{"id":27194,"date":"2012-09-17T06:42:00","date_gmt":"2012-09-17T06:42:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/09\/17\/mongolia-di-francesco-roman\/"},"modified":"2012-09-17T06:42:00","modified_gmt":"2012-09-17T06:42:00","slug":"mongolia-di-francesco-roman","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/09\/17\/mongolia-di-francesco-roman\/","title":{"rendered":"\u00abMongolia\u00bb, di Francesco Roman"},"content":{"rendered":"<p>Francesco Roman \u00e8 un medico innamorato della Mongolia e il suo volume di racconti intitolato, appunto, \u00abMongolia\u00bb ha il pregio di quella freschezza, di quella vivacit\u00e0 e di quell&#8217;entusiasmo che caratterizzano le grandi passioni coltivate per anni, magari in silenzio, con pudore, tanto che solo pochi intimi ne erano venuti a conoscenza.<\/p>\n<p>Bench\u00e9 scrivere non sia il suo mestiere, l&#8217;Autore mostra una notevole disinvoltura nel maneggiare la penna, perch\u00e9 egli si cala completamente nelle cose, si immerge nel vento del deserto, nelle luci, nei colori, negli odori di quei luoghi remoti e quasi favolosi, osservandole con l&#8217;occhio attento del viaggiatore appassionato, capace di andare diritto al cuore delle situazioni, disdegnando fronzoli e ridondanze.<\/p>\n<p>Nelle sue pagine, che hanno quasi l&#8217;odore acre della motocicletta di un Marco Polo dei nostri giorni, che sfreccia lungo le piste come in un tempo lontano il veneziano procedeva a dorso di cammello, ma con la stessa curiosit\u00e0 per ogni cosa, piccola o grande, con la stessa carica di simpatia umana, con la stessa apertura mentale, solo con un pizzico d&#8217;ironia in pi\u00f9, scorre un senso potente di libert\u00e0, di vastit\u00e0, di avventura, che prende il lettore irresistibilmente e lo accompagna, passo dopo passo, senza pi\u00f9 lasciarlo, fino alla conclusione del libro.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 per lo stile scarno, essenziale, a volte quasi scanzonato; sar\u00e0 per la capacit\u00e0 di farsi tutt&#8217;uno con le cose viste e raccontate, con personaggi solitari e improbabili, con paesaggi grandiosi e malinconici; sar\u00e0 per il sorriso benevolo che accompagna uomini e situazioni e celebra l&#8217;incontro con il diverso su un piede di autentico rispetto: fatto sta che prendere in mano il volume di Francesco Roman, corredato da fotografie di notevole bellezza, significa immergervisi ed arrivare sino all&#8217;ultima pagina senza mai tirare il fiato, perch\u00e9 \u00e8 una lettura che prende e che pungola ad andare avanti, sempre avanti, senza sentire stanchezza n\u00e9 monotonia.<\/p>\n<p>E la cosa pi\u00f9 notevole \u00e8 che questo ritmo, questa fascinazione, non scaturiscono da una tecnica narrativa volutamente diretta a suscitare coinvolgimento e meraviglia, ma dal candore, se cos\u00ec possiamo dire, del punto di vista adottato: senza filtri, senza astuzie, senza riserve mentali; da una immersione completa nel punto di vista dell&#8217;altro; da una adesione incondizionata a quei volti, a quei ritmi, a quegli odori, a quegli orizzonti, a quei silenzi, a quei tramonti.<\/p>\n<p>Si tratta di un libro che sta a met\u00e0 fra la narrativa di viaggio e la prosa etnologica: della prima possiede gli accenti, la spontaneit\u00e0, il senso vivo della scoperta, la gioia quasi infantile della rivelazione di un altro mondo, dominato da altre logiche e da un altro senso del tempo rispetto al nostro; della seconda possiede il rigore, l&#8217;oggettivit\u00e0, la sobriet\u00e0 e, come dicevamo, il pudore forte e virile di una passione che \u00e8 ritrosa a manifestarsi pienamente.<\/p>\n<p>A ci\u00f2 si aggiunga la capacit\u00e0 di raccontare i luoghi, le persone, gi animali, le tradizioni, le leggende, senza mai la pretesa di esaurirli, di concluderli, di metterli in cornice; senza la pretesa di avere capito tutto, di aver esaurito la scoperta sino in fondo; ma, al contrario, con la consapevolezza di un residuo, di un qualcosa che rimane necessariamente nella penna, perch\u00e9 le cose pi\u00f9 vere hanno sempre una componente di lontananza e di mistero, una parte che rimane a noi irraggiungibile, incomprensibile e inesplorabile.<\/p>\n<p>Davanti a questo residuo, inespresso e inesprimibile, Francesco Roman ha un atteggiamento di profondo rispetto, di umilt\u00e0, di ascolto, che \u00e8 poi l&#8217;atteggiamento di quegli uomini e di quelle donne che tanto lo affascinano, i quali, abituati a vivere nelle yurte come ai tempi di Gengis Khan, hanno negli occhi l&#8217;immensit\u00e0 del cielo e della steppa e negli orecchi gl&#8217;incommensurabili, abissali silenzi di un mondo fuori dal mondo, ma proprio per questi tanto pi\u00f9 vicino alla natura, tanto pi\u00f9 attento alle voci segrete delle cose, tanto pi\u00f9 ricco di sfumature e di sottintesi e, in ultima analisi, tanto pi\u00f9 vicino a ci\u00f2 che \u00e8 essenziale.<\/p>\n<p>Questo senso della essenzialit\u00e0 \u00e8 il filo conduttore del libro, da una pagina all&#8217;altra, da un racconto all&#8217;altro.<\/p>\n<p>Non si tratta di una ennesima versione del mito del &quot;buon selvaggio&quot; di Rousseau, perch\u00e9 i Mongoli descritti da Roman sono persone in carne e ossa, non esenti da limiti e difetti, talvolta persino un po&#8217; buffi, ma non in quanto membri di una societ\u00e0 di cui si possa sorridere con condiscendenza, bens\u00ec proprio in quanto esseri umani: perch\u00e9 l&#8217;uomo in quanto tale, cos\u00ec come appare in queste pagine &#8211; ad esempio nei ricordi d&#8217;infanzia della campagna coneglianese, venati di nostalgia &#8211; \u00e8 un soggetto infinitamente ricco e multiforme, infinitamente interessante da osservare e da descrivere (con la precisione del medico, appunto), ma che non si pu\u00f2 prendere veramente sul serio senza accettarne anche le contraddizioni, le piccole miserie, gli aspetti umoristici.<\/p>\n<p>Forse Francesco Roman, inseguendo sulle piste polverose del Gobi una umanit\u00e0 rimasta fedele alla lentezza, alla sobriet\u00e0, alla liturgia dei gesti e delle parole in una maniera che noi occidentali moderni abbiamo smarrito, ha cercato, inconsciamente, proprio le tracce di quel mondo della sua fanciullezza che era ancora impregnato di sapori patriarcali e che quanti ha vissuto nella terra del &quot;miracolo del Nordest&quot; hanno visto sparire con impressionante velocit\u00e0, fagocitato dalle logiche dell&#8217;avere, dell&#8217;apparire, dell&#8217;esibire.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, in ultima analisi, il viaggio &#8211; o meglio, i numerosi viaggi &#8211; di Francesco Roman nella sua amata Mongolia, dei quali ci fa partecipi con questo suo libro, \u00e8 anche un viaggio alla ricerca dell&#8217;uomo, dell&#8217;uomo perduto che \u00e8 dentro di noi, dell&#8217;uomo autentico che non si sazia di cose, di tecniche, di mode, ma che ha bisogno, che ha sete &#8211; una sete struggente, divorante &#8211; di autenticit\u00e0, di assolutezza e, in ultima analisi, d&#8217;infinito: come infiniti sono i cieli dell&#8217;Asia centrale e gli orizzonti della steppa battuta dal vento.<\/p>\n<p>FRANCESCO LAMENDOLA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Francesco Roman \u00e8 un medico innamorato della Mongolia e il suo volume di racconti intitolato, appunto, \u00abMongolia\u00bb ha il pregio di quella freschezza, di quella vivacit\u00e0<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[92],"class_list":["post-27194","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27194","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27194"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27194\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27194"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27194"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27194"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}