{"id":27190,"date":"2008-07-01T12:51:00","date_gmt":"2008-07-01T12:51:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/07\/01\/il-risveglio-interiore-e-il-passaggio-dal-mondo-opaco-della-noia-a-quello-luminoso-della-consapevolezza\/"},"modified":"2008-07-01T12:51:00","modified_gmt":"2008-07-01T12:51:00","slug":"il-risveglio-interiore-e-il-passaggio-dal-mondo-opaco-della-noia-a-quello-luminoso-della-consapevolezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/07\/01\/il-risveglio-interiore-e-il-passaggio-dal-mondo-opaco-della-noia-a-quello-luminoso-della-consapevolezza\/","title":{"rendered":"Il risveglio interiore \u00e8 il passaggio dal mondo opaco della noia a quello luminoso della consapevolezza"},"content":{"rendered":"<p>A lungo ci siamo chiesti quale sia l&#8217;elemento che fa la differenza tra l&#8217;atmosfera fascinosa di certi sogni e quella piatta, banale, che caratterizza &#8211; nello stato di veglia &#8211; gran parte delle giornate cosiddette <em>comuni<\/em>.<\/p>\n<p>Senza alcuna pretesa di farne una legge e con buona pace di psicologi e psicanalisti, siamo giunti alla conclusione che esso non consiste affatto nel diverso <em>contenuto<\/em> dei sogni rispetto a quello della vita desta ordinaria. A parte il fatto che molti sogni non vengono percepiti, mentre si sta sognando, n\u00e9 come interessanti, n\u00e9 come piacevoli, il fatto decisivo che ci ha condotti a una tale conclusione \u00e8 che molti dei sogni che generano un pi\u00f9 intenso benessere nel sognatore non presentano situazioni eccezionali o, comunque, fuori dell&#8217;ordinario. Non realizzano desideri pi\u00f9 o meno proibiti; non soddisfano pulsioni represse o rimosse; non vengono a compensare frustrazioni e delusioni, addolcire amarezze, confortare scoraggiamenti e via dicendo. I loro contenuti sono assolutamente ordinari o si discostano solo di poco dalla normalit\u00e0 (relativamente al soggetto, s&#8217;intende); e invano vi si cercherebbe quella caratteristica soddisfazione dei bisogni o dei desideri della vita cosciente, che, secondo le teorie oggi pi\u00f9 accreditate in materia, costituirebbe la vera e ultima ragion d&#8217;essere dell&#8217;attivit\u00e0 onirica.<\/p>\n<p>Premesso che \u00e8 cosa un po&#8217; azzardata voler parlare del sogno, senza prima averne tentata una definizione &#8211; cosa che richiederebbe una trattazione a parte, se non altro per controbattere certi consolidatissimi luoghi comuni, ci quali ormai hanno acquisito lo statuto di veri e propri dogmi popolari -, riteniamo che il fascino strano e assolutamente indefinibile di certi sogni non risieda nel loro contenuto, ma nella loro <em>tonalit\u00e0 emozionale.<\/em> Vogliamo dire che la ragione per cui certi sogni ci procurano un intenso godimento, o, per dir meglio, un intenso coinvolgimento emotivo ed estetico, scaturisce dalla particolare, inusuale coloritura con cui la nostra coscienza li vive, nel momento stesso del sogno.<\/p>\n<p>I luoghi, le cose e le situazioni possono discostarsi di poco, quanto ai contenuti, da quelli della vita cosiddetta reale (come se il sogno non fosse qualcosa di perfettamente <em>reale<\/em>); si tratta di luoghi, cose e situazioni <em>possibili<\/em> o, quanto meno, <em>verosimili<\/em>; eppure da essi si sprigiona un <em>quid<\/em> particolare, inesprimibile, che ha la particolarit\u00e0 di toccarci nel profondo. Quello che la nostra coscienza onirica percepisce &#8211; e che la coscienza desta rimpiange caldamente, al momento del risveglio &#8211; \u00e8 un senso di aderenza ineffabile tra l&#8217;io e le cose; una brillantezza, una intensit\u00e0, una pregnanza emotiva, per cui non ci troviamo a recitare la parte di semplici spettatori, ma ci sentiamo parte consapevole di un tutto vasto e armonioso.<\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 bisogno di tramonti da cartolina, di balconi fioriti o di altre immagini sdolcinate; una casa, una strada, un albero, sono quelli di sempre, o di poco differenti: quel che \u00e8 cambiato, \u00e8 la vibrazione dell&#8217;essere di cui noi e loro siamo manifestazioni. Il mondo opaco del <em>tran tran<\/em> quotidiano si \u00e8 eclissato e al suo posto, caldo di vita e denso di partecipazione, \u00e8 emerso un mondo tutto nuovo, misterioso, talvolta perfino inquietante, eppure &#8211; prodigio! &#8211; tale da esercitare su di noi, pi\u00f9 forte di ogni inquietudine, un fascino irresistibile, coinvolgente, dolcissimo. \u00c8 come se vedessimo il mondo per la prima volta &#8211; e ci accorgessimo che esso \u00e8, anche nei suoi aspetti pi\u00f9 comuni, assolutamente straordinario.<\/p>\n<p>Anzi, no: non come se lo vedessimo per la prima volta; piuttosto, come se lo vedessimo come lo vedevamo nella prima infanzia: con quello stupore, con quella freschezza e con quella ammirazione che formavano come un alone di luce intorno a ogni cosa. Non c&#8217;\u00e8, in realt\u00e0, un singolo momento in cui il bambino riceve la rivelazione del mondo per la prima volta; in effetti, egli lo percepisce a poco a poco, fin dal momento della nascita; meglio ancora, fin da quando comincia a udirlo e a intuirlo l\u00e0, dentro il grembo materno. Eppure, nella prima infanzia &#8211; e, in parte, ancora per qualche altro anno &#8211; le cose appaiono <em>nuove<\/em> e, perci\u00f2, circonfuse di luce di bellezza.<\/p>\n<p>Quando diciamo &quot;bellezza&quot;, non parliamo di una ben precisa categoria estetica; intendiamo piuttosto l&#8217;attrazione irresistibile che promana dalle cose e che coinvolge in profondit\u00e0 lo stato d&#8217;animo di colui al quale esse si rivelano. Bellezza, quindi, come intima armonia; e, al tempo stesso, come fascino arcano e aurorale che lega le cose fra loro e alla coscienza che le percepisce e che ne fa l&#8217;esperienza integrale, al di l\u00e0 dei sensi ordinari.<\/p>\n<p>Lasciamo perdere, in questa sede &#8211; perch\u00e9 ci porterebbe troppo lontano &#8211; se nel sogno non vi siano anche una dimensione preternaturale ed una soprannaturale. Della prima sono convinte certe filosofie orientali, e non solo orientali (pensiamo all&#8217;antroposofia di Rudolf Steiner), secondo le quali il corpo astrale pu\u00f2 viaggiare, nel sogno, fino ai pi\u00f9 lontani pianeti celesti, e poi tornare &#8211; mediante il filo d&#8217;argento &#8211; a contatto del proprio corpo fisico. Alla seconda credevano fermamente i popoli antichi (compresi greci, etruschi e romani) e tutti quelli di livello etnologico: per loro, nel sogno avveniva l&#8217;incontro con le divinit\u00e0 e con gli spiriti, i quali trasmettevano messaggi, profezie e particolari istruzioni al soggetto dormiente.<\/p>\n<p>Lasciamo stare tutto ci\u00f2, e limitiamoci alla dimensione puramente naturale del sogno &#8211; l&#8217;unica ammessa dalla scienza occidentale moderna. Ebbene: lo stesso fascino, lo stesso coinvolgimento, lo stesso calore emozionale che possono destare in noi i sogni ordinari dei quali abbiamo detto poc&#8217;anzi, pu\u00f2 caratterizzare giorni, ore ed istanti della nostra vita allo stato di veglia, contrapponendoli nettamente a giorni, ore ed istanti di realt\u00e0 grigia ed opaca, di pesantezza e noia esistenziale, di squallore interiore.<\/p>\n<p>S&#8217;intende che parliamo di giorni, ore ed istanti in senso figurato e non materiale: perch\u00e9, in realt\u00e0, non si tratta per nulla di esperienze circoscrivibili in un tempo preciso, scandito dalle lancette dell&#8217;orologio. No di certo: si tratta di stati d&#8217;animo che sfuggono a ogni categorizzazione concettuale e dei quali \u00e8 possibile fare esperienza, ma non gi\u00e0 quantificarla ed esprimerla per mezzo del linguaggio ordinario; ma ai quali si pu\u00f2 alludere, semmai, per mezzo del linguaggio poetico, nel senso pi\u00f9 ampio del termine (musica, pittura e scultura incluse).<\/p>\n<p>Nn si tratta di misticismo. La verit\u00e0 \u00e8 che ciascuno di noi, indipendentemente dalla eventuale rielaborazione intellettuale che pu\u00f2 farne a posteriori, sperimenta, nel corso di tutta la propria vita, queste due modalit\u00e0 della coscienza: quella opaca e quella luminosa. Nella modalit\u00e0 opaca, stanchezza e forza dell&#8217;abitudine prendono il sopravvento sul prodigio quotidiano dell&#8217;essere che si rivela, ottundono i nostri sensi e la nostra immaginazione e, alla lunga, producono sintomi di un disagio profondo, che i medici e gli psichiatri chiamano angoscia, nevrosi, depressione, esaurimento, in genere accompagnati da disturbi fisici di vario genere (ipertensione arteriosa, emicranie, insonnia, ulcere, emorroidi e cos\u00ec via).<\/p>\n<p>Quando, invece, sperimentiamo la modalit\u00e0 luminosa della coscienza, il mondo ci appare vivido e infinitamente ricco e affascinante, come se ogni cosa fosse circonfusa da un alone di gloria e come se ogni singolo filo d&#8217;erba e ogni singola goccia di pioggia avessero uno speciale messaggio da comunicarci.<\/p>\n<p>Vi sono degli individui infelici che, pur di evadere dalla modalit\u00e0 opaca della coscienza, ricorrono all&#8217;uso sistematico di droghe, cercando nell&#8217;assunzione di sostanze chimiche quel senso di incanto, di armonia e di benessere, che non riescono a raggiungere nella loro vita quotidiana, ma di cui avvertono dolorosamente l&#8217;estrema necessit\u00e0. E, cos\u00ec facendo, riducono la propria forza di volont\u00e0 e le proprie difese organiche, finendo per diventare schiavi di un rimedio peggiore del male, che non risolver\u00e0 alcuno dei loro problemi, ma che li trasformer\u00e0 in poveri esseri svuotati e tremebondi, alienati dal mondo circostante e da se stessi, prigionieri nel cerchio implacabile di una assuefazione degradante.<\/p>\n<p>Quando noi incominciamo la giornata con un atteggiamento positivo, conciliante, benevolo ed aperto, siamo in prossimit\u00e0 di quella che abbiamo definito la modalit\u00e0 di coscienza luminosa,. Non bisogna, tuttavia, confondere tale concetto con quello di semplice entusiasmo, ottimismo o buon umore, bench\u00e9 questi possano esserne alcuni degli effetti. E la modalit\u00e0 luminosa non ha a che fare nemmeno con le prime ore del mattino, con il risveglio primaverile, con il sole dopo la pioggia e cose simili; n\u00e9 con circostanze particolari, quali la visita inattesa di un vecchio e caro amico, una soddisfazione professionale, un momento di intimit\u00e0 con la persona amata.<\/p>\n<p>La modalit\u00e0 di coscienza luminosa non \u00e8 il risultato di circostanze accidentali ed esterne, le quali, cos\u00ec come sono venute, possono dileguare; non \u00e8 legata da un rapporto causale ad alcun evento specifico; e non \u00e8 neppure il risultato di un buon carattere o di una buona digestione, bench\u00e9 tali fattori possano spianarle la via. In realt\u00e0, si tratta di una rivelazione che ha luogo nel bel mezzo della quotidianit\u00e0, e deriva da una convergenza fra la disposizione al dono di s\u00e9 da parte del soggetto, e una forza benevola sovra-umana, che pu\u00f2 essere evocata con speciali tecniche di meditazione, con la preghiera, ma che, nella sua essenza, \u00e8 misteriosa e giunge a noi sotto forma di dono gratuito e imperscrutabile.<\/p>\n<p>Viceversa, la modalit\u00e0 di coscienza opaca \u00e8 quella che deriva da una resa alla forza d&#8217;inerzia che insidia la bellezza e la freschezza della vita. Essa si nutre di rassegnazione, scetticismo e rancore, e spegne ogni forma di creativit\u00e0 e di espansione interiore, facendo valere le ragioni della <em>routine<\/em>, magari dopo averle ammantate di nobili ma pretestuose giustificazioni, quali il senso del dovere e della responsabilit\u00e0, lo spirito di sacrificio, il sano realismo necessario nelle cose d&#8217;ogni giorno, e magari, specialmente nella odissea del rancore, il sentimento offeso della giustizia. Il risultato, comunque, \u00e8 sempre lo stesso: un ottundimento coscienziale che fa scomparire ogni slancio generoso, ogni tensione verso l&#8217;armonia e la pienezza, e piomba l&#8217;individuo in un tunnel senz&#8217;aria e senza luce, popolato da creature spettrali e da malevoli fantasmi.<\/p>\n<p>\u00c8 nel nostro interesse, evidentemente, passare per quanto possibile da una modalit\u00e0 opaca della coscienza ad una modalit\u00e0 luminosa, anche se non esistono garanzie di successo indefinito o di permanenza inattaccabile nella seconda. La sensazione di incanto, di benessere e di felice consapevolezza ci rende pi\u00f9 creativi, pi\u00f9 disponibili, pi\u00f9 pazienti, pi\u00f9 tolleranti e pi\u00f9 inclini a godere anche delle cose pi\u00f9 semplici. Inoltre, la modalit\u00e0 luminosa purifica i nostri pensieri e i nostri desideri, ridimensiona le esagerate pretese del falso Ego, mette un freno alle nostre tendenze narcisiste nello stesso tempo che ci dona energie insospettate, lucidit\u00e0 di pensiero, intuizione delle convergenze e dell&#8217;armonia, capacit\u00e0 di ascolto quasi insospettate, gratitudine verso la vita e verso l&#8217;essere dal quale promana.<\/p>\n<p>Non esistono tecniche specifiche per acquisirla, si tratta piuttosto di un abito mentale che discende da un insieme di buona volont\u00e0, meditazione, preghiera, azione disinteressata e benevolenza verso il mondo, nonch\u00e9 dall&#8217;intervento di quella poderosa forza extra umana alla quale abbiamo accennato in precedenza, e senza la quale potremmo fare ben poco. Possiamo, per\u00f2, osservare e cercar di imparare dalle tre categorie di persone che pi\u00f9 si avvicinano, nel loro approccio al reale, alla modalit\u00e0 luminosa: i bambini, gli artisti e i santi. Lo stupore infinito del bambino, la creativit\u00e0 inesausta dell&#8217;artista e l&#8217;abbandono totale del santo, in misura diversa e su piani di realt\u00e0 ben distinti fra loro, presentano le caratteristiche pi\u00f9 prossime ad essa.<\/p>\n<p>Di queste, la pi\u00f9 importante crediamo sia l&#8217;abbandono: perch\u00e9 il suo contrario, ossia l&#8217;attaccamento al falso Ego e alle cose del mondo, trasformate in strumenti del nostro piacere, \u00e8 l&#8217;elemento che pi\u00f9 di ogni altro preclude la strada verso la modalit\u00e0 luminosa e tende a rinchiuderci in quella opaca, grigia e rassegnata.<\/p>\n<p>Forse per questo \u00e8 stato detto che chi vorr\u00e0 salvarsi ad ogni costo, finir\u00e0 per perdersi; mentre chi sar\u00e0 disposto a perdersi, alla fine sar\u00e0 salvo.<\/p>\n<p>In sostanza, una cosa sola manca alla bellezza assoluta del mondo: che l&#8217;occhio che lo contempla la sappia scorgere e apprezzare, divenendo pi\u00f9 bello esso stesso, in un circuito virtuoso che non ha mai fine, sino a quando ogni cosa verr\u00e0 reintegrata nella sua dimora originaria: la casa dell&#8217;Essere, della quale, per ora, ci \u00e8 dato appena di intravedere qualche debole e confuso riflesso, come un bellissimo palazzo che si specchia in un torbido stagno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A lungo ci siamo chiesti quale sia l&#8217;elemento che fa la differenza tra l&#8217;atmosfera fascinosa di certi sogni e quella piatta, banale, che caratterizza &#8211; nello<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[92],"class_list":["post-27190","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27190","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27190"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27190\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27190"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27190"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27190"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}