi si fa un gran parlare di accoglienza, di inclusione, di integrazione, di solidariet\u00e0, e anche di societ\u00e0 multietnica e multiculturale, come se una tale societ\u00e0<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30185,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[64],"tags":[109],"class_list":["post-27207","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-medievale","tag-chiesa-cattolica"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-medievale.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27207","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27207"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27207\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30185"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27207"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27207"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27207"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}