{"id":27193,"date":"2008-03-03T05:59:00","date_gmt":"2008-03-03T05:59:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/03\/03\/la-visione-del-mondo-tolemaico-aristotelica-e-alla-base-della-geografia-moderna\/"},"modified":"2008-03-03T05:59:00","modified_gmt":"2008-03-03T05:59:00","slug":"la-visione-del-mondo-tolemaico-aristotelica-e-alla-base-della-geografia-moderna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/03\/03\/la-visione-del-mondo-tolemaico-aristotelica-e-alla-base-della-geografia-moderna\/","title":{"rendered":"La visione del mondo tolemaico-aristotelica \u00e8 alla base della geografia moderna"},"content":{"rendered":"<p>Sarebbe difficile sopravvalutare l&#8217;importanza che la descrizione della superficie terrestre contenuta nella <em>Geografia<\/em> di Tolomeo ha esercitato nella storia della conoscenza della Terra e in quella della scienza geografica.<\/p>\n<p>Essa \u00e8 stata ancora pi\u00f9 profonda di quella che la sua <em>Sintassi matematica<\/em> (o <em>Raccolta matematica<\/em>), passata poi alla storia con il titolo arabo di <em>Almagesto<\/em>, ha esercitato sulla scienza dell&#8217;astronomia. Infatti, se la concezione tolemaica di un Universo geocentrico, formato da una serie di sfere celesti corrispondenti ai diversi corpi orbitati intorno alla Terra, ha resistito fino alla rivoluzione copernicana del XVI secolo, per molti aspetti la sua concezione della geografia \u00e8 durata ancora pi\u00f9 a lungo.<\/p>\n<p>L&#8217;ultima traccia di essa, la credenza in una vastissima Terra Australe Incognita che, chiudendo a sud l&#8217;Oceano Indiano, avrebbe dovuto costituire una sorta di contrappeso meccanico alla massa delle terre emerse dell&#8217;emisfero settentrionale, ha infatti resistito ancora pi\u00f9 a lungo, almeno fino ai grandi viaggi di James Cook i quali, nella seconda met\u00e0 del XVIII secolo, ne sfatarono definitivamente il mito.<\/p>\n<p>In effetti, la cultura greca aveva sempre teso a una visione organica e unitaria della superficie terrestre e aveva posto almeno sei secoli prima di Cristo la distinzione fra una conoscenza empirica di essa, frutto di viaggi, navigazioni e delle notizie fornite dai commercianti che si erano spinti in Paesi lontani, ed una di tipo generale e razionale, scientificamente fondata, il cui scopo fosse la formulazione di un quadro d&#8217;insieme capace di rendere ragione della diversa distribuzione delle terre, dei mari, dei popoli nella cosiddetta <em>oikoumene<\/em>, ossia la parte abitata (e conoscibile) del mondo.<\/p>\n<p>Osserva Renato Laurenti nel suo saggio dedicato ai filosofi della cosiddetta &quot;scuola di Mileto&quot; (<em>Talete, Anassimandro, Anassimene<\/em>, BARI,, Laterza Editori, 1971; 2000, p. 88), che, dopo gli studi geografici di Talete, anche Anassimandro diede molta importanza alla conoscenza e alla descrizione della Terra.<\/p>\n<p><em>&quot;Diogene Laerzio distingue in Anassimandro l&#8217;attivit\u00e0 di cartografo (\u00abe per primo disegn\u00f2 i contorni della terra e del mare (&#8230;) e costru\u00ec anche una sfera\u00bb) da quella di scrittore (\u00abdella sua dottrina compose un&#8217;esposizione sommaria (&#8230;)\u00bb. La prima notizia si comprende agevolmente nel clima della Ionia, e ,in particolare, di Mileto, fervido, come si \u00e8 visto, di iniziative e di imprese marinare, e che spiega in qualche modo lo stesso orientamento della scuola. Se si accetta il<\/em> \u03c0\u03c1\u03c9\u03c4\u03bf\u03c2 <em>di Diogene, Anassimandro fu un pioniere nel campo della geografia vera e propria, in quanto tracci\u00f2 i contorni della terra e del mare e una mappa del cielo (cos\u00ec va intesa la &#8216;sfera&#8217; succitata). Questo lavoro fu ripreso da Ecateo, come attesta Agatemero (fr. A 6) il quale attinge a Eratostene<\/em>: <em>\u00abAnassimandro di Mileto (&#8230;) per primo ard\u00ec disegnare su una tavola la terra abitata (&#8230;); dopo di lui Ecateo, viaggiatore instancabile, la perfezion\u00f2 (&#8230;), s\u00ec da farne un&#8217;opera mirabile\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>La geografia tolemaica, dunque, rimase per oltre un millennio il punto di partenza per qualsiasi speculazione geografica all&#8217;interno della cultura occidentale e anche di quella araba. L&#8221;immagine del mondo ed essa propria non venne sostanzialmente modificata, se non a partire dai viaggi di Cristoforo Colombo; ma solo assai lentamente, quasi con prudenza, come se i geografi del Rinascimento e quelli del Sei e Settecento stentassero ad accettare l&#8217;idea di prestar fede all relazioni dei grandi navigatori europei, se ci\u00f2 implicava la necessit\u00e0 di dare torto alla rappresentazione della Terra che ne aveva fatta Tolomeo.<\/p>\n<p>In effetti, la scienza geografia di Tolomeo era frutto di accurata compilazione pi\u00f9 che di ricerca originale; tipica espressione dell&#8217;idea di scienza della cultura ellenistica in generale, e alessandrina in particolare, essa sintetizzava l&#8217;enorme mole di conoscenze accumulate dal sapere greco, da Talete e Anassimandro fino al II secolo dopo Cristo. Gli otto libri della sua <em>Geografia,<\/em> giuntici nella versione integrale e con il corredo di ben ventisette carte geografiche, conteneva un catalogo di circa 8.000 localit\u00e0 e, per ricchezza e precisione, rimase un&#8217;opera insuperata per tutto il Medioe Evo ed oltre.<\/p>\n<p>Certo, la rappresentazione del mondo contenuta nella grande opera tolemaica non era immune da errori; ma, come \u00e8 stato possibile dimostrare mediante studi accurati, si tratta quasi sempre di errori quasi inevitabili, in quanto dovuti non a scarsa scrupolosit\u00e0 dell&#8217;autore, ma ad informazioni errate o incomplete che gli erano pervenute e che, dati i mezzi ed i metodi scientifici dell&#8217;epoca, egli non sarebbe stato comunque in grado di riconoscere come tali.<\/p>\n<p>Scrivono Gaetano Ferro e Ilaria Caraci nel saggio <em>Ai confini dell&#8217;orizzonte. Storia delle esplorazioni e della geografia<\/em>, Milano, Mursia, 1979, pp. 135-137:<\/p>\n<p><em>&quot;La sintesi delle conoscenze geografiche dell&#8217;evo antico \u00e8 giunta a noi con il nome e l&#8217;opera di Claudio Tolomeo,lo scienziato alessandrino vissuto nel II secolo dopo Cristo la cui fortuna nelle epoche successive supera, per quel che riguarda la geografia, quella di qualsiasi altro.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;La larga diffusione che anche a molti secoli di distanza ebbe la sua opera,<\/em> Introduzione alla geografia <em>(<\/em>\u0393\u03b5\u03c9\u03b3\u03c1\u03b1\u03c6\u03b9\u03c7\u03ae \u03cd\u03c6\u03ae\u03b3\u03b7\u03c3\u03b9\u03c2<em>), composta ad Alessandria dopo il 160 d. C. forse perch\u00e9 di facile lettura e soprattutto perch\u00e9 sintetica e adatta ad una rapida consultazione, ha contribuito certamente a far dimenticare quelle dei secoli precedenti, in particolare la<\/em> Correzione della carta geografica <em>di marino di Tiro, su cui Tolomeo stesso afferma di essersi basato. Non possiamo dire perci\u00f2 quanto del merito che la tradizione ha attribuito a Tolomeo sia legittimamente da ascrivergli. Certo \u00e8 che anche Marino, vissuto nella prima met\u00e0 dello stesso secolo, in accordo con le tendenze pi\u00f9 compilative che speculative del suo tempo, sembra aver fatto soprattutto opera di sintesi, a partire da autori precedenti, quali Eratostene, Ipparco e Posidonio. Oggi lo si ricorda in particolare per l&#8217;estensione longitudinale che secondo Tolomeo aveva attribuito all&#8217;ecumene, i cui rapporti con la genesi del progetto colombiano sono gi\u00e0 stati messi in evidenza.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Anche per Tolomeo gli scopi della geografia &#8211; in antitesi e a coronamento della corografia, che deve studiare i singoli luoghi della Terra, \u00e8 la costruzione di immagini sintetiche del mondo, cio\u00e8 di carte, di cui egli d\u00e0 i canoni, elaborando proiezioni e raccogliendo in un lungo elenco, che costituisce la parte pi\u00f9 cospicua della sua opera (libri II-VII), le coordinate geografiche delle localit\u00e0 a lui note. Non \u00e8 chiaro peraltro se le carte che ci sono giunte assieme al testo della<\/em> Geografia <em>siano da considerare elaborate proprio da Tolomeo o non piuttosto da qualche autore pi\u00f9 tardo. Le opinioni degli studiosi moderni sono in proposito piuttosto discordi; certo \u00e8 che anche il testo della<\/em> Geografia <em>(i primi manoscritti sono copie bizantine del XIII e XIV secolo) si presenta inquinato da errori e sovrapposizioni ed \u00e8 perci\u00f2 probabile che successivi rimaneggiamenti siano stati compiuti anche per le carte, anche se il loro disegno si deve far risalire, in ultima origine, al geografo alessandrino. \u00e8 certo comunque che la<\/em> Geografia <em>costituiva per Tolomeo la conclusione di un disegno dell&#8217;Universo,ilcui punto di partenza era quella grande<\/em> Sintassi matematica <em>da lui elaborata che, nota agli Arabi come<\/em> al-Magist\u00e8<em>, si diffuse nel mondo occidentale a partire dal XII secolo d. C. sotto il nome di<\/em> Almagesto.<\/p>\n<p><em>&quot;Al pari della<\/em> Geografia<em>, e forse pi\u00f9 di quella, l&#8217;<\/em>Almagesto <em>ha condizionato fortemente la successiva evoluzione del pensiero scientifico. Esso rappresenta al contempo una delle pi\u00f9 importanti testimonianze della scienza antica. Ricollegandosi ad Ipparco, Tolomeo vi espone le teorie astronomiche del suo tempo, a partire dai principi matematici dell&#8217;astronomia; descrive i moti planetari, enumera le eclissi e d\u00e0 un elenco delle 1.028 stelle a lui note. La parte pi\u00f9 originale dell&#8217;opera, destinata a servire da fondamento a tuti i successivi calcoli astronomici fino a Keplero, \u00e8la teoria matematia ei moti dei pianetiu. In sostanza, secondo Tolomeo, l&#8217;Universo \u00e8costituito da una serie di sfere concentriche, la pi\u00f9 esterna delle quali \u00e8 quella del primo mobile e la pi\u00f9 interna \u00e8 la Terra. I pianeti ,compreso il Sole e la Luna, godono di un movimento che \u00e8 la risultante di pi\u00f9 movimenti svolgentisi contemporaneamente, secondo orbite circolari, come voleva la tradizione pitagorica, ma con velocit\u00e0 diverse ed esprimibili matematicamente.&quot;<\/em><\/p>\n<p>Certo, la rappresentazione del mondo contenuta nella grande opera tolemaica non era immune da errori; ma, come \u00e8 stato possibile dimostrare mediante studi accurati, si tratta quasi sempre di errori quasi inevitabili, in quanto dovuti non a scarsa scrupolosit\u00e0 dell&#8217;autore, ma ad informazioni errate o incomplete che gli erano pervenute e che, dati i mezzi ed i metodi scientifici dell&#8217;epoca, egli non sarebbe stato comunque in grado di riconoscere come tali.<\/p>\n<p>A questo proposito, scrive J. Innes Miller nel suo libro <em>Roma e la via delle spezie<\/em>, Torino, Einaudi, 1974, pp. 264-267):<\/p>\n<p><em>&quot;Tolemeo d&#8217;Alessandria (&#8230;) cerc\u00f2 nella sua<\/em> Geografia <em>di fondere i principi della geografia matematica con la somma di notizie topografiche del tempo ricavate dai giornali di bordo dei capitani e dai diari dei viaggiatori. Alessandria fu il centro tanto del mondo scientifico che di quello commerciale.(&#8230;) Il mondo di Eratostene era stato ingrandito sino a comprendere la Cina, il Sud-est dell&#8217;Asia, un&#8217;estensione meridionale dell&#8217;Africa orientale fino al Capo Prasum, i Monti della Luna nell&#8217;Africa centrale, e persino l&#8217;Africa occidentale tropicale. La<\/em> Geografia <em>di Tolemeo era costituita da una mappa, che presentava questa proporzione del globo, completa delle linee di latitudine e longitudine, da un indice delle localit\u00e0, di cui ciascuna aveva le sue coordinate, e da un esteso commento topografico, che, con l&#8217;indice, costituiva il testo. L&#8217;opera intera suddivisa in otto libri, relativi alle diverse aree. Sembra che l&#8217;opera sia giunta integralmente fino al Medioevo e che sia stata di ausilio ai geografi arabi nelle loro ricerche: Ibn Khurdadhbih, che nel IX secolo scrisse un<\/em> Libro delle strade e elle province<em>, ricorda di averla consultata e tradotta (sia dall&#8217;originale greco che dalla traduzione siriaca); anche Al-Mas&#8217;udi, morto nel 956 d. C., ammette di aver consultato la<\/em> Geografia<em>, compresa la mappa del mondo.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Diversamente dall&#8217;epoca moderna. Le coordinate che stabilivano sulla mappa la posizione delle localit\u00e0 non venivano determinate coi rilevamenti, ma con una stima basata sulle descrizioni dei viaggiatori.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;A parte i travisamenti dovuti all&#8217;inesattezza delle informazioni, specialmente sull?india, Ceylon, il Golfo Persico e la costa atlantica, gli errori contenuti nella mappa di Tolemeo non sono molti (&#8230;) I punti in cui la mappa differisce sia dalla geografia tradizionale che da quella moderna, possono ridursi a tre (&#8230;) e si pu\u00f2 ritenere che Tolemeo non vi sarebbe incorso se non vi fosse stato indotto da relazioni basate su fatti concreti. Il primo punto di differenza \u00e8 il non aver messo il mare a delimitare a oriente della Cina; il secondo \u00e8 costituito dall&#8217;allungamento della Cina a forma di &#8216;coda&#8217; o di lunga penisola, nella regione dell&#8217;Indonesia, fino a 10\u00b0 sud; e il terzo consiste nella presenza della Terra Incognita all&#8217;estremit\u00e0 meridionale dell&#8217;Oceano Indiano, congiunta con l&#8217;Africa da una parte e con la proiezione della Cina o dell&#8217;Asia sudorientale dall&#8217;altra. (&#8230;) L&#8217;idea di un&#8217;estensione imprecisata del continente euroasiatico verso est proveniva sena dubbio dai resoconti che i mercanti di seta dell&#8217;Occidente facevano delle conversazioni da loro scambiate con i Sogdiani e con altri popoli; questi avevano a loro volta parlato con cinesi dell&#8217;interno, i quali non avevano mai visto il mare e per nominarlo usavano il termine<\/em> hai<em>, usato ugualmente per le paludi salate dell&#8217;Asia centrale. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Riguardo alla Terra Incognita, coloro che diedero a Tolemeo le informazioni sulla costa orientale dell&#8217;Africa potevano aver sentito dire che da Rhapta a Capo Prasum la terra volgeva a est, e quindi pensarono che la grande isola del Madagascar, che seguiva la linea di sud-est, fosse un continente. Cos\u00ec pure, sull&#8217;altro lato, quando i Giavanesi erano spinti dal vento lontano dalla loro rotta, lungo le coste nude dell&#8217;Australia nordoccidentale, possono aver pensato che la Terra Incognita facesse parte di un continente meridionale che si allungava fino all&#8217;Africa. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;I nomi delle localit\u00e0 sulla mappa tolemaica dell&#8217;<\/em>oecum\u00e9ne <em>erano per intero un risultato dell&#8217;antico commercio. Tolemeo, come i suoi successori, dipendeva per le loro informazioni dai commercianti., La sua opera rappresentava la somma, a suo parere, delle conoscenze contemporanee in questo campo. I mercanti non erano propensi a rivelare tutti i loro segreti. Ma \u00e8 probabile che alcuni di essi &#8211; un commerciante, un capitano marittimo, un finanziere che si imbarcava per un&#8217;avventura nuova, o qualcuno che rifaceva un viaggio verso oriente &#8211; volesse prima recarsi da Tolemeo a consultare la sua mappa. A loro volta, essi sarebbero andati da lui ad Alessandria per riferire, al loro ritorno. La produzione dei geografi da Eratostene in poi costitu\u00ec una parte importante dell&#8217;eredit\u00e0 scientifica lasciata dai Greci; ma senza i matematici e gli astronomi da una parte e gli avventurieri mercanti dall&#8217;altra, la grande opera di Tolemeo, che lasci\u00f2 ai posteri un quadro reale e non inesatto dell&#8217;unit\u00e0 del mondo antico, non si sarebbe potuta compiere.&quot;<\/em><\/p>\n<p>In conclusione, Tolomeo \u00e8 lo scienziato al quale l&#8217;Occidente deve la propria immagine <em>fisica<\/em> del mondo, cos\u00ec come Aristotele \u00e8 il filosofo al quale esso va debitore della propria immagine <em>intellettuale e spirituale<\/em>, almeno fino alle soglie della modernit\u00e0 &#8211; e, in parte, ancora un poco al di qua di essa.<\/p>\n<p>\u00c8 curioso il fatto che, in realt\u00e0, anche la civilt\u00e0 islamica condivida entrambi questi padri nobili del sapere con quella europea, dal momento che sia le opere geografiche e astronomiche di Tolomeo, sia quelle filosofiche di Aristotele, sono state un elemento essenziale della cultura araba medioevale; al punto che &#8211; come \u00e8 noto &#8211; fu l&#8217;Europa occidentale a ricevere questa grande eredit\u00e0 del mondo classico (che altrimenti sarebbe andata perduta), grazie alla mediazione dei traduttori e dei commentatori arabi.<\/p>\n<p>Insomma, pi\u00f9 si studia la storia &#8211; la storia della scienza e del pensiero, in questo caso &#8211; e pi\u00f9 si scoprono rapporti, legami, parentale fra la nostra civilt\u00e0 e quella musulmana; nonch\u00e9 la funzione svolta dalla seconda &#8211; ad esempio, nel campo della matematica &#8211; di ponte fra L&#8217;Europa e l&#8217;antica civilt\u00e0 del subcontinente indiano.<\/p>\n<p>\u00c8 una circostanza che dovrebbe indurci a riflettere a fondo; specialmente oggi, che la dissennata politica imperiale statunitense vorrebbe trascinarci a rimorchio in una assurda guerra di civilt\u00e0 con l&#8217;Islam: come se si trattasse di un mondo radicalmente alieno e non, piuttosto, di un mondo che per secoli e secoli ha costruito la propria cultura e i propri valori accanto a noi, talvolta contro di noi, ma sempre nel solco di una visione del reale che scaturisce dalle medesime radici della nostra.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sarebbe difficile sopravvalutare l&#8217;importanza che la descrizione della superficie terrestre contenuta nella Geografia di Tolomeo ha esercitato nella storia della conoscenza della Terra e in quella<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30162,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[38],"tags":[92],"class_list":["post-27193","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-gnoseologia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-gnoseologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27193","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27193"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27193\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30162"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27193"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27193"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27193"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}