{"id":27175,"date":"2018-02-24T06:05:00","date_gmt":"2018-02-24T06:05:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/02\/24\/modernizzandosi-la-chiesa-si-vota-al-suicidio\/"},"modified":"2018-02-24T06:05:00","modified_gmt":"2018-02-24T06:05:00","slug":"modernizzandosi-la-chiesa-si-vota-al-suicidio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/02\/24\/modernizzandosi-la-chiesa-si-vota-al-suicidio\/","title":{"rendered":"Modernizzandosi, la Chiesa si vota al suicidio"},"content":{"rendered":"<p>Il problema \u00e8, come osservava Thomas Kuhn nel suo ormai classico <em>La struttura delle rivoluzioni scientifiche<\/em>, che, quando avviene un cambio di paradigma, i seguaci del nuovo e quelli del vecchio perdono qualsiasi possibilit\u00e0 di dialogare realmente, come se i loro linguaggi fossero divenuti assolutamente estranei e incomprensibili l&#8217;uno all&#8217;altro. Succede, infatti, che le basi stesse del modo di ragionare di ciascuno dei due, la prospettiva complessiva sul reale, dalla quale essi muovono, sono divenuti radicalmente divergenti e incommensurabili: ci\u00f2 che l&#8217;uno dice \u00e8 privo di senso per l&#8217;altro, e viceversa. Sono soprattutto i seguaci del nuovo paradigma a manifestare apertamente disprezzo e indifferenza per tutto ci\u00f2 che reca troppo evidente l&#8217;impronta del vecchio; sono specialmente loro a mostrarsi del tutto disinteressati a dialogare. Sono convinti che il progresso sia dalla loro parte e che il futuro, entro poco tempo, dar\u00e0 loro ragione, interamente, su tutta la linea: dunque perch\u00e9 scendere a compromessi con chi ha i giorni contati? A che scopo attardarsi in discussioni di retroguardia, con chi reca su di s\u00e9, incombente, la condanna della storia? Chi abbia letto il <em>Dialogo sopra i due massimi sistemi del modo<\/em>, capir\u00e0 molto bene quel che intendiamo dire. Perch\u00e9 mai Salviati, il portavoce della concezione copernicana, dovrebbe fare sconti a Simplicio, il difensore della concezione aristotelica e tolemaica? Perch\u00e9 dovrebbe essere indulgente o generoso verso di lui; per quale ragione dovrebbe prendersi il disturbo di mostrargli un po&#8217; di considerazione, o riconoscergli almeno qualche merito, insomma concedergli la resa con l&#8217;onore delle armi? La vittoria totale \u00e8 a portata di mano: e a chi sta per pigliare tutto non viene neppure in mente di potersi contenere; al contrario, vuole strafare, perch\u00e9 tanto sa di non rischiare nulla e che nessuno gli chieder\u00e0 conto della sua intransigenza.<\/p>\n<p>Ebbene: forse noi ci troviamo in una situazione molto simile a quella di un cambio di paradigma, e ne stiamo pagando lo scotto: perch\u00e9, nel cambio, non \u00e8 detto che vi siano solo guadagni e vantaggi; ci possono essere anche delle perdite, e magari assai gravi, solo che, sul momento, nessuno se ne rende conto, nessuno le calcola come tali e, quindi, nessuno se ne d\u00e0 la minima preoccupazione. Chi vede certe cose che gli alti non vedono, accecati dallo splendore illusorio del nuovo paradigma (perch\u00e9 non \u00e8 scritto da nessuna parte che i nuovi paradigmi sono intrinsecamente superiori agli antichi; questo lo dicono i loro esponenti, che per\u00f2 sono parte in causa e quindi non meritano alcun credito particolare), rischia di trovarsi a recitare la scomodissima parte di Cassandra: per quanto si sforzi di segnalare il pericolo e di dare l&#8217;allarme, non trova nessuno, ma proprio nessuno, disposto ad ascoltarlo. Non \u00e8 che gli altri non credano a quella certa cosa; non crederebbero a qualsiasi cosa dicesse, perch\u00e9 tutto quel che pu\u00f2 uscire dalla sua bocca, a loro giudizio, non ha pi\u00f9 alcun riscontro nella realt\u00e0. I progressisti hanno deciso che la tradizione \u00e8 solo un cumulo di polverose superstizioni, e quindi non sono disposti a prestare la bench\u00e9 minima attenzione a quel che possono voler dire i suoi ultimi, tardivi esponenti.<\/p>\n<p>Il vecchio paradigma, ormai tramontato, \u00e8 quello cristiano, che, per comodit\u00e0, possiamo anche chiamare medievale, ma che, in realt\u00e0, almeno in ambiente rurale, \u00e8 rimasto sostanzialmente in vita fino alla prima met\u00e0 del secolo scorso; il nuovo \u00e8 quello moderno, anche se, negli ultimi anni, per una estrema raffinatezza di malizia, ama descriversi come post-moderno, volendo dare a intendere che non \u00e8 pi\u00f9 lo stesso, che si \u00e8 evoluto, che \u00e8 qualcosa d&#8217;altro; ma non \u00e8 che un concentrato di tutte le caratteristiche pi\u00f9 specifiche della modernit\u00e0, soltanto rivestito con una patina di scetticismo che non contrasta con tutto il resto, che non lo mette veramente in crisi, ma \u00e8 funzionale alla sua sopravvivenza, sotto spoglie parzialmente mutate. Ora, nel paradigma cristiano, parole come &quot;peccato&quot;, &quot;grazia&quot;, &quot;beatitudine&quot;, &quot;dannazione&quot;, &quot;angeli&quot;, &quot;diavoli&quot;, &quot;paradiso&quot;, &quot;inferno&quot;, erano l&#8217;espressione di concetti molto precisi, che si stagliavano con estrema evidenza nella mente e nella coscienza delle persone; e questo perch\u00e9 la prospettiva complessiva era quella della fede. Oggi, nel paradigma dominato dalla scienza e della tecnica, le stesse parole non evocano pi\u00f9 gli stessi concetti, per cui, se non si pone attenzione al mutamento sopravvenuto, sia di pensiero che di sentimenti, si rischia d&#8217;incorrere in grossi abbagli e in pericolosi fraintendimenti. Le parole, infatti, apparentemente sono sempre quelle, ma ci\u00f2 che esse evocano \u00e8 del tutto cambiato. Che cosa \u00e8 successo? \u00c8 successo che gli uomini moderni hanno deciso di leggere la <em>Bibbia<\/em> in senso allegorico, perch\u00e9 non sono pi\u00f9 capaci di leggerla nel suo significato preciso (che essi chiamano, con una punta di compatimento, &quot;letterale&quot;); e ci\u00f2 per la buona ragione che il paradigma scientifico non consente loro di incorrere nelle &quot;ingenuit\u00e0&quot; dei loro antenati. Il cristianesimo non \u00e8 scomparso e non \u00e8 scomparsa nemmeno la visone cristiana del reale, ma l&#8217;uno e l&#8217;altra si sono modernizzati, vale a dire che hanno fatto propri i nuovi modi di sentire e di penare. E, cos\u00ec facendo, si sono svuotati dall&#8217;interno. Non \u00e8 stato necessario che il cristianesimo venisse abbattuto con la forza, come aveva cercato di fare Diocleziano; \u00e8 stato pi\u00f9 che sufficiente che i cristiani moderni decidessero di mettere le lancette dei loro orologi in accordo con l&#8217;ora legale della modernit\u00e0.<\/p>\n<p>La visione cristiana del reale \u00e8 rimasta viva fino a che la Chiesa cattolica ha saputo custodirla e trasmetterla fedelmente, il che si \u00e8 prolungato molto dopo la fine della civilt\u00e0 cristiana, nel caso dell&#8217;Italia fino agli anni &#8217;60 del Novecento. Ci\u00f2 ha comportato, naturalmente, uno scollamento, una divaricazione fra la civilt\u00e0 moderna e la cultura cattolica, relegata in una posizione sostanzialmente marginale, anche se all&#8217;interno di una quadro complessivo di devozione esteriore (battesimi, cresime, matrimoni, frequenza alla\u00a0 Messa domenicale, ecc.). Sia pure in posizione minoritaria, per\u00f2, la Chiesa custodiva due cose essenziali: il senso del sacro, della Tradizione, della trascendenza; e il proprio codice morale, ivi compresa la morale sessuale, che era distinto dal codice della societ\u00e0 profana, sempre pi\u00f9 laico e secolarizzato. Poi, nel 1962, \u00e8 successo un fatto inaudito: rinunciando alla propria Tradizione, la Chiesa ha voluto modernizzarsi; con la pretesa di &quot;dialogare con il mondo&quot;, si \u00e8 secolarizzata a sua volta: ha fatto propri, dapprima cautamente e implicitamente, poi, come ora vediamo, in maniera sempre pi\u00f9 rapida ed esplicita, tutti gli aspetti e tutti i &quot;valori&quot; (o disvalori) della civilt\u00e0 moderna: dalla libert\u00e0 religiosa al pluralismo e all&#8217;indifferentismo religioso; dal rispetto dei &quot;diritti&quot; civili all&#8217;aborto, all&#8217;eutanasia, alle unioni di fatto, ai cosiddetti matrimoni fra persone dello stesso sesso; dall&#8217;impegno caritativo e assistenziale a forme sempre pi\u00f9 decise d&#8217;impegno sociale e politico, fino all&#8217;abbandono pratico della trascendenza e della verticalit\u00e0 e spiritualit\u00e0 della relazione con Dio, con l&#8217;azione sindacale che si sostituisce alla preghiera e con la ricerca della giustizia sociale che si sostituisce alla prospettiva del Regno di Dio, o meglio, con la radicale immanentizzazione di quest&#8217;ultimo.<\/p>\n<p>Nella chiesa modernizzata e modernista (perci\u00f2\u00a0 scriviamo &quot;chiesa&quot; con la minuscola) tutto il bagaglio e il patrimonio della fede viene rivisitato in senso materialista e razionalista: il Vangelo viene sottoposto a una rilettura radicale, espungendo tutto ci\u00f2 che non si accorda con il paradigma moderno o interpretandolo in senso allegorico e figurato. I miracoli, per esempio, non sono pi\u00f9 miracoli, ma guarigioni o altre azioni di Ges\u00f9 Cristo che, nella percezione di quel tempo e nella cultura di quell&#8217;epoca, venivano ritenuti miracoli, ma non lo erano. Ges\u00f9 si adattava a quelle credenze e non le smentiva, per con creare ulteriore disorientamento. Pertanto Ges\u00f9 non ha eseguito alcun esorcismo, semplicemente perch\u00e9 il diavolo non esiste, ma\u00a0\u00e8 &#8211; come afferma il gesuita Sosa Abascal &#8211; una immagine simbolica del male; per\u00f2 ha simulato di eseguirli, per &quot;accontentare&quot; le richieste della gente, e, probabilmente, ha aiutato la guarigione di persone instabili e psichicamente disturbate. E la sua morte e risurrezione? Qui si arriva al nodo; e i &quot;cattolici&quot; modernizzanti, cio\u00e8 modernisti, cio\u00e8 eretici e non cattolici, si stanno disponendo da molto tempo ad affrontarlo, con una meticolosa &quot;preparazione&quot; psicologica e culturale dei fedeli. Si trattava, e si tratta, di portare\u00a0 la massa dei credenti, un poco alla volta, verso una visione totalmente storicista del cristianesimo, spogliandola dii ogni residuo di trascendenza, di sacralit\u00e0, di divino: per esempio, il fatto di trasformare le chiese da luoghi di preghiera e adorazione a luoghi in cui si offre da mangiare e da dormire ai &quot;poveri&quot; rientra, consapevolmente o no, nella strategia per giungere a questo traguardo finale: eliminare dal cristianesimo quel poco che ancora resta di soprannaturale, di divino. Quanto al mistero supremo, la morte e la risurrezione di Cristo, la strada \u00e8 stata tracciata dal signor Bergoglio, quando ha affermato, con la massima noncuranza, che la sua morte \u00e8 un fatto storico, quindi oggettivo e indubitabile, mentre la sua resurrezione \u00e8 un fatto di fede: laddove la parola &quot;fede&quot; assume, per la prima volta &#8211;\u00a0almeno da parte di un pontefice &#8211; una connotazione implicitamente svalutativa rispetto alla &quot;storia&quot;, intesa come verit\u00e0 certa e scientifica. Il messaggio in codice di quella frase era: alla storia sono tenuti a credere tutti; alla fede, creda chi pu\u00f2. L&#8217;aspetto decisivo della scelta che la Chiesa cattolica ha fatto con il Concilio Vaticano II, imboccando la strada della modernizzazione, non \u00e8 percepibile di primo acchito, ma rimane, per cos\u00ec dire, in penombra, sullo sfondo. La frase di Bergoglio,\u00a0<em>la morte di Ges\u00f9 appartiene alla storia, la sua resurrezione alla fede<\/em>, non equivale solo a una distinzione e separazione dei due ambiti, quello della cultura laica e quello della cultura cattolica, cosa gi\u00e0, di per s\u00e9, devastante e autodistruttiva, perch\u00e9 una chiesa che si pone in questa prospettiva, rinunciando a rivolgersi all&#8217;uomo nella sua totalit\u00e0, segna l&#8217;inizio della propria fine; ma vi \u00e8 dell&#8217;altro. La cosa pi\u00f9 importante \u00e8 che, in quella frase, il sottinteso \u00e8 che le cose vere e certe sono quelle della scienza (e della storia), non quelle delle fede, che sono opinabili e soggettive. Anche se ci\u00f2 non viene detto apertamente, \u00e8 implicito, per il fatto che la Chiesa cattolica, dopo il Concilio, ha fatto proprio, un poco alla volta, il punto di vista del mondo, secolarizzando la propria cultura, a cominciare dalla teologia, ma passando anche per la liturgia, la pastorale, eccetera.<\/p>\n<p>Pertanto, le verit\u00e0 del mondo e quelle del Vangelo giacciono su piani differenti: le prime devono essere accettate da tutti, credenti e non credenti; le seconde possono essere credute dai credenti (&quot;possono&quot; e non &quot;devono&quot;: il caso del prete torinese che dice, in piena Messa, di non credere al\u00a0<em>Credo<\/em>, \u00e8 solo la punta dell&#8217;<em>iceberg<\/em>), ma solo entro i limiti precisi in cui non configgono con le seconde. E questo perch\u00e9, a monte, vi \u00e8 stato non solo un cedimento, ma una resa vera e propria, esplicita e conclamata, alle &quot;verit\u00e0&quot; del mondo. La fretta indecente, per esempio, con cui la Chiesa cattolica ha ritenuto di dover riconoscere l&#8217;evoluzionismo darwiniano come una verit\u00e0 scientifica (mentre era e resta un teoria, tuttora non universalmente accettata dagli scienziati) nasce dal senso di colpa e dal timore di ripetere l&#8217;errore commesso con il processo a Galilei. Ci\u00f2 ha introiettato nei cattolici l&#8217;idea che Galilei aveva ragione e la Chiesa torto (mentre i torti e le ragioni, nella realt\u00e0 storica, sono assai pi\u00f9 sfumati, anche sotto il solo profilo scientifico: Galilei non aveva le prove del modello copernicano) e che, d&#8217;ora in poi, se sorgesse un conflitto fra le verit\u00e0 del mondo e quelle del Vangelo, sar\u00e0 sempre il &quot;mondo&quot; ad aver ragione, anche sul Vangelo stesso. Infatti, \u00e8 cos\u00ec che i cattolici modernizzanti e progressisti leggono il Vangelo: lo prendono sul serio solo fin dove ci\u00f2 con urta con i presupposti ed i dogmi del paradigma moderno; ma dove questo accade, ripudiano il Vangelo e invocano il sapere del mondo, si affidano ad esso e non esitano a deridere o denigrare i loro fratelli di fede che restano ancorati alla verit\u00e0 soprannaturale. Hanno sviluppato un forte complesso d&#8217;inferiorit\u00e0 nei confronti del mondo, per cui vogliono sempre apparire aggiornati ed al passo coi tempi: dai teologi, ai vescovi, ai sacerdoti, perfino ai frati e alle suore, per non parlare dei laici, dei presbiteri, degli insegnanti di religione cattolica, molti di loro si fanno un vanto di non credere pi\u00f9 alla maniera di un tempo, &quot;fideista&quot; e un po&#8217; superstiziosa, ma di essere dei cristiani moderni ed emancipati, o &quot;adulti&quot;, come si usa dire dalle loro parti, che non la cedono ad alcuno quanto a visione laica e secolarizzata delle cose.<\/p>\n<p>E&#8217; come se volessero sempre dire, e rassicurare il mondo sulla loro affidabilit\u00e0:\u00a0<em>Guardate che non siamo pi\u00f9 quelli del tempo di Galilei; guardate che ora siamo dei cittadini della modernit\u00e0 a pieno titolo, proprio come voi. E se andiamo alla Messa, facciamo la Comunione, se ci confessiamo, se ci sposiamo in chiesa, se facciamo tutte queste cose, sappiate che, per noi, sono solo dei simboli: mica ci crediamo nel pieno senso della parola<\/em>. Insomma, codesti &quot;cattolici&quot; hanno gettato nel cestino dei rifiuti ci\u00f2 che la Chiesa custodiva da millenovecento anni, la visione mitica del mondo (&quot;mitica&quot; nel senso nobile, diciamo platonico, dell&#8217;espressione), che il mondo, pur combattendola, segretamente ammirava, perch\u00e9 non aveva e non avr\u00e0 mai l&#8217;equivalente, e davanti alla quale, forse, oggi sarebbe pronto e disposto a gettarsi in ginocchio, avendo toccato con mano la disperazione della propria visione, materialista e scientista; e ha assunto, in cambio, la visione profana della civilt\u00e0 moderna, che, essendo atea nella sua essenza, inevitabilmente conduce all&#8217;ateismo coloro che la assumono e la fanno propria.<\/p>\n<p>Un tipico effetto dell&#8217;introiezione del paradigma moderno all&#8217;interno della visione cristiana \u00e8 il discredito in cui \u00e8 caduta la credenza nell&#8217;azione del diavolo sugli uomini, e, di conseguenza, sulla figura dell&#8217;esorcista. Non sono pochi i vescovi &quot;cattolici&quot; i quali non vogliono neanche sentirne parlare; dal che si capisce come quei signori non abbiano pi\u00f9 niente di cattolico, se non la veste (e il relativo inganno a spese dei fedeli), perch\u00e9 non si conformano per niente al Deposito della fede cattolica, ma pretendono di fabbricarsi una fede nuova, secondo il loro gusto, e d&#8217;insegnarla ai fedeli, in accordo con i principi basilari della civilt\u00e0 moderna, ma tradendo sia la fede stessa, sia i fedeli. Tradimento in premio del quale ricevono l&#8217;applauso del mondo: sia del mondo che sta fuori dalla Chiesa e che ha sempre odiato e combattuto la Chiesa (i figli della cultura radicale, per esempio), sia del mondo che, ormai, si \u00e8 insediato dentro la Chiesa stessa (i cosiddetto cattolici progressisti da un lato, e gli esponenti della massoneria ecclesiastica dall&#8217;altro). Che bello ricevere applausi da tutte le parti, e mai una critica, mai un fastidio: una vera meraviglia. Ed \u00e8 cos\u00ec che il diavolo ha preso all&#8217;amo una buona fetta del clero cattolico e dei fedeli cattolici: ingannandoli e lusingandoli nella loro vanit\u00e0, e facendo leva sul loro umano, fin troppo umano, desiderio di quieto vivere.<\/p>\n<p>Ma parlare del diavolo, nel paradigma moderno, \u00e8 impresa ardua, nonch\u00e9 fiato sprecato. Tuttavia, noi che abbiamo la testa dura e molto fiato da sprecare, non ci tireremo indietro e promettiamo di tornare sull&#8217;argomento, molto presto: proseguendo, del resto, un discorso che abbiamo incominciato ormai da oltre dieci anni (cfr., fra gli altri, l&#8217;articolo\u00a0<em>Scusi, lei crede nel Diavolo?<\/em>, pubblicato sul sito di Arianna Editrice il 21\/12\/2010), per chi \u00e8 interessato a seguirlo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il problema \u00e8, come osservava Thomas Kuhn nel suo ormai classico La struttura delle rivoluzioni scientifiche, che, quando avviene un cambio di paradigma, i seguaci del<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30169,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[92],"class_list":["post-27175","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-modernismo","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-modernismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27175","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=27175"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27175\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30169"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=27175"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=27175"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=27175"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}