{"id":27182,"date":"2009-03-02T06:35:00","date_gmt":"2009-03-02T06:35:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/03\/02\/il-mondo-e-un-luogo-invivibile-per-coloro-i-quali-non-sanno-vederne-la-bellezza\/"},"modified":"2009-03-02T06:35:00","modified_gmt":"2009-03-02T06:35:00","slug":"il-mondo-e-un-luogo-invivibile-per-coloro-i-quali-non-sanno-vederne-la-bellezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/03\/02\/il-mondo-e-un-luogo-invivibile-per-coloro-i-quali-non-sanno-vederne-la-bellezza\/","title":{"rendered":"Il mondo \u00e8 un luogo invivibile per coloro i quali non sanno vederne la bellezza"},"content":{"rendered":"<p>Crediamo di aver mostrato, nel precedente articolo \u00ab\u00c8 giusto aiutare un bambino a non credere che viviamo in un mondo cattivo?\u00bb (consultabile sempre sul sito di Arianna Editrice), che il concetto del \u00abdire la verit\u00e0\u00bb non \u00e8 affatto cos\u00ec neutro e innocente come generalmente si pensa, dato che esso dipende dalla nostra idea intorno alla natura della \u00abverit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>Sembrerebbe una cosa ovvia; mentre, al contrario, si tratta di una questione delicatissima, perch\u00e9 implica il tipo di immagine del mondo che noi intendiamo trasmettere ai nostri bambini. \u00c8 chiaro, infatti, che le nostre parole, le nostre azioni ed i nostri comportamenti sono in grado di influenzare moltissimo la percezione della realt\u00e0 da parte di un bambino, e specialmente da parte di un bambino piccolo.<\/p>\n<p>Del resto, anche se noi, nel dipingergli il volto del mondo come \u00abcattivo\u00bb, lo facessimo con la nobile motivazione di aiutarlo a difendersi contro di esso, qualcuno ci potrebbe tuttavia domandare: chi ha detto che il mondo \u00e8 cattivo?<\/p>\n<p>Ed eccoci arrivarti al cuore del problema: poich\u00e9 il nostro atteggiamento nei confronti dei bambini scaturisce, a sua volta, dal tipo di lettura che noi facciamo, davanti a noi stessi, nei confronti della realt\u00e0. E la risposta che decidiamo di dare al quesito circa la bont\u00e0 o la cattiveria del mondo, influenzer\u00e0 moltissimo, in primo luogo, quel bambino che sopravvive nel profondo di noi stessi, e che tende a guardare ancora alle cose con lo stesso stupore e con la stesa meraviglia di quando avevamo due, tre, cinque anni.<\/p>\n<p>Ai nostri giorni \u00e8 diventato quasi un luogo comune affermare che viviamo in un mondo brutto, anzi, orrendo e invivibile; e ogni qualvolta accendiamo il telegiornale o sfogliamo le pagine di un quotidiano, ci sembra che la realt\u00e0 dei fatti confermi, impietosamente ed eloquentemente, un tale giudizio, in una misura tale che solo un pazzo o, appunto, un bambinetto, potrebbero ardire di non trovare sufficiente.<\/p>\n<p>Ogni volta che sentiamo o leggiamo di violenze, rapine, stupri, omicidi, atti di terrorismo che mietono numerose vittime innocenti &#8211; per non parlare delle guerre, guerricciole e guerriglie che infuriano contemporaneamente, pi\u00f9 o meno dimenticate, in alcune decine di luoghi del nostro pianeta -, ci sembra di avere la prova provata che il mondo \u00e8 orribile e che l&#8217;essere umano \u00e8 una creatura miserabile e meritevole soltanto di schifo e disprezzo.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, tutto questo non ha nulla a che fare con la filosofia, ma soltanto con l&#8217;emotivit\u00e0 e con il desiderio inconfessato di autocommiserazione: perch\u00e9 non emerge da un ragionamento articolato intorno alla natura del male morale &#8211; che, per esempio, potrebbe anche essere la conseguenza dolorosa, ma necessaria di un privilegio straordinario della persona umana, ossia la facolt\u00e0 di compiere libere scelte -, ma si limita a selezionare una parte di quel che la realt\u00e0 ci offre, in modo da trovarvi quel giudizio negativo che fin dall&#8217;inizio si desiderava formulare.<\/p>\n<p>Infatti, se \u00e8 vero che il mondo in cui viviamo \u00e8 caratterizzato dalla presenza insidiosa e inquietante del male &#8211; a prescindere dalla patologica, interessata amplificazione che ne fanno i mezzi d&#8217;informazione di massa, allo scopo di realizzare alte vendite o alti indici di ascolto -, \u00e8 pur vero che, in esso, sono presenti anche molti elementi di segno opposto, che vi sono, cio\u00e8, molte persone buone e molte azioni generose e disinteressate; e che, pertanto, \u00abdecidere\u00bb circa la bont\u00e0 o la malignit\u00e0 del mondo in cui viviamo \u00e8 pur sempre il risultato di una operazione articolata, le cui fasi dovrebbero essere:<\/p>\n<p>1)  la valutazione spassionata di entrambi gli aspetti;<\/p>\n<p>2)  il ponderato confronto, sia quantitativo che qualitativo, del loro rapporto reciproco;<\/p>\n<p>3)  il giudizio complessivo, in un senso o nell&#8217;altro.<\/p>\n<p>E, quanto alla natura dell&#8217;uomo, ci sembra un po&#8217; semplicistica la tendenza di certe filosofie (dal buddhismo a Schopenhauer agli esistenzialisti), le quali vedono nella volont\u00e0 di vivere e nel desiderio verso un piacere infinito, la radice di tutti i mali e della massima infelicit\u00e0: perch\u00e9, anche qui, si \u00abpone\u00bb, puramente e semplicemente, quello che andrebbe, semmai, dimostrato: ossia che il dolore prevalga sul piacere e che il dolore medesimo rappresenti solo e unicamente una condizione negativa per l&#8217;uomo (mentre si potrebbe vedervi, per esempio, la sorgente di molte occasioni di bene le quali, altrimenti, resterebbero inespresse).<\/p>\n<p>Insomma, quando ci si domanda se il mondo in cui viviamo \u00e8 realmente un luogo invivibile, bisogna stare bene attenti a non cadere in quei discorsi triti e scontati, in quelle tirate da osteria contro \u00able donne, il tempo ed il governo\u00bb (come recitava una bella canzone di Fabrizio De Andr\u00e9) che danno forse sollievo a dei vecchi brontoloni esacerbati, ma non hanno alcun punto in comune con l&#8217;esercizio razionale del pensiero.<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 che, spesso e volentieri, in quei tristi sfoghi da osteria indulgono proprio coloro che fanno professione di intellettuali; sicch\u00e9, a forza di sentir ripetere quelle sentenze da parte di fonti autorevoli, l&#8217;uomo della strada finisce per convincersi della loro verit\u00e0, e introietta come assolutamente \u00abnaturale\u00bb una visione del mondo che, invece, \u00e8 frutto di una evidente distorsione del giudizio.<\/p>\n<p>Gli scrittori, i poeti e i drammaturghi delle ultime generazioni hanno una notevole responsabilit\u00e0 nella diffusione dell&#8217;immagine nichilista e pessimistica del mondo, perch\u00e9, grazie al fatto che a loro &#8211; a differenza che ai filosofi &#8211; non viene chiesto di argomentare, ma solo di esprimere sentimenti e stati d&#8217;animo, tocca il \u00abprivilegio\u00bb di poter calunniare il mondo senza essere chiamati a renderne conto.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 cos\u00ec che il \u00abmale di vivere\u00bb di un Leopardi o di un Montale finisce per diventare una sorta di dottrina universalmente accettata, poich\u00e9 il grosso pubblico dei lettori non si prende il disturbo di distinguere il piano della poesia da quello della riflessione razionale e tende a pensare che, se intellettuali di quel livello hanno detto simili cose, ci\u00f2 significa che queste ultime devono pur essere \u00abvere\u00bb (altrimenti, non le avrebbero dette).<\/p>\n<p>Ad esempio, scriveva Eug\u00e8ne Ionesco, nel suo libro dal titolo alquanto significativo \u00abIl mondo \u00e8 invivibile\u00bb (titolo dell&#8217;opera originale: \u00abUn homme en question\u00bb, Paris, Gallimard, 1979; traduzione italiana di Isabella Facco, Milano, Spirali, 1989, pp. 199-201):<\/p>\n<p>\u00abNon sono certo l&#8217;unico a dire che il mondo \u00e8 diventato invivibile. I popoli sono in pieno delirio. Gli uomini i hanno oltrepassato i limiti persino dell&#8217;ignobile. Non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 scelta fra una causa o l&#8217;altra. Il terrore generalizzato che noi viviamo rende i pi\u00f9 sensibili incapaci di sopportare questo enorme fardello, sono sull&#8217;orlo del suicidio a meno che non vengano uccisi. Altri, i pi\u00f9 forti, vivono nel terrore come nel proprio elemento naturale, normale; di fatto, \u00e8 naturale e normale. Anormali sono la pace e la dolcezza. Ma tra i pi\u00f9 forti si arruolano anche i politici, i fanatici, gli assassini, i massacratori.<\/p>\n<p>Verr\u00e0 il tempo degli assassini, profetizzava gi\u00e0 Arthur Rimbaud. L&#8217;assassino, l&#8217;uccisore \u00e8 l&#8217;ideale confessato e sconfessato di molti fra noi. Si \u00e8 tanto parlato della violenza e la si \u00e8 tanto giustificata che, adesso, eccola onnipotente, invincibile. \u00c8 stata molto criticata la violenza repressiva, quella del potere. Oggi, ci sembra che la violenza del potere , sia pure orrenda, sia la pi\u00f9 dolce fra le violenze.<\/p>\n<p>Non posso pi\u00f9 leggere i giornali, non posso pi\u00f9 ascoltare l&#8217;attualit\u00e0, tutto questo mi riempie di orrore. Ma noi siamo doppi: infatti, sono anche meravigliato nell&#8217;accorgermi di quanto io sia attratto dai film di violenza. Indubbiamente, in me come in ciascuno di noi, ci sono la paura e l&#8217;amore del terrore. Ma in ogni caso, in me predomina il disgusto per la violenza, il disgusto per il crimine. Perch\u00e9 le persone si uccidono fra loro? Non moriranno tutti. Se un uomo ne uccide un altro, \u00e8 come se uccidesse se stesso. Il trionfo della violenza \u00e8 il trionfo dell&#8217;autodistruzione. L&#8217;umanit\u00e0 non pu\u00f2 pi\u00f9 sopportare se stessa.<\/p>\n<p>Mi chiedo con spavento se il solo modo di governare i popoli sia il terrore. \u00c8 quanto fanno i governi forti all&#8217;Est come all&#8217;Ovest. Mi chiedo, con vergogna e con rimorso, se i gulag non siano inevitabili. Evidentemente, pi\u00f9 che evidentemente, il mondo \u00e8 malvagio. O forse malfatto, mal fabbricato. Gli gnostici pensavano che Dio non fosse il vero creatore del mondo.. I demiurghi sarebbero stati demoni o angeli caduti che avrebbero rubato a Dio i segreti di fabbricazione e che avrebbero concepito e fatto questo mondo senza la volont\u00e0 di Dio o, addirittura, contro la Sua Volont\u00e0. Poich\u00e9 il mondo \u00e8 malvagio, \u00e8 normale che vogliamo cambiarlo: diventa la creazione degli uomini. Ma gli uomini lo rendono ancora pi\u00f9 malvagio Di cambiamenti in cambiamenti, le societ\u00e0 sono diventate pi\u00f9 orribili dell&#8217;orribile, pi\u00f9 odiose dell&#8217;odioso. Coloro che hanno voluto, e ancora vogliono o presumono di volere, instaurare la giustizia, instaurano soltanto la vendetta e il castigo.. Coloro che presumono di voler fare regnare la libert\u00e0 fanno regnare soltanto la dittatura e il terrore. Vogliamo davvero instaurare il Bene oppure, nostro malgrado, vogliamo il Male senza che la nostra coscienza lo sappia. \u00c8 tutto irrazionale. I nostri desideri profondi sono insondabili. Diffido di quanti vogliono salvare il mondo.<\/p>\n<p>Le ideologie, le religioni, le dottrine filosofiche sembra forniscano soltanto pretesti alla violenza. Questa va sempre oltre il suo scopo. Cos\u00ec, dopo che un regime \u00e8 stato rovesciato, la violenza continua la sua opera giudicando e decapitando. Si ha paura della vendetta dei vinti. Si detestano quanto i vincitori quanto i vinti.<\/p>\n<p>La violenza che si trova in tutte le societ\u00e0 \u00e8 psicologica e biologica, \u00e8 la parte che tocca in sporte a ciascuno. \u00c8 inspiegabile. \u00c8 un mistero<\/p>\n<p>Che cosa fare davanti a questo enigma che ci lascia impotenti? Se voglio fare qualcosa contro la violenza, faccio a mia volta violenza. Due secoli di rivoluzioni non hanno migliorato l&#8217;uomo., quest&#8217;uomo pericoloso per l&#8217;uomo. Sapevamo da tempo che l&#8217;uomo \u00e8 il peggior nemico dell&#8217;uomo.<\/p>\n<p>Davanti a questo enigma fondamentale, che cosa possiamo dire ancora? Che cosa intraprendere? Che cosa scrivere? Ormai ci sono valanghe, miliardi di parole. Che caos!<\/p>\n<p>Bench\u00e9 rare, ci sono anche persone felici. Sono forse incuranti, indifferenti? Spesso hanno sofferto pi\u00f9 degli altri. Ho un amico che hanno cercato di uccidere in una sommossa. La ferita che ha riportato ha lasciato strascichi pesanti, non nutre odio, mi dice di sentirsi felice di vivere, di vivere nell&#8217;incanto, giacch\u00e9 \u00e8 ancora vivo nonostante le sofferenze e la vita, per lui, \u00e8 un dono in ogni istante.<\/p>\n<p>S\u00ec, ci sono anche quelle persone benedette, che non sanno odiare. Vengono odiate anche loro, giacch\u00e9 i sobillatori non vogliono lasciarle in pace. Ma finir\u00e0. Questo mondo finir\u00e0. Forse finir\u00e0 bene. \u00bb<\/p>\n<p>Se poi ci si domanda a che cosa mirino riflessioni di questo tenore, si giunge inevitabilmente alla risposta (cui Ionesco perviene in modo esplicito) che \u00abDio si \u00e8 sbagliato\u00bb, e che \u00abla Sua creazione contiene un grave errore di fondo\u00bb.<\/p>\n<p>Eppure, se si vuol tirare in ballo Dio, dovrebbe essere piuttosto evidente che noi non possiamo pretendere di valutare n\u00e9 Lui, n\u00e9 la Sua creazione, con le categorie mentali che ci sono proprie, e che sono le uniche &#8211; del resto &#8211; a nostra disposizione: sarebbe, pi\u00f9 o meno, come se delle formiche pretendessero di giudicare il Monte Everest. Invece dobbiamo sempre tener presente che le Sue vie non sono le nostre vie, e che i Suoi pensieri non assomigliano ai nostri.<\/p>\n<p>A noi, talvolta, pu\u00f2 sembrare che il male prevalga sul bene, e siamo perci\u00f2 tentati di trarne la conclusione che Dio deve essersi sbagliato a nostro riguardo. Ma, nel far ci\u00f2, ci comportiamo come quel ragazzaccio che continua a tentare la pazienza di suo padre e che si stupisce di ricevere, al posto di un drastico, meritatissimo castigo, sempre nuove prove di fiducia e sempre nuove occasioni di ripensamento e di riscatto.<\/p>\n<p>Molto spesso, la sbrigativa filosofia del \u00abtutto \u00e8 male\u00bb finisce per diventare il paravento per un atteggiamento di colpevole indulgenza verso la propria inerzia morale; come se noi, dopo esserci ricoperti con le nostre stesse mani di disprezzo e di esecrazione, ci sentissimo inconsapevolmente liberati del senso di colpa, e pronti a ricominciare nei nostri comportamenti sbagliati. Molto spesso, cio\u00e8, il nichilismo e il pessimismo a oltranza non sono che la maschera di un segreto compiacimento di sprofondare sempre di pi\u00f9 nel male: tanto, si sa, l&#8217;essere umano \u00e8 malvagio, e da lui non bisogna aspettarsi mai niente di buono, se non per caso o per interesse.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il pericolo dal quale occorre guardarsi.<\/p>\n<p>Prima di lamentarsi che ci troviamo in un mondo invivibile, ciascuno di noi dovrebbe sforzarsi di renderlo un po&#8217; pi\u00f9 vivibile, a partire dal proprio, piccolo ambito quotidiano. Nessuno ci domanda di raddrizzare il mondo, con tutte le sue storture; mentre ci verr\u00e0 chiesto, crediamo, di rendere conto di quel che avremo fatto, o meno, per migliorare il nostro stresso io, e per rendere un po&#8217; pi\u00f9 respirabile il nostro angolino di realt\u00e0.<\/p>\n<p>Forse, nonostante tutto, il mondo non \u00e8 poi quel luogo orrendo e invivibile che \u00e8 piaciuto dipingere a Leopardi, Schopenhauer, Pirandello, Montale, Sartre e tanti altri.<\/p>\n<p>Forse, dopotutto, esso \u00e8 un luogo invivibile solo per coloro i quali non sono capaci di vederne la bellezza, spingendo lo sguardo oltre le apparenze.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Crediamo di aver mostrato, nel precedente articolo \u00ab\u00c8 giusto aiutare un bambino a non credere che viviamo in un mondo cattivo?\u00bb (consultabile sempre sul sito di<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30153,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[40],"tags":[92],"class_list":["post-27182","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-estetica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-estetica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27182","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27182"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27182\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30153"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27182"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27182"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27182"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}